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Rilancio questo articolo, scritto dal semiologo indipendentista Franciscu Sedda, che contiene diverse interessanti riflessioni politiche e antropologiche.

31052009047mDeve aver fatto impressione a molti vedere sulla bara di Francesco Cossiga la bandiera tricolore e quella dei quattro mori legate l’un l’altra. Quello che la maggior parte delle persone non sanno – italiani che guardano distrattamente o da distante, sardi affezionati a sentire il proprio accento sulla bocca di un Presidente della Repubblica Italiana, pseudo-indipendentisti commossi, portati a scambiare l’orgoglio sardo per coscienza nazionale – è che nella bara, come chiaramente indicato dalle bandiere, c’erano le spoglie dell’Autonomia e delle sue mortali contraddizioni.

Non che di marce funebri travestite da feste dell’autonomismo non ce ne fossero già state: Silvio Berlusconi che lega tricolore e quattro mori con Ugo Cappellacci, la tricolorata bandiera del PD che in Sardegna sventola democraticamente appaiata ai quattro mori. Ma non ce ne vogliano i pur importanti redivivi protagonisti della scena politica autonomista: in questo caso, la grandezza – innegabile, piaccia o non piaccia – del personaggio Francesco Cossiga ha reso tutto più evidente, eclatante, esemplare.

E del resto Cossiga non era solo “il cugino di Berlinguer”, come ricordato dai giornali italiani, ma ancor più, come lui stesso orgogliosamente rivendicava, “il nipote di Bellieni”. Ovvero, per chi fosse digiuno di storia sarda, il padre del sardismo e dell’autonomismo.

E così infatti lui si definiva: sardista e autonomista. La prima parola, sardista, compare copiosamente nel discorso tenuto da Cossiga in occasione della cittadinanza onoraria datagli dal comune di Chiaramonti nel 2001, vero e proprio momento autobiografico e di resa dei conti con le sue origini sarde. Il secondo, “autonomista”, compare in una delle quattro lettere-testamento pubblicate in questi giorni su tutti i giornali.

E proprio queste lettere, come ogni testamento che si rispetti (anche perché si tratta di un ben lucido testamento, visto che le lettere furono vergate nel 2007), fanno il punto sul rapporto l’identità sarda e quella italiana, e dunque fra le due bandiere, nella visione di Cossiga e con lui di buona parte della classe dirigente sarda nella sua veste pubblica.

Ecco dunque, efficace sintesi, la lettera al Capo dello Stato:

«Signor Presidente, Le confermo i miei sentimenti di fedeltà alla Repubblica, di devozione alla Nazione, di amore alla Patria, di predilezione della Sardegna, mia nobile Terra di origine. Fu per me un grande onore servire immeritatamente e con tanta modestia, ma con animo religioso, con sincera passione civile e con dedizione assoluta, lo Stato italiano e la nostra Patria, nell’ufficio di Presidente della Repubblica. A Lei, quale Capo dello Stato e Rappresentante dell’Unità Nazionale, rivolgo il mio saluto deferente e formulo gli auguri più fervidi di una lunga missione al servizio dell’amato Popolo italiano. Con viva, cordiale e deferente»

Poco da aggiungere: la Sardegna, terra d’origine, da un lato, l’Italia Popolo-Patria-Nazione-Stato-Repubblica, dall’altro.

Sembrerebbe quasi la lettera di un emigrato all’estero, divenuto in un lontano paese d’oltremare Presidente di una Repubblica acquisita, a cui tutta la fedeltà e l’amore ha sacrificato, che ricorda con nostalgia la lontana terra di provenienza da cui un tempo ormai lontano era partito.

In realtà si tratta del percorso obbligato dell’autonomismo: partire dalla Sardegna – sempre prediletta, per carità – usando i voti del generoso “popolo sardo”, per andare a salvare l’Italia, le sue istituzioni, la sua Unità Nazionale. Per servire fedelmente il Sovrano Popolo Italiano.

Dalla Sardegna all’Italia, dalla piccola patria alla grande nazione. Con un dolente, rivendicato, senso del sacrificio: come cantava il mulattiere della Brigata Sassari alla fine della prima guerra mondiale: “Per defender sa Patria italiana / distrutta s’este sa Sardigna intrea”. “Sa vida pro sa Patria”, appunto.

Eppure c’è un lato oscuro in queste lettere, c’è un altra sfumatura del dolore e del sacrificio. Dietro questa rivendicata, impareggiabile, unica fedeltà allo Stato italiano – si trovi, in specie di questi tempi berlusconiani, qualcuno di più fedele allo Stato di personaggi “sardi” quali Cossiga o Berlinguer – c’è il senso della nostalgia di un luogo perduto, di una rinuncia mostruosa, di una vita abortita.

C’è forse il senso di colpa per una morte non evitata, per un delitto di cui si è stati in qualche modo complici. Qualcosa di certamente diverso ma di altrettanto sicuramente doloroso quanto la morte di Aldo Moro: la morte della nazione sarda, quella morte volontaria, liberamente e autonomamente scelta, di cui Cossiga parlò nel suo discorso a Chiaramonti. La nazione sarda si era suicidata nel 1848 o giù di lì per fondare lo Stato italiano. E per un conservatore, ciò che è stato è stato, indietro non si torna, ora tocca difendere l’esistente.

Ma siccome Cossiga era un conservatore volontariamente “matto” ecco che in quello stesso discorso di Chiaramonti del 2001 Cossiga spingeva a fondare partiti nazionali sardi, a scrivere un nuovo Statuto della nazione sarda, ad andare finalmente a uno scontro duro con lo Stato italiano. Certo poi dichiarando nuovamente in chiusura che il tutto era fatto con amore per il popolo italiano.

E di lì a poco a rincarare la dose fra schizofrenia autonomistica e burlesca verità da realpolitik conservatrice, quando lo Stato italiano minacciava di portare le scorie in Sardegna, Cossiga dirà che se i sardi si ritenevano italiani se le dovevano prendere, altrimenti dovevano – e secondo lui non sarebbe stato impensabile farlo – ammainare il tricolore e dichiarare l’indipendenza.

Ma Cossiga, furbescamente, non sceglieva. Indicava solo le possibilità. O meglio, indicava un’alternativa mentre rimaneva nella sua volontaria fedeltà all’Italia.

Cossiga non sceglieva insomma fra le due bandiere messe sulla sua tomba ma le portava via entrambe con sé. Per un semplice motivo, perchè da sardista autonomista, lucido matto, sardo volontariamente italiano e politico di razza, sapeva una cosa molto semplice: ammainando il tricolore sarebbe andata giù, legata con esso, proprio come sulla sua tomba, anche la bandiera dell’autonomia, i quattro mori.

Forse, da uomo di Stato e conservatore, temeva il vuoto del potere. O forse, a causa della sua storia non riusciva a immaginare che a issarsi fosse un’altra bandiera: non ci riusciva, nonostante nel suo discorso di Chiaramonti evocasse come un lutto “la sconfitta dell’esercito sardo giudicale per opera dell’armata aragonese-catalana e siciliana, sulla piana di Sanluri, nella tragica giornata del 30 giugno 1409”, quando i sardi sventolavano la bandiera con l’Albero verde in campo bianco.

