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politica

I giornali sardi stamattina riportano che il consigliere regionale, deputato del PdL ed ex presidente della regione Sardegna on. Mauro Pili si è molto innervosito per il mio status di FB di ieri in cui lo definivo "statista al pecorino". Mi dispiace non essermi spiegata bene a proposito del progetto per arrivare su Marte: la scarsa credibilità di cui ridevo non è quella dei giovani scienziati, ma la sua. Se volesse costituirsi in giudizio per difendersi da questo affrontu léggiu, gli ricordo che per i contenziosi stellari è competente il foro di Saturno. Per tutto il resto c'è il cinemascope.


 

“Ho visto cose che voi del Sulcis non potreste nemmeno immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Casteddu. E ho visto i Gaggi B in vespino balenare nel buio vicino alle porte di Tuvixeddu. E tutti quei momenti andranno perduti per sempre, come i posti di lavoro all'Alcoa. È tempo di morire”.
(Mauro Pili in Blame Runner)

Diario del capitano Pili, settimo giorno. E' la terza mattina che copio e incollo il diario di bordo dell'altro capitano perché non so cosa scrivere. Il pianeta Marte ancora non si vede all'orizzonte, ma in compenso dallo specchietto retrovisore vediamo ancora sulla Terra la sfumatura rossastra dei fanghi dell'Eurallumina di Portovesme. Tenente Sulis, Sulu o commenti stoccada ti zerrias, non possiamo andare più veloce? Senza più orizzonti siderurgici, ci restano almeno quelli siderali! Arriveremo là dove nessun consigliere regionale è mai giunto prima, neanche sparandola davvero grossa.(Mauro Pili in Star Strek)

Ian Pili - Ti piaccio perché sono una canaglia. Non ci sono canaglie nella tua vita.
Principessa Leila - Ma itta ses narendi, se c'è il consiglio regionale pieno!
(Mauro Pili in Gherre Stellari)

aggiornamento:

Nonostante il silenzio di Marte, rosso pianeta bolscevico e traditor, la Sardegna reagisce con Mauro ai miei attacchi ingiustificati. L'ineffabile Banana stamattina su Sardegna Quotidiano ha proposto una rilettura per immagini della vicenda. La condivido.

«Come un gigante di Mont'e Prama, diventa un paladino della Sardegna e dell'insularità e sii nostro alleato nei rapporti con l'Europa». Cappellacci, con l'ormai proverbiale fiuto politico, proietta su Antonio Tajani l'immagine di un guerriero nuragico e lo elegge a protettore europeo della Sardegna. In effetti le premesse per essere oggetto di speranze gigantesce da parte dei sardi il Tajani ce le ha proprio tutte: già noto monarchico e da sempre favorevole al ritorno di quei Savoia così caramente ricordati nell'isola, è anche commissario europeo per i trasporti, competenza grazie alla quale ha taciuto con monolitica determinazione sull'esclusione della Sardegna dal master plan italiano dei trasporti marittimi nel Mediterraneo operata dal suo governo. Proprio il paladino che ci mancava: grazie Ugo! Dopo l'Aga Khan Sardus Pater e Tajani Ziganti de Monti Prama, aspettiamo con trepidazione di conoscere il nome del tuo prossimo cavaliere dello Zodiaco.

Mauro Pili intanto gioca al piccolo ragioniere sulla sua pagina di Facebook. Protettore politico del mega-metanodotto Galsi che sventrerà l'isola imponendole una servitù di passaggio di 270 km per portare il metano dall'Algeria all'Italia, è con logica inattaccabile che fa i conti della serva tra i sardi favorevoli e quelli contrari: siccome in piazza all'ultima manifestazione contro il Galsi c'erano 100 persone e i sardi sono invece 1.668.128, i favorevoli al Galsi sono ovviamente 1.668.028. Forza Mauro! E' anche grazie a queste prove di creatività con il pallottoliere che il 1.663.023 sardi che non sono tuoi amici su Facebook non vede l'ora di rieleggerti presidente della regione e metterti in mano il bilancio della Sardegna.

Mentre all'orizzonte si addensano nubi di tempesta, sulla barca della Sardegna tutti si guardano intorno per capire chi sarà il prossimo nocchiere. Io propongo tre nomi eccellenti per evidente competenza, buon senso e capacità di visione del futuro.

