Nella sua bacheca in Facebook Nicolò Notarbartolo ha postato questa lettera, legittimamente non firmata ma non per questo non credibile, dove si dicono diverse cose interessanti su come sta andando veramente la cosiddetta rivoluzione dei forconi. Credo che leggerla farebbe molto bene a tutti, specialmente a quelli che anche in Sardegna si stanno emozionando per questa finta rivolta di popolo e magari meditano di emularla per correre appresso al mito romantico del bracciante che si ribella alle angherie del padrone.


Sono un produttore agrumicolo siciliano. In questi giorni, nel pieno della stagione delle arance, anziché a raccogliere sono al computer a mandare appelli affinché si aprano gli occhi su ciò che sta succedendo qui.

Vi scrivo da Lentini, provincia di Siracusa.

Eravamo al corrente dei blocchi imminenti già dalla settimana scorsa. A differenza di noi la maggior parte della popolazione era assolutamente ignara e questo ad ulteriore riprova del fatto che il fenomeno non nasce come popolare.
Lunedì sono cominciati i blocchi. Qui a Lentini ne sono stati organizzati parecchi, almeno 4 sulle principali vie d'accesso del paese. Tutti i mezzi commerciali anche semplici macchie furgonate sono stati costretti a fermarsi e a dimostrare solidarietà al movimento abbandonando il mezzo. Ho passato un po' di tempo ad osservare questi blocchi, non c'era ovviamente nessuna facoltà nel poter scegliere di aderire o meno. I toni ed i modi erano semplicemente intimidatori, in una maniera che nessun siciliano che voglia campare cent'anni potrebbe mai fraintendere.. Un ragazzo africano venditore ambulante, che evidentemente non conosce bene questi codici comportamentali è stato circondato, gli hanno aperto gli sportelli è fatto capire in maniera poco velata cosa doveva fare. La sua macchina è ancora parcheggiata lì. I blocchi non si sono limitati a sequestrare i mezzi, ma hanno fatto opera di indottrinamento. Ciascun autista veniva informato dei motivi della protesta che doveva ovviamente condividere. Mio padre ha avuto qualche piccola obbiezione da fare. Quando gli è stato detto che l'indomani avrebbero impedito anche la libera circolazione dei mezzi ad uso civile, lui ha obbiettato che mia madre avrebbe dovuto fare delle visite mediche e loro gli hanno risposto che in tal caso avrebbe dovuto esibire il certificato medico. Quando mio padre ha reagito dicendo che non solo questo sistema di protesta era sbagliato, ma semplicemente folle, è stato costretto, per punizione, ad accostare fino a nuovo ordine. Dopo mezz'ora è potuto ripartire. Da ieri squadracce di individui poco raccomandabili girano intimando a ciascun esercente, artigiano, ecc.. di chiudere l'attività pena ritorsioni. Ieri, la panettiera, quando sono entrato in panificio aveva le mani tremanti: "mi anno detto che se quando tornano trovano aperto spaccano tutto". Idem in molti altri esercizi, "scusate , ma ci hanno fatto chiudere per sciopero".

Il fatto che le forze dell'ordine abbiano assistito passivamente a questi eventi, con i finestrini delle macchine ben chiusi per non sentire il carattere intimidatorio dei pacifici manifestanti nei confronti degli autisti dei mezzi è gravissimo. So che ovviamente le pattuglie rispondo ad ordini ricevuti, ma legittimare in questo modo queste pratiche anti democratiche, consentire la violazione dei diritti fondamentali di altri individui, crea dei precedenti molto pericolosi. Dare un simile potere a chi non ha alcun diritto di esercitarlo, è un gioco pericoloso, dal quale può essere difficile tornare indietro.

Purtroppo navigando sul web vedo che questa ventata di rivoluzione crea tanto entusiasmo ed accende gli animi di chi, forse, non si rende conto di cosa sta succedendo. Gli studenti che oggi scendono in piazza, non sanno che in questo momento qualcuno sta rubando un pezzo della loro futura libertà.

Questa azione non è in alcun modo fatta per dare alcun beneficio ai siciliani. Nessuno si è presentato al palazzo della regione per pretendere una migliore gestione delle risorse, una riduzione dei costi della politica siciliana, interventi economici ed infrastrutturali per ridurre gli svantaggi territoriali per meglio competere sul mercato europeo o altre delle mille cose che avremmo bisogno venissero fatte. NO!

CIO CHE E' IN CORSO E' UNA MACRO ESTORSIONE.

In Sicilia, ciò cui siamo comunemente abituati, è che qualcuno bussi alla nostra porta e ci dica "o paghi o non ti facciamo più lavorare - ti bruciamo il negozio o la macchina". Qui quanto avviene oggi e che a ciascuna persona che lavora, almeno nel mio territorio, venga detto "o lo stato paga, o non ti facciamo più lavorare, non ti restituiamo il mezzo di trasporto, le merci, non ti diamo più il diritto di mangiare o circolare liberamente". Tutti in ostaggio e boia chi molla.

