An error occured - you set wrong location or data for your location are unavailable
Marcello
(Ricevo e pubblico, con il permesso dell'autore, la replica alle considerazioni da me fatte qui.)
Michela cara,
c’è un vizio di forma in quello che dici, vizio che è tanto più grave perché genera un’ambiguità insanabile. Ambiguità che risulta chiaramente dal tono delle repliche alle tue affermazioni contenute nel tuo blog. Se ci fai caso, un po’ per la tendenza di queste piazze informatiche a non contraddire mai il padrone di casa, un po’ per l’indiscutibile bravura con cui ti muovi in questo elemento naturale, nessuno ti dà torto anche quando, nei fatti, non la pensa come te. Elimino dal novero tutti quelli, e ce ne sono, che se tu scrivessi che gli asini volano, correrebbero alla finestra a guardare il cielo. Ce lo siamo detti molte volte “de visu”: sull’argomento Soru non ho mai concordato sulla tua tendenza a confondere i piani, prova a far caso a quante volte hai dovuto chiarire su questa agorà informatica che il tuo punto di vista reale è che votare Soru non solo non è un ripiego, ma addirittura un vantaggio per la Sardegna. Ti dice niente questa necessità? Tu sei piuttosto efficace e attenta per quanto riguarda le questioni comunicazione, ma, in questo caso, continui ad oscillare tra il “sì” e il “ma”, che è esattamente il nucleo di qualunque empasse comunicativo. Alla fine della lettura dei commenti contenuti dentro al tuo blog ho creduto di capire tre cose:
- che esiste un fan club Michela Murgia; 
- che voterai Soru nonostante ritenga inopportuno per un imprenditore candidarsi come Presidente di una Regione;
- che ritieni Soru una forma “ingoiabile” di Berlusconi.
Ma, volendo, potevo capire anche che Soru è troppo compromesso per farcela; che sarebbe eleggibile se francescanamente rinunciasse a tutto; che avere relazioni è vietato al politico.
Oppure che vanno bene le leggi per la Sardegna ma, anche quando sono buone, mai quando coincidono con la vita extrapolitica di Soru; che chiunque collabori o lavori per Tiscali in questo momento è di per sé compromesso; che la storia della nostra regione si sostanzia nei quattro anni appena trascorsi. Oppure, ultimo, ma non ultimo, che, fra il “sì” e il “ma”, sei l’unico intellettuale sardo veramente libero e indipendente (non lo dici tu, lo dice un tuo fan, ma tu non l’hai contraddetto).
Eppure tra questo “sì” che tu pronunci sempre su sollecitazione e questo “ma” che scaturisce spontaneo, secondo me, sussiste  il vizio di forma a cui facevo riferimento all’inizio.
Non sto a dirti che se avessimo fatto un quarto di queste pulci a Berlusconi forse adesso saremo un paese migliore,  e, per non sottrarmi a nessuna pignoleria, essendo la persona che più di tutti ha sempre messo Soru di fronte alle sue contraddizioni (è tutto scritto, in tempi non sospetti), voglio dirti da subito che concordo sui “ma” e, proprio per questo, non capisco il tuo “sì”. Dal mio punto di vista quei “ma” fanno parte di un dibattito in cui costantemente si devono mettere in rapporto ipotesi, previsoni, con  dati di fatto. Il discorso zoppo non si può fare. Solo quello che sarebbe dovuto essere senza quello che è stato non va bene. E vorrei ribadire che Soru si è dimesso per non essere ricattato da una combine di politici locali SUOI ALLEATI che l’avevano messo in minoranza su un emendamento che metteva in seria difficoltà il grande partito trasversale del mattone in Sardegna. Il che mi pare un “sì” che mette in pari qualche importante “ma”, no? Inoltre c’è una differenza sostanziale che tu dimentichi sempre: Soru ha ottemperato a tutte, e dico tutte, le leggi in merito al conflitto di interesse vigenti nel nostro Paese. Se non ci sembrano sufficienti parliamone, ma non dimentichiamoci di parlare del fatto che Berlusconi non ha fatto nemmeno un quarto di questo percorso legislativo e con ben altri interessi in campo. Per non parlare del fatto che la stampa locale in questi quattro anni non ha regalato niente a Soru, Unione e Nuova non sono mai state così allineate e questo dovrebbe suggerirti qualcosa, altrochè controllo mediatico. Ecco, ciò giusto per posizionare almeno due grandi faccende dove realmente stanno. Nel territorio fra il “sì” e il “ma” può succedere che si diventi più realisti del re e un pelino moralisti, e, quel che è peggio, si rischia di “esporre come trofei le proprie sconfitte” (l’ha scritto un gesuita nel ‘600), perché si disegna una situazione in cui un Presidente eletto diventa di per sé padrone e signore, quasi che, conclusa la fase elettorale, noi cessiamo di esistere come cittadini e diventiamo sudditi (per i sardi di Forza Italia questo è un problema regionale e non nazionale, e tu sembri approvare). Se tu credi questo Soru non dovresti votarlo, semplicemente.
La domanda è: considerati i quattro anni passati, possiamo evidentemente temere di poter essere governati da una persona che ha a cuore i suoi interessi prima che i nostri?
E ancora: viviamo in un paese in cui è possibile mandare a casa un politico che non ci piace? Io penso che nel Paese delle opportunità qualunque divieto fine a se stesso ti si ritorce contro. E penso che ancora abbiamo una Costituzione che mi impegnerò a difendere a tutti i costi con tutto me stesso. La dietrologia in politica, la terra di nessuno fra “sì” e “ma”, è quanto ci espelle dalla politica, voglio mantenere intatta la mia qualità di cittadino che custodisce quello in cui crede, senza aspettarmi che siano altri a farlo. Se io per primo abdico a questa funzione naturale, perché non dovrebbe abdicare un politico? E per questo, udite udite, io lotterei per il diritto di Berlusconi di fare politica. Il mio compito di intellettuale è di non temere alcuna opportunità e di propugnare una società in cui vige il principio di responsabilità diretta e non quello della delega in bianco. Io voterò Soru, e posso assicurare che il mio voto non sarà certo gratuito.
Abbracci, Marcello.

