Ricevo e per correttezza personale ovviamente pubblico - grassetti inclusi - la seguente nota inviatami dal presidente dell'Ordine dei giornalisti dottor Filippo Peretti.
Seguono alcune mie considerazioni.


perettiIl post “Spirito di corpo” di Michela Murgia ha provocato numerose reazioni, quasi tutte contro l'Ordine dei giornalisti della Sardegna. Vorrei precisare alcune cose. 

  1. Ricevute alcune segnalazioni, l'Ordine dei giornalisti della Sardegna, come prevede la legge e come accaduto in altre occasioni simili, ha doverosamente assunto informazioni preliminari sul corso di giornalismo e ha ritenuto di non avere obiezioni da fare in quanto la scrittrice aveva ben chiarito nel suo blog, ad esempio, che il corso non era finalizzato all'accesso alla professione. E questo è stato comunicato alla stessa Murgia che aveva chiamato per chiarimenti.
  1. Nella stessa occasione, con Michela Murgia, affiancata da due giornalisti coinvolti nel corso, c'è stata diversità di vedute su due punti. Il primo è legato al fatto che, avendo parlato la Murgia di una redazione giornalistica finalizzata alla pubblicazione degli articoli sul blog, ho fatto presente che in questi casi occorre seguire le regole, che non sono affatto illiberali, anzi: basta registrare la testata e tutto finisci lì, senza dover chiedere permesso a nessuno. Il secondo punto di dissenso è sulla pubblicazione immediata degli articoli dei corsisti: nell'esprimere la linea dell'Ordine ho citato il caso, per analogia, degli stagisti che frequentano le redazioni dei giornali: i loro scritti non vengono pubblicati. Ho suggerito soluzioni alternative, tanto che Michela Murgia mi ha ringraziato sul suo blog. E per dimostrare che non c'era alcuna ostilità ho incoraggiato la scrittrice ad andare oltre, con la registrazione della testata, l'iniziativa “ludica” del corso-laboratorio e di dare un contributo alla crescita del pluralismo dell'informazione. La Murgia mi ha risposto che non era sua intenzione creare una redazione “vera”, cosa che mi ha confermato nella linea prima illustrata, anche perché, ho detto, in una realtà che vede il 50 per cento dei giornalisti professionisti nelle liste dei disoccupati e dei precari, può risultare non gradevole, senza nulla togliere alla valenza culturale del corso e all'obiettivo di contribuire alla formazione del senso critico dei cittadini, prendere la professione, il mestiere o comunque l'attività giornalistica come un gioco.
  1. I riferimenti all'esercizio abusivo della professione e alla stampa clandestina, che in numerosi blog sono stati interpretati come minacce e intimidazioni (che tutti i presenti all'incontro possono smentire), sono stati fatti seguendo una linea teorica per spiegare che l'Ordine non si muove sulla base di opinioni personali ma sulla base di disposizioni normative. Gli stessi riferimenti, d'altronde, sono stati utilizzati per arrivare ai suggerimenti delle soluzioni alternative, suggerimenti che, secondo me, sgombrano in campo da equivoci e malevole o comunque preconcette interpretazioni.

Colgo l'occasione per dire che rispetto tutti coloro che sono favorevoli all'abolizione dell'Ordine dei giornalisti e per chiedere lo stesso atteggiamento nei confronti di chi ha un'opinione diversa. Fra questi ci sono io, che però, come è documentato nel sito dell'Ordine dei giornalisti della Sardegna, sono favorevole a una riforma radicale della legge che lo ha istituito: la nostra proposta è per una totale libertà di accesso all'Albo e per una più forte vigilanza deontologica mediante un organo di autogoverno aperto a soggetti esterni alla professione, quali Garante Privacy, Agcom, editori, e via elencando. Anche per questo, non ho gradito il fatto di essere stato dipinto come uno che vuole imporre censure preventive e medievali.

Grazie per l'ospitalità

Filippo Peretti

presidente Ordine regionale dei giornalisti


La nota che mi ha inviato il presidente Peretti è quasi uguale a quella che è stata inviata al giornalista Giorgio Meletti, che aveva ripreso la mia segnalazione su ilfattoquotidiano.it.

Però questa nota non è uguale a quella che il presidente Peretti ha inviato precedentemente al blog del giornalista Vito Biolchini, che aveva anche lui ripreso la mia segnalazione.

