Parzialmente nuvoloso

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Nella sua rubrica Italians Beppe Severgnini, con un'amarezza che gli è insolita, sul Corriere di stamattina ha chiarito perfettamente il fatto che le prossime elezioni europee sono una pagliacciata, buona solo per piazzare i politici trombati e le amichette di quelli eletti.

Forse rassegnato, certo allibito, vagamente nau­seato. Fesso, no. Non voterò alle Europee il 7 giugno. Se le elezioni per il Parlamento nazio­nale sono state un'umiliazione — liste blocca­te, nostro compito era ratificare le nomine dei partiti — quelle per l'Europarlamento s'annunciano co­me una provocazione. Dico, avete visto chi vogliono candidare? Vecchi delusi, giovani amiche, soliti trombati, parenti invadenti, ex po­tenti indigenti, funzionari sconosciuti. I ristoranti di Stra­sburgo e Bruxelles li aspettano a braccia aperte: ammesso che ci vadano, una volta eletti. I siti lo scrivono, i giornali lo riportano, le radio ne accennano. Ma davanti ai foto­grammi dall'Abruzzo — diciamolo — chi ha voglia di di­scutere l'opportunità della candidatura Mastella?

Severgnini elenca dettagliatamente i motivi di disgusto che prova come italiano, ma forse non sa che i sardi oltre a quelli ne hanno anche uno in più: per la mia isola queste elezioni sarebbero una farsa in ogni caso, perché la Sardegna - in barba alle promesse di creare un collegio a parte che Berlusconi aveva fatto ai creduloni in periodo pre elettorale - è rimasta saldamente accorpata alla Sicilia, che avendo più del triplo degli elettori, si prende ovviamente tutti gli otto seggi in ballo. Per noi quindi le prese per il culo sono ben più d'una.

Per questo io farò di più che non andare a votare: andrò al seggio e - aderendo alla provocazione di iRS - infilerò nella mia scheda intonsa questa lettera, che è possibile scaricare e stampare da qui:

Cara Europa,
sei una comunità di culture, lingue, popoli e nazioni diverse tra loro unite nella costruzione di uno spazio politico di pace, democrazia e benessere. Noi sardi, nostro malgrado, siamo esclusi dal tuo Parlamento perchè il sistema elettorale italiano prevede un collegio Sardegna-Sicilia che ci impedisce di eleggere nostri rappresentanti nell’istituzione che decide su aspetti fondamentali della nostra vita quotidiana.

È l’ennesimo frutto avvelenato dell'autonomismo e di una classe dirigente isolana che, nonostante le belle parole, non ha scandalosamente saputo né voluto agire per dare alla nazione sarda almeno una parte della rappresentanza europea che le spetta. I partiti italiani ci invitano nuovamente ad andare a votare per persone che nel tuo Parlamento non andranno di certo a fare gli interessi della Sardegna.

Io non credo sia giusto. Non voterò ancora un politico che non mi rappresenterà, ma non mi astengo.
Preferisco inserire questa Lettera nella scheda elettorale per denunciare l’insopportabile assenza sarda dal Parlamento Europeo. Preferisco far sentire la mia voce e agire affinché la Sardegna possa costruire la propria sovranità e possa eleggere 7 europarlamentari, così come fanno nazioni indipendenti come Malta o Cipro che tra l'altro sono isole molto più piccole di noi.

Cara Europa, spero che questa lettera ti arrivi e spero che tanti altri sardi, residenti in Sardegna o disterrati, facciano come me e sappiano riconoscere chi fa veramente i loro interessi.

Un modo per sprecare il voto, mi si dirà.
Perché, invece prima?

Commenti  

 
#1 dorian 2009-04-09 16:17
Sembra certamente una proposta provocatoria, ne capisco lo scopo ma non mi è chiaro il destinatario. iRS, se non ho capito male, punta a fare una campagna lenta per preparare il terreno per la Sardegna come stato indipendente. Sempre se non ho capito male respinge le proposte autonomiste ed ogni tipo di rivendicazione autonomista (posizione equiparabile a quella criticata da Benhabib su the claims of culture che citai qualche post fa).
Nonostante la precisazione iniziale ('affinché la Sardegna possa costruire la propria sovranità') non rischia di venire percepita solo come 'possa eleggere 7 europarlamentari' + 'e poi vi votiamo' e quindi, sostanzialmente, come una zappa sui piedi? Retoricamente non rischia di essere controproducente?