Quale sia il riscatto che dovrà essere pagato non è ben chiaro. A parte gli interessi di qualche categoria che vuole che la crisi pesi più sugli altri che su di se, qui qualcuno sta mostruosamente speculando sul disagio e l'ignoranza della gente per costruirsi un credito politico, a partire da Forza Nuova che si cela dietro il comitato forza d'urto, così come tanti altri individui di discutibile reputazione.

Ciascuno cittadino e ciascuna categoria, in qualsiasi regione di Italia in questo momento è in difficoltà, ma l'uso della violenza e della prepotenza per l'accaparramento di privilegi non è ammissibile. E' irresponsabile, non ce lo possiamo permettere più. La "rivoluzione" dovrebbe portare esattamente l'effetto opposto rispetto ciò cui stiamo assistendo. Ripristinare lo stato di diritto. Abolire i privilegi. Dare regole eque e chiare e farle rispettare a tutti!

Tutto ciò e molto triste e mi amareggia tantissimo, come italiano e come siciliano.

 

Commenti  

 
#1 simone 2012-01-21 15:23
Dal primo momento, appena ho sentito parlare di questo movimento dal nome così letterariamente scelto, ho pensato alla presunta assoluta fatalità per la quale sia scoppiata la bomba solo ora. Risposta? probabilmente perchè il nuovo governo ha messo in dubbio alcuni storici e perseveranti assistenzialismi di cui la Sicilia gode, mettendoli in discussione e prevedendo una forse lenta ma sicura fine. A questo punto la ribellione, non del popolo (che mai sceglierebbe un nome così evocativo), ma di alcuni privilegiati fra gli assistiti dalle politiche assistenziali, clientelari e , perchè no, di stampo mafioso. Capi clan, sedicenti rappresentanti di categorie deboli, sprovveduti mezzi uomini dal coltello facile e lo sguardo cattivo. Mi sembra semplicemente che vi sia una protesta poichè alcune facilitazioni e alcuni trattamenti di favore verranno a mancare. Già Machiavelli diceva che se il popolo è abituato troppo bene farà poi fatica ad accettare un cambiamento che miri all'uguaglianza. Infatti. Il dramma è che in questo caso tutto nasce non dalla spontaneità, ma dal freddo calcolo di chi arriva ad usare gli inconsapevoli popolani, mascherati da passionali convinti, semplicemente per perseguire il proprio obiettivo. Il diritto a prendersi, fino alla morte, tutto quanto ci si possa prendere. Sovvenzioni, favori, voti, condizioni privilegiate. Ed allora si confeziona una messa in scena non troppo surreale (per chi conosce i fatti di una cultura che , purtroppo, prevede al proprio interno la dimensione mafiosa). Non nelle infiltrazioni, ma nel radicato stampo che fin da bambini si imprime in alcuni soggetti. Pochi, certamente, ma abbastanza per condizionarne molti. Ed è un circolo che si perpetua, come dato di fatto, come elemento identitario, che diventa prassi. Consuetudine la chiamano i giuristi. La stessa consuetudine che consente a tal capitan Schettino d’avvicinare spropositatamente alla costa la sua creatura mastodontica, per poi essere linciato pubblicamente al momento dell’impatto. La stessa consuetudine, se mi consentite la ripetizione e non solo, che eleva ad eroe popolare (forse nazional-popolare) un altro capitano (De Falco) che consente alla nave il passaggio vicino all’isola ( perché non è intervenuto quando il radar segnalava il cambio di rotta?) , salvo poi adoperarsi quando il danno era fatto. Ma così come è bello osservare il contadino con il forcone di legno e pensare a quanto possa essere disperato, magari nel suo agriturismo edificato illegalmente e ristrutturato con fondi regionali, così allo stesso tempo è bello ( o forse è proprio prassi), sapere che le consuetudini esistono e far finta di nulla. Con omertà. Ed anche questo fa parte del gioco.
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#2 Leonò 2012-01-21 15:40
Il fatto che non sia firmato secondo me toglie forza a questo messaggio. Si innesca un copia-incolla-catenadisantantonio su facebook e non si sa chi è la fonte.
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#3 Leonò 2012-01-21 15:54
ho trovato questo video: www.youtube.com/watch?v=Hmw4wML6oo0&
e anche qui non si fa il nome della persona. (
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#4 bruno lai 2012-01-21 16:15
