Parzialmente nuvoloso

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perplessità
(scritto per l'Arborense)
Quello che rimarrà di queste specifiche elezioni sarde non sarà probabilmente l’eco dei programmi, non sarà forse nemmeno la sana passione civica delle persone che si sono spese per sostenere i candidati, e di sicuro non sarà la riflessione sul presente e sul futuro dell’isola, mai stata esercizio comune, e ora relegata a prurito personale persino tra quelli che della riflessione si fanno vanto di aver fatto mestiere. Alla grancassa mediatica dei vincitori e dei vinti c’è da sperare sopravviva almeno una domanda:  cosa ci è successo? Cosa è accaduto al nostro modo di pensare la responsabilità del bene comune? Oggi che sono pezzi d’antiquariato le vecchie sezioni politiche di paese e che nessuno vota più per appartenenza ideologica, alle persone sono rimaste altre forme di partecipazione ai processi di elaborazione politica? La risposta realistica per la maggioranza è no, ma quello che inquieta è che nessuno sembra sentirne la mancanza. Il modo di comunicare politicamente è stato violentemente ristrutturato, e nel nuovo assetto non è rimasto alcun posto per il confronto di base. Non vuol dire che le persone non siano più interessate alla politica, anzi; ma è oggettivo che siano radicalmente cambiati i modi di viverla. Uno dei segnali viene dal fatto che il carisma del leader è diventato determinante: egli nella percezione comune non ha solo un peso molto maggiore dell’idea politica che rappresenta, ma addirittura la sostituisce, al punto che la capacità personale del capo è diventata una garanzia sufficiente anche in assenza di un progetto condiviso: in questo nuovo gioco, pare che al goleador non serva più una squadra.

Dato il clima, è quasi naturale che per molti l’affidamento alla figura messianica abbia preso il posto del dibattito, e che sia quasi scomparsa la critica come forma nobile di libertà. Nel nuovo scenario non c’è spazio per chi fa domande; sollevare problemi impone discussione, e la discussione nella logica del messianismo è disfattista e richiede tempo, quindi per definizione ne fa perdere.  L’adesione è diventata devozione: dove il partito forte aveva i tesserati, l’uomo forte ha invece i fans, e l’antagonismo ideologico è diventato attacco personale. Chi si lamenta di esserne oggetto dovrebbe piuttosto chiedersi se il modello comunicativo che ha scelto di incarnare non lo giustifichi. Chi si lamenta del fatto che i candidati si esprimano solo a slogan, dovrebbe piuttosto domandarsi se questa non sia la logica conseguenza della scomparsa dei luoghi di elaborazione più complessa. Chi chiama “semplicità” la semplificazione e la esalta come valore del linguaggio e del pensiero, fa finta di non sapere che le risposte semplici ai problemi complessi sono di solito risposte sbagliate.
Tutti quelli che credono ancora che il confronto non sia una perdita di tempo e che non hanno rinunciato a considerare la complessità una sfida che vale la pena di affrontare, prima di esprimere il voto potrebbero trovare utile interrogarsi non solo sul “chi” e sul “cosa” gli si propone come cittadini, ma anche “come” questa proposta venga portata avanti. Io lo farò di sicuro.