Comunque sia. A ognuno le sue scelte, le sue bandiere e l’augurio di riposare in pace.

E come ha lasciato scritto Francesco Cossiga: “Iddio protegga l’Italia!”.

Alla Sardegna indipendente ci penseremo noi.

Commenti  

 
#1 Bomboi Adriano 2010-08-22 11:00
Peccato che Cossiga abbia tentato di invertire quel trend da "nazione abortiva" e sia stato mandato a quel paese proprio dagli indipendentisti...Probabilmente Sedda si è confuso, o forse ha volontariamente strumentalizzato la morte di Cossiga allo scopo di giustificare la dottrina ideologica di IRS. Considerando che si tratta di una persona intelligente, mi pare più probabile la seconda. Non c'è neppure bisogno di disturbare i Sardi cercando in essi i tratti antropologici di questo fallimento...L'esempio infatti ce lo danno spesso alcuni indipendentisti, quando al posto di fare quel tipo di riforme (che anche Cossiga aveva proposto) preferiscono dividersi e farsi portatori unici della possibilità che i Sardi possono amare e credere nel loro futuro...Mi ricorda vagamente le parole di Cossiga a Chiaramonti...
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#2 Stefano Soi 2010-08-22 14:04
Buongiorno a totucantus,
mi permetto di chiedere al friggitologo Bomboi, per solo scrupolo scientifico: quale medicina usi per le tue emorroidi?? E se il prurito fosse altro (come suppongo) come lo allevi per poter restare attaccato al pc tutta una vita?? Vorrei inoltre qualche precisazione, infatti dire che Cossiga avesse cercato di invertire il "trand" significa riconoscerlo (il che dovrebbe spingerlo a indagarne le cause) ma soprattutto dovrebbe farci capire come Cossiga (in misura molto ridotta pari al vero) a suo avviso abbia cercato di farlo. Inoltre vorrei sapere a quali indipendentisti rivolge la critica e perchè voglia pesare l'oro con le patate. Infatti utilizza parole di iRS per spiegare il comportamento disonesto o equivoco degli indipendentisti passati, evidentemente indicandone la differenza ma non comprendendola. Ora non me ne voglia il mio friggitologo preferito ma vorrei porgergli un’ultima domanda: Non sarà che in effetti la tua ideologia sia più affine a quella di Cossiga che pur parlando di nazione sarda ridescriveva cmq una nuova autonomia, un nuovo patto di subalternità all’interno dello stato (nazionale) italiano?? Insomma i soliti equivoci, ne più ne meno quelli che effettivamente ci sentiamo ripetere da 60 anni.. Mi raccomando Bomboi, sempre forza Paris (Hilton)..
Con autentica stima Stefano Soi
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#3 Su Teraccu 2010-08-22 14:25
Eccolo qui il discorso di Cossiga a Chiaramonti, il discorso di un turista della politica, e che discende dalla sua radice nobiliare ottenuta per meriti di canisterzaria ataviche e non certo per i suoi meriti politici assolutamente inconsistenti se non nel clientelismo notabilare democristiano.
Come dimenticare l'appellativo con cui chiamava la figlia di Berlinguer e sua compagna di rango, Donna Bianca, sputtanata per averle chiesto appoggi nel suo lavoro in RAI.
Il nostro "grande" statista senza il lavoro sporco compiuto a Roma sarebbe rimasto quello che era un piccolo impiegato d'ordine al servizio del sistema.
Non si capisce dove sia la sua "novità" se non nella riproposizione delle parole di suo zio Camillo.
Citazione:
E qui rivivo attraverso antichi ricordi la fragranza delle "cose del buon tempo antico", che pur nelle distinzioni, nelle divisioni, nelle dure contrapposizioni talvolta, sono state l'orgoglio, la vita, in fondo la gioia di lotta e di testimonianza di non poche generazioni di giovani sardi, in particolare sardisti, comunisti e democratico-cristiani, che hanno creduto e praticato la politica come forma di impegno civile e morale a favore degli altri, al servizio certo della Repubblica, ma anche al servizio della Piccola Patria, la Sardegna, la nostra Piccola Nazione incompiuta e senza Stato.

Debbo qui confessare schiettamente che non credo al federalismo nazionale, come forma di Stato possibile, concretamente realizzabile, valida e utile per tutta l'Italia.

Scettico e anzi incredulo, lo confermo, della possibilità concreta e della utilità vera di realizzare il federalismo sul piano nazionale,