Commenti  

 
#1 Logico 2008-12-29 23:05
Concordo pienamente con Marcello Fois.
Anziché disquisire tanto sui conflitti di interessi, che solo un asceta sembrerebbe non avere, sarebbe opportuno e utile profondere le stesse energie per 'svegliare le genti', per chiedere che la legge sia uguale per tutti, per pretendere di abolire la norma antidemocratica delle liste bloccate, per pretendere un po' di giustizia sociale in più, etc etc...
Penso che i conflitti di interessi siano in fondo ineliminabili, ma che sia altrettanto giusto che siano noti e trasparenti. All'elettore il compito di giudicare.
In fin dei conti, quando Silvio Berlusconi dice che gli italiani lo hanno votato BEN SAPENDO dei suoi interessi nelle televisioni, non ha completamente torto. Se poi Mediaset restituisse le frequenze occupate abusivamente da Rete4 sarebbe meglio... ma di questo la 'ggente' non mi sembra molto preoccupata.

Trasparenza, onestà e... a casa chi ruba o approfitta del ruolo pubblico per aiutare 'gli amici'.

Un enorme grazie a te, Michela, per i tuoi sempre interessanti temi.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#2 Omar 2008-12-29 23:35
Non senza qualche imbarazzo, mi trovo a constatare per l'ennesima volta di non poter essere d'accordo col mio esimio concittadino Marcello Fois. Non nutro alcuna forma di pregiudizio, nei suoi confronti, sia chiaro: è una rilevazione meramente statistica, fatta sempre a posteriori.
In questo caso sento di dover muovere ai suoi argomenti almeno le seguenti obiezioni.

1) In generale, il fatto che un/una intellettuale si metta in gioco in un contatto diretto col pubblico non è affatto un male, nel mondo della cultura convergente, anzi il contrario. Ne guadagnano tutti, da molti punti di vista. E risponde meglio di qualsiasi altra forma comunicativa al ruolo pubblico e civico dell'intellettuale.

2) Nello specifico, che molti dei lettori di un/una intellettuale, intervenendo liberamente nel dibattito suscitato da una sua presa di posizione, si dichiarino parzialmente o totalmente in accordo con tale presa di posizione non è sbagliato né giusto, né può autorizzare a trarre conclusioni sulla correttezza, opportunità o efficacia della presa di posizione medesima: semplicemente è un dato di fatto. Non sempre è così. Nel caso di Michela, senza volerla difendere a tutti i costi, capita spesso che i suoi lettori (compreso il sottoscritto) non condividano ciò che dice, o lo condividano in parte ovvero problematicamente. Altre volte la concordanza esiste e la si esprime. Pura fisiologia del dibattito aperto in rete.

3) Ammonizione per gioco scorretto: non si può dedurre dal consenso manifestato da alcuni lettori ad un/una intellettuale che tale consenso derivi da una forma di adesione acritica di menti semplici ed esposte al raggiro alle asserzioni subdolamente e abilmente propalate dall'intellettuale in questione. Marce', siamo adulti consenzienti e più che mediamente alfabetizzati: un po' di rispetto per chi partecipa, in un ruolo determinante come quello del lettore 'attivo', a un circuito mediatico da cui tu quoque attingi il pane quotidiano. Ci siamo capiti, no?

4) Nella sfera di significati denominata 'politica' esiste un livello pragmatico, attinente alle scelte concrete, alle decisioni, ai comportamenti e alle loro rispettive conseguenze. A questo livello è del tutto legittimo decidere di aderire al meno peggio, ovvero difendere una scelta pratica (votare un candidato piuttosto che un altro) pur riconoscendo che in linea di principio esistono delle controindicazioni. Ma è come per i medicinali: bisogna leggere bene il foglietto illustrativo ed essere coscienti di cosa si sta facendo. Come siamo in grado di distinguere, dal punto di vista pratico, tra medicina e veleno (che in greco non a caso si chiamavano allo stesso modo: pharmakon), così dovremmo essere in grado di capire quanta dose 'pratica' di conflitto di interessi, o di scarsa propensione democratica, o quant'altro, vi sia in un candidato e nell'altro: sono entrambi pharmakon. solo che uno forse ti salva, l'altro probabilmente ti ammazza. Certo, l'ideale, in politica e nella nostra esistenza fisiologica, sarebbe poter fare a meno di un pharmakon!

5) Il discorso di Michela su Soru e i limiti della sua posizione pubblica, ripreso poi e generalizzato nel post sulla compatibilità tra ricchezza a cariche politiche democratiche, serviva non ad attaccare Soru, ma a ricordare ai suoi estimatori o semplicemente elettori che tollerare ambiguità per uno significa doverle poi tollerare e mandare giù per chiunque altro, anche se si trattasse (ai nostri occhi) dell'incarnazione del male cosmico. È un bel rischio dal quale non sarà mai superfluo metterci in guardia. Non ho letto da nessuna parte, nei due interventi murgeschi, un invito a non votare Soru. Anzi direi l'esatto contrario. Avrò capito male io?

