
Nella sua rubrica Italians Beppe Severgnini, con un'amarezza che gli è insolita, sul Corriere di stamattina ha chiarito perfettamente il fatto che le prossime elezioni europee sono una pagliacciata, buona solo per piazzare i politici trombati e le amichette di quelli eletti.
Forse rassegnato, certo allibito, vagamente nauseato. Fesso, no. Non voterò alle Europee il 7 giugno. Se le elezioni per il Parlamento nazionale sono state un'umiliazione — liste bloccate, nostro compito era ratificare le nomine dei partiti — quelle per l'Europarlamento s'annunciano come una provocazione. Dico, avete visto chi vogliono candidare? Vecchi delusi, giovani amiche, soliti trombati, parenti invadenti, ex potenti indigenti, funzionari sconosciuti. I ristoranti di Strasburgo e Bruxelles li aspettano a braccia aperte: ammesso che ci vadano, una volta eletti. I siti lo scrivono, i giornali lo riportano, le radio ne accennano. Ma davanti ai fotogrammi dall'Abruzzo — diciamolo — chi ha voglia di discutere l'opportunità della candidatura Mastella?
Severgnini elenca dettagliatamente i motivi di disgusto che prova come italiano, ma forse non sa che i sardi oltre a quelli ne hanno anche uno in più: per la mia isola queste elezioni sarebbero una farsa in ogni caso, perché la Sardegna - in barba alle promesse di creare un collegio a parte che Berlusconi aveva fatto ai creduloni in periodo pre elettorale - è rimasta saldamente accorpata alla Sicilia, che avendo più del triplo degli elettori, si prende ovviamente tutti gli otto seggi in ballo. Per noi quindi le prese per il culo sono ben più d'una.
Per questo io farò di più che non andare a votare: andrò al seggio e - aderendo alla provocazione di iRS - infilerò nella mia scheda intonsa questa lettera, che è possibile scaricare e stampare da qui:
Cara Europa,
sei una comunità di culture, lingue, popoli e nazioni diverse tra loro unite nella costruzione di uno spazio politico di pace, democrazia e benessere. Noi sardi, nostro malgrado, siamo esclusi dal tuo Parlamento perchè il sistema elettorale italiano prevede un collegio Sardegna-Sicilia che ci impedisce di eleggere nostri rappresentanti nell’istituzione che decide su aspetti fondamentali della nostra vita quotidiana.
È l’ennesimo frutto avvelenato dell'autonomismo e di una classe dirigente isolana che, nonostante le belle parole, non ha scandalosamente saputo né voluto agire per dare alla nazione sarda almeno una parte della rappresentanza europea che le spetta. I partiti italiani ci invitano nuovamente ad andare a votare per persone che nel tuo Parlamento non andranno di certo a fare gli interessi della Sardegna.
Io non credo sia giusto. Non voterò ancora un politico che non mi rappresenterà, ma non mi astengo.
Preferisco inserire questa Lettera nella scheda elettorale per denunciare l’insopportabile assenza sarda dal Parlamento Europeo. Preferisco far sentire la mia voce e agire affinché la Sardegna possa costruire la propria sovranità e possa eleggere 7 europarlamentari, così come fanno nazioni indipendenti come Malta o Cipro che tra l'altro sono isole molto più piccole di noi.
Cara Europa, spero che questa lettera ti arrivi e spero che tanti altri sardi, residenti in Sardegna o disterrati, facciano come me e sappiano riconoscere chi fa veramente i loro interessi.
Un modo per sprecare il voto, mi si dirà.
Perché, invece prima?
:l'autonomismo non c'entra. Il problema sta in capo a leader politici locali i quali devono semplicemente rispondere a scelte delle segreterie centrali.
Mi permetto di rispondere in modo ironico a questa bella iniziativa: ogni tanto sarebbe carino aggiornare i propri lettori sul risultato dei propri appelli e far conoscere chi ha sprecato il proprio voto e chi no.
Cara Europa,
sono davvero felice che abbia raggiunto questa considerazione nelle menti degli indipendentisti di tutta Europa. Purtroppo gli stessi si scordano che sei stata voluta e costruita dagli stessi stati nazionali che loro tanto odiano, ma ammettere questo sarebbe niente in confronto a quello che segue.
In questo ultime elezioni un partito (nemmeno candidato non avendo i numeri e la forza per eleggere nessuno) ha diffuso il seguente appello "Noi sardi [...] siamo esclusi dal tuo Parlamento perchè il sistema elettorale italiano [...] ci impedisce di eleggere nostri rappresentanti". Grande è stato lo stupore quandi con lo stesso sistema elettorale un altro partito è riuscito benissimo ad eleggere il proprio rappresentante: Giommaria Uggias dell'Italia dei Valori. Il silenzio tombale: hai voglia adesso a "denunciare l’insopportabile assenza sarda dal Parlamento Europeo". Attivisti, aderenti e simpatizzanti, improvvisamente muti dopo aver mentito agli elettori. E, ancora più grave, aver danneggiato gli interessi dei sardi ad essere rappresentanti nel parlamento europeo. Mentre altri sardi lavoravano per garantirli.
Cara Europa, non preoccuparti che gli italiani saranno sempre al tuo fianco, mentre ad altri interessi giusto per la campagna elettorale, in cui magari chiedere anche una rappresentanza slegata dalla popolazione (che è di 1-2 deputati ogni milione di abitanti)!
Firmato,
una persona che FA gli interessi della Sardegna :)
Grazie Daniele, sono davvero felice che non sappia fare nient'altro che attaccare me e cambiare argomento.
Ti sei fatto un'unico viaggio mentale campato sul nulla, che uno deve anche sforzarsi di capire cosa tu voglia dire: ad esempio a me non me frega niente dei diritti di un popolo (immagino sia quello sardo), infatti io quel popolo l'ho fatto rappresentare.. a me non frega niente dei diritti di un popolo, infatti la proposta di legge per il collegio sardo e la rappresentanza l'ha depositata Palomba. Hai presente, il vecchietto riciclato?
Poi, strano, ho le stesse rivendicazioni sulla vertenza entrate, che mh... mi sembra fossero state ottenute dalla mia coalizione di governo. Soru, Prodi, quella gente lì. Però stranamente ho la stessa posizione senza la faccia tosta di dimenticare che il bilancio Sardegna-Italia non è limitata a quella voce, ma ci sono n volte quei soldi messi "dall'Italia" in stipendi, pensioni, scuole, ospedali e tutto il resto.. e quindi mi coprirei di ridicolo a dire che "l'Italia è in debito con la Sardegna". Giusto per far capire la piccola differenza fra guardare ai fatti e fare propaganda. A zent'anni!
Firmato,
una persona che FA gli interessi della Sardegna :)
10.02.2012 11:00 -
12:00
Data privata
11.02.2012 18:30 -
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Nurachi - Ananti de sa ziminera
18.02.2012 16:00 -
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19.02.2012 16:00 -
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27.02.2012 21:00 - 28.02.2012
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