
CROCIFISSO: CAPPELLACCI, FA PARTE DELLA NOSTRA CULTURA
(AGI) - Cagliari, 12 nov. - "Il Crocifisso ci appartiene perche' siamo cresciti con lui e fa parte della nostra cultura di cittadini italiani ed europei. Purtroppo ancora una volta l'Italia si trova divisa nel tentativo di far prevalere una ragione sull'altra".
Con una lunga lettera aperta pubblicata stamane il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, interviene nel dibattito seguito alla sentenza della Corte europea che ha bocciato la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. "A che serve rinnegarlo o, peggio, giudicarlo inoffensivo?", scrive Cappellacci. "Il Crocifisso appeso su un muro mi provoca emozione. Mi fa sentire vivo. Una parete spoglia no".
Nel Vangelo secondo Ugo, qualsiasi cosa cresca con noi - dal nostro cane all'Arbre Magic, con sottofondo di Happy Days - diventa parte intangibile della nostra monolitica cultura. Sorvolando sulla toccante confessione di ciò che lo fa sentire vivo, è interessante notare come il Cappellacci-pensiero individui il triste segno della nostra immaturità sociale nel fatto che ancora resista un pernicioso dibattito tra diverse ragioni, altrove detto anche "dialettica democratica"; evidentemente per lui sarebbe molto più sensato avere - one nation one station - tutti la stessa idea, e non escludo che parli per esperienza personale nel PdL. E pensare che per studiare queste pregnanti dichiarazioni è stato necessario assumere un ufficio stampa di ben ventuno giornalisti. Chissà che perle, senza.
10.02.2012 11:00 -
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