Sperando di non passare per l'ennesima vittima di indottrinamento via internet, lascio qui queste mie considerazioni notturne, opinabili e confutabili come quelle di chiunque altro.
A menzus biere!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#3 MicheleM 2008-12-30 04:24
Forse mi sbaglio, ma un SI senza MA... o un NO senza MA non sono contemplabili nella mente di un libero pensatore o di chiunque si sforzi di dialogare con la realtà che lo circonda (eliminiamo pure la parola 'intellettuale', perché crea un alone di sacralità cui non mi pare il caso di afferire). Del resto non mi pare che alle elezioni un voto implichi il matrimonio con il candidato (quello sarebbe un SI che esclude ripensamenti!).
E senza accodarmi al plauso di nessuno, io -per Soru- direi SI-MA, il che non significa che il SI non sia SI, né che il MA sia secondario.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#4 MicheleM 2008-12-30 04:31
Scusate la ripresa. Preciso: il MA è il luogo della comunicazione (dialogo), mentre SI o NO saranno pure araldi di univocità (chiarezza), ma non lasciano spazio per l'arricchimento (che è l'unico scopo di una comunicazione che non è mero scambio di informazioni). Mio pensiero del 2008 (uno degli ultimi di quest'anno! :-)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#5 angelo aquilino 2008-12-30 14:03
caro Fois,
concordo pienamente con quanto lei scrive nella sua replica a michela murgia. Io appartengo all'anti berlusconismo viscerale c'è gente che è anti-Soru per principio. Siccome sono siciliano di origine, posso certificare che nessun presidente della regione Sicilia può neppure avvicinarsi al dottor Soru. Ma alcuni Sardi meritano una presidenza di Totò Cuffaro. Forse aveva ragione un suo collega scrittore. Alludo a Trilussa che, in un immortale pezzo, (cito a memoria) se la prende con
....chi predicò la fratellanza e poi, fatti li conti a tavolino,
condannò abbele e libberò Caino

angelo aquilino- Quartu
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#6 Raffaello Volpe 2008-12-31 14:45
Signor Fois,

è l’ultimo dell’anno e penso di essere ancora in debito verso di Lei ma soprattutto verso il sito di Michela Murgia, che tante volte ha dimostrato senso democratico e pazienza: in particolare il signor Mister X-Administrator. Si, sono un “Provocatore” mandato dalla CIA per creare problemi mentali, così tutti, escluso Lei signor Fois, che non c’entra niente, si metteranno l’animo in pace. Sapranno chi devono affrontare (il termine “provocatore” fa parte della neolingua descritta da George Orwell in “1984”, lo sa signor Mister X-Administrator?). Ma partiamo dalla zia Lorenza del signor Francesco di Olbia nella risposta del 29/12/2008 all’articolo di M. Murgia: “Un uomo ricco può governare?”. O anche dalla battuta di Trilussa citata dal signor “SuTeraccu” immediatamente successiva.
È più facile di quanto si creda: la gente semplice come noi (intellettuali e non), signor Fois, è sgomenta per la diffusa corruzione e non sa più dove mettere le mani perché ha compreso benissimo che si trova di fronte a una corruzione di sistema. Che l’idea di democrazia debba essere ri-studiata per essere ri-vista e corretta? Magari!, perché io penso che la parola “democrazia” soffra di tabuizzazione. Le tabuizzazioni sono sempre sintomo di una patologia di gruppo che si generano da sole dall’idea di “contaminazione”, “puro-impuro”, concetti primitivi perché fondati su di una rappresentazione della realtà “oppositiva” e “sacrale”, dunque limitata. Tutti noi ci troviamo di fronte al bivio di dover scegliere fra il continuare a non volerla mettere in discussione, per non mettere in crisi proprio il sistema “puro” che questa parola ha generato (e che invece è sistematicamente corrotto); e il metterla in discussione perché tutti noi abbiamo compreso nel tempo (proprio dalla Rivoluzione francese) che la “rappresentanza democratica” è un’allucinazione collettiva che permette ai pochi “demandati” dal nostro voto a rappresentare in realtà solo se stessi. Sono giunto alla conclusione che il “voto” sia solo una condizione paradossale per evitare l’assunzione di responsabilità da parte dell’individuo: esattamente il contrario di quello che ci dicono i nostri governanti. E perché mai dovrebbero farci credere il contrario? Ci guadagnano potere e prebende all’infinito! Col beneplacito popolare e di Dio. Il dubbio sulla gestione del potere ci sarà sempre, naturalmente. Vede, signor Fois, anch’io non sopporto il signor Berlusconi, pur avendolo votato. Tuttavia devo farle presente che il sistema di voto creato da Berlusconi piace tanto anche ai quelli di sinistra, anche se vogliono darla a bere a tutti gli onesti. Pure io ritengo il signor Berlusconi il male minore, ma al contrario di lei, rispetto a una conduzione del potere affidata ai comunisti. Ritengo infatti che il comunismo e la democrazia, assieme al cattolicesimo, siano interscambiabili e sovrapponibili, per significati e premesse patologiche. Non è un caso che i “cattocomunisti” siano oggi così tanti e tutti quanti identificabili all’insegna della parola “solidarietà egualizzante” (il “diverso”, quello vero, fa paura…soprattutto al potere, e non sto parlando di Vendola, Pecorario Scanio o di Formigoni). Niente di più falsificante, a mio avviso, come questo atteggiamento mentale, che, semmai, rientra nel solito atteggiamento noioso e ritrito e asfissiante linguaggio del “politically correct”, compresa la lingua inglese che serve per definirlo.

