(Attenzione: esercizio di decostruzione narrativa, ovvero "amico, non la stai raccontando giusta")

Nella politica sarda odierna può succedere che l'area di un partito si calcoli con metodo geometrico, moltiplicando la base indipendentista per l'altezza della poltrona dei suoi rappresentanti. La base misura la curva e i vertici orientano l'angolo: solo così si garantisce il miracolo della quadratura del cerchio, detto anche "vendere angurie quadrate". L'esempio di questa matematica di convenienza è il Psd'Az di lotta e di governo: più gli iscritti al partito si dichiarano indipendentisti a tutto tondo, più i loro capi fanno quadrato in giunta regionale, dove sono e restano alleati poco dialettici di un PdL telecomandato da oltremare. Così può succedere che, mentre il presidente Cappellacci pronuncia davanti a Napolitano un discorso che per dignità e rigore non ha niente da invidiare alla lettera di Benigni e Troisi a Savonarola, i vertici del Partito sardo d'Azione comprino una pagina sui giornali dell'isola per scriverci che Napolitano a loro invece non rappresenta niente e che l'Italia per la Sardegna resta un danno permanente.

La piccola sinossi che segue mostrerà come la somma dei quadrati costruiti sui lati della maggioranza di centro-destra sia esattamente uguale all'area occupata dalla fuffa servile del suo portavoce istituzionale.

 

Al Capo dello Stato chiederò di intervenire presso il presidente Monti perché la vertenza Sardegna venga gestita con l’attenzione del caso. E che la nostra isola possa essere in grado di dare un contributo positivo all’intero Paese, ma con parità di condizioni rispetto alle altre regioni d’Italia

(Ugo Cappellacci, alleato del Psd'Az)

Il partito sardo d'Azione non si unisce alla voce di coloro che le chiedono promesse per la Sardegna. Confidare nella benevolenza altrui è un atteggiamento mentale che non ci appartiene e che riteniamo dannoso coltivare nei rapporti tra la Sardegna e lo Stato Italiano.

(Psd'Az, alleato di Ugo Cappellacci)

Sento forte il dovere di ricordare gli eroi contemporanei della nostra Patria. Mi riferisco ai soldati sardi che hanno sacrificato la loro vita in missione di pace. Loro, fedeli al Tricolore ed ai Quattro Mori, in terre lontane, hanno trasferito il valore più nobile della democrazia, sino a donarsi completamente. Questi esempi sono un modello di impegno per la causa comune.

(Ugo Cappellacci, alleato del Psd'Az)

[Lo Stato italiano] ...ha reclutato coattivamente la gioventù sarda mandandola a combattere nelle trincee di una guerra lontana che ha causato, oltre ad innumerevoli drammi umani, incalcolabili danni all'economia della Sardegna, lasciata orfana di un'intera generazione.

(Pds'Az, alleato di Ugo Cappellacci)

Nei decenni più recenti, i Sardi hanno continuato a mostrare il loro attaccamento incondizionato all’Italia anche a costo di sacrifici pesanti. Per contro, abbiamo avuto la soddisfazione e il prestigio di donare alla Repubblica ben due Presidenti, Antonio Segni e Francesco Cossiga.

(Ugo Cappellacci, alleato del Psd'Az)

Questo Stato che ci ha costretto e ancora ci costringe a subire leggi pesanti e per noi inadeguate. Che dovrebbe rappresentare gli interessi dei sardi in Europa, ma non lo fa, dimenticano i bisogni della Sardegna e ignorando le sue aspettative.

(Psd'Az, alleato di Ugo Cappellacci)

Occorre un impegno straordinario per costruire nel quotidiano quell’Unità nazionale, di cui il presidente della Repubblica è il rappresentante, che passa attraverso la piena e concreta effettività dei diritti dei cittadini, l’attenzione costante ai territori e la coesione sociale.

(Ugo Cappellacci, alleato del Psd'AZ)

Ecco perché, signor Presidente, noi crediamo che solo quando finirà questo rapporto di subalternità con lo Stato Italiano la Sardegna potrà ricominciare a crescere, a sperare, a essere veramente libera.

(Psd'Az, alleato di Ugo Cappellacci)

Solo così il futuro sarà nostro, il futuro dell’Italia e il futuro della Sardegna. Perché non possiamo immaginare uno dei due senza l'altro.

