il_Gabbiano_ravennaSuccede che il laboratorio di giornalismo che ho gratuitamente promosso a Cagliari abbia attirato in questi giorni l’attenzione dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Forse qualche professionista si è indispettito perché ha letto che c’erano come docenti “alcuni tra i migliori giornalisti sardi” e non ci ha trovato il suo nome. Forse qualche altro, incapace di credere che si possa fare qualcosa anche senza un secondo fine, ha pensato “scommettiamo che la Murgia sta mettendo su un giornale addestrando a costo zero una batteria di sprovveduti sotto la direzione di un pezzo da novanta?”. Altri si saranno spaventati per il fatto che avevo previsto l'attività simulatoria su un evento concreto, nello specifico le elezioni comunali di Cagliari, occasione straordinaria per capire sul campo come si costruisce la cronaca. Magari qualcuno si è detto: “E se facendo i compiti a casa uno di questi pasticcioni inciampa in una notizia che ci è sfuggita? Anche uno scoiattolo cieco ogni tanto trova una ghianda.” Altri giornalisti avranno molto più semplicemente trovato irritante che io mi impicciassi del loro mestiere, secondo l’immarcescibile regola del “donzi unu in trettos suos” che tanti equilibri malati tiene in piedi nell’Isola delle solitudini. Tutti questi inconfessabili mal di pancia si sono coagulati, hanno fatto una telefonata all’organo di corporazione e così, il giorno stesso in cui si teneva la prima lezione nella sala messaci con generosità a disposizione dall’Associazione della Stampa, mi è stato riferito informalmente che l’Ordine si stava interrogando in via preventiva su come impedire “eventuali abusi” da parte mia.

L’indicazione ufficiosa che è emersa è chiara: se uno solo di questi ragazzi scrive anche mezza riga di materiale giornalistico in una testata a me riconducibile, parte una denuncia a lui e a me per esercizio abusivo della professione. Se invece il “prodotto” del laboratorio compare in uno spazio che giornalistico non è, per esempio il mio blog, sarò comunque denunciata per stampa clandestina. Entrambe sono cause penali e non sono così sprovveduta da ignorare che con tutta probabilità le perderei. Come era opportuno, ho chiesto quindi di parlare al presidente dell’Ordine dottor Peretti per spiegargli la natura esatta del progetto e provare a dirimere le perplessità, ma la nostra cordiale conversazione non ha spostato di un millimetro i termini della questione: il dottor Peretti mi ha chiarito che non importa all’Ordine se l’esperimento dura solo sei settimane e al termine non si rilascia altro che una birra e una pizza; non importa nemmeno che i partecipanti vivano l’esperienza gratuitamente, né che i giornalisti docenti abbiano accettato di fare i tutor alle stesse condizioni. Importa esclusivamente la norma secondo la quale le notizie le danno solo i giornalisti, gli altri al massimo le commentano. La logica corporativa di alcuni membri dell’Ordine ha attivato i meccanismi di difesa della categoria prima ancora che si realizzasse qualunque ipotetica violazione.

Sono impressionata. Contrariamente al costume locale io ho grande rispetto per le leggi, ma devo dire che da oggi ho un rispetto ancora maggiore per un Ordine professionale la cui efficienza si spinge fino a muoversi addirittura contro un’infrazione che non si è ancora verificata. Immagino sia sempre così.
Pertanto garantisco ai deboli di cuore e di casta che continuerò a promuovere il laboratorio, che si sta già tenendo con entusiasmo nei locali significativamente messi a disposizione dalla CGIL, ma che nessuno dei partecipanti pubblicherà una riga per tutto il tempo delle elezioni. Al termine dell’esperimento, cioè quando tecnicamente il suo contenuto non costituirà più una notizia, probabilmente apparirà on line il materiale prodotto, scelta che ieri sera mi è stata indicata come fattibile dallo stesso presidente dell’Ordine, e per cui lo ringrazio.