Allora di cosa potremmo parlare mai noi gente qualunque? Anche Giulio Cesare aveva un bel mucchio di soldi e di potere, guadagnati entrambi sul campo di battaglia, con le proprie capacità, ma in un contesto nel quale l’esercito era oramai il fulcro di un ambito storico e culturale, a voler contestualizzare il tutto. E con la differenza che Cesare era un vero intellettuale, al cui cospetto io mi inchino. Non è certo il caso di berlusconi, né quello di Soru, a voler restare solo su due dei nostri governanti. Oggi il campo di battaglia dove guadagnare potere e denaro è cambiato ed è quello della economia, dove un bel peso ce l’ha anche la “comunicazione”, compresa quella che avviene su questo sito. In questo senso, Berlusconi e Soru si sono guadagnati denaro, potere e stima (invidia anche) dei rispettivi concittadini. Dico che Berlusconi non è un intellettuale non solo per come parla, ma anche partendo dalla considerazione sull’uso penoso delle case editrici e televisioni che possiede, ancor più nel senso della cura dei propri interessi politici.

A proposito, chi è il proprietario vero di questo sito e che finanzia la sua esistenza? Mi piacerebbe saperlo, per capire se anche qui la libertà è, per atteggiamenti ideologici, “monca” o “intera”.

Proseguendo nel ragionamento logico: non era McLuhan che diceva che non c’è differenza fra mezzo di comunicazione e messaggio? La limitatezza con la quale l’informazione sempre si presenterà è un dato di fatto e non c’è nemmeno la necessità di scomodare uno studioso della comunicazione come lui per saperlo. È certo un limite anche di questo sito, dando atto che qui si discute di tante altre cose ma spesso non di quelle veramente vicine alla gente. Un esempio fra tanti: il non parlare mai della situazione drammatica dell’agricoltura italiana e sarda, visto che questo sito nasce in Sardegna (sono in attesa di una eventuale e rispettosa protesta per scrivere immediatamente un errata corrige…), e in particolare di quello delle donne a essa legata, visto che si parla di donne. Come mai tante donne quest’anno sono state costrette ad aiutare i propri mariti e padri nella raccolta delle olive? Delle cause vere, delle leggi volutamente repressive nei confronti dei piccoli medi agricoltori e dei controlli polizieschi, per quanto riguarda la manodopera agricola, in questo sito non è stata proferita parola, manco una parola che sia una. Vorrei essere smentito, grazie!. E Nessuno con la “N” maiuscola su questo sito ha mai parlato del fatto che coloro che hanno fatto le leggi poliziesche (e pazzesche…a essere benpensanti) sull’agricoltura (con uso di elicotteri e sistemi di controllo satellitare, per sapere quando e cosa i nostri buoni contadini facciano sulla propria terra…) sono gli stessi che hanno generato il crollo dei prezzi agricoli all’ingrosso. Com’è bella la “globalizzazione”, Eh!?
Un altro vizio di forma, che ritengo grave sul piano tecnico professionale, è quello di ragionare per “cellette”, o “cluster” (ma che in onore della lingua che parlo d’ora innanzi muterò in “claster”…), per gli amanti dell’inglese tecnico, modo di pensare che è a volte tipico di chi fa uso sistematico di internet e della tecnologia dei computer (di cui, ahimé, io pure faccio uso…) e che anche in questo sito giunge talvolta a estremi pericolosi. A cosa mi riferisco? È giusto rimandare da un editoriale a un altro come voce bibliografica di richiamo; non so quanto sia corretto rimandare a immagini di santini in formato “berlusconiano” o ad “altro”, quando si vuole ridurre il discorso a puro spettacolo offensivo e liquidatorio a prezzo di facile mercato. Con le ingiurie, pur vestite da “intellettuali”, non si giunge da nessuna parte. Anzi, si contribuisce a nascondere meglio la realtà di cui si dice di voler comprendere il significato. Questa abitudine di “cellulalizzare” o “clasterizzare” il pensiero altrui è una caratteristica peculiare di questo sito, e anche di Michela Murgia, AhiLei! Si capisce bene che la mia è un’attribuzione di valore a Michela Murgia: ma è più facile stigmatizzare qualcosa o qualcuno che approfondire un dubbio. Per questo è congeniale alla personalità di Michela Murgia slittare da un piano all’altro senza mai fermarsi coerentemente, per sé ma per gli atri soprattutto, tenendo così ambiguamente i piedi su due staffe. So anche che è particolarmente doloroso per se e per i propri compagni di viaggio ammettere i propri limiti, perché l’onestà di Michela Murgia è assolutamente indefettibile: solo che non si accorge di quello che dice, scrive e opera semplicemente perché pretende che noi ci si faccia convinti comunque. Intelligentemente, almeno qualche volta, facesse finta di dire forse deve rivedere qualche sua posizione. Io non ne avrei paura. Anche perché a non voler vedere come le cose vadano veramente c’è rischio di farsi male e di non poter fare più niente; perché viene sempre il giorno in cui non si è più a tempo per correggere il tiro. Meglio la solitudine? A questo prezzo, io penso di si.