Commenti  

 
#1 Su Teraccu 2009-01-24 17:02
Einstein diceva che: «per essere l'immacolato componente di un gregge, bisogna essere prima di tutto una pecora».
Le figure leaderistiche o messianiche hanno sempre fatto parte della passione politica anche quando erano ben vispe le ideologie, quello che è cambiato è secondo me il modo di immedesimarsi nel leader.
Mentre l'ideologia si nutriva oltreché di leaders anche di linee di pensiero condivise, oggi come giustamente scrivi ci si immedesima in toto col leader, con passione fideistica pari a quella che si nutre verso la propria squadra di calcio, visto che ormai è l'unica religione veramente sentita e praticata dagli italiani.
Ebbene l'atteggiamento fideistico verso certi leader rasenta il tifo calcistico, non solo verso l'onnipresente cittadino di Arcore, ma anche, a scendere, verso i vari DiPietro, Veltroni, Mastella e da noi anche su Soru ha fatto proseliti.
La campagna elettorale sarda è paradigmatica, i candidati Soru, ma anche Sale, Balia e Sollai sono 'tecnicamente' superiori al candidato Cappellacci che non avrebbe alcuna chance di successo se non avesse al suo fianco Berlusconi, ma nonostante siano entrambi imbarazzantemente inadatti e inopportuni a tenere un comizio in Sardegna hanno già conquistato centinaia di migliaia di voti senza dare alcun argomento concreto agli elettori.
Un pò come succede a chi tiene per una certa squadra di calcio, non gli interessa come gioca, chi ci gioca e a chi appartiene, si riconosce in quel colore sociale indipendentemente dalle soddisfazioni che regala e mai lo abbandonerebbe, proprio come una pecora non abbandona mai il suo gregge.
Ma, per essere l'immacolato componente di un gregge, bisogna essere prima di tutto una pecora.
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#2 Bomboi Adriano 2009-01-24 22:23
E' tutto vero. Qualche volta accade pure che nonostante il tifo per la propria casacca ci si accorge della propria debolezza e ci si chiede: Ma perché Sale ha invitato a dare un voto per IRS e magari un'altro per Soru? Saremo il primo caso di indipendentismo al mondo che invita a votare l'avversario centralista...
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#3 Antonio Farris 2009-01-25 13:23
Attendo con ansia che Michela Murgia posti una riflessione sulla ricetta della crema catalana, così che Adriano Bomboi possa cimentarsi in un confronto tra l'uovo sbattuto, lo zucchero caramellato e i difetti di iRS.
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#4 Alessandro 2009-01-25 13:25
Segnalo un' intervento di Wu Ming a proposito del 'Paese semplice'
menteambiente.blog.tiscali.it//
Alla_fine_il_Paese_Semplice___ arrivato___Wu_Ming_1895070.shtml
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#5 Luigi 2009-01-25 14:08
L'impressione che da anni continuo sempre più ad avere è che l'italiano medio sia un caprone (pecora sarebbe già maggiormente positivo) che non sa che farsene della libertà. Mi spiego: desidera la libertà 'di far quel che gli pare' ma delle decisioni che vengono prese sulla sua testa si disinteressa sempre più. Di questo non è completamente colpevole perché il sistema ha fatto di tutto per trasformarlo in tal animale. E per sistema intendo in primis la politica a partire dall'era Craxi (poi siamo peggiorati), la TV (gestita dalla politica) che ha avuto una grande responsabilità nella lenta ma costante lobotomizzazione che ha portato il telespettatore (casalinghe ma non solo) a spegnere il cervello. Con queste premesse, con una crisi economica dilagante ed un declino industriale ma soprattutto culturale che pare inarrestabile cosa ci aspetta? A mio parere ci avviciniamo sempre più ad una dittatura stile sud-america. Che magari conserverà le apparenze di una democrazia ma che sarà una dittatura dei media (ci siamo quasi). L'opposizione, PD e IDV, non è poi molto diversa.. dove sono le idee? Oramai siamo arrivati alle esternazioni dei singoli che dettano la linea (Veltroni, D'Alema, Di Pietro) e dietro di loro il nulla. E la Chiesa in tutto questo che fa? Le gerarchie ci sguazzano, basta avere soldi, potere e un popolo bue che loro sono felici. Portano avanti quelle 4 stronzate di battaglie su embrione, scuola privata, eutanasia e contraccezione e del resto se ne fregano altamente.
