Pubblico questo scambio di opinioni tra Marcello Fois e me che è comparso tra ieri e oggi sulle pagine di Sardegna24. Si parla di indipendentismo, di linguaggi sulla rete e di stili di comunicazione.


 

marcello-fois-by-gaetano-lo-presti-immagine-004In Sardegna la parola Indipendentismo fa paura. Ciò potrebbe derivare dal fatto che quando non si è abitata abbastanza la parola madre cioè Indipendenza è difficilissimo avere un bel rapporto con la sua figlia declinata in “ismo”. Anche perché quella figlia, privata della sua sostanza, del suo supporto, del suo senso primo, suona patologica e non consequenziale. Chi frequenta i blog sardi può sperimentare su se stesso che cosa intendo quando parlo di orfanità della parola Indipendentismo, la quale dovrebbe essere innanzitutto un punto di vista, un credo politico, una convinzione antropologica e invece si trasforma in un atteggiamento rigido, in una condizione pregiudiziale, in una chiusura furente, in una battaglia che questi sedicenti indipendentisti stanno combattendo anche fra loro, l’un contro l’altro armati. La tendenza è quella di non riconoscere alcun ruolo e alcuna dignità all’interlocutore. Il caso più diffuso è quello di anonimi, la maggior parte dei bloggisti sono anonimi, che si rapportano su base etnica, considerandoti non una persona in quanto tale, ma in base ai quarti di sardità che puoi vantare.

Alla base di questo pregiudizio alberga una concezione della purezza, vera o presunta, davvero preoccupante. E una visione monomaniacale della Storia in cui la Sardegna è solo, e non anche, il frutto di un colonialismo cospirativo da parte di forze oscure che hanno come unico obiettivo quello di eliminare la sardità dall’universo. E’ esattamente questo atteggiamento che rende temibile qualunque ipotesi "indipendentista". Perché, se mai avesse una qualche fondatezza lo scenario cospiratorio plutocratico antisardo che viene continuamente disegnato nelle chat, risulta tuttavia più sostenibile di quello talebano che i modi, la rigidità furente, la palese frustrazione di quelle affermazioni fa intravedere nell’ipotesi di una Sardegna governata da orgogliosi “indipendentisti”. Quasi mai un intervento propositivo, solo sarcastico, demonizzante, apodittico. Spesso attacchi personali se non privatissimi, con affermazioni sghimbesce, e non replicabili, nei confronti del nemico di turno Visto dai vari deliranti siti e dagli interventi sui blog viene da chiedersi che fine hanno fatto le centinaia di Indipendentisti colti e attrezzati che pure ci sono? E perché non intervengono mai per correggere il delirio delle truppe cammellate? Perché non si schierano pubblicamente contro quella massa di interventi che fanno pensare immediatamente ai pogrom e alle deportazioni, alla Lingua come potere sacerdotale, al passatismo usato a proprio comodo, a un mondo di nemici, di avversari che vanno eliminati (verbalmente tanto per iniziare). Costoro non sono indipendenti quindi nemmeno indipendentisti, rappresentano un falso mito e un luogo comune della Sardegna che ci affligge da tempi immemorabili, quello del cecchino dietro al muretto a secco: non hanno mai nulla da proporre, nulla da discutere, nulla da mettere in dubbio, si aggirano per il Web, leggono e sparano, nessun dibattito, nessun argomento.

E’ questo che, in prospettiva, mi spaventa parecchio: se questo è il modello di Sardo Resistente, indipendente, sono piuttosto fiero di essere costantemente insultato in nome del fatto che, per destino, sono semplicemente un sardo di fuori. Nella migliore delle ipotesi mi invitano a farmi i fatti miei a Bologna, nella peggiore sentenziano che non sono più sardo e che ho perso il diritto di parlare. Nel mio emisfero essere nati in Sardegna è meraviglioso, ma non basta: le persone continuano a interessarmi di più della loro etnìa. La realtà è che tutti questi pasdaran, non hanno niente a che fare con l’indipendenza, né, tanto meno, con l’indipendentismo, che non germoglia certo se nutrito di intransigenza e dogmatismi. Non riconoscere il proprio interlocutore semplicemente perché non lo si ritiene degno etnicamente è un atto per me inconcepibile. Come è inconcepibile la violenza con cui ci si permette di ridimensionare e sbeffeggiare le competenze di persone che meriterebbero rispetto anche se avessero torto. Certo la visuale politica del complesso universo indipendentista, non è, al momento, limpidissima, tra bandiere regalate al Principe, partecipazione al fallimentare governo regionale attuale e deprimenti rotture all’interno di IRS. So anche benissimo che l’universo del PSd’Az attuale e quello rappresentato da IRS, e ProgreS, sono distantissimi nei fatti, ma assai meno nella testa dei buona parte degli altri sardi che, proprio negli spazi dove dovrebbero capire, fare distinzioni, discutere e scegliere, sono abbandonati in balìa degli stalker in vellutino. Questo è quanto desumo dal Web, ora si può farmela pagare dandomi dell’italiano, o dell’italiota, o dell’idiota. Fate voi.

 


forumnuovoChi naviga abitualmente su internet conosce bene il rischio di incontrare gli “urlatori” di professione e sa che più è autorevole e visibile la posizione da cui parla, più gli “urlatori” cercheranno di sovrapporsi a quello che ha da dire. L'intervento di Marcello Fois ieri su queste pagine è lo sfogo civile di chi, nonostante sulla rete sia un viaggiatore recente e variamente assiduo, gli urlatori li ha incontrati sin da subito e non ci si riconosce. Sbagliato prenderlo per un fatto personale: accade a tutte le persone note che abbiano scelto un profilo pubblico di non invisibilità civile. Questo vale che si scriva di sessismo, di politica sarda, di indipendenza o del prezzo delle patate. L'unico modo per evitare gli strali degli odiatori di professione è tacere, un prezzo che Fois ha sempre giustamente rifiutato di pagare. Ascrivere però questo stile all'area indipendentista non solo è ingiusto, ma è un esercizio di slittamento dello sguardo che fa esattamente il gioco dei molestatori elettronici.

All'inizio dell'anno Loredana Lipperini, saggista, giornalista, conduttrice della trasmissione radiofonica Fahrenheit, ma soprattutto blogger di lungo corso, lamentava il medesimo fastidio di Marcello Fois, denunciando il fatto che quando nel suo blog affrontava un argomento qualunque - dalla critica letteraria al linguaggio sessista – nei commenti si scatenava l'inferno. La maggior parte erano anonimi e privi di argomenti, ma pieni di insulti e violenti attacchi personali; gli “urlatori” riuscivano ad avvelenare il clima al punto che i commentatori pacifici abbandonavano la conversazione. Questa tecnica di guerriglia comunicativa si chiama “hate speech”, letteralmente “discorso d'odio”, ed è molto usata anche nei talk show, dove si parla addosso all'interlocutore con grida ripetute prive di contenuto al solo scopo di inibirgli la comunicazione. Vittorio Sgarbi e il suo immarcescibile “Capra!” e Ignazio La Russa con l'indimenticato “Zitta, Concitina!” rivolto alla De Gregorio sono esempi eccellenti nel campionato italiano di hate speech.

In rete questo fenomeno incontra due elementi che potenziano esponenzialmente la sua diffusione: l'anonimato e la facilità di accesso al mezzo. Gli odiatori che in televisione non sarebbero mai fatti entrare trovano invece sul web una porta sempre aperta, dove il nickname li protegge dall'assunzione di responsabilità personale. Dietro quel velo chiunque può dire quel che vuole, specialmente se quello che vuole è insultare e cercare di delegittimare l'altro per impedirgli di parlare. Se la discussione muore per sfinimento o l'attenzione dei partecipanti si sposta dall'argomento iniziale all'attacco all'odiatore, lui vince e tu hai perso. L'unica soluzione è ignorarlo, cosa non sempre facile se il registro violento dell'hate speech è diventato per molti la normale modalità di comunicazione in rete. I gestori di molti blog hanno scelto di proteggere il livello dei propri dibattiti impedendo i commenti agli anonimi e moderando gli interventi. Gli odiatori davanti a queste misure strillano che non è democrazia, ma la rete non è il luogo della democrazia: è quello della libertà ed è in quella libertà che ciascuno nel proprio spazio detta le sue regole.