Berlusconi è un demonio? Allora anche il signor Soru lo è. E siccome nessuno dei due ha criticato il sistema che li sorregge, quello bancario, considerando il fatto che questo sistema è fondato sull’assolutezza del sistema creditizio a discapito di capacità, umanità e intelligenza, da un lato, e quello comunista staliniano dell’unione europea, dall’altro, entrambi questi “signori” pagheranno di persona il crollo inevitabile di un sistema che già più di un economista onesto ha definito “irreale”. È la gente semplice come noi che nessuno difende veramente, signor Fois. L’avvento salvifico dell’euro ne è la prova. Salvifico un corno, signor Fois, visto che il suo fallimento è sotto i nostri occhi e nelle nostre tasche. La Costituzione Italiana, poi, su cui Lei confida ancora, è oramai carta straccia dal girono dell’approvazione del trattato di Lisbona. Mai certamente nessun governante ce lo verrà a dire. Lo sa, per esempio e se non ricordo male, che la notizia uscita una ventina di giorni fà sul sito di “Libero” relativamente al giro di prostituzione al Parlamento di Bruxelles è sparita nell’arco di una giornata? Figuriamoci se sui veri significati del trattato di Lisbona ci verranno mai a raccontare la verità. Sto parlando della verità vera, non di quella spacciata anche dai signori Soru e Berlusconi, o dal resto del mucchio che ci sgoverna da secoli.

Concludo volendo mettere in luce il fatto che non si tratta più oramai di dare il voto a “X” o a “Y”, ma dicendo che la situazione è talmente grave che se non si corre ai ripari immediatamente, a breve saranno danni per tutti, a iniziare dalle persone semplici come Lei, io e la zia Lorenza . Buona parte degli Italiani lo sanno bene: non avremmo avuto una così bassa percentuale di votanti nelle ultime elezioni. È un segnale, no?
O, signor Fois, l’Iperuranio del mondo intellettual-internettiano ha reso la realtà vera ancor più tabuizzata e contaminante di sempre anche ai suoi occhi?

Auguri di fine e buon inizio anno da Raffaello Volpe.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#7 Daniele Addis 2008-12-31 16:58
Per riassumere il trattato del sig. Raffaello Volpe direi 'Supercazzora brematurata con scappellamento a destra'. Certo che a Lei Marzullo le fa un baffo, si fa le domande e si da pure le risposte.

Buon anno a tutti
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#8 Raffaello Volpe 2008-12-31 18:18
Signor Addisabeba,

se le dicessi che sono stupito dalla sua capacità argomentativa? No, non è vero, non ne sono stupito. Anzi, è la prova provata della bontà del trattato, che ho dedicato in parte anche a lei senza saperlo. Con le dovute differenze fra lei e Michela Murgia e Marcello Fois. E' chiaro, no? Ma forse nel suo caso perdo tempo, perché non so se è in grado di capire la lingua italiana, dati gli usi verbali a cui lei deve essere abituato.

E' stato un piacere tutto scientifico averla conosciuta.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#9 Daniele Addis 2009-01-02 03:12
Chiedo venia egregio Raffaello Volpe per aver ironizzato sul suo eccellente trattato... per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. Spero che la sua sapienza e profondità un giorno pervadano anche me. E' soprattutto la sua autoironia ciò che colpisce il lettore, non sembra affatto che si prenda troppo sul serio. Non parliamo poi delle uscite esileranti come Addisabeba... ma come le pensa? Nessuno ci aveva mai pensato prima di Lei.

il piacere è tutto mio
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#10 Raffaello Volpe 2009-01-02 10:48
Guardi, signor Addis(abeba),

che neanche la sua trovata: “Supercazzora brematurata con scappellamento a destra” è verzura fresca di giornata. E poi mi sorge un sospetto: per caso Lei amministra siti come questo? Anche perché, ripeto, alle mie argomentazioni di tipo “trattatistico” non ha contrapposto alcun ragionamento logico. Già, non è colpa Sua, Lei è semplicemente superiore a questo genere di “incontri letterari”. È così che li “pensa” lei, vero? Beh, non è un giuoco, come si illude che siano. Lei li “gestisce” ma non li “capisce” (la prova è data dall’uso di espressioni alla “Amici miei” atto conclusivo alla stazione dei treni), a iniziare da quelli di Michela Murgia, di cui si professa silenzioso paladino. Nel suo caso, sulla questione della “sapienza” e della “profondità” si potrebbe ipotizzare anche un miracolo. È forse un devoto di padre Pio? Preghi, preghi, chissà che…ma forse sarebbe meglio documentarsi prima. Funziona meglio dei miracoli.