La prima nota, quella sul sito di Vito Biolchini, non contiene alcun riferimento al suggerimento di far pubblicare i partecipanti al corso su una testata temporanea, che il dottor Peretti nella seconda nota dice di avermi rivolto nel nostro incontro. Probabilmente in un primo momento il presidente Peretti si sarà dimenticato di avermelo detto, e devo dire che in effetti prima di leggerlo in questa seconda nota nemmeno io ricordavo di averlo sentito.

Alla luce di questa nota, che integra ma non modifica la sostanza della conversazione avvenuta di persona, ribadisco la mia intenzione di rispettare le indicazioni datemi: i partecipanti al laboratorio di giornalismo che sto promuovendo non pubblicheranno niente di quanto prodotto durante l'attività didattica, esattamente come il presidente Peretti sostiene accadere nelle redazioni dei giornali dove operano stagisti non iscritti all'albo (vedi la nota sovrastante al punto 2).  

Approfitto per ringraziare i moltissimi giornalisti professionisti che in questi due giorni si sono offerti non solo di aggiungersi ai docenti già confermati, ma anche di registrare la testata a proprio nome per permettere ai partecipanti al laboratorio di avere la soddisfazione di vedere il prodotto dell'attività didattica pubblicato on line in tempo reale. Lo apprezzo moltissimo e mi ha commossa.

Commenti  

 
#1 G.P. 2011-04-03 21:55
Beh, ma questo Peretti è veramente un genio! Bastava registrare la testata e tutto finiva lì, perdinci, Michela Murgia, pure lei che non capisce!
Ma a che servirebbe registrare la testata se poi "la linea dell'ordine" è che nemmeno in una testata registrata i corsisti potrebbero pubblicare? (pernacchia) Del resto, non avviene esattamente così nelle redazioni dei giornali, dove gli stagisti non pubblicano? Peretti, si tenga una doppia pernacchia: avviene di continuo che i non iscritti all'albo firmino sui giornali, anche sul suo, e lui lo sa benissimo!
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#2 Farris 2011-04-03 22:21
Murgiolina mia, mi distraggo cinque mesi ed ecco che lei mi stravolge la Cagliari nera d'inchiostro! Sarà pure vero che il mondo deve sapere, ma lei non gli risparmia proprio niente di niente, he!

Grazie, lo dico fuori dall'ironia, per questo ennesimo botto. Ogni volta che vedo un ipocrita saltare in aria sulle sue stesse bombe ho un moto di inconsulto piacere civico, e lei è capace come pochi di far precipitare i furbacchioni nell'abisso della loro stessa arroganza. Peretti non è il primo e scommetto nemmeno l'ultimo. Anche se soffre di amnesia selettiva quando scrive le sue note, io credo che di lei si ricorderà per molto tempo ;)
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#3 Roberto L. 2011-04-03 22:25
Passando sotto alla Nuova Sardegna in viale regina elena si sente un forte rumore di unghie sui vetri. :-*
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#4 Mario Garzia 2011-04-03 23:01
Voglio esprimere il mio disappunto, ma soprattutto la mia delusione per la tua scelta di "rispettare le indicazioni" del(dis)Ordine dei Giornalisti.
La penso esattamente come Meletti, se l'OdG "chiede di essere sfidato la sfida va accolta".
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#5 ixcubo 2011-04-03 23:12
G.P. sai per certo che avviene così? bisogna stare attenti a fare certe dichiarazioni, e credo inoltre che in viale regina margherita che poi è sbagliato come indirizzo (fossi in te controllerei meglio!) abbiano di meglio da fare che arrampicarsi su vetri o specchi. Si è trattato di una fastidiosa situazione da cercare di liquidare il prima possibile immagino. Si fa molto in fretta a criticare chi fa il proprio lavoro e cerca di farlo con onestà e rispetto delle regole, è più comodo sparare a zero senza neanche sapere di cosa si sta parlando vero? Va bene così non è un problema, se qualcuno voleva attirare l'attenzione su un problema più grande c'è riuscito e spero che almeno di questo sia soddisfatto, poco importano i mezzi con cui ha ottenuto i risultati. Continuate pure a criticare chi neanche conoscete se questo vi fa sentire più uniti, chi conosce il presidente Peretti sa che è una persona coerente che di certo non deve dimostrare la sua professionalità e credibilità a nessuno e di certo non ha bisogno dell'approvazione di gente che neanche lo conosce e pensa di potersi fare un'idea preconcetta su una persona di cui ha letto 2 righe su un blog. Complimenti per la maturità e prego continuate pure, a qualcuno farà sicuramente piacere leggere certe cose. Chi invece nell'ambiente c'è davvero e non per gioco sa che invece ci son persone (e Peretti è una di quelle) che meritano solo rispetto e ammirazione per il modo in cui per anni hanno svolto il proprio lavoro, anche se su certi aspetti ci possono essere disparità di vedute. Il fatto di non essere d'accordo su qualcosa non da il diritto di mancare di rispetto neanche sulle pagine di un blog.
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#6 ixcubo 2011-04-03 23:26
errata corrige: nella fretta di rispondere avevo letto viale regina margherita invece era indicato l'indirizzo giusto.
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#7 G.P. 2011-04-03 23:29
ixcubo, non devi essere molto pratico di internet se confondi il mio commento con quello di Roberto L (che è due commenti sotto) e se non ti accorgi che lui ha scritto VIALE REGINA ELENA, e non MARGHERITA.

