Oggi il consiglio regionale sardo ha dimostrato all'opposizione e ai benintenzionati quanta paura avesse di diminuire il numero dei consiglieri eleggibili: assolutamente nessuna. La riduzione dei posti in consiglio da 80 a 60 è stata approvata senza colpo ferire (64 favorevoli, 1 contrario, 4 astenuti) permettendo alla maggioranza di Cappellacci di ottenere due grassi risultati politici in un periodo di magra in cui parevano venirle bene solo le cazzate.

Il primo notevole risultato è aver battuto sul tempo le velleità demagogiche di chi sperava di intestarsi il merito politico di aver tagliato i costi della casta; di questa insperata e gratuita operazione simpatia va reso merito prima di tutto all'opposizione, che tra un'assenza e l'altra dalle sedute di consiglio ogni tanto ama farsi prendere dallo zelo compensativo e propone cose in grado di causare danni sicuri ai sardi senza nel contempo realizzare alcun vantaggio politico per sé, casomai qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla fondatezza della terza legge di Carlo Cipolla. Nemmeno il fatto che la proposta di diminuire il numero dei consiglieri la sostenesse attivamente anche l'IDV sardo nella persona del pluripoltronato Federico Palomba ha messo in cuore alle anime candide il sospetto che la casta da una decisione simile avesse in effetti ben poco da temere.

Il secondo risultato politico di cui Ugo Cappellacci sentitamente ringrazia è l'aver distratto i sardi dal fatto che gli emolumenti principeschi dei consiglieri in carica, le prebende a contorno e i vergognosi vitalizi degli ex consiglieri non siano stati neanche sfiorati da questo provvedimento. I 60 consiglieri regionali rimasti continueranno infatti a prendere i soliti 14.000 euro al mese senza rendicontare nemmeno le spese. Chi ha offerto alla maggioranza l'opportunità di prendere questa decisione ha di fatto rafforzato l'oligarchia clientelista: da domani a decidere per i sardi saranno meno persone con più voti - cioè più potere personale - concentrati nelle mani.

Grazie al nuovo provvedimento dunque i sardi non solo risparmieranno pochissimo rispetto a quanto avrebbero risparmiato tagliando gli stipendi dei consiglieri, ma subiranno un taglio del 25% alla loro rappresentanza democratica, vedendo diminuite esponenzialmente le possibilità di rovesciare i meccanismi soffocanti del bipolarismo obbligato imposto dall'attuale legge elettorale.

Commenti  

 
#1 Davide Carta 2011-10-14 00:31
Palomba sarà imbestialito dall'essersi visto scippare da Cappellacci il chiodo a cui appendere il cappello del populismo!
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#2 Susanna Manias 2011-10-14 08:25
ma calli imbestialito? Sarà contentissimo, sarà. Lui è uno che i voti li prende da una vita!
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#3 Luca Carta 2011-10-14 14:32
Una marea di sardi non è al corrente di ciò che si è appena consumato. Spetta a noi informarli, re-agire uniti contro questa nuova Supercasta. E mentre ci rimbocchiamo le maniche, dico grazie a Michela.
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#4 Omar Onnis 2011-10-14 17:27
A parte l'amara constatazione di essere stati facili profeti, vorrei segnalare che l'operazione è totalmente a costo zero, da diversi punti di vista.

Intanto chi sta ora in consiglio regionale non vede minimamente diminuito un bel nulla, non emolumenti e privilegi, né numero dei consiglieri. Quindi chi ha votato oggi per questa cosa ha sicuramente evitato di esserne coinvolto.

Ma soprattutto questa proposta di legge non sarà subito operativa né - con ogni probabilità - lo sarà mai. Infatti dovrà passare ora all'esame del parlamento italiano, in quanto relativa a una previsione statutaria, ossia una norma di rango costituzionale. Ve l'immaginate voi il parlamento italiano, di questi tempi, a dannarsi l'anima per approvare la modifica dello statuto prima che sfumi la legislatura in corso? E così tutto finirà nel dimenticatoio. Un ottimo risultato, non c'è che dire.

