Bobore Bussa

 

Questa riflessione su Perdasdefogu e sul poligono militare me l'ha mandata Bobore Bussa, consigliere provinciale di Nuoro per gli indipendentisti de Sa Costituente. L'ho trovata toccante, acuta, forte, meritevole di essere letta e riletta anche se più lunga di un post da blog. Chi vuole sapere di più su quello che succede a Quirra, a Foghesu, a Villaputzu e in tutto il circondario del poligono interforze, qui può trovare molti spunti intelligenti. Compreso chi ci vive, visto che questa lettera è indirizzata soprattutto a loro.

 

Quando ci si innamora di un uomo o di una donna, tra le tante cose ci si innamora anche del suo paese, delle sue tradizioni e delle sue innovazioni, delle sue amicizie, dei suoi cari.

E' così che innamorandomi di Milena, una foghesina doc mi sono innamorato subito anche di Foghesu. E' difficile considerare la compagna della propria vita senza il contesto che l'ha fatta nascere e crescere e non avrebbe senso farlo. I luoghi dove nasciamo e cresciamo in qualche modo ci formano e contribuiscono insieme a tanti altri fattori a formare donne e uomini culturalmente, socialmente, moralmente e anche politicamente.

Quando ho iniziato a frequentare Foghesu, meglio noto come Perdasdefogu, l'unico paese della Sardegna che stranamente ha due nomi in sardo, devo ammettere di aver portato con me anche alcuni pregiudizi di quelli tipici che si portano tutti: saranno tutti militaristi, le donne saranno facili con i militari, si vive nel terrore che un aereo ti cada dentro casa, si vive di acquisti fatti dai militari, non ci sono risorse naturali di pregio, tutto è attività militare. Viverci mi ha fatto bene e un pò per merito di Milena e un pò perchè mi sono impegnato a non pensare a questi pregiudizi, ho potuto vedere la realtà da dentro e conoscere tante persone con cui discutere. Mi sono liberato dei pregiudizi.

I volti di pietraQuando vai a Foghesu senza pregiudizi, sia che passi da Tertenia, da Escalaplano o da Ulassai, vieni conquistato da paesaggi assolutamente unici in Sardegna, i tacchi calcarei si fondono con i boschi di leccio, con la macchia, con gli uliveti, con distese di corbezzolo e mirto, con rocce che hanno un volto. Sarà che sono davvero innamorato, ma a me sembra un luogo unico, secondo solo a Nuoro, e non è poco se si tiene conto che io sono nugoresu-centricu.

Se hai tempo da investire, appena fuori dal paese arrivi a Su Perdiargiu, una frana naturale unica in Sardegna e tra le rarità naturali più importanti del continente Europa, può diventare fonte di ispirazione per tante storie fantastiche. I boschi di Santa Barbara, le cascate di Luesu, sa Breca de is Taparas, una frattura della terra lunga più di 400 metri e profonda 30 che racconta la storia geologica di tutta la Sardegna. Quando non ci sono esercitazioni ci si può spingere per chilometri verso su Pranu, un altopiano calcareo nel quale svetta il monte Cardiga. Questi luoghi costituiscono un sistema carsico che nasconde decine di grotte tutte in parte esplorate e conosciute e ricche di emergenze naturali di assoluto pregio.

Poi ci sono i foghesini, quelli che hanno tante storie da raccontare, antiche e recenti. Di contadini e pastori e di pastori contadini, di lunghi viaggi a piedi per andare a vendere prodotti della terra agli Jerzesi, per poi beffarli perchè produttori di vino annacquato o perchè troppo presuntuosi e troppo tirchi. Storie di quando a su Pranu si seminava e si mieteva il grano, dei frutteti e degli orti di Frumini. Di quando da Arzana e da Villagrande arrivavano i pastori in transumanza verso Quirra e Villaputzu per passare l'inverno; e Foghesu, che era una tappa obbligata, li accoglieva. Tutti gli anziani conoscono il loro passato di sacrifici e lo raccontano con fierezza ma senza nostalgia, come i giovani parlano del presente e del futuro, di chi è partito per cercare fortuna e l'ha trovata, di chi ha avuto successo nella medicina, nella ricerca e in vari settori in giro per il mondo, come spesso racconta Giacomo Mameli, un vero foghesino-centrico.

Nel centro di Foghesu le case quasi tutte nuove e in mattoni, blocchetti e cemento, frutto del benessere transitorio dei posti pubblici militari e non, hanno sostituito le vecchie case in pietra con poche finestre e con le porte basse tipiche della zona. Resistono le rovine di una chiesa dell'anno 1000, dedicata a San Sebastiano all'interno della quale è possibile intravedere delle figure nelle nicchie, forse un albero deradicato di memoria pre medievale.

Potrei scrivere tante pagine ancora per raccontare Foghesu ed è curioso che quando mi vanto con i foghesini, che ormai considero anche miei compaesani, di conoscere queste cose, mi dicono sempre che quello che ho visto è niente. Quasi ci fossero cose che, come si dice “noi umani non possiamo neanche immaginare”. Sono barrosi i foghesini, ma non sono pazosos-pagiosos, espressione difficile tra tradurre in italiano.

le acque di foghesuLeggere i giornali questi giorni, vedere la televisione, sentire il nome Perdas=poligono un pò mi rattrista. Lungi da me affermare che non sia normale questa associazione e lungi da me poter pensare che i media e le persone medie che in Sardegna li ascoltano possano farsi un'idea diversa da quella che viene proposta, soprattutto dopo che una procura apre un'inchiesta sacrosanta, addirittura per omicidio plurimo.

Ma cosa è successo e succede a Perdas? Niente di diverso da altre comunità sarde nelle quali fino agli anni 50-60 si viveva di un certo tipo di economia e di rapporti sociali e ad un tratto, per scelte politiche ben precise che venivano fatte passare come le uniche soluzione soluzioni possibili alla vita di torpore e di sacrifici che i sardi stavano portando avanti, si è passati ad un'altra economia. Si diceva allora e spesso si dice ancora oggi che se non ci fosse stato il poligono che altro si sarebbe potuto fare nell'altipiano roccioso, a su Pranu? Solo quello si poteva fare. Quì non c'era nulla.

Il concetto del nulla che si aveva allora è ancora un pò quello che molti sardi hanno ancora oggi, ovvero, nel mio paese non c'è nulla, che sarebbe come dire che neanche io esisto, perciò ben venga chi spara missili o chi trasforma acciaio contaminato in nuovo acciaio come a Portovesme o chi trasforma il petrolio in tanti oggetti utili alla nostra società. Allora si ragionava così, e con questo senso di solitudine e scoraggiamento collettivo si è accettata un'economia che ne ha sostituito un'altra.

Negli anni 60 e 70, ma anche dopo, non si ragionava in termini di sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle risorse naturali. Era necessario emanciparsi industrialmente e poco serviva mettersi il problema se una bomba poteva lasciare residui nella terra e nell'acqua, tanto quella terra non produceva più, il grano lo si poteva comprare, così come l'acqua.

Ma l'inganno c'è stato, uno in particolare, ovvero, dire che non si poteva investire in altro in quei luoghi. Sa di presa in giro perchè se si potevano investire miliardi in infrastrutture militari, lo stesso si sarebbe potuto fare in infrastrutture civili, strade, scuole, rete elettrica, idrica ecc.. Dunque la scelta di chi governava è stata precisa, serviva un luogo per gli esperimenti militari, quì c'era poca gente e molta terra, semplice no?

Ma torniamo ad oggi. Il paese è ovviamente diviso. Da una parte ci sono quelli che in qualche modo lavorano direttamente o indirettamente nelle attività militari o sono militari e percepiscono che lo Stato da tempo non esiste più in Sardegna, tantomeno a Foghesu, se non per riscuotere tasse.

E questi si sentono come quei mariti traditi che sanno di essere traditi, ma fanno finta di non vedere.

Dall'altra ci sono quelli, non pochi, che da sempre e per svariati motivi non devono nulla o quasi alle attività militari ma anzi le hanno sempre considerate un impedimento ad una crescita diversa per la comunità, sia dal punto di vista sociale sia economico. Tra questi due tipi di foghesini ne esiste una terzo nel quale si ritrovano coloro che stanno un pò fuori e un pò a foghesu, che hanno avuto a che fare temporaneamente con le attività militari, che non le condividono, ma non le sentono come un problema, e che vorrebbero creare alternative a questo modello economico senza necessariamente creare contrapposizioni con quelli del primo gruppo.

