
Dato il clima, è quasi naturale che per molti l’affidamento alla figura messianica abbia preso il posto del dibattito, e che sia quasi scomparsa la critica come forma nobile di libertà. Nel nuovo scenario non c’è spazio per chi fa domande; sollevare problemi impone discussione, e la discussione nella logica del messianismo è disfattista e richiede tempo, quindi per definizione ne fa perdere. L’adesione è diventata devozione: dove il partito forte aveva i tesserati, l’uomo forte ha invece i fans, e l’antagonismo ideologico è diventato attacco personale. Chi si lamenta di esserne oggetto dovrebbe piuttosto chiedersi se il modello comunicativo che ha scelto di incarnare non lo giustifichi. Chi si lamenta del fatto che i candidati si esprimano solo a slogan, dovrebbe piuttosto domandarsi se questa non sia la logica conseguenza della scomparsa dei luoghi di elaborazione più complessa. Chi chiama “semplicità” la semplificazione e la esalta come valore del linguaggio e del pensiero, fa finta di non sapere che le risposte semplici ai problemi complessi sono di solito risposte sbagliate.
Tutti quelli che credono ancora che il confronto non sia una perdita di tempo e che non hanno rinunciato a considerare la complessità una sfida che vale la pena di affrontare, prima di esprimere il voto potrebbero trovare utile interrogarsi non solo sul “chi” e sul “cosa” gli si propone come cittadini, ma anche “come” questa proposta venga portata avanti. Io lo farò di sicuro.
10.02.2012 11:00 -
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Data privata
11.02.2012 18:30 -
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Nurachi - Ananti de sa ziminera
18.02.2012 16:00 -
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Bologna - Assemblea Generale Progres Disterru
19.02.2012 16:00 -
21:00
Bologna - laboratorio di storytelling politico
27.02.2012 21:00 - 28.02.2012
22:00
Torino