E' nonostante ciò l'idea meno peggio credo. Un'astensione non avrebbe fatto rumore. Le percentuali di affluenza sono abbastanza basse mi pare in genere, quindi l'astensione si sarebbe persa nel mare degli astenuti. In sintesi: boh.

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#2 Michela Murgia 2009-04-09 16:31
La situazione della Sardegna abbinata elettoralmente alla Sicilia - collegio dove conta come il due di briscola - è la sintesi perfetta del risultato autonomista: finché saremo 'un pezzo di', saremo sempre e comunque ininfluenti, non solo sul pezzo più grosso, ma proprio su noi stessi, sulle cose che ci riguardano.

L'operazione di iRS in questo senso è un atto politico puro: non è utile in senso elettorale, ma serve a far riflettere, nella misura in cui è reso noto, sul fatto che nazioni molto più piccole della Sardegna hanno la loro rappresentanza e la loro sovranità.
Il destinatario è quindi... il pregiudizio dei sardi su sé stessi, l'idea costante che da soli non saremmo mai abbastanza grandi per contare (come se adesso che siamo 'a part of' invece contassimo).

Il rapporto con l'Europa ovviamente prescinde dall'Italia, anzi, per quanto riguarda la Sardegna, l'Italia è l'ostacolo per quel rapporto, visto che è proprio in quanto 'pezzo' dell'Italia che non possiamo eleggere i nostri rappresentanti.
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#3 Bomboi Adriano 2009-04-09 16:40
L'iniziativa è buona Michela ma l'autonomismo non c'entra. Il problema sta in capo a leader politici locali i quali devono semplicemente rispondere a scelte delle segreterie centrali.
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#4 Joyce Lussu 2009-04-09 17:01
:
l'autonomismo non c'entra. Il problema sta in capo a leader politici locali i quali devono semplicemente rispondere a scelte delle segreterie centrali.


A me sembra invece che sia proprio l'autonomismo, perché è l'autonomismo che tiene in piedi e legittima il rapporto velenoso tra locale e centrale.
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#5 Bomboi Adriano 2009-04-09 17:21
I politici locali non seguirebbero le scelte dei centrali se fossero insiti in un partito territoriale come ad esempio IRS è. Ogni partito è come una squadra, l'assetto istituzionale della Regione (tra l'altro non veramente autonomo) non c'entra nulla. I membri della squadra seguono delle direttive, quelle dell'indipendentismo arrivano dalla Sardegna, quelle di PD, PDL, IDV, etc arrivano da oltremare. Ecco perché in passato criticai la scelta del voto disgiunto di Michela: O si sta dalla parte dei partiti territoriali oppure di quelli centrali, ma non con il piede in due staffe.
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#6 Michela Murgia 2009-04-09 17:50
Adriano, il voto disgiunto per Soru non solo non era un voto al PD, ma era un voto contro il PD, cosa che si è rivelata ancora più vera valutando a urne chiuse il divario tra i suoi voti e quelli della coalizione.
Nel caso di iRS era una mediazione molto responsabile tra l'ideale e la consapevolezza che la maggior parte delle persone che votano in Sardegna lo fanno sotto il ricatto di una clientela, di un posto di lavoro o di una promessa di qualche tipo. Fare finta che queste cose non esistano è ipocrita.

I compromessi peggiori non erano nel voto disgiunto, ma nei partiti cosiddetti territoriali che hanno accettato accordi di tipo unionista senza averne affatto bisogno, comportandosi di fatto come un partito con sede altrove. Un conto è sapere che c'è un sistema di clientele, altro conto è entrare a farne parte come clienti.
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#7 dorian 2009-04-09 19:01
(alla risposta di Michela alla mia domanda)

