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Sabato 19 marzo su invito della Proloco sarei dovuta andare a Perdasdefogu per tenere un incontro di letteratura nella sala della biblioteca comunale. Purtroppo l'amministrazione comunale, quando ha saputo della mia presenza, ha ritirato la disponibilità della sala e ha diffidato la Proloco dall'invitarmi. Oltre ad esprimere la mia solidarietà alla Proloco, voglio dire ai foghesini e agli abitanti dei paesi vicini interessati all'incontro che verrò a Perdas comunque, ma sotto l'egida del mensile Sardinews e nella sala parrocchiale gentilmente messa a disposizione dal sacerdote del paese don Ottavio Chillotti.

Però due parole su questo fatto vanno dette.
L'ostilità del sindaco Walter Vittorio Mura dipende dal fatto che attraverso il mio sito ho supportato la diffusione di quello che fonti sempre più numerose ipotizzano stia succedendo al Salto di Quirra, dove ha sede l'ormai famigerato poligono militare. Medici specialistici, medici veterinari, esperti in conseguenze dell'addestramento bellico, comitati come Gettiamo Le Basi e anche semplici cittadini in proprio stanno cercando di portare all'attenzione dei media e delle istituzioni quello che ritengono possa essere collegato alle attività segrete della base militare: morti sospette, aborti spontanei, malformazioni infantili e malattie di animali e persone in percentuale ingiustificabile, oltre a isterilimento e inquinamento del territorio.

Da qualche settimana gli articoli che su questo sito parlano delle problematiche legate alla base militare - compreso quello di Bobore Bussa - sono subissati di commenti da parte di sedicenti abitanti di Perdasdefogu e dei dintorni del poligono che dicono che non è vero niente, che nessuno si ammala, che è tutta una montatura, che gli stiamo (io, i giornalisti, il comitato Gettiamo le basi, chiunque ne parli) rovinando l'economia, la pace sociale e l'immagine pubblica. Minacciano denunce e richieste di danni. Mi diffidano dal mettere piede nei paraggi. Capisco i timori di una parte della popolazione: hanno paura di perdere la sola attività industriale del territorio; capisco meno gli amministratori, che dovrebbero essere i primi a voler sapere la verità tutta intera, e invece per tenersi la base sembrano disposti a minimizzare (quando non a negare) l'esistenza dei sempre più frequenti segnali di allarme sulla salute dei loro cittadini.

Tutti i politici sanno che la maggioranza degli abitanti di quel territorio ha paura di veder smantellata la base, cosa che può sicuramente accadere se sarà accertata la relazione tra le patologie e l'attività militare: questo spiega perché nessuno degli eletti locali sembri avere fretta di fare qualcosa per capire. Per fortuna però la magistratura non è elettiva, e infatti la procura di Lanusei ha aperto un'inchiesta per capire cosa sta succedendo a Quirra. Il magistrato Domenico Fiordalisi ha disposto il sequestro dei fondali marini davanti alla base (dove sono stati trovati residui dei missili usati in addestramento) e di quattro discariche piene di rottami bellici. Speriamo tutti, e a maggior ragione gli abitanti della zona, che questa inchiesta possa portare risposte certe, in un senso o nell'altro.

Mentre la magistratura procede per i suoi canali, la politica regionale è ancora ferma a discutere se sia il caso di cominciare anche solo a discuterne. Il 10 marzo era il giorno giusto per capire in che direzione si stanno orientando le scelte del governo sardo: in consiglio si presentavano addirittura due proposte di ordine del giorno sulla questione del Salto di Quirra, una da destra e una da sinistra. Così siamo sicuri che almeno uno passa, si devono essere detti ottimisticamente i parenti dei morti di Quirra che ancora hanno le forze per chiedere verità. Invece in consiglio si è realizzato l'ennesimo capolavoro dell'inettitudine della classe dirigente sarda, senza distinzione di colore: di due ordini del giorno non ne è passato neanche uno.

Come è stato possibile questo miracolo al contrario?
Facile.
- Per cominciare basta che siano assenti trentuno consiglieri su ottanta, giusto per far capire che la questione Quirra non è considerata proprio vitale.
- Poi basta votare contro o astenersi anche sulle proprie mozioni, in modo da far mancare sempre la maggioranza necessaria. Non devono nemmeno essere astensioni vere e proprie: bastano fughe strategiche dalla sala al momento della votazione, così puoi sempre dire che eri andato in bagno perché il gomito ti faceva contatto col ginocchio.
- Se invece resti in sala devi inventarti una giustificazione che sia coerente col personaggio : c'è chi ha detto che per lui l'ordine del giorno non era "abbastanza duro" (Renato Soru in modalità Walker Texas Ranger) e chi ha detto che prima di votare bisognava aspettare che si riunissero "le assemblee popolari" sul territorio (Franco Sabatini in versione "faccio politica dal basso").
- Infine è fondamentale che arrivi da Roma un promemoria del sottosegretario alla difesa Giuseppe Cossiga (sì, il figlio di) che rammenti agli smemorati politici della colonia sarda che gli accordi militari non spetta al consiglio regionale rinegoziarli. Come a dire: "parlate pure, tanto la questione del Poligono non è a Cagliari che la si decide".

Quindi a tutt'oggi la politica sarda non ha idea di cosa succeda al Salto di Quirra e non mostra di aver fretta di volerlo sapere, sia mai che dopo le tocchi di ammettere che non può farci assolutamente niente. (E qualcuno mi chiede ancora a cosa ci serve l'indipendenza).

Intanto i giornali italiani stanno cominciando a interessarsi della vicenda, aumentando la pressione su chi invece vorrebbe che si tornasse al silenzio il più in fretta possibile. Se ne è occupato il solito Fatto Quotidiano e ci ha fatto un bellissimo e straziante reportage Vanity Fair, nel numero del 9 marzo 2011. Quest'ultima inchiesta, a firma dell'ottima Tamara Ferrari, è giornalismo vecchio stile, con informazioni raccolte sul posto e testimonianze dettagliate e verificabili. Ringrazio sia Tamara che Vanity per avermi autorizzato a condividerlo su questo sito.

L'inchiesta di Tamara Ferrari per Vanity Fair: leggete e fate leggere!

Dante Utzeri non è il solo a piangere. Tutto attorno a lui, un concentrato di dolore. Un centinaio di morti di tumo­re. Malati di linfomi e leucemie. Bambi­ni nati senza cervello. Agnellini con gli occhi al posto delle orecchie, senza boc­ca, con il ventre aperto. E un intero alto­piano dove non cresce più un filo d'er­ba.

Non è un film sulle conseguenze di una guerra nucleare. È quello che sta succe­dendo nei paesini sardi intorno al Sal­to di Quirra, provincia di Cagliari, sede del più grande «poligono sperimentale e di addestramento interforze» a dispo­sizione della Nato in Europa. Una base militare, inaugurata nel 1956, dove i mi­litari delle nostre forze armate si adde­strano alla guerra. Sparano contro i car­ri armati, sganciano bombe, lanciano razzi e missili.

Il ministero della Difesa, poi, per 50 mila euro all'ora (un milione e 200 mi­la euro al giorno), mette a disposizione il poligono a enti scientifici e alle multi­nazionali che producono armi, per fare esperimenti, test e collaudi. Un mese fa la Procura di Lanusei ha aperto un'inchiesta. Le accuse? «Viola­zioni ambientali», ma soprattutto «omi­cidio plurimo di militari e civili, in par­ticolare pastori e bambini». Il magistra­to che conduce le indagini, Domenico Fiordalisi, ha disposto il sequestro dei fondali marini davanti alla base, dove sono stati trovati missili. Sono state an­che sequestrate quattro discariche piene di rottami bellici. Il sospetto è che sia­no state usate armi all'uranio impoveri­to, e che sia proprio questa la causa del diffondersi tra la popolazione dei linfo­mi, frequenti tra i soldati che hanno par­tecipato alle missioni nel Golfo Persico e nei Balcani.

