Il sindaco di Quartucciu Carlo Murru (PdL) ha appena inviato al sindaco di Cagliari Massimo Zedda (SeL) un crocefisso in dono, a sostituzione di quello che Zedda aveva tolto dal suo ufficio appena lo avevano eletto. La motivazione dell'invio è questa:
"Facendoti i migliori auguri per il proseguimento del tuo mandato amministrativo, certo di farti cosa gradita ti invio un piccolo grande pensiero, simbolo di un sistema di valori, libertà, eguaglianza, dignità umana e tolleranza e quindi anche della laicità dello Stato, principi che innervano la Costituzione su cui entrambi abbiamo giurato".
Non voglio pensare che il sindaco di Quartucciu sia convinto che Gesù Cristo è morto in croce come testimonial di un sistema di valori. Ma se non è questa la sua convinzione, dovrebbe apparirgli chiaro che riducendo il crocefisso alla condizione di sigillo della Costituzione (in quanto "simbolo dei valori che la innervano") lo offende anzichè rispettarlo, e lo depotenzia del suo senso. Un crocefisso "simbolo di un sistema di valori" è un orpello che sta bene con tutto, compresi i muri dell'ufficio del potere di turno.
Pretendere di associare i valori della Costituzione italiana a un simbolo religioso significa fare di quella religione un attore costituzionale e trasformare i suoi simboli in strumenti di educazione civica. Questo, contrariamente a quello che pensa il sindaco di Quartucciu, non solo non è in alcun modo espressione di laicità dello Stato, ma non è nemmeno segno di rispetto per Cristo. Per questo Massimo Zedda ha fatto bene a togliere il crocefisso dal suo ufficio e farà benissimo a non riappenderlo. Non è levandolo dal muro del sindaco che si priveranno i cristiani del crocefisso. Forse però levandolo dal muro del sindaco si impedirà ai furbi di ogni schieramento di strumentalizzarlo come marcatore funzionale alla propria visione del mondo.
bei tempi andati...pace...@Beppe la differenza fra me e te è che tu hai votato pd,io zedda :)
non credo il suo gesto gli farà perdere neanche un voto. Non perderà il voto dei cattolici estremisti, che certo non l'hanno votato in prima istanza. non perderà il voto dei non cattolici o dei cattolici moderati, per i quali un buon sindaco si vede dalle azioni, non dalle immaginette. dunque mi paiono problemi infondati. Il gesto politico di chi ha usato il crocefisso per erigersi a guida morale (o moralista) lo vedo molto più rischioso nel clima attuale.
Giacomo,
1)scusa ma quale sarebbe la legge italiane che avrebbe previsto la rimozione dei crocifissi dagli uffici pubblici cui fai riferimento e a cui Zedda avrebbe "ottemperato"? A m non risulta nessuna legge del genere...al contrario, mi pare ce ne fosse una in discussione (non so se ora operativa, proposta dalla Lega Nord) che *imponesse* i crocifissi.
2)Sono d'accordo che un sindaco si giudica dagli atti concreti. Bene, nonostante i grossi problemi di Cagliari (disoccupazione in primis), vedo che i primi *atti concreti* di Zedda - almeno quelli di cui si parla - sono la rimozione di un crocifisso e la creazione di un registro delle coppie gay.
A parte il fatto che, se a "schedare" i gay fosse stato Alemanno gli avremmo dato del nazista, mi chiedo se fossero queste le priorità su cui i cagliaritani hanno dato mandato a Zedda!
3) Lo psiconano ha cominciato a perdere voti e consensi dopo lo scandalo Ruby, perchè gli italiani sono bigotti: non tccargli il crocifisso e non far sapere loro che fai sesso con una minorenne! Per questo io sono convinto che su questi temi i voti li perdi eccome!
Ciao
18.05.2012 18:30 -
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