Tra chi pratica l'hate speech c'è gente di ogni tipo, comprese persone dai sentimenti politici più confusi che indipendentisti. È gente arrabbiata e priva di strumenti critici che cerca bersagli verso cui indirizzare la frustrazione della propria impotenza. Non si può confondere questo agire con la prassi di un qualsivoglia partito politico. L'indipendentismo che pratico e in cui mi riconosco è democratico, non violento e progettuale, lontano dall'hate speech come la testa lo è dal ventre, e le sue forze migliori in questo momento non sono sui blog a spalare fango, ma elaborano proposte sui temi urgenti per l'isola: vogliono l'abolizione immediata delle province e il potenzialmento delle unioni dei comuni, finanziate con il 5% dello stipendio dei consiglieri regionali. Chiedono bonifiche dei territori inquinati e scelte politiche di sviluppo sostenibile. Avanzano progetti concreti di investimento sulle infrastrutture e sull'istruzione. Nessuno di loro sventola purezze, né di sangue né di lingua, ma idee concrete per arrivare all'autodeterminazione attraverso la conquista graduale di sempre nuovi spazi di sovranità. È un laboratorio vivace e ricco che ha le potenzialità per pensare una Sardegna diversa: non facciamogli rispondere dei danni dell'inciviltà altrui.

Commenti  

 
#1 Dorian 2011-09-02 07:31
Sarà per che per lavoro sto sempre meno sul web e in giro per convegni (e quindi non sono informato più sull'indipendentismo) ma trovo interessante anche questo spunto: "So anche benissimo che l’universo del PSd’Az attuale e quello rappresentato da IRS, e ProgreS, sono distantissimi nei fatti, ma assai meno nella testa dei buona parte degli altri sardi che, proprio negli spazi dove dovrebbero capire, fare distinzioni, discutere e scegliere, sono abbandonati in balìa degli stalker in vellutino".
Non discutendo sulla legittimità delle rispettive posizioni ma trovo davvero molto "italiano" e penoso che, presa un'idea, si creino 30 chiese. Anche una cosa minoritaria come l'indipendentismo continua ad avere 20 chiese, è forse anche per questo che difficilmente avrà un successo reale. Sembra quasi il PD. Ci sono tentativi di negoziazione se non di riavvicinamento?
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#2 Omar Onnis 2011-09-02 08:29
Intanto, vorrei esprimere solidarietà a Marcello Fois per gli attacchi, invero spesso volgari e bassamente strumentali, a cui anche ieri è stato sottoposto. Che a rendersene responsabili siano sedicenti indipendentisti non ne accresce né sminuisce il senso, dato che sono comunque ingiustificabili. Di solito poi sono fatti apposta proprio per delegittimare il percorso politico indipendentista medesimo, esponendolo a facili obiezioni di forma e di stile, mettendo in disparte la sostanza del discorso.

A Dorian posso solo rispondere che l'indipendentismo non è un'idea, tanto meno un'ideologia. Sarebbe come dire che chi in Sardegna si considera a tutti gli effetti italiano o comunque ritiene che la nostra unica prospettiva sia quella di rimanere una regione dello stato italiano, coltivi un'idea unica e univoca e debba perciò avere una sola organizzazione politica a rappresentarla.

Di più, tutti i partiti in Sardegna, tranne gli indipendentisti, si professano autonomisti: perché mai non si uniscono in un unico grande partito autonomista? Chiaramente questo non solo non esiste, ma non è nemmeno auspicabile.

Il problema delle presunte divisioni degli indipendentisti è il classico argomento capzioso messo in campo per deviare l'attenzione e saltare a pie' pari i temi cruciali che - direi purtroppo - solo la riflessione politica indipendentista negli ultimi dieci anni si è presa la briga di affrontare. Temi che poi, come vediamo, emergono adesso in tutta la loro drammaticità e urgenza. Senza che la classe dominante sarda abbia le intenzioni o le capacità di farsene carico, vuoi per suoi limiti ideologici, vuoi per i criteri con cui viene selezionata, vuoi per gli interessi che deve/vuole difendere.

L'ambito politico indipendentista non ha nulla di speciale, né di così alieno, come spesso si vuole far credere. La prospettiva dell'indipendenza politica della Sardegna è una visione generale, molto calata nella realtà storica e nelle dinamiche contemporanee (al contrario di quella autonomista e/o banalmente "unionista", decisamente antistoriche e ormai ingiustificabili da qualsiasi punto di vista), ma che non basta a se stessa. Non è una ideologia, ripeto, ma una prospettiva, entro la quale si incrivono scelte teoriche e pragmatiche diverse, proposte specifiche, azione sul territorio, continuo studio di soluzioni, ben al di là delle proteste di piazza o delle rivendicazioni col cappello in mano (che negli ultimi anni non hanno visto di certo i partiti indipendentisti in prima fila, quanto piuttosto le varie categorie sociali, variamente rappresentate o organizzate, e i sindacati).

Gli indipendentisti non esistono, come categoria sociologica o antropologica. Si tratta di cittadini come gli altri, di varia estrazione, che di norma fanno della militanza politica una questione di dovere civico, non certo di ricerca dei consensi a tutti i costi, tanto meno di vantaggi personali (quanti altri "politici" possono sostenere altrettanto di sé?). E ugualmente di norma non vanno in giro per i siti web a tendere agguati telematici protetti dall'anonimato.

Considero l'intervento di Marcello Fois, per altro umanamente comprensibile, un'ottima occasione di riflessione e dibattito e lo ringrazio per questo. Quanto al merito della faccenda, rimando volentieri alla risposta di Michela.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#3 raffa carta 2011-09-02 08:42
personalmente nn lo ritengo un problema osservare come "l'offerta" di indipendentismo sia plurale e variegata: chi si lamenta di fronte ad un cielo stellato? Sta poi ai partiti proporre seriamente le proprie idee e mettercela tutta nel definire al meglio la propria posizione, ma potrebbe stare anche ai sardi, una volta capito che nel gioco delle tre carte dei partiti italiani ci perdono sempre, responsabilizzarsi un po' di piu' e votare meglio. Comunque per rispondere a Dorian, si, in effetti si stanno portando avanti sostanziose masse di argomenti tra gruppi di indipendentisti che immaginano sia possibile fare pezzi di strada in comune fino all'unico obbiettivo, Sa Republica. Si stanno stilando piani a medio termine con un discreto successo. Tra breve anche chi e' impegnato in altro sentira' parlare in modo piu' ampio e migliore della forza propositiva e felice dell'Indipendentismo sardo.
of course Mille Grazie Michela sei un mito.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#4 Michela Murgia 2011-09-02 08:55
Dorian, la tua osservazione può avere senso, ma solo senza quella sovrastante di Marcello Fois, che in definitiva scrive "amici indipendentisti sani e valorosi, vi rendete conto che esistono anche indipendentisti violenti e pieni di livore, nazionalisti e etnocentrici, che rivendicando negli spazi pubblici le vostre stesse battaglie impediscono alla gente di fidarsi del vostro pur degnissimo progetto?"
Marcello ha ragione, questi indipendentisti esistono e gridano forte da anni. Ecco perché Progres (e iRS a suo tempo) si costituirono affermando di voler arrivare all'indipendenza in modo non violento e non nazionalista: evidentemente esistevano movimenti indipendentisti che della violenza (anche verbale) e degli argomenti del becero nazionalismo avevano fatto modalità di azione. Allora sembrava una differenza di lana caprina ("vabbè, ma tanto vogliamo la stessa cosa, no?") ma è davanti a cose come quella che denuncia Fois che marcare quella differenza diventa necessario.

Il modo conta. Il modo alla fine è l'unica differenza che conta.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#5 Julia 2011-09-02 09:40
Io li ho letti i commenti contro Fois nel sito di Sardegna Democratica, però mentre li leggevo li guardavo come se appartenessero ad un altro mondo. Riconosco i linguaggi - sono quelli dei comunicati di Sardigna Natzione, quelli che ho sentito spesso nei comizi in bocca ad alcuni esponenti dell'attuale iRS - ma non posso da indipendentista riconoscermi in quello stile. Li sento estranei, per me sono creature di un mondo scomparso, troglodita, povero di senso. Rappresentano una Sardegna dove non vorrei abitare, fatta di gente incazzata e livorosa, triste, respingente, incapace di immaginare orizzonti nuovi perché troppo prigioniera di vecchi modi di pensare. Non è per me. Eppure sono indipendentista e so che l'indipendenza non è in mano a questa gente. Il futuro non in mano a chi vede il mondo così.
Mi dispiace che Marcello Fois incontri più spesso loro di me, dei miei amici, di chi questo paese lo sta costruendo davvero, nel silenzio e nell'operosità positiva, imparando a vedere amici dove gli altri vedono solo nemici.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#6 Frondino 2011-09-02 09:51
Meno male che non siamo uniti a gente che si scrive "mandiamoli tutti affanculo" nelle magliette della sua campagna elettorale. Io personalmente mi vergognerei.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#7 Dorian 2011-09-02 10:02
@Omar (e anche @raffa) la differenziazione tra visione generale e soluzioni pragmatiche chiarifica un po' di cose, anche se forse allunga il raggiungimento dell'obiettivo principale: se in dieci persone (lo so che non sono dieci da nessuna parte, sparo numeri a vanvera) mi dicono: vorremmo fare questo e questo è un conto. Se me lo dicono in cento magari la cosa assume una fattibilità più concreta. E difficilmente uno per il voto va esclusivamente a prospettive, lo si vede nel caso dell'opposizione nazionale italiana. Ma appunto: è una prospettiva generale seguita da persone diverse che lo fanno totalmente a gratis e questo non è poco in politica.