«Noi la chiamiamo "Sin­drome di Quirra"», dice Mariella Cao del comitato Gettiamo le Basi. «I pae­si più interessati sono Villaputzu e la fra­zione di Quirra, dove su 150 abitanti 32 sono morti di tumore. Ma anche a San Vito e Muravera ci sono tanti casi». I più colpiti sono i pastori. Secondo un'indagine delle Asl di Cagliari e Lanu­sei, negli ultimi dieci anni il 65 per cen­to di quelli che lavorano in un raggio di 2,7 chilometri dal poligono si è ammala­to. Molti hanno denunciato la nascita di agnelli malformati. La Procura in tutto indaga su un centinaio di morti. «Che a Quirra ci sia qualcosa di anoma­lo è innegabile», dice Maria Antonietta Gatti, responsabile del laboratorio dei biomateriali del Dipartimento di Neu­roscienze dell'Università di Modena e Reggio Emilia: a lei il procuratore Fiordalisi si è rivolto per fare chiarezza sul­l'aumento dei tumori (+28% tra gli uo­mini e +12% tra le donne). «Non mi ri­ferisco solo agli effetti dell'uranio impo­verito (che per il momento none stato tro­vato, ndr), ma all'inquinamento belli­co. I pulviscoli sprigionati da esplosioni a temperature molto elevate, quelle dei test militari, possono diventare un"arma letale. Una volta entrati nel corpo uma­no arrivano dappertutto: nei linfonodi provocano i linfomi, nel cervello il can­cro al cervello. Entrano nel terreno, con­taminano frutta e verdura. L'unico mo­do per provare la correlazione tra il poli­gono e le malattie è confrontare le "pol­veri" presenti nei tumori con quelle tro­vate nell'ambiente». «Forse sono state queste polveri, porta­te dal vento, a causare quello che è suc­cesso ai bambini del nostro paese», dice Stefano Artitzu, 50 anni, di Escalaplano, 2.600 abitanti a qualche chilome­tro dal poligono. «Mia figlia, che ha 18 anni, è nata con una malformazione al­la mano. Qui, a metà degli anni '80, so­no venuti alla luce 14 bambini con problemi simili o ancora più gravi». Stefano Artitzu è uno dei pochi che han­no il coraggio di denunciare.

Quasi nes­suno, da queste parti, ama parlare di tu­mori e poligono. «Temono che la situa­zione venga strumentalizzata per far chiudere la base. Si perderebbero posti di lavoro», dice Anna de Vita, del Comi­tato di tutela ambientale e salute. «Die­ci anni fa l'ex sindaco di Villaputzu de­nunciò pubblicamente che nel nostro paese c'erano troppi ammalati. Quelli che lo hanno appoggiato sono stati accusati di danneggiare l'economia, il turismo e la pesca. Qualcuno ha subito intimidazioni". Così adesso stanno tutti zitti. Non parla­no i pastori, che anzi ci scacciano: «An­date via, non vi vogliamo». Non parla C, negoziante di Villaputzu, che ha per­so due fratelli e ne ha tre malati: «Non c'è niente di strano». Non parla quasi più Gisella Dessi, che nel 2002 ha perso il marito Mario, dipendente della Vitro-ciset, azienda legata al poligono. "Ho sofferto troppo", sussurra al telefono. «Non sono mai stata contro la base, ma dovrebbero smettere di lanciare i missi­li. Sono quelli che uccidono». I pescatori, invece, non tacciono più. «Peschiamo razzi. Una barca ha tira­to su un missile con 100 chili di esplosi­vo, è stato fatto brillare al largo», denun­cia Alessandro Porcu, della Cooperati­va pescatori di Porto Corallo. «Ora nes­suno vorrà più il nostro pesce: dovreb­bero bonificare il mare». Quei pochi che parlano lo fanno per chiedere la verità. Come don Gianni Caboni, cappellano all'ospedale di Muravera. Suo padre ha un tumore e lui conforta ogni giorno tanti altri amma­lati: «Perché non mettono delle centrali­ne per valutare il livello di inquinamen­to? Perché non controllano le onde elet­tromagnetiche dei radar? Ho sentito di­re che anche quelle possono essere noci­ve. E poi, quello che fa paura è l'aggetti­vo "sperimentale". Che cosa sperimen­tano nel poligono? Sono anni che chie­diamo spiegazioni. Mi chiedo se davve­ro si voglia arrivare alla verità». Quelle che seguono sono le storie di al­tre quattro persone che non vogliono più tacere.

DANTE UTZERI, 70 ANNI, SAN VITO

«La mia Monica aveva 38 anni, è stata uccisa dalla Sindrome. Quando ha ini­ziato a stare male faceva già avanti e in­dietro tra casa e ospedale per via del suo bambino, Alessandro, che a 8 anni si era ammalato di leucemia. Era rico­verato per periodi lunghissimi, lei non lo lasciava mai solo. Alessandro ha fatto parecchi cicli di chemioterapia e, quan­do finalmente ne stava uscendo - aveva 14 anni -, si è ammalata Monica. «Un giorno le è venuta la febbre altis­sima, l'abbiamo portata all'ospedale di Muravera e lì abbiamo scoperto che aveva un linfoma di Hodgkin. Per sal­varla le abbiamo tentate tutte. Purtrop­po non ho potuto donarle il midollo per il trapianto: non ero abbastanza compa­tibile. Lei soffriva, diceva: "Papà, non ce la faccio più. Fatemi morire". Nel giugno 2003 hanno tentato l'autotra­pianto: è entrata in coma e non è più tor­nata indietro.

«Prima che si ammalassero mio nipote e mia figlia, anche io ero stato operato per un tumore benigno alla faccia. Mi chiedo spesso come mai tanti casi nella famiglia. Penso a quando con Mo­nica e suo marito andavamo ogni fine settimana a Quirra, dove c'è l'ovile del suocero. I bambini giocavano con i bos­soli abbandonati dai militari. Andava­mo a cercare pezzi di carburante solido per missile, li usavamo per accendere il fuoco e cuocere la carne. Mangiavamo anche i funghi dell'altopiano del Cardi­ga, dove, dopo le esercitazioni dei mili­tari, non cresce più l'erba. Tutto questo ha a che vedere con la morte di mia fi­glia? Vorrei tanto saperlo».

IVANA CASULA, 43 ANNI, QUIRRA

«Sono nata e ho sempre vissuto qui, a 500 metri dalla rampa di lancio dei mis­sili. Dietro casa mia c'è la torretta di av­vistamento: da lì i soldati controllano i lanci diretti verso il mare. Poco distante c'è un radar. Non ho problemi a vivere accanto alla base, anche se i missili fan­no un bel rumore. A volte perdono i pez­zi e li troviamo nelle campagne. «Non mi sono mai chiesta se i test mi­litari potessero provocare danni, fino a quando non si sono ammalati i miei ge­nitori. Sono morti a distanza di quattro anni. Mio padre Ferdinando nel '99, per un tumo­re alla lingua. Aveva 73 anni. Di quel perio­do ricordo un infer­no di chemio e viag­gi in ospedale. Poco prima che papà morisse, si è ammalata mamma. È morta nel 2003, si chiamava Peppina, aveva 72 anni. Aveva il linfoma di Hodgkin, lo stesso dei soldati in missione di pace nei Balcani.

«Con mia madre siamo state tra quelli che dieci anni fa, insieme all'ex sinda­co di Villaputzu. hanno denunciato che qualcosa qui non andava. Non l'avessi­mo mai fatto: in tanti ci hanno fatto ca­pire che non avevano gradito. Da un la­to li capisco: hanno paura che la nostra economia ne risenta, che nessuno com­pri più i formaggi e le arance di Quirra. Però, intorno casa mia è morta troppa gente. È giusto chiedersi perché. E vor­rei che qualcuno rispondesse».

