Mi sono comprata da qualche giorno il nuovo libro di Giacomo Mameli, una bella raccolta di storie di sardi controcorrente che si intitola La Sardegna delle eccezioni, edizioni Cuec. Quando Giacomo me ne aveva parlato, l'idea mi era piaciuta così tanto che con entusiasmo ho accettato di rilasciare una intervista che sarebbe andata a chiusura del libro. Oggi sono riuscita a prendere finalmente il libro in mano e ho visto che le storie che ci sono scritte sono proprio quelle che avevo letto e che anche la mia intervista è quella che avevo rilasciato.
Quasi.
C'è infatti una risposta che è parecchio diversa da come l'ho data. Posso spiegarmela solo pensando che forse in Cuec abbiamo correttori di bozze o editor particolarmente creativi che modificano anche quel che non va modificato; ma fortunatamente, poiché l'intervista a Giacomo Mameli l'avevo approvata per iscritto, non è stato difficile recuperare l'originale. Per rispetto a Giacomo che mi aveva posto la domanda e ai lettori di quel libro che vorrebbero sapere che cosa ho detto veramente, la metto qui.
Eccola.
Creiamo una repubblica indipendente sarda con Ugo Cappellacci che ha gli stessi poteri di Silvio Berlusconi o di Nicolas Sarkozy o di Gheddafi?
Il giorno in cui creeremo una mentalità tale per cui i sardi saranno capaci di pensarsi indipendenti, io sono convinta che questa nazione non esprimerà più i Cappellacci, o se lo farà, sarà capace di assumersene finalmente la responsabilità, senza difendersi dicendo che su quella sedia il fantoccio lo ha messo un altro. L’indipendenza è un modo diverso di pensare sé stessi, per arrivarci ci vogliono anni di esercizio collettivo di libertà. Chi vende il proprio voto per un posto di lavoro, chi cede il suo terreno per una speculazione che gli mette in mano due soldi, chi occulta una ingiustizia collettiva per difendere il suo personale interesse dimostra tutti i giorni che il problema dei sardi non sono mai stati i padroni, ma sempre i servi. Insieme a chi vuole fare il padrone occorre combattere la mentalità di chi non vede l’ora di fare il servo, perché è viralmente contagiosa.
La risposta che c'è nel libro è invece questa:
Il giorno in cui creeremo una mentalità tale per cui i sardi saranno capaci di pensarsi indipendenti, io sono convinta che questa regione non esprimerà più i Cappellacci esattamente come in campo nazionale non esprimerà più i Berlusconi. Il problema non sono i padroni. Come sempre il problema sono i servi. Combattiamo la mentalità dei servi perché è quella che genera altri servi.
In effetti è un po' diversa.
Post scriptum
Doverosamente pubblico la nota di chiarimento di Mario Argiolas, responsabile editoriale di Cuec edizioni.
Cara michela, sono un tuo fan, mi piace leggerti spesso, ma ultimamente lo faccio meno e sentendo anche altri correttori di bozze ho scoperto che condividono il mio parere dal quale nasce un umile consiglio: NON CRITICARE I SERVI DELL'AUTONOMIA REGIONALE , non è per te, continua a fare le cose che hai fatto sempre che sono più nobili , e rimanendo neutrale tutte le belle parole sono apprezzate da tutti. mentre così facendo stai deturpando le tue opere con le tue stesse mani, tra i tuoi fans appassionati ce ne saranno tanti (come me) che hanno la mentalità di chi non vede l’ora di fare il servo per cui perderai molti fans, che senso ha ? almenochè la tua intensione non sia di fare la corretrice dei correttori di bozze , be allora auguri... scusa se ti ho dato del tu e se mi sono permesso, complimenti per tutto il resto. piero correttore mameli
....il Piero-pensiero colpisce ancora...![]()
Io penso che "almenochè" e "intensione" dovrebbero farti riflettere prima di commentare Michela Murgia.....
Ma chi è questo Piero? Si vede lontano un miglio che è un bufalo.
Scrivere un libro non è uno scherzo e poi l'autore è libero di condensare il concetto e il succo delle sue interviste. La Murgia ha scambiato la Regione Sardegna per una nazione che come tutti sanno non è.
L'autore si è accorto della svista e l'ha corretta, dov'è il problema? Un grande giornalista deve anche saper interpretare il pensiero dell'intervistato, altrimenti è un semplice cronista paesano.
Per quanto riguarda l'esortazione del Piero, perfettamente d'accordo, un grande scrittore non dovrebbe entrare nelle polemiche politiche ma tenersi super partes se vuole continuare a vendere i sui libri a tutti.
Citazione Ma chi è questo Pier:Ma chi è questo Piero? Si vede lontano un miglio che è un bufalo.
Scrivere un libro non è uno scherzo e poi l'autore è libero di condensare il concetto e il succo delle sue interviste. La Murgia ha scambiato la Regione Sardegna per una nazione che come tutti sanno non è.
L'autore si è accorto della svista e l'ha corretta, dov'è il problema? Un grande giornalista deve anche saper interpretare il pensiero dell'intervistato, altrimenti è un semplice cronista paesano.
Per quanto riguarda l'esortazione del Piero, perfettamente d'accordo, un grande scrittore non dovrebbe entrare nelle polemiche politiche ma tenersi super partes se vuole continuare a vendere i sui libri a tutti.
In questi casi l'anonimato e' utile a evitare figure di m...a !
Grande Daniele !
Occhio che potresti cadere nella trappola del Piero, doppio Piero e controPierotto ;)
18.05.2012 18:30 -
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