@Michela nulla da eccepire, mi leggerò i commenti all'articolo di Fois quando stacco un po' dal resto del lavoro al computer.

Grazie per le risposte.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#8 Michela Murgia 2011-09-02 10:49
Dori, c'è un equivoco anche sul cosiddetto "volere la stessa cosa". Io non sono convinta per niente che io e Gavino Sale vogliamo la stessa cosa, così come non sono convinta che stiamo costruendo la stessa cosa io e Bustianu Cumpostu. Un paese dove l'italiano è il nemico dominatore, dove la lingua italiana è il marchio d'infamia dei colonizzati e dove la visione ideologica conforma le cose al punto da esprimersi solo con un linguaggio da Komintern è un luogo dove sarà difficile per tutti abitare in libertà. Non mi riconosco nella dialettica violenta: per uno di Progres può essere lo scatto individuale, ma per Sardigna Natzione (e dopo la scissione pare anche per iRS) è lo stile comunicativo dei dirigenti sin dalla prima ora.
Aggiungici che non credo che un movimento non democratico possa costruire società democratiche e ti ho detto tutto.
Ci sono e ci saranno molte Sardegne. Non si può pensare che ci si arrivi uniti, facendo finta che le differenze non contino.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#9 stroszek85 2011-09-02 10:51
Credo un certo modo fondamentalista di vedere la questione dell'indipendentismo possa portare a una perdita; una grave perdita di spontaneità. Per spiegarmi penso a chi vorrebbe una lingua unica sarda introducendo magari nuove parole a sostituzione di quelle italianizzate che si utilizzano (c'è stato un personaggio che un pò di tempo fa ha fatto qualcosa del genere, un dizionario del genere, ma non ricordo chi era) e poi ripenso a una parola come "garazzu" che sta per "garage"... relativamente recente. Il bello di questa parola è il fatto che nessuno l'ha imposta; credo si sia diffusa in maniera spontanea, a macchia d'olio, senza interventi dall'alto per così dire, senza proclami ufficiali...

Questo è il tipo di indipendentismo che mi piace, dove la politica c'entra il meno possibile (tanto lo sappiamo che qualsiasi cosa tocca la riduce in cenere) dove qualsiasi scelta non è guidata da nessuna sovrastruttura, quell'indipendentismo che non ha bisogno di una Repubblica per sentirsi tale. Facendo un paragone (forse improprio) mi viene da pensare agli animali: un gatto ha bisogno di avere un proprio territorio e una qualsiasi forma di governo per sentirsi gatto? Adesso non so se abbia una coscienza propria ma so per certo che odia i topi, gli piace il pesce e teme i cani... è la sua indole, è il suo animo. Con questo ovviamente non voglio dire che le cose debbano essere lasciate totalmente in balia del caso, voglio dire che devono essere lasciate in balia del caso il più possibile.

Poi per tornare a quello che dice Fois credo che a scadenze regolari, in ogni luogo del web dove vi sia partecipazione e movimento, spunti sempre la persona che si lamenta per vari torti subiti... Può darsi che sia anche vero e che i tali torti li abbia subiti davvero, ma il punto non è questo; il punto è che si è su internet e internet è questo e non può essere niente di diverso (se ci pensate è l'apice, il nonplusultra di ciò che è stata capace di produrre la nostra società)... un pò come lamentarsi del buio di notte: "Ma questa notte così buia! E che cacchio ci vorrebbe un pò di sole!"

Per questo discorso rimando a un articolo che ho scritto sul mio blog (ha diversi punti di tangenza). Ecco il link:
stroszek85.altervista.org/pseudosaggi-pamphlet/il-popolo-di-internet-il-popolo-alienato-il-popolo-degli-illusi
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#10 Michela Murgia 2011-09-02 11:01
stroszek85 - il tuo nick è l'incubo di un dislessico ;-) - non sono d'accordo sulla visione "naturista" dell'essere sardo. Nessuno nasce "sardo", al massimo nasce in Sardegna. L'essere sardo (e il modo in cui lo si è) è frutto della convergenza tra le scelte individuali e il contesto culturale, quindi è un fatto politico nel senso più completo del termine. Infatti ci sono sardi che si sentono sardi e basta, sardi che si sentono italiani di periferia, sardi che si sentono sardi e italiani insieme e sardi che vorrebbero che non esistessero né la Sardegna né l'Italia per sentirsi finalmente cittadini del mondo. Non esiste un modo naturale di essere sardi, siamo tutti materiale di risulta di un processo collettivo che può essere affrontato e governato solo politicamente. La politica non è una cosa che fa schifo, anche se spesso a fare schifo è chi la fa.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#11 manuel 2011-09-02 11:12
Citazione Michela Murgia:
(e dopo la scissione pare anche per iRS) è lo stile comunicativo dei dirigenti sin dalla prima ora.
Aggiungici che non credo che un movimento non democratico possa costruire società democratiche e ti ho detto tutto.


da quando c'è stata la scissione sul sito di iRS, cancellato il vecchio organigramma non ne è mai comparso uno nuovo: www.irsonline.net/organigramma/

mumble mumble!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#12 Pissenti Concu 2011-09-02 12:00
Gli attacchi violenti sono sempre da deprecare; si sa che, quando finiscono gli argomenti si passa alla violenza. Inutile stare a lamentarsene. Meglio rispondere con argomenti. I sardi sono tutti sardisti, in un modo o nell'altro, nell'animo, ma molte volte l'ignoranza genera violenza e genera personaggi pittoreschi e indipendentisti col vellutino a 40 gradi d'estate e gente che misura la sardità dalla purezza del sangue, come facevano i nazisti. Ci sono anche quelli che, per cercare la purezza della sardità e distinguersi dagli altri sardi, vanno a cercare simboli "originari", come l'albero di IRS, senza sapere che anche quello è un'eredità catalana. La forza delle idee è l'unica che può vincere, l'autodeterminazione è un fatto prima di tutto culturale; questa è l'unica via che ci consentirà di arrivare all'obbiettivo e in più bisogna abbandonare i compromessi coi partiti italianisti ed essere onesti intellettualmente: chi ha orecchie per intendere intenda...
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#13 Adriano Bomboi 2011-09-02 12:10
Ah Marcello Fois non ha mica torto, io che ho inaugurato nel web 6 anni fa la critica indipendentista ne so qualcosa del fatto di essere censurato e ricevere una fatwa da IRS e SNI (e anche da chi ieri puntava al 50% + 1 di voti e oggi parla di sovranismo come nel ProgReS). I tempi cambiano e le censure si affievoliscono, pur non essendo scomparse del tutto. Ma il bello caro Fois (se ci sta seguendo) è proprio questo: la critica. Scannarsi è necessario purché lo si faccia costruttivamente, ed il web è stato il biglietto da visita di questo modus operandi. Lo stesso Fois mi ha tacciato a suo tempo di filo-Manincheddismo per il solo fatto di aver criticato le rigide posizioni di IRS verso il sardismo. Oggi di blog che parlano di indipendenza (non necessariamente legati ai movimenti) ce ne son parecchi. Ma è vero che l'assalto verbale a chi non è indipendentista continua ad essere la moda privilegiata di una vecchia visione dell'indipendentismo Sardo ancora viva in diversi movimenti. L'unica cosa che risponderei a Fois è di non generalizzare, come dice Onnis infatti, sarebbe sbagliato classificare gli indipendentisti quasi fossero una categoria a parte di questa società. Siamo solo cittadini che dicono la loro e non siamo tutti uguali.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#14 stroszek85 2011-09-02 12:10
ahahah credo tu sia almeno la decima persona che dice qualcosa del genere sul mio nick! :lol:
ehm... ecco perchè l'esempio del gatto era improprio; quindi condivido ciò che hai detto nella prima parte dell'intervento. Penso invece che l'interazione fra scelte individuali e contesto culturale sia un qualcosa che ha poco a che vedere con la politica. E' antropologia, sociologia ecc... la politica interviene solo per governare e incanalare queste cose come meglio crede. Ecco, io penso che per fare il minor numero di danni è necessario che la politica si defili il più possibile per tematiche del genere (non che scompaia del tutto ovviamente), che si tratti di buoni o cattivi politici.

Visto che siamo circa un milione e mezzo credo esistano un milione e mezzo di modi di sentirsi sardi e questo è legittimo, ciò che ritengo illegittimo è che qualche gruppo di persone o che so io decida di stabilire il modo in cui debbano sentirsi sardi questo milione e mezzo di persone...

E' chiaro che non sto parlando né di economia o ambiente o altro, parlo solo della libertà dell'individuo, della libertà di esercitare quello che è, non della libertà "coercizzata" di esercitare quello che altri vorrebbero che egli sia.