GIAMPIERO MATTANA, 59 ANNI, SAN VITO

«Io, almeno, la mia storia posso raccon­tarla. Un giorno, nel settembre 2003, sta­vo cercando funghi sul monte Cardiga quando all'improvviso le gambe non mi hanno retto più. Il mattino dopo ho fatto le analisi del sangue e sono andato al la­voro, nel mio marmificio. Poco prima di mezzogiorno, mentre un operaio taglia­va una lastra, mi sono accasciato in un angolo. Quando mi sono svegliato era passata più di un'ora. Ero svenu­to e nessuno se n'era ac­corto.

«Il giorno dopo ero al­l'oncologico di Cagliari, con l'emoglobina a 3: leucemia. Quan­do ho detto ai medici che ero di San Vi­to, mi hanno risposto: "Stiamo cammi­nando sempre sullo stesso triangolo". Tutti i pazienti di leucemia che stavano seguendo venivano da San Vito, Perda-sdefogu e Villaputzu. «Ho sofferto tanto, ero diventato uno scheletro. Sono guarito con l'autotra­pianto. Molti miei amici, invece, non ce l'hanno fatta. In questa zona c'è qualco­sa che non va: nella mia famiglia quat­tro persone hanno problemi di tiroide. mia figlia ha avuto un tumore. È norma­le avere problemi di tiroide cosi vicino al mare, dove si respira iodio?».

CINZIA PIRAS, 36, E SUO MARITO FRANCESCO TODDE, 40, MURAVERA

«Con mio marito abbiamo una picco­la azienda agricola a Quirra. Ci abitava­no i miei nonni. Prima andavamo sem­pre, ora evitiamo: abbiamo paura. In quell'ovile è morto mio padre. Aveva 60 anni, soffriva di un tumore all'intestino. Dopo di lui si è ammalato ed è morto di leucemia mio zio. Ora "sono alle prese" con mia madre.

«Nella mia famiglia i casi di tumore non si contano. In questi anni ho visto mo­rire tanti amici, ragazzi di venti e quarant'anni stroncati da cancro al cervello e leucemie. Vorrei che si facesse chiarez­za. Le istituzioni locali per anni hanno negato il problema, poi ci hanno detto che a causare i tumori era l'arsenico del­le miniere presenti in questa zona della Sardegna. Ma una sentenza ha stabilito che non è vero. Spero che questa inchie­sta della Procura, e una nuova sentenza, ci restituisca finalmente la verità».

Tamara Ferrari


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cusati di danneggiare l'economia, il tu­rismo e la pesca. Qualcuno ha subito in­timidazioni».

Così adesso stanno tutti zitti. Non parla­no i pastori, che anzi ci scacciano: «An­date via, non vi vogliamo». Non parla C, negoziante di Villaputzu, che ha per­so due fratelli e ne ha tre malati: «Non c'è niente di strano». Non parla quasi più Gisella Dessi, che nel 2002 ha perso il marito Mario, dipendente della Vitro-ciset, azienda legata al poligono. «Ho sofferto troppo», sussurra al telefono.

Commenti  

 
#1 simone 2011-03-12 14:37
Grazie per i tuoi post su notizie che certo non possiamo leggere su l'unione.
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#2 Ghigliè 2011-03-12 15:55
Buonasera ..signora Michela Murgia, rimango sorpreso da questo post, mi sembra alquanto strano che l'amministrazione comunale non abbia concesso il locale per la conferenza.
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#3 Michela Murgia 2011-03-12 15:58
Ghigliè, le sembrerà strano, però è vero.
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#4 Ghigliè 2011-03-12 16:15
Citazione Michela Murgia:
Ghigliè, le sembrerà strano, però è vero.

Ora voglio proprio chiedere.. lei si assume la responsabilità di quello che ha scritto , quindi è sicura al cento per cento che l'amministrazione comunale non ha concesso il locale???
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#5 Ghigliè 2011-03-12 16:24
ho appena sentito un componente della giunta ed è rimasto sorpreso da tali affermzioni da lei rilasciate. in ogni caso scusi se mi permetto sign. Murgia, o lei ha parlato ed è al corrente di dichiarazioni del sindaco Walter Mura o altrimenti ha fatto un grande autogol... le sue dichiarazioni nel post, se false sono veramente gravi e non sono di sicuro io a doverglielo dire. Comunque da foghesino le posso dire che la sua presenza è gradita visto che rappresenta un momento di crescita culturale .
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#6 Giorgio Zintu 2011-03-12 16:31
Cara Michela ho letto e commentato su FB. Si vede che l'amministrazione comunale ritiene che i danni alla popolazione possono perdurare visto che i cittadini stessi non hanno ben compreso cosa stanno mangiando o dove vivranno i loro figli. Diversamente i cittadini avrebbero già capito che quell'amministrazione non fa molto per la loro salute e quella dei loro figli. Comunque a Michela Murgia nessuno può proibire di parlare in piazza, anzi è una sfida da raccogliere per non lasciare senza un sostegno autorevole quanti rivendicano un loro diritto non negoziabile.
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#7 Ghigliè 2011-03-12 16:56
Caro Giorgio non sono tra gli organizzatori della conferenza, ma ti posso assicurare che l'amministrazione comunale non ha proibito alla sign Michela Murgia di parlare e presentarsi alla conferenza del 19 marzo. Anzi spero tanto che il 19 la sign. Murgia sia nel locale della biblioteca comunale.
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#8 Michela Murgia 2011-03-12 17:37
Ghigliè, anziché dubitare della mia parola in base a quello che le riferisce l'amministratore suo amico, forse dovrebbe chiedere al direttivo della Proloco.

Io ho ricevuto una prima locandina dove mi invitava la Proloco e mi accoglieva nella sala della biblioteca. Una settimana dopo ho ricevuto una seconda locandina dove mi invitava il mensile Sardinews e l'incontro era stato spostato nella sala parrocchiale.

Quando ho chiesto spiegazioni mi è stato risposto esattamente quello che ho scritto: l'amministrazione comunale nella persona del sindaco ha negato l'uso della biblioteca e diffidato la Proloco dall'invitarmi.

Verrò comunque, ma queste cose vanno dette, anche ai foghesini.
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#9 marco 2011-03-12 20:12
bene Michela.
avanti così. siamo con te.
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#10 Valentina 2011-03-12 21:22
Orgogliosa di te e di TUTTI quelli che pur soffrendo cercano la verità
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#11 SALIS LUIGI 2011-03-12 22:47
cara michela io son di perdas e ci sarò, ho sempre seguito i tuoi incontri, da quando ti occupavi di call center, sono foghesino anche io, a ghiglielmo vorrei dire che purtroppo non mi meraviglio più di niente. Son sicuro, che se il sindaco o il componente della giunta, non è d'accordo con michela non avrà nessun problema a smentire ciò che ha scritto michela.
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#12 Chiara 2011-03-13 10:03
Buongiorno, grazie cara Michela, finalmente qualcuno che non ha paura di dire la verità.
A chi non crede che gli amministratori municipali le neghino ospitalità, ricordo che molti politici prima dicono una cosa e poi in pubblico la smentiscono per non fare figuracce... credete ai fatti e non alle parole di un amico...
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#13 maso 2011-03-13 10:16
ma non dovevi essere con noi?
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#14 claudio 2011-03-13 11:29
Ciao Michela.

