Nuvoloso

Cabras

5°C

Nuvoloso

(Attenzione: contiene specifiche riflessioni sulla luce, ombelicalismi sullo spirito dei luoghi dove sono nata e rabbia per l'incapacità dichiarata di troppi sardi di passare sulla loro terra leggeri)

C'è un posto vicino a casa mia che si chiama San Salvatore. E' un classico paese novenariale campestre, cioè un agglomerato di case molto piccole (cumbessias) sorte per essere abitate dai cabraresi solo per 9 giorni all'anno, in corrispondenza della festa del santo a cui è dedicata la chiesetta che fa da baricentro alla località. E' un luogo di natura spirituale, dove il sacro ha radici visibili che si piantano nei millenni. Per gli increduli ci sono anche le prove: sotto il pavimento della chiesetta attuale c'è infatti un ipogeo di presunta matrice pre-nuragica, a cui si è poi sovrapposto il culto nuragico delle acque, quello punico di Sid, probabilmente quello romano di Asclepio e infine la devozione al Cristo Salvatore che oggi dà il nome al paesino. Tutte le culture che ci sono entrate hanno riconosciuto la sacralità del luogo e l'hanno a loro modo rispettata, ricalcandola.

La magia del novenario di San Salvatore ha i tempi ritmati dalla preghiera: la messa, la via crucis e la novena al pomeriggio sono gli unici impegni comuni del giorno, il resto del tempo è riposo e amicizia, in una convivialità fatta di lente chiaccherate, di giochi di bambini sulla terra battuta, di penombre serali e di piccole case in piccolissime vie. Non ci sono negozi, non ci sono altre piazze che quella che fa da perno alle case, in cerchio come per un ballo. E' un paese sacro anche per questo, San Salvatore, perché è separato, distinto dal tempo e dai luoghi del lavoro e della vita più impegnata della quotidianità di Cabras; è un posto per permettersi anche il non far niente, il relax del silenzio e della socialità spontanea, non rituale, favorita dall'intimità forzata delle casette tenute in piedi l'una dall'altra. Chiamarle casette è relativo, in fondo metà degli appartamenti di Milano - compreso il mio - ha cubatura uguale o inferiore alle cumbessias di San Salvatore, ma è significativo che in questo microcosmo la dimensione angusta delle case sia la scusa per stare sempre sulla soglia, anzichè rintanati dentro come in un alveare.

San Salvatore ha poi una sua luce, e questa luce è parte integrante della sua atmosfera. E' sempre stata fioca, discreta, affidata alle porte aperte e all'illuminazione interna delle case, costantemente accesa al servizio di un via vai continuo che da una soglia all'altra porta le persone a riprendersi il tempo per scambiare due parole, bere un bicchiere di vernaccia, condividere un dolcetto o un cucchiaio di gelato. Il fatto che negli anni il carattere spirituale della permanenza nel paese si fosse via via sbilanciato in favore di una ben più laica voglia di festa aveva cambiato molte cose, ma non ancora quella: San Salvatore restava un paese in penombra, smorzato e pacifico, tutelato architettonicamente dalla Soprintendenza e vigilato nel resto delle cose dai suoi stessi fruitori tradizionali, gli orgogliosi padroni delle cumbessias.

Poi domenica scorsa ci faccio una passeggiata, e trovo l'assurdo: dal terreno adesso spuntano decine di pali della luce a raggio intenso, alti più delle case, con tubi imponenti come tronchi e lampade a forma di cappello di gnomo che fanno una luce da stadio. E' il nuovo intervento di illuminazione del paese, mi dicono al bar centrale di Cabras con aria perplessa. Forse un po' fuori misura, azzarda qualcuno, per un paese abitato solo per una settimana. Quella luce è troppa, non serviva, aggiunge qualcun altro. Certo, belli di certo non sono, conclude uno che si sta pagando distrattamente il caffè. Pare che il sindaco Cristiano Carrus, interpellato in merito da un comitato spontaneo di cittadini sbalorditi, abbia risposto che l'intervento è la realizzazione di un progetto della giunta precedente - centrodestra l'una e l'altra - per di più approvato dalla Soprintendenza. Ora, io non so a chi dare la colpa di questo scempio spacciato per azione di servizio, ma mi sembra esemplare di un certo modo di stare al mondo, superficiale nel cogliere i significati delle cose e invasivo nel manipolare le forme in cui questi significati si esprimono, fino a soffocarli e renderli un sussurro distorto e deformato. Buon senso imporrebbe di levare subito quei cosi e porli a rimedio della penosa illuminazione cittadina di Cabras, lasciata scarsa probabilmente per celare la condizione ancora disastrosa del manto stradale urbano di tutte le vie principali.

