
Quello altrui, si intende.
La Sapienza University invita Joseph Ratzinger, ma lo mette in condizione di rifiutare, nell’Italia tollerante, accogliente, in stato di pace e laica al punto da potersi permettere di non aver fastidio di nessuna opinione.
Purchè sia conforme alla propria, si intende.
È noto che io non sia una fan di Ratzinger.
E tuttavia qualcosa in questo modo di procedere non mi quadra.
:credo che si possa affermare senza timore di smentita che l'oggetto della contestazione fosse il messaggio, ossia il contenuto, che la persona invitata avrebbe dato. Infatti, in una situazione come quella, il tenore dell'intervento era facilmente prevedibile e non poteva scindersi dall'autorità chiamata in causa. Per intenderci, se in un dibattito sull'interruzione volontaria della gravidanza si propone l'intervento del Papa, credo che non sia difficile intuire quello che sarà il suo orientamento.
:il Papa -o meglio, tutta la gerarchia ecclesiastica- ha la possibilità di far sentire le proprie ragioni in altre sedi, più o meno opportune, per semplici ragioni di equità e di opportunità sulle quali mi sembra inutile soffermarsi: è un punto di vista noto e notorio, che non risparmia pesanti interferenze sulla vita pubblica del Paese che niente dovrebbe avere a che fare con questioni religiose.
18.05.2012 18:30 -
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