1)Penso che tu sia ben accetta dalla gente se si parlerà di libri e quindi cultura._____
2)Non sarai ben accetta se parlerai di politica.______
3) Se parlarai di politica avviserò personalmente in parroco.________
4) Alcune frasi che hai scritto in questo post sono oscene. Ricordati che fino a prova contaria il poligono è innocente.
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#15 Joyce Lussu 2011-03-13 12:03
E' un genio questo Claudio:

Cara Michela, vieni pure, ma solo se dici quello che voglio sentire io. Sennò lo dico al prete, ecco!

ci starebbe un bel bacagai, ma siamo persone fini.
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#16 LUIGI SALIS 2011-03-13 12:12
La Cultura viene prima di tutto, e sai che in paese ultimamente scarseggia! E se lei venisse pure a parlare contro il poligono o via dicendo, a esporre le sue idee politiche. Lo deve fare sta a noi controbattere ma non proibirla, ma che siamo al tempo del fascismo.
Poi questa cosa claudio che la dici al prete e molto ridiciola, penso che il parroco abbia cose molto più importanti di queste a cui pensare, o stiamo ritornando ai tempi dell'inquisizione???
Conosco bene il parroco e so che nn sarebbe assolutamente d'accordo con ciò che dici. Forse alla tua cara Chiesa doveresti dire di controllare il parroci che dice di aver visto a quirra persone morire di tumore imputtandolo all uranio. Però forse se mi ci fai pensare visto che lo dice un uomo di chiesa ci devo credere.
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Anche a perdasdefogu
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#17 rob 2011-03-13 12:34
Vorrei, se possibile, che un giorno Michela Murgia pubblicasse le sue eventuali scuse se,come credo,tutto questo parlare di morti dovute ad uranio impoverito, agnelli malformati o bimbi malformati ( insomma dopo i risultati della magistratura)risultassero solo false notizie di giornalisti che cavalcano l'onda, o scuse per avere soldi da parte di presunti scienziati. Anzi gradirei che Michela venisse a Perdas ad urlare la verità..
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#18 claudio 2011-03-13 12:47
Citazione Joyce Lussu:
E' un genio questo Claudio:

Cara Michela, vieni pure, ma solo se dici quello che voglio sentire io. Sennò lo dico al prete, ecco!

ci starebbe un bel bacagai, ma siamo persone fini.





OK sei un grande. I locali della parrocchia non sono per i comizi elettorali. LUIGI SALIS sei convinto che il parroco sarebbe contento se fosse politica nascosta dai libri????
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#19 Lai Marco 2011-03-13 12:58
Sono un cittadino di Perdas e premetto che la notizia riguardante la non concessione della biblioteca comunale per la presentazione dei libri di Michela Murgia mi lascia molto sorpreso. Perchè la ritengo grave se veritiera e nello stesso modo se non lo fosse. Bene a questo punto farebbero Amministrazione e Proloco a chiarire le rispettive posizioni.Voglio comunque dire che i foghesini sono delle persone sempre disposte a confrontarsi con chi gli critica,perchè ritengono che dal confronto possa scaturire la possibilità di dimostrare che la critica è sbagliata o migliorarsi se questa fosse giusta. A Michela Murgia voglio dire che tutte le manifestazioni del" Sabato del messaggio " sono sempre state organizzate dalla Proloco e l'Amministrazione comunale (vedi locandina).
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#20 Ghigliè 2011-03-13 13:05
Cara sign. Michela Murgia. Dopo aver letto ieri sera la sua risposta, sono andato a parlare sia con l'assessore mio amico(visto che ancora non esiste una legge che impedisca ai cittadini di essere anche amici degli amministratori), sia con i responsabili della proloco. Da entrambe le parti è stato smentito categoricamente ciò che lei afferma nel suo blog. Per quanto mi riguarda sarebbe giusto che la smentita arrivasse ufficialmente sia dall'amministrazione che dalla proloco. Penso che tale smentita non tarderà ad arrivare. In ogni caso la sua presenza è gradita, di qualsiasi cosa si parlerà.
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#21 Luciano Depau 2011-03-13 13:07
Salve sign. Michela MURGIA, sono Luciano Depau e faccio parte del direttivo della ProLoco di perdasdefogu. ho letto i commenti da lei pubblicati inerenti al fatto che le venga negata la possibilità di effettuare la conferenza presso la locale biblioteca comunale.Vorrei precisare che la conferenza in oggetto non si sarebbe pottuta svolgere il giorno 19 marzo ma rimandata ad altra data da concordare solo per motivi tecnici della proloco; Inoltre le faccio notare che la Proloco è una associazione apolitica e INDIPENDENTE; e tende a promuovere solo ed esclusivamante iniziattive puramente culturali.
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#22 LUIGI SALIS 2011-03-13 13:08
Conosco il libro di michela murgia come le mie tasche, l ho letto e riletto, ci ho fatto dei lavori e no si parla di politica.
Credo che se per politica, si intenda la politica mia, quella con cui ho parlato tante volte con il parrocco non avrà nessuna remora. Forse non si capisce bene cosa è la politica.... ma questo è un'altro affare...a Perdas si confonde interesse per la politica, con politica per interesse....ma questa non è colpa dei foghesini ma di chi dall'alto regge i fili. Mi dispiace solo che i fioghesini si pieghini a queste porcherie. Un periodo la chiesa diceva che bisognava ascoltare e parlare con i nemici no metterli alla berlina. quelli si che erano bei tempi
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#23 alessandra 2011-03-13 13:12
ciao michela e ciao a tutti.

sono foghesina anche io e vorrei dirle che lei è ben voluta e sarò presente all'incontro di letteratura.

@claudio. non sono d'accordo con quello che hai scritto. lei viene per la cultura e non per fare la politica. è una scrittrice e una persona, come te e come me, che ha le sue idee politiche.
io sono del parere (e ti dico anche che non ho le stesse idee politiche della signora murgia) che ognuno di noi ha il diritto alla libertà di parola, qualunque essa sia. e nessuno può negare questo diritto. NESSUNO.
non concordo con la signora murgia su certe idee e non sarò certo io a impedirlo. e nessuno dovrebbe farlo.
Sai perchè mi piace la signora murgia? perchè dice quello che pensa e non ha mai impedito a nessuno di esprimere chi non è d'accordo con lei. se fosse così avrebbe cancellato i commenti che a lei non piacciono.
quindi signora murgia venga tranquilla che a tante persone, come me e come luigi, è gradita la sua presenza.
se nell'assurdo delle più strampalate ipotesi che neanche nella sala parrocchiale le fosse data la disponibilità, allora potrà venire anche a casa mia!
se ci sarà anche l'occasione di parlarne delle vicende che coinvolge perdasdefogu mi auguro sia fatta nel modo più civile ed intelligente. per il bene di tutti.
questo è tutto.
ciao
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#24 Ghigliè 2011-03-13 13:19
Ragazzi, stiamo continuando a parlare di cose non vere, visto che nessuno ha mai impedito e mai impedirà alla sign. Murgia di esprimere le proprie idee. Se avete tutti letto il post di Luciano potrete vedere che ha prontamente smentito.
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#25 alessandra 2011-03-13 13:22
Citazione Luciano Depau:
Salve sign. Michela MURGIA, sono Luciano Depau e faccio parte del direttivo della ProLoco di perdasdefogu. ho letto i commenti da lei pubblicati inerenti al fatto che le venga negata la possibilità di effettuare la conferenza presso la locale biblioteca comunale.Vorrei precisare che la conferenza in oggetto non si sarebbe pottuta svolgere il giorno 19 marzo ma rimandata ad altra data da concordare solo per motivi tecnici della proloco; Inoltre le faccio notare che la Proloco è una associazione apolitica e INDIPENDENTE; e tende a promuovere solo ed esclusivamante iniziattive puramente culturali.


aspettavo questa smentita ed è importante. grazie luciano.
ciao a tutti
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#26 alessandra 2011-03-13 13:25
Citazione Ghigliè:
Ragazzi, stiamo continuando a parlare di cose non vere, visto che nessuno ha mai impedito e mai impedirà alla sign. Murgia di esprimere le proprie idee. Se avete tutti letto il post di Luciano potrete vedere che ha prontamente smentito.


hai ragione, meno male che ha smentito.
perchè altrimenti sarebbe stato molto grave. e

comunque siamo d'accordo tutti che lei è ben voluta
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#27 Salvatore Mura 2011-03-13 13:45
E' una notizia assolutamente non veritiera, la conferma ieri durante il "Sabato del messaggio": il CDA della Pro-loco (presente Giacomo) ha smentito pubblicamente la tua affermazione. In merito al caso "Quirra" ti consiglio un'attenta lettura delle relazioni scientifiche (Prof. Cocco e USL Lanusei). Dopodichè, con la nostra ospitalità che ci contraddistingue, sei nuovamente invitata a Perdasdefogu. Assessore Comunale Salvatore Mura
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#28 Michela Murgia 2011-03-13 13:59
Gentile signor Deperu,
è veramente curioso che lei mi specifichi che siete una associazione che promuove solo attività culturali, perché siete voi che mi avete invitato a presentare i miei libri, quindi dovreste sapere bene che venivo per quello.