Nel frattempo incominci a voler bene alle persone per cui lavora, magari partendo da se stesso. E visto che ci siamo, le farò una ammissione. Se decidessi di scrivere a un “politico mentale” dei nostri governanti lì certamente perderei tempo. Con Lei e con Michela Murgia sono convinto di no. Io non voglio convincerLa di niente, mi creda. La sua libertà consiste nel decidere semplicemente se la mie parole siano adeguate o degne anche semplicemente di una risposta. Non mi offendo nel caso di una sua non-risposta. Io penso di Lei questo: che pur “vivendo” di parole non le rispetta quanto dovrebbe. Se poi le idee Sue e mie non combaciano quasi mai, come nel caso fra Michela Murgia, Marcello Fois e il sottoscritto, ha un’importanza secondaria. È il rispetto della”parola” quello che è venuto meno nel suo caso. Glielo ripeto: anche se le idee sono diverse, lo “strumento” per esprimerle è lo stesso. A questo il sottoscritto, credo anche Michela Murgia e Marcello Fois, attribuisce valore. Nei luoghi di scontro della “parola”, anche quando banali come quelli proposti da me, l’umiltà, signor Addis, si conviene sempre. Può darsi che io sia stato ancora una volta “profondamente” e “sapientemente” banale, ma da Lei, suppongo il signor Addis-Administrator, pretendo rispetto. E se non me lo concede me lo prendo, con rispetto parlando. Signor Daniele Addis.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#11 angelo aquilino 2009-01-02 12:33
desidero dire al signor Volpe che un sito costa poco più di 100 (cento) euro all'anno. Pertanto chiedersi chi l'ho finanzia è uno spreco di fatica e di astuzia . Io stesso tengo un sito personale che mi costa 120 euro all'anno per trecento megabytes. Una spesa alla portata del mio reddito di docente di scuola media superiore.vorrei pregarla di non trovare
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#12 Raffaello Volpe 2009-01-02 14:25
Signor Aquilino,
ma come mai la buona fede manca sempre in questo sito? Tanto per cominciare ammetto la mia ignoranza in materia, ma non ritenga l'aver sollevato il problema supefluo o, a sua volta, dovuto a malafede. Mi riferivo, comunque, alla spesa per mantenere in vita un sito del genere nel suo insieme. Quello ha un costo? Intendo dire, di volontariato o di pagamento di uno stipendio a qualcuno? Se mi dovessi essere sbagliato nell'aprire una questione del genere lo ammetterei senza problemi. E con piacere, mi creda sincero. A tutto vantaggio del sito, naturalmente. Poi, sulla furbizia, lasci stare. In quanto a senso d'indipendenza avrei da insegnare qualcosa anche a lei, probabilmente. Sarà ancora una volta colpa del mio nome? Il suo, però...

Ma mi lasci dire che, a parte la permalosità (legittima anche questa, per carità di Dio), nessuno ha ancora messo penna sugli interrogativi a voi sottoposti.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#13 Bomboi Adriano 2009-01-02 16:41
Marcello Fois, si può essere d'accordo su tante cose con il suo pensiero, ho persino letto con piacere il suo ultimo libro 'In Sardegna non c'è il mare' trovando tuttavia errato denominare a pagina 66 'Indipendentismo' il paragrafo, sarebbe stato meglio chiamarlo 'anarco-insurrezionalismo' datosi che è la pista preponderante assunta da quelle pagine. Ma su un'altra cosa nelle stesse pagine non gli si può dare torto: l'indipendentismo che lavora alla luce del sole, fin'ora marginale, ha operato prevalentemente in regime di slogan e nulla di più. Lo stesso indipendentismo che in IRS Michela Murgia vede una scelta opportuna. Lo slogan di IRS ad esempio è il non-nazionalismo ed il non-autonomismo: L'ennesimo pastrocchio intellettuale utile solo a fare danni. Nel mondo il nazionalismo è sempre stata un'ideologia presente secondo diverse sfumature. Ad esempio in Scozia il nazionalismo dell'SNP è vantato periodicamente da IRS ma quì si dichiarano non-nazionalisti. Sono addirittura arrivati ad elogiare l'autonomismo dell'indipendentismo eschimese, ma quì sono non-autonomisti perché confondono l'autonomismo del 1948 e del sardismo passato come unionismo e non invece come un passaggio graduale e credibile per una futura indipendenza. Ecco perché l'indipendentismo in Sardegna (tra i vari motivi) rimarrà sempre negli slogan e non uscirà dall'angolino politico: Perché perdiamo tempo in etichette e stupidaggini.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#14 angelo aquilino 2009-01-02 18:25
caro signor Volpe,
molte organizzazioni (come ad esempio altervista,il cannocchiale,a volte anche tiscali) offrono a tutti la possibilità di avere spazio web per un sito personale o per un blog. Ognuno poi gestisce in proprio e non ha bisogno di pagare stipendi per gestire il sito. Nel caso suo, se Lei insolentisce nei confronti del sig.Addis o della signora Michela Murgia non c'è nessun bisogno di spendere per sistemare la sua esuberanza,prima o poi qualcuno avrà la 'malafede' di considerarLa visitatore indesiderato e inibire pubblicazioni o commenti con il suo nome o comunque in partenza dal suo computer. Quello che non capisco è cosa ci guadagna Lei a comportarsi così,però,tutto sommato ognuno ha diritto di divertirsi come può. A volte anch'io incontro dei siti che non mi piacciono o per il modo di comportarsi del curatore o per i contenuti del sito.Se mi succede non scrivo niente su quel sito, perchè non fa altrettanto?
saluti
aquilino
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#15 Raffaello Volpe 2009-01-02 23:54
Signor Aquilino,

semplicemente perché pensavo esistesse la lbertà di opinione, non quella di denigrare per convinzioni ideologiche. Perché lo pensavo, naturalmente. Ingeeenuooo che sono stato.

Evviva l'Italia. Sa perché lo grido proprio su questo sito? Perché sono nato Italiano e da Italiano morirò.

Altro che Sardegna indipenedente.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#16 Daniele Addis 2009-01-03 05:29
Egregio Signor Volpe, al terzo tentativo (gli altri due sono miseramente falliti per problemi tecnici, ed erano pure piuttosto lunghi) spero di riuscire a commentare alcune affermazioni del suo trattato.

Per iniziare, comunque, le comunico che non amministro né questo né altri siti internet, quindi non faccio parte del grande complotto degli amministratori internet contro il signor Volpe.
Non mi sento neanche paladino di Michela Murgia, della quale ammiro molto soprattutto la capacità argomentativa e la sferzante ironia, ma le cui opinioni sono molte volte differenti dalle mie.