Tuttavia, se è vero che nessuno dei partecipanti al laboratorio può fare il rendiconto giornalistico di quello che vede, è altrettanto vero che non c’è niente che impedisca a me di raccontare di loro e quel che stanno facendo. Lo confesso: stanotte mi è venuta voglia di scrivere un romanzo dal vivo, un po’ come ai tempi de Il mondo deve sapere. Sarà che sono proprio belli questi ragazzi e queste ragazze, e vorrei farveli conoscere. C’è chi è laureato e vuole una competenza in più, chi è studente e cerca di capire cosa fare nella vita, chi è madre di famiglia e vuole vivere il suo sogno e c'è pure chi ha ancora voglia di buoni maestri anche se magari questo mestiere lo svolge già. Si sono iscritti con entusiasmo nonostante sapessero che questo laboratorio non avrebbe abilitato a nient’altro che al senso critico. Hanno mandato curricula pieni di fantasia, hanno superato una prova imprevista e ora ce la stanno mettendo tutta per fare di questa esperienza qualcosa che possono raccontare ai loro figli o agli amici con orgoglio.

Leggerete (ed essi stessi leggeranno) la loro avventura giorno per giorno. Vivrete gli ostacoli e i successi che incontreranno, in una sorta di reality letterario che potrete seguire in questo spazio per tutta la durata del laboratorio. Nella storia che racconterò sarà protagonista anche la passione e la generosità dei molti giornalisti professionisti che, sensibili all’esperimento e ai suoi imprevisti sviluppi, in queste ultime ore si sono aggiunti al gruppo iniziale. In particolare ringrazio Giomaria Bellu, condirettore dell'Unità, Giacomo Papi, già redattore a Diario, e Marco Damilano, cronista dell'Espresso, che verranno a far lezione nei prossimi giorni.

In sei settimane di questo racconto non solo entrerete nell’esperienza che stanno vivendo queste persone, ma vedrete molte più cose di Cagliari e dell’elezione del suo sindaco di quante forse non vi aspettate. Se a un certo punto vi sembrerà di assistere alla scrittura di un romanzo vero, è perché è probabile che lo diventi, con tanto di ricavato in beneficienza.

Custos sunt sos trettos cosa mia.
La mia unica Corporazione, come sempre, sono i lettori.