Per San Salvatore il rispetto del genius loci imporrebbe il ripristino delle tradizionali lampade col piatto di ferrosmalto, o ci resteranno da dire solo le parole de is coggius: Dulche Jesu Salvadore, sas offesas perdonade.

Commenti  

 
#1 manuel 2009-11-04 18:53
stavolta tocca a me.

Cara michela, sono un tuo fan, mi piace leggerti spesso, ma ultimamente lo faccio meno e sentendo anche altri ho scoperto che condividono il mio parere dal quale nasce un umile consiglio: NON CRITICARE LA GIUNTA E LA SOPRINTENDENZA, non è per te, continua a fare le cose che hai fatto sempre che sono più nobili , e rimanendo neutrale tutte le belle parole sono apprezzate da tutti. mentre così facendo stai deturpando le tue opere con le tue stesse mani, tra i tuoi fans appassionati ce ne saranno tanti (come me) che sono appassionati sostenitori dei lampioni a cappello per cui perderai molti fans, che senso ha ? almenochè la tua intensione non sia di candidarti alle prossime elezioni comunali, be allora auguri... scusa se ti ho dato del tu e se mi sono permesso, complimenti per tutto il resto. Manuel
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#2 Marco Cardias 2009-11-04 19:18
Manuel, non sono assolutamente d'accordo.... penso che una mente libera possa esprimere il suo punto di vista su ogni questione senza dover essere necessariamente legata ad alcun partito o avere mire politiche, ne deve essere frenata dal timore di limitare il suo parco lettori. Se i 'fan' letterari sono persone intelligenti continueranno a stimare l'artista per ciò che compone, e non per i suoi pensieri od orientamenti politico /sociali... penso sia ipocrita e per niente onesto nascondere i propri pensieri, per apparire vaga e neutrale agli occhi di tutti. il tuo discorso è: se io sono nero e chi scrive è rosso non lo leggo. Ma se è rosso e io non lo sò, sono felice e contento ... bha... non saprei!
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#3 Daniele Addis 2009-11-04 19:50
ahiahiahi, pure il buon Marco c'è cascato! XD
Chapeau Manuel, mi hai battuto sul tempo ed hai avuto la tua vittima :D
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#4 manuel 2009-11-04 20:00
ROFL! però è bello trovare qualcuno che risponde seriamente
mentre scrivevo sapevo che avrei scatenato la tua invidia e quella di altri anche, ma io non avevo ancora provato l'ebbrezza di questa citazione

per marco e chi non lo sa ancora leggere il link [michelamurgia.altervista.org]
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#5 Daniele Addis 2009-11-04 20:07
'tra i tuoi fans appassionati ce ne saranno tanti (come me) che sono appassionati sostenitori dei lampioni a cappello per cui perderai molti fans'

buhauahauhuah, questa parte dei sostenitori dei lampioni a cappello è bellissima... dai, che fosse una burla si poteva intuire XD

Non sono tanto invidioso quanto ammirato!
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#6 Omar Onnis 2009-11-04 20:28
A parte Sergio Atzeni, che si starà rivoltando nella sua tomba per questa ennesima dimostrazione di pesantezza sulla terra da parte dei suoi connazionali, a me viene da chiedermi più prosaicamente quanto sia costata tutta l'operazione e se per caso qualcuno ci abbia guadagnato dei dindi freschi e sonanti. Boh, magari sono io malizioso e diffidente, ma, come diceva Andreotti, ecc. ecc.