Mah, sarà, restano punti di vista, anzi, verità alternative. Ovviamente, se i fatti sono anche quelli della lettera, si deve essere solidali con queste persone che affermano di aver vissuto in prima persona un minaccia diretta. La Democrazia è una cosa su cui non si può più fare affidamento. Trattasi di entità dinamica, che muta... e se un giorno tutti gli italiani decidessero che è d'obbligo il ripristino della pena di morte, nulla potrebbe fare la minoranza per scoraggiare quel cambiamento. La Democrazia è una entità astratta in molti luoghi d'Italia e nell'immaginario collettivo è meno presente al sud. L'Italia non è Democratica, nonostante molti partiti impieghino quel termine per pompare i voti a loro favore. Essendo un dato medio, una pura statistica, non dobbiamo aspettarci una Democrazia uguale in ogni parte d'Italia. La Sicilia è in una situazione DRAMMATICA, con forte responsabilità dello STATO CENTRALE e di chi fa finta di non capire. E non credo che ne possa mai uscire fuori, con personalità del calibro di Lombardo. Hanno uno sproposito di dipendendi al soldo pubblico, un eccesso di spesa, e da quello che si evince da molti servizi TV, di certo fatti da persone che si informano molto bene, prima di parlare, si ha che non versano un euro di tasse nelle casse dello Stato. Ora, questa la ritengo una ASSURDITA', e in tal senso, che ben venga un approccio federalista, nel senso di controllo e ottimizzazione della spesa. Dal canto loro, i coltivatori sia di agrumi, che di cereali, stanno soffrendo una crisi di valori che parte dagli amministratori dello STATO... i vari BERSANI, CASINI, ALFANO etc... dovrebbero capire che imporre a un produttore un prezzo di mercato più basso di quello di produzione, non è MENO MAFIOSO della MAFIA stessa. Oggi si guarda troppo alla parola infiltrazione malavitosa, mafiosa, al concetto di pizzo, staccandolo dalle dirette conseguenze. Quando la GDO acquista l'UVA a 20 cent, e poi te la ritrovi sul bancone a 2 euro, e tu hai speso 30 cent per produrre il tutto.... a mio avviso, quella E MAFIA! Non c'è nulla di che dire. Quando le arance non riesci a venderle, perchè arriva il succo concentrato dal Brasile in fusti belli e che pronti da additivare con acqua locale, mi spiace, ma anche quella per me è MAFIA. Iniziamo a ridare alle parole il loro significato. La Mafia non prescinde dal comportamento mafioso: oltre che un modo di fare, legato anche all'intimidazione delle persone, all'uso delle armi e delle minacce fisiche... l'assumere comportamenti mafiosi, è anche l'imporre un prezzo da fame a chi lavora onestamente. Questo lo Stato, non lo riconosce ancora tale. Se magari si svegliasse, o avesse tenuto gli occhi ben aperti, non saremo a questo punto. Ecco perchè sono solidale anche col popolo dei forconi: che li usino però coi politici locali, che mandino al governo della regione loro rappresentati, che non demandino la loro parola al politico di turno. Chiudo, al solito il mio lunghissimo post, dicendo che non credo che un comportamento simil mafioso, possa bollare come mafioso chi ha intimidito certe persone... il mafioso è colui che fa di quel modo d'essere, tutta la sua vita... e ripeto, pagare 10, quello che costa 12, imponendo il mercato di molta GDO, è MAFIA. tuttavia, gli agricoltori, dovrebbero usare la cultura di molti dei loro ragazzi/e siciliane STUDIATI... che organizzino reti indipendenti di distribuzione, che taglino la filiera, e taglino fuori quel tipo di mafia; solo così potranno andare avanti e il discorso vale anche per i Sardi, iper litigiosi, spesso ignoranti, incapaci di comprendere che chi viene da fuori, non è DIO. amen
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#5 debora 2012-01-21 17:58
Abito in provincia di Siracusa e sono assolutamente contraria a questo movimento per le modalità con cui sta agendo. Purtroppo non sono molti quelli che sanno che spesso l'adesione non è spontanea, molti esercenti sono costretti a chiudere poichè alcuni uomini, che dichiarano essere della "Rivolta dei Forconi", entrano nei negozi ed intimano i titolari di tenere le serrande abbassate, minacciandoli di distruggere i loro esercizi nel caso vogliano opporsi ed abbiano intenzione di lavorare onestamente prestando i servizi alla popolazione che, finora, è l'unica a pagarne le conseguenze. Con questa "rivolta" non c'è possibilità di scelta, non esiste democrazia e il popolo siciliano si trova nuovamente a dover subire passivamente i soprusi di pochi.
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#6 AvolaBlog 2012-01-22 17:12
Leggete come stanno esattamente le cose goo.gl/uoonm
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#7 Marco N. 2012-01-23 18:01
Abbiamo linkato al tuo post Michela: isoladeicassintegrati.com/.../...
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