Commenti  

 
#1 monachella 2011-04-02 12:15
Che tristezza immane.
Scrivere è vita, sia per chi c'è nato con questa predisposizione, sia per chi come me c'è arrivato dopo.
Ci circonda tanta mediocrità.
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#2 Su Teraccu 2011-04-02 12:20
Mi abbono!
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#3 Dorian 2011-04-02 12:23
Geniale :)
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#4 franco Fois 2011-04-02 12:27
Come sempre ordini e corporazioni tirano fuori le unghie per difendere il proprio potere. Alla faccia della libertà di stampa. Comunque credo che nulla possa vietare a questi studenti di aprirsi un loro blog...
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#5 G.P. 2011-04-02 12:31
Signora Murgia, lei mi sta molto antipatica, ma devo ammettere che è una scacchista senza confronti: chapeau!
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#6 Piergiorgio 2011-04-02 12:33
Bene così Michela. E non vedo l'ora di leggere il romanzo-verità, giorno per giorno.
Con buona pace di quest'italietta di corporazioni, forse almeno un po' nostalgica di quando il parlamento era la camera dei fasci e delle corporazioni. Ora le chiaman lobbies, ma la traduzione italiana è quell'intreccio di interessi che sconfina spesso in connivenza, o peggio.
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#7 Mari 2011-04-02 12:33
Sono iscritta ad un ordine professionale. Non quello dei giornalisti. Esistono i pro e i contro. Diciamo che un pro è quello di tutelare la professionalità del prodotto o servizio che viene fornito al cliente/consumatore. Il contro più evidente è che anche le cose concepite per il più garantista e nobile degli scopi vengono abusate in modo spregiudicato (vediamo che la stessa cosa viene fatta quotidianamente anche con le leggi e la costituzione) e allora quella struttura che dovrebbe garantire diventa, come in questo caso secondo me, un inutile orpello e ostacolo per quelle buone idee e iniziative che si mettono in campo. E' solo un mio parere, ma bello sarebbe stato se l'ordine dei giornalisti fosse sceso in campo per patrocinare l'iniziativa anziché soffocarla. Forse, in piena globalizzazione, dovremmo interrogarci su cosa faccia bene alla società anziché renderla emofilica.. In ogni caso auguri a tutti i partecipanti, oggi chi si affaccia per la prima volta ad un'esperienza ha bisogno di essere guidato da chi sa e, come te e altri, si mette a disposizione per insegnare a chi vuole imparare, non per fornire loro un pezzo di carta senza valore.
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#8 andrea 2011-04-02 12:58
Che dire! Abolire questi ordini, queste caste, che alla democrazia non aggiungono nulla, ma al contrario sottraggono libertà.
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#9 Carlo Gubitosa 2011-04-02 13:49
Consiglio: Chiedi conferma o smentita per iscritto delle minacce con una raccomandata A/R specificando che il silenzio a 7 giorni dalla data di ricezione della raccomandata verra' considerato come un assenso all'iniziativa che ha natura puramente didattica. Se ti confermano per iscritto le minacce di denuncia penale, fai scattare una denuncia per intimidazione, minacce e falso ideologico. Se vuoi contattami anche in mail privata.
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#10 Carlo Gubitosa 2011-04-02 13:52
In ogni caso, come giornalista iscritto all'albo, sono a tua disposizione per fare da direttore responsabile di qualunque iniziativa editoriale orientata alla formazione dei giovani giornalisti. In quel caso la denuncia eventualmente dovrebbero farla a me.
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#11 Minu Poete 2011-04-02 13:54
Brava Michela, continuerò a seguire il tuo blog, con ancora maggiore interesse!!!
..e a chie no li piaghede lu lassada... (dialetto del montiferru :-)
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#12 Fuedhu 2011-04-02 14:23
Da 5 anni collaboro con due importanti testate, e devo dire che la passione per questo lavoro - nonostante i quotidiani sacrifici legati alla situazione di "precariato a tempo indeterminato" che va per la maggiore nel settore - continua in me a crescere, esponenzialmente. Tuttavia ho scelto di non iscrivermi all'Ordine, che sembra sempre più orientato a divenire organo di auto-protezione di una casta, piuttosto che di garanzia e tutela per chi svolge con coraggio, onestà e abnegazione una professione così complessa e per molti aspetti sacrificante. Leggendo queste righe si è rafforzata in me la certezza di non star sbagliando, e spero che iniziative come quella avviata da Michela possano moltiplicarsi, auspicabilmente facendo il paio con le sacrosante rivendicazioni di quanti ogni giorno (e spesso da tanti anni) riempiono materialmente le pagine di giornali da decine di migliaia di copie di tiratura quotidiana, senza vedersi garantita né la possibilità di mantenersi in modo dignitoso, né quella di accedere alla professione attraverso il proprio lavoro. Ciò perché l'istituto del praticantato è ormai caduto in disuso a favore di costosissimi master post-universitari: utili e remunerativi percorsi formativi ristretti a chi ha semplicemente i soldi per pagarseli. Fra questi non ci sono di certo i numerosi collaboratori delle testate più diffuse e seguite della Sardegna, perché con quello che guadagnano dovrebbero lavorare 50 anni prima di aspirare al professionismo.
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#13 Lavinio Ricciardi 2011-04-02 15:16
Non si capisce, cara Michela, perché in una "democrazia" (le virgolette sono d'obbligo) non si possa organizzare una cosa bella come quella che lei ha fatto.
I commenti che già sono prima del mio la dicono lunga... e io non sono in provincia di Cagliari per poter partecipare.

Le allego il sito ove è la mia recensione di "Accabadora", visto che non so a quale e-mail inviargliela:

circololeopardi.ilcannocchiale.it

e la saluto cordialmente. Lavinio
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#14 Laura Manchinu 2011-04-02 15:17
parlano di voi sul Fatto Quotidiano