Ho paura che il sentimento di indipendentismo sia un qualcosa che è stato mosso solo da un senso di rivalsa e quasi da "volontà vendicative" al cospetto della nostra storia; credo che se il Sardo avesse avuto l'esigenza di avere un proprio Stato l'avrebbe avuto da quel dì e infine mi chiedo: ma ne abbiamo bisogno? Ne abbiamo veramente l'esigenza? (la domanda è proprio una domanda; non è una domanda per la quale penso di avere già una risposta)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#15 Omar Onnis 2011-09-02 13:04
Citazione stroszek85:
Visto che siamo circa un milione e mezzo credo esistano un milione e mezzo di modi di sentirsi sardi e questo è legittimo, ciò che ritengo illegittimo è che qualche gruppo di persone o che so io decida di stabilire il modo in cui debbano sentirsi sardi questo milione e mezzo di persone...

Giustissimo. Ma chi lo nega? Gli indipendentisti? Non mi risulta proprio. Ed è comunque tutto molto, ma molto politico, altro che!

Citazione stroszek85:
Ho paura che il sentimento di indipendentismo sia un qualcosa che è stato mosso solo da un senso di rivalsa e quasi da "volontà vendicative" al cospetto della nostra storia; credo che se il Sardo avesse avuto l'esigenza di avere un proprio Stato l'avrebbe avuto da quel dì e infine mi chiedo: ma ne abbiamo bisogno? Ne abbiamo veramente l'esigenza? (la domanda è proprio una domanda; non è una domanda per la quale penso di avere già una risposta)

L'indipendentismo non è un sentimento e non è affatto mosso da alcuno spirito di rivalsa. In qualche caso e soprattutto in passato forse sì. Ma oggi per lo più le cose stanno decisamente in modo diverso. E non è lecito fare di tutte le erbe un fascio. Basterebbe solo avere la voglia di informarsi un po' meglio, a volte, senza sparare sentenze a caso.

Quanto al fatto che che ci sia nelle vicende umane un determinismo storico per cui se una cosa doveva esistere esisterebbe, in automatico, questo è chiaramente un argomento fallace, che non c'è nemmeno bisogno di confutare, tanto è debole di suo.

La domanda sulla necessità storica attuale dell'indipendenza della Sardegna, invece, è più sensata e a questa bisogna continuare a rispondere (dico continuare, perché lo facciamo da un pezzo, in vario modo e in diversi contesti).
Quel che vado sostenendo da un po' di tempo a questa parte, però, è che mi piacerebbe conoscere delle ragioni valide per cui la Sardegna dovrebbe invece rimanere una regione marginale e subalterna di un'entità statuale più grande, geograficamente distante, portatrice di interessi (leciti e illeciti) strutturalmente incompatibili con i bisogni e le aspirazioni dei sardi (ossia, di chi vive, lavora o ha il proprio centro di interessi, non solo materiali, in Sardegna). Questo, anche a prescindere dalle penose condizioni dell'Italia di oggi e dalla rapacità e mediocrità della sua classe dirigente, da cui per altro quella sarda è selezionata e dipende in tutto e per tutto.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#16 Michela Murgia 2011-09-02 13:56
Adriano Bomboi, forse non sarai uno che pratica l'hate speech, ma di sicuro in rete sei uno stalker di rilevanza elefantiaca: le tue tracce sono evidenti in ogni singolo sito che non abbia deciso di bannarti per noia o millantato credito, compreso questo.

A leggere te parrebbe che dell'indipendentismo tu sia il Sardus Pater, che qualunque cosa di buono ne emerga l'abbia ispirato tu, che addirittura avresti "inaugurato la critica" in rete e edificato il nostro miglior pensiero politico.
Se uno dovesse pesare gli indipendentisti da te, avrebbe ragione a pensare che siamo tutti mitomani.

p.s.
Non hai inaugurato la critica in rete. Hai inaugurato la molestia in rete. Sei il più longevo stalker della storia dell'indipendentismo sul web. Questo primato te lo concedo con tutte le benemerenze che ne derivano.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#17 Jonas 2011-09-02 14:20
L'indipendentismo infiamma. Lo ha sempre fatto, perché è una idea di libertà. Ma ora lo fa di più, perché la gente sta male e l'indipendenza (che per molti è stata una scelta razionale e ponderata) a certi sembra la via più facile d'uscita.
Gli indipendentisti seri, quelli che hanno le carte per diventare classe dirigente, faranno più fatica a liberarsi di questa zavorra che a convincere gli scettici che l'indipendentismo è un percorso politico che offre chances di governabilità.
A me pare che Fois stia dicendo solo: state attenti. Certo, bisognerebbe dirgli che lo ha detto malissimo, è ovvio che uno che si vede accomunato ai troll della rete solo perché è indipendentista si incazza con lui. Bisognerebbe rispettare di più chi fa fatica a cercare modi pacifici, invece che buttare tutto nel calderone. Ma Fois non è mai stato uno che vedeva le finezze quando si è trattato di indipendentismo. Ricordo che in "Sardegna non c'è il mare" ci ha messi insieme agli anarcoinsurrezionalisti, categoria di misteriosi bombaroli di cui esiste traccia solo nelle teste della Digos...
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#18 Michela Murgia 2011-09-02 14:28
Vedi, Jonas, il mio problema è che ho una mentalità da tecnico di marketing quando si tratta di comunicazione politica: non è colpa di chi manca di finezza, cioè di chi riceve il messaggio, ma di chi manca di chiarezza e incisività, cioè di chi lo emette. Credi che ad accomunarci ai mitologici anarcoinsurrezionalisti sia stato solo Fois? Credi che tzia Maria Antioga, ammesso che conosca la nostra esistenza, ci distingua nettamente dai quegli indipendentisti che prendono a morsi i turisti sul molo di Olbia? E credi che il commentarium su Sardegna Democratica o quello su Sardegna24 aiuti in qualche modo a dirimere l'equivoco tra l'indipendentismo serio e gli indipendentisti bar&muretto a secco?
Non è Fois che manca di finezza. Siamo noi che fino a questo momento abbiamo reso poco intellegibili le differenze di teoria (e qualche volta pure di prassi). Troppo facile dar la colpa dell'equivoco al popolo bue che non comprende.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#19 stroszek85 2011-09-02 15:14
Chi lo nega Omar... Nel momento in cui si pensa di cambiare lo stato di fatto si stanno introducendo regole nuove, quando si introducono regole nuove si introducono nuove coercizioni. Inoltre tu parli di politica perchè guardi la questione da una certa prospettiva; mi sembra abbastanza ovvio che io escludendola o volendola escludere sto guardando la cosa da un altro punto di vista… Diciamo anche che mi sono espresso male, ok è così! Il fatto è che quando sento la parola politica io immagino i soliti partiti le solite persone e il popolo ignaro o quasi di sotto. Allora se tu stai parlando di una politica dal basso dove i movimenti o i partiti saranno una conseguenza (ribadisco Conseguenza) di questo “brulicare dal basso” mi sta bene la politica, se parliamo invece di un processo inverso allora non mi sta più bene. Certo parlando di indipendentismo è naturalmente spontaneo riportare la questione alla politica... Rimando a quello che diceva Michela su tzia Maria Antioga.

"Ho paura" dell'altra citazione significa che non ne sono certo e che non ho alcuna voglia o intenzione di sparare sentenze a caso data la mia abissale disinformazione in merito, come implicitamente dici (giustamente) anche tu... sto solo cercando di farmi un'idea, è da poco tempo che leggo cose su questo argomento ho 26 anni e credo mi sia concesso sparare anche qualche cazzata o comunque non conoscere determinate cose di un dibattito che è iniziato quando nemmeno ero nato. Per finire ti prego di non attaccarti alle parole singole o a piccoli gruppi; ti chiedo di fare uno sforzo (sempre che tu ne abbia voglia e che sia così tanto generoso -poiché avendo me come interlocutore potrai per la maggiore donare e basta-) e cercare di comprendere il senso generale di quello che tento di dire.
Per finire, per ora, ti dico che anch’io non vedo “delle ragioni valide per cui la Sardegna dovrebbe invece rimanere una regione marginale e subalterna di un'entità statuale più grande...”
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#20 Omar Onnis 2011-09-02 18:50
@stroszek85.
Non solo hai tutto il diritto di dire cazzate, ma sei anche in buona compagnia. ;-)

La verità in tasca non ce l'ha nessuno. Inoltre domandare è lecito, rispondere - in questi casi - è doveroso. Siccome ci siamo presi la bicicletta (dico, chi si sta cimentando direttamente in ambito politico), tocca a noi pedalare: indi per cui le risposte dobbiamo darle e anche convincenti.