Ora le spiego perché il suo trattato mi è sembrato una supercazzora. Lei si sofferma all'inizio sul concetto di democrazia dicendo che è da rivedere. Non ho capito bene in che senso sarebbe da rivedere; non mi sembra che dia neanche un breve accenno ad una sua idea di alternativa alla democrazia, ma magari mi è sfuggito. Sul voto dice una frase che in parte posso anche condividere

'Sono giunto alla conclusione che il “voto” sia solo una condizione paradossale per evitare l’assunzione di responsabilità da parte dell’individuo'

poi però dice di aver votato Berlusconi perché lo ritiene il male minore lasciando intendere che, almeno per questa tornata, lei abbia evitato di assumersi le sue responsabilità. Io ad esempio ritengo che il votare il male minore sia un modo per evitare all'individuo l'assunzione di responsabilità. come può infatti una persona che vota un qualcosa che ritiene essere male sentirsi responsabile se poi, a causa di quel male, le cose peggiorano? Lui già lo sapeva che le cose sarebbero andate male, solo che è convinto che con gli altri sarebbero andate peggio, quindi non solo non si sente responsabile, ma continua ad essere fiero di aver compiuto quella scelta e non rimprovera chi ha eletto per aver compiuto degli errori, né lo punisce.
Anche io per circa 8 anni ho votato per quello che ritenevo essere il male minore, pur non piacendomi praticamente nessuno di quella parte politica. All'ultima tornata nazionale ho invece sospeso il mio diritto di voto e, vedendo come si comportano i nostri politici, ne sono oltremodo felice.
Alle prossime regionali invece credo che voterò convintamente Soru in quanto mi ritengo soddisfatto dal modo in cui ha governato nei passati 4 anni. Visto che poi è possibile il voto disgiunto, credo che non darò il mio voto al PD, men che meno a partiti che si professano comunisti. Al momento devo ancora trovare una formazione politica che mi soddisfi.

Altro passaggio interessante è quello dove dice che comunismo e democrazia sono del tutto interscambiabili... leggendo il suo voto a Berlusconi alla luce di questo e della sua avversione al concetto di democrazia, sembra quasi che Lei abbia votato l'unto dal signore proprio perché è il personaggio che più è lontano da tale concetto.

Non ho neppure capito il ragionamento logico che l'ha portata a rimproverare al sito il fatto di non trattare gli argomenti che le piacerebbe veder trattati. A me sembra benaltrismo bello e buono, ma potrebbe essere interessante andare in giro per blog a rimproverare i vari autori di trattare solo alcuni argomenti e non altri. Quello delle difficoltà dell'agricoltura sarda e italiana è sicuramente un argomento interessante, ma perché, se le sta così a cuore, non si apre un blog e ne parla lì? Oppure cerga per la galassia internet qualcuno che ne parli... o magari, se proprio vuole vedere l'argomento trattato da Michela Murgia, può riformulare il suo rimprovero in forma di richiesta o di spunto che lei sarebbe libera di cogliere o meno, visto che questo spazio è suo. E' solo un'idea eh!

Conclude infine dicendo che bisogna correre ai ripari, ma anche stavolta si è dimenticato di dire cosa, secondo Lei, si dovrebbe fare (anche a grandi linee).
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#17 angelo aquilino 2009-01-03 10:01
caro signor volpe,
quello che Le dice il sig Addis è molto ragionevole ed anche assai civile. Desidero però dirLe che il termine democrazia non significa libertà di attribuire ad altri la malafede o quella di sfottere la gente ad esempio storpiandone i cognomi. Tuttavia, continui pure, se preferisce, Se il sito fosse mio avrei trovato modo di escludere i suoi interventi. La invito ad affrettarsi con i suoi interventi perchè,quanto prima,l'attuale governo obbligherà i blog come questo ad avere la licenza di editore per continuare l'attività. Penso che ci libereremo tutti del sito o del blog. Non so se la signora Michela farà altrettanto, io sicuramente sì. A questo punto Lei,caro signor Volpe dovrà trovare altri modi di esercitare la Sua 'democrazia'. Pagare spazio web ed avere responsabilità legali ed anche penali da editore per permettere a Lei e ad altri come Lei di insultare la gente non è esattamente il massimo della convenienza.
Nel frattempo La saluto.
aquilino
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#18 Omar 2009-01-03 10:10
Caro signor Volpe,
altre volte mi è capitato di interloquire con Lei, quasi sempre su posizioni divergenti. Questo non significa mai mancare di rispetto a qualcuno, caso mai il contrario, visto che se ne prendono seriamente le asserzioni tanto da volerle commentare.
Non sia permaloso, dunque: ammetterà che sia legittimo pensarla diversamente da Lei e non per questo essere in malafede o completamente idioti.

Quanto al Suo giuramento di fedeltà all'Italia, vorrei capire cosa c'entri qui.
Nessuno, mi sembra, ha minimamente accennato alla questione. E anzi, vorrei proprio rassicurarLa: l'indipendenza della Sardegna, se e quando verrà, non minaccerà affatto la sua italianità, né conculcherà la sua aspirazione a morire italiano (cosa per altro difficilmente attuabile: se uno si sente italiano, chi mai può negarglielo?). La invito amichevolmente a lasciare agli altri il medesimo diritto di sentirsi e di voler morire come e qualmente loro aggradi.

Per il resto, mi pare che Daniele abbia ben sintetizzato alcune rilevanti obiezioni al Suo discorso, signor Volpe, e non ci sarà bisogno di ribadirle.
Considero solamente che quella di Daniele è una dimostrazione pratica di come la diversità di opinioni possa sposarsi senza troppi attriti con la correttezza argomentativa e il rispetto delle posizioni altrui.