Non so voi, ma a me queste cose fanno venire voglia di rimangiarmi la mia dichiarata non-violenza. (Poi mi passa, per fortuna del sindaco di Cabras e degli altri come lui.)
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#7 IoMe 2009-11-04 21:11
......E a me
Michela (ma vale anche per Daniele e per gli altri “intellettuali”) San Salvatore come ogni altro santo, programma tv o radiofonico non vi chiama per dire quello che volete… (non avrete celate smanie di fare gli opinionisti di Maria de Filippi?!) tantomeno per dare spropositata visibilità al rispettivo “ego” e/o al “io”… Su via! Un poco di sana umiltà…fa diventare più grande la vostra anima.
Leggendo il tuo il tuo post sorrido alla tesi… personalmente vedo che questa gente-giunta non ha una maschera da difendere… non c’è nulla di celato… purtroppo… è tutto molto palese… compreso lo schifo.
Concordo con il consiglio che ti suggerisce Manuel alle 17:53 : Non criticare la giunta
Un caro saluto e Massima solidarietà ai validi giovani illuminati novinanti di San Salvatore.
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#8 Federica 2009-11-04 21:21
Salve, sono anch'io di Cabras e non posso che confermare quanto scritto da Michela: quelle luci sono veramente brutte e fuori luogo, non rispettano la caratteristicità di San Salvatore ed emmettono una luce eccessiva che risulta quasi aggressiva ...
Ma quella di San Salvatore purtroppo non è l'unica scelta archittetonica distutibile operata dal nostro sindaco ... ce n'è sono ben altre come l'edificio comunale ultra moderno in un centro storico in cui ogni cittadino è obbligato a rispettare dei vincoli archittetonici piuttosto rigidi ... Ma si sà: la coerenza non è il punto forte delle giunte paesane ...
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#9 Michela Murgia 2009-11-04 21:40
Signori, state diventando pericolosi...
(intanto rotola dal ridere)
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#10 Massimo Piras 2009-11-04 22:07
Credo che siano passati circa 17 anni da quando la prima volta partecipai in modo fisso alla novena di San Salvatore.
Allora ero solo un bambino ma rimasi affascinato da quel mondo totalmente diverso da Cabras. Nessuna macchina, la tv non esisteva, l'acqua calda per lavarsi scaldata in modo ingegnoso dai raggi solari della giornata. I primi giorni della novena il paese era completamente al buio nessuna illuminazione nel paese. l'unica luce proveniva dall'interno delle case. Bastava una lampadina appesa sul chiodo fuori dalla porta a fare luce e a riunire il vicinato, non troppa luce però, se no arrivavano le zanzare. Era così che nella penombra partivano le bellissime chiaccherate, le crastule del paese, e a grande richiesta di noi bambini un anziano ci raccontava qualche 'contu de Forredda'.... poi dopo qualche giorno arrivava la festa, l'annunciava il passaggio delle tantissime lampadine che correvano legate ad un filo sulle facciate delle case, quasi una per ogni porta...
Un illuminazione fiocca ed assolutamente artigianale ma con una grande atmosfera.
Ora la piazza è illuminata a giorno, ma poca gente è fuori ad usufruirne. i bambini sono dentro a giocare alla playsation e gli anziani sono poco propensi alle lunghe chiaccherate di gruppo, c'è troppa luce per le riservate conversazioni.
Nessuna giunta e nessun Sindaco sono imputabili per ciò... è la nostra voglia di 'modernità', una modernità che fa perdere il fascino al piccolo paese e lo fa assomigliare sempre di più a un qualsiasi centro abitato...
Vorrei di nuovo il vecchio 'San Salvatore' e le bellissime lampadine che portero sempre nei miei ricordi....
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#11 angelica 2009-11-04 22:13
Michela anche io sono di Cabras e ho una 'casetta' a San Salvatore illuminata da uno di questi abominevoli lampioni! Ma secondo te possiamo organizzare qualcosa per chiedere che vengano abbattuti? Può esserci qualcuno contrario all'abbattimento? Secondo me no... e di sicuro anche chi l'ha progettato, vedendolo si è reso conto di essersi confuso!! chissà in quale stadio adesso si ritroveranno con delle lanternine rustiche che emanano una luce fioca, e non sanno che farsene!! hahahah!
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#12 Michela Murgia 2009-11-04 22:27
