(Attenzione: esercizio di decostruzione narrativa, ovvero "amico, non la stai raccontando giusta")
Nella politica sarda odierna può succedere che l'area di un partito si calcoli con metodo geometrico, moltiplicando la base indipendentista per l'altezza della poltrona dei suoi rappresentanti. La base misura la curva e i vertici orientano l'angolo: solo così si garantisce il miracolo della quadratura del cerchio, detto anche "vendere angurie quadrate". L'esempio di questa matematica di convenienza è il Psd'Az di lotta e di governo: più gli iscritti al partito si dichiarano indipendentisti a tutto tondo, più i loro capi fanno quadrato in giunta regionale, dove sono e restano alleati poco dialettici di un PdL telecomandato da oltremare. Così può succedere che, mentre il presidente Cappellacci pronuncia davanti a Napolitano un discorso che per dignità e rigore non ha niente da invidiare alla lettera di Benigni e Troisi a Savonarola, i vertici del Partito sardo d'Azione comprino una pagina sui giornali dell'isola per scriverci che Napolitano a loro invece non rappresenta niente e che l'Italia per la Sardegna resta un danno permanente.
La piccola sinossi che segue mostrerà come la somma dei quadrati costruiti sui lati della maggioranza di centro-destra sia esattamente uguale all'area occupata dalla fuffa servile del suo portavoce istituzionale.
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Al Capo dello Stato chiederò di intervenire presso il presidente Monti perché la vertenza Sardegna venga gestita con l’attenzione del caso. E che la nostra isola possa essere in grado di dare un contributo positivo all’intero Paese, ma con parità di condizioni rispetto alle altre regioni d’Italia (Ugo Cappellacci, alleato del Psd'Az) |
Il partito sardo d'Azione non si unisce alla voce di coloro che le chiedono promesse per la Sardegna. Confidare nella benevolenza altrui è un atteggiamento mentale che non ci appartiene e che riteniamo dannoso coltivare nei rapporti tra la Sardegna e lo Stato Italiano. (Psd'Az, alleato di Ugo Cappellacci) |
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Sento forte il dovere di ricordare gli eroi contemporanei della nostra Patria. Mi riferisco ai soldati sardi che hanno sacrificato la loro vita in missione di pace. Loro, fedeli al Tricolore ed ai Quattro Mori, in terre lontane, hanno trasferito il valore più nobile della democrazia, sino a donarsi completamente. Questi esempi sono un modello di impegno per la causa comune. (Ugo Cappellacci, alleato del Psd'Az) |
[Lo Stato italiano] ...ha reclutato coattivamente la gioventù sarda mandandola a combattere nelle trincee di una guerra lontana che ha causato, oltre ad innumerevoli drammi umani, incalcolabili danni all'economia della Sardegna, lasciata orfana di un'intera generazione. (Pds'Az, alleato di Ugo Cappellacci) |
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Nei decenni più recenti, i Sardi hanno continuato a mostrare il loro attaccamento incondizionato all’Italia anche a costo di sacrifici pesanti. Per contro, abbiamo avuto la soddisfazione e il prestigio di donare alla Repubblica ben due Presidenti, Antonio Segni e Francesco Cossiga. (Ugo Cappellacci, alleato del Psd'Az) |
Questo Stato che ci ha costretto e ancora ci costringe a subire leggi pesanti e per noi inadeguate. Che dovrebbe rappresentare gli interessi dei sardi in Europa, ma non lo fa, dimenticano i bisogni della Sardegna e ignorando le sue aspettative. (Psd'Az, alleato di Ugo Cappellacci) |
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Occorre un impegno straordinario per costruire nel quotidiano quell’Unità nazionale, di cui il presidente della Repubblica è il rappresentante, che passa attraverso la piena e concreta effettività dei diritti dei cittadini, l’attenzione costante ai territori e la coesione sociale. (Ugo Cappellacci, alleato del Psd'AZ) |