Insomma esiste, come è giusto che sia, un'opinione pubblica con pareri e idee variegate. Tutti o quasi però sono accumunati da un fatto, ovvero che per oltre 50 anni il poligono e le sue attività annesse e connesse hanno interessato e condizionato culturalmente almeno 3 generazioni di foghesini e forse ne condizioneranno una quarta e una quinta. Il “sistema poligono” ha creato un sistema culturale oltre che economico, esattamente come succede in un luogo dove si cresce con una qualsiasi attività economica predominante sulle altre. É lo stesso ragionamento che si potrebbe fare intorno all'allevamento della pecora: in alcuni paesi è l'economia predominante, ma non lo è sempre stata. L'allevamento delle pecore nel Campidano, che prima si dedicava alla cerealicoltura, è un fenomeno abbastanza recente e ha indubbiamente modificato la cultura sociale ed economica di quei luoghi. La chiusura delle miniere del Sulcis, dopo generazioni cresciute in miniera sta necessariamente modificando il paesaggio, così come lo modifica il turismo, così come le industrie a Ottana.

L'altro fatto sul quale tutti o quasi i foghesini possono concordare o almeno non negare è che nessuno può credere o immaginare che le attività di questo poligono, o di un poligono in generale, (essendo un'attività industriale), possano avere effetti benefici per l'ambiente e per le persone che ci lavorano o che vivono nelle immediate vicinanze. Tutti possono concordare sul fatto che questo tipo di attività portano problemi, come li portano le industrie, gli allevamenti intensivi di animali, gli scarichi fognari non depurati, le trasmissioni radio.

L'ingresso del poligonoBisogna però tener conto che diversamente dalle industrie diciamo “civili”, dove spesso si denunciano fatti di inquinamento e c'è più libertà di fare analisi, controlli e infliggere sanzioni, nelle attività militari vige un tipo di giurisprudenza diversa, spesso impenetrabile, che si trincera abilmente dietro il segreto. L'attività militare da sempre, nasce e vive basandosi sulla poca trasparenza e sulle omissioni, sulla gerarchia, sul privilegio, sull'intimidazione, sul nascondere continuamente la verità. Insomma tutti concetti antitetici alle società che pretendono di essere democratiche. Quando la politica non riesce a governare ciò che crea per difendere se stessa, la possibilità di passare da uno stato democratico a uno militare è sempre in agguato. Non voglio dire che si sia sull'orlo di una dittatura militare, ma semplicemente sottolineare che la politica, in Sardegna in particolare per questioni di subalternità che conosciamo bene, non è stata in grado di prevalere sui metodi militari. Ma gli intrecci sono tali che lo stesso Stato italiano è quasi incapace di governare questo sistema dove i militari hanno necessità continua di armi.

Finmeccanica, Vitrociset e altre aziende private e pubblico-private costruiscono armi e hanno necessità di sperimentarle, dunque il ministero della difesa mette a disposizione i poligoni, chi sperimenta paga, molti soldi, anche 50.000 euro a ora che vanno allo Stato che a sua volta finanzia altre armi. Se non bastano i soldi, per via degli accordi internazionali, si mette a disposizione il poligono per altri Stati e altre aziende che sperimentano e pagano. Poi c'è la logistica, gli appalti, le pulizie. L'intreccio tra la politica civile e quella militare è continuo. Militari collegati ad aziende fornitrici, aziende fornitrici che ricevono commesse di stato e così via in un turbine mortale di alta finanza e becero capitalismo armato.

Gli ultimi chi sono? Sempre loro, i militari che fanno la parte sporca del lavoro, gli operai delle ditte d'appalto e delle pulizie, i controllori dei radar, i meccanici dei mezzi e i loro familiari che si sono illusi che l'economia della guerra sia benessere, lavoro purchè sia.

Da poco più di una decina d'anni, gli affari della guerra non producono più abbastanza profitti e i conti dello Stato vanno in rosso, perciò i signori della guerra sbaraccano e vanno via, verso altri stati dove c'è meno ambientalismo e dove il lavoro costa meno e gli ultimi, sono costretti a fare i loro scioperi occupando le istituzioni civili dei loro paesi, con il sindaco in testa.

Se non bastasse tutto questo turbinio di non senso, ecco che si presenta il peggiore dei fantasmi, l'ombra del sospetto che quelle attività oltre che produrre diseconomie o economie virtuali, producano anche morte fisica. E allora, siccome quell'aspetto è quello che più preoccupa le gerarchie militari e politiche, parte la controffensiva mediatica, la frase mitica da memorizzare è: “non è dimostrato che esiste una correlazione tra i tumori e le sostanze prodotte dalle esplosioni nelle esercitazioni”. La imparano tutti, tutti la devono conoscere, la conosco anche io che non ho nessun interesse a cercare questa correlazione. Nelle esercitazioni si usano proiettili di cemento o di gesso. Sì, ma non nelle sperimentazioni, altrimenti sarebbe come dire che devo sperimentare un aereo, ma provo una macchina, perchè l'aereo costa troppo spostarlo. Come hanno detto i vertici militari nel documentario andato in onda su Current tv, “questo è un poligono sperimentale, dunque si sperimentano armi e proiettili veri”. Dunque perchè noi, foghesini e non, dovremo negare ciò che dicono i militari stessi? Ci hanno fatto anche il favore di dire loro la verità perchè dobbiamo mentire noi a noi stessi?

La situazione è intricata e il momento che si sta attraversando è molto delicato. Per usare un'immagine utilizzata da Franciscu Sedda in un altro contesto, è come essere diventati grandi e dover ammettere di aver subito una violenza domestica. Non avremo mai voluto dirlo ma qualcuno lo ha fatto, lo sta mettendo in piazza da anni ma non abbiamo voluto ascoltare.

Oggi sul clamore mediatico possiamo intervenire poco, al resto della Sardegna purtroppo importa poco che alcune comunità siano state totalmente violentate nella loro cultura, nella loro terra, nella loro economia. Alla massa rimane l'indignazione, la voglia di ribellione che finisce dopo una manifestazione di protesta, la rabbia che avevo anche io quando non capivo perchè i foghesini non convenivano sul fatto che per i 50 anni del poligono non c'era niente da festeggiare. In quell'occasione avevamo organizzato con amici indipendentisti, una manifestazione pacifica che aveva lo stesso scopo che vorrebbe avere questa mia lettera di oggi, ovvero focalizzare l'attenzione su un concetto semplice: ma è questa l'economia che desideriamo per noi e per i nostri figli? Pensiamo che la Sardegna debba vivere di attività di guerra? Per quanto tempo ancora pensiamo di avere il diritto di violentare la terra che ci è stata donata in prestito dai nostri antenati?

i vertici militari a perdasdefoguEcco, credo sia arrivato il momento che le comunità di Foghesu, di Villaputzu, di Quirra, di Teulada ecc inizino a darsi risposte a quelle domande. Non è necessario seguire il ritmo dei media o dei tribunali o delle inchieste. Serve molta serenità, riprendere a guardarsi in faccia, provare a dirsi anche le cose che non ci piace sentire, dette magari dalle persone che non ci piacciono. Non importa se domani o tra un anno si saprà se c'è quella famosa correlazione per sapere di cosa morire domani: oggi serve sapere di cosa vogliamo vivere domani.

E io domani vorrei vedere mio figlio e tanti altri figli di Sardegna crescere in paesi dove le menti e le braccia migliori si sono messe insieme per progettare e realizzare un futuro fatto di attività tecnologicamente avanzate frutto della ricoversione delle attività militari in attività civili, di bonifiche e risanamenti ambientali, di energie rinnovabili, di agricoltura e allevamento moderni, di turismo ambientale e culturale, di tanti posti di lavoro sani con storie da scrivere e raccontare.

Dove c'è una crisi ci sono sempre delle opportunità, dunque Foghesu non è nè il primo nè l'ultimo posto al mondo dove si perde qualche posto di lavoro o dove fallisce un sistema industriale-militare. E'arrivato il momento di armarsi di buona volontà e agire per il bene del nostro territorio, senza aspettare che arrivi qualcuno a farlo per noi, magari male come è stato fino ad ora.

Dunque, animu Foghesu!