Concordo con Michela quando sostiene che ci sia una elevata responsabilità dell'indipendentismo medesimo, nel fatto che per tanti sardi esso sia ancora un oggetto misconosciuto. Forse però bisogna aggiungere un paio di considerazioni:

1) questo è vero fino a un certo punto, dato che in tante comunità gli indipendentisti sono ben conosciuti ed anche votati (passaggio non automatico e quanto mai difficile da realizzare, quello dalla conoscenza, alla generica simpatia, al voto);

2) il sistema mass-mediatico sardo è centrato sulla televisione e sulla televisione italiana in termini largamente egemonici; quel che rimane dell'informazione - anche quando ha la veste di informazione "sarda" - è monopolizzato da centri di interesse ben precisi che fanno informazione "vincolata" o "controllata", e certo non rispondono a interessi generali e collettivi di tutti i sardi: farsi spazio efficacemente in questo scenario, per chi non ha grandi risorse al di là delle proprie idee, del proprio talento e del proprio impegno personale, non è facile; ma ci si prova e a volte ci si riesce.

Per saperne di più, comunque, in Rete c'è la possibilità di farsi un'idea abbastanza precisa di cosa propongono le varie formazioni indipendentiste. Poi si tratta di entrare in contatto più diretto, certo. Ma questo chiaramente è un passo successivo, che riesce più facile laddove le formazioni indipendentiste abbiano una strutturazione e una articolazione sul territorio e siano aperte al dialogo e al confronto.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#21 Adriano Bomboi 2011-09-02 18:59
Me ne frego Michela delle tue accuse di stalking, noi dicevamo le stesse cose che oggi col ProgReS portate avanti censurando gli altri. Se non era stalking quello...Non farti esperta più di quel che sei su questi temi.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#22 Adriano Bomboi 2011-09-02 19:48
In merito alla mitomania e all'hate speech non so cosa dirti, so solo che purtroppo il principale intellettuale del vostro movimento ieri diceva:

Citazione:
La domanda a questo punto sorge spontanea: è l'autonomismo che genera costantemente divisioni o sono i quattro mori che portano male all'unità dei sardi?
La risposta è, ovviamente...entrambe le cose.
Del resto autonomismo, quattro mori e disunità sono la stessa cosa, una stessa ed unica storia.
Certo, si dirà che c'è autonomismo e autonomismo. Infatti, c'è nell'autonomismo un'infinita gradazione di subalternità che va dall'ingenuo al patetico passando per il ridicolo.
Ognuno si scelga il suo.


Era il 2009, oggi parla di sovranismo con lo stesso Maninchedda che ieri molti indipendentisti definivano "anguillifero". Non riesco ad immaginare un 2011 con questi movimenti indipendentisti senza la critica che per anni abbiamo portato avanti nel web. Ah, non ho certo inventato l'acqua calda, ho solo messo in piazza le vostre contraddizioni e il graduale mutamento di linea che vi ha portati ad averne una simile a quella promossa in passato. Che cosa dovevo fare? Starmi zitto quando ancora si sventolavano bandiere di Che Guevara e si rideva al solo sentir parlare di riforme e di Europa? Quando penso a Michela Murgia indipendentista penso sempre al passato: e mi domando se lo saresti mai diventata con lo scandente livello dei vecchi movimenti e dell'assenza totale di contenuti che li accompagnavano. A me fa piacere che cambiate idea credimi, ma non esaltatevi troppo perché i danni fatti negli ultimi anni (e non da me) non sono semplici da mettere a posto.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#23 Michela Murgia 2011-09-03 00:40
Ma Bomboi, è proprio il fatto che te ne freghi che fa di te un molestatore seriale: lo stalker è per definizione un fanatico indefesso che se ne sbatte dell'effetto che ha sul prossimo. Non esiste un blog sardo dove tu non sia andato a scrivere che quella tal cosa l'avevi pensata prima e detta meglio di Sedda. La metà di quei blog ti ha giustamente bannato, l'altra ti ha preso come mascotte. Io appartengo mio malgrado alla seconda categoria: il Bomboipensiero viene per me direttamente dopo il Pieropensiero, il che - devi ammetterlo - quantomeno equivale a riconoscerti di avercelo, un pensiero.
Altri però, assai più scettici di me, non credono che tu abbia il tempo di pensare qualcosa, dato che passi le giornate commentando tutto quello che scriviamo. Lo fai apparendo contemporaneamente su Sardegna&Libertà, SardegnaDemocratica, Sardegna24, blog di pinco e di pallino, codesto medesimo, facebook tuo, mio, di tizio e di caio, twitter, google+, myspace, badoo, linkdin, il blog di Top Girl, la chat degli Amici di Maria e il sito di You Porn. Come ci riesci, Bomboi? Mistero. Certo se trombassi con la stessa indefessa determinazione che applichi alla molestia in rete io credo che risolveresti la crisi demografica dell'isola; se non oso invitarti a farlo è solo per timore di ritrovarmela popolata di tanti piccoli Bom-boys. Il tuo unico contributo al discorso indipendentista è ripetere in continuazione "noi l'avevamo detto prima", dove "noi" purtroppo non indica un gruppo di statisti chiusi in una stanza che rispondono solo a te, ma semplicemente la moltitudine delle tue ossessive personalità. Immagino che, con la lucidità della mosca cocchiera, quando saremo arrivati all'indipendenza sarai convinto di averci condotti tu.

Lo dico con simpatia, davvero.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#24 Adriano Bomboi 2011-09-03 09:36
Se sono bannato ovunque, com'è che mi danno credito ovunque allora? Deciditi. I casi sono due: o dico fesserie o dico cose serie e verificabili.
E continui a metterla sul personale, io faccio critiche politiche e non personali. (Si vede che provengo da un'altra scuola...). Se vuoi confutare quanto ho scritto poc'anzi su Sedda sono a disposizione. E sai benissimo che l'ho criticato per l'hate speech interno all'indipendentismo che in questi anni ha portato avanti. Ma non ho nulla contro di lui e mi fa piacere che stia cambiando opinione.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#25 Adriano Bomboi 2011-09-03 09:47
In merito al resto, cerca di avere più rispetto per gli altri. La nostra è un'associazione di persone che ha scelto il web come miglior strumento di critica politica ed abbiamo un dialogo anche con molte delle persone che gestiscono gli spazi che hai citato, con le quali c'è stima reciproca. Non ritratto nulla di ciò che ho fatto negli anni grazie ai miei collaboratori perché è servito anche a persone come te a riconoscerti in un indipendentismo meno urlato e più ragionato. Ma è facile arrivare con la pappa pronta dopo che altri per anni si sono presi gli insulti e solo per dire cose che oggi sembrano ovvie e scontate.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#26 Michela Murgia 2011-09-03 09:48
Adriano, come può essere una cosa seria e verificabile la commistione che fai del termine autonomismo - che indica l'area sardista tutta, una parte molto soriana del PD e qualche frangia quattromorista della destra sarda - con il concetto di sovranismo e sovranità, che è un passaggio politico obbligato per chi punta all'autodeterminazione di un popolo? E come puoi pensare quest'ultimo di essertelo addirittura inventato tu? Quando i grafici di iRS - gente che si laureava quando tu giocavi con le palette in spiaggia - ha fatto il restyling dell'immagine del movimento, tu hai scritto che si erano ispirati alle tue idee. Ecco, Bomboi, se qualcuno davanti a cose come questa ti dice che sei ridicolo non si tratta di hate speech, ma di un aiuto concreto e disinteressato verso l'autocoscienza della tua mitomania.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#27 Michela Murgia 2011-09-03 10:01
Adriano, da quello che scrivi se qualcuno ti leggesse per la prima volta penserebbe che sei a capo di un dipartimento di ricerca avanzata in sociologia politica. Ma dove ha sede la tua associazione? Qual è il suo statuto? Chi sono i suoi aderenti, quando e come si riuniscono, qual è lo scopo sociale? Nel migliore dei casi siete 4 amici (di cui tre siete tu, Adriano e Bomboi) che hanno un sito internet dove parlano al plurale pontificando sui percorsi altrui con cose dello spessore di "l'avevamo detto prima". Elaborazione politica autonoma: zero. Candidature alle elezioni: non pervenute. Interventi a cappero su ogni spazio web: a iosa.
Amico Bomboi, il rispetto non è assecondare queste tue fantasie. Quando sono entrata in iRS Gavino Sale era per me la figura più imbarazzante da cui potessi immaginare di essere rappresentata. Se ho accettato il percorso è perché ho riconosciuto il valore dell'elaborazione di Sedda e lo spessore delle persone che la stavano facendo fruttare, nonostante Sale. Non sei stato tu a sgrezzare il masso, datti pace.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#28 Adriano Bomboi 2011-09-03 10:06
Vedo che sei brava a confondere le idee e mi attribuisci pure cose non dette. Il termine sovranismo non l'ho certo inventato io, ma tra chi ha contribuito a diffonderlo tra gli amici che ti avrebbero riso in faccia al solo nominarlo fino a pochi anni ci sono io. Anche nell'idea di un indipendentismo meno urlato e capace di comunicare abbiamo dato un forte contributo: guardati le condizioni della IRS prima del 2007. Tutte coincidenze eh? Tu dai troppe cose per scontate. Continua a fare ironia spicciola, ma se vuoi argomentare un esempio di hate speech spacciato per politica da Sedda come quello che ti ho riportato poco sopra sono a disposizione. Proprio perché l'autonomismo non è tutto uguale non bisognava creare altre tensioni.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#29 Adriano Bomboi 2011-09-03 10:13
Non siamo un partito politico e lo sai. Se vuoi conoscere anche i nostri membri quando tornerai a Siniscola sarò ben lieto di invitarti un caffè. Ci troverai anche militari, gli stessi che i tuoi amici definivano mercenari in linea diretta con l'ideologia di Sardigna Natzione dalla quale eravate divisi. Saranno mica queste le grandi elaborazioni culturali? ;-)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#30 Michela Murgia 2011-09-03 10:20
Citazione:
Ma dove ha sede la tua associazione? Qual è il suo statuto? Chi sono i suoi aderenti, quando e come si riuniscono, qual è lo scopo sociale?


