Parzialmente nuvoloso

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Parzialmente nuvoloso

Questo è il secondo dei post-it di riflessione civica in vista delle elezioni provinciali in Sardegna. Il testo è in uso libero, aperto alla condivisione sui social network.
Con le elezioni a due passi, nessuno è così sciocco da far associare il suo nome a temi impopolari come il nucleare, che, nonostante il continuo battage di disinformazione per farcelo digerire come “sicuro”, resta odioso alla gente come nient’altro. Infatti in Sardegna, dove il fronte dell’anti-nucleare è ampio e ben organizzato, tutti i politici si dicono contrarissimi alla centrale nucleare, Ugo Cappellacci compreso. Almeno a parole, perché i fatti sembrano indicare un’altra direzione. Pochi giorni fa infatti il senatore del pdl Stracquadanio ha raccontato di aver avuto una conversazione sul nucleare con il presidente della regione Sardegna, durante la quale egli non gli era sembrato per niente categorico nel suo no a proposito di una centrale sull’isola. Per dirla con le sue parole: «Il mio amico Cappellacci dice di avere delle perplessità. Ma è un’affermazione generica. In Sardegna abbiamo avuto un problema, di recente. C’è stata la crisi dell’Alcoa, un’industria fondamentale per l’isola. Il Governo sta trattando con grande determinazione per mantenere i posti di lavoro. Ma la produzione di un’industria che lavora l’alluminio richiede un alto consumo di energia. Quindi, se possiamo avere la produzione dell’energia lì vicino è meglio. In più le centrali hanno anche necessità di grandi quantità d’acqua, quindi l’ideale sarebbe mettere la centrale lì vicino». Insomma, qualunque cosa ne pensiamo, siamo nati per ospitare una centrale nucleare. Il senatore Stracquadanio non sembra essere a conoscenza del fatto che la Sardegna produce già molta più energia di quanta non ne consumi, Alcoa compresa, e che addirittura la esporta. Avrebbe potuto spiegarglielo Ugo Cappellacci, ammesso che i suoi spin doctors lo avessero informato, ma forse non lo ha fatto perché non era questa la cosa importante. Non è infatti il bisogno energetico della Sardegna che è in gioco, come non sono mai i bisogni reali dell’isola il motore delle decisioni che partono da Roma.
 Fatto sta che davanti a questa uscita i politici sardi del PdL sono andati subito in fibrillazione da campagna elettorale, e si sono precipitati a smentire. Il capofila della replica categorica è il senatore Piergiorgio Massidda, candidato come presidente della provincia di Cagliari, che dal suo blog afferma perentorio: “Caro Stracquadanio, noi il nucleare non lo vogliamo, confligge con lo sviluppo che abbiamo in mente”. Senza voler sindacare qui quale sia lo sviluppo che ha in mente il PdL per la Sardegna – sul quale dirò in altro post -  apprezzerei molto la replica netta del senatore, se non fosse che contraddice altre sue  affermazioni di appena dieci mesi fa, quando in un intervento al Senato affermò che: “Ora, il Governo e la maggioranza attuali intervengono a sostegno di una zona che vive una situazione di particolare sofferenza e che dovrà fare i conti con una perdita di migliaia di posti di lavoro se non si interviene immediatamente sul fronte dell'energia. […] Se si pensa alla quantità di energia che consumano le industrie che si occupano dell'estrazione di alluminio, zinco o zolfo e al costo dell'energia, che in Italia è superiore del 40 per cento rispetto ad altri Paesi, come si può non intervenire? […] Noi siamo intervenuti prevedendo la realizzazione di una struttura che, grazie ad un processo integrato, consenta di produrre direttamente dal carbone energia pulita, senza dispersione di anidride carbonica in atmosfera. (ndr: sarà mica la Ottana Energia di cui al post it precedente? Hai visto mai.) […] È inutile continuare a fare il sacrificio di non aprire centrali nucleari in Italia, tra l'altro di ultima generazione e dunque particolarmente sicure, per paura del nucleare, quando molti Paesi confinanti, quali Francia e Svizzera le hanno già costruite. […] Certo, il problema dei rifiuti tossici va risolto, ma non è legato solo alle centrali nucleari. Ad esempio, anche per un semplice esame della tiroide si usa materiale radioattivo, che produce scorie.” Uguale uguale a una centrale nucleare, no? Per chi volesse vedersi l’intero intervento, lo trova qui. Non escludo che il senatore Massidda possa in questi dieci mesi aver mutato parere, solo gli stupidi non cambiano mai idea, ma le sue dichiarazioni di resistenza sarebbero comunque perfettamente inutili, e lui lo sa benissimo.  Cosa succederebbe infatti nell’improbabile caso in cui il governo sardo cercasse di legiferare per impedire la locazione di una centrale nucleare in Sardegna? Niente di diverso da quello che è successo in Campania, Puglia e Basilicata, che dopo averlo fatto si sono viste impugnare i provvedimenti davanti alla Corte Costituzionale per volontà dal ministro Scajola: "Non impugnare le tre leggi avrebbe costituito un precedente pericoloso perché si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione di infrastrutture necessarie per il Paese". Il ministro ha chiarito che l'esecutivo "impugnerà tutte le eventuali leggi regionali che dovessero strumentalmente legiferare su questa materia strategica per il Paese". Mi dispiace quindi per il senatore Massidda, ma il governo della cui maggioranza anche lui fa parte ha il nucleare nel suo programma, e se a Roma si decide che la centrale nucleare deve sorgere in Sardegna, non ci sarà niente che lui e gli amichetti del PdL sardo potranno fare per impedirlo, a meno che non si vogliano mettere a fare opposizione contro il governo con cui si sono fatti eleggere. Fino a quando non ammetteranno che gli interessi della Sardegna sono subordinati e sottoposti a quelli dell’Italia, i loro dinieghi avranno il sapore delle chiacchere elettorali. La strada per lo sviluppo in Sardegna passa per la piena sovranità sul territorio e sulle scelte strategiche che lo riguardano, e per realizzarla c’è un solo strumento: l’indipendenza. Un sentire indipendentista farebbe smettere di considerare la Sardegna come un'isola di servizio al resto d'Italia, e farebbe capire chiaramente che una terra che ha una esposizione solare benedetta dal 39° parallelo non ha bisogno alcuno del nucleare, perché è perfettamente in grado di produrre energia pulita per sé e per l'esportazione, e farne una fonte di posti di lavoro sicuri. Altro che Alcoa.
Chi vota su Cagliari e provincia, faccia un pensiero su iRS anche per questo. Le proposte di iRS sull'energia si possono leggere qui, non sono difficili. 