Fu il nostro, abbiamo il coraggio di confessarlo, un autonomismo quasi senza anima - anche se con molta, anzi troppa retorica -, un autonomismo Stato- orientato e purtroppo angosciosamente stato-petente; un autonomismo nutrito certo anche di grandi tensioni ideali (ricordiamo Anselmo Contu, Salvatore Mannironi, Francesco Fancello, Stefano Siglienti, Pietro Fadda, Pietro Mastino, Luigi Crespellani, i fratelli Giovanni Battista e Mario Melis, Paolo Dettori ed Armandino Corona), tutti nello spirito originario di zio Camillo Bellieni, fondatore del Partito Sardo d'Azione e di Emilio Lussu, primo leader e suo principale combattente; ma un cosiddetto autonomismo nutrito sempre e soprattutto, ahimè, di richieste, di rivendicazioni e anche di piagnistei più da sudditi di Madrid che da cittadini della Repubblica Italiana; un autonomismo che, come mi confessò Antonio Segni, una volta divenuto Presidente del Consiglio dei Ministri, sembrava più mirato ad ottenere denaro e denaro che non alla conquista di una effettiva titolarità e all'esercizio responsabile di autonome competenze!
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#4 Bomboi Adriano 2010-08-22 15:22
Hai estratto solo una sezione del discorso. Dopo quell'evento, in cui parlò anche di federazione nazionalista tra movimenti Sardi, aveva lanciato l'invito alla vecchia Sardigna natzione (dove c'era pure Gavino Sale) ed al PSD'AZ di fondersi in un Partito Nazionale Sardo, parlando di riscrittura dello statuto sardo con il riconoscimento della nazionalità. L'ha ripetuto anche in altre occasioni. Per lui i 4 Mori erano anche il simbolo di una nazione che doveva evolversi, non i 4 Mori della nazione abortiva come dice Sedda. E l'aveva dimostrato anche nei fatti con il suo impegno e la proposta fatta in Senato. La critica al fasullo autonomismo è coerente: "Fu il nostro, abbiamo il coraggio di confessarlo, un autonomismo quasi senza anima - anche se con molta, anzi troppa retorica -, un autonomismo Stato- orientato e purtroppo angosciosamente stato-petente; un autonomismo nutrito certo anche di grandi tensioni ideali (ricordiamo Anselmo Contu, Salvatore Mannironi, Francesco Fancello, Stefano Siglienti, Pietro Fadda, Pietro Mastino, Luigi Crespellani, i fratelli Giovanni Battista e Mario Melis, Paolo Dettori ed Armandino Corona), tutti nello spirito originario di zio Camillo Bellieni, fondatore del Partito Sardo d'Azione e di Emilio Lussu, primo leader e suo principale combattente; ma un cosiddetto autonomismo nutrito sempre e soprattutto, ahimè, di richieste, di rivendicazioni e anche di piagnistei più da sudditi di Madrid che da cittadini della Repubblica Italiana; un autonomismo che, come mi confessò Antonio Segni, una volta divenuto Presidente del Consiglio dei Ministri, sembrava più mirato ad ottenere denaro e denaro che non alla conquista di una effettiva titolarità e all'esercizio responsabile di autonome competenze!" - Era per queste ragioni che aveva proposto di andare oltre. E gli indipendentisti che hanno fatto? L'hanno ignorato ed hanno continuato a prendersela contro il "Bellieni-pensiero"...Ma i fatti? Qualcuno, tra i destinatari di quel messaggio, ha raccolto la disponibilità a riformare le istituzioni sarde? Solo alcuni che oggi, dopo tempo, hanno tenuto vivo il dibattito sulla riscrittura e lentamente lo stanno portando avanti. 10 anni gettati al vento. Per cosa non si sa, forse solo per appagare l'orgoglio di pochi indipendentisti che tirano a campare con dottrine dannose, divisorie ed obsolete e che hanno lasciato mano libera ai partiti centralisti (che di riforme parlano solo se c'è convenienza politica). La verità è che Cossiga in quegli anni fu attaccato anche per ragioni ideologiche, non era solo quello che per anni si è disinteressato alle questioni dell'isola, era anche "il delinquente servo dell'imperialismo di Gladio"...ah ma certo...adesso sono tutti moderati e non marxisti...sembra passato un secolo da quando U.R.N. Sardinnya ne parlava 5 anni fa...L'indipendentismo attuale non ha una strategia di riforma delle istituzioni Sarde. C'è solo la fesseria degli anni '80 secondo la quale si crescerà poco a poco parlando con i Sardi fino a raggiungere il 51%...La solita patacca. Se Sedda usasse la sua intelligenza per vedere che anche il sardismo è in crescita (e che anche nell'indipendentismo la protesta ha trainato il voto) forse rivaluterebbe meglio l'inutilità di proseguire con questi velati attacchi ormai estesi anche ai 4 Mori...ne gioverebbero tutti. Sopratutto i Sardi che hanno bisogno di riforme, non di lana caprina. Cossiga poi si sentiva anche italiano, va rispettato per questo. Ma questo non significa che sia stato il capofila dei "Bellienisti". E' stato ignorato, tutto quà. Ed oggi viene criticato perché se ne è andato con due bandiere. Troppo facile fare le critiche così. La realtà è più complessa, l'indipendentismo ha le sue responsabilità. E forse non sono poche. Sapete qual'è una delle prime cose che ha fatto Gavino Sale in quegli anni quando si stava parlando di collaborazione? IRS...Si è riazzerato tutto e in questi anni è tornato a galla il peggior anti-autonomismo mai visto. Ora bisogna ripartire da capo. Sembrano quasi gli interminabili negoziati di pace tra israeliani e palestinesi...
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#5 Su Teraccu 2010-08-22 16:41
Si sa che Cossiga dopo aver dato il cattivo esempio sia stato prodigo di buoni consigli.
Qui non si parla di quello che non hanno fatto gli altri bensì di quello che ha fatto lui e le persone "esemplari" che cita:
Anselmo Contu,
Salvatore Mannironi,
Francesco Fancello,
Stefano Siglienti,
Pietro Fadda,
Pietro Mastino,
Luigi Crespellani,
Giovanni Battista e Mario Melis,
Paolo Dettori,
Armandino Corona!
Basta chiedere in giro per la Sardegna cosa rappresentino per i sardi questi personaggi per farcene un idea, credo poco o nulla esattamente come don Francesco Cossiga.
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#6 Bomboi Adriano 2010-08-22 16:59
Quello che ha fatto lui è questo: sanatzione.eu/.../... Poco ma meglio di niente. E gli altri che criticano cos'hanno fatto? Forse i Sardi hanno più fiducia nei nostri indipendentisti? Io credo ne avrebbero se la si finisse di essere così divisi.
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#7 Stefano Soi 2010-08-22 20:51
E' impressionante. iRS ha il 3% e viene rimproverato dal friggitologo di non fare le riforme. I sardisti sono tendenzialmente autonomisti/federalisti, hanno una storia di fallimenti e fallimenti, di un rivendicazionismo continuo messo in luce anche dallo stesso Cossiga e ci si continua a crederci, anzi il friggitologo augura a tutti amicizia e fedeltà reciproca. Come dire che se un assassino ha ucciso quattro volte posso andarci a cena tranquillamente, e portarci anche i miei figli per poi lasciarglieli in custodia. Non hanno il coraggio di correre da soli perchè sanno che scomparirebbero, e c'è ancora chi crede che un sereno, chiaro, limpido e onesto indipendentismo possa o debba sentirsi in dovere di allearsi. Si passa poi dalla capacità di storcere le riflessioni altrui a quella dei consigli, visto che non si può più dare il cattivo esempio. Il psd’azz ha mangiato miliardi su miliardi riducendo la nostra terra ad una riserva di povertà e clientelismi, non hanno nessun piano o progetto di sviluppo eppure ci si dovrebbe alleare nonostante in maniera del tutto autofinanziata si sta compiendo una piccola rivoluzione culturale. Vogliono un guinzaglio appena più lungo (quelle che sarebbero le riforme del nuovo statuto futuristico) e da buoni cani vorrebbero mangiare il frutto del lavoro altrui. Un amico sardista mi ha fatto venire in mente la favoletta di fedro:

Il lupo e il cane

Un lupo magro e sfinito incontra un cane ben pasciuto, con il pelo folto e lucido. Si fermano, si salutano e il lupo domanda:

- Come mai tu sei così grasso? Io sono molto più forte di te, eppure, guardami: sto morendo di fame e non mi reggo sulle zampe.
- Anche tu, amico mio, puoi ingrassare, se vieni con il mio padrone. C'è solo da far la guardia di notte perché non entrino in casa i ladri.
- Bene, ci sto. Sono stanco di prendere acqua e neve e di affannarmi in cerca di cibo.

Mentre camminano, il lupo si accorge che il cane ha un segno intorno al collo.

- Che cos'è questo, amico? - gli domanda.
- Sai, di solito mi legano.
- E, dimmi: se vuoi puoi andartene?
- Eh, no - risponde il cane.
- Allora, cane, goditi tu i bei pasti. Io preferisco morire di fame piuttosto che rinunciare alla mia libertà.