In che modo la presentazione di Accabadora o di Viaggio in Sardegna avrebbe potuto essere confusa con una manifestazione politica? Sarei curiosa di saperlo.

Se invece il problema è che io su questo sito ho scritto cose politiche che riguardano Perdas, significa che non avete saputo distinguere la mia attività civile e politica dalla mia attività culturale.

Sono comunque felice che la cosa si sia chiarita, come sono felice di venire a Perdasdefogu sabato prossimo. A Deus piachende, nos bidimus incue.
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#29 claudio 2011-03-13 15:50
Citazione claudio:
1)Penso che tu sia ben accetta dalla gente se si parlerà di libri e quindi cultura._____

Sottolineo il fatto che ho messo il SE. Adesso che michela ha smentito che parlerà di Politica molti saranno più tranquilli. é stato chiarito che si parlerà di libri. sarò ben felice di ascoltare interessato.
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#30 Luisella Brundu 2011-03-13 16:51
Io Luisella Brundu mi chiedo perchè tutti parlano se poi nessuno si presenta mai alle conferenze.
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#31 Michela Murgia 2011-03-13 17:23
Caro Claudio, che non parlerò di politica lo stai dicendo tu, non io.

Parlare di eutanasia è politica, parlare di turismo sostenibile è politica ed è politica anche parlare di lavoro precario: questi sono i temi dei miei libri, non ce n'è uno di loro che non sia politico.