Ecco perché, signor Presidente, noi crediamo che solo quando finirà questo rapporto di subalternità con lo Stato Italiano la Sardegna potrà ricominciare a crescere, a sperare, a essere veramente libera. (Psd'Az, alleato di Ugo Cappellacci) |
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Solo così il futuro sarà nostro, il futuro dell’Italia e il futuro della Sardegna. Perché non possiamo immaginare uno dei due senza l'altro. (Ugo Cappellacci, alleato del Psd'Az) |
In una parola, alla nazione sarda serve l'Indipendenza, ed è guardando a questo orizzonte che i sardisti proseguono, pacificamente e democraticamente, il loro cammino politico. (Psd'Az, alleato di Ugo Cappellacci) |
Ho pensato che dev'essere davvero terribile per i consiglieri sardisti così radicalmente indipendentisti sostenere ogni giorno con il loro voto una maggioranza che ha della Sardegna una visione subalterna tanto poco liberante. Altrettanto dura dev'essere riuscire a spiegarlo alle persone che li hanno votati con sincero spirito indipendentista. Riusciranno a resistere i nostri eroi turandosi il naso su Cappellacci fino alla fine della legislatura? Ma soprattutto, al momento di tornare alle urne si ricorderà la base indipendentista del Psd'Az dell'abisso che c'è tra la chiarezza delle parole e l'ambiguità dei fatti dei loro consiglieri?
o quando più recententemente nel 2003 ci fu una sollevazione popolare contro la minaccia delle scorie radioattive.
Si ma nei primi anni novanta che era già maggiorenne chi votava? e cosa pensava dell'indipendenza della sardegna?
Si ma nei primi anni novanta che era già maggiorenne chi votava? e cosa pensava dell'indipendenza della sardegna?Io ho votato più volta sardista, ma col tempo ho imparato a guardarmi bene dalle etichette. All'inizio della sua carriera votai persino Silvio... poi iniziai a capire certe cose di fondo e negli ultimi 15 anni da me non prese nulla. Il mio vantaggio è l'esser un vagabondo politico, questo almeno visto dai politici, un irruento rompiballe (ma quello si era già capito) anche nelle comunità locali, soprattutto civiche. Appoggiai Gessa e Progetto Sardegna per poi capire che uno che molla tutto per confluire nel PD, aveva una sola cosa in testa, il PD... avrei preferito avesse in testa i Sardi. Dopo aver sentito l'intervista di Fantola e della sua "Cagliari capitale del mediterraneo", ho preferito il Zedda che rinuncia ai posti a teatro, ma si frega da solo col canone RAI. E' questa la nostra politica, quella a mio avviso da cordone ombelicale. Finchè noi cittadini (portatori sani di utopia) serviamo, anche il cordone resta intatto. Giunti alla poltrona, i politici lo tagliano, e fanno a modo loro. Invece di ampliare gli orizzonti del pensiero, uscendo fuori da questo ostinato provincialismo democratico, i politici tutti, non solo sardi, si bloccano alle beghe del conquistato pezzo di terra locale. A me interesserebbe capire come si dice GLOBALIZZAZIONE in sardo. Per me è cussa cosa, po cui, ti da pigas a culu, in su nomini de attrus ominis. In pratica è una patetica presa in giro. Globalizzare vuol dire ormai omologare e io mai mi omologherò a quelli che il nome dei costi di gestione, vorrebbero schiavizzare genti in altre parti del mondo, per poi farmi pagare il prezzo delle frivolezze dei padroni. Più volte ho detto che un mercato, quello sardo, fatto di 1,7 mln di persone, non è poco. Se imparassimo a farci le cose da soli, collaborando, facendo sistema, potremmo anche smetterla di continuare a umiliarci a monte Agittoriu, mendicando denari, che forse ci spettavano di diritto. La lotta, intesa come competizione, deve partire dal vedere crescere tutta l'isola e non solo il proprio enclave. Per