Commenti  

 
#1 Alessandro 2010-03-26 13:04
Ciao Michela, da ieri il comune di Porto Torres è denuclearizzato. www.facebook.com/group.php?gid=255801981089&ref=ts
Anche se non ha valore giuridico l'idea di denuclearizzare i porti commerciali non è malvagia. Dopotutto le navi con i materiali passeranno da li.
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#2 Eros Suà 2010-03-26 13:22
Grazie Michela, condivido anche il finale pro-iRS. Ammetto la mia ignoranza sull'argomento, ma non ho ancora trovato chi sappia spiegarmi se è legittimo aggirare il referendum antinucleare votato dopo Cernobyl. Ciao
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#3 Veronique Meloni 2010-03-26 13:27
La mia vecchiaia avrà inizio quando smetterò di indignarmi...
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#4 piero fancello 2010-03-26 14:12
Scusa Michela, il link al discorso al senato dell'on. Massidda rimanda ad una pagina inesistente, almeno nel mio pc.
In compenso funzionano gli altri, compreso quello che svela il sorriso di Cappellacci.
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#5 Michela Murgia 2010-03-26 14:20
Piero, hai ragione. L'ho sistemato. Per accederci bisogna cliccare a sinistra su RESOCONTO STENOGRAFICO e fai la ricerca con MASSIDDA.
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#6 MARCELLO FOIS 2010-03-26 16:29
Il problema del nucleare, e del nucleare in Sardegna, mi emoziona particolarmente perché ritengo possa diventare uno spezzone, forse l’unico, di strada che io e il dottor Cappellacci possiamo percorrere insieme. Vi immaginate io e Lui incatenati allo stesso cancello quando da Roma (o da Arcore, fa lo stesso) lo avvertiranno che la Centrale Nucleare si farà e proprio in Sardegna. Lui l’ha promesso in Campagna elettorale che si sarebbe incatenato e si è spinto ad aggiungere che sarebbero dovuti passare sul suo corpo prima di installare una centrale nucleare in Sardegna, e io, a mia volta, ho giurato con lui, come un novello Annibale istigato dal padre Amilcare Barca (programma di Storia delle elementari). Fieri e impavidi, noi due solitamente avversari ci stringeremo per una volta in un abbraccio inestricabile di dignità e mantenimento della parola data. Ci incateneremo insieme dunque, per ricordare che la strada della schiena dritta è tortuosa, mentre quella della schiena tortuosa è dritta. Potremo parlarci, io e il dottor Cappellacci, durante le ore di noiosa attesa incatenati. Dirci quelle cose che gli intellettuali dovrebbero dire ai governanti di turno: ti farò passare notti terribili, cercherò di farti saltare i nervi almeno una volta al giorno (due sarebbe meglio); ti ricorderò, come farebbe una zia zitella, che gli impegni presi pubblicamente sono sacri, perché alle parole dette deve sempre corrispondere il sentimento che le ha ispirate. Magari gli ricorderò che per maleficio del destino i politici passano, mentre gli scrittori, quando sono buoni scrittori, restano e, probabilmente, mi spingerò fino a rendergli noto il principio immortale che si può scegliere la mediocrità, ma non si può esigerla negli altri, specialmente in quelli che, per statuto, si sono meritati, sul campo, il compito di produrre senso critico. Poco conta che molti, troppi, intellettuali in Sardegna l’abbiano convinta del contrario dottore. Quando io e lei saremo incatenati allo stesso cancello, perché da Roma (o da Arcore) si saranno “dimenticati” ancora una volta di consultarci a proposito di una robetta come installare una, o più, centrali nucleari sulla nostra terra, allora si potrà definitivamente, pubblicamente, platealmente, capire fino a che punto lei sia un uomo, homine, o un quaqquaraqquà. Fino a che punto Lei faccia il mimo del Cavaliere, o fino a che punto, aldilà di ogni deprimente intercettazione, Lei abbia mantenuto quel minimo di amor proprio che Le consenta di mettere la nostra meravigliosa Regione al primo posto. Ci diremo tutto incatenati alla stessa sbarra e avrò il tempo di spiegarle quanto sia fortunato ad avere avversari come me, come Michela Murgia, come Giulio Angioni, piuttosto che la maggior parte di quelli che Lei considera amici e che in questo momento si stanno preparando a scansarsi quando anche il problema del “giuramento antinucleare” le franerà addosso. Le è appena capitato con la Vuitton Cup: a tutti è scappato da ridere e lei è rimasto con la scopa in mano…
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#7 Bomboi Adriano 2010-03-26 16:48
Salve,

