Sono curiosa di vedere se il governo Monti, tra un aumento d'aliquota e un innalzamento di età pensionabile, intenda usare le forbici anche sulle spese militari. Ignazio La Russa, prima che si chiudesse il dimenticabile intervallo in cui è stato ministro della Difesa, aveva infatti annunciato investimenti militari per il 2012 pari a 21.342 milioni di euro, cifra di cui farei fatica a capire la portata se non sapessi che è quasi 4 volte superiore a quella stanziata per il sistema universitario. Quello militare e quello scolastico hanno bisogni diversi, obietterà qualcuno. Ma forse non poi così diversi, visto che le forze militari continuano a considerare la scuola pubblica come luogo di educazione privilegiata della cultura militare e che ogni tanto la scuola pubblica si comporta come se volesse dar loro ragione. Succede per esempio il 4 novembre, quando con la complicità di qualche dirigente scolastico i militari hanno preso l'uso di accogliere le scolaresche tra le loro mura nell'ambito di un'iniziativa chiamata "Caserme aperte". Ma capita anche che solerti insegnanti vestano i bambini delle elementari con la tuta mimetica per accogliere i reggimenti in visita di cortesia. Succede persino che i docenti promuovano la partecipazione degli alunni a concorsi a premi indetti dalle forze armate in cui si esaltano e edulcorano le missioni militari all'estero. E' di ieri la notizia che quest'anno la Brigata Sassari, con la complicità dell'Ufficio Scolastico Regionale sardo e di tutti gli insegnanti e i dirigenti che hanno accettato di partecipare al progetto "Un soldato italiano in Afghanistan, una lettera per Natale", si è fatta propaganda tra i banchi di scuola facendo scrivere ai bambini mille letterine che saranno recapitate entro Natale ai soldati sardi in "missione di pace" in Afghanistan. Lo scopo dell'iniziativa è facilmente interpretabile: suscitando sentimenti di vicinanza ai soldati sui fronti di guerra nello stile della peggior retorica fascista, i bambini familiarizzeranno con l'idea che la carriera militare è un mestiere socialmente giusto e persino eroico, che può far parte del loro orizzonte di prospettiva ideale e un giorno - perché no? - anche reale, come del resto è reale per circa 2000 giovani sardi. Capisco l'esercito, le brigate, le caserme e i militari, per i quali è essenziale normalizzare nell'immaginario dei civili la propria presenza e le proprie attività, soprattutto quelle più discutibili come le missioni estere. Capisco molto meno i dirigenti scolastici e i docenti che si prestano a queste becere e inaccettabili attività di propaganda con le quali i bambini vengono strumentalizzati e inculturati a considerare l'attività militare normale e giusta. Sarei curiosa di sapere come tutto questo venga giustificato didatticamente.
Sai cosa ti dico, cara signora scrittrice? Che mio fratello è a Herat e che ricevere la letterina gli farà sicuramente piacere. Di altro non mi importa.
A bè ci risiamo le solite discussioni. Non sono assolutamente d'accordo con l'articolo presente, perchè sono la compagna di un militare che in questo momento è in missione in afghanistan. Allora tanto per cominciare vorrei sapere dalla giornalista in che modo il mestiere del militare è ingiusto e anormale???ma dico ti senti??? lei,mi sembra proprio di quelle che fanno di tutta l'erba un fascio,già che ha parlato di fascismo vabbè lasciamo perdere.Poi vorrei sapere: conosce la vita militare??conosce qualche militare?? sa di preciso cosa fanno,perchè lo fanno e come lo fanno?? sa realmente quanto prendono???se non sa tutte queste cose,si stia zitta. e non si permetta di infangare un mestiere,perchè in caso lei non lo sappia,è un lavoro,e anche duro visto che non lo sa glielo dico. per rispondere invece a Maria C., mi dispiace per la situazione che ha descritto,ma ribadisco che ai militari viene fatto il funerale di stato perchè lavorano per lo stato,e non è di certo colpa nostra!!! non iniziate con i soliti commenti se muore un operaio non importa a nessuno.....non è così.importa a tutti,e a me personalmente dispiace egualmente la morte di un soldato come la morte di un operaio,è solo che il nostro paese enfatizza attraverso i media.....mi sembra di aver detto tutto.
tra l'altro come ho già detto,proprio quelli che parlano non sanno,perchè ogni volta scrivono cifre sbagliate (ma chi gliele dice???)...

Militare,precario,con lo stesso stipendio del famoso operaio generico medio,e con l'orgoglio ogni volta che chiudo i bottoni di quella giacca...troppe volte sono stato in mezzo a queste discussioni,meritano tutti lo stesso rispetto...ma se non conoscete le situazioni,se non sapete come sta una persona dall'altra parte del mondo e sopratutto non sapete COSA FA E PERCHE' non parlate. grazie
Bisogna rispettare ogni tipo di lavoro.
Ognuno ha il proprio parere ed io lo rispetto se questo non offende nessuno.
Che cosa bisogna insegnare ai bambini a scuola? A rispettare le leggi, ad essere orgogliosi di essere italiani, per quello che fanno gli italiani nel mondo o per quello che fanno i giovani in Italia? NOn voglio continuare...
18.05.2012 18:30 -
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