Ora il friggitologo chieda ai suoi amici: credete ad una Repubblica di Sardegna?? Morireste di fame pur di rimanere liberi e rendere liberi il vostro popolo?? Chissà che non capisca la differenza tra l'onestà ed il rispetto e la prostituzione d'alto borgo..
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#8 Su Teraccu 2010-08-22 21:11
Per combinatzione scopriamo che il Partito Sardo Nazionale esiste!!! Ha un sito internet che furbescamente ha lo stesso nome del psdaz, ma con suffisso .org molto stranamente è nato prima il sito del partito e fa parte dello stessa nidiata di 4/5/6 siti riconducibili al nostro urnologo. Ergo, ma se oltre al sito, esiste anche il partito, che è quanto di meglio i sardi possano attendersi perché non si presenta alle elezioni invece di rompere le balle in giro per la rete?
Io capisco che si faccia pubblicità al proprio partito ma ci vuole un po di galateo ci vuole.
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#9 Bomboi Adriano 2010-08-23 10:45
Non dovrei rispondere a Teraccu ed a Stefano Soi visto che non sanno mai argomentare - l'uno senza scadere sul piano personale, l'altro senza presentare disinformazione - ma contro quest'ultima bisogna farlo. I portali di U.R.N. Sardinnya fanno tutti parte della nostra associazione e sono nati tra il 2005 ed il 2008 per diffondere quella corrente di idee liberal-nazionaliste ed europeiste che prima di quegli anni nell'indipendentismo non mi risulta che fossero di larga condivisione...Neppure mi ricordo di te Stefano Soi e del tuo entusiasmo verso la vecchia IRS (che era una fotocopia di Sardigna Natzione), forse ci sei arrivato al tuo movimento anche grazie alla massiccia diffusione di queste idee...chissà...- Il sito del Partito Nazionale Sardo (come c'è chiaramente scritto in prima pagina) è un prototipo che abbiamo esposto qualche anno fa come provocazione ma anche come proposta politica. Com'era un prototipo il sotto-portale "Progressisti" non-nazionalista del 2005. E siamo in contatto da tempo con diversi dirigenti sardisti/indipendentisti per ragionare sulla possibilità di un PNS, ma solo di recente molti di questi partiti si stanno convincendo dell'utilità di ridurre la frammentazione politica (e non di fare un partito unico come erroneamente si dice). Si vedrà, di sicuro si continuerà a pubblicare. Perché anche a me, personalmente, una certa classe indipendentista che continua negli anni a creare, non innovazioni, ma lana caprina per rinnovare i vecchi ritardi culturali, francamente non mi convince. Davvero Soi il PSD'AZ è costato miliardi di miliardi alla Sardegna? Caspita! Ti ricordo che non c'erano gli autonomisti in Regione, ma i centralisti. Ed in Regione non c'è stato Cossiga ma un rispettabile signore che oggi se ne va a spasso con Renato Soru negli stessi convegni dove invitano anche Gavino Sale, dove si parla di sovranità e dove si irride l'indipendentismo (non da parte di Renato Soru, preciso). Senza Cossiga, non bisogna escludere la possibilità che il PSD'AZ sarebbe stato illegalizzato durante gli anni del cosìdetto "complotto separatista", e figurati quindi se sarebbero soppravvissute altre formazioni minoritarie come quella di Cumpostu e Caria. Oggi non esisterebbe neppure IRS. In quanto all'assistenzialismo...ti illumino, a te che sei un prodigo discepolo del male autonomista a priori: l'autonomismo non c'entra nulla. L'assistenzialismo è un fenomeno sociale, politico, legislativo ed istituzionale presente in tutta Italia (anche all'estero), ed in particolar misura nel meridione e nel mezzogiorno (in alcune regioni ordinarie anche più forte del caso Sardo).
L'autonomia Sarda molto semplicemente non si è applicata (e pure quella è tutt'ora insufficiente anche se fosse stata applicata seriamente), la classe dirigente regionale, sia perché si sente italiana, sia perché la legislazione ed il costume politico italiano hanno maturato specifiche tradizioni di governo della macchina pubblica, per ottenere il consenso, hanno consolidato tale dinamica. Dovresti rivedere meglio i principi dell'indipendentismo che ti hanno imboccato...per noi sono superati. E forse sono gli stessi degli anni 70, anche se hanno una bandierina diversa...e forse fanno acqua tanto oggi quanto allora perché si fermano agli slogan senza osservare la realtà...e quando non si analizza più la realtà ma gli slogan allora non si è più in grado di ragionare sulle soluzioni. Oggi servono solo collaborazione e riforme per attenuare il centralismo, per affermare la nostra nazionalità e per cercare di migliorare la nostra economia. Ma a furia di levare complessi e lana caprina abbiamo perso di vista le cose più ovvie...In una popolazione poi che si sente italiana, avversare l'autonomismo non serve a far crescere l'indipendentismo, serve solo a spingere nuovamente l'autonomismo verso il centralismo ed a consolidare ai margini della vita politica l'indipendentismo. Questa non è la Catalogna, è una Nazione a rischio di estinzione e quasi completamente omologata a quella italiana. Inclusa la sua classe dirigente. L'indipendentismo oggi non è in grado di capitalizzare il malcontento popolare, e quando a macchia di leopardo ci riesce, non è comunque in grado di trasformarlo in una piattaforma riformista. Queste risse servono solo ad avvantaggiare il centralismo e lo status quo. Ripeto: per me Sedda con questo modo di procedere sta solo sprecando la sua intelligenza e tenendo in vita vecchi ritardi culturali sotto mentite spoglie (apparentemente rinnovate).
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#10 vale 2010-08-23 11:57
"Non esistono i servizi deviati, ma le deviazioni dei servizi segreti"
De Lutiis ..credo

Senza Cossiga, non bisogna escludere la possibilità che il PSD'AZ sarebbe stato illegalizzato

Bomboi ...credo

Bomboi cosa fece esattamente Cossiga?
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#11 Stefano Soi 2010-08-23 12:12
..E torrat..:) Sei il mio friggitologo preferito, mi fai troppo ridere..:) Evidentemente non hai idea di quanto, negli anni '80, i sardisti si mettessero in tasca, di quanti clienti abbiano formato e di quanti favori abbiano elargito. Cerca di capire, noi ci crediamo alla Repubblica di Sardegna. E la stiamo costruendo tutti i giorni. E l'unità non la proporrà e non la darà nè una sigla (tipo PNS) nè una continua lamentela infantile, tesa a generare veramente fastidio e depressione (classica scuola autonomista). L'autonomia è di fatto un modello di sviluppo che sta sotto gli occhi di tutti, fallimentare, irresponsabile, clientelare e che genera sindacalisti. Noi invece crediamo realmente "che le persone cambiano", e che "cambiando autodetermino il loro destino".

Tu invece continui a vedere soluzioni nell'autonomismo e a cercare di assolvere dalle loro responsabilità i suoi padri. Ma credi realmente che lo stato italiano abbia l'interesse di fare il bene del popolo sardo concedendo e riconoscendo a questo un ordinamento istituzionale e di sovranità "a titolo uguale a quella dello stato centrale"?? Io invece ritengo molto più sensata una attività tesa a risanare e far ritrovare la giusta dimensione ai sardi, in modo che un giorno quando andremo al governo (e magari quando i tempi saranno maturi per fare anche alleanze che non sta a te, ahimè, indicare) si farà un referendum per dire al mondo che siamo una nazione e che che desideriamo essere liberi, mediterranei ed Europei..