Commenti  

 
#1 Omar Onnis 2011-01-28 10:42
Non sto a dire nulla su Bobore Bussa - che è un caro amico - e su quello che ha scritto. Non ce n'è bisogno.

Vorrei aggiungere una strana nota storica, che ha a che fare forse con quanto scritto da Bobore e anche con le celebrazioni di ieri, 27 gennaio, Giorno della Memoria.

La Memoria, la memoria condivisa, collettiva, è quella che in Sardegna soffre di più, per non dire che manca. Una terra dominata e conformata - si direbbe - dalle storie, dove i luoghi stessi raccontano, non ha un patrimonio mnemonico comune. È un problema che si riverbera macroscopicamente in ambito storiografico, una delle tante fucine di non-senso di cui abbondiamo.

Ebbene, a proposito del giorno della Memoria, pochi di noi sanno che proprio a Foghesu, nel periodo delle discriminazioni razziali e delle deportazioni fasciste, vennero confinati i rom e i sinti italiani. Gli "zingari", gente indegna di vivere, alla stregua di ebrei, malati, pazzi e comunisti.

Una specie di campo di concentramento, ma particolare, quasi aperto, si dice. Perché il luogo era talmente isolato e impervio (se oggi le infrastrutture sono carenti, allora semplicemente non esistevano) che non c'era nemmeno bisogno di alzare muri o elettrificare recinzioni.
La Sardegna, di suo, era vista come un lager naturale.

Là dove si accoglievano periodicamente i nostri nomadi (i pastori in transumanza) se ne dovettero accogliere degli altri, diversi, ma in fondo fratelli di noi tutti, nella condizione di etnia "diversa". Noi come italiani speciali, anelanti l'integrazione; loro più gelosi delle proprie prerogative culturali, forse.

Ma fa molta differenza?

Certo, anche questa è una storia che meriterebbe di essere riscoperta e raccontata. La vicenda degli zingari a Foghesu.

Grazie Bobore e grazie Michela.
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#2 Maria Grazia Serra 2011-01-28 19:15
Ho letto con piacere le parole di Bobore e di Omar, e mi hanno fatto pensare. Condivido con voi i miei pensieri, anche se non sono pienamente in tema.
Io ho vissuto a Perdasdefogu quando ero ragazzina, nella base, come si diceva. Ricordo bene la bellezza dei tacchi calcarei che emergono dalla macchia mediterranea, lungo la strada da Jerzu a Perdas. Ho amato quella terra. Eppure le immagini, gli odori, tutto rischiava di essere dimenticato, di perdersi in qualche angolo della mia memoria. Se non avessi letto le vostre parole.
Quando ho letto "passavamo sulla terra leggeri", ho realizzato come sia vero che noi sardi nei secoli non abbiamo lasciato traccia nella nostra terra. Persino la terra bruciata dagli incendi si ricopre di nuovo di cespugli.
Il più grande sforzo per noi è ricordare.
O forse più precisamente, strutturare il ricordo, stratificarlo in modo cosciente.
Forse non ce ne è stato bisogno nei secoli passati. I gesti erano sempre gli stessi, bastava guardarli e ripeterli. Un processo di apprendimento semplice, individuale.
Ma per affrontare gli effetti di cambiamenti importanti, come quelli resi necessari dal fallimento dell'industrializzazione ottanese o della militarizzazione foghese, occorre la forza del gruppo. E la sua forza è nella sua identità. Culturale e storica. Non un fenomeno folkloristico o elitario, ma una consapevolezza forte e condivisa. Prima di tutto di ciò che sappiamo fare insieme.
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#3 marco 2011-01-29 15:27
Bella lettera. Autorivelatrice.
Il popolo Sardo aveva già un'uomo che aveva iniziato un percorso di verità e di sviluppo Renato Soru.

L'avete mandato a casa.

E'stata un'occasione persa, lui aveva iniziato a tracciare un percorso verso un futuro radioso per l'isola.
Guardatevi intorno: tra Saras,poligoni vari,Portovesme,la Maddalena con il finto G8, la miniera d'oro abbandonata di Furtei, la Vinyls di Porto Torres, quante nocive e letali illusioni vi hanno venduto. Tutte e sempre caratterizzate da uno sfruttamento bestiale del territorio e dell'ambiente.

Io dico mai più.

L'ambiente è il luogo dove viviamo e dove noi "esistiamo" in quanto essere viventi. Il suo rispetto deve venire prima di tutto e prima di tutti. Anche prima dei posti di lavoro.

Ma oggi quest'alternativa, questo baratto/ricatto non è più vero. Il lavoro nella stragrande maggioranza dei casi non nuoce l'ambiente. Le nuove professioni emergenti hanno al centro la conoscenza o al limite lo sfruttamento ambientale ma in modo forzatamente responsabile e soprattutto sostenibile.
Soru aveva questo in testa. E già da imprenditore un poco lo ha realizzato con Tiscali. Sarà il caso di richiamarlo in servizio ? o preferite un cappellaccio qualsiasi.
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#4 marco 2011-01-29 15:47
finalmente:

Sindrome di Quirra, la magistratura apre un’inchiesta sul poligono della morte


www.ilfattoquotidiano.it/.../89135
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#5 Omar Onnis 2011-01-30 09:28
Scusa, Marco, a chi ti riferisci usando il "voi"?
Di salvatori della patria è piena la storia: di solito non hanno mai salvato nemmeno se stessi, spesso dopo aver causato immani disastri.

Soru è un bravo imprenditore, un uomo intelligente, ha avuto buone intuizioni, in alcuni casi pienamente condivisibili dal punto di vista teorico e politico. Ma è anche la stessa persona che ha sbaraccato il proprio movimento politico per accasarsi dentro il PD (partito italiano, con tutto ciò che questo significa per la Sardegna) ed ora tira la volata nientemeno che a Cabras, per le elezioni comunali di Cagliari (che hanno una valenza politica innegabile).

Se stiamo ancora ad aspettare il leader che ci riscatterà dalla nostra condizione marginale, stiamo freschi. La nostra emancipazione storica deve essere collettiva, condivisa e consapevole. Calare brillanti intuizioni dall'alto, senza che ne maturino le condizioni sociali, culturali e politiche, non serve a nulla, se non a attribuirsi meriti da spendere per proprio conto.

Così come è illusorio (e ormai "doloso") pretendere che sia l'Italia a risolvere i nostri problemi.

Cappellacci è solo la risultante di un sistema egemonico e di dominio che Soru non ha minimamente messo in discussione. Mai. Né ha mai voluto farlo. La stessa personalizzazione delle dinamiche politiche cui lui stesso si è prestato, da bravo dominus mediatico, appartiene a un orizzonte di significati e di pratiche che per loro natura non possono essere emancipative, in senso generale.

Non abbiamo bisogno di tutela, ma di senso di responsabilità diffuso. Se continuiamo a vederci come una popolazione minorata, destinata per propria natura alla sconfitta storica, alla subalternità, non ci sarà leader, per quanto illuminato e ben intenzionato, che possa salvarci.

E intanto la sponda sud del Mediterraneo si fa sempre più vicina...
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#6 Daniele Addis 2011-01-30 11:43
Uff, veramente questa cosa del leaderismo dimostra quanto la Sardegna sia stata contaminata da cima a fondo dall'idiozia italiana. Da una parte ci sono i poveracci che si aspettano i miracoli dal lacché del boiardo italico e dall'altra le vedove piangenti che si struggono per la dipartita politica del loro messia.

L'indipendenza servirà pure a inserirsi in un contesto europeo attraverso il confronto diretto con nazioni civili.
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#7 marco 2011-01-30 13:35
il voi è per voi, popolo sardo. mi sembra chiaro, no ?

@ daniele addis: nessuna vedova piangente. era solo una rilettura del passato.
ora c'è solo da rimboccarsi le maniche e mandarli via a calci in culo, quelli che governano in vece degli speculatori e quelli che vendono la vostra terra per piccoli interessi.

tutto qui.

in un certo senso l'indipendenza dal punto di vista amministrativo/politico è un dettaglio. voi (molti di voi) siete già indipendenti nella vostra testa e questo è più che sufficiente ma questo va poi portato nella realtà dei fatti.

per esempio: sappiamo tutti che tra le prossime centrali nucleari che Mr. B ci lascerà in eredità una toccherà alla Sardegna, ebbene il popolo sardo, tutto, unito dovrebbe sputare in faccia a chi propone questa cosa. Scendere in piazza, unito e opporsi con forza, in nome del proprio ambiente e della propria salute e a favore di un equilibrato sviluppo delle fonti alternative.
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#8 Omar Onnis 2011-01-30 14:16
I sardi le centrali nucleari non le vogliono. Su questo - con le debite eccezioni e mettendo in conto i prevedibili ricatti occupazionali - credo che sapremo far valere una volontà condivisa dalla stragrande maggioranza di noi.

