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L'annosa questione delle radici cristiane d'Europa ha appena registrato l'ennesimo capitolo in occasione dell'incontro tra Joseph Ratzinger e Yves Gazzo, il capo della delegazione della commissione delle comunità europee. In quella circostanza il papa, oltre a lamentare come sempre il misconoscimento della matrice cristiana nei documenti ufficiali, ha colto l'occasione per invocare la difesa da quelli che ha chiamato "individui o gruppi di pressione" e che a suo dire minacciano valori essenziali come "l'indispensabile e necessario sostegno alla vita umana dal suo concepimento fino alla morte naturale e la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna", come se i valori cristiani a fondamento della comunità europea fossero effettivamente questi. Non ho potuto fare a meno di ricordarmi di un libro bellissimo di Enzo Bianchi, che proprio a proposito delle pretese radici cristiane e della loro declinazione attuale scrive questa cosa:

Ero infatti perplesso di fronte a tanto zelo mostrato da paladini di recente arruolamento nelle file della cristianità, i quali però non apparivano altrettanto solerti nel cercare modalità per tradurre in comportamenti quotidiani, sia individuali che collettivi, la linfa che quelle radici avrebbero dovuto fornire all'albero della società civile europea. [...]

Il permanere di questo patrimonio di idee e di ideali che hanno saputo tradursi in azioni concrete e quotidiane, la solidità di queste "radici" che hanno alimentato piante rigogliose capaci di dare frutti mi paiono stridere tragicamente con sentimenti, ragionamenti, disposizioni amministrative o legislative che presentano un quadro palesemente in contrasto con l'identità cristiana proclamata verbalmente. Si assiste giorno dopo giorno ad una progressiva criminalizzazione del diverso, dello straniero, del povero e del debole: impronte digitali prese a bambini di una etnia minoritaria, classi speciali che ostacolano quell'integrazione che dicono di voler promuovere, schedatura di chi vive senza fissa dimora, allontanamento dei mendicanti dai luoghi dove la loro vista turberebbe chi non li degna nemmeno di uno sguardo, ronde private non necessariamente disarmate, introduzione del reato di "presenza" in Italia, messa in discussione della gratuità e universalità delle cure di pronto soccorso... Purtroppo l'elenco si allunga ogni giorno, e ogni nuova proposta discriminatoria suscita isolate reazioni, in particolare dal Pontificio Consiglio Iustitia et Pax, subito bollate di "buonismo", e viene poi digerita e assimilata in attesa di un boccone ancora più amaro da trangugiare. E intanto, grazie a questo clima, le cui dominanti non sono certo cristiane, un senzatetto viene arso vivo sulla panchina su cui dormiva, un nero viene picchiato e oltraggiato, un mendicante viene assalito e percosso, dei nomadi vengono inseguiti e cacciati... E l'odio, questo nefasto sentimento che sta accovacciato nel cuore dell'uomo e che un tempo assumeva connotazioni di classe focalizzandosi contro i ricchi, i potenti, gli oppressori, ora è rivolto verso quelli che sono semplicemente "altri" e che non si vogliono più vedere accanto a noi. Ora, nessuno pretende che uno stato moderno trasponga le esigenze del vangelo in articoli di legge o in commi del codice civile, ma resta l'interrogativo di quali principi ispirino i comportamenti non solo dei singoli, ma delle istituzioni e dei corpi sociali. Quali valori troviamo oggi nel vissuto concreto e nella progettualità politica che possano essere ascritti alle "radici cristiane" di cui a ragione riteniamo di poterci gloriare?

Enzo Bianchi, Per un'etica condivisa, Einaudi 2009.

Impossibile non rilevare con quanto stridore si staglia il rumore ecclesiale sulle presunte radici dimenticate contro il silenzio tombale sul marciume dei frutti.

Commenti  

 
#1 Mario Pireddu 2009-10-20 13:59
La Chiesa (preferisco chiamarla con il suo nome, Vaticano) mostra continuamente la sua essenza di organizzazione politica, più che spirituale.

Si potrebbero elencare decine di casi in cui il Vaticano tace o grida a seconda dei casi e dell'importanza che alcune cose rivestono per le politiche da portare avanti. Ma finirei per sembrare qualunquista e taccio... :-)
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#2 dorian 2009-10-20 14:09
Grazie del libro, prendo prendo. Beellooo
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#3 Michela Murgia 2009-10-20 14:18
Dori, ti consiglio anche il precedente: la differenza cristiana, sempre Einaudi, sullo stesso tema (fede, politica e società). Sono agilissimi e si leggono nel tempo di un viaggio in treno, con cose tanto sensate che uno si chiede veramente perché tutti non ragionino come il priore di Bose.
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#4 Emanuele 2011-10-25 23:06
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?
Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande"." (Mt 7,21-27)

Dunque, non basta professarsi cristiani per esserlo davvero: "Dai loro frutti li riconoscerete" (Mt 7, 16).

Michela, insieme ad altri "ben pensanti" sostiene che ci sia una sorta di omertà da parte della Chiesa nei confronti dell'attuale classe politica. Nonostante i molteplici interventi di Bagnasco, Benedetto XVI, Sodano, etc. si accusa la Chiesa di non fare nomi ma di fare solo richiami generici.