Nell'intervista a Massidda presso il ns Portale (SANATZIONE.EU) del gennaio 2010, precisa la distinzione tra rifiuti radiologici (ospedalieri) e nucleare: sanatzione.eu/.../...
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#8 Daniele Addis 2010-03-26 18:10
Trovo insultante il paragone tra i rifiuti radioattivi provenienti da ospedali e quelli prodotti da una centrale nucleare. Io non so se, facendo questi paragoni, vogliano prendere in giro o ci credano veramente. Comunque, basta leggersi la distinzione che ne fa l’ENEA nella sua Guida tecnica n.26. Qua spiegano un po’ i problemi e le tecniche legati allo smaltimento delle scorie radioattive ospedaliere, mentre nella pagina di wikipedia relativa alle scorie nucleari parlano un po’ dei problemi di smaltimento connessi ad esse. Perché il materiale radioattivo ospedaliero diventi innocuo servono alcuni mesi, mentre nel caso di scorie nucleari si parla di centinaia di migliaia di anni in cui esse conservano la propria ELEVATA pericolosità. Che senso ha mischiare le carte paragonando queste cose?
Si cerca di far credere alla gente che, siccome entra in contatto con materiale radioattivo praticamente tutti i giorni, allora non è mica pericoloso produrne con le centrali nucleari. Dimenticano però il piccolo particolare della differenza di Bq/g, ossia della concentrazione di radioattività pericolosa infinitamente inferiore rispetto alle scorie. È come per molte altre sostanze tossiche con le quali entriamo in contatto tutti i giorni le quali, se assunte a basse concentrazioni, non provocano danni all’organismo che è capace di espellerle.
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#9 Bomboi Adriano 2010-03-26 18:31
Chiaramente si tratta di materiali dall'incidenza ambientale diversa. Ma non mi pare si sia fatto un paragone, piuttosto, si è voluto mettere in guardia che (per l'appunto) le due cose non possono essere messe sullo stesso piano. Comunque mi fa piacere che Michela Murgia abbia scelto di non tenere i piedi in due staffe (PD...) ed abbia fatto una precisa scelta politica di campo. Spero anche Marcello Fois sia coerente con quello che dice e superi un pianeta politico che non è affatto 'meno peggio' di quello che si contesta ma è ad esso organico.
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#10 Daniele Addis 2010-03-26 19:04
Bomboi, Massidda ci dice 'Naturalmente. Sono contrario sia alla installazione di una centrale nucleare in Sardegna sia allo stoccaggio di scorie radioattive. Il bene ambiente è, se non l’unica, certo la più importante delle carte da giocare per il nostro sviluppo. Teniamo però conto che sarà poi difficile sostenere che altri territori si devono far carico di smaltire le scorie radioattive prodotte in Sardegna, per esempio negli ospedali.'