(Ugo Cappellacci, alleato del Psd'Az)

In una parola, alla nazione sarda serve l'Indipendenza, ed è guardando a questo orizzonte che i sardisti proseguono, pacificamente e democraticamente, il loro cammino politico.

(Psd'Az, alleato di Ugo Cappellacci)

Ho pensato che dev'essere davvero terribile per i consiglieri sardisti così radicalmente indipendentisti sostenere ogni giorno con il loro voto una maggioranza che ha della Sardegna una visione subalterna tanto poco liberante. Altrettanto dura dev'essere riuscire a spiegarlo alle persone che li hanno votati con sincero spirito indipendentista. Riusciranno a resistere i nostri eroi turandosi il naso su Cappellacci fino alla fine della legislatura? Ma soprattutto, al momento di tornare alle urne si ricorderà la base indipendentista del Psd'Az dell'abisso che c'è tra la chiarezza delle parole e l'ambiguità dei fatti dei loro consiglieri?

Commenti  

 
#1 Tatanka 2012-02-21 22:37
ma là ca ses mala, là! E perché gli devi sconciare i giochi, adesso?
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#2 bruno lai 2012-02-21 22:53
Geniale la sinossi come per i testi sacri, anche se qui leggo di vangeli apocrifi a non finire ... a me è subito venuto in mente il proverbio... sarebbe dovuto essere: (Tra il dire e il fare...etc). Mio malgrado mi pare di evincere, che qui si sia finiti tra il dire e il dire, manca il foglio del fare, come direbbe Crozza. Però il fare, è la base di quel tutto che permette di tenere in piedi una società e pure una identità ci aggiungerei. Dopo l'articolo su Lilliu, questo è il secondo che pone l'accento su un lato del sardismo che mi era sfuggito, e che a tratti, evidenzia un esagerato, quanto deleterio arrocamento. Mi spiace davvero. Col tempo ho imparato a non accettare come sardo quello che scrive solo di sardo. Manca il Fare, che è tipico sardo e manca l'accogliere, che è altrattanto tipico. Ricordo ancora a stento un certo Mario Melis, ero piccolo a quei tempi, ma in ogni caso c'era un sacco di gente che ne parlava bene, me lo ricordo proprio. Oggi quel vento di autonomia è cambiato, forse vive ancora l'ombra di quel passato, non saprei, la memoria potrebbe ingannarmi. Quante volte avrò sentito parlare di RINASCITA... a me pare chi si seus drommius meda in sa matta de su laueru... mi pare si possa scrivere così alloro. E a loro dovrebbe spettare una risposta: continuare con un iper arrocco forse finto-identitario da un lato, o beasri della mac-politique da asporto di mac-ugo? .... difficile che si riesca a combianre qualcosa con questa cerchiatura del quadro... o quadratura del cerchio, si in_somma, due più due per questi fa 3..... nel frattempo, nel sulcis, qualcosa si chiude. No, non è una fabbrica, ma il cuore dei padri e delle madri, che non possono più mandare i figli all'univerità. Massì, a che serve tutto ciò, tanto siamo una nazione noi! Povera, prossimamente terzomondista, ma povera... e felice, così felice da voler rivotare sta gente, vero?
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#3 lucio 2012-02-21 23:45
Benigni e Troisi che scrivono a Savonarola "con la nostra faccia sotto i vostri piedi e vi potete anche muovere". Ecco cosa mi ricordava il discorso di Cappellacci! :-x
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#4 Saurdo Pilu 2012-02-22 10:17
Ho letto le sue considerazioni, cara provincialissima pseudo scrittrice che attacca in maniera indecente due eminenti personalità politiche per le loro modernissime larghe vedute. Lei è una che si diletta a parlar male dei politici e che non fa altro che emettere sentenze dalla tribuna del nulla e si meriterebbe di essere ignorata. Quel che mi spaventa, però, è che gente come Lei venga spacciata come interprete di una pseudo cultura antipolitica. Lei è solo un censore senza titolo e senza arte che vive proponendo solo sterili polemiche, ignorando che dietro la maggioranza ci sono decine di parlamentari sardi che lavorano da anni a far quadrare il cerchio non alla quadratura dell'anguria, ma a dimostrare che le ampie divergenze sono sintomo di vitalità dello scontro politico. Se mi permettete ho molta più stima di chi parla con grande passione delle angurie e di savonarola con rigore e successo piuttosto di chi vive sul facile e stupido diletto della polemica. Semplificazioni e ironie sono figlie della stoltezza di chi non capisce che le angurie e le aree geometriche sono la base per il futuro di un Paese che vuole uscire dalle secche culturali in cui si è cacciato, anche per colpa di questa pseudo cultura sinossica.
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#5 Luca Carta 2012-02-22 10:57
E' vero: meriterebbe più stima chi parla con grande passione delle angurie.