Caro Massimo, hai ragione, i cabraresi hanno perso la strada per il cuore di San Salvatore. Ma non bisogna essere qualunquisti: ci sono interventi pubblici che hanno agevolato la discesa verso la sua trasformazione in villaggio vacanze, e questi interventi hanno responsabili con nomi e cognomi. Questa illuminazione per esempio ha un committente, un progettista e una volontà politica dietro, persone che hanno agito con ignoranza, senza criterio né rispetto, e mi piacerebbe sapere chi sono. L'intervento improprio del singolo cittadino sulle strutture può essere sanzionato con successo solo se l'amministrazione si mostra lungimirante per le cose che le competono, perché se è vero che le norme fanno la mentalità, al politico è chiesto di guardare più lontano di quanto non guardi il resto della popolazione che lo ha eletto. Ma di falchi a Cabras nelle ultime legislature non ne abbiamo avuto uno che fosse uno, e basterebbe guardare il paese per capirlo, anche senza arrivare fino a San Salvatore.
Se fossimo un po' meno rassegnati, più gelosi delle nostre cose preziose, se un sindaco pensasse che facendo uno scempio simile perderebbe consensi, queste cose succederebbero un po' meno, o non succederebbero affatto.
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#13 Massimo Piras 2009-11-04 22:52
ok.. in effetti più pipistrelli che falchi :-D
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#14 antonella 2009-11-05 01:01
finalmente... ma come si fa a nn vedere quanto sono fuori luogo quei pali.la semplicità, il ritorno ad una vita diversa, dove i vicini di casa li incontri per 9 giorni all'anno e sono gli 'amici di San salvatore'. anche io ho la casa. vivo quell'atmosfera (che nn si puo descrivere per quanto è 'diversa') da tutta la vita. da un po di tempo sta cambiando, lentamente.. qualche parabolica, le playstation...pero poi i bimbi mollano tutto e vanno a giocare tutti, incuranti della polvere per strada e nn li vedi per tutto il giorno controllati un pò da tutti i novenanti. insomma sino ad ora il contesto vinceva su l'innovazione.. io voglio che vengano eliminati e se c'è da fare un gruppo di protesta io ne farò parte di certo... vorrei inoltre dire che durante l'ultima novena si è parlato dei progetti che l'amminstrazione comunale avrebbe per il villaggio. le chiacchere seduti 'a su friscu' dicono che si vuole fare una gettata di cemento per eliminare la polvere... in tutto il paese. magari è solo una bufala. ma forse è meglio accertarsene e prevenire altri scempi
antonella
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#15 Eros 2009-11-05 03:39
A sentire Massimo Pittau, la parola cumbessias avrebbe la stessa radice di 'incubazione', quel sonno, forse indotto, che i sardi praticavano all'interno dei santuari nuragici per avere delle visioni che poi venivano interpretate dai sacerdoti o dagli anziani. Immagino che chi si preparava al rito avrebbe eliminato qualsiasi fonte di luce che avesse reso difficile addormentarsi e quindi ostacolato il dialogo con il mondo dello spirito. Oggi non si pratica più l'incubazione, ma non è forse mirando un cielo stellato che ci avviciniamo di più al sacro? E non è la Sardegna la terra con meno inquinamento luminoso? Credo che i nostri antenati avrebbero abbattuto senza remore questi lampioni, per il semplice fatto che non servono e anzi snaturano la funzione del santuario.
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#16 Daniele Addis 2009-11-05 09:28
IoMe, chepeau pure a te, soptrattutto ora che mi hai fatto diventare 'intellettuale' virgolettato :D
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#17 Marco Cardias 2009-11-05 09:42
uauahaha Bastardi (si può dire?) mel'avete fatta....
e vabbbhe... metto in saccoccia =)
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#18 IoMe 2009-11-05 12:53
Daniele, scherzi?
Un doveroso omaggio al 'Maestro' ( ti ho virgolettato a dovere ) che per primo si è accorto delle potenzialità del pieropensiero.
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#19 Silvia Brundu 2009-11-05 15:28
Non sapete quanto mi fa piacere leggere che, come me e la mia famiglia, anche altri di voi sono schifati da questo scempio. Forse sono un po’ drastica ma io “accenderei” le luci a San Salvatore solo nel periodo della Novena. Posso capire chi ritiene che l’illuminazione possa scoraggiare eventuali tentavi di furto o atti vandalici (anche se non mi risulta che un po’ di luce in più abbia mai scoraggiato ladri e teppisti). Chi ha realizzato, approvato e finanziato questo progetto non solo dimostra di non avere un minimo senso estetico ma dimostra soprattutto di non conoscere e rispettare questo luogo così importante non solo per i cabraresi ma per tutta la Sardegna. San Salvatore è luogo di silenzio, intimità, riflessione. Leggo che anche voi ricordate bene com’era fino a qualche anno fa. San Salvatore era il luogo per ritrovare amici che magari non frequenti assiduamente durante l’anno ed il luogo per fartene di nuovi; il luogo dove giocare senza il pericolo delle macchine; il luogo per scambiare quattro