Il mio dubbio - da indipendentista - è che il rifiuto di una o più centrali nucleari in Sardegna, finché la Sardegna è una regione italiana, non ha alcun fondamento politico e tanto meno giuridico. Se siamo cittadini dello stato italiano, gli interessi dello stato italiano ci riguardano. Dobbiamo subirli passivamente? Be', fino ad oggi abbiamo fatto così, e l'esempio delle servitù militari è veramente lampante, sul punto: non si vede perché non dovrebbe essere lo stesso per il nucleare.

Solo assumendosi la responsabilità storica di proporsi come soggetto politico altro dall'Italia la Sardegna potrà vantare il diritto di rifiutare il proprio assenso a una decisione del governo italiano. Altrimenti si tratterà della mera riproposizione in salsa sarda della famosa sindrome NIMBY.
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#9 marco 2011-01-30 15:47
sarà...ma a me la sindrome Nimby mi è sempre sembrata una buona cosa, un segnale che qualcosa non va.

Se nessuno vuole un impianto qualsiasi, che sia discarica o centrale nucleare, una ragione ci sarà o no ? quindi sarà il caso di cercare un'altra soluzione.

di solito ci sono altre soluzioni, magari non completamente risolutive, ma ci sono. Magari sono scomode, costose, richiedono creatività, uno sforzo dell'intelletto, una modifica ai nostri stili di vita, ma ci sono sempre soluzioni meno dannose.

Nel caso dei poligoni militari la soluzione è semplicemente ELIMINARLI.
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#10 bobore bussa 2011-02-01 20:26
Ciao Marco.
Segnalo che sulla questione nucleare Sardigna Natzione ha creato un comitato al quale hanno aderito decine di associazioni della Sardegna, hanno raccolto oltre 10.000 firme e a breve sarà varato un referendum per dire no al nucleare in sardegna. Non so se servirà ma migliaia di sardi si sono ritrovati uniti su questo argomento.
Dunque secondo me se siamo più propositivi e cerchiamo di vedere le cos epositive anzichè solo quelle negative che ci caratterizzano sicuramente contribuiamo a creare un'immagine più "unita" di noi stessi.
ciao
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#11 veronica perdas 2011-02-17 16:26
forse la parola spetterebbe più a noi foghesini..Il poligono ci sta bene e come e quel gruppo di antimilitaristi? bè diciamo che non è poi così numeroso come dite,forse su 2800 persone ce ne cono 15 o 20 che non sanno neanche loro di cosa parlano..A foghesu si sta bene e basta.non è il Poligono a crear danni ma la lingua di certe persone! :P
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#12 marco 2011-02-20 18:11
Ah..! bel modo di ragionare. il problema mi sembra ormai un po' più serio perchè siano solo coloro che traggono qualche vantaggio diretto o indiretto a dire la loro. è un problema di interesse generale, dovrebbe intervenire lo Stato a tutela della salute dei suoi cittadini, tutti. consenzienti o no, ed imporre una soluzione che garantisca la salute e l'interesse comune.
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#13 claudio 2011-02-21 13:39
mi permetto di intromettermi.....avete parlato di salvaguardia del paesaggio e di sviluppo. penso che zone immacolate come quella di perdasdefogu ce ne sono poche. è vero il poligono ci ha tolto delle terre ma ha permesso di averli nel 2011 ancora perfetti. lo sviluppo c'è stato, forse non come si sperava ma ora perdasdefogu è un paese in declino come TUTTI i paesi dell'entroterra, con i giovani che vanno a lavare i piatti in romagna (con tutto il rispetto per chi la va i piatti). è però una paese che vanta lavoro e generale benessere. lo svilupppo si può fare anche con il Poligono. Non credete hai giornali, dicono solo ciò che fanno vendere copie. venite e troverete angoli di natura che non hanno visto nanoparticelle, missili, bombe e tantomeno le mani sporche dell'uomo che taglia alberi e asfalta(dentro l'aria del poligono). credete alle testimonianze di chi vive non di che viene solo per intervistare. non fermiamoci all'ideologia ma ragioniamo. perdas non è una discarica!

claudio
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#14 claudio 2011-02-21 13:43
e cio che piu può vantare di più è la salute. perdas è fontatore del parco GENOS che è un istituto di ricerca che ha il compito di analizzare gli abitatnti dell'ogliastra per scoprire vaccini e le origini di malattie genetiche. perchè? perchè le caratteristiche genetiche dell'ogliastrino(compreso il foghesino) sono straordinarie. abbiamo il record di centenai. siamo un'isola sia dal punto di vista logistico sia dal punto di vista genetico.
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#15 Omar Onnis 2011-02-21 13:56
Non voglio contestare l'assunto che l'ambiente sia stato preservato dal Poligono, perché finiremmo nel paradosso che per preservare l'ambiente sarebbe meglio eliminare del tutto la presenza umana.

Il problema è che si continua a valutare le cose anziché nella loro complessità e in una prospettiva più ampia, solo sulla base dei salari garantiti (non molto, non bene e non per sempre, comunque) dalla presenza del Poligono Interforze.

Possibile che un intero territorio non abbia nulla, ma proprio nulla di alternativo da offrire? E davvero il Poligono sarebbe da salvaguardare - come ha detto qualcuno da poco - anche perché lì si fa ricerca a grandi livelli?

Stiamo parlando della ricerca che per esempio ha consentito agli israeliani un anno fa di bombardare proficuamente la Striscia di Gaza con armi collaudate appunto a Foghesu: un vero vanto!

Perché non pensare invece a un'economia basata sulle risorse locali? E il turismo non sarebbe comunque un settore interessante da sviluppare?

In ogni caso, non è da mettere radicalmente in discussione un modello economico fondato su subalternità sociale e culturale, decisioni esterne, interessi lontani e per lo più incuranti del benessere locale?

La libertà di percepire un salario a discrezione del padrone di turno e in base alle sue esigenze è la libertà dei servi. Che piaccia o no.
È o no legittimo nutrire la speranza che non sia il nostro unico destino possibile?

E solo chi dal Poligono trae un reddito ha voce in capitolo sulla questione o è possibile discuterne liberamente per tutti gli abitanti della zona e per tutti i sardi?
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#16 veronica perdas 2011-02-21 16:39
Marco,non so proprio di che salute parli,i tumori sono a Perdas come ovunque e purtroppo non è certamente l'uranio (oltertutto non riscontrato). A perdas non si muore di tumore,ci sono i casi nella stessa quantità di altre zone,a perdas abbiamo un ultracentenaria,tantissimi ultra novantenni che godono di piena salute,malformazioni? non ce ne sono...scusa se mi permetto,ma parlo poichè forse,conosco il mio paese un po'più di te,come il pensiero di chi vi abita.Noi non siamo preoccupati per la nostra salute perchè non c'è proprio nulla a comprometterla,il resto sono chiacchiere..
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#17 veronica perdas 2011-02-21 16:48
Claudio sei un grande..!! Omar,investire in turismo a Perdas? si potrebbe fare se non fossimo così isolati ma soprattutto si potrebbe fare se fossimo finanziati come ci promettono di fare!!! :) eh eh
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#18 CLAUDIO 2011-02-21 19:00
Omar Onnis sono parzialmente della tua idea. infatti perdasdefogu non deve vivere di solo poligono, infatti non lo fa. vive di pastorizia, di imprese edili, di commercianti e via via fino ad arrivare agli uffici o scuole statali. il poligono a mio avviso non limita la possibilità di sviluppo(ti invito a ragionare sul fatto che nei paesi limitrofi si vive parecchio di rimboschimento ovvero assistenzialismo)! ma dato che il poligono c'è è crea ricchezza perchè demonizzarlo?? non è il nemico di tutti! cercherò di spiegarlo: il nostro esercito per le missioni in tutto il mondo e per la difesa del nostro territorio deve addestrarsi, capirai il perchè facilmente. se ho delle armi devo imparare ad usarle. e questo lo si fa in poligono. se acquisti una nuova arma, prima di acquistarla definitivamente la testi per verificare che sia conforme a cio per cui te l'hanno venduta. in piu tu guardi la tv anche grazie al poligono! perchè?? perche nel poligono si testano i motori dei vettori che portano in orbita i satelliti. poi tu hai il gas in casa anche grazie al poligono! perche? perche in poligono sono stati testati(anche tutt'ora) la resistenza dei gas dotti alle esplosioni. che ne pensi?? poi piccola imprecisione....gli israeliani non hanno testato neanche un petardo di natale in poligono. non so se lo faranno in futuro. anche a me piacerebbe riempire i cannoni con i fiori, ma la vera realtà è che le armi servono per difendere il nostro territorio, anche se non le usiamo almeno servono da deterrente. che ne pensi??
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#19 Omar Onnis 2011-02-22 10:57
Claudio, penso che purtroppo la vediamo in termini troppo distanti e che non sarà facile trovare un punto d'incontro.