Non eludere le domande. Ho idea che dietro alle loro risposte ci sia il motivo per cui negli ambienti indipendentisti, anche di quelli dove credi di essere preso sul serio, sei considerato nel migliore dei casi una simpatica mascotte un po' svitata. Non esiste un'elaborazione politica che fa capo a te, Bombò: realizza questa dura verità. Non esistono pubblicazioni firmate da te, non esistono intellettuali che si ispirano al tuo pensiero, non esiste nessun "Centro Studi Bomboi" nelle campagne del Marghine. Sei un indipendentista singolo di area confusamente nazional-liberista a cui ogni tanto piace atteggiarsi a statista occulto, ispiratore delle altrui prese di coscienza. Tecnicamente il termine per definirti sarebbe "wannabe". Se davvero volessi partecipare ai processi di costruzione dell'autodeterminazione di questo popolo, faresti quello che stiamo facendo tutti noi: smetteresti di andare in giro a fare il Sardus Pater del pensiero altrui e ti impegneresti in prima persona. Candidati nel suo paese, appoggia una lista civica, sostieni un percorso concreto. Fino a quel momento ogni volta che apri bocca dal nulla della tua rilevanza appari come il famoso cane che abbaiava alla luna e pretendeva risposta.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#31 Adriano Bomboi 2011-09-03 10:30
Impegnarmi in prima persona? E con chi? Con movimenti che si fanno la rissa persino sulle bandiere? Per me non ci credi neppure tu. Lo so che ti prude che siamo reali e che abbiamo smosso il dibattito indipendentista. Ergo, se hai argomenti, spiegami cosa c'entra con la politica il seminare odio persino sui 4 Mori:

Citazione:
La domanda a questo punto sorge spontanea: è l'autonomismo che genera costantemente divisioni o sono i quattro mori che portano male all'unità dei sardi?
La risposta è, ovviamente...entrambe le cose.
Del resto autonomismo, quattro mori e disunità sono la stessa cosa, una stessa ed unica storia.
Certo, si dirà che c'è autonomismo e autonomismo. Infatti, c'è nell'autonomismo un'infinita gradazione di subalternità che va dall'ingenuo al patetico passando per il ridicolo.
Ognuno si scelga il suo.


Sedda nel 2009. Non è archeologia politica, è ieri. Non sono io quello che ha le idee confuse...Non me ne frega nulla dei tuoi attacchi personali a me, su *******[ndr. il tuo sito lo pubblicizzi in altri spazi] periodicamente troverai le persone che ci danno credito. Se hai argomenti usali al posto dell'ironia.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#32 Michela Murgia 2011-09-03 10:42
Dunque, ricapitolando:
  • Alle domande su chi sei/siete non rispondi.
  • Alla richiesta di manifestarti politicamente fai lo schifato.
  • L'anti-autonomismo di Sedda - chiarissima presa di posizione politica che ha messo a nudo i limiti del Psd'Az - ti sembra hate speech.

Lo capisci, Bomboi, perché non è possibile prenderti sul serio? Non illuderti del contrario solo perché qualcuno ti commenta il sito: se è vero che anche uno scoiattolo cieco ogni tanto trova una ghianda, figurati se non trovi tu qualche sprovveduto che ti dà retta.
Per oggi ho finito.
Quando mi torna la voglia di discutere so che sarai qui: la tua indole molesta è un bene rifugio stabile in questi incerti tempi di crisi.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#33 Adriano Bomboi 2011-09-03 10:52
ahaha "sprovveduto che ti da retta"...Parlo con diversi consiglieri regionali, decine di amministratori sparsi e svariati leader politici, militari, imprenditori e quant'altro. In politica come vedi sono già occupato ma sono poco interessato in questo momento della mia vita ad andarmene in giro a prendere applausi come fanno altri (non sto parlando di Sedda). Vuoi la lista dei nostri nomi e pure il codice fiscale? :) Posso solo chiederti di rispondere alla domanda che ti ho posto prima ma non vuoi farlo perché sai benissimo che ti inoltreresti in un terreno scivoloso.
L'anti-autonomismo mia cara esiste dal secolo scorso, non l'ha certo inventato Sedda. Non vorrai diventarmi mitomane pure tu? :) Te l'ho detto, apprezzo il nuovo corso del ProgReS. Ciò che non ho apprezzato invece è il tuo disprezzare l'altrui pensiero quando vi si ricorda chi siete stati fino a ieri...Dobbiamo tenere tutti i piedi per terra se vogliamo far crescere la Sardegna.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#34 Mario Pireddu 2011-09-03 10:55
Oddio, dove ho sbagliato? Sono arrivato all'indipendentismo attraverso un lungo cammino personale fatto di approfondimenti della storia sarda e di altre nazioni, di viaggi interni all'isola, di lettura critica dei testi di Wagner, Blasco Ferrer, Simon Mossa, Deledda, Atzeni, Bandinu, Sedda, etc. etc. Negli anni sono passato qualche volta sul blog SaNatzione (sarebbe interessante comparare i dati relativi al traffico del sito nei suoi 6 anni di esistenza per confrontarli con quelli di altri siti e portali su temi affini), ma ben poco delle mie personali convinzioni sull'indipendentismo viene da lì... anzi, personalmente ho non cento ma mille riserve sugli stessi concetti di ‘nazionalismo’ e 'movimenti identitari'. Conoscendo Sedda e il suo percorso accademico, poi, credo proprio che le sue elaborazioni in chiave non violenta e non nazionalista abbiano molto più a che fare con gli studi sociologici, antropologici e il post-colonialismo, piuttosto che con le elaborazioni di Bomboy ('Tradurre la tradizione' e 'Tracce di memoria', tra l'altro, sono del 2003 il primo e del 2005 il secondo... Sedda aveva già letto Bomboy?). E sul serio, anche io con i miei poveri strumenti culturali ancora non riesco a capire come 'nazione indipendente' e 'autonomia speciale' possano essere la stessa cosa.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#35 Michela Murgia 2011-09-03 10:55
Bomboi.
Anche io ti rispondo qui.
Non vuol dire in nessun senso, e questo credilo senza tentennamenti, che ti prendo sul serio.
Anzi.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#36 Adriano Bomboi 2011-09-03 11:06
Ma i primi testi di Sedda cosa c'entrano con la IRS del 2007 e tutto il resto? E' stato diffuso odio persino con chi usava la bandiera dei 4 Mori. Se questa è "elaborazione culturale" non lo so, i lettori penso ci arriveranno con la loro testa...
Pireddu, certo che nazione indipendente e autonomia speciale sono cose diverse in questo contesto. Ma chi parla di sovranismo dubito fortemente che non intenda far partire il proprio percorso dalla riscrittura dello Statuto Sardo (medesima finalità di vari autonomisti). Quindi bisogna decidersi: o proseguire con le etichette e le battaglie inutili sul sesso degli angeli, o fare quadrato per venire incontro ai bisogni della popolazione e proporre contenuti. Il ProgReS sta comprendendo (era ora) che la linea del settarismo non pagava più, sono ottimista sul futuro.