Mi dispiace turbarti il sonno, ma quello di cui parlerò lo decideranno le domande di chi mi interpella e le circostanze, non tu.
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#32 LUIGI SALIS 2011-03-13 17:24
Cara luisa, perchè la gente è solo buona a criticare e nn si prende le respondabilità di ciò che dice..c'è un velo di ipocrisia unico.
Ora si rimangiano tutto... Però io ricordo bene che per bacchisio bandinu non è partito nessun messaggio per avvisare della conferenza. Tutti prima della conferenza accusavano di boicitaggio. ma ora si tirano indietro. Vergogna.
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#33 LUIGI SALIS 2011-03-13 17:41
Michela perchè quando io dico che prima di parlare di politica, ci si dovrebbe informare su cosa vuol dire politica non parlo per far prendere aria alla bocca.
Ma la gente è poco abituata a informarsi:
Politica:
Secondo un'antica definizione scolastica, la politica è l'Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis "πολις", città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione.
Lo dice Aristitele non luigi, non claudio non michela.
Tutti saccenti dietro uno schermo di computer. Forza Michela
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#34 DANIELA 2011-03-13 18:48
Cara Michela, ti ammiro per la tenacia nella battaglia che stai portando avanti riguardo i "misteri" che avvolgono Perdasedefogu e la base militare. sono d'accordo con te praticamente su tutto, tranne sulla tua posizione separatista:la trovo una sorta di appello alla fuga, e non è da te. mi permetto di obiettare su questo aspetto soprattutto ora, in vista della celebrazione del 150enario dell'Unità della nostra Italia: quanti hanno creduto e hanno messo in gioco la propria vita l'hanno fatto per ognuno di noi, che siamo oggi una Nazione, malgrado certi indegni, che ne infangano la memoria e la storia passata e presente. se mi permetti una battuta, vorrei dirti che il separatismo è un privilegio a cui si può aspirare vivendo su un'isola: e chi sta sul "continente" che dovrebbe fare, dal momento che i guai che tu denunci non sono estranei anche da questa parte del mare...? :) buon lavoro!
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#35 mauro guerriero 2011-03-13 19:35
Caro Tore, sai bene quale è il nostro rapporto e quale stima io nutra nei tuoi confronti, ma devo ammettere che alcune tue considerazioni mi lascino un po’ attonito.
Innanzi tutto vorrei invitarti a rileggere l’articolo di Michela (persona di grande intelligenza): lei scrive utilizzando sempre il condizionale, introdotto da “se, per ipotesi”, ecc... ma avrebbe anche potuto non utilizzarlo, visto che voi non lo fate in nessun discorso per dimostrare l’opposto…
Successivamente scrivi: “Con riferimento al caso "Quirra" ti consiglio un'attenta lettura delle relazioni scientifiche (Prof. Cocco e USL Lanusei). Dopodiché sei nuovamente benvenuta a Foghesu per un ulteriore dibattito”.
...penso che lei come altri saranno sempre i benvenuti anche quando porteranno punti di vista differenti dal mio o dal tuo, anzi la diversità di pensiero è storicamente utile al divenire di una umanità migliore. Diffido altresì dalle facili maggioranze “alla bulgara” o dai cosiddetti blocchi concettuali diretti verso una sola direzione.
Per quanto riguarda invece la cosiddetta “Questione Quirra” non da clandestino, ma da cittadino foghesino, da figlio di ex maresciallo, nonché cavaliere della repubblica, giudico il vostro impegno poco giusto e poco corretto. Il cercare la verità (qualunque essa sia) non deve fermarsi agli interessi specifici di nessuno, ma la sua ricerca deve abbattere i muri e saltare gli ostacoli. Occorre coraggio, quello che, a malincuore, non sempre trovo nel mio paese.
Ancora, citi il Prof. Cocco (giustamente!), ma mai vengono menzionati e invitati altri scienziati, peraltro di fama mondiale, che riguardo Quirra hanno detto tanto e hanno ancora molto da dire, andando oltre il senso comune e valutando fatti oggettivi che magari potrebbero non essere in linea con l’anzidetto senso comune.
Forse non è la sede adatta, ma con questa mia riflessione vorrei che la si smettesse di trattare problemi seri come una questione di tifo da calcio e spero che davvero si faccia di tutto per trovare la verità e nello stesso tempo (in ogni caso) cominciare a progettare e a pensare anche delle alternative economiche, poiché le monocolture non portano da nessuna parte.
Con stima, Mauro
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#36 Tiziana 2011-03-14 12:28
non sono di Perdas ma sono ogliastrina e sarda. Ritengo che la questione poligono non sia una questione appannaggio esclusivo della popolazione residente nel territorio.
io vorrei sapere se l'acqua che bevo, l'aria che respiro e il cibo che mangio è sicuro oggi e anche domani e dopodomani.
vorrei sapere se il bambino che porto in grembo ha buone probabilità di avere delle malformazioni
Qualunque cosa succeda in quel territorio io la voglio sapere
Perchè tanti misteri in tutti questi anni?
Perchè tanta difficoltà a conoscere la verità?
Sono domande che mi pongo e pongo a tutti... chi ha interesse a tenerci all'oscuro di ciò che capita in quella zona, che non si riduce al territorio dei comuni interessati ma coinvolge l'aria, l'acqua, il mare, le spiagge
Gli interessi vanno ben oltre le occasioni lavorative dei residenti e riguardano la possibilità di avere un laboratorio in vivo per sperimentare le armi che vengono continuamente utilizzate nei peggiori scenari di guerra...
meglio sapere... meglio parlarne... meglio confrontarsi...
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#37 claudio 2011-03-14 17:13
Grazie della lezione. :)
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#38 Doctor 2011-03-14 18:12
Da vanity fair "E un intero alto­piano dove non cresce più un filo d'er­ba" Vuoi sapere la verità? vai su google maps e trovami quell'altipiano.Questa non è una idea politica questa è una MENZOGNA non è il modo di cercare la verità ma di CONTROVERTIRE la verità.Cara Michela se verrai a Perdas trova questo altipiano dove non cresce più l'erba e allora sarete molto pù credibili.("Su pruineddu"non vale è un campo di calcio!)
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#39 marco m nuoro 2011-03-15 03:56
ciao michela, scopro oggi, grazie all'insonnia per un esame, il tuo sito. spero di riuscire a venire a perdas, in ogni caso, tu vai e non temere nessuno, come sempre. il giochetto ormai l'abbiamo capito tutto: chi vuole dire, informare, parlare, spiegare, viene delegittimato, ammonito, diffidato. non piegarti davanti a nulla e nessuno, parla di quello che vuoi e sentiti libera da qualsiasi catena o bavaglio. i sardi devono e vogliono sapere, la politica non è certo un'esclusiva del palazzo. e la buona politica è esclusiva dei cittadini onesti come te. spacca tutto, noi siamo con te. animu!
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#40 Ugo 2011-03-16 10:14
Ho visto il video della conferenza presso Perdasdefogu del Dott. Cocco, i dati mi sono sembrati piuttosto tranquillizzanti, e si è parlato proprio di incidenza di tumori e malattie varie sul territorio, sinceramente incomincio ad avere qualche dubbio su questa "sindrome di quirra", anche perchè per quanto riguarda le malformazioni negli animali è noto da tempo quali sono gli effetti del vaccino della lingua blu.
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#41 marcello guerriero 2011-03-17 10:08
Una questione “essenziale”
Cara Michela,
questo continuo formicolare attorno alla questione “Quirra”, mi spinge al seguente discorso, sperando di essere capace di chiarezza per poter poi ricevere un tuo parere.
Quello di Quirra è un problema che, come ogni altro problema dell’uomo, credo, possa essere affrontato su due livelli: quello mentale, del raziocinio, e quello del cuore, inteso come “essenza umana”, anima, insomma, quella parte di noi che è invisibile ma che “rende l’uomo superiore a tutti gli esseri della natura, cioè quella sua capacità di riconoscere la verità sia come specie ma anche individualmente”(Solov’ëv).
Molto spesso (o forse sempre), questi due livelli portano a conclusioni differenti e, in ogni caso, anche quando la soluzione è la medesima, cambia il mezzo con cui ci si è arrivati, come vedremo.
Il problema della soluzione “mentale”, del raziocinio è che difficilmente viene escluso l’ego, l’identità. Anzi, c’è addirittura una vera e propria identificazione nel problema che porta a conseguenze deleterie. «La legge dell’identità è un monarca assoluto, ma i suoi sudditi non protestano contro la sua autocrazia solo perché sono spettri senza sangue, privi di esistenza reale, non sono persone ma solo ombre razionalistiche di persone. Questo è lo sheol, il regno della morte.» (P.A. Florenskij)
Il secondo livello, forse più raggiungibile dai mistici che non dai “logici”, è privo di condizionamenti esterni e porta a conclusioni disinteressate, più spirituali, più consone “all’essenza umana”. Secondo Osho, l’uomo è caduto nell’errore di far prevalere la mente sul cuore e, per questo, siamo continuamente messi sotto pressione dagli avvenimenti esterni che causano in noi, nel nostro “io”, sentimenti e stati d’animo dannosi, nei quali ci identifichiamo e che teniamo sotto controllo con quella “repressione” che, a lungo andare, sarà causa dei nostri assurdi mali.