www.ilfattoquotidiano.it/.../101744
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#15 francesca caminoli 2011-04-02 16:22
Cara Michela, sono una giornalista professionista (ohibò) ma ho smesso di farla molti anni fa. Ho lavorato in quotidiani e settimanali anche prestigiosi, si fa per dire, ma ho lasciato una brillante carriera alle spalle quando mi è stato chiaro, già una trentina di anni fa, che la notizia non aveva più importanza. Il discorso sarebbe lungo, c'è poco spazio e sono pigra. Solo per dirti però che sono sempre professionista e se te ne serve una, in qualche modo, per il tuo giornale, a disposizione. Tieni duro, complimenti e complimenti per il tuo Accabadora da una che sarebbe anche scrittrice con affetto Francesca
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#16 Olga Piscitelli 2011-04-02 16:42
Cara Michela,
non mi sorprende quel che racconti e nonostante questo non mi rassegno. Ci sono grandi giornalisti al tuo fianco, ma se ti serve una mano, conta pure su di me. Non ne avrai certamente bisogno, il mio blog è comunque a disposizione tua e dei colleghi che vorranno trovare spazi per pubblicare esercizi di cui abbiamo davvero bisogno, come lettori prima di tutto.
Da giornalista professionista, con buona pace dell'ordine e del sindacato, posso assumermi la responsabilità.
Ti e vi seguirò, comunque.
Olga
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#17 marco m nuoro 2011-04-02 17:28
sono sconcertato, ma si sa come vanno le cose in italia. vorrei capire qual è la legge che vieta ai ragazzi di non poter scrivere e raccontare le elezioni. ps: sto ancora aspettando una risposta da michela alla mia email di qualche giorno fa. saluti e tenete duro
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#18 Antonella Mascia 2011-04-02 17:39
Cara Michela,
quello che ti proponi di fare è un fatto straordinario e generoso.
Occupandomi di diritti umani e di libertà fondamentali, penso che la libertà di espressione sia un elemento irrinunciabile per un paese democratico. Se non ci fosse la critica, un pensiero che andasse "contro" il comune pensare, allora non ci sarebbe la libertà di espressione perché è proprio questa libertà, appartenente ad una "minoranza", che garantisce la critica e quindi la possibilità di avere pluralismo, tolleranza e spirito di apertura, senza i quali non esiste una società democratica.
Congratulazioni per il tuo progetto, che seguirò con attenzione.
Antonella
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#19 Vito Biolchini 2011-04-02 17:46
Michela, segnalo pubblicamente un mio articolo sulla vicenda solo perché 25 minuti fa mi ha chiamato il presidente dell'Ordine Peretti e mi ha chiesto di inserire una sua dichiarazione con la quale smentisce di aver mani minacciato alcuno e alcunché e afferma che il corso ha avuto il via libera da parte dell'Ordine.
vitobiolchini.wordpress.com/.../...
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#21 Sandra 2011-04-02 18:21
Cara Michela,

sono una giovane (neanche più tanto ormai) sarda che vive a Londra ma sogna di tornare a casa. Voglio manifestarti il mio sostegno e la mia stima. Vai avanti con i tuoi progetti. Quando un giorno tornerò a casa sarei felice di trovare un posto migliore di quello che ho dovuto lasciare a malincuore.
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#22 Antonello 2011-04-02 18:21
Ancora non l'hanno abolito l'ordine dei giornalisti? Già dimenticavo, siamo in Italia.
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#23 Carlo 2011-04-02 19:28
"Ordine del giorno:
L'assemblea degli iscritti all'Ordine dei giornalisti della Sardegna, riunita a Cagliari per l'approvazione dei bilanci,
esprime forte preoccupazione per lo stato dell'informazione nell'isola a causa della nuova restrizione del pluralismo editoriale;"