ok, così ha molto più senso. se i destinatari sono interni (via sito, scrutatori etc) senza criteri di utilità (almeno per ora) il tutto ha molto più senso. Dankeschoen!
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#8 Bomboi Adriano 2009-04-09 20:53
Michela, in tutto il mondo i partiti nazionalisti talvolta fanno accordi con i partiti centrali ed è il programma a giustificarli (quindi non l'ideologia, come nel caso Sardo dei Rossomori). Se poi i signori Sardisti si vendono o si sono venduti in passato, questo è un'altro discorso ma non c'entra nulla con l'autonomia mai applicata, nè sviluppata. Altrove l'indipendentismo la usa con discreto successo. Il fatto invece di votare direttamente un partito centrale perché si vede il 'Lussu di turno' (parole che sono anche di Franciscu Sedda nel giudizio su Soru), produce il rischio di ottenere la cura peggiore del male. Non è comunque vero che buona parte dei cittadini alle ultime regionali abbia votato per ragioni clientelari, la clientela sorge nel momento in cui non solo si promette una cosa ma l'elettore ottiene quella cosa in qualche settore pubblico o privato. Spesso si vota per simpatia o per indefiniti criteri di fideizzazione col politico locale (perché il cittadino comune ritiene che così facendo, ne deriveranno poi chissà quali benefici al territorio). Il problema reale è che l'indipendentismo non ha i mezzi finanziari e mediatici (oltre che capillarizzazione nel territorio) per divulgare i suoi temi ed a ciò si aggiungono i logoramenti delle poche risorse a disposizione a causa di lotte intestine tra sigle, spesso basate su motivanti che, se osservate nel dettaglio, sono veramente prive di senso pratico.
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#9 Oliver Perra 2009-04-11 13:32
Ciao Michela sono d'accordo che questa vicenda dimostri per l'ennesima volta il fallimento dell'idea autonomista. Questa volta c'era stata una convergenza trasversale di molti senatori e deputati sardi di diversi schieramenti per richiedere una rappresentanza sarda nel parlamento europeo. Nonostante questa convergenza trasversale di forze, nonostante vibranti interrogazioni parlamentari, i parlamentari sardi uniti non riescono ad ottenere una cosa elementare e sacrosanta come avere un rappresentate sardo al parlamento europeo (assise dove si decidono tra l'altro molte delle politiche agricole che riguardano direttamente l'economia sarda). Se i paralmentari sardi uniti non riescono ad ottenere una cosa tanto elementare (dopo essere stata addirittura promessa), possiamo forse continuare a far finta che gli interessi e le istanze della Sardegna possano essere ascoltati all'interno dell'assetto istituzionale italiano? Il problema non sono i politici sardi (o non solo, quantomeno): sono convinto che i politici sardi volessero sinceramente una rappresentanza per la Sardegna (anche perche' ci rimettevano la faccia in questo caso). Il problema sono gli attuali assetti istituzionali: 1 milione e mezzo di sardi e i loro rappresentanti non possono pretendere di essere nient'altro se non marginali all'interno dello stato italiano.
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#10 Michela Murgia 2009-04-11 14:57
Condivido ogni virgola, Oliver. Finché vincolati al resto d'Italia, non c'è accordo tra noi che valga quanto un diktat da Roma.
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#11 Bomboi Adriano 2009-04-11 17:51
Vedete, l'autonomismo per l'indipendentismo nel mondo non è la carta statutaria Sarda del 1948. Non è un fine ma un mezzo. Se non imparate a scindere le cose (che volutamente SNI ed IRS negli anni hanno confuso per accreditarsi un po di gloria) non capirete mai il nesso tra i vari problemi. Un vero autonomismo intanto avrebbe operato per il conseguimento di maggiore sovranità con più riscritture dello statuto regionale. Ma in Sardegna questo lavoro chi lo fa? L'indipendentismo che rifiuta a priori l'autonomismo (poiché affetto dalla Sindrome Azionista)? Oppure i Sardisti che troppo spesso si dimenticano negli anni qual'è il loro compito? Se nessuno dei due (tra l'altro divisi su questi grandi temi) muove le chiappette, allora stiamo freschi se pensate che membri dei partiti centralisti dirimano la questione nei tempi previsti. Questo quindi va oltre il singolo problema del collegio mancante a Strasburgo ma tocca una lunga serie di temi, tra cui la fiscalità. E' ovvio che l'autonomismo non c'entra assolutamente nulla. L'autonomia è un work in progress, ma se nessuno la muove, è inutile stare lì a sbraitargli contro. Se qualcuno non l'ha ancora capito..siamo noi dei partiti territoriali a dover muovere queste cose e non aspettarci nulla da nessun'altro. Io ci ho parlato anche con due deputati che si stavano interessando alla questione, tutta propaganda...tra qualche mese faranno quello che la testa della loro squadra a Roma ordina. Purtroppo noi indipendentisti/sardisti siamo tutti presi da divisioni, dogmi e strategie completamente estranee a trattare la necessità di cui sopra.
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#12 Federico Gandolfi 2010-08-12 19:35
Mi permetto di rispondere in modo ironico a questa bella iniziativa: ogni tanto sarebbe carino aggiornare i propri lettori sul risultato dei propri appelli e far conoscere chi ha sprecato il proprio voto e chi no.