Gradirei un post di Michela sull'attuale critica del Vaticano alla mossa di Obama che ha tolto il divieto di finanziamenti pubblici sul controllo delle nascite nel terzo mondo.
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#6 Lux 2009-01-25 15:32
Concordo con Bomboi. Se Gavino Sale ha invitato sul serio in tv a votare UI era meglio presentarsi uniti alle elezioni. Le persone intruppate nela logica delle squadre non riflettono ed ogni messaggio viene travisato!
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#7 Antonio Farris 2009-01-25 15:53
Concordi con Bomboi cosa vuol dire, Lux? Che anche tu vedi l'evidenza dei difetti della politica di iRS nel colore non abbastanza paglierino della crema catalana? Hai indubbiamente ragione.
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#8 Su Teraccu 2009-01-25 16:49
Bombò, Sale non ha detto di votare Soru, dice di votare 'chie cherides' probabilmente si è persuaso di non aver a che fare con pecore, ma per avere la giusta soddisfazione dovresti chiederlo all'interessato.
Posso immaginare che molti indipendentisti siano consapevoli che in questa tornata elettorale non è possibile raggiungere la maggioranza relativa e che i due candidati pur se unionisti non siano affatto intercambiabili nella loro visione politica per la Sardegna e quindi ci saranno quelli che daranno un voto disgiunto a favore di Soru o (spero pochi) a Cappellacci.
Il marketing politico elettorale insegna che è molto meglio andare divisi che uniti, le unioni forzate vanno bene, e non sempre, solo per i cartelli elettorali, poi vengono a galla tutte le inevitabili contrapposizioni; tra un mesetto, e indipendentemente dall'esito del voto, vedremo cosa succederà all'interno del PD e sopratutto assisteremo all'implosione del PDL a causa della rabbia di AN per l'emarginazione subita dai Berluscones.
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#9 Chicco 2009-01-25 17:07
Su teraccu, immoi ti pones tui puru a sciaquai sa conca a su mohenti? Cussu prus du chistionas, prus sciallorius sighit a nai. Itte b'intrat su chi est nendi cun sa lega de su topic? Tenit arraxone Antoni Farris, cussu si da pigat cun cussos de irs mancai s'alleghit de su tempus...
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#10 Adriano Bomboi 2009-01-25 22:28
Teraccu, se in Sardegna esistono indipendentisti che non votano interamente i propri partiti, evidentemente sono consci della rispettiva debolezza politica. E' una cosa assurda che esistano indipendentisti che votano l'avversario politico ritenendolo il meno peggio. Nei popoli maturi l'indipendentismo punta a limite (ove presenti accordi) a far incrementare i numeri del suo partito territoriale eventualmente alleato per poter fare azione di vigilanza politica sul centralismo. Nel ns caso si dovrebbe votare quindi il PSD'AZ e non certo Soru. Mi chiedo dunque dove stia tutta la coerenza indipendentista di cui si parla. Neppure ci si rende bene conto dei messaggi che si danno nell'ambiente indipendentista.
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#11 Su Teraccu 2009-01-25 23:25
Ohi Bombò tue nde ses faghinde maladia, pasadi e pensa a su saludu.
Ci sono indipendentisti al 100%, al 75%, al 50% al 25% (io secondo gli ultimi esami urine sono già al 21%), tue sei al 101%, cioè sei arrivato al top, ora siediti e aspetta che arrivino anche gli altri, ma non stressarli troppo altrimenti ti mandano affanqulo e tanti saluti alla Sardegna libera & bella.
Un mio amico che se ne intende mi ha detto che il PSD'AZ non ha un candidato presidente, ma appoggia un certo Cappellatzi, lui si che ne sa di indipendenza, stigatzi.