Da questa confusione sul mezzo deduco che tu sia proprio un giornalista, un professionista che nove volte su dieci digita a stento il proprio nome su google. Il decimo giornalista che invece lo sa fare, detto per inciso, sono io. E questo ti fa capire che quando parlo di non iscritti all'ordine che firmano i pezzi so esattamente di cosa parlo.

Poi, amico mio, detto tra noi, a me le mammole che invocano il silenzio altrui chiamandolo rispetto, mi danno l'orticaria all'istante. A Peretti ho fatto una pernacchia per l'occasione perché se la merita e se la è cercata. Sarà pure una brava persona, ma anche le brave persone ogni tanto fanno una puttanata. Se uno fa una puttanata e poi cerca anche di pararsi il culo dicendo che gli altri hanno capito male, il minimo che si merita è una pernacchia. Meletti suggeriva anche un bel gesto dell'ombrello, io mi sono tenuto basso, pensa che signore.

Va a dormire, va. La Murgia ci ha dato una lezione. Non a Peretti, ma proprio a noi giornalisti.
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#8 Maria Cristina 2011-04-04 00:11
La questione è dunque questa, come finalmente centra anche Vito Biolchini nel suo blog. Michela Murgia è stata sin dall’inizio poco chiara nella presentazione dell’iniziativa, poco attenta non solo nella forma ma anche nella sostanza. Qualcuno, come il collega Francesco Pinna, ha cercato di farglielo notare con toni civili e pacati, ma si è beccato risposte offese e piccate diventando poi il bersaglio di pasdaran e talebani. Per la cronaca, non ho mai conosciuto una persona di cultura che non sappia confrontarsi serenamente, ma evidentemente dovevo aspettare di compiere i cinquant’anni per trovarne una. La nostra scrittrice di punta non apprezza le critiche, non argomenta e urla al complotto. Così sia. Ma una cosa trovo riprovevole, poco dignitosa per chi dice di voler “insegnare” la professione del giornalista: dipingere una persona mite e specchiata come il presidente dell’Ordine Filippo Peretti come uno che lancia minacce più o meno velate di denuncia di esercizio abusivo della professione o stampa clandestina. Mi ha stupito soprattutto il commento pubblicato dall’ottimo Giorgio Meletti, sul suo blog ne “Il Fatto Quotidiano”. Meletti ha letto ciò che ha scritto la Murgia (non penso abbia chiamato Peretti prima di scrivere per avere una verifica dell’accaduto), ha sposato la versione della scrittrice e ha dato fuoco alle polveri, con tanto di gancio e gesto dell’ombrello. Ah, per la cronaca, Peretti non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Dopo, quando poi è esplosa la questione, è apparso sul suo blog una replica del presidente e una controreplica di Meletti che definisce la querelle tra Murgia e Peretti “Come i lettori possono vedere questa non è una polemica, sono semplicemente punti di vista diversi, e quindi utili a capirsi). Ma come? Se sono solo punti di vista differenti, perché tutto quel popò di trattato, con tanto di sentenze e pronunciamenti? La ricostruzione che fornisce il presidente dell’ordine dei giornalisti è tutta diversa: descrive un colloquio cordiale, tra persone che stavano approfondendo una materia che lui conosce bene per cercare una soluzione costruttiva. Il riassunto che ha ricamato la Murgia è, invece, quello di un ordine-casta che minaccia, più o meno velatamente, questi poveri ragazzi (e lei) di denuncia se proveranno a pubblicare anche solo mezza riga. Delle due l’una: o l’ordine ha tentato una censura (e allora ha ragione la Murgia) o le cose non sono andate come la scrittrice le ha descritte (e allora ha ragione Peretti e la Murgia ha scatenato i suoi supporter inutilmente, lasciando che offendessero coi loro toni e le loro accuse infondate un sacco di ottimi professionisti). In ogni caso, e ora glielo ha fatto notare anche Vito Biolchini sollevando qualche dubbio sulla chiarezza della sua comunicazione iniziale, la scrittrice a mio avviso si è dimostrata molto poco tollerante verso le critiche, ancor meno verso il confronto. Ma meglio non pensarci, meglio ringraziare i supporter e commuoversi.
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#9 G.P. 2011-04-04 00:19
Maria Cristina, da giornalista sarebbe corretto che del sito di Vito Biolchini riportassi il senso dell'intervento, non solo la frase che secondo te ti da ragione. Il modo in cui dai la notizia è questo? Poveri lettori, povero il tuo giornale.