Essendo la mente il nostro padrone, siamo costretti ad ubbidire, ad assumere comportamenti anche innaturali, per mascherare il disagio da situazioni a noi esterne, ma condizionanti negativamente. In altre parole, il nostro comportamento è indotto da fattori esterni e condizionato dal pensiero degli altri, e ciò non va d’accordo con il nostro “essere”, per cui la vita che conduciamo è contro natura, infelice.
«La mente ci riduce ad essere meri registratori e via via, invecchiando, le aumentiamo. Diventiamo più eruditi e, agli occhi degli altri, diventiamo più saggi, ma invece siamo solo asini carichi di libri».(Osho) Il vero saggio, quindi, deve avere «la consapevolezza di sé e la separazione dalla mente». Per ora siamo come lo spaventapasseri di Gibran, che raggiunge sì lo scopo di spaventare gli uccelli dannosi alle coltivazioni, ma è vuoto dentro, inconsapevole del sé, attento solo “all’esterno”, lontano dal cuore. Questo spaventapasseri dice a Gibran: “Spaventare tutti quegli animali mi dà una tale gioia che vale la pena di stare sotto la pioggia, di patire il caldo, l’afa, l’inverno, qualunque cosa. So benissimo di essere finto, non ho nulla dentro, ma non m’importa. Sono felice di spaventare gli altri”. Continuiamo a coltivare la mente a detrimento del cuore, addirittura reprimiamo tutto quanto viene dal cuore perché non consono al pensiero comune, perché non è quello che gli altri si aspettano da noi. Viviamo nell’ipocrisia. Il raziocinio ci porta alla ricerca della “politica migliore” per raggiungere l’obiettivo (lavoro, denaro, fama, ecc.); ma «la “politica migliore” si dice che è la sincerità, perché paga. E se non pagasse? Allora la falsità sarebbe la politica migliore. Tutto dipende da cosa funziona, cosa paga (…)». (Osho)
Il nostro dovere, dovrebbe essere la “MIGLIOR POLITICA”, quella che viene dal cuore, non dal raziocinio, dall’ego, dallo “sheol”.
La politica del cuore mai avrebbe portato con sé il “caso Quirra”, le guerre mondiali o locali, la fame nel mondo, la schiavitù e porcherie simili. La consapevolezza del vero sé, dell’essenza umana, l’abbassamento della mente al servizio del cuore, ci porterebbero alla vita vera, all’amore. Dice Rilke:
«Io sono la pausa fra due note che formano un vero accordo;
cosa affatto rara,
perché la nota della morte tende a dominare.
Ma le due note si riconciliano nell’oscuro intervallo, tremanti;
e la canzone resta immacolata».
La vita è, quindi, una pausa fra la nascita e la morte, un tratto di strada da compiere. Che senso avrebbe vivere escludendo l’amore. La vita in sé è amore, svuotarla della sua essenza è come vivere da morti, credo.
Abbiamo detto che mai il cuore, la politica del cuore, mai avrebbe portato con sé il caso Quirra o cose peggiori; ma il caso esiste. Cosa vuol dire affrontarlo con la consapevolezza del sé e non con il raziocinio?
Forse, vuol dire immedesimarsi nell’altro annullando, prima, il proprio io, l’interesse personale. Significa un di più della pur importante empatia. Come mi pongo, io, davanti a coloro che vivono quell’ orribile male? È solo una malattia da curare? Solo un danno passeggero che si può risarcire con qualche bigliettone ( se non più a loro almeno ai familiari)?
Ho visto mio padre morire per un tumore (non voglio dire che sia dovuto alle attività del poligono, sia ben chiaro), vedevo in lui una doppia morte: quella fisica e quella spirituale. Ogni giorno nei suoi occhi la luce della sua anima si faceva sempre più flebile, fino a scomparire quasi del tutto. Come vive uno che sa di avere i giorni contati, che smette la speranza, che chiude col futuro per un presente di dolore? Dobbiamo forse andare a rileggere Tolstòj (La morte di Ivàn Il’ič) o Victor Hugo (L’ultimo giorno di un condannato a morte), per avvicinarci alla comprensione di certi stati d’animo? La consapevolezza del sé ci porta alla compassione, che non vuol dire pietà per l’altro in un senso di superiorità, ma è la compassione degli orientali, cioè, il vero amore, l’amore come “essenza umana”.
Allora, il cuore mi dice che non è giustificata l’arroganza contro chi dubita della “politica migliore”, quella dell’interesse personale anche a scapito dell’altro, del” non-io”, quella dell’interesse d’azienda, di Stato. Il cuore vuole la “miglior politica”, vuole “l’amore tra la nascita e la morte”.
Anche usando solo il raziocinio, se quantomeno riconosciamo il diritto alla vita dell’altro, la conclusione può essere la medesima. Ragionamento:
Posso far dipendere il mio presente e il futuro dei miei figli, dal raziocinio degli altri che stanno (o credono di stare)più in alto di me?
A cosa porta il raziocinio dei nostri governanti, se non all’interesse dello Stato e a quello delle aziende per ottenere, di riflesso, l’interesse personale? Per questi signori, cos’è il singolo individuo? L’amore tra la nascita e la morte, o solo un numero come tanti? Cosa interessa loro, la politica migliore o la miglior politica?
Prendiamo un triste esempio, il caso amianto. Nel dopoguerra ci fu un autentico boom in tutto il mondo industrializzato. “Sono quelli gli anni in cui l’Eternit (cemento più amianto) conquista l’industria edilizia, finisce nei tetti e nelle pareti che rivestono scuole, fabbriche, abitazioni, diventa il materiale isolante preferito nei grandi impianti petrolchimici, nelle centrali termoelettriche e sui vagoni dei treni. Quando cominciano ad affiorare i primi dubbi consistenti sulla sua salubrità, circa a metà degli anni Sessanta, l’amianto sta toccando lo zenit della sua trionfale parabola”. (Da Tutto su l’amianto). Le fabbriche producevano a pieno regime e, intanto, gli operai davano i segni di “avvelenamento” a causa della “Bestia” (così è definito l’amianto da chi ne ha pagato le conseguenze). Per capirci, “una sola fibra di amianto, 1.300 volte più sottile di un capello [come le nano particelle della Gatti?], penetrando nei polmoni, può causare tumori devastanti come quello della pleura, che provoca circa mille morti l’anno”. (La voce dell’emergenza). Queste fibre, una volta inalate, hanno una latenza che va dai 15 ai 40 anni! Ogni anno in Italia muoiono, a causa dell’amianto, circa 3000 persone e, purtroppo, il picco di mortalità è previsto per gli anni compresi tra il 2015 e il 2020! Quanti ancora dovranno morire per quei silenzi, per quel rifiuto della verità?
Nel 1961 ci fu il primo sciopero per la rivendicazioni della messa in sicurezza degli operai di queste fabbriche. L’interesse aziendale, la “politica migliore”, ha prevalso, come sempre, sulla “miglior politica”. Le persone si ammalavano e morivano, anche chi non lavorava in fabbrica o nei luoghi dove non era presente la “Bestia”, complice il vento. Tutto regolare, niente di preoccupante. Solo nel 1992 lo Stato italiano ha proibito l’utilizzo della “Bestia” nel proprio territorio! Il raziocinio ha portato alla salvaguardia dell’interesse privato e di Stato (i potenti, i voti elettorali, la deferenza del politico per il potente), chi ha perso la vita, chi ha perso uno o più famigliari sono solo dei numeri; viva la politica migliore, quella che si fa con la testa!
Ma se il raziocinio messo in campo, come anzidetto, che riconosca almeno il diritto alla vita dell’altro ( il “non-io” lo facciamo diventare Tu), è il nostro, di noi gente comune e non di chi sta lì, in alto, allora possiamo avvicinarci alla “miglior politica”, quella del cuore.
Iniziamo col pretendere una politica alternativa che affianchi altre attività a quelle del poligono, in modo che, nei prossimi anni, possiamo essere in grado di vivere con e senza di esso. La monocultura, fonte di ricchezza fino a qualche decennio fa, ci sta portando verso un triste futuro (che forse per qualcuno è già il presente). Parliamoci chiaro: molti di coloro che lavorano nel poligono fanno di tutto perché i propri figli possano avere un futuro lontano da esso (abbiamo molti più laureti oggi che non 30 anni fa quando l’economia foghesina era ben più ricca di adesso). Sappiamo bene che il futuro dei nostri giovani è ben lontano da qui: chi siamo noi per decidere della vita degli altri? Anche i nostri figli possono emigrare, certo, ma dobbiamo fare di tutto perché questa sia una scelta e non un obbligo.
Con le diverse possibilità di sviluppo che gli indipendentisti ( spesso inascoltati e vituperati, classificati, marchiati, tacciati di terrorismo, solo per un pensiero diverso, solo per un pensiero di vita più vera) hanno spesso proposto, dobbiamo pretendere dallo Stato italiano (nel caso si arrivasse agli estremi più infausti), un trattamento particolare per i lavoratori del poligono (militari e non), esempio: per chi volesse continuare la carriera militare in altro luogo, il trasferimento deve avvenire in un luogo a scelta con pagamento del disagio per la famiglia; per chi volesse chiudere la carriera in anticipo sia data la possibilità di prepensionamento; si deve garantire la possibilità di passaggio a un altro corpo militare; per i civili, immediata assunzione in altra attività precedentemente avviata con almeno gli stessi diritti del lavoro precedente; possibilità di prepensionamento, ecc. Se si fosse verificato anche un solo caso di malattia dovuta all’attività del poligono, obbligatoriamente lo Stato italiano deve per forza di cose riconoscere i diritti sopraelencati e altri ancora. Quel singolo caso non sarebbe un uno numerico, ma un essere umano, un Tutto che nessuno ha il diritto di danneggiare, di uccidere, di obliare.
