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politica

L'architettura non è cosa tecnica, se uno la sa leggere è una scienza sociale, vera filosofia dello spazio: chi progetta spazi progetta comportamenti. E dunque ogni volta che faccio un giro nella bergamasca mi sbalordisce la quantità di campanili con madonne incorporate, grandi un terzo dell’altezza totale, talvolta gialle fiammanti, mai viste altrove di simili.
E' in questa terra di devoti della volumetria mariana che la Lega fa i suoi numeri, in forza della retorica xenofoba sullo straniero. Mentre conto ben undici statue di Maria a scendere verso l'uscita autostradale di Dalmine, penso che in fondo ha anche un senso: più infantile è la fede, più necessaria deve sembrar la madre.


ripreso su Megachip

L'annosa questione delle radici cristiane d'Europa ha appena registrato l'ennesimo capitolo in occasione dell'incontro tra Joseph Ratzinger e Yves Gazzo, il capo della delegazione della commissione delle comunità europee. In quella circostanza il papa, oltre a lamentare come sempre il misconoscimento della matrice cristiana nei documenti ufficiali, ha colto l'occasione per invocare la difesa da quelli che ha chiamato "individui o gruppi di pressione" e che a suo dire minacciano valori essenziali come "l'indispensabile e necessario sostegno alla vita umana dal suo concepimento fino alla morte naturale e la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna", come se i valori cristiani a fondamento della comunità europea fossero effettivamente questi. Non ho potuto fare a meno di ricordarmi di un libro bellissimo di Enzo Bianchi, che proprio a proposito delle pretese radici cristiane e della loro declinazione attuale scrive questa cosa:

Ero infatti perplesso di fronte a tanto zelo mostrato da paladini di recente arruolamento nelle file della cristianità, i quali però non apparivano altrettanto solerti nel cercare modalità per tradurre in comportamenti quotidiani, sia individuali che collettivi, la linfa che quelle radici avrebbero dovuto fornire all'albero della società civile europea. [...]

Interessanti contributi anche sul blog di Maurizio e su quello di Ernesto, vecchi amici in Azione Cattolica, uno dei quali insegnante di religione.
Un giorno forse, quando la religione smetterà di essere usata come un marcatore identitario e il povero crocefisso dietro la lavagna non sarà più un corpo contundente contro culture considerate estranee, si potrà parlare serenamente anche di una scuola laica. Forse allora a decidere l’offerta didattica saranno le esigenze formative degli studenti e delle loro famiglie e non, come avviene ora, le logiche di lottizzazione politica che altrove impongono nomine, clientele e palinsesti. Purtroppo, in un passaggio storico in cui la Lega, tra gabbie salariali e fiction dialettali, continua a investire energie per erigere un fossato di distinzioni intorno al nord Italia con la scusa della valorizzazione del localismo, è diventato d’obbligo temere strumentalizzazioni persino su temi come la lingua, la storia e ogni tratto culturale che si presti ad essere manipolato a fini politici dietro il paravento chiodato dell’identità.

Mi funestano il viaggio di nozze notizie gravissime, che nemmeno i fatti di braghetta senile del presidente del consiglio riescono ad ammutolire completamente. Delara Dalabi è stata impiccata, e il Vaticano non protesta perché non vuole irritare gli oppositori in vista del prossimo viaggio del papa in Palestina. Le ingiustizie subite dai risparmiatori che sono stati derubati dei loro risparmi da manager e imprese disoneste non saranno risarcite, perché le class action non saranno retroattive. Maroni chiama "risultato storico" l'abbandono in mano libica di migranti di cui non si conosce l'identità, e soprattutto non si cononoscono le ragioni di migrazione, che potrebbero essere la legittima esigenza di asilo politico, diritto internazionalmente riconosciuto che nessuno può rifiutare. Radio Padania Libera si sente ad Oristano.

Come vede la battaglia di don Sante Sguotti, il prete-papà, contro il celibato dei preti? «L’obbligo deriva da una legge ecclesiastica, non divina, ma lo condivido: quando si trova il meglio non si ha bisogno di altro e poi io sono innamorato della mia missione. Se sei a disposi­zione degli altri full time, non hai tempo per una famiglia tua. In Veneto si dice che la moglie è la croce e il marito il crocefisso: noi preti la nostra croce l’abbiamo già, perchè andarcene a cercare un’altra?» (ride).

perplessità
(scritto per l'Arborense)
Quello che rimarrà di queste specifiche elezioni sarde non sarà probabilmente l’eco dei programmi, non sarà forse nemmeno la sana passione civica delle persone che si sono spese per sostenere i candidati, e di sicuro non sarà la riflessione sul presente e sul futuro dell’isola, mai stata esercizio comune, e ora relegata a prurito personale persino tra quelli che della riflessione si fanno vanto di aver fatto mestiere. Alla grancassa mediatica dei vincitori e dei vinti c’è da sperare sopravviva almeno una domanda:  cosa ci è successo? Cosa è accaduto al nostro modo di pensare la responsabilità del bene comune? Oggi che sono pezzi d’antiquariato le vecchie sezioni politiche di paese e che nessuno vota più per appartenenza ideologica, alle persone sono rimaste altre forme di partecipazione ai processi di elaborazione politica? La risposta realistica per la maggioranza è no, ma quello che inquieta è che nessuno sembra sentirne la mancanza. Il modo di comunicare politicamente è stato violentemente ristrutturato, e nel nuovo assetto non è rimasto alcun posto per il confronto di base. Non vuol dire che le persone non siano più interessate alla politica, anzi; ma è oggettivo che siano radicalmente cambiati i modi di viverla. Uno dei segnali viene dal fatto che il carisma del leader è diventato determinante: egli nella percezione comune non ha solo un peso molto maggiore dell’idea politica che rappresenta, ma addirittura la sostituisce, al punto che la capacità personale del capo è diventata una garanzia sufficiente anche in assenza di un progetto condiviso: in questo nuovo gioco, pare che al goleador non serva più una squadra.

Ringrazio tutti per i complimenti ricevuti per il premio Campiello. Tornerò a scrivere sul sito appena mi sarà possibile. Michela

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