Forse faresti bene a leggerti meglio anche il blog dell'ottimo Meletti, che alla nota di precisazione di Peretti non dice solo quello che riporti tu, ma in un commento successivo precisa anche questo:

Citazione:
La Murgia ha scritto di essere stata avvertita che se quei suoi ragazzi scrivono mezza riga su un sito web scatta la denuncia per “esercizio abusivo della professione”. Il presidente Peretti non lo smentisce, ma lo conferma, richiamando l’naalogia con gli stagisti dei giornali, che io giodico poco sensata. Si gioca con le parole, in effetti: il presidente dell’Ordine fa rispettare la legge e dice “se la violi ti denuncio”; poi dice che questa non può definirsi minaccia. Stia tranquillo, insomma, è tutto vero e verificato. Il problema è che anche il vero e il falso non sempre sono come il bianco e il nero. Consideri il problema dal punto di vista del giornalista. Se scorgo in un sorriso l’ombra di una minaccia, ho tre possibilità: riferire di aver visto un sorriso (linea Tg1), riferire di aver colto un’espressione ambigua e non interpretabile (linea “grandi giornali”), assumermi la responsabilità di dire che ho visto una minaccia. Poi l’interessato smentirà, dicendo “Ma io sorridevo!”, e il lettore Cescofra avrà il dubbio di aver assistito a una manipolazione. Insomma, un giornalista ha davanti due strade: o rischiare ogni volta la propria credibilità, oppure difenderla gelosamente non scrivendo mai una notizia, per non sbagliare.


Prendila come una lezione di giornalismo, ho l'impressione che te ne servano parecchie.
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#10 Farris 2011-04-04 00:37
Ellamariacristina, che dici alla una e mezza del mattino? Ma allora non sai proprio leggere. La Murgetti e il Peretti non dicono due cose diverse, ma la stessa.

Murgetti dice: Fischia! Peretti mi ha detto che i ragazzi non possono pubblicare.
Peretti dice: i ragazzi non possono pubblicare, non lo fanno neanche i nostri stagisti.
Meletti dice: cazzate, gli stagisti di un giornale e i partecipanti a un laboratorio non sono paragonabili nella normativa.

Chi ha ragione? Boh, però è evidente che l'Ordine ha cercato di dire alla Murgetti come doveva tenere il laboratorio, solo che l'ha fatto aumma aumma. La Murgetti, che è cresciuta fottendo multinazionali di aspirapolveri e cialtroni che presentano Porta a Porta, è intelligentemente andata a farselo dire in faccia. E poi, come sempre, l'ha scritto (direi anche con più eleganza di quella che riservò alla multinazionale di aspirapolveri).

Di cosa stiamo discutendo, quindi? Che Peretti quando si è visto sputtanato ha cercato di nicchiare, ma essendo persona specchiata e onesta non ha potuto negare più di tanto, finendo per pasticciare ulteriormente la sua posizione?