Ma è sncor più importante saperle scegliere...
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#6 IoMe 2012-02-22 13:59
Saurdo Pilu, ben detto!
Ma, sarò sentimentale, a me mancano tantissimo quei bei commenti pregni di spessore, scritti magistralmente i cui incipit ancora risuonano nell'aria come una tenera ninnananna :" Cara michela, sono un tuo fan, mi piace leggerti spesso....."
Basta, ho già il magone
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#7 bruno lai 2012-02-22 14:25
Non ci posso far nulla, mi si è pocanzi stampata in facci questa idea del cartello stradale della politica. All'inizio era "stiamo lavorando per voi", poi... chi trabballu non cind'esti, tocca a scriverne: "stiamo per voi". Ma siccome, a quel "voi" non ci crede più nessuno, il nuovo "cartello" ... (occhio al doppio senso), muterà in "STIAMO". Solo che la gente come me, si è un tantino imbizzarrita del loro scilacquato modo di gestire come casa loro, la casa di tutti noi. Non mi sogno più di rimproverare persone dicendogli: oh, ma ti credi a casa tua? A casa tua, fai così? Perchè mi è capitato di ricevere risposte affermative, sa subire il peggiore degli annichilimenti. Il prossimo cartello stradale sarà composto da poche lettere "INCOMPIUTA", ma c'è sempre la speranza che i Sardi ritrovino un po di ogoglio identitario... non parlo di sardismo o di psd'azzz! ...ismo, ma della identità di persone, che invece di farsi riepire l'olbo' mentale di luccicanti pesci rossi, riesca a farsi una ragione e anche un'ARREGIONe (magari quella sarda), in virtù della quale, FALLIMENTI e FALLITI sono in fondo la stessa cosa. Chi usa le persone solo per arpionarsi a concetti finto-comunitaristi, è solo l'ennesimo ladruncolo di identità. Quando volete avere idea che ciò che siete, e mi ci metto anche io, imparate a capire chi avete votato. Nelle urne, non c'è la de filippi, Morgan o chicchessia a giudicare la performance... se sbagliano loro, si può sempre partecipare l'anno successivo, se sbaglia uno di noi, c'è il rischio di 5 anni di vita buttati al vento. Cinque anni, sono 1825 giorni! E' un tempo troppo lungo per potersi permettere ancora il lusso di sbagliare. Mah! ... vado a modificare il cartello, va!
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#8 sardista 2012-02-22 17:08
Cara Michela Murgia, dissento profondamente da lei riguardo le ingenerose accuse che Lei rivolge al PSdAz. Ho scoperto da qualche mese che Lei è una "convinta" indipendentista, sarei molto curioso di sapere dove fosse e chi votasse (forse DC), quando negli anni ottanta soffiava forte il vento sardista, dove fosse quando furono raccolte le firme contro il nucleare, o quando più recententemente nel 2003 ci fu una sollevazione popolare contro la minaccia delle scorie radioattive.
Cara Michela Murgia, l'indipendentismo si pratica e non si scimmiotta come come fa Lei.
Non capisco perchè prova fastidio ed astio nei confronti del PSdAz che giustamente critica il Presidente di uno stato che ci opprime. Il Partito Sardo fa quello che è nel suo dna, esercità il ruolo di partito indipendentista. Lei invece che fa per la Sardegna e per la sua indipendenza?
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#9 bruno lai 2012-02-22 21:13
Citazione sardista:
o quando più recententemente nel 2003 ci fu una sollevazione popolare contro la minaccia delle scorie radioattive.