me, che ho avuto la fortuna da piccolo, di viverla in modalità un po nomade, Sassari e Cagliari, hanno pari diritti. Ozieri e Tuili, sono le benvenute. Marrubiu e Quartu hanno pari diritti. La crescita, la si ottiene solo in un modo: collaborando. Eppure, nonostante le vagonate di miliardi di euro, buttati dentro al sistema europa in sardegna, siamo punto e accapo. Abbiamo un sacco di problemi e non mi conforta per nulla la LENTEZZA beata con cui i sistemi politici si muovono, tramandandosi la sedia di amico in amico. Onore al merito, ma il merito è far crescere un sistema, non bloccarlo. Se avete solo 5 rappresentanti, che poi non son così pochi, è perchè le persone hanno dato maggior fiducia a persone come UGO: primo esperimento TECNICO d'Italia. Lui è un tecnico, di sardo non ha nulla nel modo di fare, è l'anti identità sarda per eccellenza, un ibrido tra un automa teleguidato da Arcore e un modulo 740. La colpa o se vogliamo dire più amabilmente, responsabilità del nostro immobilismo, è che il sardo, si fa abbindolare dai venditori di zucchero filato, e poi non ha il coraggio di ammettere l'errore cambiando... preferisce suicidarsi nella RI-speranza che cambi. Sulle responsabilità, a mio avviso ci sono tutte. La prima di queste è quella del non accorgersi mai in tempo dei problemi delle genti. Abbiamo una equitalia che sta massacrando di more gli imprenditori: che ABBIATE mai preso sul serio la questione, imponendo un feroce muso a muso con chi avvalla un metodo assurdo di riscossione? Non parlo di chi ha sbaglato e deve pagare in un qualche modo, ma del fatto che una cosa è il dovuto, altro sono le more da meccanica finanziaria. Mi sto solo chiedendo quanto costa il palazzo solo di energia elettrica al giorno, e se almeno quella riesce a pagarsela in lavoro. Che sia del psd'az o non... la mia visione è una oggi, e per ora, nemmeno questo intervento l'ha cambiata: una sifatta politica è destinata a morire coi suoi partiti... l'uomo ridotto alla fame non è governabile dalle regole democratiche e questo non lo avete capito ancora. Io spero ancora in una RI-evoluzione dei politici, ma non regalerò il voto ad occhi chiusi, solo perchè nell'etichetta c'è scritto sardista o democratico o libertà. Ho apprezzato e apprezzo tantissimo la feconda mente di Michela Murgia, perchè il suo approccio, sta andando ben oltre l'esser scrittura fine a se stesso. Ad oggi mi pare più giornalista lei di giornalisti che bazzicano nelle testate giornalistiche italiane. E' più concreta lei di mille ore di comparsate in tv, ad opera dei politici locali. Proprio la cosa non vi spaventa un pochino? Avete solo idea di cosa può diventare liberos? Ne avete parlato tra di voi a concilio? Se dovesse candidarsi Michela alla guida di un certo movimento Cultural Sardo, occhio che non sarei il solo a pensare di poter appoggiare la cosa. La politica sta vivendo di rendita: quelle catastali saranno rivalutate presto... io vorrei anche la rivalutazione di quelle identitarie, laddove il concetto di rispetto, collaborazione, condivisione, fosse un must, si insomma, un deppid'essi da cui non poter prescindere.
cara Michela,
prova a dirci invece se trovi più condivisibile quello che ha detto Cappellacci o quello che hanno detto i sardisti
Bisogna però dare atto che oggi il partito sardo è l'unico gruppo in consiglio regionale che riesce a contrastare questo pessimo presidente Cappellacci.
L'intelligenza di un popolo dipende dalla sua informazione.
31.05.2012 - 02.06.2012
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05.06.2012
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06.06.2012
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07.06.2012 21:00 -
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08.06.2012 - 10.06.2012
Pietrasanta