Fine della ricostruzione giornalistica.
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#11 Maria Cristina 2011-04-04 01:11
Grazie G. P. per avermi fatto leggere l'intervento di Meletti che mi era sfuggito. Si è un'ottima lezione di giornalismo: scambio uno che sorride con uno che minaccia perché ho notato qualcosa di strano nel suo sorriso, poi aspetto che lo smentisca, intanto gli ho scatenato contro le truppe cammellate. Così, si... Mi piace la linea del giornalista duro e puro che non teme di scrivere la corbelleria. Tanto se le scrive che importa? No, grazie. Preferisco restare una giornalista che lavora con rigore, senza guerre da combattere, ma con solo storie da verificare e raccontare. Spero non ti dispiaccia...
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#12 Sandro Ghirra 2011-04-04 01:15
Signora Maria Cristina, leggendo il suo intervento si capisce bene almeno una cosa: lei si sta lamentando di cose che il presidente del suo ordine non ha neanche nominato. Il problema per il signor Peretti non sembra essere che Michela Murgia abbia chiamato "corso" il suo corso; questa motivazione, anche se dà fastidio a lei e pure al signor Biolchini, non compare in nessuna delle due note emesse del vostro presidente, che giustamente afferma che se è chiaro che non dà titolo, il problema di chiamarlo corso non sussiste.
Allora lei dice che il problema è che la Murgia avrebbe risposto male a un certo Francesco Pinna, un giornalista che le avrebbe chiesto spiegazioni. Io non so dove questo è successo, ma certo mi viene da chiedermi se il vostro ordine proceda anche per ragioni di lesa maestà, cioè se le segnalazioni di cui parla il signor Peretti non siano state fatte da persone indispettite perché il loro amico era stato mandato dove secondo loro non si meritava.
Stai a vedere che adesso scopriamo che le segnalazioni sono state fatte per stizza, senza la minima ragione, addirittura preventivamente, solo per rompere le palle a chi si era rifiutato di dare spiegazioni che voi ritenevate dovute? Arroganti due volte, allora.
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#13 G.P. 2011-04-04 01:39
Maria Cristina, rilevo che il Meletti era "ottimo" fino a un minuto prima che ti desse torto, provandoti che anche guardando dall'esterno si capisce benissimo che cosa è accaduto tra la scrittrice e l'Ordine di cui mio malgrado anche io sono costretto a fare parte, se voglio lavorare. Che un giornalista dia torto a un altro giornalista e ragione a una non-giornalista sembra strano in quel di Cagliari, lo so, infatti Peretti per non sbagliare ha dato torto alla Murgia per principio, perché noi siamo fatti così: un giornalista ha sempre ragione, soprattutto quando ha torto contro un non-giornalista.

Invece vedo che salti a piè pari le altre obiezioni, tipo che hai fatto il carotaggio del post di Biolchini prendendo la sola frase che ti conforta. Ne aggiungo un'altra, giusto per mostrarti quale sia l'abisso della tua incapacità di argomentazione seria: ti permetti di virgolettare la parola "insegnare" davanti alla parola professione del giornalista. Se la stai mettendo in bocca alla Murgia, trovami dove mai ha scritto che si metteva lei a insegnare giornalismo. Ti aiuto nell'inchiesta: mai l'ha detto, dato che il corso di giornalismo lei lo ha solo promosso. Chi sta insegnando giornalismo sono nostri colleghi, gente a cui sul piano professionale non sei palesemente degna di legare le scarpe, ma che possono di certo insegnare il mestiere senza virgolette e senza il tuo nulla osta. Che dire? Mi vergogno di noi. Attraverso interventi come il tuo ci riveliamo sempre più capre nel mestiere, ristretti d'anima e massoni nello spirito di corpo. Gentixedda.
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#14 Maria Cristina 2011-04-04 02:04
Meletti resta ottimo, così come quell'insegnare resta, purtroppo per te, tra due virgolette giganti. "Chi sta insegnando giornalismo - scrivi - sono nostri colleghi, gente a cui sul piano professionale non sei palesemente degna di legare le scarpe, ma che possono di certo insegnare il mestiere senza virgolette e senza il tuo nulla osta". Da come scrivi si vede che sei molto giovane, ma siccome sembri saperne molto di questo corso, dimmi un po'... chi di questi docenti avrebbe dovuto fare solo qualche ora di lezione e chi, invece, lavorare nella redazione come in un giornale vero? Dai racconta, che oggi ho proprio voglia di legare un po' di scarpe.
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#15 G.P. 2011-04-04 07:58
Citazione:
chi di questi docenti avrebbe dovuto fare solo qualche ora di lezione e chi, invece, lavorare nella redazione come in un giornale vero? Dai racconta, che oggi ho proprio voglia di legare un po' di scarpe.