Cara Europa,
sono davvero felice che abbia raggiunto questa considerazione nelle menti degli indipendentisti di tutta Europa. Purtroppo gli stessi si scordano che sei stata voluta e costruita dagli stessi stati nazionali che loro tanto odiano, ma ammettere questo sarebbe niente in confronto a quello che segue.

In questo ultime elezioni un partito (nemmeno candidato non avendo i numeri e la forza per eleggere nessuno) ha diffuso il seguente appello "Noi sardi [...] siamo esclusi dal tuo Parlamento perchè il sistema elettorale italiano [...] ci impedisce di eleggere nostri rappresentanti". Grande è stato lo stupore quandi con lo stesso sistema elettorale un altro partito è riuscito benissimo ad eleggere il proprio rappresentante: Giommaria Uggias dell'Italia dei Valori. Il silenzio tombale: hai voglia adesso a "denunciare l’insopportabile assenza sarda dal Parlamento Europeo". Attivisti, aderenti e simpatizzanti, improvvisamente muti dopo aver mentito agli elettori. E, ancora più grave, aver danneggiato gli interessi dei sardi ad essere rappresentanti nel parlamento europeo. Mentre altri sardi lavoravano per garantirli.

Cara Europa, non preoccuparti che gli italiani saranno sempre al tuo fianco, mentre ad altri interessi giusto per la campagna elettorale, in cui magari chiedere anche una rappresentanza slegata dalla popolazione (che è di 1-2 deputati ogni milione di abitanti)!

Firmato,
una persona che FA gli interessi della Sardegna :)
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#13 Daniele Addis 2010-08-12 19:50
Citazione Federico Gandolfi:
Mi permetto di rispondere in modo ironico a questa bella iniziativa: ogni tanto sarebbe carino aggiornare i propri lettori sul risultato dei propri appelli e far conoscere chi ha sprecato il proprio voto e chi no.


Cara Europa,
sono davvero felice che abbia raggiunto questa considerazione nelle menti degli indipendentisti di tutta Europa. Purtroppo gli stessi si scordano che sei stata voluta e costruita dagli stessi stati nazionali che loro tanto odiano, ma ammettere questo sarebbe niente in confronto a quello che segue.

In questo ultime elezioni un partito (nemmeno candidato non avendo i numeri e la forza per eleggere nessuno) ha diffuso il seguente appello "Noi sardi [...] siamo esclusi dal tuo Parlamento perchè il sistema elettorale italiano [...] ci impedisce di eleggere nostri rappresentanti". Grande è stato lo stupore quandi con lo stesso sistema elettorale un altro partito è riuscito benissimo ad eleggere il proprio rappresentante: Giommaria Uggias dell'Italia dei Valori. Il silenzio tombale: hai voglia adesso a "denunciare l’insopportabile assenza sarda dal Parlamento Europeo". Attivisti, aderenti e simpatizzanti, improvvisamente muti dopo aver mentito agli elettori. E, ancora più grave, aver danneggiato gli interessi dei sardi ad essere rappresentanti nel parlamento europeo. Mentre altri sardi lavoravano per garantirli.

Cara Europa, non preoccuparti che gli italiani saranno sempre al tuo fianco, mentre ad altri interessi giusto per la campagna elettorale, in cui magari chiedere anche una rappresentanza slegata dalla popolazione (che è di 1-2 deputati ogni milione di abitanti)!