Analissando la vicenda del nucleare, a livello mediatico, ho sempre avuto convinzione personale che il merito di quel mancato scempio, fu dell'impegno mediatico dato grazie a Soru. No, le scorie in Sardegna fece il giro del web a tutti i livelli, grazie all'allora potenza mediatica di Tiscali, che convinse in tanti ad aderire. Non ricordo che il merito fu di un partito, ma di una movimentazione popolare forte. Fu la vittoria dei Sardi ... per le cose dirette alla persona, risponderà Michela... io da persona esterna a questo posto, vorrei però gentilmente capire cosa evita che si vada pesanti sulla vertenza entrate (quanti anni ancora ci vogliono? ... non è che forzare pesantemente posizioni d'arrocco, alla fine ci condurra' ad altri 5 anni di nulla? ... cosa fa il psd'az per l'industria, per l'occupazione? Dov'era quando ci riempivano di pale e impianti eolici a tira podera, senza imporre dei limiti sensati... le pale e gli impianti, li doveva proporre la regione ai comuni e non svendere il tutto. Cosa farà il psd'az nella costa oristanese, con una Saras pronta a bucare senza limiti, e non sarà l'unica? E col Galsi? Insomma, a mio avviso, e me ne dispiace, perchè io preferisco le soluzioni identitarie, ma aperte al futuro, al momento i partiti locali, non sanno dare rispote. Dare risposte non vuol dire solo bloccare cose assurde come il nucleare, ma imparare a proporre e spingere per la crescita... ma io, tutto questo, non lo vedo mica e non solo nel psd'az
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#10 Beppe C. 2012-02-23 09:01
E dove potevano (ri-)comprarla questa pagina se non in quel quotidiano le cui uniche critiche al governo regionale della sardegna sono affidate all'umorismo vignettistico in terza o quarta pagina? Ben altro livello di attacco, al limite della diffamazione, quando ci si dedica, da quelle pagine, a qualche personalità che magari è quasi arrivata alle mani con un ministro del precedente omaggiato governo con indipendentistica bandiera. Proprio per quella vertenza delle entrate tanto efficacemente perseguita da questi paladini della nazione sarda così incollati alle poltrone di assessorati e di presidenza di commissioni consiliari. Per i rapporti con lo Stato.
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#11 sardista 2012-02-23 09:01
Non concordo con Bruno Lai, furono tanti allora che si impegnarono, ricordo i quotidiani La Nuova e Unione che ogni giorno batterono la notizia. Diciamo che un po tutti fecero la loro parte con convinzione. E tra questi c'era anche il PSdAz, non mi ricordo un impegno dell'indipendentista Michela Murgia.
Relativamente alle altre vicende tirate in ballo da Bruno Lai sul PSdAz, vorrei ricordare che il partito in consiglio è rappresentato da n°5 consiglieri su un totale di più di 80, pretendere da essi o peggio ancora addossargli la responsabilità su tutte le cose sollevate da Lai, mi sembra eccessivo.
Cmq se non ricordo male il PSdAz si è espresso più volte contro l'eolico selvaggio
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#12 lucio 2012-02-23 09:41
Essendo Michela Murgia del 72, negli anni 80 era minorenne e andava alla scuola dell'obbligo. Così, giusto per.
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#13 sardista 2012-02-23 11:53
Si ma nei primi anni novanta che era già maggiorenne chi votava? e cosa pensava dell'indipendenza della sardegna?
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#14 Daniele P 2012-02-23 13:27
Citazione sardista:
Si ma nei primi anni novanta che era già maggiorenne chi votava? e cosa pensava dell'indipendenza della sardegna?