chiacchere in serenità; il luogo dove farti prestare dal vicino un po’ di zucchero o di uova che avevi dimenticato di portarti dal paese. Soprattutto San Salvatore era il luogo della preghiera e della riflessione. A San Salvatore ci si andava (e qualcuno lo fa ancora) per “nuinai” ovvero per frequentare i riti della Novena in preparazione alla Festa . Fino all’arrivo del nuovo parroco c’erano messa e via crucis sia al mattino sia alla sera. La sera, subito dopo la via crucis c’era la novena e, subito dopo cena, alcuni si riunivano in chiesa a recitare il rosario. Ora tutto questo non esiste più. Le cerimonie religiose mattutine sono state eliminate. La sera, appena si spegne l’eco dell’ultima nota de Is coggius, inizia il sound check per lo spettacolo quotidiano, con musica “a palla” su un palco montato esattamente sopra l’antichissimo ipogeo sottoposto così a vibrazioni di migliaia di decibel (come fa la Sopritendenza a permetterlo?!). Ed allora addio giochi, addio chiacchere e soprattutto addio preghiera e riflessione. Perché: come si fa a pregare e riflettere in mezzo a tutta questa confusione? E soprattutto come si fa a capire il vero senso della Festa se è festa tutti i giorni?
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#20 Andrea Faedda 2009-11-06 17:11
In effetti questi pali, a prescindere dal tipo di disegno utilizzato che può essere più o meno condivisibile, emergono vistosamente come se d'improvviso fossero la cosa più importante del borgo.
A giudicare dalle foto l'intervento poteva sicuramente essere più sobrio però avrei evitato anche un ritorno alla tradizionale lampada col ferro smaltato.
Perchè il rischio che si corre a volte è anche quello di 'imbalsamarli' questi luoghi, legandoli ad un tempo che non c'è più, quando invece si dovrebbe cercare di renderli vivibili nel presente, dandogli nuovi significati.
Diversamente ci troveremo di fronte a dei musei a cielo aperto, luoghi della memoria e della nostalgia ma senza presente (tranne la settimana della festa, sempre meno religiosa per altro)e neanche futuro.
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#21 Michela Murgia 2009-11-06 23:05
Andrea, in linea di principio sono d'accordo con quello che affermi, il congelamento architettonico non è una mia fissazione. Ma nel caso di San Salvatore vale uno sguardo diverso, perché non stiamo parlando di un paese abitato. E' un luogo deserto per 350 giorni all'anno, non subisce 'scorrimenti', incrementi demografici o migrazioni. Non ha commercio, industria o artigianato. Non ha trasporti, scuole o uffici amministrativi. Non li ha perché non gli servono, perché non è un posto per viverci e quindi vissuto, che debba cambiare nel tempo come cambia il volto di chi lo abita, o debba portarne addosso i segni, più curati possibile.
San Salvatore è un altro tipo di posto, un posto nato per stare fermo mentre il resto si muove, per non cambiare mentre tutto il resto cambia. E' un luogo allegorico, la simbolizzazione fisica di un punto fermo, che fermo deve stare. E' nato per essere 'altro', è tutta lì la sua essenza, se non vogliamo scomodare il genius loci, e questa diversità può vedersi solo se il luogo rimane 'altro' anche nella sua struttura, di cui la luce è parte importantissima.
Non è un posto di seconde case vacanza, replicanti sottotono delle prime case. Chiunque lo intendesse in questa maniera, e qualunque amministrazione avvallasse questa visione, gli farebbe un torto fatale, e chi vive lo spirito di San Salvatore ancora con l'entusiasmo originario giustamente interpreta questi tentativi come una sottrazione incomprensibile e gravissima.
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#22 guido n 2009-11-07 19:44
La mancanza di buon gusto e onestà e qualcosa di tragico. Da queste parti sta aumentando a vista d'occhio. Le porcherie estetiche, il pacchiano, il senza senso ci stanno rendendo ridicoli.
Un esempio per tutti: fate un salto a Santa Teresa, hanno rifatto la piazza usando lo stesso criterio che usano gli architetti(?) di Las Vegas quando riproducono le bellezze architettoniche di varie parti del mondo.
Non vorrei che quei lampioni fossero solo l'inizio, messi per far progressivamente abituare al resto...
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#23 Daniela 2009-11-09 13:47