Michela, io invece ti do credito e continuerò a leggere i tuoi libri.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#37 Adriano Bomboi 2011-09-03 11:17
Ah Pireddu, parlavi anche della "innovativa" elaborazione non-violenta di Sedda..Ti risulta che in Sardegna sia mai esistita una consolidata attività terroristica di matrice indipendentista? Buon pranzo.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#38 Mario Pireddu 2011-09-03 11:37
I primi testi c'entrano perché è stato sostenuto che le elaborazioni di iRS e ProgReS dovessero tutto alla "critica indipendentista inaugurata 6 anni fa etc. etc.", mentre nascono già negli ultimi anni novanta quando gli studenti universitari Sedda, Sanna, Pala e altri formarono 'Su concordu', primo vero nucleo elaborativo di iRS. I testi di Sedda del 2003 e 2005 vengono direttamente dalla maturazione di quelle elaborazioni. Neanche io mi appassiono più di tanto a bandiere e simboli, ma non ho visto alcun 'odio' verso chi usa i 4 mori: semplicemente una diversa lettura delle vicende che hanno portato quel vessillo - appartenente a chi uccise migliaia di sardi che lottavano per la loro libertà - a diventare poi bandiera dei sardi. La conoscenza dei fatti storici la considero utile sempre e comunque, sia che provenga da Sedda sia che provenga da Casula o altri.
Sulla violenza non c'entra il terrorismo ma le modalità comunicative: i comunicati, i testi e le campagne elettorali dell'indipendentismo sardo pre-iRS sono davanti agli occhi di tutti. Mi limito a ricordare la terribile propaganda di Sardigna Natzione del 2007 per il referendum sulla statutaria (ne scrissi sul Manifesto Sardo: www.manifestosardo.org/?p=227), o il recentissimo slogan dell'iRS post-scissione, un brillante «Mandiamoli aff.... tutti, INSIEME».
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#39 Adriano Bomboi 2011-09-03 13:04
Io non ho detto che "dovessero tutto", ma una buona parte sì. Ad esempio nel 2005 abbiamo ideato online un prototipo di partito indipendentista non-nazionalista denominato "Progressisti" ed oggi nasce il ProgReS. Coincidenze? Non farmi postare la sequela di critiche contro certi comunicati IRS nel corso degli anni. Michela censura i link, è l'ultima rimasta a farlo nel web nei miei confronti. Ne ho un'archivio pieno di critiche mirate su questo o quel dettaglio (inclusa l'ultima campagna IRS che ricordavi), a partire dagli assalti della vecchia IRS in Costa Smeralda. In Su Cuncordu non esisteva alcun "non-nazionalismo" e c'era la solita comunicazione scura e rossa della simbolistica, la fotocopia di Sardigna Natzione. E che dire dell'Europeismo, dell'apertura a tutte le fasce di Sardi e l'assenza più totale di contenuti programmatici in merito alla riforma statutaria? L'innovazione non è stata inventare l'acqua calda, ma divulgarla in un ambiente dove se ti andava bene ti davano del "fascista"...La verità è che l'indipendentismo tout court era culturalmente più arretrato del sonnacchioso sardismo che contestava e tutt'ora deve ancora lavorare su parecchi punti se vuole crescere.

Ma Pireddu, un conto è la storia, altro conto è se la stessa persona che parla di storia sostiene che i 4 Mori "dividono e rappresentano un'area di pensiero che va dal ridicolo al patetico" (Sedda 2009). Quì non si tratta più di storia ma solo di ideologia e odio seminato per lungo tempo alimentando ulteriori tensioni. E poi si ha il coraggio di parlare di "hate speech". La storia ci insegna che quando questa si miscela alla politica si crea ben altro che il sedicente "non-nazionalismo" (che politologicamente non esiste), infatti si crea solo una forma tenue di sciovinismo, destinata ad attaccare le sigle politiche affini considerate rivali. E dire che anche Simon Mossa è cresciuto sotto ai 4 Mori...
Si è creata una guerra inutile, spacciata per "elaborazione culturale", che per anni ci ha allontanati dalle riforme e ha fatto perdere ulteriore credibilità all'indipendentismo. Proprio quando invece la combinazione del vecchio attivismo di IRS e l'impegno intellettuale degli attuali ProgReS, unitariamente al piccolo risveglio sardista poteva far nascere qualcosa di nuovo. Tutto azzerato. Le cause? Le stesse dagli anni 70 ad oggi: retaggi post-sinistroidi, protagonismi, anti-autonomismo ed anti-sardismo. Niente di nuovo sotto il sole. Ho sempre trovato interessante l'impegno di Sedda, ma mi sono sempre domandato come sia stato possibile per una persona intelligente scadere allo stesso livello di altri prima di lui di fronte a questi temi.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#40 MARCELLO FOIS 2011-09-03 14:23
BOMBOI FOR PRESIDENT!
Fantastico, imperscrutabile, immarcescibile, inscalfibile, impermeabile... Mi ricordi quegli innamorati non corrisposti che con tenacia riescono a convincere la bella di turno a capitolare. Sono convinto che se tu imparassi la misura potresti essere finalmente utile ad un dibattito. Dai retta, penso che persino Michela stia cominciando a nutrire un certo "affetto" nei tuoi confronti. Non rovinare tutto convincendoci che quella che appare come tenacia è solo ottusità. Io tifo per te, ma non ho un blog quindi qualcuno penserà che mi piace vincere facile. :lol:
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#41 Mario Pireddu 2011-09-03 14:27
A parte che non capisco questa ossessione per Sedda, mi pare che continuare a riportare una singola frase presa da un breve post su un blog sia decisamente scorretto e capzioso, a fronte di quel che ha fatto, scritto e dato alle stampe da anni, di ben altro tenore (riconosciuto peraltro anche da chi non condivide le sue idee). E non risponde nel merito alla questione che il testo sulla bandiera poneva: come mai ci si stringe intorno ai quattro mori, anche chi parla di 'coscienza nazionale', e nessuno che ricorda la battaglia di Sanluri? A me pare una domanda che apre una riflessione sulla memoria storica per tutti, indipendentisti e non: se poi la si vuole etichettare come un "continuare ad alimentare tensioni", a me questa posizione pare di chiusura verso le sollecitazioni e non di apertura.

Allo stesso modo parlare del pensiero altrui nei termini di "odio seminato per anni", "ideologia" - o "fantasticherie", "narcisismi", "sciocchezze" e "puerilità" come si legge nel sito sanatzione - non pare proprio coincidere con il dialogo, il riformismo e l'apertura di cui ci si fa portabandiera e di cui si lamenta l'assenza nei discorsi altrui.

Quanto ai personalismi che affossano la 'vera' elaborazione, direi che - per logica e coerenza - se stiamo parlando di cose come "io ho inaugurato nel web la critica indipendentista", sono d'accordo.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#42 Adriano Bomboi 2011-09-03 18:18
Pireddu, lo sanno anche i sassi che Sedda ha ripetuto per anni in ogni dove quel concetto. Lasci stare l'elaborazione accademica che c'entra ben poco col discorso. Parli con Cumpostu e con i sardisti.
E' per questo che ora si stan aprendo col ProgReS, dopo la scissione con IRS la loro credibilità nell'indipendentismo era colata a picco. In merito al resto, chi quì mi sta criticando oltre a qualche articolo di giornale (dovuto alla notorietà letteraria) ha fatto ben poco per l'indipendentismo (o a parte il reiterare le solite tensioni).

Fois non ti preoccupare che sono stato più utile di te nel dibattito indipendentista, non ho bisogno delle tue patenti e neppure di quelle di Michela che decide chi è titolato a parlare di una cosa e chi no. Sono stato aggredito per aver dato un'opinione e di conseguenza ho ricordato che l'hate speech è stato interno anche al movimento difeso da Michela. Per questo ho rilanciato le parole di Sedda.
Ad ogni modo ormai esiste una base indipendentista sempre più stanca di questo o quel santone che recita dogmi senza produrre risultati e farebbe bene la classe dirigente indipendentista a scendere dal piedistallo prima che ce li buttino giù altri...

Non rimangio la mia frase di aver inventato la critica indipendentista nel web: è la verità. Ed anche questa discussione dimostra che rimane necessaria. ;-)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#43 Marco 2011-09-03 19:44
Pireddu faccio parte di U.R.N. Sardinnya con Bomboi e se vuoi sapere perché si parla poco della battaglia di Sanluri ti do 3 argomentazioni:

1) Usare la storia a fini politici non è "non-nazionalismo", è nazionalismo ottocentesco.
2) La storia si divulga dalla Pubblica Istruzione, non dalle piazze, quindi attraverso le riforme, le stesse di cui TUTTI i movimenti indipendentisti per anni non hanno parlato in quanto occupati a scannarsi a vicenda.
3) Il nostro gruppo è quello che da anni sta cercando di far capire ai movimenti l'utilità delle riforme. Per fare questo abbiamo ricordato diverse volte anche il lavoro del Comitadu pro sa noa carta de logu.

E se si offende il nostro lavoro siamo obbligati a rispondere, non abbiamo offeso nessuno.

Marco Corda
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#44 Mario Pireddu 2011-09-03 19:46
Sarà che non sono un sasso ma una persona con le sue difficoltà di ragionamento... ma l'elaborazione accademica c'entra eccome, e posso testimoniarlo in prima persona dato che ho conosciuto Sedda-Sanna-Pala etc a Roma, proprio mentre costruivano il primo nucleo di quella che sarebbe diventata poi iRS. E anche solo a leggere i testi e gli articoli di Sedda e Sanna, onestamente si vede eccome che c'entra l'elaborazione accademica :)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#45 Mario Pireddu 2011-09-03 19:57
@ Marco: a me pare che una cosa sia evidenziare come i sardi non sappiano niente di quando scomparvero come entità collettiva sovrana, dando vita a secoli di dominio straniero sull'isola; e un'altra sia fare 'nazionalismo ottocentesco', che sinceramente mi pare quanto di più distante da quel che si legge nei libri di Sedda (e in questo pesa l'elaborazione accademica di cui sopra).