Le tue argomentazioni favorevoli alle esercitazioni militari e alla sperimentazione di armi non riesco nemmeno a prenderle sul serio. E non lo dico per volerti sminuire, ma solo perché mi fanno parecchia paura. La guerra non è un male necessario. È un male e basta. E i nostri ragazzi in giro per il mondo ad ammazzare gente, civili compresi, in nome di interessi che manco ci toccano di striscio, non ce li vorrei proprio vedere.

Se permetti, preferisco dedicarmi a una visione di noi nel mondo un po' diversa. Intanto quando parli del nostro esercito e del nostro territorio immagino ti riferisca all'esercito e al territorio dell'Italia. Be' già qui partiamo da presupposti diversi e inconciliabili. E va bene.

Quando poi affermi che il Poligono va difeso perché comunque porta ricchezza e poi mi enumeri gli altri settori produttivi presenti a Foghesu e dintorni, descrivi il quadro di un sistema a monocoltura spinta, dove in realtà tutto dipende da una sola fonte di reddito e il resto gira intorno ad essa in misura accessoria e residuale.

Una situazione pericolosissima innanzi tutto per chi vive lì. La monocoltura, qualsiasi monocultura, non porta mai bene, e a lungo andare porta senz'altro male. A prescindere dalle considerazioni sui pericoli ambientali e sanitari. Io infatti lo vedo prima di tutto come un grave problema economico, sociale, culturale e anche politico.

A Veronica posso rispondere che i finanziamenti non sono la manna che ci manda il cielo, più o meno generoso, dello stato italiano. I soldi per le nostre cose, per le infrastrutture, le scuole, i collegamenti (non solo fisici: pensiamo alla connettività) li avremmo anche, se l'Italia non si fosse trattenuta negli anni una cifra intorno ai 10 (dieci) miliardi di euro spettanti alla Sardegna. Frutto delle imposte pagate dai sardi, attenzione, non di elemosine mancate. E questo è solo un esempio.

Non si tratta di elemosinare un bel nulla e nemmeno di continuare con questa gratitudine da servi verso il padrone.

Scusate se lo dico con durezza. Non voglio offendere la sensibilità e la dignità personale di nessuno. Sono osservazioni che faccio su noi sardi in generale.

Basta con i piagnistei e la sindrome da esseri inferiori. Non voglio credere che il nostro unico futuro possibile sia fatto di armi, sperimentazioni belliche e speranza che le guerre non finiscano troppo in fretta.

Non voglio credere che la Sardegna non abbia altro da offrire ai sardi e al mondo oltre a questo. Non voglio crederlo e so che non è così.

Vi chiedo solo di rifletterci un momento (o anche di più, se vi va) e di non farvi suggerire le risposte da luoghi comuni, complessi di inferiorità o interessi momentanei.
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#20 veronica perdas 2011-02-22 13:44
laudio sei di perdas? cavolo ti voto sindaco!!! :-)
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#21 Bomboi Adriano 2011-02-22 15:59
Ciao Veronica, lo sai qual'è un'altro problema di noi Sardi? Che ci hanno abituati a vedere o tutto nero o tutto bianco, in questa maniera si perde di vista il buonsenso e si creano conflitti inutili tra comunità.

Premetto che non tutti gli indipendentisti sono anti-militaristi perché oggi abbiamo anche militari Sardi che sono indipendentisti. Dividersi sul poligono è una sciocchezza. Non tutti gli indipendentisti sanno che nell'installazione vengono effettuati test per l'Agenzia Spaziale Europea e credo che nessuno abbia interesse a rimuovere questo tipo di indotto. Al contrario, andrebbe potenziato ed a sostegno di esso andrebbe costituita quella rete universitaria che sorge in ogni luogo nel quale vi sono installazioni di questo tipo che quindi possono sviluppare dei centri di eccellenza sul piano della ricerca. Ed in quest'ottica potremmo diventare un grande polo del Mediterraneo.
Per quanto riguarda invece l'ambito militare il discorso è ovviamente diverso. Intanto occorre approfondire la reale natura dell'inquinamento ambientale e gli eventuali danni alla salute umana, ma questo non dovrebbe tuttavia cambiare il fatto che la Sardegna paga un eccesso di servitù militari che non ha precedenti in altre regioni d'Italia. Sotto questo profilo dunque un comune di circa 2000 abitanti come Perdas dovrebbe rendersi conto che non può anteporre i suoi interessi a quelli generali dell'isola. E, come dicevo, senza necessariamente entrare in conflitto ma rimodellando l'indotto economico e scientifico delle pertinenze del poligono. Perdas inoltre potrebbe potenziare anche altre destinazioni del suo territorio, ad esempio come quelle del'ambito speleologico. Non dimentichiamoci che la Sardegna è una delle località d'Europa con il più alto numero di grotte e caverne. L'ambito turistico ha enormi potenzialità.

Infine aggiungo che trovo anacronistico il fatto che uno Stato lucri sull'affitto di paesi stranieri che effettuano dei test su un poligono senza che questo denaro venga dato nella giusta misura al territorio. E quì ci sarebbe da parlare in altri termini di un vero federalismo politico ma soprattutto di sovranità.
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#22 claudio 2011-02-22 16:45
Ciao Omar. Probabilmente sei un indipendentista, vicino alla politica magari.

non capisco bene se sei interessato all'ambiente o alla politica.

ti ripeto anche io vorrei i cannoni strapieni di fiori, ma non è cosi. mi dispiace!! io sono una persona pratica e penso razionale.
sono un cattolico e proprio per questa mia caratteritica non amo la guerra.
ma che ti piaccia o no questo è il mondo, la mia patria ha un valore è la devo difendere. difendere è diverso da offendere.



sono convinto che anche tu la pensi cosi, ma probabilmente per la tua posizione ideologica e politica la dimentichi.
non mi piace l'ipocrisia di che dice "gettiamo le basi" ma sta bello tranquillo all'ombra delle ali dello stato.
tu hai diritto alla parola grazie allo stato che tu tanto demonizzi.
dovresti riflettere solo per la situazione in nord africa.


poi i piagnistei: chi è il soggetto di questa frase?
a me sembra che tu sottovaluti i sardi.



vieni a perdasdefogu vivi con noi qualche giorno, basta poco per capire ciò che è perdas.
ma cosa credi che noi siamo dei pecoroni con le stellette??
ma sai quale è la storia di perdasdefogu?
o paura di no. tutta l'ogliatra cerca di fare tante altre attività con buoni e cattivi risultat. A mio parere la tua posizione è solo ideologica
perchè non ha senso rinunciare a un realtà che crea professionalità altissime con un indotto(di imprese) difficilmente realizzabile in sardegna.

comunque chiedi agli ogliastrini cosa vogliono, spetta a loro la decisione, non spetta ad altri.

l'utopia è un bellissimo modo per vivere, solo che a
volte ti svegli nel cuore della notte e ti rendi conto che sei tutto sudato e che è stato un brutto sogno!
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#23 Omar Onnis 2011-02-22 17:09
Ciao Claudio. Ti tolgo ogni dubbio: sono un indipendentista. E non sono vicino alla politica. Faccio politica. E non c'è nulla di strano, tanto meno qualcosa di male. La fai anche tu scrivendo qui, per esempio.

Ti ringrazio per la lezione di vita. Avevo proprio bisogno di un predicozzo paternalistico sul mio grado di utopismo, sulla mia posizione ideologica non realista e su quanto poco io conosca l'Ogliastra e magari la Sardegna tutta. Ogni tanto si ha bisogno di qualcuno che ci apra gli occhi! Ne farò tesoro.