Appunto....
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#24 Maria 2011-04-02 20:41
Michela vai avanti...per tutti quelli che credono in una informazione libera e autentica!
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#25 giò mura 2011-04-02 22:51
bella mossa! brava michela
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#26 Andrea 2011-04-02 23:32
Michela sei geniale!!!Non vedo l'ora di leggere questa storie!!
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#27 Giannina 2011-04-03 00:49
ingegnosa come sempre, Michela. Ma il problema della libertà di stampa, resta comunque. Allora, che fare? Riprendere con ostinazione la battaglia per l'abrogazione dell'ordine dei giornalisti, in nome della libertà d'informazione
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#28 Roberto 2011-04-03 00:53
Carissima Michela,
la casta dell’ordine, oltre ad’amarti, e il sottile senso si gusta nel tuo scritto, ti venera! Solo all’idea che tu potessi insegnare a scrivere, a formulare un pensiero con una logica che non sia la pura accozzaglia di parole che troppo spesso siamo costretti a leggere nei giornali, gli ha fatti uscire dall’angustio letargo mentale in cui vivacchiano ed’entrare nel panico. Ma, ahimè, questo è il paese delle patenti. Per essere giornalista serve la patente. Ci vuole la patente per tutto. Tra un po’ ci sarà l’esame per respirare nei dovuti modi, per parlare, per scrivere la lista della spesa e per andare a pisciare. Per fare all’amore no. Infatti la madre degli “imbecilli” è sempre incinta, e sempre lo sarà. Non c’è limite alle disgrazie umane.
L’ordine dei giornalisti va abolito. È un attentato alla libertà di pensiero. È come se, tu che hai pubblicato uno splendido libro, prima di presentarlo all’editore fossi stata costretta a sostenere un esame. Immagino la commissione “intellettuale” intenta a verificare la tua capacità cognitiva prima e letteraria dopo (rido troppo! Anche perché l’esame l’avresti fatto tu a loro).
Rimango interdetto dalle “velate” minacce formulate per un assioma assurdo: “non sia mai quei baldi giovani volessero poi scrivere su un giornale!”. Ma che andassero a quel posto. Posso usare solo un termine per definirli: buffoni.
Michela, vai avanti così, come sai fare. Conosco il tuo pensiero perché leggo spesso il tuo blog. L’unico modo che hanno per fermarti è tapparti la bocca, imbavagliarti, legarti, ma se non ti mozzano le mani, allora sono dolori, la tua penna uccide! Misero sarà colui che oserà tagliarti la strada, mai vorrei essere al suo posto. Mai.
Un abbraccio
Roberto
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#29 Gianandrea 2011-04-03 06:45
Secondo me, in base all'art. 21 della Costituzione e le varie leggi sulla libertà di espressione e di stampa, potrebbe tranquillamente mandare a quel paese l'ordine (MINUSCOLO!) dei giornalisti! Che si ammazzassero. Di loro non abbiamo bisogno. Forza e coraggio!
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#30 Franco 2011-04-03 08:13
Cara Michela,
quanto è accaduto non mi stupisce perchè,piaccia o no, siamo in un regime,sotto un tiranno subdolo che oltre a farci vergognare davanti al resto del mondo, continua imperterrito a soffocare ogni pensiero a lui ostile. Continua senza paura nel portare avanti il tuo progetto.Il pensiero,così come la cultura, saranno le armi vincenti di una rivoluzione che deve essere per prima culturale.
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#31 Lina Manca 2011-04-03 11:01
Ti apprezzo come scrittrice e come persona, oggi ho un motivo in più per sostenerti.Sono sempre amareggiata per la situazione in cui vivono i giovani nella nostra regione. Vedo ragazzi ricchi di qualità, di competenze e di coraggio pronti a cogliere ogni occasione per crescere e trovare la propria strada, pur fra mille difficoltà.Purtroppo ciò accade fra l'indifferenza di chi potrebbe dar loro una mano e chi, come me, vede che la situazione non cambia. Ho insegnato Lettere alle Scuole medie, sono riuscita a far amare la scrittura ai miei alunni, ancora oggi molti di loro, già laureati, mi mandano scritti in prosa e versi.Ti ringrazio per la tua generosità, per la caprbietà e l'entusiasmo e naturalmente seguirò la tua iniziativa. Ti ringrazio anche per le emozioni forti che mi hai trasmesso con Accabadora, esempio di scrittura raffinata ormai rara.
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#32 franco contu 2011-04-03 11:03
Infinita gratitudine e stima x questa bellissima iniziativa a Michela.Ho partecipato tanti anni fa ad una iniziativa simile promossa da Avvenimenti.Un settimanale che con forza lottò per la libertà di stampa negli anni '90
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#33 Salvatore Tedde 2011-04-03 14:54
