Breve report per i sardi che non hanno visto il confronto televisivo di ieri sera (e anche per quelli che c'erano).
Ovviamente par condicio a Videolina non sanno manco cosa sia, ma data la situazione dell'informazione in Sardegna, prendiamo quello che passa il convento.
Renato Soru 8 - Preparato, chiaro, sanamente polemico, si è ricordato sempre che i suoi interlocutori non erano i presenti, ma chi stava guardando. Alla domanda (di cattivo gusto) su Eluana ha trovato modo di rispondere elencando i fiori all'occhiello della sua gestione sull'assistenza ai 20mila sardi non autosufficienti. Ha speso i suoi migliori argomenti, ma stranamente non Master&Back. Alcune uscite del tutto fuori luogo (come quella antipatica di definire "storia troppo lunga" la presenza degli altri tre candidati oltre ai cosiddetti maggiori, il solito vecchio vizio) non cambiano il fatto che mediaticamente quest'uomo ha fatto passi da gigante rispetto alla sociopatia di cinque anni fa. Ottime e opportune tutte le stoccate a Cappellacci su Berlusconi.
Ugo Cappellacci 3 - Con gli amici a cena si era scherzato sul fatto che si sarebbe presentato con l'archetto all'orecchio come Ambra, ma quando abbiamo visto che leggeva veramente dai foglietti ci sono cadute le braccia. Tutto vago o insipido, ma sulla questione lavoro la debacle più evidente: nel suo programma ci sono solo incentivi statali alle imprese, nella logica assistenzialista del piano Marshall voluto dal suo mentore, e nemmeno un accenno agli svantaggi di partenza delle aziende sarde (vedi Sale). Sui dati della disoccupazione insiste a smentire l'Istat e triplicare i disoccupati ad muzzum, dando modo a Soru di smentirlo sonoramente. Insostenibile la sua posizione sulla trappola-Eluana: i criteri di scelta da presidente della regione secondo lui sarebbero stati l'essere cattolico praticante e l'essere padre. Qualcuno gli scriva sui foglietti, vi prego, che fare politica è ragionare su piani collettivi.
Gavino Sale 7 - Nonostante pagasse l'evidente svantaggio di tempo di parola, è riuscito con pacatezza a portare nella discussione due temi che nessun altro ha toccato: il primo è che le aziende sarde non hanno bisogno di stampelle-bonus statali, ma di una riforma strutturale della fiscalità che abbatta il 20% di gap rispetto alle imprese italiane. Il secondo è la questione della rinegoziazione dei profitti prodotti con l'energia alternativa, dei quali attualmente solo il 2% resta in Sardegna, mentre il 98% finisce fuori. Ottimi paragoni con Malta (più di quelli con l'Irlanda), che con appena 400mila abitanti siede a pieno titolo nel consesso europeo delle nazioni e decide di sè. Su quel nodo ha costretto Soru al suo unico momento di tentennamento: il presidente uscente, con un incantevole capitombolo verbale alla vorrei ma non posso, ha lasciato involontariamente capire di desiderare di sedere in Europa alla pari, senza filtri. Ma tra i mezzi desideri di Soru e i progetti interi di iRS la differenza per un attimo si è vista bene.
Sollai 6 meno - Non lo avevo mai visto, e mi ha fatto una impressione che è rimasta buonina solo fino alla domanda sull'Europa. Lì ha perso misura, e ho riconosciuto in lui quei toni esaltati da libertador lontanissimi dalla mia sensibilità. Gli riconosco l'intelligenza di non essersi fatto spingere nell'arena contro Sale sul tema della presentazione separata alle urne. (di quest'uomo non esiste una foto in rete, pessima gestione dell'informazione che mal si sposa con il target indipendentista moderno, che è giovane)
Balia 4 - Vecchia volpe senza denti, ha speso tutto il suo tempo a dare addosso a Soru, usando un poco televisivo linguaggio autoreferenziale. L'unico vantaggio della sua presenza è stato dar modo a Soru di rispondere bene sulla questione dei blocchi del piano paesaggistico. Immagini in rete, idem come Sollai, ma ha la giustificazione che il target dei socialisti è ben altro.
10.02.2012 11:00 -
12:00
Data privata
11.02.2012 18:30 -
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Nurachi - Ananti de sa ziminera
18.02.2012 16:00 -
17:00
Bologna - Assemblea Generale Progres Disterru
19.02.2012 16:00 -
21:00
Bologna - laboratorio di storytelling politico
27.02.2012 21:00 - 28.02.2012
22:00
Torino