La storia si divulgherà dalla Pubblica Istruzione, ma se la pubblica istruzione alla storia sarda dedica pochissimo spazio non mi pare un delitto cercare di farla conoscere in altro modo (e poi, seguendo questa logica, chiunque non appartenga al ministero o all'università non dovrebbe essere titolato a parlare di storia?).

Il vostro gruppo francamente lo vedo inserito in una galassia di blog, siti e portali che affermano più o meno tutti di essere fondamentali per la causa sarda. Uno spazio come altri in cui dire la propria e cercare di fare dibattito (il numero dei commenti di un sito, così come i vari repost nei social network, sono a questo proposito molto indicativi della reale incidenza nel dibattito).
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#46 Adriano Bomboi 2011-09-03 22:02
Dire che i Sardi siano stati nazione cosciente non è storia ma politica e qualsiasi accademico potrà confermarle la cosa. La contestualizzazione nel presente di simbologie passate attinte dalla storia è anch'esso nazionalismo. IRS l'ha fatto con l'albero giudicale, i nazisti con la svastica. Ma certo che poi Sedda e soci non sono beceri autoritari, ma se studia l'evoluzione del nazionalismo a livello storico e politologico si renderà conto che in Sardegna siamo arrivati al ridicolo giudicando persino chi ha usato i 4 Mori. E tutto questo con la storia non c'entra nulla. Andarsene in giro a spargere odio non significa far conoscere la storia. Non ho dubbi che la sua difficoltà di ragionamento che dice di avere lo porterà alle medesime conclusioni.
Io so solo che se aspettavamo l'elaborazione "culturale" della vecchia IRS oggi nei nostri spazi staremmo ancora a parlare di bandierine europee e della necessità di far accettare ogni fascia di Sardi nel quadro della causa indipendentista. Tutt'ora, questo mese, stiamo trattando il problema dei tanti sardi militari che lavorano in continente e di cui a questi movimenti da 1% importa ben poco. Se veramente intendevano promuovere un nazionalismo civico (ops, "non-nazionalismo") i fatti dovrebbero seguire la retorica.

In merito al dibattito: mi citi un forum o un altro spazio nel web nel quale esiste da 6 anni una critica mirata e sistematica volta alla riforma ed all'unità dei movimenti. Tutti i blog sono recenti al riguardo e personalistici, cioè non rappresentano le idee di un gruppo di persone. Noi siamo persino il primo organismo indipendentista ad aver ospitato la parola del Papa e comunicati da sindacati di Polizia e della Confindustria Sardegna. Dove sia il dibattito nell'indipendentismo non si capisce, l'unico strumento con cui esso va avanti sono le critiche nel web, perché è l'unico spazio in cui poter parlare liberamente e arrivare alle centinaia di giovani indipendentisti che usano internet. Le persone (purtroppo) non dibattono, litigano ma leggono. Anche questa discussione influenza chi la sta seguendo e si farà un'idea con la propria testa.
Se non avessimo migliaia di visite e sempre in crescita, le garantisco che avremmo chiuso la baracca molto tempo fa. Neppure mi risulta che altri blog abbiano mai creato veri e propri prototipi politici con tanto di linea politica come provocazione verso il complesso dell'indipendentismo sardo. 6 anni fa si parlava di Progressisti ed oggi c'è il ProgReS, da diversi anni stiamo parlando di PNS e tra qualche anno non mi stupirebbe assistere alla nascita di un Partito Nazionale Sardo. Siamo già nella fase in cui si sta accettando il sovranismo.

Alle riforme caro mio non ci si arriva spalleggiando teorie in cui si critica chi usa i 4 Mori....Ecco perché l'indipendentismo attuale è la prima spalla del centralismo italiano.
Esco, buona serata.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#47 Mario Pireddu 2011-09-04 03:04
I paesi che nella loro storia hanno cambiato vessillo per motivi legati a questioni di dominio esterno e di perdita di sovranità non sono pochi, e se per alcuni si tratta di questioni 'ridicole', per altri evidentemente non lo sono. Bisognerebbe rispettare anche chi non la pensa come noi, no?

Insomma, paragonare il recupero dell'albero giudicale (simbolo di una forma statuale autonoma storicamente esistita in Sardegna) all'uso esoterico che il nazismo fece della svastica mi pare francamente ardito. Sia da un punto di vista accademico che nella chiacchiera da forum.

Se "la critica mirata all'unità dei movimenti" viene da chi lamenta l'uso di epiteti quali 'patetico' e 'ridicolo' per poi etichettare come ridicolo il pensiero altrui (post qui sopra), ammetto che faccio ancora fatica a riuscire a seguire la bontà del ragionamento.

Dare della 'spalla del centralismo italiano' a chi non ha le nostre idee (così come evocare il parallelo col nazismo, da sessant'anni classico espediente per demonizzare la controparte), sono cose sentite troppe volte e da troppe persone, e peraltro è lo stesso modo di fare che nei discorsi che leggo qui si rileva come negativo quando riferito ad altri. Come dire:
- se Tizio dice che Caio in realtà fa un favore a Roma è uno che lavora contro l'unità e per generare tensioni e spargere odio
- se Bomboi dice che Tizio è spalla del centralismo italiano, sta lavorando per l'unità e per stemperare tensioni e spargere pace.

Se la logica non è un'opinione, almeno per come la vedo io, allora deve valere per tutti, per noi come per gli altri. Applicando il 'due pesi, due misure' non si va tanto lontano, almeno per quel che riguarda la costruzione di un dibattito che sia realmente un dialogo.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#48 Adriano Bomboi 2011-09-04 12:28
Guardi, la discussione è ormai declinata. I lettori hanno compreso la situazione. Ha capito benissimo ciò che ho detto: definisco ridicolo il comportamento politico di spargere odio su una bandiera e solo per questioni di bottega. Non è nazismo ovviamente ma è nazionalismo della peggior specie travestito da sedicente "non-nazionalismo". In merito al resto, e non dovrebbe essere dimenticato, proprio questo mese ho persino sostenuto che Sedda dovrebbe avere una cattedra universitaria in Sardegna e occasionalmente ospitiamo suoi articoli perché li condividiamo. Ma un conto sono le trovate accademiche, altro conto distorcere il lavoro accademico per ragioni politiche al fine di creare tensioni. Al nazionalismo italiano non si replica con questi toni, altrimenti dove sarebbe il tanto decantato "gandhismo" di cui si parla?

Se poi vogliamo parlare di trovate culturali nell'indipendentismo si chieda come la quasi totalità dei movimenti indipendentisti è fortemente statalista, generalmente avversa all'iniziativa privata e persino reticente a trattare temi quali la pubblica sicurezza. C'è ancora molta sinistra post-sessantottina italiana da scrostare via se vogliamo creare in Sardegna un moderno liberalnazionalismo aperto a tutti.

Io ho fatto una critica sui contenuti, Michela me l'ha fatta sul piano personale. Ma siccome anche questa nel suo piccolo è dialettica politica, cercherò di non prendere gli sciocchi scherni di Michela Murgia come un insulto personale e una grave mancanza di rispetto a me ed al lavoro del nostro gruppo.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#49 Adriano Bomboi 2011-09-04 12:30
Citazione:
Se poi vogliamo parlare di trovate culturali nell'indipendentismo si chieda come la quasi totalità dei movimenti indipendentisti è fortemente statalista, generalmente avversa all'iniziativa privata


Quì sopra intedendevo "come mai". Pardon.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#50 Daniele Addis 2011-09-04 12:49
Scusate, intervengo per firmare il giro di boa: il commento numero 50 è il mio! Ora continuate pure ;)
Citazione | Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

I tuoi messaggi non saranno censurati in pubblicazione ma devo specificare alcune regole obbligatorie a cui devi attenerti.

Non sono consentiti:

1. messaggi pubblicitari
2. messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Eventualmente mi riservo di cancellare messaggi dal contenuto chiaramente offensivo verso terzi. Negli ultimi 6 anni questa circostanza si è verificata solamente 3 volte.

Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003 Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.
Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell’art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:

* I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l’attività informativa del sito
* Il conferimento dei dati è facoltativo e l’eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
* I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione.


Codice di sicurezza
Aggiorna

Twitter non risponde in questo momento
Twit twit... ops! Qualcosa è andato storto, prova più tardi!
1 Jan 1970
1 Jan 1970
Crea Blog Gratis

"Gramsci è intellettualmente sexy" (Salone del libro 2011, Odio gli indifferenti)

Per ricevere via email le news scrivi il tuo indirizzo: