(Questo articolo è uscito su Saturno il 25 febbraio 2011 nella rubrica Sotto Spirito)

In un paese come l'Italia, l'unico al mondo dove ogni mercoledì quel che dice il Papa alla sua udienza settimanale è considerato notizia degna di rilievo da telegiornale, non poteva che passare sotto silenzio l'avvenimento che ha invece scosso l'informazione di mezza Europa: ai primi di febbraio 143 teologi austriaci, tedeschi e svizzeri hanno firmato un documento di dissenso interno alla Chiesa e lo hanno reso pubblico sui principali quotidiani. Le richieste dei professori e delle professoresse di teologia toccano una serie di questioni gravi e scottanti: si va dall'urgenza di maggiori spazi di confronto ecclesiale alla libertà di coscienza su questioni come il divorzio e le coppie gay, dalla messa in discussione del celibato dei preti per finire con l'annosa questione della negazione del sacerdozio femminile. I firmatari sono figure forti e preparate, persone che sanno bene di avere, su quei temi, un consenso ben più ampio di quello legato alle loro pur numerose firme. Ma sanno anche che si tratta di un plauso non sempre libero di esprimersi, pena la ritorsione da parte dei vescovi. Nella Chiesa cattolica infatti il dissenso non è considerato un valore, men che mai quando si presenta con autorevolezza teologica, terreno su cui è stato storicamente contrastato in ogni modo, anche a costo di spingere i dissenzienti a ferite scismatiche. I teologi dell'appello definiscono questo atteggiamento di chiusura come “pace tombale”, attribuendogli la colpa della paralizzante autoreferenzialità della Chiesa attuale.
Non è stato sempre così: ci sono stati periodi più felici, in cui il dialogo è stato fecondo e ha goduto di un certo incoraggiamento. Ma oggi l'accoglienza di impulsi critici sembra svanita, le strutture di partecipazione alle decisioni della vita ecclesiale sono state depotenziate e la gerarchia vaticana dimostra di preferire di gran lunga il dialogo con gli atei devoti, piuttosto che quello con i cristiani critici. L'ateo devoto, comicamente detto anche “rispettoso”, è figura molto comoda per una gerarchia reazionaria, perché conferma le posizioni in gioco e le mette in scena in un apparente teatrino dialettico.
Dialogare con l'ateo è andare piacevolmente controcorrente, mentre mettersi davanti al credente non allineato implica invece l'accettazione di un con-corrente, uno che crede le tue stesse cose e non le desidera meno di te, ma reclama il diritto di dire che ci arriverà per un'altra strada, insinuando la prospettiva che di strade buone ce ne siano più d'una.
Se l'ateo devoto è confermante al punto che può persino presentare in Vaticano l'ultimo libro del Papa, il dissenso dei cristiani destabilizza talmente le gerarchie che quando si manifesta in forma organizzata l'unica reazione è quella di passarlo sotto silenzio. Lo sapeva molto bene Adriana Zarri, la teologa eremita scomparsa alla fine dell'anno scorso, che
con l'etichetta di cristiana critica e il conseguente silenzio ha convissuto per tutta la vita, senza permettere mai che il suo spirito critico venisse staccato dal suo percorso spirituale: «Chi mi conosce sa che la mia inclinazione più profonda non è il polemismo episodico, e che il “dissenso” mi interessa solo in quanto riscontro diretto e necessario della contemplazione».
Leggersi Un eremo non è un guscio di lumaca, il suo splendido testamento spirituale, può essere un farmaco confortante: in attesa che vengano i tempi in cui l'eco di un sano dissenso cattolico potrà varcare le alpi senza sembrare sovversivo ai nostri pavidi mezzi di informazione.

Commenti  

 
#1 Martina 2011-02-28 11:11
Salve,
leggendo questo articolo non ho potuto non pensare a ciò che ho visto venerdì sera.Sono capitata erroneamente su Rai1 mentre c'era quello che si ostinano e chiamare telegiornale e che invece è solo una campagna pubblicitaria per berlusconi; in quel momento stavano intervistando un monsignore, il quale criticava chi ha protestato ad arcore contro il bunga bunga, le donne scese in piazza...perchè cosa hanno aggiunto culturalmente? NULLLA e questo commento è vergognoso, ma non si è fermato, poichè poi non ha dimenticato di dire che in Italia c'è il problema che la magistratura ha troppo potere, a detta sua c'è uno squilibrio. Io sono cattolica praticante, ma la tentazione di scoffessare tutto mi è venuta. A che punto di marciume siamo arrivati? Perchè vengo presa in giro se dico che mi aspetto che un governante debba essere un persona migliore di me?Perchè uno come berlusconi presenzia un convegno sui valori della famiglia?Perchè?
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#2 Giacomo 2011-02-28 15:11
grazie Michela: ti devo confessare che non avevo sentito nulla di questo documento (appunto!)

non sarebbe ne la prima ne l'ultima volta che un'idea che veramente potrebbe portare la religione cristiana nel 21esimo secolo non ha il rilievo che merita: Pierre Teilhard de Chardin un'altro esempio

grazie ancora per il link e l'info
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#3 enrico marras 2011-03-01 14:20
Che sciocchi questi 143 teologi,non capiscono che il papa e tutti i suoi cardinali hanno un unico grave pericolo da evitare.Questo pericolo non riguarda la salvezza dell'anima bensì la salvezza dall'ICI sui beni ecclesiastici.Lo si vede dlle tiepide critiche al governo di Berlusconi.
:sad:
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#4 Paola 2011-03-04 18:56
Leggerò questo libro ma intanto c'è un altro libro molto bello che vi segnalo " LA MORTE OPPORTUNA" scritta da un frate credo successivamente scomunicato.
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#5 dino lerario 2011-05-08 19:34
a proposito di Ave Mary, naturalmente tu sai che la "verginità" di Maria è dovuta solo ad una cattiva traduzione delle Sacre Scritture: come in tedesco oggi, giovane donna e vergine si diceva nella stessa maniera.
che castello di aria fritta si è costruito sopra.....
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#6 massimo 2011-05-09 10:34
ciao e grazie.
non so s se conosci Don Tonino Bello. è morto 18 anni fa e pare sia passato un secolo, ma un secolo all'indietro , a ritroso a passo di gambero. parlava di pace, cercava il confronto, aveva scelto di stare dalla parte degli ultimi. Vescovo con bastone e crocifisso al collo in legno d'ulivo( uno lo regalò a Pertini). frutto dell'Italia povera uscita dalla guerra e delle speranze (perse?) del concilio vaticano secondo. ora forse siamo tornati al concilio vaticano primo. per chi non lo conoscesse invito a leggere ciò che scriveva di Maria, ora alcuni lo tacciano di quasi eresia. ma sono i Ratzyboy più papisti del papa.

www.atma-o-jibon.org/italiano6/tonino_bello_maria13.htm
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