Sì, ma così, per sfizio: cosa c'entra questa sua domanda con il tema dell'articolo?
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#15 ANZELU 2012-02-23 13:45
cara Michela,
prova a dirci invece se trovi più condivisibile quello che ha detto Cappellacci o quello che hanno detto i sardisti
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#16 bruno lai 2012-02-23 13:56
Citazione sardista:
Si ma nei primi anni novanta che era già maggiorenne chi votava? e cosa pensava dell'indipendenza della sardegna?
Io ho votato più volta sardista, ma col tempo ho imparato a guardarmi bene dalle etichette. All'inizio della sua carriera votai persino Silvio... poi iniziai a capire certe cose di fondo e negli ultimi 15 anni da me non prese nulla. Il mio vantaggio è l'esser un vagabondo politico, questo almeno visto dai politici, un irruento rompiballe (ma quello si era già capito) anche nelle comunità locali, soprattutto civiche. Appoggiai Gessa e Progetto Sardegna per poi capire che uno che molla tutto per confluire nel PD, aveva una sola cosa in testa, il PD... avrei preferito avesse in testa i Sardi. Dopo aver sentito l'intervista di Fantola e della sua "Cagliari capitale del mediterraneo", ho preferito il Zedda che rinuncia ai posti a teatro, ma si frega da solo col canone RAI. E' questa la nostra politica, quella a mio avviso da cordone ombelicale. Finchè noi cittadini (portatori sani di utopia) serviamo, anche il cordone resta intatto. Giunti alla poltrona, i politici lo tagliano, e fanno a modo loro. Invece di ampliare gli orizzonti del pensiero, uscendo fuori da questo ostinato provincialismo democratico, i politici tutti, non solo sardi, si bloccano alle beghe del conquistato pezzo di terra locale. A me interesserebbe capire come si dice GLOBALIZZAZIONE in sardo. Per me è cussa cosa, po cui, ti da pigas a culu, in su nomini de attrus ominis. In pratica è una patetica presa in giro. Globalizzare vuol dire ormai omologare e io mai mi omologherò a quelli che il nome dei costi di gestione, vorrebbero schiavizzare genti in altre parti del mondo, per poi farmi pagare il prezzo delle frivolezze dei padroni. Più volte ho detto che un mercato, quello sardo, fatto di 1,7 mln di persone, non è poco. Se imparassimo a farci le cose da soli, collaborando, facendo sistema, potremmo anche smetterla di continuare a umiliarci a monte Agittoriu, mendicando denari, che forse ci spettavano di diritto. La lotta, intesa come competizione, deve partire dal vedere crescere tutta l'isola e non solo il proprio enclave. Per me, che ho avuto la fortuna da piccolo, di viverla in modalità un po nomade, Sassari e Cagliari, hanno pari diritti. Ozieri e Tuili, sono le benvenute. Marrubiu e Quartu hanno pari diritti. La crescita, la si ottiene solo in un modo: collaborando. Eppure, nonostante le vagonate di miliardi di euro, buttati dentro al sistema europa in sardegna, siamo punto e accapo. Abbiamo un sacco di problemi e non mi conforta per nulla la LENTEZZA beata con cui i sistemi politici si muovono, tramandandosi la sedia di amico in amico. Onore al merito, ma il merito è far crescere un sistema, non bloccarlo. Se avete solo 5 rappresentanti, che poi non son così pochi, è perchè le persone hanno dato maggior fiducia a persone come UGO: primo esperimento TECNICO d'Italia. Lui è un tecnico, di sardo non ha nulla nel modo di fare, è l'anti identità sarda per eccellenza, un ibrido tra un automa teleguidato da Arcore e un modulo 740. La colpa o se vogliamo dire più amabilmente, responsabilità del nostro immobilismo, è che il sardo, si fa abbindolare dai venditori di zucchero filato, e poi non ha il coraggio di ammettere l'errore cambiando... preferisce suicidarsi nella RI-speranza che cambi. Sulle responsabilità, a mio avviso ci sono tutte. La prima di queste è quella del non accorgersi mai in tempo dei problemi delle genti. Abbiamo una equitalia che sta massacrando di more gli imprenditori: che ABBIATE mai preso sul serio la questione, imponendo un feroce muso a muso con chi avvalla un metodo assurdo di riscossione? Non parlo di chi ha sbaglato e deve pagare in un qualche modo, ma del fatto che una cosa è il dovuto, altro sono le more da meccanica finanziaria. Mi sto solo chiedendo quanto costa il palazzo solo di energia elettrica al giorno, e se almeno quella riesce a pagarsela in lavoro. Che sia del psd'az o non... la mia visione è una oggi, e per ora, nemmeno questo intervento l'ha cambiata: una sifatta politica è destinata a morire coi suoi partiti... l'uomo ridotto alla fame non è governabile dalle regole democratiche e questo non lo avete capito ancora. Io spero ancora in una RI-evoluzione dei politici, ma non regalerò il voto ad occhi chiusi, solo perchè nell'etichetta c'è scritto sardista o democratico o libertà. Ho apprezzato e apprezzo tantissimo la feconda mente di Michela Murgia, perchè il suo approccio, sta andando ben oltre l'esser scrittura fine a se stesso. Ad oggi mi pare più giornalista lei di giornalisti che bazzicano nelle testate giornalistiche italiane. E' più concreta lei di mille ore di comparsate in tv, ad opera dei politici locali. Proprio la cosa non vi spaventa un pochino? Avete solo idea di cosa può diventare liberos? Ne avete parlato tra di voi a concilio? Se dovesse candidarsi Michela alla guida di un certo movimento Cultural Sardo, occhio che non sarei il solo a pensare di poter appoggiare la cosa. La politica sta vivendo di rendita: quelle catastali saranno rivalutate presto... io vorrei anche la rivalutazione di quelle identitarie, laddove il concetto di rispetto, collaborazione, condivisione, fosse un must, si insomma, un deppid'essi da cui non poter prescindere.
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#17 Beppe C. 2012-02-23 14:35
Citazione ANZELU:
cara Michela,
prova a dirci invece se trovi più condivisibile quello che ha detto Cappellacci o quello che hanno detto i sardisti

