
Per esempio leggere Ruini sui giornali un giorno sì e l’altro anche.
Il Corriere di oggi 4 marzo mi delizia con l'ennesima intervista al
Cardinal Vicario, in cui l'alto prelato invita i cattolici a svegliarsi ed essere presenti nella società. A provarci, ci proviamo. Se non fosse che la sua voce zittisce tutti, magari ci riusciremmo anche. Quando qualcuno prova a cantare fuori coro, finisce sistematicamente smentito, laico o religioso non ha nessuna importanza (Martini docet). Chi dissente dalla gerarchia non è figlio di Maria.
Mons. Ruini non vuole fratelli, vuole complici. Considerato che ci è stato negato ogni diritto al dissenso sul magistero non infallibile, è chiaro che questa voce che dovrebbe levarsi dalle bocche dei cattolici potrebbe e dovrebbe essere solo un assenso. La soluzione ruiniana al dissenso responsabile - che qualcuno incredibilmente ancora cerca di esercitare - è la minaccia di emissione di "documenti vincolanti per la coscienza". Persino Oscar Luigi Scalfaro, che certo non è un uomo del dissenso, supplica umilmente di evitare questa strada, ma viene tacciato da imbavagliatore. La verità è che nella Chiesa è il tempo degli yes-men e non è un caso che molte voci tacciano.
Se non hai niente di concorde da dire, meglio stare zitti.
18.05.2012 18:30 -
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