
(questo l'ho scritto per Saturno)
“Anche lei è venuta qui prenderci per i fondelli?” mi chiede seccato il signore dietro il banchetto dell’editore evangelico La casa della Bibbia al Salone del libro di Torino. Lo guardo stranita, con in mano il fumetto manga che ha attratto la mia curiosità. “Son due giorni che la gente viene qui a ridere di questo fumetto” – precisa lui - “Uno ci ha dato anche dei blasfemi. Ma si può sapere cosa è che vi fa tanto ridere?” Più che divertita io sono ammirata dalla qualità tecnica del disegno, frutto del talento di Kozumi Shinozawa, e trovo geniale l’idea che si sia pensato di tradurre la storia di Gesù nella più popolare delle arti visive tra i giovanissimi. L’albo si chiama Il Messia e di blasfemo non ha niente: il testo è perfettamente ortodosso nel ricalcare i Vangeli. Ma non fatico a credere che la somiglianza di Cristo a un Super Sayan possa aver turbato l’animo di qualche ciellino di passaggio. Non aiuta neanche il fatto che sua madre Maria somigli a una Lamù più vestita e gli apostoli abbiamo l’aria cenciosa di Conan e Jinxy, i mai dimenticati eroi post nucleari di Industria. “Ha venduto due milioni di copie in tutto il mondo e in molte lingue, solo in Italia non troviamo distribuzione”, conclude sconsolato l’amico evangelico dietro il bancone. Il Salone del libro di Torino è pieno di sorprese così, ed è soprattutto per questo che ci vengono ogni anno 300mila persone. Dei suoi grossi appuntamenti mediatici hanno parlato tutti i giornali, concentrandosi soprattutto sull’affluenza (a causa dell’esposizione della Sindone dicono sia inferiore allo scorso anno) e sulle giuste polemiche intorno alla vergognosa minoranza di scrittrici nella mostra celebrativa dei 150 titoli più significativi dall’unità d’Italia. Ma un lettore comune, specie rara e non protetta, al Salone viene soprattutto per gettarsi rapace come una poiana sui banchetti dei piccoli editori con poca o nessuna distribuzione, che spesso nascondono perle introvabili nelle librerie di città, infestate dalle pile dei brunovespa e dei robertogiacobbo. Capita così che allo stand dell’editrice EMI si trovi un gioiello saggistico intitolata Padroni a Chiesa nostra, documentatissimo pamphlet di Paolo Bertezzolo sul modo indecente in cui la Lega Nord si serve della religione per aumentare il proprio consenso popolare. Succede che allo stand di un piccolo editore partenopeo come A Est dell’equatore si mangi a scrocco un pezzo di casatiello e ci si porti a casa un romanzo dal surreale titolo di Milingo contro tutti, salvo poi scoprire che è assai meglio di certa narrativa che esce a suon di tromba per i grossi editori. Oppure si accetta di farsi destabilizzare da un Gesù manga più simile a Ken il Guerriero che ai canoni estetici dentro ai quali siamo stati addomesticati.
18.05.2012 18:30 -
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