Centro-Sinistra di formazione democristiana
«Ho visto un gruppo di pastori della Coldiretti l’altro giorno a Sassari in piazza d’Italia e ho posto loro un tema: non è il caso di fare proteste, manifestazioni di massa, contro questo incredibile flusso di soldi della Regione per abbattere il prezzo del biglietto aereo di chi va a Dublino, a Oslo, a Londra, in vacanza per il week-end a uno o dieci euro? La Regione comprerebbe con quei soldi la metà delle pecore della Sardegna, la metà dei caseifici, per provare a rifare una politica a favore della campagna sarda... »

Pietrino Soddu, sette volte presidente della Regione, ex deputato, è convinto che i voli Ryan Air siano low cost perché pagati dalla Sardegna con le risorse della continuità territoriale. Ha sempre avuto le idee chiare, sin da quando era assessore alla Rinascita Industriale.

Centro-Destra con priorità sociali chiare
«Quella che è stata presentata come una misura su beni di lusso in concreto rischia di rivelarsi un siluro per la nostra economia e per chi è ben lontano da situazioni di benessere economico. [...] Piuttosto che adottare misure che solo nell'aspetto di facciata riguardano il lusso, sarebbe opportuno andare a reperire altrove le risorse necessarie a colmare il deficit del Paese»

Ugo Cappellacci, attuale presidente della Regione e uomo sempre attento alle vere emergenze sociali dell'isola, è sconvolto dalla nuova tassa sugli yacht e promette battaglia contro la manovra. Lo avevo sottovalutato: è un uomo che sa darsi delle priorità.

Indipendentista con troppo tempo libero
« Il Comitadu si propone come finalità precipua la difesa dell’Etnia Sarda e della sua autodeterminazione [...] e si propone di rappresentarla nei consessi internazionali, attuando la difesa e la promozione della crescita culturale, l’educazione e sensibilizzazione alla conoscenza, tutela, conservazione e valorizzazione dell’ambiente, della lingua, dei beni culturali e del tempo libero del proprio popolo»

Doddore Meloni per bocca del suo portavoce afferma che quella dell'etnia sarda è l'idea vincente per il futuro. Pazienza se altrove non ha funzionato granché. Dilettanti loro o ottimista lui?

Giovanni FollesaGiovanni Follesa è un nome che a molti sardi non dirà assolutamente niente, ma ai concorrenti in graduatoria per la cattedra di Teoria e Metodo dei Mass Media all'Accademia di Belle Arti di Sassari invece dice molto. Giovanni Follesa si è infatti posizionato al primo posto della graduatoria per l'insegnamento della materia benché, a differenza della maggior parte degli altri aspiranti, fosse del tutto sprovvisto di titoli di servizio e di studio specifici. Con una semplice laurea in storia dell'arte contemporanea li ha stracciati tutti grazie alla voce ALTRO.

Che cosa sarà questo ALTRO che per la commissione vale addirittura 80 punti? Proviamo a ricostruirlo.

La redazione fantasma

Nel 2001 i sardi sentono per la prima volta il nome di Giovanni Follesa perché dirige un quotidiano da lui fondato a Quartu Sant'Elena che si chiama L'Obiettivo. L'operazione non dura molto, ma comunque abbastanza da suscitare l'interesse preoccupato del sindacato dei giornalisti sardi a proposito dell'assenza di inquadramento contrattuale di alcuni collaboratori della testata.

Il collezionista di incarichi

Nel dicembre del 2008 i sardi sentono di nuovo parlare di Giovanni Follesa perché nel frattempo è diventato presidente di una cooperativa sociale, la Naicà, che ottiene un incarico diretto dal Comune di Cagliari per - cito testualmente - l'installazione di itinerari virtuali turistico-religiosi su Second Life, missione per la quale riceve ben 72mila euro. L'attuale sindaco e allora consigliere di minoranza Massimo Zedda fece notare che di incarichi per affidamento diretto la cooperativa Naicà durante i precedenti due mesi ne aveva ricevuti ben sette, per un totale di 243mila euro. Sapendo che l'affidamento diretto è spesso anche il modo in cui gli amministratori avvantaggiano con i soldi pubblici le proprie conoscenze personali, già allora i più attenti cominciarono a chiedersi se tanta munificenza da parte della destra cagliaritana verso Giovanni Follesa fosse dovuta a competenze reali o non piuttosto a conoscenza personale con l'allora assessore comunale al bilancio Ugo Cappellacci.