La consapevolezza del sé ci porta a non dare giudizi sulle persone che lavorano nel poligono e lo difendono. Il principio è sempre «Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?»; ci vuole comprensione. Perdere il lavoro, per chi fa sacrifici dalla mattina alla sera, giorno per giorno tra mille difficoltà, vuol dire la morte spirituale simile a quella che traluceva dagli occhi di mio padre malato; significa rinunciare a una vita normale e costringere i propri figli a un futuro incerto, per usare un eufemismo che è di moda. Per questo, dico, non dobbiamo dividerci in pro-poligono e contro-poligono. È una dicotomia pericolosa che porta solo a una brutta strada l’intera comunità. È quello che vuole la classe politica perché non è capace d’altro, per loro esiste solo “o con noi o contro di noi”. Tu stessa hai portato ad esempio il comportamento degli “onorevoli” che stanno alla regione: indifferenza totale, come per la “Bestia” in altre parti d’Italia.
Che fare? Dobbiamo unirci, perché la difficoltà è di tutti, il problema è comune e coinvolge anche i paesi vicini. Dobbiamo pretendere chiarezza e impegno: la prima per eliminare qualsiasi dubbio, in un senso o nell’altro, il secondo per intraprendere le iniziative che ci permettano di avviare tutte le attività alternative che garantiscono il futuro a tutti.
Base si, base no…, intanto il paese sta morendo, la nostra economia non ci consente il funzionamento di una bellissima piscina costruita nel 1990 e mai avviata; i pochi bar esistenti sono quasi già troppi; i negozi alimentari si sono ridotti della metà; il cinema è una chimera, le attività sportive sono ridotte al minimo, i ristoratori devono fare miracoli per andare avanti. Chi vuole coltivare la terra o avviare un’azienda agro-pastorale, o qualsiasi altra attività legata all’ambiente naturale, sa che dovrà portarsi addosso un marchio infamante come “La lettera scarlatta” di Howthorne. Abbiamo un parco naturale inattivo e una campagna di rara bellezza. Abbiamo persone, tante persone con grandi capacità inespresse, di grande umanità, anche tra coloro che lavorano nel poligono. Ma intanto il tempo passa, il paese a stento si tiene a galla, i nostri figli hanno un futuro ben lontano da qui. Ma d’altra parte, come dice S. Agostino: «Voi cercate una vita felice in un paese di morte: non è lì. Come potrebbe essere una vita felice ove manca la vita?».
Il nostro non è un paese di morte, ma l’immagine che abbiamo è quella, purtroppo. Non l’abbiamo voluta noi; forse abbiamo la colpa di non aver intrapreso quelle strade alternative, è vero. Forse ci siamo cullati sulla speranza del posto fisso, chissà. L’errore più grosso sta però nel lasciare che siano gli altri a decidere per noi, per i nostri figli. L’errore è sempre quello di credere nel disinteresse di chi è venuto a chiederti il voto, nel credere che ci avrebbe pensato lui o il suo capo di partito. L’errore è non aver capito che i politici sfruttano le opportunità, si muovono per convenienza mascherandosi da salvatori della patria. L’errore sta nel credere che ogni cosa la stiano facendo per il nostro interesse, per amore del bene.
Dobbiamo prendere la situazione in mano, dobbiamo credere in noi stessi e unirci per i nostri interessi (salute, famiglia, lavoro, dignità, amicizia). Dobbiamo sentire nostro il problema degli altri, il problema di quella doppia morte che forse è stata decretata da certe attività che, comunque sia, non hanno niente da spartire né con la natura né con l’essenza umana, il nostro cuore. Tutti noi siamo “una pausa fra due note che formano un vero accordo”.
Un abbraccio
Marcello Guerriero, Perdasdefogu
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#42 manuel 2011-03-17 22:24
oggi è uscito anche questo: www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=22587
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#43 Antonio Atzeni 2011-03-18 09:26
Possibile che in un territorio altamente disabitato nascano,vivano e muoiano tante persone ogm?Non è difficile collegarle al poligono.
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#44 valeria 2011-03-18 14:11
potremmo aggiungere un'altra storia..... quella di mio padre.... militare classe 1951 ha prestato servizio a fine anni 70 non ricordo quanti anni fossero...in quanto non ero ancora nata..avrà fatto un 6 anni forse ... dopo è stato trasferito a teulada( altra coincidenza no?) e li ha vissuto per circa 12 anni.... a fine 2009 scopre di avere un tumore ai polmoni, un tumore raro, il mesotelioma ,la malattia dell'amianto, ma allo ieo a milano ci dicono che cmq e una malattia può essere legata anche a nano particelle di materiali.. mio padre lotta con questa malattia per dieci lunghi mesi....mesi in cui un uomo forte si riduce a pesare 45 chili e a cadere ad ogni passo...finche non ce la fa più e ci lascia il 10 novembre 2010
lo stato lo beffa ulteriormente.... prima lo espone a materiali pericolosi (esplosivi ecc e pure all'amianto se dobbiamo mettere i puntini sulle i) e poi... lo stato lascia la famiglia per 4 mesi senza ciò che gli spetta di diritto.... e l'unica preoccupazione del ministero della difesa è stata chiamare noi per restituire la sim con l agevolazione per forze armate di mio padre....
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#45 veronica perdas 2011-03-19 21:21
Tante opinioni diverse...Ma nel rispetto di tutti,credo che ormai la questione sia chiusa! Luigi capisco la tua rabbia nello scrivere certe cose,ma purtroppo non in tutto concordo...il mondo è bello perchè è vario...ti voglio bene cmq ;-)
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#46 gianni melas 2011-03-21 10:33
Vorrei, con molta semplicita', dire della netta distinzione che c'e' tra il mondo reale ed il mondo ideale. Tutti, immagino, vorrebbero vivere in un mondo ideale fatto di pace e d'amore, nella concordia tra i popoli, senza fame nel mondo, dove la miglior politica abbia la meglio sulla politica migliore. La vita di tutti i giorni ci riporta al mondo reale, fatto di miliardi di persone che si sono dati regole e che vivono in comunita' organizzate che chiamiamo nazioni, e che con tutti i limiti che le organizzazioni possono avere cercano di dare risposte ai cittadini. Nessuna nazione al mondo puo' prescindere da una organizzazione di difesa come lo sono le forze armate. le nazioni riconosciute dal'ONU sono circa 200 e tra esse tutte, salvo rarissime eccezioni di paesi con poche migliaia di persone, hanno un'organizzazione come le nostre forze armate. Questo premesso, le considerazioni che Marcello Guerriero fa', idealmente condivisibili, poco o nulla tengono in considerazione il fatto che quello in qui viviamo e' un mondo reale. Questo non significa che non dovremmo tendere, ed ambire, al mondo ideale, ma non possiamo nemmeno ignorarne l'esistenza.
Inoltre, l'assunto che le notizie riportate dai giornali, a proposito del caso Quirra, siano vere e che il poligono sia la causa delle malattie e delle malformazioni di cui si parla, non e' al momento corroborato dai fatti. Qualora lo fosse sottoscriverei qualunque richiesta che portasse alla dismissione del poligono ed alla riqualificazione di quell'area. Chi mettesse i posti di lavoro e l'economia del paese come contraltare alla salute commetterebe un imperdonabiele errore, ma questa e' piuttosto una assoluta idiozzia di chi, non conoscendo a fondo la questione, ritiene che i foghesini possano barattare con un posto di lavoro la loro salute.
Evidentemente non e' affatto cosi', molti degli abitanti del paese, quando si dicono pro-poligono, sono convinti che non vi sia nulla di illecito ne' nocivo nelle attivita' che vi si svolgono. Cosi' si spiega l'avversione degli ultimi tempi per giornalisti ed opinionisti, rei di aver riempito pagine di giornali senza aver tenuto conto dei fatti.
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#47 veronica perdas 2011-03-23 13:59
Ah ragà...noi foghesini sappiamo ma forse qualcun altro no...Allora,sono stata sulla piana di monte Cardiga migliaia di volte perchè amo la campagna e pur essendo giovane conosco tutto il territorio di quella zona molto bene...L'erba ci cresce eccome,ovviamente,per chi non lo sapesse,dove non ci cresce è perchè ci sono le pietre! in qnt alla sign Michela,la gente può confondere o no politica,cultura ecc...Ma il fatto non era questo...Era più che prevedibile che molti foghesini dopo aver letto le sue affermazioni su Quirra ecc (Non riscontrate)nutrissero antipatia,e benchè lei venisse a presentare libri di beneficio culturale,le persone non andavano volentieri alla conferenza..Il priblema non era il non accettare la cultura,siamo sinceri,se ci fosse stata una Pinco Pallina al posto di Michela Murgia non ci sarebbe stato tutto questo.Perciò chi lancia la bomba deve anche capire che non può nasconder la mano! Complimenti per i suoi libri e per il suo bagaglio culturale..scusi la franchezza,ma di avere le sue idee,preferisco rimanere ignorante!!! (si fa' per dire)....
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#48 manuel 2011-03-24 15:08
@veronica
invece alla presentazione c'era moltissima gente e tutta ignorante perché la pensava come Michela!
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#49 Urca 2011-03-30 17:27
Citazione manuel:
@veronica
invece alla presentazione c'era moltissima gente e tutta ignorante perché la pensava come Michela!

Compreso Mister Cultura?
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#50 veronica perdas 2011-03-31 15:35
Ahia....io non c'ero...e ne vado fiera...!!!
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