Non mi pare che faccia nessuna distinzione, parla di scorie radioattive sia per quanto riguarda il nucleare che per gli ospedali. Mette le due cose all'interno dello stesso discorso. Non dico che lo faccia in malafede, dico solo che è sostanialmente sbagliato e poco corretto.
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#11 Bomboi Adriano 2010-03-26 19:36
E' che nel dibattito è una cosa vecchia quella di menzionare entrambi gli aspetti. Da quando ad esempio fu fatto il referendum (fallito) per lo stoccaggio di scorie extraregionali. Ma nella risposta parla chiaramente di: 'scorie prodotte in Sardegna', con riferimento a quelle correnti.
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#12 Daniele Addis 2010-03-26 20:21
Ok, allora vediamo di semplificare il tutto con una domanda semplice: Chi sostiene o ha sostenuto che 'altri territori si devono far carico di smaltire le scorie radioattive prodotte in Sardegna, per esempio negli ospedali'?
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#13 Bomboi Adriano 2010-03-26 20:45
Non ricordo qualcuno in particolare, ma al periodo del vecchio referendum ne ho sentiti diversi...e vai tranquillo che salteranno nuovamente fuori anche quelli....'Non nel mio giardino' è qualcosa che va sempre di moda, anche quando non c'è ragione d'esserlo. E non parlo di nucleare. Penso che anche Massidda abbia raggiunto un pensiero analogo. Nel dubbio, chiedetelo.
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#14 dario fratti 2010-03-26 21:46
in effetti la sardegna data la grande quantità di granito che assorbe le radiazione e data la grande distanza da grandi centri abitati dovrebbe e ospitare più di una centrale nucleare. poi che i cittadini vogliano solo i diritti e non le responsabilità questo è il solito punto: il problema è che silvio è capace di convincere solo pagando o rubando e quindi una informazione completa e imparziale che convinca i cittadini di ali scelte sarà sostituita da una serie di balle che obbligherà poi l'uso dell'esercito(comunque necessario dato il terrorismo di bin laden).
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#15 Michela Murgia 2010-03-26 23:25
Mannaggia, Marcello. L'immagine di te incatenato con Cappellacci a un cancello di Cirras mi toglierà il sonno di stanotte, e Dio sa se ne ho bisogno!
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#16 Bomboi Adriano 2010-03-27 01:51
Ci sono catene visibili e catene meno visibili. In genere a sinistra vanno di moda queste ultime. Ecco perché siamo indipendentisti.
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#17 Daniela Addis 2010-03-27 03:48
Bomboi, molto più semplicemente le scorie nucleari e quelle radioattive dei materiali ospedalieri non ci azzeccano per nulla le une con le altre. Non vi è nessuno motivo logico per infilarle nello stesso discorso. Il risultato di un'operazione del genere e del chiamare entrambe, molto genericamente, 'scorie radioattive' è di minimizzare la pericolosità di quelle nucleari in quanto nessuno può pensare che i i materiali radioattivi possano essere così pericolosi se vengono usati negli ospedali.
Mi interessa poco chi, in passato (25 anni fa?) ha fatto discorsi del genere, ma farlo adesso, nel momento in cui si parla di costruire nuove centrali nucleari, è quanto meno inappropriato.
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#18 Sempre Farris 2010-03-27 06:40
In preda a una crisi di mattinierismo, quoto per intero l'ultimo intervento di Daniele Addis: l'abbinamento dei due temi serve a suggerire l'idea che esami alla tiroide e centrali nucleari pari siano, quanto alla produzione di scorie. Massidda è una vecchia volpe, sulla sua pagina di FB fa vanto di aver votato il processo breve e altre norme ad personam per Berlusconi. Mi stupisce la delicatezza con cui è trattato anche da voi di iRS: il fatto di essere circondati da elementi di bassissimo livello non significa che il primo di cui si vedono le orecchie uscire dal fango sia degno di maggior credito.
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#19 Omar Onnis 2010-03-27 10:37
Noi trattiamo tutti con i guanti, caro Farris. Per... paura di sporcarci!