Perchè caro Bomboi se tu sei in grado di capire quello che hai scritto sul finire del tuo precedente post, ovvero che la nostra nazione sta per scomparire, lo può capire anche l'ultimo dei nostri fratelli. E magari vede invece e comprende che l'indipendentismo moderno di iRS è l'unica vera "traiettoria di senso" del proprio agire.. Lascia perdere le macedonie con carciofi e cavoli, non è quella la strada. Semplicemente perchè si genererebbero equivoci infiniti, litigi, giochi sporchi e confusioni inutili (scuola autonomistica). Vuoi che l'autonomia realizzi se stessa, hai una infinità di scelte. E' lusinghiero il tuo interessamento per iRS ma quando non si è neanche un pò umili e si danno consigli in continuazione a chi magari ha riflettuto più e prima di te sul da farsi (ci passano tutti, da Omar a Franciscu, Frantziscu, Juliu..Sei troppo forte!!), e che guidano un movimento davvero rivoluzionario si rischia di fare alla fine girare le "spalle"..
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#12 Bomboi Adriano 2010-08-23 12:52
Per Vale: E' un discorso lungo e non è la sede adatta per entrare nel merito.

Per Soi: Anche se mi dai del frittologo ti dimostro senza insulti e con argomenti che lo sei tu: L'autonomia non è un modello di sviluppo ma un modello istituzionale di esercizio della sovranità che può avere forme diverse, non confonderla con l'autonomismo ed il suo eventuale esercizio politico. L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche erano una democrazia popolare? Non mi pare, erano un regime. Non per questo chi le contestava nell'est europeo criticava la democrazia. Allo stesso modo voi non ve la prendete con il centralismo, che è il vero obiettivo, ma con l'autonomismo, perché implicitamente in esso si identifica il sardismo. Ed anche con l'autonomia. Quale sia però l'autonomia contestata non si sa. Sul piano politico ci sono i classici comportamenti statalistico-rivendicazionisti così come ci sono nelle altri parti d'Italia che dicevo. E fu anche quello che criticò Cossiga per smuovere l'inerzia sul centralismo. Non dovrei neanche stare a parlare con chi fa un minestrone di elementi. Ma a differenza di altri, io ho l'umiltà di parlare tanto ai dirigenti di un qualsiasi partito quanto all'ultimo degli attivisti di un partito. E soprattutto, perché non ho paura delle mie idee...Ho mai detto che il sardismo ha sempre fatto bene e che rappresenta il futuro? Non mi pare, anzi, io sono proprio per il superamento della fase azionista. Come lo era anche Cossiga del resto, la differenza è che io sono un indipendentista Sardo mentre lui era un Sardo-Italiano. Ma questo non faceva di lui un avversario quanto magari un rispettabile interlocutore. Ma quando si è faziosi, come te, non si guarda alla complessità dei problemi ma solo a ciò che ci si vuol sentir dire. Ripeto: senza il PSD'AZ oggi noi non saremmo quì a parlare di indipendentismo. Nel bene e nel male è andata come è andata.

Non sapevo che Onnis fosse sempre stato indipendentista. Molto strano, non lo ricordo anni fa quando divulgavo certe idee in giro per la rete. Forse anche lui, come te, e come altri, sono entrati dopo le piccole riforme interne di IRS...Mi pare però molto strano che Sedda (che da anni ci riflette sù) abbia capito solo negli ultimi tempi come modificare assieme ai suoi colleghi il movimento. Ma secondo me c'è ancora molto lavoro da fare. Si potrà esprimere un parere senza essere dileggiati? Votatevi pure da soli i vostri interventi nel form di questo sito, ma la democrazia è un'altra cosa.
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#13 Vale 2010-08-23 13:11
Oia oh... Mi aspettavo esattamente una risposta del genere non sai niente
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#14 Vale 2010-08-23 13:12
Fragu de anguidda
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#15 Stefano Soi 2010-08-23 13:42
E dringhidi.. Ora ho capito qual'è il problema, tu parli di Autonomia senza autonomismo.. Come dire: Parliamo di indipendenza senza indipendentismo..:) Sei uno spasso..:) Continua a rincorrere i tuoi interlocutori, chissà che qualche sardista non cerchi pure di ascoltarti..:) Ses troppu forti.. Ajò, e forza Paris (Hilton)..:)
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#16 Bomboi Adriano 2010-08-23 13:49
Nò, so delle cose e non solo da chi di dovere ma anche da persone che potete benissimo trovare oggi sparse per l'indipendentismo Sardo (che fanno parte di qualche movimento) o che ne sono usciti ma che continuano a seguire diversi movimenti. Se cercate un poco scoprirete che non è un mistero. Alcuni hanno anche subito dei processi, e forse proprio per evitare il coinvolgimento generale del partito. Ma ripeto, è un discorso lungo e non trovo garbato parlare a nome di altri e di chi ha subito sulla propria pelle certe cose. Non sono discorsi da blog, scanniamoci pure per altre cose. Io ho affermato che Cossiga ha dato un suo contributo al fine di evitare la possibile illegalizzazione del PSD'AZ negli anni '80. Poi ognuno commenti la cosa come vuole. Ti lascio comunque su questo tema con una frase di Cossiga detta sul caso Unipol, cinica o meno fate voi: "Nei sistemi liberali talvolta non conta che si trovi il vero colpevole, magari non c'è neppure un colpevole. L'importante è che qualcuno paghi per calmare le acque ed evitare il peggio". Uno di questi in particolare magari lo conoscete pure...
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#17 Bomboi Adriano 2010-08-23 13:52
O Soi, dov'è quat'Autonomia? Io accendo la TV e sento lingua, cultura e sport italiano tutti i giorni. Lo stesso dalle radio, dalla scuola, nei bar e persino nell'economia. Se tu sai qual'è l'autonomia da criticare (a parte quella sulla carta) fammi sapere. Io non l'ho trovata, mi sento nel pieno di un modello socio-istituzionale centralista. Ah...ma non si può dire...altrimenti l'indipendentismo anti-autonomista come fa a tenersi i pochi galli nel pollaio rimasti?
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#18 Stefano Soi 2010-08-23 15:10
:-) Per sapere che ricercare un capro espiatorio sia una bella arma da utilizzare per dar sfogo al malessere delle persone basta leggere un po’ la storia, ne è piena, Cossiga non docet. Il problema è che nella mia riflessione non c'è nessun capro espiatorio, qui ci sono responsabilità e un modello politico deprimente e privo di possibilità di sviluppo autentiche. L'autonomia è e rimane comunque un sistema che cerca di far coesistere due entità diverse, in altre parole la Sardegna ed il nostro popolo dovrebbero rimanere all'interno dello Stato italiano. In un modo o nell’altro. Come non puoi renderti conto che è un modello che ha proprio la funzione di mitigare l’anelito, il desiderio della nostra nazione alla sua totale libertà?? Il capro espiatorio è proprio l’autonomia, è proprio quello che cerchi di difendere.