Como mi ch'ando A Sos Santos Lettos (Ai Santi Letti) comente namos in bidda, pensati una risposta, ma con calma perché fino al 5 febbraio sono molto impennatto.
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#12 Adriano Bomboi 2009-01-26 16:32
Teraccu, non hai replicato a ciò che ho detto in precedenza, quindi non ha senso proseguire il discorso. Al posto di fare quadrato per ogni cosa che dicono i dirigenti dovreste ogni tanto ragionarci su per capire che cosa dicono. Altrimenti nell'indipendentismo diventiamo solo parte del gregge come gli altri....
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#13 lucio 2009-02-11 19:46
CAPPELLACCI O SORU, CHI VOTARE OGGI PER NON PIANGERE DOMANI.

Soru non è uomo che trasudi simpatia con la sua aria scorbutica e scontrosa.
Cappellacci sembra un tipo 'di cricca', simpaticone sorridente aperto e dinamico.
Un cittadino che non ha favori personali da domandare, un'ideologia che lo illumini e, men che meno, un partito da sostenere, oggi si chiede per quale dei due candidati, futuri possibili governatori della Sardegna, votare.
D'impulso mi dico: non vado a votare, mi hanno nauseato questi partiti e questi politici, che si impicchino, sono tutti impegnati a fare i loro interessi mentre noi cittadini restiamo abbandonati a noi stessi.
Rifletto meglio: Soru mi ha seccato col suo caratteraccio, col suo modo di fare antipatico, sembra abbia qualcosa contro il mondo intero.
Cambiamo: proviamo questo Cappellacci! Un volto nuovo, di uno che sembra saperci fare, perlomeno sorride ed è meno deprimente del suo avversario.
Poi, ieri, alcune dichiarazioni al TG mi hanno fatto meditare: sento dire che Cappellacci è assolutamente contrario al nucleare e da Berlusconi che non è prevista alcuna centrale nucleare in Sardegna (per il momento?).
Il nucleare!!!
Cappero, dimenticavo il nucleare!
In TV frequentemente ci spiegano che l'energia costa troppo e ci vuole il nucleare quale soluzione di tutti i nostri problemi. Il Governo Berlusconi ha quindi deciso che in Italia si faranno delle centrali nucleari, senza le quali le nostre bollette energetiche continueranno ad essere esose.
Rubbia, premio Nobel per la fisica, ci ha spiegato che, pur non essendo contrario alle centrali nucleari, l'energia che queste produrranno non costerà meno di quanto la paghiamo ora.
Ma che ne sa Rubbia di politica ed economia? Berlusconi, Tremonti, Scajola e Casini ci spiegano che le centrali nucleari sono indispensabili.
Il Governo italiano ha così elaborato una serie di norme che gli consentano di decidere dove costruire opere di questo genere senza tener conto del parere delle amministrazioni locali. Nulla Gli impedirebbe di decidere in quali siti ubicare centrali nucleari o siti di stoccaggio delle relative scorie radioattive all'insaputa della popolazione interessata, in modo da evitare proteste e disordini.
Tanti anni fa, quando ero ragazzo, un piano del Governo di allora prevedeva la costruzione in Sardegna di una centrale nucleare da 600 megawatt. Poi, con un referendum abrogativo, gli italiani decisero di dire no al nucleare e non se ne fece più nulla.
A quanto pare la Sardegna è la regione italiana che ha le caratteristiche più idonee ad ospitare le centrali nucleari e i depositi per lo stoccaggio delle scorie nucleari:
1. E' il luogo dove un eventuale incidente o attentato terroristico coinvolgerebbe da vicino il minor numero di persone: con solo 1.500.000 abitanti circa, la Sardegna è anche la regione più distante dal resto d'Italia.
2. Il suo territorio non è soggetto a terremoti e altre catastrofi naturali sono meno probabili che nel resto d'Italia.
3. La sicurezza può esservi garantita meglio e il flusso delle persone è maggiormente controllabile perché isolata dal mare.
4. L'opinione dei cittadini sardi conta molto meno di quella dei cittadini delle altre regioni di comparabile estensione territoriale poiché la Sardegna, meno popolata, esprime meno voti alle elezioni politiche.
Insomma, la Sardegna e' il luogo ideale nel quale situare impianti di produzione di energia nucleare. Eleggere Cappellacci presidente, candidato espresso dalla maggioranza che ha deciso di riprendere la produzione di energia nucleare significa, implicitamente ed al 100%, chiedere la costruzione di centrali nucleari e depositi di scorie nucleari in Sardegna.
Poco mi rassicura il fatto che Cappellacci si dichiari contrario al nucleare in Sardegna e Berlusconi dica che non è prevista alcuna centrale nell'Isola. Quando sarà il momento verranno previste in Sardegna centrali nucleari e depositi di stoccaggio dei loro rifiuti radioattivi. Nella migliore delle ipotesi Cappellacci si dichiarerà contrario, la sua opinione non sarà richiesta ne influente e, una volta deciso e avviato, neppure una successiva alternanza di Governo potrà bloccare l'attuazione del programma nucleare in Sardegna.
Cappellacci è stato scelto come candidato dal premier Berlusconi, è suo uomo di fiducia, figlio del suo commercialista in Sardegna e commercialista a sua volta. Capite bene quali barricate possa erigere, se pure volesse, contro le decisioni del Governo presieduto dal suo benefattore e leader di partito Silvio Berlusconi.
Invece sono convinto che il nucleare in Sardegna toglierebbe il sonno a Soru. Figurarsi che neppure sopporta si costruiscano delle bellissime ville a picco sul mare; che in quello schifo di Tuvixeddu preferisce, ad un elegantissimo quartiere residenziale che avrebbe rivalutato tutta Cagliari, un parco archeologico (ma che ce ne facciamo?) ; che addirittura inorridisce alla vista di quelle utilissime pale eoliche quando abbelliscono le creste dei nostri miseri monti; che non vorrebbe più servitù militari in Sardegna e comunicò agli USA la non disponibilità della Sardegna a continuare ad ospitare la loro base per sommergibili nucleari, inducendo gli americani a trasferirsi altrove.
Figuriamoci se uno che ha fatto fuoco e fiamme per inezie di questo genere si lascerà costruire dietro casa una centrale nucleare o un deposito di scorie radioattive, opere che cambierebbero l'esistenza di noi Sardi, per sempre e senza rimedio!
Poco importerà che il Governo italiano abbia deciso di non considerare l'opinione della Regione, delle Province, dei Comuni e dei Sardi. Sono convinto che, con Soru presidente della Regione, il nucleare non sbarcherà mai in Sardegna!!!
Poiché Cappellacci ha speranza di essere eletto solo grazie agli 'astensionisti' insoddisfatti dell'attuale Governatore, meditate amici, vogliamo proprio cambiare Soru con Cappellacci?

Cagliari 28 gennaio 2009


L.C. (elettore indeciso e probabile astensionista, ma solo fino a ieri sera)
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