Firmato,
una persona che FA gli interessi della Sardegna :)

Ma come Federico, ceto che ne abbiamo parlato dell'elemosina di Di Pietro! E poi chi è che odia gli stati nazionali? Io ne apprezzo tanti e l'Europa non mi dispiace. LA rappresentanza si chiede in base al fatto che ci si ritiene un popolo, non una frazione di un'altro popolo. Ecco Federico, tu ritieniti pure fraziene periferica e continua a far carriera nell'elemosinare qualcosa dai buona italici, noi intanto pensiamo alle cose serie... non alla fuffa (bellissima la candidatura del "nuovo" Palomba aSassari, si vede che voi dell'IDV avete proprio "valori" italiani).
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#14 Federico Gandolfi 2010-08-12 20:12
Daniele, "l'elemosina" di DiPietro è quella per cui avete persino lanciato questa campagna mediatica che vi si (uso il plurale come fai tu) è ritorta contro, insomma, sembravate tenerci abbastanza a questa elemosina. La stessa "elemosina" poi sarebbe il lavoro di migliaia di attivisti dell'IdV sardi uniti insieme per ottenere e raggiungere un obiettivo, e per il quale potresti mostrare maggiore rispetto.

Io mi ritengo un popolo (italiano) al pari degli altri, e non sono d'accordo che il mio popolo debba contare 5 o 10 volte di più degli altri, solo per l'ordinamento statale: non mi piacciono i trattamenti di favore. Fra l'altro tu magari desideri l'indipendenza di ogni assurda regione europea, e con questo metodo (perché essendo persone coerenti mica può essere indipendente la Sardegna e basta!) il Parlamento Europeo arriverebbe a ... 2000 deputati? Quando si dice una proposta con basi solide.

Concludendo potresti cercare di stare sull'argomento (ma era vero quello che c'era scritto nel foglio di iRS?) invece di fare attacchi personali: anche perché Palomba si è candidato a Cagliari :) e indovina quant'è vecchio politicamente Palomba? Fammi ricordare, sta in politica dal 1994.. e mi sa che Gavino Sale ci sta da altrettanto tempo in politica, forse di più. Poi alle scorse elezioni Sale ha lavorato per tenere la Sardegna fuori dall'Europa, Palomba ce l'ha fatta ritornare :) ma per carità, meglio gli slogan dei fatti. Avvidezzi
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#15 Daniele Addis 2010-08-12 21:23
Bravo Federico, continua a lavorare per moralizzare l'Italia, vedrai che arriverete lontano, tanto è solo questione di buoni e cattivi... i buoni siete ovviamente voi.
Evidentemente dei diritti di un popolo ad essere rappresentato non te ne frega niente, a meno che non sia tu a decidere chi abbia diritto di rappresentanza o meno.

Strano che uno a cui non piacciono i trattamenti di favore consideri doveroso e legittimo che lo stato trasferisca fondi alla Sardegna e se ne freghi allegramente, insieme al suo partito, delle entrate... come mai non fate una battaglia per una cassa sarda delle entrate? Ah, certo, voi siete italiani, il popolo sardo praticamente non esiste.

Dai, in bocca al lupo e moralizza più che puoi, vedrai che i corrotti spariranno tutti, basta crederci. ;)
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#16 Federico Gandolfi 2010-08-12 22:00
Grazie Daniele, sono davvero felice che non sappia fare nient'altro che attaccare me e cambiare argomento.

Ti sei fatto un'unico viaggio mentale campato sul nulla, che uno deve anche sforzarsi di capire cosa tu voglia dire: ad esempio a me non me frega niente dei diritti di un popolo (immagino sia quello sardo), infatti io quel popolo l'ho fatto rappresentare.. a me non frega niente dei diritti di un popolo, infatti la proposta di legge per il collegio sardo e la rappresentanza l'ha depositata Palomba. Hai presente, il vecchietto riciclato?

Poi, strano, ho le stesse rivendicazioni sulla vertenza entrate, che mh... mi sembra fossero state ottenute dalla mia coalizione di governo. Soru, Prodi, quella gente lì. Però stranamente ho la stessa posizione senza la faccia tosta di dimenticare che il bilancio Sardegna-Italia non è limitata a quella voce, ma ci sono n volte quei soldi messi "dall'Italia" in stipendi, pensioni, scuole, ospedali e tutto il resto.. e quindi mi coprirei di ridicolo a dire che "l'Italia è in debito con la Sardegna". Giusto per far capire la piccola differenza fra guardare ai fatti e fare propaganda. A zent'anni!
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#17 Daniele Addis 2010-08-12 22:21
Citazione Federico Gandolfi:
Grazie Daniele, sono davvero felice che non sappia fare nient'altro che attaccare me e cambiare argomento.