Oggi esiste un indipendentismo pratico, che si concretizza giorno dopo giorno, che cerca di assumersi tutte le sue responsabilità e che deve fare i conti con la nostra storia, di una nazione, di shardana/sardi che hanno sempre combattuto contro i cartaginesi, gli odiati romani, gli spagnoli e che ci vede oggi invece servi dei servi. Un indipendentismo che si apre a ventaglio, che analizza, propone, sviluppa, progetta risposte a 360 gradi, sul piano linguistico, culturale, scolastico, fiscale, trasporti, energetico.

IRS ha semplicemente chiesto il conto di uno saccheggio le cui colpe sono esclusivamente dei sardi. E ancora il capro espiatorio per far morire l’amore e il desiderio di libertà di un popolo è ancora quella che tu chiami Autonomia. IRS sta riscrivendo la nostra storia, parole che si fanno carne e sangue, nostra all’interno di un contesto europeo e mediterraneo e non chiusa e subalterna di quella italiana.

Cossiga parlava dall’Italia ed infatti parlava di nuova autonomia. Io parlo dalla Sardegna, con lo sguardo rivolto a tutto il mediterraneo e parlo di Repubblica di Sardegna.
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#19 Stefano Soi 2010-08-23 15:22
:-) Per capro espiatorio ho inteso l'oggetto capace di fare da calmiere senza dare nessuna soluzione ai problem.. Giusto per capirci..
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#20 Stefano Soi 2010-08-23 15:58
..Purtroppo sto aspettando una notizia importante dal web e lo tengo acceso, mentre leggo, bevo e fumo..

Per spiegare meglio la mia diffidenza verso il sardismo riporto parte di un discorso di Michele Pinna (sardista di statura), che condivido pienamente: "Ed il Partito Sardo d’Azione dovrà assumere seriamente, dentro questa maggioranza di governo, il ruolo di guida e di forza politica di vero rinnovamento istituzionale, oltre che ideale e morale. La sua credibilità si dovrà giocare su questo terreno, altrimenti, si potranno fare tutti i rimpasti e i rimpastini che si vorranno fare, ma saremo, come si dice, punto e a capo.." Ora c'è moralità nell'allearsi con il PDL?? Come intenderanno redigere una nuova carta costituzionale all'interno del PDL?? Come fa a diventare guida se hanno a malapena 5 consiglieri?? Dopo 60 anni siamo punto e capo, ci riusciranno questa volta??

Dov'è il popolo?? Quale cultura indipendentista per il popolo?? Dove la nascita di una scuola per i sardi??

In un altro articolo: "..percorsi seri di pratica indipendentista nella politica linguistica e culturale, nella politica istituzionale, nella politica economica e fiscale, nelle politiche del lavoro, in ciò che si vuole, ma pratica, pratica, pratica. Non chiacchera, chiacchera, chiacchera, sempre chiacchera. Da chi ci governa attendiamo risposte e fatti. E d’ora in poi, se ci consentono, le domande le facciamo noi.."

Io caro il mio friggitologo non vedo domande ne tanto meno risposte.. :)
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#21 Stefano Soi 2010-08-23 16:03
..Un amico (mi spiace non poter fare il nome, non per lui ma perchè si capirebbe chi ha elargito favori..) un pò di tempo fa mi ha confessato di aver votato sardista e di voler iscriversi al partito perchè gli avevano promesso non ricordo cosa. Ed io allora gli ho chiesto come mai avesse votato sardista nonostante non fosse indipendentista, ma uno estenuo difensore del modello berlusconiano. E lui: sono tutti uguali lì dentro, l'importante e che ci mangi pure io..

Tu, il mio friggitologo, come analizzi un fatto del genere??
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#22 Bomboi Adriano 2010-08-23 19:42
Citazione:
parole che si fanno carne e sangue, nostra all’interno di un contesto europeo e mediterraneo e non chiusa e subalterna di quella italiana.


Allora la pensi come me, quando dicevo questo cose ad IRS venivo insultato. Non dispero, allo stesso modo, fra 3 anni magari (se IRS ci sarà ancora come oggi) parlerete di PNS e poi direte che è "sempre stato nei vostri piani" e mi darete del millantatore...Col tempo ragionerete su questi discorsi, ma prima vanno ripetuti.
Neanch'io voglio la Sardegna subalterna all'Italia, ma bisogna capire che il processo graduale per l'autodeterminazione passa per lo Stato Italiano caro il mio friggitologo, in primo luogo perché siamo inseriti nel quadro di una architettura costituzionale (e quindi istituzionale) rigida, in secondo luogo (proprio come diceva Cossiga), perché i Sardi stessi sono stati ben lieti di farsi omologare all'artificiale nazione italiana. Non c'è stata solo un imposizione del centralismo, ma noi stessi Sardi l'abbiamo coadiuvata. Quindi mi pare che non ci sia dubbio da dove vada preso il toro...non certo dal cu*o...ma dalle corna. Però il vecchio indipendentismo da anni tenta di sorprenderlo alle spalle...e come sempre finisce a mangiare la polvere...

Concordo con Michele Pinna. Ma devi capire, come ho detto anche in altre occasioni, che non c'è un solo PSD'AZ, ci sono tanti PSD'AZ...L'indipendentismo se vuole fare la storia deve capire cosa vuole fare prima di tutto con il resto delle forze politiche affini, o continuare sterilmente a dividere ed attaccare tutti (per cercare inutilmente di accreditarsi alla guida del Nazionalismo Sardo), oppure conversare con chi potenzialmente può condividere una piattaforma riformista di tipo programmatico (perché anche costoro in termini di voti sono leggermente cresciuti, e non solo voi con "sangue e sudore"). Io capisco che per IRS ancora non sia possibile, ma sai perché? Perché vi hanno imbevuti di quella retorica secondo la quale da un lato ci sono solo i nemici e dall'altra i giusti. Io invece vedo persone oneste da entrambe le parti, come da entrambe le parti vedo profittatori ma anche gente confusa o senza un progetto. E' perfettamente normale dunque che oggi al solo parlare di sardismo molti attivisti di IRS si scandalizzino. Si guarda sempre e solo il passato e si vede solo il bicchiere mezzo vuoto. Si getta via il bambino con l'acqua sporca pensando di poter ripartire da zero.
Perché al posto di integrare i vari sardismi nel loro interesse verso l'indipendentismo li avversate. Quindi non è un lavoro da "statisti" ma da piccoli politicanti che devono difendere e cercare di ampliare (nel loro bacino di riferimento) la frontiera del proprio movimento. Le Repubbliche non si fanno di certo così, ma con il sudore del coinvolgimento e del coraggio verso chi non la pensa come noi. Se per voi la "Repubblica Sarda" in costruzione consiste (dopo quasi 10 anni di attività) nell'avere solo 3 consiglieri provinciali (di cui uno entrato grazie all'assenza di SNI dalle ultime elezioni) ed una serie di piccoli amministratori...io credo che il bilancio sia molto pessimo. Soprattutto perché a questi risultati ci si poteva arrivare già 10 anni fa. Bastava solo parlarsi, tutti insieme. Il discorso di Pinna infatti noi lo applichiamo anche ad IRS: a che ci serve avere pochi sardisti in una maggioranza ed altri pochi indipedentisti di IRS all'opposizione sparsi quà e là? Il prodotto finale in termini di riforme si equivale: NUDDA! Almeno però chi governa matura (o porta avanti, a seconda dei casi) una migliore conoscenza della macchina amministrativa. Non mi hai detto comunque dov'è l'Autonomia che devo criticare. Sono in attesa, fammi sapere. Continuo a non vederla, e se continuate così credo che di Autonomia ne vedremo ben poca (figurarsi quindi di indipendenza...).