Credo che qualunque persona con un po' di sale nella zucca badi sopratutto non a quello che dice (propaganda) un politico ma a quello che fa. E di quello che fa il politico, qunado ci sono di mezzo i soldi pubblici, interessa il beneficio che se ne trae a fronte del costo sostenuto, altrimenti anche i fatti sono solo propaganda. Quanto all'articolo della Murgia è talmente limpido e chiaro che non ha bisogno di ulteriori commenti.
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#18 Michele 2012-02-24 11:15
Potrei sapere, Signor Saurdo pilu, chi sono quelle “due eminenti personalità politiche dalle modernissime larghe vedute” attaccate dalla provincialissima pseudo scrittrice?
Sabato 17 gennaio del 2009, il Premier Silvio Berlusconi arrivò, col suo seguito imponente di auto blu, nella spianata antistante il Nuraghe Losa. La folla osannante del “meno male che Silvio c'è” lo attendeva. La sera i TG mandavano in onda quelle immagini: ad un tratto si vide un Signore che, di corsa, fendeva la folla con la bandiera dei 4 mori. Meno male, pensai orgogliosamente, qualcuno contrasta il grande parolaio. Mi dovetti subito ricredere: quel Signore era il Segretario del Partito Sardo D'Azione, Efisio Trincas. Provo: che siano questi, Efisio Trincas ed Silvio Berlusconi, le due “eminenti personalità politiche” alle quali si riferisce il Signor Suardo?
Riporto le risposte del Premier a seguito delle domande del giornalista Filippo Paretti in merito ai problemi per lo sviluppo e l'ocupazione della Sardegna.
Quali sono le priorità specifiche della Sardegna per sviluppo e occupazione?
 «Il turismo e l'ambiente naturale, che in Sardegna è tra i più belli al mondo, sono i due "asset" strategici sui quali si deve puntare. Il turismo, insieme al commercio, dà lavoro al 67,8 per cento degli occupati sardi e anche nell'ultimo anno - nonostante la crisi - ha creato 24 mila nuovi posti di lavoro. Sono numeri che possiamo migliorare, considerando che nei prossimi anni il turismo mondiale avrà uno sviluppo del 50 per cento. Il turismo deve estendersi a tutti i mesi dell'anno e a tutta la Sardegna. Quindi non solo mare e spiagge ma anche nuove proposte come infrastrutture per il turismo congressuale, i centri-benessere, il turismo archeologico e culturale e le attività che portano a contatto con l'ambiente, come il golf, la vela, il turismo equestre, l'escursionismo nelle zone interne. Questa diversificazione verso un turismo globale, che duri tutto l'anno, è una tendenza che dobbiamo perseguire e incoraggiare. Stiamo studiando anche il modo per creare nuova occupazione, per sostenere e stimolare quella rete di 150.000 imprese piccole e piccolissime, commerciali e artigianali, che costituiscono il tessuto economico dell'isola».
Lei si è impegnato sulla chimica e in particolare su Porto Torres, ma l'hanno accusata di aver fatto solo una mossa elettorale. C'è una soluzione duratura?
 «Avrei dovuto forse rimanere a guardare? Invece, sono intervenuto con l'Eni, ho valutato con loro la situazione e ho raggiunto un accordo, reso pubblico dal loro amministratore delegato Paolo Scaroni. Ora tutti i lavoratori torneranno in fabbrica. Sarà riavviato il craking per la produzione di etilene, saranno mantenuti in piena efficienza gli impianti per la produzione di cumene e fenolo che hanno subìto una fermata tecnica congiunturale e non strutturale. E abbiamo insediato un tavolo per la chimica che dovrà traguardare al futuro di tutta la chimica in Italia. Altro che mossa elettorale».
Ai sardisti il commento.
Saluti Michele.
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#19 sardista 2012-02-24 14:25
Caro Michele, ma come si fa ad affermare che la responsabilità di quelle dichiarazioni fatte a suo tempo da Berlusconi, siano del PSdAz. E' semplicemente ridicolo. Vero è che fece un errore madornale il segretario di allora Trincas a consegnare la nostra bandiera a Berlusconi, e peggio fece il partito ad allearsi con il centro destra. Ma chi è che in politica non fa errori. Bisogna però dare atto che oggi il partito sardo è l'unico gruppo in consiglio regionale che riesce a contrastare questo pessimo presidente Cappellacci.
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#20 Francesca 2012-02-24 15:22
Vorrei sapere dai Sardisti, offesi, dalla puntuale e lucida analisi di Michela : mi spiegate in che modo, in questi anni, avete contrastato, il peggior Presidente che la Regione abbia, mai, avuto ? Dandogli i voti per mantenerlo in carica ? Pro piaghere ....
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#21 Francesca 2012-02-24 15:30
Avete appoggiato un politico "nominato " dal potere romano-brianzolo. Non avete protestato quando, il governo di Roma ha deciso di trasferire il G8 da La maddalena, senza convocare il Presidente della RAS in CdM.... Questi, e altri esempi, non rendono credibile l'improvviso "anelito" indipendentista del Ps d'Az. Un tempo si diceva "di lotta e di governo". A me sembra che al PS d'Az, interessi solo la seconda opzione...
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#22 Tullio Saba 2012-02-24 20:32
Cara Michela, ma chi ti paga per attaccare il psd'az, forse Soru? spiegaci perchè scrivi per sardegna Democratica. Cordialmente
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#23 Daniele Addis 2012-02-24 20:41
Citazione sardista:
Bisogna però dare atto che oggi il partito sardo è l'unico gruppo in consiglio regionale che riesce a contrastare questo pessimo presidente Cappellacci.