Ti sei fatto un'unico viaggio mentale campato sul nulla, che uno deve anche sforzarsi di capire cosa tu voglia dire: ad esempio a me non me frega niente dei diritti di un popolo (immagino sia quello sardo), infatti io quel popolo l'ho fatto rappresentare.. a me non frega niente dei diritti di un popolo, infatti la proposta di legge per il collegio sardo e la rappresentanza l'ha depositata Palomba. Hai presente, il vecchietto riciclato?

Poi, strano, ho le stesse rivendicazioni sulla vertenza entrate, che mh... mi sembra fossero state ottenute dalla mia coalizione di governo. Soru, Prodi, quella gente lì. Però stranamente ho la stessa posizione senza la faccia tosta di dimenticare che il bilancio Sardegna-Italia non è limitata a quella voce, ma ci sono n volte quei soldi messi "dall'Italia" in stipendi, pensioni, scuole, ospedali e tutto il resto.. e quindi mi coprirei di ridicolo a dire che "l'Italia è in debito con la Sardegna". Giusto per far capire la piccola differenza fra guardare ai fatti e fare propaganda. A zent'anni!

Sei tu che hai detto che non ti piacciono i trattamenti di favore... a quanto pare ti piacciono eccome, evidentemente l'assistenzialismo tira, anche per i pragmatici italiani dei valori. De gustibus.

Ah, bella la vertenza entrate che restituisce meno della metà in comode rate a partire dal 2012... vabbè dai, non fa niente, l'impegno devo dire che ce lo avete messo. Comunque si parlava di rappresentanza di diritto, ripeto. Per te quel diritto mi pare di capire che non ci sia, tanto avete il giochino del quinto estratto. Del colegio staccato neanche a parlarne poi.
Ciao ciao ;)
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#18 Michela Murgia 2010-08-13 01:47
Federico Gandolfi, ma veramente stai venendo qui a vantarti di aver mandato in Europa un rappresentante sardo grazie al fatto che i primi 4 (quattro) eletti hanno rinunciato?

E' uno scherzo, spero.
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#19 Bomboi Adriano 2010-08-13 12:18
Caro Gandolfi, prenda nota, le do qualche appunto per un fax da inviare alla segreteria di Di Pietro:
"Egregio Tonino, sono un rampante esponente del nostro Partito. Le scrivo dalla mia amata Sardegna per esprimerle tutta la mia gratitudine circa l'elezione del buon Uggias. Colgo tuttavia l'occasione per chiederle di sollecitare il Nostro Uggias ad interessarsi in Europa di più ai problemi dei nostri agricoltori, degli allevatori e di tutti quei settori in crisi, e meno agli svaghi erotici del Cavalier Berlusconi. Se non è di disturbo, Eccellenza, vorrei anche chiederle se in Sardegna potremmo mai ambire ad avere un diritto piuttosto che un favore, senza confondere i due concetti. Perché trovo molto strano che la democrazia sia un qualcosa che elegge qualcuno con meno voti di altri che non hanno ricevuto lo stesso incarico. E questo mi turba parecchio, perché noi contro il Cavaliere Oscuro facciamo tante battaglie all'insegna della giustizia e della democrazia. Senza essere invadente, vorrei ancora ricordarle di non parlare mai in Sardegna della miniera di Furtei...altrimenti molti Sardi potrebbero ricordarsi che lo sponsor politico di quel disastro non fu Cappellacci ma il Nostro Palomba, così immortalato durante la fusione del primo lingotto d'oro al cianuro: www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=202257 Mi stavo chiedendo quali sono i "valori" che noi difendiamo: se quelli italiani, o quelli Sardi...perché l'Italia ci da così tanti soldi, ma perché non ci hanno permesso uno sviluppo al punto da poterne fare a meno (nonostante gli spiccioli che non ci hanno restituito). Mi riservo quindi di valutare con più riflessione il modello e la scala di valori propugnati dal nostro partito, che forse non rispondono compiutamente agli ideali con cui sono sceso in politica. Cordialmente".
Mettiamo anche due punti, facciamo vedere che abbondiamo!
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#20 Daniele Addis 2011-04-23 14:49
Citazione Federico Gandolfi:
Firmato,
una persona che FA gli interessi della Sardegna :)

Mi domando se le spese non giustificate facciano parte degli interessi della Sardegna... evidentemente per l'Italia dei Valori si.
che dici, continuiamo ad aggiornare Federico?
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