Di giornalisti che legano le scarpe a Giorgio Pisano mi sa che dove lavori tu ce ne sono pochi, e quelli che ci sono hanno altro da fare che stare svegli qui fino alle 2 del mattino a spalare merda sui colleghi e fare operazioni di copia/incolla delle frasi utili da siti che invece nel resto dei contenuti vi fanno barba, capelli e ceretta.
Peretti ha fatto una figuraccia, ma l'ha fatta educatamente. Tu (e quelli come te che vanno a difenderlo senza argomenti sul sito di Biolchini) dimostri che sono state le vostre stizzose lamentele di invidiosi a tenerlo per le palle e costringerlo a fare quello che nessun presidente libero di usare il buon senso avrebbe fatto. Con amici come voi, Peretti di nemici non ha proprio bisogno.
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#16 G.P. 2011-04-04 08:05
Dimenticavo:
Tu hai detto che la Murgia voleva "insegnare" a fare il giornalista. Anche se adesso stai cercando di girartela sulla presunta inadeguatezza dei colleghi che in quel corso ci insegnano realmente, stiamo tutti ancora aspettando che ci spieghi da dove hai preso questo virgolettato.
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#17 Michela Murgia 2011-04-04 08:48
Che pessimo spettacolo state dando, GP e Maria Cristina. Me ne rammarico, perché ho rispetto immenso per la categoria dei giornalisti, e se qualcuno tra loro ha il mio disprezzo è perché è una personaccia di suo, non certo perché è un giornalista. Moltissimi giornalisti hanno guardato con simpatia questa iniziativa e l'hanno direttamente o indirettamente sostenuta. I pochi che ci hanno visto una minaccia evidentemente sono più forti, ma sono equilibri che non conosco e non voglio nemmeno conoscere.

Non ho mai censurato niente in questo blog e non intendo cominciare adesso da voi. Ma vi prego, con tutta la cortesia possibile, di andare altrove a combattere le vostre guerre intestine, a causa delle quali i ragazzi del mio corso hanno già pagato a sufficienza con il sacrificio non necessario della parte operativa del laboratorio.

Io e il presidente Peretti abbiamo parlato, ci siamo chiariti e quello che non era chiaro di persona è stato precisato in nota e commento. Stop. Il resto sono le vostre tristi magagne, che vorrei continuare a ignorare.

La prova della buona fede l'ho dato quando, pur non essendo tenuta a farlo, ho ascoltato le indicazioni informali dell'Ordine e le sto rispettando.

Però chiedere anche che facessi finta che non mi fosse stato chiesto di modificare la natura del laboratorio era un po' troppo anche per me.