:-) e tando "sos trettos tuos" sun sos trettos nostros Michè; semus inoghe fintzas pro cussu! un abbraccio
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#34 Lorena Melis 2011-04-03 15:56
già..ahahaha...capita che dilettanti pasticcioni siano più acuti di giornalisti ordianari iscritti all'albo...
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#35 Donatella 2011-04-03 16:47
AGGITORIU!
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#36 Laura B. 2011-04-03 18:21
Cara Michela,
concordo con la tua bella iniziativa. Da giornalista professionista, senza contratto né a termine né indeterminato da un anno e mezzo, penso che l'Ordine dei giornalisti faccia troppo presto a dettare regole e a "prevenire" eventuali abusi, piuttosto che a tutelare le migliaia di iscritti all'Albo precari o disoccupati, che ogni anno versano una quota di oltre 100 euro per non essere tutelati. Se non hai un nome noto (se non sei "figlio di qualcuno/a"), se non hai chi ti raccomanda, se sei precario/a, per loro equivali a essere invisibile. Le battaglie le fanno per mantenere i propri privilegi...
Quindi grazie a te, Michela, per aver cominciato a svelare tutto questo semplicemente lanciando un progetto formativo che va in direzione opposta rispetto alla logica dell'Ordine.
Un abbraccio, Laura
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#37 Giannina 2011-04-05 19:11
ti è forse sfuggito, che la cosa più irritante per la corporazione, sia stata la parola "gratuitamente"?
Ovviamente non solo in senso puramente venale, non solo.
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#38 Antonello Antonelli 2011-04-05 23:46
Cara Michela,
forse non ti ricordi di me, ma ci siamo conosciuti a Roma in AC (ero vicepresidente giovani di Chieti-Vasto) e ho saputo della tua disavventura tramite un collega iscritto alla newsletter del mio blog e sostenitore del coordinamento dei freelance d'Abruzzo, che guido insieme ad altri colleghi.
Volevo testimoniarti in primo luogo la solidarietà personale, ma anche quella professionale: sono da un anno consigliere dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo e non ci saremmo mai sognati di intervenire in questa maniera su di un corso di giornalismo che non prometteva assolutamente vie preferenziali per l'iscrizione all'Ordine (motivo principale per cui noi interveniamo con note formali, ma mai con minacce di denuncia, per richiamare l'attenzione di coloro che si iscrivono sulla impossibilità di conseguire l'agognato "tesserino" con qualsivoglia corso). Io stesso dirigo da tre anni un corso di "Giornalismo culturale" che non ha mai avuto problemi ad essere svolto.
Inoltre mi chiedo come si faccia a minacciare l'esercizio abusivo della professione quando ci sono migliaia di giovani che scrivono per due anni su testate senza essere iscritti all'Ordine, proprio per ottenere l'iscrizione all'Ordine.
Del tuo caso se ne occuperà anche il nostro coordinamento, Cinqueuronetti, ne discuteremo sul nostro blog e su Facebook...
Un saluto caro e a presto, spero!
Antonello
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#39 Antonello Antonelli 2011-04-06 00:02
Nel frattempo, ho anche letto la nota di precisazione del presidente dell'Ordine della Sardegna. Credo che molte delle sue osservazioni siano condivisibili, un po' meno il reiterato riferimento all'esercizio abusivo della professione.
Io, comunque, sono contrario all'abolizione dell'Ordine, ma ad una sua radicale riforma sì, perché c'è bisogno di regole nuove per l'accesso alla professione. Le regole attuali sono vecchie di quasi 50 anni!!!
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#40 Vale 2011-04-08 07:32
Sinceramente, in un mondo in cui internet e le esperienze giornalistiche "dal basso" sono una delle fonti di informazione più attendibili e interessanti (soprattutto perchè, rispetto a buona parte dei giornalisti, raccontano notizie senza fare copia/incolla da comunicati stampa e approfondendo gli argomenti), mi sembra poco credibile che l'Ordine dei Giornalisti di Cagliari abbia il potere d'impedire ad un privato cittadino (come quelli che partecipano al suo laboratorio) di pubblicare su siti di giornalismo partecipativo, come AgoraVox.it ! e se voleste postare i vostri articoli su Facebook??? i partecipanti si dovranno astenere dal pubblicare qualsiasi commeno sulle elezioni cagliaritane, fino alla fine delle elezioni, nei loro profili??? Non voglio mettere in dubbio la sua buonafede Michela, ci mancherebbe!, ma la tentazione di sperare che in Italia, a prescindere dalle caste, sia ancora possibile un po' di libertà d'espressione è forte...
In bocca al lupo per il progetto!
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