Cari tutti...non trovo giuste tutte le critiche rivolte per i lampioni a cappello. Finalmente durante le notti di festa nessuno, nè bambino nè adulto si farà male tra le buche presenti perchè i grandi fari illumineranno le strade.Per non parlare del fatto che finamente nessun turista dovrà chiamare aiuto perchè ha smarrito la strada del ritorno. Poi l'ammininstrazione e la soprintendenza hanno pensato anche alla natura; ragazzi miei!! le zanzare, i moscerini, le farfalle natturne del Sinis non sanno dove andare e ora hanno un luogo sicuro e pieno di 'cibo' indicato proprio dai grandi e maestosi lampioni a cappello! Poi che ci importa se sono anti-estetici in un mondo dove anche la 'merda d'autore' è considerata un'opera d'arte. Tra vent'anni o magari trenta queste opere firmate in comune accordo dall'amministarzione e dalla sovrintendenza verrano giudicate come un vero e proprio progetto artistico senza eguali. Sono sicura che le prestigiose Facoltà di Architettura lo utilizzeranno come modello da seguire.
Si si..son proprio belli questi lampioni a cappello!!
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#24 Daniele Addis 2009-11-09 14:20
Ma io infatti auspico l'abbattimento delle case di San Salvatore perché deturpano la bellezza dei lampioni, mica il contrario. Non è possibile che ogni volta le opere d'arte promosse dalle nostre lungimiranti ed (d)e(f)ficienti amministrazioni comunali debbano essere deturpate dai vecchi ruderi preesistenti, e che cribbio!!!
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#25 io stesso 2009-11-09 14:37
vergogna! non capite niente! la sardegna ha bisogno di svilupparsi, deve essere un unico villagio turistico.
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#26 Daniele Addis 2009-11-09 18:46
Caro Io stesso, non sono per niente d'accordo! Deve essere villaggio turistico solo per metá, l'altra metá dev'essere adibita a servitú militare ed anche un po' a carcere.
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#27 io stesso 2009-11-10 01:21
sig. daniele addis, più che altro lei mi sembra pienamente d'accordo a metà con me. si, la proposta delle basi militari e delle carceri mi vede favorevole. fortunatamente un illuminato ministro della repubblica sta pensando di riaprire il carcere dell'asinara, io aproffitterei anche per farci una centrale atomica.
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#28 Crastula 2009-11-10 11:56
Tanto di lampione a cappello per questo articolo, Michela
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#29 manuel 2009-11-10 12:33
I am Ugo Cappellacci, and I approve this message.
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#30 anna paola 2009-11-10 23:52
mi chiedo diverse cose:
1) perché nei magazzini del comune c'erano circa 30 lampade non utilizzate con quel che costano (infatti sono provvisorie, almeno questo è quanto va dicendo il sindaco);
2)quanto ci verrà a costare dare luce agli insetti e animali vari che popolano s. salvatore nelle lunghe notti invernali. Come misura anti infrazione forse è un po' blanda anzi magari si agevolano i malintenzionati così potranno agire indisturbati considerato che il villaggio è deserto per gran parte dell'anno;
3) la sovrintendenza in questo caso ha sovrainteso a cosa? a conservare il villaggio nell'integrità delle sue strutture e del suo spirito o ha semplicemente smaltito una pratica burocratica?
4) nel dare luce a s.salvatore, i geni della lampada hanno pensato a come rendere un servizio nel miglior modo possibile ai novenanti e ai fruitori del villaggio in genere, tenendo conto della particolare vocazione storico e culturale del sito, o hanno riflettuto prima su come smaltire i fondi del magazzino?
5) i lampioni sono solo l'ultima trovata. Siamo un po tutti responsabili del degrado urbanistico, religioso e culturale in cui versa san salvatore e guarda caso abbiamo nostalgia di come era...
Dovremmo forse non solo protestare ma proporre qualcosa per contrastare quanto stà avvenendo
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#31 Silvia Brundu 2009-11-11 20:22
Quello che credo è che l'eccedenza di 'pali' nel magazzino sia solo una scusa. E' da tempo che era in progetto l'accensione delle luci a San Salvatore, come da tempo esiste un progetto per il rifacimento della piazza (credo che vogliano metterci dei sanpietrini.....rabbrividisco solo all'idea). Il problema sta nel fatto che moltissime persone credono che per 'migliorare', ovvero per attirare il turista sprovveduto (perchè è questa la questione ormai fondamentale: non pensiamo a quello che è bene per noi ma a quello che è bene per i turisti) si debba cambiare. Ed allora rendiamo il luogo più 'carino' con luci, pavimentazione, qualche aiuola qua e là. Lor signori però, non 'vivendo' a San Salvatore, non sanno che i turisti rimangono affascinati dalla particolarità di questo luogo. Ma a prescindere da quale versione ci piaccia di più (molti cabraresi ne rimpiangono ancora la versione western: e rabbrividisco di nuovo), quello che conta è conservarne l’identità. Il problema è che le persone che hanno deciso di fare questo scempio non lo amano per come è ma perchè lo vedono come un altro richiamo per le allodole, perché lo vivono solo nel momento della festa e non nella sua quotidianità, perchè credono in questo modo di portare qualche soldo in più nelle casse di Cabras con il paesino stile Costa Smeralda o di ingraziarsi quei pochi cittadini che hanno chiesto di avere le luci.
