
Che Bersani sia il leader del PD - qualunque cosa voglia dire leader in un partito dove la funzione di alcuni è votare con la controparte - dimostra solo che ha ragione Daniele Pinna, le primarie sono secondarie. Per esempio per una come me tra ieri e oggi veniva prima il Coast Day, una giornata di sensibilizzazione alla tutela delle coste organizzata proprio dalla Conservatoria delle coste. Questo ente regionale è nato con la giunta Soru, ma sotto la squadra Cappellacci è rimasto al suo posto, cosa che è sembrata a molti paradossale. Ma a pensarci non è così strano: quale migliore foglia di fico può esserci per una giunta che, pur avendo fatto della cementificazione delle coste il primo punto del suo programma, ci tiene a piccarsi di sensibilità ambientalista davanti alle scolaresche intruppate alle mostre sui pesci marini? Resti dunque in piedi l'ente per la salvaguardia delle coste e le sue annuali festicciole su quanto è bello il mare blu, purché il tutto abbia il ruolo di un paravento dietro il quale lavorano indefesse le ruspe. Le premesse per credere che sarebbe andata così c'erano tutte; dopottutto al varo del piano casa - che consente di ampliare fino al 35% l'esistente a ridosso del mare - la Conservatoria delle coste aveva omesso di fare il solo atto politico coerente con la sua esistenza, cioè strillare come una scrofa a cui stiano sgozzando i piccoli. Quel silenzio in regione deve essere sembrato l'indizio della scelta di tenere un profilo basso, di assumere un ruolo meramente simbolico pur di non scomparire del tutto nel tritacarne ciclico dello spoil system. Del resto ci lavorano una dozzina di giovani, quale avventato si giocherebbe i loro stipendi solo per far crepare Sansone con tutti i filistei, avranno ragionato dove si ragiona.
Poi però arriva il Giorno delle Coste, e a vedere alcuni dei nomi sul programma qualcuno magari avrà pensato di essersi tranquillizzato troppo presto. Stai a vedere che la Conservatoria vuole tentare il colpo gobbo di fare la piazzata in pubblico per interposta persona, mettendo sul palco gli intellettuali organici del momento pronti a sparare a zero in nome di un selvaggismo ambientale alla Rousseau? Meglio chiarire i termini, meglio assicurarsi che costoro leggano dai loro libercoli e basta, che non ci sia dibattito, sennò bisogna mandare qualcuno in contraddittorio, e chi diamine ci va davanti ai professionisti della parola a sostenere che invece no, se vogliamo le magnifiche sorti e progressive le coste bisogna distruggerle? Chi ci va a dire davanti alla Cagliari della domenica che l'ambiente naturale ha valore solo se sopra c'è l'uomo e la sua seconda casa? Potremmo mandarci gli stessi che hanno avuto il coraggio di andare al Coast Day dell'anno scorso a dibattere con professor Pigliaru ... no, aspetta, l'anno scorso non abbiamo mandato nessuno! E che figura si fa, per la miseria, proprio adesso che ci stavamo facendo belli fingendo di opporci al parco eolico di Is Arenas?
Ora che il Coast Day è finito, come è andata si sa. I nomi che preoccupavano tanto hanno letto, certo, ma hanno anche parlato. Meno di quanto avrebbero potuto, ma comunque più di quanto sarebbe stato gradito, e il messaggio è stato chiaro: gentile pubblico, quello che sta succedendo in Sardegna è un disastro annunciato, di cui chiunque taccia o invochi trasversalità si rende corresponsabile. Questo non c'era bisogno degli intellettuali per saperlo, ma forse c'era bisogno di loro per dirlo, anche se l'aria che tira è tale che persino a noi è stato chiesto di essere più realisti del re: signori scrittori, state buoni se potete. Dite la verità certo, ma ditela "elegantemente", a mezza voce, per soggetti sottintesi. Fate che i colpevoli possano dire: questi non parlavano di me, che tanto chi vuole capire capisce. Però non è andata proprio così alla fine, può capitare quando non si ha a che fare con dei burattini. Peccato, perchè poi si diventa antipatici, e invece è così bello lo scrittore sardo quando fa il simpatico!
A margine di tutto, dicono che il muflone di Urzulei, la mascotte della manifestazione, quest'anno non ci fosse perché è scappato. Pare manchi da quindici giorni dall'Oasi de Sa Portisca, e non sembra intenzionato a far ritorno. Io, se non fossi io, lo prenderei per un segno.

:questo... commento
AH LO DICI PERO' POI NON POTETE PARLARE CONTRO GLI SCEMPI DI CAPPELLACCI perché siete ricattabili???
10.02.2012 11:00 -
12:00
Data privata
11.02.2012 18:30 -
19:30
Nurachi - Ananti de sa ziminera
18.02.2012 16:00 -
17:00
Bologna - Assemblea Generale Progres Disterru
19.02.2012 16:00 -
21:00
Bologna - laboratorio di storytelling politico
27.02.2012 21:00 - 28.02.2012
22:00
Torino