Scusa sardista, a me risulta che il PSd'Az faccia parte della maggioranza. In cosa consisterebbe il contrasto al pessimo presidente Cappellacci?
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#24 zulio 2012-02-24 22:29
Un giorno ho chiesto ad un mio amico, il perchè parlasse in modo velenoso del Psdaz, mi rispose dicendo che lo faceva perchè il Psdaz è il partito dei sardi, anche il suo. Mi ha riempito d'orgoglio per il mio partito. Soru e PS esordirono attaccando il Psdaz per lo stesso motivo, Murgia e Sedda anche?
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#25 angioy 2012-02-25 09:53
che ci state a fare nella maggioranza? comoda la poltrona? e boh!
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#26 Michele 2012-02-27 11:40
Caro amico Sardista, non ho attribuito le dichiarazione fatte da Berlusconi durante la campagna elettorale del 2009, al Partito Sardo D'Azione, ma volevo solo sottolineare che il Partito Sardo D'Azione, che fu il movimento dei contadini e dei pastori sardi dell'Isola, un movimento universale, che cominciò col conquistare subito anche tutta quella gioventù che non aveva fatto a tempo a partecipare alla guerra, e creò la lotta politica, in tutti i centri, non escluso neppure il più piccolo, e entrò anche nelle città facendo crollare subito l'organizzazione dominante di clientele elettorali, oggi , a parole, dichiara i principi per i quali è stato costituito, con i fatti appoggia una giunta che non affronta i problemi reali della Sardegna.
Caro amico, scusami se insisto, leggiti anche queste dichiarazioni rilasciate al giornalista Filippo Paretti, non dal P.S.D'Az, ma Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale pro Cappellacci e mai contestate dal P.S.D'Az.
Domanda
La scelta del candidato è stata una sorpresa. C'erano molti aspiranti: sindaci, consiglieri regionali, parlamentari. Per via del voto anticipato è una campagna elettorale molto breve: come siete arrivati a Cappellacci che tra tutti era il meno conosciuto?
Risposta
 «Abbiamo consultato gli alleati e insieme abbiamo valutato l'opportunità di scegliere un uomo nuovo. A quel punto le indicazioni di tutti si sono concentrate su Ugo Cappellacci, che viene dal mondo delle professioni e non un professionista della politica. Un candidato, tuttavia, che ha già maturato un'ottima esperienza come amministratore della Regione e del Comune di Cagliari, oltre che come coordinatore regionale di Forza Italia. In più Cappellacci ha l'età giusta, 48 anni, una splendida famiglia e tre figli per l'avvenire dei quali si sente impegnato a combattere. Soprattutto è un uomo pragmatico, positivo, ottimista: il tipo ideale del "candidato governatore" auspicato da tutti coloro che vogliono bene alla Sardegna, liberali e moderati, cattolici e laici, autonomisti e sardisti. Non a caso col Popolo della Libertà si è schierata un'alleanza che non ha precedenti nella politica della Sardegna e che va dai Riformatori al Partito sardo d'azione».
Altra domanda
I sardisti parlano di nazione sarda e confermano l'indipendentismo. Le hanno regalato la bandiera dei Quattro Mori, ma come è possibile conciliare quel progetto con la vostra visione dell'Italia?