Per quanto riguarda la Soprintendenza, che altro dire Anna Paola se non che è stata proprio questo ente a fare i lavori di copertura dell'ipogeo con quella specie di 'cortiletto', nel retro della chiesa, con mattoni in cotto rosso, altro pugno nello stomaco?
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#32 salvatore madau 2009-11-11 22:25
In sintesi: trovo apprezzabile la volontà di dare anche al villaggio di San Salvatore, la luce degli uomini...che si aggiunge a quella di Dio.. Deprecabili i modi con cui l'intento ha trovato realizzazione.. Perlomeno opinabile il gusto di chi ha scelto l'illuminazione, che per quanto artificiale, va contestualizzata ai luoghi...E quei lampioni che tanto mi ricordano quelli di viale Buoncammino a Cagliari.. andrebbero rimossi subito per rendere a quei luoghi la dignità paesaggistica che la natura ha conferita loro nel corso dei secoli.... PS: non si commetta l'errore di buttare tutto in politica, se no anche le battaglie ideali più nobili rischiano di perdere valore e credibilità agli occhi di chi in buona fede le vorrebbe sostenere.
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#33 Michela Murgia 2009-11-12 15:17
Tore, mi meraviglio che tu usi l'espressione 'buttarla in politica' come se intendessi dire 'buttarla in caciara', considerato che la politica tu la fai attivamente, e dubito che per questo consideri te stesso un caciarone.
Se invece intendevi dire 'buttarla in partitica' per il mio riferimento al fatto che entrambe le amministrazioni coinvolte in questo progetto siano state e siano di centro destra, evidenzierei che si tratta della semplice constatazione di una continuità progettuale; mi sembra illogico che Cristiano possa dire: 'lo hanno deciso quelli prima' senza che qualcuno gli faccia notare che quelli prima erano sempre loro. Il giornalista della Nuova Sardegna stamattina infatti rileva che quel progetto di riqualificazione risale proprio al periodo in cui, sindaco Trincas, Cristiano era assessore proprio ai lavori pubblici e all'urbanistica. Non mi sembra che un puro esercizio di memoria storica possa essere qualificato come un 'buttarla in politica'.
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#34 Gian Matteo 2010-06-16 12:14
Ciao a tutti e soprattutto ciao Michela. Decisamente in ritardo su un lungo dibattito, arrivo per caso su queste pagine grazie al link di Silvia, della quale sostanzialmente condivido il pensiero. Anche io come Cabrarese e come Novenante ho in profondo orrore l'impianto di illuminazione di San Salvatore, realizzato in Autunno e forse – non ci sono più passato da Settembre 2009 – rimosso in questi giorni. L'unica cosa che posso dire è che tutta questa storia non mi ha stupito. Erano anni che si parlava di un impianto di illuminazione a San Salvatore e alla fine è stato realizzato. Così come sono ormai decenni che le varie amministrazioni che si sono succedute a Cabras hanno in progetto di lastricare con mattonelle o sampietrini la piazza del villaggio, tanto che, per chi se ne volesse fare una idea, si possono consultare i vari progetti presso l'ufficio tecnico del Comune. Ma il punto è che tutto questo non è una bizzarra trovata dei nostri amministratori, ma corrisponde a una precisa richiesta della maggioranza dei Cabraresi e di buona parte dei Novenanti. Non era di certo un caso che tutte le liste che due anni fa si sono presentate per le comunali avessero in programma il “miglioramento” di San Salvatore. Personalmente sono sempre stato contrario a questo tipo di interventi, e non ne ho mai fatto mistero. Ci sono posti al mondo che non dovrebbero mai essere alterati e in cui ogni intervento comporta delle conseguenze devastanti. Un impianto di illuminazione fisso a San Salvatore è totalmente fuori luogo, comunque lo stesso venga realizzato, magari anche con lampioni più carini di quelli che ci hanno propinato. La cosa che mi rattrista, però è dover constatare ancora una volta l’atteggiamento schizofrenico di chi fino al giorno prima chiedeva “la luce” e dal giorno dopo ha iniziato a lamentarsi e a dire che bisognava fare qualcosa. Non sono qui per ripetere cose già dette da altri, ma condivido pienamente l’opinione di chi ritiene che la “colpa” di questo stato di cose