Un mese fa ho presentato Ave Mary ad Austis. Tra il pubblico c'era anche Angela Nonnis, sindaco di Oristano e donna di spicco del centrodestra sardo, che in quella circostanza venne invitata dalla prima cittadina di Austis a fare un intervento di saluto. Ricordo che Angela con sincera cortesia si dichiarò compiaciuta per il successo di pubblico del mio libro, che a suo dire rivelava la crescente sensibilità della gente sul tema dell'emarginazione del ruolo sociale femminile. Ricordò con piacere anche la grande manifestazione di piazza del 13 febbraio, parlandone come di un simbolico momento di consapevolezza. Io, infrangendo il protocollo di cortesia che impone di considerare i sindaci in veste istituzionale come rappresentanti bipartisan e non come espressione di precise parti politiche, ricordai a Angela che questo discorso così interessante e opportuno più che ad Austis avrebbe dovuto farlo nelle stanze del suo partito, che ha dimostrato a tutti i livelli quale becera idea della donna ispiri le sue politiche sociali e le pratiche personali dei suoi più alti esponenti. Angela non gradì la mia puntualizzazione e si appellò alla trasversalità del tema, ribadendo che si stavano facendo passi avanti in questo senso anche nel PdL.
A comprova che il PdL i passi avanti li fa solo quando glieli fanno fare i giudici, due settimane fa il Tar Sardegna ha accolto il ricorso contro la giunta Cappellacci e l'ha dichiarata illeggittima in quanto composta da soli uomini, in totale spregio alla legge che chiede il rispetto della rappresentanza di genere nelle istituzioni elettive. Il presidente della Regione si è dovuto arrampicare su ogni specchio disponibile per riequilibrare la composizione della sua squadra di governo. Alla fine ha trovato tre nomi di donna a cui appioppare un cadreghino di salvataggio e una di queste è proprio Angela Nonnis, neo assessore regionale ai lavori pubblici. Lei si è prontamente dimessa da sindaco di Oristano - dove ha avuto sempre vita politica difficilissima a capo di una giunta a sua volta tutta maschia - accettando di correre in soccorso al peggiore dei presidenti regionali che l'isola ricordi di aver mai avuto. Reciprocità di cortesia mi imporrebbe di fare ad Angela i migliori auguri per il suo nuovo incarico, ma sarei ipocrita: mi auguro invece che anche questa infelice giunta crolli immantinente e si vada a elezioni quanto prima, perché non bastano tre donne, neanche una tosta come Angela, a rimediare all'inadeguatezza delle scelte politiche di questo esecutivo e ai danni che ha causato alla Sardegna su tutti i fronti. Non è certo mettendogli addosso il fiocco rosa che i sardi si dimenticheranno di cosa c'è nel pacco azzurro.
18.05.2012 18:30 -
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