Se la discussione degenera sui nomi, la presunta impreparazione dei giornalisti che mi hanno disponibilità o su un livello inaccettabile di dibattito, non esiterò a chiudere i commenti.
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#18 piera 2011-04-04 09:52
Cara Michela, prima che tu chiuda i commenti solo perché qualcuno dissente dal tuo punto di vista, mi spieghi perché non accetti mai il dissenso? Sei sempre piccata con chi la pensa diversamente da te e spesso sei persino spocchiosa e arrogante. L'ho notato in molti messaggi, anche prima che si scatenasse questo dibattito sull'abusivismo della professione, e mi sembra assurdo perché tu dovresti incarnare l'essenza della libertà di parola e d'opinione. Non solo perché sei una scrittrice che ha la fortuna di scrivere ciò che le pare, ma proprio perché promuovi un corso di giornalismo, che dovrebbe educare alla stessa libertà. Spero che il tuo corso prosegua, non credo che un giornalista vero debba preoccuparsene perché c'è posto per tutti, e più ce ne sono e meglio è.
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#19 Mario Garzia 2011-04-04 10:33
A questo punto Michela, dopo tutto questo polverone, mi piacerebbe che ci spiegassi le vere ragioni che ti spingono, "pur non essendo tenuta a farlo", a rispettare le indicazioni del (dis)Ordine.
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#20 Laura Costantini 2011-04-04 11:34
Posso? Vorrei dire un paio di cosette.
Sono giornalista professionista, ma contrariamente a molti altri, non lo sono nata. Ho frequentato un corso di giornalismo patrocinato dalla comunita' europea nel 1994 e, priva di qualsiasi tesserino, ho cominciato a lavorare. Gli stagisti non possono pubblicare? Io da stagista al Tg5 nel 1994/95 andavo in onda tutti i giorni con nome e cognome nelle tre edizioni del tg. Non solo, da partecipante al corso di giornalismo di cui sopra ho presenziato alle conferenze stampa del governo a Palazzo Chigi (primo governo Berlusconi) e ne scrivevo firmando sul Secolo XIX. E ancora, ho seguito, sempre da stagista, l'elezione del consiglio superiore della magistratura e ne ho scritto, firmando, sempre sul Secolo XIX. Prima di ottenere il tesserino da pubblicista ho scritto e firmato tutte le sante settimane dal 1996 al 2000 su Oggi, Chi, Visto. Stop e Novella 2000. Devo proseguire? :o
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#21 Dorian 2011-04-04 14:47
Rimango sempre affascinato quando qualcuno, per una delle posizioni sociali che ha scelto / si trova a ricoprire (nel caso di Michela: scrittrice) viene edotta su cosa "dovrebbe incarnare" e cosa ciò che fa "dovrebbe educare a".
Sarò il solito antiquato ma mi ricorda tanto quella sentenza tedesca per cui un sardo ha avuto le "attenuanti" per stupro in quanto sardo. Forse per la sua cultura avrebbe dovuto incarnare la "stuprità" (appunto ne parlò anche Michela stessa anni fa www.michelamurgia.com/.../attenuanti-etniche ).
Ma una sarà pur libera di incarnare ciò che più le aggrada, nei limiti consentiti dalla legge, o no?
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#22 piera 2011-04-04 16:43
Certo che sì, caro Dorian, la mia non era un'imposizione ma un ragionamento: minacciare di chiudere i commenti perché si discute di un tema che persone diverse vedono in maniera differente, mi sembrava in contrasto con la libertà evocata da Michela - e che condivido, se per caso non si fosse capito - di fare un corso per giornalisti senza dipendere da altri che dalla propria volontà, di prendere contromisure contro chi si oppone, farlo lo stesso eccetera eccetera eccetera. Se poi è sbagliato che da una scrittrice o da un giornalista ci si aspetti la massima libertà e apertura anche verso chi la pensa diversamente, qualcosa non quadra. O è libertà o non lo è. Volevo dire solo questo, e credo che michela non abbia bisogno di avvocati d'ufficio ceh parlano con quello sprezzo. Tutti con la verità in tasca. Beati voi...
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#23 Dorian 2011-04-04 18:00
Si difende, se e quando vuole, molto meglio di quanto possa difenderla io. Se parlo è per ragioni personali. Personalmente non troverei niente di strano che chiudesse i commenti: è un blog personale, non suolo pubblico. Solo divergenza di opinioni tra noi due, appunto
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#24 Vale 2011-04-08 07:47
Sono un'ex stagista (non iscritta all'ordine dei giornalisti, perchè proprio non ci tengo!) che pubblicava con molta tranquillità, beneplacito dei miei superiori e firma riconoscibile su una testata online istituzionale di Cagliari... Non ci sono mai stati problemi di sorta sulle mie pubblicazioni, ne su quelle di chi, come me, ha fatto la stessa esperienza nella stessa testata: ci veniva data la possibilità di affacciarci ad un mestiere, sotto la guida di due persone responsabili, senza assumere crediti per l'iscrizione all'albo, in quanto non pagati... però in questo caso si trattava di una testata giornalistica registrata!
Ancora in bocca al lupo per questa esperienza (e mi dispiace non esserne venuta a conoscenza: avrei provato a partecipare molto volentieri!)
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#25 Tabakko 2011-04-13 14:53
"Il 50% dei giornalisti professionisti disoccupati e precari". Frase ridicola e insensata che dimostrerebbe peraltro l'inutilità dell'ordine. I "professionisti" dovrebbero essere tutti gli articolisti e i liberi pensatori che scrivono e avendo un contratto (anche di collaborazione), pagano i contributi, non i detentori della tessera magica. E'solo per tutelare la bizzarra idea di una tessera coi "poteri speciali" e non la persona, il lavoratore, che si danneggia l'informazione. Inoltre si potrebbe narrare dei fatti, che sono ben diversi da quelli di cui parla l'ordine. Per esempio di quei sedentari signori della corporazione il cui lavoro consiste nell'apporre la firma su qualche pezzo scritto dai fantomatici stagisti, i quali se hanno la fortunata possibilità di firmare i propri articoli, vengono pagati con i diritti d'autore.
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1 Jan 1970
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"Gramsci è intellettualmente sexy" (Salone del libro 2011, Odio gli indifferenti)

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