Non voglio ricambiarti con la stessa moneta, perché pur non essendo cattolico e nemmeno credente in genere, faccio mia la massima evangelica del non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. però, scusa, tu dici che sei cattolico e che ti piacerebbero i fiori nei cannoni, ma che il mondo è tremendo e i cannoni in fondo servono a proteggerci.
Ecco, a parte le contraddizioni e i cortocircuiti tutti tuoi (di cui disponi a tuo piacimento, figuriamoci!), da parte mia posso risponderti che io non vorrei affatto mettere i fiori nei cannoni. Perché mai, poi? Poveri fiori, lasciamoli dove stanno. No, è che proprio non voglio i cannoni.

Guarda, Adriano ti dice una cosa giusta. Se parliamo di ricerca e di indotto in termini di ricerca e di ricadute virtuose, perché non puntare a riconvertire la base in un impianto civile? Le sperimentazioni dell'ESA mi piacciono decisamente di più di quelle di Israele, Libia, USA e varie aziende private che lucrano sulla morte e sulla sofferenza altrui.

Al contrario di te, io non mi sento affatto protetto dallo stato italiano. Tutt'altro. Se è per quello non mi interessa affatto esserlo. Né mi sfagiola la retorica militarista. Anzi, me ne tengo distante quanto più possibile. Brigata "Sassari" compresa!

Cerchiamo di rimanere fuori dal terreno delle ideologie e degli stereotipi. Io ne faccio un discorso molto concreto, materiale, altro che utopia.
Liberiamoci, liberatevi e viviamo meglio. Questo deve essere lo scopo.

L'Ogliastra non è su un altro pianeta. Si trova nella stessa porzione di terra circondata dal mare che io considero casa mia, o la mia patria, se preferisci. La faccenda mi riguarda. Come mi riguardano le porcherie industriali spacciate per progresso e tutto l'apparato egemonico di sopraffazione che ci hanno cucito addosso per tenerci in un costante stato di crisi controllata, perennemente dipendenti e passivi. Con la nostra accondiscendenza, se non proprio complicità.

Se a te piace, be', amen: a me no però. E farò di tutto, per quanto è in mio potere, per far cambiare le cose.
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#24 claudio 2011-02-22 21:49
anche se il dibattito è un po acceso, devo ammettere che è piacevole. è sempre utile scambiare opinioni con persone che non la pensano come me.

Si vede che sei esperto in politica, sicuramente più di me. aggiri ciò che ti disturba e enfatizzi ciò che ti interessa.

La cosa che ci rende più distanti è probabilmente l'idea di patria. ho la sensazione che tu come la maggior parte degli indipendentisti veda complotti dappertutto, ti prego non dire che sono ingenuo, anche io ho materia grigia dentro la mia testa. Vi fate fregare, siete ciechi, assassini, ingenui. queste sono le frasi che vi piace elargire a noi COMUNI sardi. invece voi siete i pozzi di scienza che non si fanno mai fregare. Mah! io non sono radicale come voi, accetto l'idea di indipendenza ma non demonizzo l'idea di italia, perchè fino a prova contraria siamo sempre stati legati a questa nazione. Da un politico come te mi aspetterei più dialogo.

per quanto riguarda le mie contraddizioni sappi che nella bibbia c'è scritto di difendere la patria(antico testam). perchè dopo Dio c'è la Patria.

quindi tu cosa proponi se la Libia attacca la nostra terra(Sardegna) gli lanciamo le pietre dei nuraghe?? a chi chiedi aiuto?? all'esercito o vai tu in prima persona a schiaffeggiarli con il guanto bianco??

Secondo me se c'è uno che combatte con le proprie contraddizioni sei tu.

Comunque secondo me devi informarti meglio sul poligono, perchè te lo assicuro io, non sei informato e un buon politico deve essere sempre informato altrimenti fa brutte figure davanti ai suo elettori.
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#25 marco 2011-02-22 21:54
ma quelli che rispondono che non c'è niente l'hanno letto il rapporto dell'ASL di LAnusei e il libro di Carlotto ?
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#26 claudio 2011-02-23 07:54
Citazione marco:
ma quelli che rispondono che non c'è niente l'hanno letto il rapporto dell'ASL di LAnusei e il libro di Carlotto ?


Scusa Marco pensavo fosse una discussione seria. Effettivamente il libro PERDASDEFOGU lo metterei nella categoria Documentazione a corredo.
Se hai tempo leggi i rapporti dell'università di siena, del professore Cocco e i Broccia nonchè dell'istituto superiore di sanità!

leggete e informatevi non credete ai giornali!!
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#27 Omar Onnis 2011-02-23 08:45
Scusa, Claudio, perché non evitiamo di mantenere questo tono di supponenza (dico evitiamo, mi ci metto anche io) e ci stiamo ad ascoltare di più?

Tu sei cattolico, ma favorevole all'uso delle armi e alla guerra (la Libia attacca la Sardegna? ma dai... ).

Tu sei per l'indipendenza, ma anche per l'Italia (perché siamo da sempre legati a questa nazione!).

Be', queste sono posizioni che dovresti spiegare meglio, argomentandole, portando qualche pezza d'appoggio.

A me non sembrano né credibili né fondate, ed anche metodologicamente errate.

Lasciamo stare chi dovrebbe informarsi meglio su cosa, e attraverso quali fonti (meglio i bollettini ufficiali dei militari delle notizie dei giornali? mah... ). Su quella strada non si arriva da nessuna parte. Di sicuro non ci si incontra.

Se si vuole discutere in modo proficuo, non totalmente sterile, occorre farlo con argomenti validi, non semplici slogan o luoghi comuni.

Per come si è messa, non ho alcun interesse a proseguire questa discussione.

Mi piace molto il pezzo di Bobore Bussa da cui siamo partiti: lì c'è una chiave di lettura saggia e lungimirante per affrontare il tema. A quella mi rifaccio, rilanciandola.
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#28 claudio 2011-02-23 14:19
come preferisci Omar. abbandona quando vuoi.

Pezze d'appoggio?? dato che voi indipendentisti siete quelli che hanno la ragione perchè prendete 2-3% dei voti?
siete voi che dovete portare le pezze d'appoggio? siete voi che dovete far cambiare idea alla gente! Usate però metodi trasparenti, non il terrorismo mediatico che VOI state creando ad arte. A voi quirra non vi interessa, vi interessa solo il fine politico.

Siete capziosi, per primo il vostro leader!
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#29 Omar Onnis 2011-02-23 16:27
No, abbi pazienza, Claudio. Ti rendi conto, spero, quanto sia sterile questo modo di porsi.
Nessuno vuol insegnare a vivere a nessuno. Si può discutere portando argomentazioni, senza attribuire qualifiche o limitarsi ad esprimere pregiudizi.

Detto questo, mi piacerebbe capire a chi ti riferisci parlando di "nostro leader". Non mi risulta di avere alcun leader. Magari mi puoi illuminare al riguardo.
Temo che tu abbia un'idea dell'indipendentismo sardo un po' folkloristica, tratta solo dai mass media mainstream (quelli da cui tu stesso invitavi a diffidare). Forse dovresti sentire cosa abbiamo da dire.

Ma parliamo da sardo a sardo, vuoi? Lo trovo più proficuo. Senza etichette.

Se hai voglia, puoi spiegarci perché un intero territorio deve essere soggetto a una servitù militare, a una monocoltura sterile, produttrice sì di profitti ma altrui (lasciando perdere il lato etico della faccenda), nonché di diseconomie e guasti sociali per chi vive in quella zona.

Pensi che fra vent'anni il Salto di Quirra, Foghesu e tutta l'Ogliastra dovranno ancora dipendere dal Poligono? Non sarebbe meglio progettare fin d'ora un futuro diverso, fatto di altre cose? Chi ci vieta di farlo? Siamo da meno di chiunque altro, su questo pianeta?

