
:pensavo di scriverti in privato, ma poi ho pensato che, dato che tu scrivi 'pubblico', così bisogna risponderti. E dato che stavolta ne sento il bisogno, lo faccio.
:Condivido la sostanza della tua appassionata e calda descrizione del festival e, soprattutto, di chi lo costruisce, anima e difende. Gente meravigliosa che si impegna ed ama il proprio paese e ciò che fa. Certamente anche il festival è bellissimo, vista la qualità dei nomi che esprime ed i contenuti che agita.
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:Non condivido invece - nemmeno in piccola parte - la tua partenza. E tento di mostrarti un altro punto di vista:
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:1. al contrario di te, non amo le kermesses sovraffollate e non riesco ad avere rapporti sostanziali con le persone in situazioni così - motivo per cui, se non invitato, evito accuratamente i saloni del libro e simili, vado ai parties ed ai vernissages con sacrificio e solo per senso del dovere (sostenere un amico, incontrare qualcuno di specifico che mi ha dato appuntamento lì...)
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:2. andare ai festivals da spettatore costa, e se lo può permettere soltanto chi ha ferie e danaro da spendere. Non è il mio caso, ma non nutro sospetti di stizzosità nei confronti di chi non c'è: penso sempre che possa avere milioni di motivi validi. Altrimenti potrei dire: perché non eri a Sarajevo, appena distrutta dalla guerra e segnata dalle sventagliate delle esecuzioni sommarie, quando in in festival abbiamo commemorato Izet Sarajlic, uno dei più grandi poeti del Novecento nel mondo intero? Scommetto che quasi nessuno sa chi è. Dunque attenta a commettere l'errore che sta portando in basso tutti i livelli della nostra vita in Italia: fare di una cultura 'la cultura', della cultura mediatizzata 'la cultura unica', di ciò che vedi l'unico mondo e l'unica cosa che succede. Sappi che ce n'è sempre almeno un altro. L'esperienza mi ha insegnato a diffidare (pur senza preclusioni e riconoscendo comunque la grandezza dove e quando c'è): ma i tesori li ho sempre scoperti altrove, mai in TV o sui grandi giornali, che, per esperienza, arrivano sempre e solo DOPO... quando i messaggi sono irrefrenabili e chi ha pensato e fatto le cose è già oltre. Gilberto Centi, il grande Luther Blisset da cui sono stati gemmati anche i Wu Ming, a questo proposito scriveva: 'Leggevano in aramaico quando noi scrivevamo in cirillico'.
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:3. per questioni anagrafiche, vista la mia tenera età, ho partecipato (da invitato) ad oltre 200 festivals in tutto il mondo e ne ho - legittimamente - fin sopra i capelli. Ma scommetto che i gavoesi non sanno nemmeno che questi festivals esistono. Questo non toglie niente, solo che lavorare in condizioni di presunta unicità è un grossissimo limite mentale.
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:4. ho dunque vissuto i festivals come occasione di lavoro ed ho sempre aspettato la buona stagione per riempire i buchi del mio bilancio familiare. Fino a due anni fa la partecipazione ai festivals era la mia maggiore fonte di sostentamento economico ora drammaticamente eliminata da quell'atteggiamento anche da te descritto:' vengono tutti gratis, anche quelli grossi'... è in base a questo criterio demenziale, dannoso e moralmente ricattatorio, che da qualche tempo le mie finanze hanno toccato il fondo della sopravvivenza in un sistema occidentale: ormai guadagno più o meno come uno che in India vive di carità. Il mio senso della dignità mi vieta di specificare oltre, ma credimi... questo è l'atteggiamento più vicino a quello di chi pensa che la cultura sia un'opzione decorativa e che ci debbano guadagnare solo i bottegai, las tiendas che aprono intorno alla fiesta, perché loro sì che stanno lavorando, ed hanno diritto di avere un giusto rientro. Così il mio calendario di quest'anno è fatto soltanto di numerosi benefit e sostegni a varie situazioni meritevoli: è rimasto solo questo.
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:5. Nonostante ciò, sosterrei ugualmente anche Gavoi, con tutto il cuore e le mie forze, con tutta la mia passione politica ed etica, certo... già lo faccio con la mente e le intenzioni... ma attenta: non farne un valore. Si fa per resistere e far resistere le situazioni, alle quali prima o poi si chiede di avere un'etica differente: pagare chi lavora... tutti... anche quelli che oggi sono volontari. Lo trovo un obiettivo sano e necessario. E spero sia previsto nell'evoluzione delle cose. Così dovrebbe andare in un mondo giusto.
:Con questo chiudo e ti abbraccio dicendo con te: viva Gavoi e i generosi gavoesi, viva con tutto il cuore chi organizza e sostiene, senza dubbi né remore. Evviva e buon lavoro: bona lis siat s'ora e diai pro kent'annos ... da-e su coro.:
:Esempio lampante la squallida vicenda dei (mancati) finanziamenti agli eventi culturali da parte della Regione. Anziché sollevare la questione, facendo valere tutto il peso dei propri nomi in uno sforzo collettivo e nell'interesse generale, alcuni nostri esimi autori hanno preferito giocarsi la partita col Palazzo ognuno pro domo sua, anzi possibilmente in danno altrui (questa è la netta sensazione ricavata dall'esterno).
18.05.2012 18:30 -
20:30
Napoli - Un'altra galassia
20.05.2012
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22.05.2012 - 24.05.2012
Lisbona
26.05.2012 18:30 -
20:30
Serata a sostegno di Emergency
27.05.2012
Data ferma - privata