Non capisco perché l'opposizione abbia voluto fare da sponda a questa porcheria, coi mass media al seguito. Io ci intravvedo il tipico pregiudizio anti-popolare delle elite sarde, sempre ostinatamente autoreferenziali, con lo sguardo ossessivamente puntato oltre il mare, ma il fondoschiena accuratamente posato su qualche poltrona confortevole in Sardegna. I sardi? Animali da compagnia, se va bene. O bestie da soma.

Questa gente - nessuno escluso, anzi, benpensanti dell'opposizione di centrosinistra in testa - mostra ancora una volta la totale incapacità di assumersi una responsabilità una, anche piccola e simbolica, che abbia un respiro storico, collettivo.
Carlo Maria Cipolla andrebbe fatto studiare nelle scuole sarde fin dai primi anni, altro che!
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#5 stroszek85 2011-10-14 18:44
come anche Omar dice sarà davvero difficile che questo voto vada veramente a concretizzarsi...

Ma ora facciamo un calcolo: 14000x20=280000 euro mensili risparmiati. Poniamo che in luogo di questo si provveda a dimezzare lo stipendio di tutti gli 80 che rimarrebbero in carica e avremmo un riparmio dell'esatto doppio. Non c'è che dire! un gran risultato... Non fosse per un probabile scenario che ora mi viene da immaginare.
Avendo a che fare con persone attaccate al denaro, avide, che null'altro hanno in cima all'agenda è lecito aspettarsi un dimezzamento del loro interessamento alle faccende del popolo sardo (di pari passo con il dimezzamento dello stipendio) che sarebbe oltremodo inaccettabile visto lo stato delle cose. La conseguenza di tutto ciò sarebbe la perdita non di un 25% di rappresentanza ma di un bel 50%! (visti i dimezzamenti)... Ora io mi chiedo cosa è meglio? Dimezzare lo stipendio e raddoppiare il risparmio perdendo metà di democrazia o perdere un quarto di democrazia risparmiando la metà di quello che sarebbe nell'altro caso?

Cara Michela, il discorso è molto semplice: con la fantasia si è capaci di caricare e enfatizzare quello che si vuole per piegarlo alla tesi che si vuole sostenere e - bada bene - senza fare neppure il minimo torto alla razionalità e alla logica.
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#6 manuel 2011-10-15 15:13
Citazione stroszek85:
Avendo a che fare con persone attaccate al denaro, avide, che null'altro hanno in cima all'agenda è lecito aspettarsi un dimezzamento del loro interessamento alle faccende del popolo sardo (di pari passo con il dimezzamento dello stipendio) che sarebbe oltremodo inaccettabile visto lo stato delle cose. La conseguenza di tutto ciò sarebbe la perdita non di un 25% di rappresentanza ma di un bel 50%! (visti i dimezzamenti)... Ora io mi chiedo cosa è meglio? Dimezzare lo stipendio e raddoppiare il risparmio perdendo metà di democrazia o perdere un quarto di democrazia risparmiando la metà di quello che sarebbe nell'altro caso?


curiosa osservazione.
se sono lì per il denaro potremmo dire che già non hanno a cuore gli interessi sardi e anche che dimezzando lo stipendio potrebbero invece affacciarsi nuovi politici più interessati a questi problemi e meno allo stipendio.

la tua osservazione mi sembra quindi il sottostare ad un ricatto per il quale loro potrebbero continuamente alzare la posta adeguando ogni volta uno stipendio superiore ad una del tutto presunta maggiore attenzione verso il loro mandato
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#7 stefano 2011-10-20 10:09
La riduzione del numero dei consiglieri è una enorme cazzata e un danno alle minoranze. Se si volevano contrarre i costi della politica bastava ridurre le prebende. PUNTO.
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