Venendo alle vicende del nostro "amato" premier è ovvio che il discorso dovessere essere generico perché non solo lui ed i sui fedelissimi hanno avuti comportamenti moralmente dubbi ma il problema riguarda tutta la classe politica e dirigente italiana.

Non solo. Nel caso specifico dei festini hard come si può accusare solo Berlusconi? La mia città è tappezzata di manifesti di locali con spettacoli Lap-dance, cene erotiche, spogliarelli, etc. ...mi pare chiaro come Berlusconi abbia riscosso la simpatia delle urne (peraltro, sono convinto che molti maschietti vorrebbero essere al posto di B., anche se in piazza si stracciano le vesti... almeno a giudicare dalla fila di auto nei viali delle prostitute in periferia). In questo caso la Chiesa deve biasimare solo il premier o è opportuno valutare i costumi di tutta la società e richiamare tutti alla sobrietà dei costumi?

Venendo alle radici Cristiane. Il problema sollevato da Bianchi è giusto, ma come mai siamo arrivati a tanto? Solo per il silenzio della Chiesa? Certo, la Chiesa è rimasta troppo in silenzio, ha dato retta a chi la accusava di ingerenza, a chi sconsigliava di insegnare dottrina, a chi voleva che la laicità fosse un valore. E la colpa è sicuramente anche di molti preti e vescovi, forse anche di qualche Papa.

L'Italia, con la sua Chiesa, è stata per secoli il faro del progresso, ha primeggiato in tutti i campi: arte, scienza, letteratura, diritto, musica, economia, etc. Ci siamo dimenticati dei grandi benefici apportati alla società dalla Chiesa? Chi ha inventato l'università? Chi gli ospedali? Chi ha finanziato le opere d'arte e letteratura? Chi ha copiato i testi latini e greci salvandoli dall'oblio? Chi ha studiato geometria, matematica, logica, etc.?

Poi il declino. Declino iniziato quando gli illuministi (o più correttamente "illuminati") hanno voluto cancellare tutto ciò in odio a Cristo ed alla sua Chiesa. A partire da Napoleone, hanno rubato, incendiato, distrutto, cancellato la nostra identità nazionale, il nostro orgoglio. Nel tritacarne sono finiti i centri di massima cultura: gesuiti, scolopi, domenicani, etc. Poi è toccato alle opere pie, alle confraternite, ai francescani, etc. che tanto bene avevano fatto in Italia e in Europa.

La campagna di discredito massonico-illuminista è riuscita anche a pervertire la storia sia italiana che della Chiesa, inserendo le sue verità nella scuola. Ecco fiorie le leggende nere dell'inquisizione, delle crociate, dell'avversione alla scienza (es. Galileo); leggende decontestualizzate e sostanzialmente prive di fondamento storico. Al posto dei valori cristiani si sono eretti nuovi idoli: progresso, liberismo, globalizzazione. Poi la storia ha chiesto il conto: comunismo e nazismo ieri; globalizzazione e divario tra ricchi e poveri oggi.

Il lavoro di discredito non è finito. I discorsi del Papa e dei vescovi sono soggetti a critiche durissime: basta una sola parola storta, magari pure decontestualizzata, per scatenare le ire di tutti. Tutt'oggi, il volontariato cattolico (Caritas, CL, Azione Cattolia, etc.) è deriso, se non accusato di chissà quali loschi intrighi. Per non parlare dei falsi miti odierni: Dan Brown, vangeli apocrifi tenuti nascosti per secoli (?), caso pedofilia pompato il più possibile.
Spesso ciò è alimentato anche da certi membri della Chiesa che hanno barattato la ricchiezza spirituale di questa con il loro egocentrismo. E giù con lezioni di vera morale evangelica, sul vero senso del Concilio Vaticano II; passando per la Teologia della Liberazione e per il Catechismo Olandese.

Dunque i ragazzi (ormai anche gli adulti) non hanno più riferimenti: i preti sono tutti pedofili, i ciellini sono tutti bigotti, il Papa è un ladro, la Caritas ruba i soldi dell'8x100, le scuole cattoliche sono covi di fanatici, e via dicendo. Quali sono i valori di oggi: successo, fama, denaro, efficientismo, sesso facile. Per bilanciare, ci mettiamo anche un po' di buonismo e relativismo: ognuno è padrone della sua vita, la mia libertà finisce dove inizia la tua, e cavolate simili...
Risultato? Quello che diceva Bianchi: roghi di barboni, pestaggi agli estracominari accusati di "rubarci la cultrura"(!). Perché il diverso, il fallito, lo straniero sono nemici dei veri valori odierni. Invece di camminare per strada a testa alta, ammirando le opere delle nostre città, piccole e grandi, ci inchiniamo sull'I-phone eleggendo a "santo" laico Jobs che, con tutto il rispetto, non vale certo un Dante, un Brunelleschi, un Boccaccio, un Vivaldi, un Da Vinci, un Michelangelo, un San Tommaso, ... (potrei continuare a lungo).

Qualcono penserà che sia io stesso un fanatico: Può essere, ma "mi divora lo zelo della tua casa" (sal 119, 139) ed oggi, la casa del Signore è la sua Chiesa. Comunque, prima di accusarmi di revisionismo spicciolo data un occhio qui:

www.vietatoparlare.it/
www.storialibera.it/
apologetica.altervista.org/index.html
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