sia in quell’assurdo modo di autopercepirci (vedi il mito, nato negli anni ’70 e ormai inattaccabile, del Cabrarese scalzo) e di volerci proporre ai turisti – perché sempre di turismo si finisce per parlare in questo paese che fa di tutto per allontanarli, vedi il campeggio selvaggio in spiaggia sotto Ferragosto – per quello che non siamo, dimenticando che il turista trova affascinante quella che per noi è solo polvere e che anche noi, quando passiamo dall’altra parte e usciamo dal nostro amato paesello, rimaniamo incantati da particolari che, se li vedessimo a Cabras, ci passerebbero del tutto inosservati. Come magari un villaggio disabitato immerso nella campagna, in cui la notte è ancora possibile vedere le stelle. E poi basta pensare che chi amministra una città lo debba fare in favore di un, presunto più che reale, turismo. In quanto cittadino pretendo che mi amministra pensi a me e renda Cabras un paese dove è bello vivere e non un paese da cui fuggire perché qui – a Cabras e non nel Sinis dove ormai ci sono decisamente troppe villette – non c’è niente. Io amo profondamente Cabras, e mi rattrista tutti i giorni rendermi conto di come sarebbe potuto essere bello se nel corso di cento anni i miei concittadini non le avessero studiate tutte per “migliorarlo” e renderlo “più moderno”, abbattendo quel che restava del castello degli Arborea sulla riva dello Stagno – che per l’inciso era geologicamente in lago prima che venisse realizzato il canale scolmatore, ma in Sardo la parola lacus è passata ad indicare su laccu, e a volte mi viene da pensare che lo scarso rispetto per Mar’e Pontis ci venga da quel nome, “stagno”, che ci fa pensare a qualcosa di sporco, mentre un lago, si sa, è tutta un’altra cosa – demolendo la casa madre della famiglia Arcais per realizzare le scuole elementari, devastando sistematicamente la chiesa di Santa Maria che dall’inizio del 1900 a oggi ha cambiato ben tre facciate (fine quattrocento-inizio cinquecento con tanto di campanile tardo gotico in corrispondenza della attuale cappella di San Giuseppe, 1911, anni ’50) in sostituzione di quella originaria di cui rimangono pochissime foto, ed ha visto completamente stravolto l’interno. Senza ovviamente dimenticare la chiesa dello Spirito Santo e tanti altri piccoli tesori ormai persi che ci hanno reso un paese anonimo e francamente bruttino. E il fatto è che tutti questi, che noi oggi definiamo scempi, sono avvenuti tra gli applausi di tutti i Cabraresi. C’è ancora oggi chi ricorda come, negli anni ’50, tutto il paese raccoglieva uova e le portava come collante per le pitture usate dall’artista Gina Baldacchini, allora impegnata nel rifacimento degli affreschi della chiesa di Santa Maria. Salvo iniziare a dire, subito dopo l’inaugurazione della chiesa, che in fondo era meglio prima e che in quella parete prima c’era la Battaglia di Lepanto, in quell’altra Giuditta e Oloferne e nel coro un grande affresco con l’Assunzione della Vergine. Sono stanco di sentire dire queste cose, di sentire dire che “prima” era così, che lì c’era questo e di là quest’altro, e vorrei davvero che ci rendessimo finalmente conto di quel poco che ancora ci rimane e iniziassimo a proteggerlo, per noi stessi prima di tutto. San Salvatore è solo una parte del problema Cabras, ma se questo serve a farci riflettere allora ben venga. Un’ultima cosa. Ma in questi tempi di crisi economica, in cui si organizzano giornate in cui spegnere la luce per due minuti per protestare contro il riscaldamento climatico, possibile che chi governa il mondo o anche solo un piccolo paese abbia come preoccupazione principale quella di illuminare ogni angolo, ogni edificio, ogni pietra come se fosse una quinta teatrale? A che serve, ad esempio, puntare mille faretti sulla torre di San Giovanni? E soprattutto chi paga la bolletta?
P.S. Colgo l’occasione per chiarire, per quanto mi è possibile, un piccolo ma fondamentale punto. Quelle di San Salvatore non sono né cumbessias né muristenes, bensì case private costruite da privati. Tant’è vero che a Cabras fino a non molti anni fa nessuno aveva mai sentito parlare di cumbessias o muristenes, ma solo di domus. E la differenza non è di poco conto, perché sia le cumbessias – dal verbo cum-venire, recarsi assieme, da cui anche la parola convento – sia le muristenes – stessa radice della parola monastero – nascono come abitazioni collettive di proprietà ecclesiastica, di norma sul luogo di antichi conventi abbandonati, di cui spesso sfruttano le strutture. Che poi la funzione sia la stessa, ovvero ospitare i Novenanti durante il periodo della festa, questo è un altro discorso.
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