Risposta
 «La tradizione autonomista del Partito sardo d'azione si concilia alla perfezione con le istanze del federalismo fiscale che premia il buon governo locale. Inoltre il governo che presiedo, dopo 60 anni di storia autonomistica, ha introdotto un principio sull'insularità che rende giustizia a decenni di rivendicazioni sardiste. Basterebbe questo dato per spiegare la vicinanza tra il Popolo della Libertà e il Partito sardo d'azione i cui esponenti hanno condiviso fino in fondo il nostro programma e hanno abbandonato l'alleanza di sinistra per passare con noi».
Come dire: “o Franza o Spagna pur che se magna”.

Cordiali saluti. Michele.
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#27 Luca Carta 2012-02-27 16:17
Signor Saba, che di signorile ha ben poco, sappia che il suo fare provocatorio non sposta di una virgola quanto illustrato lucidamente nel pezzo.

Perché la storia del Psd'Az meriterà pure rispetto, ma ne meritano ancor di più le intelligenze dei sardi.

Cordialmente
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#28 manuel 2012-03-02 01:03
@Michele
ma da quando le dichiarazioni di Berlusconi hanno mai avuto attinenza con la realtà?
Eppure "mai contestata dal psd'az" ... appunto!!!
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#29 zulio 2012-03-02 07:34
il PSDAZ non è un alleato politico del centro destra, ma condivide un 'alleanza programmatica su alcuni punti. Non ha niente da spartire con Berlusconi. L'intelligenza di un popolo dipende dalla sua informazione.
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#30 bruno lai 2012-03-06 15:43
Citazione zulio:
L'intelligenza di un popolo dipende dalla sua informazione.

Sa troppo di aforisma... non mi convince, anche perchè l'intelligenza è anche il saper distinguere bugia da realtà, e se la verità proposta è di fatto una verità bugiarda, allora tutto cade e l'aforisma non regge. Mi viene da pensare che come il PD e molti altri partiti, anche quello sardo, si stia un tantinello distanziado dalla realtà dei fatti. A poco serve a un elettore, leggere che c'è un aspetto programmatico, se poi poco si fa di quel programma. Le pance guardano al pane quando c'è fame, non al contratto di acquisto. Coi contratti e gli accordi, non ci si riempie la pancia, non si torna a casa felice per i propri figli... non nella Sardegna che conosco io oggi, fatta di troppe promesse e sogni vari. Più decisione, più muso a muso e se le cose non cambiano in 18 mesi, si fa cadere la giunta e si torna a elezioni: invece no! La sedia è comoda per tutti!
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