Battute a parte, nessun riguardo particolare è mai stato espresso dal Movimento verso Massidda, così come verso chiunque altro. In ogni caso, parlano chiaro le nostre prese di posizione e le nostre azioni politiche. (Scusa, Michi: mi è scappata un po' di propaganda!)

Bando alle sottilizzazioni, amici. Quel che si sta cercando di fare è rendere accettabile a una larga fetta di opinione pubblica sarda l'impianto di una o più centrali nucleari nonché, soprattutto, lo stoccaggio delle scorie radioattive italiane e forse anche francesi.

In questo senso, equiparare (in modo smentibile, come sanno fare questi) residui ospedalieri e scorie di centrale è una buona mossa propagandistica.
E anche giocare sul senso di colpa di noi babbioni isolani con la sveglia al collo: ma come, con tutto quello che gli altri fanno per voi, voi cattivoni non volete nemmeno accollarvi un po' di schifezze radioattive? Che vergogna!

E noi, tutti contriti, a negare di essere affetti da sindrome NIMBY, o addirittura (vedi interventi di Giulio Angioni) a darci da soli dei razzisti!

Non facciamo affidamento sulle dichiarazioni dei politici, ragazzi: hanno un pelo sullo stomaco che manco un bue muschiato nell'inverno polare. Di atti concreti non se ne sono visti e le parole di Nichele Cappellacci valgono quanto quelle di Winnie the Poo.

E poi, qualcuno ha per caso sentito qualche decisa presa di posizione del PD?

La classe partitica sarda (schieramenti italiani e loro palafrenieri autonomisti) non risponde all'interesse generale e collettivo dei sardi, ma a centri di potere esterni, di cui rappresenta l'amministrazione proconsolare nella provincia d'oltremare.

Mi piacerebbe essere smentito.
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#20 Bomboi Adriano 2010-03-27 13:34
Io sono del parere che se da 8 anni a questa parte si fosse lavorato per riformare ed unire tutto l'indipendentismo oggi molti di quelli che sono in PD o PDL sarebbero più vicini ad un partito territoriale. Autonomismo o non autonomismo. Repubblica Sarda o non Repubblica Sarda. Trattare tutti con i guanti (col timore di sporcarsi) può portare a creare ulteriori frazionismi ed ulteriori avversari interni alla Sardegna. Il ché non è un buon modo per costruire consenso. In merito al nucleare, il movimento Sardigna Natzione è stato il primo ad attivare la raccolta firme contro, IRS è arrivata dopo. Ad ennesima riprova che per pochi la bottega viene prima della Sardegna: Spero quindi non si faccia la morale per la distinzione rifiuti ospedalieri e rifiuti nucleari perché non ci sono primi della classe...
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#21 Daniele Addis 2010-03-27 14:35
Certo Bomboi, ogni argomento è buono per partire con i tuoi sproloqui contro chi non si adegua al tuo progetto fatto di 'se', 'ma', 'però' ecc... Visto che iRS è cattiva e gli altri son buoni perché non si uniscono quelli per darci una lezione e dimostrarci che uniti si ottengono risultati non solo elettorali, ma anche pratici, o senza iRS tutto questo non si può fare?
Ci sono rossomori, psd'az, a manca, SNI che possono fare quello che dici tu, non sarebbe giá un passo avanti per voi di URN?
Secondo il tuo ragionamento chi non si adegua al tuo pensiero non può permettersi di dire o criticare niente. Caro Bomboi, me ne infischio del tuo permesso per fare o non fare la morale. Se a te sta bene che si confondano le carte parlando indiscriminatamente di rifiuti radioattivi fai pure, io ho semplicemente detto che è scorretto ed ho spiegato il perché. Quando non hai argomenti per replicare tiri sempre fuori la solita storiella di quelli che però non si possono permettere di criticare gli altri, facendo emergere il tuo lato squisitamente benaltrista.
Io ho criticato nel merito delle affermazioni, tu hai fatto del benaltrismo e sei finito a parlare dell’iniziativa di SNI quando nessuno di iRS ha mai affermato che si è stati i primi ad organizzare raccolte di firme o altro.
È sempre il tuo solito metodo: quando si parla di una cosa precisa e non riesci a far prevalere il tuo punto di cista inizi a divagare e a tirare fuori cose che non c’entrano nulla.
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#22 Bomboi Adriano 2010-03-27 17:07
A me invece sembrano più che pertinenti....
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#23 Daniele Addis 2010-03-29 11:58 Citazione | Segnala all'amministratore
 

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