Noi non abbiamo nessuna guerra da fare e non dobbiamo difenderci da altri all'infuori di noi stessi.
Pensiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti e valutiamo quali conseguenze loro dovranno subire a causa delle nostre azioni, delle nostre scelte e delle nostre rinunce. E, mentre ci pensiamo, rileggiamo - o riascoltiamo - questa pagina memorabile di un sardo che ha lasciato una traccia importante nel "mondo grande e terribile".
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#30 claudio 2011-02-23 17:05
Citazione:
Se hai voglia, puoi spiegarci perché un intero territorio deve essere soggetto a una servitù militare, a una monocoltura sterile, produttrice sì di profitti ma altrui (lasciando perdere il lato etico della faccenda), nonché di diseconomie e guasti sociali per chi vive in quella zona.


la sardegna ha la percentuale di servitù altissima. ma voi state sparando a zero su tutte, compreso il poligono del salto di quirrra. penso sia meglio analizzare le situazioni delle altre zone sottomesse a servitù. capofrasca è sterile e non crea niente. le aree dentro e attorno a cagliari idem eccetera eccetera. perdas non è come gli altri poligoni, crea lavoro ma crea sviluppo sia nel campo spaziale sia in quello civile e come ultimo scopo serve allo stato, è necessario. perchè non si fa questa distinzione. Secondo me non preclude niente a nessuno. vuoi il turismo?? crealo(le aree chiuse sono solo la baia di Quirra 8km) vuoi sfruttare ir Breccasa di perdasdefogu? avanti( il sindaco di perdasdefogu ha fatto una conferenza in cui cerca cooperative per sfruttare il Parco di Bruncu santoru ).

Dove c'è scritto che il poligono opprime la popolazione e quindi lo sviluppo??

possono convivere!
devono convivere!
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#31 veronica perdas 2011-02-23 19:11
ciao Adriano, non è questo che intendevo,Perdas non antepone le sue esigenze a nulla cerca solo di difendersi dalle accuse infondate che in questo periodo lo mettono a dura prova.La gente dice che foghesini testimoniano di essere tumorati acausa dell'uranio ma non è vero..Ma chi l ha detto sono voci che ci sono state attribuite,vantiamo numerosissimi anziani in piena salute..credimi i problemi a perdas sono tutt altro che questi...e cmq è difficile chiudere un poligono...qua'nn è solo perdas ma anche capo san lorenzo...mah si vedrà!!!
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#32 Bomboi Adriano 2011-02-24 01:18
Se ci sono problemi per la salute facciamolo dire a chi di competenza, c'è una inchiesta in corso e degli studi da approfondire. Non penso che nessuno abbia la verità in tasca.

Ad ogni modo ci sono anche militari non indipendentisti (oltre ai nostri) che sono favorevoli a maggiori approfondimenti, e che la natura delle esercitazioni la conoscono benissimo. Ad esempio: sanatzione.eu/.../...
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#33 veronica perdas 2011-02-24 13:34
bravo hai detto bene...lasciamolo dire a chi di competenza non sputiamo sentenze gratute..i fatti sono ancora tutti da certificare..!sembra che tutti siamo medici..purtroppo siamo tutti ignoranti in questo...sono cosa che deve stabilire chi di dovere..
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#34 marco 2011-02-24 21:16
basta chiacchere di chi parla a vanvera,
ecco i fatti.
se poi non ci volete credere, affari vostri. io sono a mille chilometri da li. mi spiace solo per il popolo sardo, e per la mia amata Sardegna.


Estratto della relazione stilata dai medici delle Asl di Lanusei e Cagliari, Giorgio Mellis e Sandro Lorrai.

CONSIDERAZIONI

I dati raccolti dall’indagine, sulla salute delle persone impegnate direttamente nella conduzione degli allevamenti, evidenziano la seguente situazione sanitaria:

Il 65 % del personale, impegnato con la conduzione degli animali negli allevamenti ubicati entro il raggio di 2,7 km dalla Base militare di Capo San Lorenzo a Quirra, risulta colpito da gravi malattie tumorali.

Gli allevamenti interessati , il cui personale risulta colpito da malattie neoplastiche, sono sette ( 7 ) su un totale di dodici. Vedi Foto n. 63 Tabella A. indicati con la lettera S.

Nel decennio 2000 – 2010, sono dieci le persone che risultano colpite da neoplasie tumorali su un totale di diciotto, impegnate nei suddetti allevamenti. Si evidenzia una tendenza all’incremento, negli ultimi due anni 2009 – 2010 sono quattro i nuovi casi di neoplasie che hanno colpito altrettanti allevatori della zona.*

Il “grave fenomeno sanitario di neoplasie alle persone” emerso, è paragonabile solo ad una grave “antropo – zoonosi” che colpisce indistintamente giovani, meno giovani, anziani, decimando le persone occupate nell’allevamento degli animali nei territori del Quirra, in particolare nella zona perimetrale dalla base militare di Capo San Lorenzo
---------

CONCLUSIONI

Alla luce di quanto esposto in precedenza, si può affermare che questa indagine ha messo in evidenza

l’insorgere contemporaneo di problematiche genetiche ( malformazione) negli animali e gravi malattie tumorali nelle persone che si occupano della conduzione degli allevamenti intorno alla zona perimetrale della base militare di Capo San Lorenzo nei territori di Quirra. É sicuramente da approfondire il fatto che alla nascita di animali con malformazioni genetiche negli allevamenti corrisponda l’insorgenza di malattie tumorali nelle persone che lavorano in quel settore.

A tale proposito questo fenomeno potrebbe essere ritenuto una sentinella d’allarme per l’uomo, quasi si trattasse di “sistemi sentinella animali” ( SSA)

Si ritiene indispensabile un impegno immediato dell’Autorità Sanitaria per arginare il grave fenomeno di neoplasie che colpisce le persone impegnate negli allevamenti della zona ( ultimo caso in ordine di tempo l’allevatore ventiquattrenne deceduto il 10 luglio 2010, codice allevamento IT097CA153 ), mentre ulteriori approfondimenti sono ritenuti essenziali al fine di evidenziare eventuali correlazioni causa – effetto.
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#35 claudio 2011-02-24 23:02
Citazione:
basta chiacchere di chi parla a vanvera,


Citazione:
della relazione stilata dai medici delle Asl di Lanusei e Cagliari, Giorgio Mellis e Sandro Lorrai.



Parti benissimo!! che ridere!!! ma quali medici, sono veterinai!!
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#36 claudio 2011-02-25 10:11
Da oggi mi prendo l'onere di salvare queste pagine con i commenti.
Quando finiranno le indagini e partirà la macchina delle denuncie per calunnia,
io consegnerò alle autorità questa documentazione. Vedremo poi se le autorità risaliranno
agli account di questo sito.

Mi sono stufato delle calunnie.
prima o poi qualcuno pagherà.
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#37 marco 2011-02-25 21:14
ma di cosa stai parlando ?

quelli sono atti pubblici non chiacchere da bar come le tue.

in ogni caso ognuno si tenga il suo destino.
ho segnalato la tua minaccia all'amministratore del sito spero ti sbattano fuori, le minacce tienile a casa tua. comprendido ?Citazione claudio:
Citazione:
basta chiacchere di chi parla a vanvera,


Citazione:
della relazione stilata dai medici delle Asl di Lanusei e Cagliari, Giorgio Mellis e Sandro Lorrai.



Parti benissimo!! che ridere!!! ma quali medici, sono veterinai!!
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#38 marco 2011-02-25 21:15
Citazione claudio:
Citazione:
basta chiacchere di chi parla a vanvera,


Citazione:
della relazione stilata dai medici delle Asl di Lanusei e Cagliari, Giorgio Mellis e Sandro Lorrai.