Spero che Gavino Sale nei prossimi dibattiti da Soru ricordi ad Antonello Cabras che nella sua proposta di riforma dello Statuto Sardo è sparito anche il Popolo Sardo...urn-indipendentzia.com/.../...
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#23 Vale 2010-08-23 19:48
Parli di Meloni? Ho letto le sue dichiarazioni ma a pag. 325 del libro di De Lutiis mi ritrovo Michele Papa , Santovito Pazienza Alexander Ledeen e la mancata rielezione di Jimmy Carter e false informative relative a contatti con libici.
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#24 Vale 2010-08-23 20:11
Scusa ALexander Haig e Michael Leeden
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#25 Vale 2010-08-23 20:26
Santovito liberale?
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#26 Bomboi Adriano 2010-08-23 20:47
Non c'è solo Meloni...ma in quanto a Meloni tra il 18 ed il 20 ha rilasciato anche lui qualcosa: urn-indipendentzia.com/.../...
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#27 Bomboi Adriano 2010-08-23 20:57
Si c'entrano le false informative sui contatti libici per presunta importazione di logistica ed armamento militare (incluso l'ex ambasciatore libico dell'epoca). Ma son discorsi troppo articolati, credimi, non basterebbero 15 pagine per parlarne e su molte cose non ne verremmo a capo comunque.
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#28 vale 2010-08-23 21:51
Si ho letto la dichiarazione di Meloni su Cossiga

e non hai proprio voglia di articolare qualche frase più precisa?

Nell'elogio a Cossiga ti sei rivolto a Pisanu con questa frase :

Negli anni ‘80 salvò il Partito Sardo d’Azione, da poco proclamatosi indipendentista, dal palese tentativo di illegalizzazione ordito da non meglio precisati settori dell’intelligence e della Magistratura Italiana mediante il controverso “complotto separatista”


Quindi Pisano è a conoscenza del fatto che Cossiga intervenne a favore di alcuni e presumibilmente a danno di altri per tenere in vita il PSDAZ?
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#29 vale 2010-08-23 21:56
Sai che neppure Michele Papa si può considerare liberista..piuttosto vicino ad ambienti di estrema destra elogge massoniche

Bella festa fu organizzata a Catania per Meloni
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#30 Bomboi Adriano 2010-08-24 12:20
La lettera a Pisanu non è un "elogio" a Cossiga, è un "dare a Cesare quel che è di Cesare". Anche diversi ex DC sono stati massoni. Lancio delle ipotesi libere, perché bisogna comunque inquadrare il contesto di quegli anni e tenere conto di alcuni dettagli non da poco e che riguardano anche la complessità dei Servizi di allora. Con diverse correnti al loro interno: ci sarebbe pure da considerare infatti la compresenza di agenti Sardi e di agenti italiani, i quali magari portavano avanti strategie complementari ma condizionate da specifiche parti politiche o di altre forze (anche perché, sempre "magari", alcuni Sardi erano stati arruolati per raccomandazione...) La guerra fredda va capita, con un indipendentismo marxista che trovava le sue sponde nel governo della Regione, con un Feltrinelli che in passato cercò di emulare propositi castristi ed il terrore per il MAS (Movimento Armato Sardo), ce n'era abbastanza secondo alcuni per ipotizzare che il comunismo verso la penisola italiana poteva addentrarsi proprio dalla Sardegna attraverso la fusione di una rete di collaborazione con la restante piattaforma del brigatismo rosso (e che questi avesse appunto cercato complicità politiche regionali). Anche il MAS d'altra parte negli anni '80 parlava di "Campagna Peci" e di "liberazione socialista della Sardegna", ma dopo si evidenziò che fu solo una copertura politica per banali operazioni criminali legate ai sequestri ed agli omicidi di vendetta...Come c'era anche il sedicente "complotto separatista" per via libica. Insomma, ci sono tante di quelle cose che non si capisce dove iniziano i buoni e finiscono i cattivi, come non si capisce dove inizia e finisce la bufala. E' stato comunque fondamentale separare la politica sardista dal nucleo di fusione terroristica presente in quegli anni (sia che fosse stato spontaneo o indotto), perché probabilmente oggi non ci sarebbe alcun indipendentismo (democratico e pacifico) sopravvissuto alla guerra fredda. Ci sono anche alcuni indipendentisti che equiparavano Cossiga a Franco, la differenza è che il regime spagnolo non disdegnava di spargere il sangue di indipendentisti baschi, mentre in Sardegna non ci sono stati omicidi eccellenti a carico di indipendentisti Sardi. E credo che in un periodo di stragismo italiano (rosso e nero) non sia stato poco...
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#31 Nicola Odoni 2010-08-25 10:43
vigliacco mostra il muso
vediamo come sei
vigliacco mostra il muso
che lingua parlerai


wow che figo che sei, ne sai troppo amico F.P.
peccato che sei anonimo e che non vali nulla.
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#32 Bomboi Adriano 2010-08-25 14:49
Non preoccuparti Fortza Paris, sono allenato agli attacchi...E' proprio replicando sugli argomenti che l'indipendentismo lentamente è uscito dalla sabbie dell'indottrinamento vario, col tempo uscirà anche da quest'ultimo. Ma bisogna parlarne, perché, come nelle sette, quando c'è solo un pensiero unico, tutti si eccitano e si beano (ripetendosela a specchio) di una cosa senza valutare con serenità il resto. E finirebbero per convincersene. Se li lasciassero dire, alcuni arriverebbero a dichiarare che prima di loro non c'era nulla, che hanno inventato tutto e che gli altri sono superati e sono in torto...
Infatti:

Sai qual'è la differenza tra un apparente riformatore (conservatore) ed un vero riformista?
Che il primo critica i morti, il secondo i vivi...
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#33 vale 2010-08-25 15:35
E' stato comunque fondamentale separare la politica sardista dal nucleo di fusione terroristica presente in quegli anni (sia che fosse stato spontaneo o indotto), perché probabilmente oggi non ci sarebbe alcun indipendentismo (democratico e pacifico) sopravvissuto alla guerra fredda

