cultura

mi sono confusa
 "ridurre le sanzioni alle imprese sulla sicurezza.". L'ha detto la Marcegaglia? No, il Ministro Sacconi.

"la nostra priorità è la sicurezza." L'ha detto il Ministro Sacconi? No, la Marcegaglia.

Non siamo più sicuri di niente.

perchè niente cambi di una virgola
Dunque, vediamo.
Al quinto discorso di Emma Marcegaglia che ascolto, è tempo di fare il punto sul nuovo corso inaugurato da Confindustria:
Aumento della produzione.
Meno tasse agli imprenditori.
Contratti più flessibili.
Basta vincoli sull'ambiente.
E il sindacato non rompa le balle.

La novità?
Le tette, direi. 

Mia madre, se leggesse questo
L’altro giorno ero all’aeroporto di Fiumicino e tra i passeggeri in attesa per Cagliari c’era anche Gianfranco Zola, che cercava di ingannare il ritardo dell’Air One chiacchierando con un amico. Con sincera compassione ho contato quante volte nell’arco di mezzora è stato molestato da uomini, signorine, ragazzini e nonne che andavano a chiedergli di firmare su qualunque supporto disponibile, dal retro della carta d’imbarco all’involucro di una gomma da masticare. Una ragazza si è fatta autografare l’avambraccio depilato. Non ho potuto fare a meno di pensare a quanto sarebbe bello se la natura dell’autografo fosse collegata al mestiere della persona a cui lo si chiede. Tipo che io sono una che scrive, e quindi ha un senso chiedermi di diluirmi per iscritto pezzo a pezzo. Ma un calciatore sarebbe più giusto se potesse dare una bella pedata nel culo come souvenir, giusto perché ha il tocco magico nel sinistro. Ho chiuso gli occhi e ho passato il tempo che mi separava dall’imbarco a trastullarmi immaginando Gianfranchino Zola in piedi davanti all’uscita 34, mentre una sfilza di persone si posizionavano spontaneamente davanti a lui a novanta gradi per ricevere a turno internatica un ricordo concreto del geniale fantasista: entusiaste vecchiette sollevate da terra dal tocco principesco del campione, ragazzini fieri di avere il culo illividito dal suo sinistro impeccabile, elegantissime fanciulle con il deretano deformato dal ricordo di un vero numero uno. Calci in culo a zia Francesca con finto dribbling. Calci in culo a Maria Rosa con rincorsa. Calci in culo a Giuseppe con simpatia. Che meraviglioso modo di attendere un aereo!
bocca e altre cose pericolose

Non faccio mai reporting dei miei spostamenti, anche perché capita ogni tanto che in mezzo alle esperienze meravigliose che il mio lavoro mi offre ce ne siano alcune dimenticabili, che non sempre dipendono dalla buona volontà di chi le ha organizzate. Invece oggi faccio uno strappo, e ringrazio il centinaio di persone che venerdì sono venute a sentirmi a Sassari, perché - diciamola tutta – con un sole assassino e una città assediata di cantieri bisognava essere fortemente motivati per non preferirmi Alghero e il suo anticipo di estate.
Sassari è una città in corso d’opera, andarci adesso è fare visita a qualcuno mentre gli stanno facendo un’operazione alla milza. Ovunque lavori di scavo, sventramenti nel tufo, scoperte archeologiche fuori tempo massimo, muratori sudati, passerelle precarie e nonne incazzate come caimani che spingono i passeggini tra le buche augurando al sindaco una vita lunga e piena di sofferenze. In questo contesto già abbastanza difficile io insieme a Rita e Ornella arrivo sul palco a fare l’evento pomeridiano del Festival Abbabula, un puzzle di letture legate dal filo rosso della femminilità, costruite intorno a un manichino nudo che durante il reading andava vestito di tutto punto con reggiseno sexy, gonna tradizionale sarda e maglietta no global anti G8. Sembrava una idea buona per tener desta l’attenzione, invece qualcuno ne aveva avuta una migliore: a cinquanta metri dal nostro palco un uomo al quarto piano di un ponteggio urlava come un ossesso minacciando di buttarsi.

Baciami Piccina
(Scritto per Epolis)
Mi sveglio stamattina di pessimo umore e la prima cosa che scopro è che secondo i giornalisti è scoppiata la moda di baciarsi tra donne: a leggere i quotidiani degli ultimi tre giorni ci sarebbe da aspettarsi di vedere pomiciare ad ogni angolo di paese la panettiera con la postina, la vigilessa con l’impiegata dell’anagrafe e la maestra con la casalinga che va a far la spesa, incollate l’un l’altra senza ritegno per la gioia di tutti i guardoni d’Italia. In un raptus di ossessione personale uscendo di casa persino io ho avuto il sospetto che la mia anziana portiera, incontrata per caso in ascensore, da come mi fissava volesse fare lo stesso con me, sfoggiando minacciosamente lo scintillio della sua robusta dentiera. Non che la brava donna sia solita farlo, tutt’altro; ma è che questa cosa del bacio saffico sembra aver preso tutti come una isteria collettiva.
Twitter non risponde in questo momento
Twit twit... ops! Qualcosa è andato storto, prova più tardi!
1 Jan 1970
1 Jan 1970
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"Gramsci è intellettualmente sexy" (Salone del libro 2011, Odio gli indifferenti)

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