Parti benissimo!! che ridere!!! ma quali medici, sono veterinai!!



da quando i veterinari non sono medici...ripassa un po'. si chiamano medici veterinari.
le lezioni dalle a qualcun'altro.
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#39 CLAUDIO 2011-02-25 23:45
Segnala a chi ti pare.
la mia non è minaccia. se sei convinto di dire cose giuste è provate continua pure, se non è cosi te ne prenderai le responsabilità, io lo faccio.

grazie della lezione sui medici. non mi pare che siano in grado di fare diagnosi su origine dei tumori su animali figuriamoci sulle persone.

le chiacchere da bar di cui parli tu sono: Relazioni dell'Istituto superiore di Sanità, Del prf Cocco, del prof Broccia ed dell'università di Siena. chissà chi ha più documentazione verificabile e certificata????
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#40 lucia 2011-02-26 07:19
a futura memoria:

www.youtube.com/.../

www.youtube.com/watch?v=XKxmCKboyWQ&feature=related

non mi risultano ne smentite ne denunce per calunnia nei confroni di questi servizi. fatevi avanti se avete prove che tutto questo non è vero. per ora purtroppo parlano i morti. i vivi solo silenzio o parole al vento.
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#41 vanessa samassi 2011-02-26 07:35
mi sembra che per ora l'inchiesta l'abbia aperta la magistratura contro il Poligono e non contro chi ha il coraggio di parlare:
www.youtube.com/watch?v=Qj6tUwWEcR4

www.youtube.com/watch?v=YYllQQnkc-g&feature=related
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#42 vanessa samassi 2011-02-26 07:45
meno male che c'è qualche magistrato onesto che almeno vuole vederci chiaro
lasciamo a loro decidere secondo giustizia

www.youtube.com/watch?v=Qj6tUwWEcR4

www.youtube.com/.../
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#43 veronica perdas 2011-02-26 17:52
Morti? quali morti? A perdas? mah non mi risulta!
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#44 Michela Murgia 2011-02-26 20:31
Claudio e Veronica, io lo capisco che vi piacerebbe pensare che le cose non stiano come sembrano. Ma è di oggi l'ennesima notizia che prova come a Perdas ci sia ben di più di quello che dichiarano le fonti ufficiali:

Le indagini sulla sindrome di Quirra.

Nel poligono spunta il materiale radioattivo non segnalato. Una cassa è stata sequestrata in uno dei due depositi della base, oggetto oggi di una nuova ispezione della procura di Lanusei, che indaga per omicidio plurimo e disastro ambientale. Dal controllo è emersa la presenza di livelli di radioattività nettamente superiori alla norma, ma nessuna precauzione era prescritta per chi accedeva al deposito. L’operazione di oggi è scattata dopo che due ex militari impiegati nella base fino a due anni fa hanno riferito agli inquirenti, nei giorni scorsi, di essersi ammalati di linfoma. Sarà il fisico cagliaritano Paolo Randaccio a esaminare il materiale radioattivo.


A denunciare non sono i giornalisti, ma gli stessi militari della base. Smettete di arrampicarvi sugli specchi e cominciate a pensare per voi stessi e i vostri figli un futuro diverso.
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#45 Bomboi Adriano 2011-02-27 01:10
Concordo con Michela, d'altra parte se la Procura intendesse definire meglio la natura di certi sospetti, lo stesso maresciallo Diana è in possesso di documentazione nella quale gli stessi ufficiali militari ammettono dei rischi di inquinamento. Verba volant, ma scripta manent. A ciò si aggiungano delle foto nelle quali i militari si esercitano a pochi metri da alcuni turisti, sulla spiaggia.

Quindi bisogna stare attenti quando si parla di calunnie in chi cerca semplicemente di esprimere un'opinione e riportare notizie (che non sono affatto segrete o misteriose). Perché a quel punto chi querela per calunnia dopo dovrebbe stare attento a non venir querelato a sua volta, ma per diffamazione.

Continuo a ritenere che una conversione scientifica (e non per scopi bellici) del poligono vi porterebbe ben più circolo economico (e visitatori) delle sue attuali funzioni.
Naturalmente credo anche che i nostri movimenti indipendentisti saranno ben lieti di dialogare con la comunità di Perdas qualora vi sia l'occasione al riguardo, ed evitando di fare i paralleli con il caso de La Maddalena.
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#46 marco 2011-02-27 08:38
molto bene, vedo che in questo momento di reazioni popolari, anche in Sardegna qualcosa si muove. E' ora di unire le forze oneste della Regione e del Paese e procedere speditamente ad una pulizia di tutte le nefandezze compiute negli ultimi decennni. Da Sarroch alle miniere di Furtei a Quirra a Porto Torres e Portevesme.
Dobbiamo PRETENDERE che in ogni iniziativa imprenditoriale si coniughi ritorno economico diffuso con sostenibilità ambientale. Solo così si avrà progresso per tutti.
Pensa te, anche per quelli come Claudio con le fette di salame sugli occhi.
Ma il progresso come la fortuna è cieco.
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#47 veronica perdas 2011-02-27 16:47
allora punto primo le casse andranno analizzate...se si ascolta bene cosa si dice forse si evita anche di mettere in circolazione voci false...punto secondo i militari stessi non denunciano nulla se trovano qualcosa la segnalano loro stessi per primi non per denunciarne chissà cosa ma perchè non c'è nulla da nascondere...potete spostare mari e monti analizzare fare ciò che vi pare...come vedete nessuno lo impedisce...se ci fosse qualcosa..se pensassimo di essere realmente in pericolo d'incolumità non lasceremo fare tutto questo caos...Mi sembra di vivere il periodo della guerra mondiale...elicotteri con persone competenti che saterrano per analizzare controllare o fare chissa cosa...bambini alla quale vengono prelevati campioni di sangue o tagliata una ciocca di capelli...dai!! roba d'altro mondo...sembra di ri vedere i tedeschi controllare che i loro figli fossero di pura razza ariana..peccato che nei nostri bimbi Di URANIO non se n'è trovata neanche la millesima percentuale...noi non dobbiamo temere a causa del poligono...vivevamo così bene...solo ora tutto sta cambiando,da quando avete sollevato questo polverone,da quando a Perdas non fanno altro che passare pulmini di vigilanti giornalisti e Travestiti che fanno SHOW al corpo di guardia chiedendo false assunzioni...per piacere...abbiamo sbagliato posto...MOIRA ORFEI NON è RESIDENTE A PERDAS...!!!!
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#48 veronica perdas 2011-02-27 16:50
Citazione Bomboi Adriano:
Concordo con Michela, d'altra parte se la Procura intendesse definire meglio la natura di certi sospetti, lo stesso maresciallo Diana è in possesso di documentazione nella quale gli stessi ufficiali militari ammettono dei rischi di inquinamento. Verba volant, ma scripta manent. A ciò si aggiungano delle foto nelle quali i militari si esercitano a pochi metri da alcuni turisti, sulla spiaggia.

Quindi bisogna stare attenti quando si parla di calunnie in chi cerca semplicemente di esprimere un'opinione e riportare notizie (che non sono affatto segrete o misteriose). Perché a quel punto chi querela per calunnia dopo dovrebbe stare attento a non venir querelato a sua volta, ma per diffamazione.

Continuo a ritenere che una conversione scientifica (e non per scopi bellici) del poligono vi porterebbe ben più circolo economico (e visitatori) delle sue attuali funzioni.
Naturalmente credo anche che i nostri movimenti indipendentisti saranno ben lieti di dialogare con la comunità di Perdas qualora vi sia l'occasione al riguardo, ed evitando di fare i paralleli con il caso de La Maddalena.
NON CREDO CHE I MIEI COMPAESANI LA PENSINO ALLO STESSO MODO! abbiamo ben poco da dirci...ognuno ha le proprie idee...quindi nel rispetto di tutti ognuno si tenga le sue... il resto si vedrà!!!
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#49 veronica perdas 2011-02-27 16:53
Citazione marco:
molto bene, vedo che in questo momento di reazioni popolari, anche in Sardegna qualcosa si muove. E' ora di unire le forze oneste della Regione e del Paese e procedere speditamente ad una pulizia di tutte le nefandezze compiute negli ultimi decennni.
Dobbiamo PRETENDERE che in ogni iniziativa imprenditoriale si coniughi ritorno economico diffuso con sostenibilità ambientale. Solo così si avrà progresso per tutti.
Pensa te, anche per quelli come Claudio con le fette di salame sugli occhi.
Ma il progresso come la fortuna è cieco.
....CHI SEI TU PER GIUDICARE QUALI PARTI DEL PAESE SONO ONESTE...E CHI SEI TU PER DIRE COME IL PROGRESSO PUò SVILUPPARSI! stai un po'coi piedi per terra...la tv guardala per coste serie...forse vivi un po'dentro WILDE perchè sei proprio OLTRE NATURA!!!!
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#50 manuel 2011-02-27 17:13
veronica hai letto e capito o no?? è stato già accertato che quel materiale è radioattivo ed è stato trovato perché dei militari ammalati di linfoma hanno fatto una segnalazione agli inquirenti alla quale è seguito il controllo e la scoperta!!!!!

tu mi fai paura quando dici che se correreste veramente pericolo di vita terreste tutto nascosto, anziché salvare la pelle a voi e a chi vive lì attorno cercando di fare emergere la verità!!!

tutto il resto sui tedeschi non c'entra una beata mazza!
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