Tu stai sognando Bomboi...tutte balle per giustificare il fenomeno eversivo statale italiano il delitto Moro si inquadra in quello stesso fenomeno
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#34 Bomboi Adriano 2010-08-25 15:58
Io non sto giustificando nulla, sto solo dicendo che forse, PROPRIO perché magari c'era un fenomeno eversivo con contiguità statali derivante da una struttura di Interno e Difesa molto articolata e complessa, gli indipendentisti Sardi sono gli unici (non solo in mezzo allo stragismo italiano ed alla stagione delle vendette/sequestri sardi), ma anche in mezzo ai più disparati omicidi a carico delle minoranze europee, ad essersela cavata...Sedda forse farebbe bene a porsi la domanda: ma cosa sarebbe successo all'indipendentismo Sardo e ad alcuni suoi precisi esponenti di allora (di cui alcuni ancora attivi ed il cui movimento ha dato pure i natali ad IRS) se non ci fosse stato un Sardo (e non solo lui, ma altri come Pisanu) nelle più alte sfere dello Stato Italiano ed anche nel personale locale di intelligence? Io credo che ci vorranno ancora anni per delle valutazioni serene sul quadro complessivo della storia Sarda degli ultimi anni. Una cosa è certa: il fatto che il PSD'AZ non sia entrato nella clandestinità ha consentito anche alle successive e minoritarie formazioni indipendentiste di affermarsi (sebbene male e lentamente). Perché dubito fortemente che senza un Mario Melis ci sarebbe stato un meno noto Angelo Caria, un Cumpostu, ecc. E senza costoro non ci sarebbe neppure stato un Gavino Sale. Quantomeno non nei termini e nella proposta politica che conosciamo oggi. Dovete capire che una buona parte dell'indipendentismo più intransigente in passato inneggiava all'URSS, in piena guerra fredda. Io non so se capiate cosa voglia dire.
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#35 vale 2010-08-25 16:07
Tu invece faresti bene a chiederti se siano davvero mai esistiti i piani di invasione sovietica e se davvero le popolazioni vi avrebbero aderito ...ci pensi che grande presa per il culo sia stata
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#36 vale 2010-08-25 16:09
Io credo che Feltrinelli sarebbe stato preso a calci nel culo fino a Tiscali?
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#37 Bomboi Adriano 2010-08-25 16:26
Non hai afferrato proprio quello che voglio dire eh?... Te lo dico in altri termini: Se infatti non c'era alcun piano di invasione sovietica ma alcuni l'avessero solo fatto credere (o metti anche che ci fosse stato, poco cambia), pensi che (avendo fatto fuori terzi soggetti per molto meno in tutta Italia) non avrebbero fatto sparire dalla scena alcuni protagonisti del sardismo? Pensi che in quelle scelte dei leader politici Sardi nello Stato Italiano e nell'intelligence non abbiano influito positivamente? Sai che esistevano prefetti in Sardegna che dopo i processi definivano Melis "terrorista" e Cossiga intervenne in qualche caso a difesa del leader sardista? Come ti dicevo, serviranno ancora anni per valutare con calma tutte le opzioni, ma di sicuro non vedo ragioni per le quali ad un noto e moderato Mario Melis si sarebbe dovuto preferire un più radicale (allora) Angelo Caria e Cumpostu che fondano un Partidu Sotzialista Indipendentista...
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#38 vale 2010-08-25 16:43
Sei tu che non afferri


ci mancherebbe pure che si dovesse dire grazie a chi era interno ad un sistema eversivo statale
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#39 Bomboi Adriano 2010-08-25 18:56
Con dei priettili dentro la nuca non è che si facciano tante cose... ;-)
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#40 Fortza Paris 2010-08-25 19:02
Il commento di Forza Paris Hilton è stato rimosso direttamente da Michela Murgia.
La netiquette di questo sito è chiarissima, se non si capisce te ne faccio una versione for dummies con i disegnini.
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#41 Fortza Paris 2010-08-25 19:15
Ah ecco chi è la vera Paris Hilton..
Michela Murgia..!
Che paura.
Censurate anche Nicolino Odoni, allora o tornate con lui alle favolette del signore degli anelli?
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#42 Fortza Paris censurato da Michela Murgia, perché il mondo è un posto difficile. 2010-08-26 08:56
amico hooligano Forzaparisilton, ti insegno una lezione che non sai: internet non è il posto della democrazia, dove qualunque cretino ha diritto di voto. E' il posto della libertà anarchica, dove chiunque possiede uno spazio lo gestisce come gli pare e piace.
A me piace che qui non si venga a insultare la gente.
Il parametro dell'offesa è l'umore con cui mi sono svegliata la mattina, e questa mattina è molto molto basso.
saluti cari
Michela Murgia
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#43 Bomboi Adriano 2010-08-31 23:46
Sul tema dell'articolo, segnalo una replica a Franciscu Sedda "Ma i Sardi non erano capaci di amare?": sanatzione.eu/.../... e la rilettura di Attilio Deffenu dal 1910 al 2010, con le analogie tra la situazione attuale e quella di 100 anni fa. "Piove? Autonomismo ladro!": sanatzione.eu/.../...
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#44 vale 2010-09-01 11:50
Ellusu !

ma tocat scioberai su chi serbidi

dell'eredità di un mio caro zietto a casa abbiamo tenuto solo una credenza e un bellissimo letto in ferro battuto a una piazza e mezzo con la rete originale (questo e mio).
Mamma adi fulliau tottus in fusilis de tottu is guerras...finzas is borraceddas.
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#45 vale 2010-09-01 11:52
ops è
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#46 Vale 2010-09-01 13:52
Deffenu : la democrazia cristiana e' una trappola, dove il cacio democratico attira il topo proletario, per consegnarlo al gatto capitalista. Non e' che trappole tra quei 9 che vorresti mettere insieme non ce ne siano sicuramente ci sono
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#47 Bomboi Adriano 2010-09-01 14:54
L'idea di mettere insieme dei partiti non è più solo nostra, ad esempio da questo settembre sarà oggetto di discussione da parte di Fortza Paris, ed interverremo con la seguente linea: sanatzione.eu/.../... Ma ormai il tema è d'interesse anche da parte del PSD'AZ, dei Riformatori Sardi ed anche da Sardigna Natzione. Ridurre la frammentazione non significa voler mettere tutti e 9 i partiti insieme. Casomai quando ci sarà un forte partito, saranno quelli che rimangono fuori a dover valutare come vogliono sopravvivere. E sarà ben difficile farlo con la lana caprina dietro cui si parano oggi. Si inizia a discutere di unità insomma, è un piccolo ma significativo momento storico. Servirà tempo ed è chiaro che non tutti in quelle sigle vi aderiranno. Ma l'alternativa qual'è? Forse quella di attaccare tutti con facile buonismo per accreditare il simbolo di IRS (e quindi il movimento)? A noi interessa un indipendentismo che faccia riforme, non un indipendentismo che semina tensioni e mistificazioni spacciate per innovazioni senza poi riformare nulla delle nostre istituzioni. Se questi Sardi sono veramente "capaci di amare", diano per primi l'esempio e la piantino di attaccare sottilmente persino una bandiera con 4 Mori...
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#48 odysseo 2010-09-08 10:34
Mio nonno diceva:...il peggior nemico dei Sardi è il Sardo stesso,che il defunto non menevoglia,ma per carità tra i politici sardo-taliani fu il più italianissimo,la tanto sbandierata sardita,fu per kss,le tradizioni di classe sociale elevata alla quale si deve ossequi e onori e nulla si da se non la mano da baciare come l'ultimo dei baronifeudali
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