L'assessore ombra

Il dubbio si affievolì nel 2009, quando Ugo Cappellacci vinse le elezioni e nominò proprio Giovanni Follesa alla carica di coordinatore della comunicazione della Regione Sardegna; non sembrandogli abbastanza, gli offrì anche l'incarico di Capo di Gabinetto dell'assessore regionale alla Cultura, quell'indimenticata Lucia Baire entrata in giunta in quota Curia per l'innegabile merito culturale di aver organizzato a pennello la visita di Ratzinger a Cagliari. Lucia Baire è ricordata per la sua monumentale incompetenza all'incarico, ma è un ingiusto merito: la sua era una nomina di facciata. L'assessore facente funzioni sembrava infatti essere lo stesso Giovanni Follesa. Esemplare per dimostrarlo è l'episodio sollevato dal quotidiano Epolis sul ruolo svolto da Follesa nel cosiddetto caso Sgarbi, cognome a cui sembra legato a doppio filo. Nel 2010 circolò la notizia che il comune di Cagliari aveva concesso un finanziamento di 150mila euro e spiccioli a Elisabetta Sgarbi per la realizzazione di un film sulle sorelle Coroneo, finanziamento che il giornalista Marco Mostallino segnalava essere curiosamente consequenziale alla mostra sulle medesime sorelle inaugurata appena pochi mesi prima dal fratello della Sgarbi, Vittorio. La signora Sgarbi, risentita dall'indagine giornalistica a suo riguardo, fece scrivere dal suo legale una lettera di diffida ad Epolis nella quale brillava questa perla freudiana: «La dott.ssa Sgarbi, molto semplicemente, su richiesta dell'assessore alla Cultura della Regione, il dott. Giovanni Follesa, ha realizzato e presentato un progetto». In una successiva email l'avvocato della Sgarbi corresse l'errore dell'attribuzione a Follesa della carica di assessore, ma specificando che comunque «il dott. Follesa è la persona che, per conto dell'assessore, ha preso contatto nel novembre 2009 con la Dott.ssa Sgarbi per il film sulle Coroneo». Il film poi non si fece, probabilmente anche grazie al giornalista che domandò chiarezza sul perché il capo di gabinetto di un assessorato regionale chiedesse a una regista di fare un film finanziato da un'altra istituzione, ma non è questo che conta qui. Importa invece che il ruolo "pesante" di Follesa nelle scelte dell'Assessorato alla Cultura fosse ben noto. Lo era anche a molti operatori culturali sardi, non ultima l'associazione Isola delle storie, che nella persona del suo presidente Marcello Fois si trovò nel 2009 a dover scrivere proprio a Giovanni Follesa per dirimere il misterioso ostacolo che sembrava impedire all'assessorato di deliberare il finanziamento al festival di Gavoi.

Nell'ultimo anno di legislatura Cappellacci sono cambiati tutti gli assessori, compreso quello alla cultura, ma il plenipotenziario capo di gabinetto è sempre lui, il cui ruolo è stato intanto convertito in una più sfuggente "consulenza".

L'autore di cui si sentiva il bisogno

Ma Follesa non è stato capito da Ugo Cappellacci.
In realtà lui non ha mai voluto fare né l'assessore né il consulente.
E' un artista della penna che al mondo dei portaborse si è prestato solo temporaneamente. Cosa voleva davvero fare nella vita questo talento dalle mille sorprese? Nel curriculum che gira in rete - dove con grande autoironia si definisce "fiero di essersi fatto da solo e non dover niente a nessuno" - tra le altre cose c'è scritto anche "scrittore". In effetti Giovanni Follesa qualche libro lo ha scritto. L'ultimo si intitola Terra Mala, è realizzato a quattro mani con Rossana Copez e edito dal Maestrale. Pare sia un thriller esoterico dai cupi contorni, dove gli autori descrivono, con stile asciutto, una storia vivace, lunga cinquecento anni, che proprio attraverso lo scorrere del tempo troverà la sua compiutezza (cito dalla quarta di copertina). Durante la promozione di questo libro Giovanni Follesa ha rilasciato alcune interviste, in una delle quali - alla rituale domanda su quali siano i suoi progetti futuri - rivela candidamente il desiderio di "traslare i contenuti di Terra Mala in un progetto cinematografico, magari attraverso il coinvolgimento di qualche regista sardo (sono diversi e molto bravi) con il quale sarebbe bello aprire un dialogo". Forse non è un sogno irrealizzabile, considerato che la giunta regionale lo ha appena nominato per cinque anni membro del consiglio di amministrazione della Film Commission della Regione Sardegna, l'organo che ha il compito di selezionare i progetti cinematografici degni di essere finanziati con i soldi pubblici.

Il dadaista compreso dalla critica

Nel curriculum che circola in rete Follesa si definisce in molti modi, ma soprattutto gli piace considerarsi "intimamente dadaista" e "ossessivamente zen". Anche da queste provocazioni ossimoriche si capisce che è l'arte il suo orizzonte ultimo di senso e questa sensibilità deve essere stata colta pure dal suo amico Vittorio Sgarbi, che probabilmente per questo (e per che altro avrebbe potuto?) quest'anno lo ha nominato membro della giuria selezionatrice degli artisti da presentare al padiglione Sardegna della Biennale di Venezia. Il caso ha voluto che in quella giuria ci fosse anche il dottor Antonio Bisaccia, direttore dell'Accademia di Belle Arti, il quale alla fine della Biennale ha emesso un comunicato stampa dove si legge tra le righe quanto grande sia la gratitudine per il ruolo svolto dall'Assessorato alla Cultura nell'assegnazione della gestione di questa importante e iniziativa all'Accademia da lui diretta. Aveva tutte le ragioni di essere contento: la gestione dell'evento ha fatto entrare nelle casse della scuola ben 395 mila euro (delibera n° 15 del 24 marzo 2011, con il concorso di due assessorati e della presidenza della regione).

Riepilogando.

1) Giovanni Follesa è attualmente il potentissimo capo di gabinetto, poi rubricato a consulente, dell'Assessorato alla Cultura, nonché responsabile della comunicazione istituzionale regionale, nonché membro del consiglio di amministrazione della Film Commission.

2) La Regione Sardegna ha assegnato all'Accademia di Belle Arti di Sassari la prestigiosa e remunerativa gestione della Biennale d'arte sarda.

3) In barba a qualunque conflitto di interessi, pochi mesi dopo Giovanni Follesa si presenta alla selezione per una cattedra all'Accademia e, pur avendo meno titoli di tutti, lo vince grazie al super bonus di 80 punti assegnatigli dalla commissione per meriti professionali.

E' doveroso chiedersi quali siano i tanto convincenti meriti professionali del dottor Follesa, considerato che negli ultimi dieci anni, a parte un'esperienza giornalistica breve e discussa e sette assegnazioni politiche per fare cose come i pellegrinaggi su Second Life, non risulta che egli abbia fatto niente altro che il portaborse a uomini del PdL e il coordinatore della comunicazione istituzionale della Regione Sardegna.

Lo chiedo anche per questioni di pari opportunità: se il dottor Follesa fosse stato una donna, a questo punto qualcuno si sarebbe già chiesto di chi è l'escort.

Oggi il consiglio regionale sardo ha dimostrato all'opposizione e ai benintenzionati quanta paura avesse di diminuire il numero dei consiglieri eleggibili: assolutamente nessuna. La riduzione dei posti in consiglio da 80 a 60 è stata approvata senza colpo ferire (64 favorevoli, 1 contrario, 4 astenuti) permettendo alla maggioranza di Cappellacci di ottenere due grassi risultati politici in un periodo di magra in cui parevano venirle bene solo le cazzate.

Il primo notevole risultato è aver battuto sul tempo le velleità demagogiche di chi sperava di intestarsi il merito politico di aver tagliato i costi della casta; di questa insperata e gratuita operazione simpatia va reso merito prima di tutto all'opposizione, che tra un'assenza e l'altra dalle sedute di consiglio ogni tanto ama farsi prendere dallo zelo compensativo e propone cose in grado di causare danni sicuri ai sardi senza nel contempo realizzare alcun vantaggio politico per sé, casomai qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla fondatezza della terza legge di Carlo Cipolla. Nemmeno il fatto che la proposta di diminuire il numero dei consiglieri la sostenesse attivamente anche l'IDV sardo nella persona del pluripoltronato Federico Palomba ha messo in cuore alle anime candide il sospetto che la casta da una decisione simile avesse in effetti ben poco da temere.

Il secondo risultato politico di cui Ugo Cappellacci sentitamente ringrazia è l'aver distratto i sardi dal fatto che gli emolumenti principeschi dei consiglieri in carica, le prebende a contorno e i vergognosi vitalizi degli ex consiglieri non siano stati neanche sfiorati da questo provvedimento. I 60 consiglieri regionali rimasti continueranno infatti a prendere i soliti 14.000 euro al mese senza rendicontare nemmeno le spese. Chi ha offerto alla maggioranza l'opportunità di prendere questa decisione ha di fatto rafforzato l'oligarchia clientelista: da domani a decidere per i sardi saranno meno persone con più voti - cioè più potere personale - concentrati nelle mani.

Grazie al nuovo provvedimento dunque i sardi non solo risparmieranno pochissimo rispetto a quanto avrebbero risparmiato tagliando gli stipendi dei consiglieri, ma subiranno un taglio del 25% alla loro rappresentanza democratica, vedendo diminuite esponenzialmente le possibilità di rovesciare i meccanismi soffocanti del bipolarismo obbligato imposto dall'attuale legge elettorale.

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1 Jan 1970
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