A Daniele in particolare (che con la sua dichiarazione di voto a favore di Renato Soru rientra finalmente in topic) vorrei invece suggerire di darsi uno sguardo intorno, nel panorama politico sardo: magari, al di là delle consorterie affaristiche e clientelari dei partiti oltremarini, in Sardegna c'è qualcosa di nuovo che si muove e che promette bene per il futuro. Parlando di assunzione di responsabilità, forse è proprio questo che noi sardi dovremmo fare. La nostra emancipazione storica (economica, sociale, politica) non ce la darà nessun altro all'infuori di noi stessi. Sperare il contrario non solo è utopico ma è anche decisamente pernicioso (come la storia dovrebbe averci insegnato).

Saluti e auguri a tutti.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#19 Raffaello Volpe 2009-01-03 12:59
Signor Aquilino,

in effetti, dopo il mio primo intervento all’articolo di Marcello Fois il commento “supercazzora” è un commento amichevole che rispetta pienamente l’opinione altrui. E con Lei, signor Aquilino, chiudo subito questo disdicevole incidente, tranne che sulla questione dei siti da pagare: Berlusconi sta soltanto continuando qualcosa che già fu iniziato dal precedente governo Prodi (Disegno di Legge Prodi-Levi contro internet-20 ottobre 2007), e di cui ne parlò a suo tempo anche Beppe Grillo sul suo sito. Le dirò di più: è stato proprio l’attività ribelle di Beppe Grillo a provocare i timori (“terrore” è forse più appropriato) dei nostri governanti. Meglio imbavagliare sin dall’inizio le idee pericolose, che doverne “sedare” le conseguenze. Non se ne meravigli, ma l’inferno che ci attende è premeditato da destra, da sinistra e dal centro. Neanche le vostre bellissime isole, Sardegna e Sicilia, con la loro cultura millenaria se ne salveranno.

Signor Addis,
la sua fiducia in Soru mi commuove, invece, perché vi riconosco la buona fede di chi ancora crede nelle istituzioni, in quanto anch’io penso che siano strumenti al servizio dei cittadini e del Popolo italiano nella sua totalità. Non è più così da tempo, oramai. Forse non lo è stato mai, probabilmente, andando a ritroso nello studio della storia, se non per quei brevi periodi in cui il “potere” non sapeva cosa inventarsi di “nuovo” per soggiogare nuovamente i cittadini sotto il proprio controllo. Per capire di cosa stia parlando sarebbe sufficiente dare uno sguardo all’asse che nel tempo si è cementato fra il potere nelle sue varie forme (monarchie, papati e democrazie…moderne), i potentati economici (industrie e soprattutto banche) e società segrete (massonerie in primis). Detto questo, passerei al motivo per cui avrei votato Berlusconi. Prima di votare qualcuno, nessuno può sapere cosa succederà, questo è assodato, signor Addis (la ringrazio per aver sollevato il problema in maniera civile e logica). Mi creda, non avrei immaginato mai che anche Berlusconi avrebbe intrapreso la strada già pesantemente tracciata dal precedente governo di sinistra. Il “male minore” si è rivelato per essere il “solito efferato tradimento” contro il Popolo italiano. Ed è proprio qui la prova che la forma di potere fin qui utilizzata, la democrazia, è un concetto oramai obsoleto. Non nel senso che è vecchio (anche se in effetti è così), ma nel senso che i potenti hanno trovato il modo per governarci facendoci credere di essere liberi, almeno fino a quando (manca poco, oramai) la dittatura non svelerà il suo vero volto. Sull’obsolescenza oggettiva della democrazia ribadisco il fatto che essa si fonda sull’idea di “rappresentanza”, ma che quest’ultima sia superata semplicemente perché è fisicamente impossibile che un solo individuo, in quanto “rappresentante” di qualcun’altro, possa non solo curarsi in assoluto degli interessi e dei problemi di tutti (il difetto minore…) ma che in effetti se ne curi. Ogni singolo individuo “rappresenta” fisicamente se stesso, non può “rappresentare” anche gli altri. Ne andrebbe a danno dello stesso concetto di “identità” individuale, ne convenga. Il vero motivo per tutta questa corruzione, a parte l’animo umano, sul quale ci sarebbe molto da interrogarsi, è questo: i politici sono corrotti perché in effetti essi “rappresentano” solo se stessi, pur dicendo di “rappresentare” un Popolo intero. Tra il dire e il fare…? La mia “idea” (ma in realtà pensata da altri studiosi ben più capaci di me ) è che, invece, rimettendo in discussione il concetto di “democrazia” si possa rimettere in moto un movimento di pensiero che possa generare nuove forme di gestione del potere. Le sembra una proposta poco onesta questa, illegittima: meglio, inappropriata? Io non credo più nei nostri governanti perché ritengo che quasi tutti siano oramai corrotti da un sistema corrotto nel suo insieme (il crollo dell’assetto economico mondiale è la prova che la corruzione è sistemica), ma credo fermamente negli Italiani, credo fermamente nella loro intelligenza, che siano sardi o siciliani, veneti o romani. La storia mi conforta da questo punto di vista. L’idea, pur disperata, prima che ci tolgano “ufficialmente” la parola, è quella di restituire la “parola” agli Italiani, far sapere loro chi siano, avvisarli di quanto sta accadendo, che il momento è gravissimo da tutti i punti di vista. E finché avrò forza e respiro io continuerò su questa strada, interlocutori permettendo (e ci mancherebbe altro). Signor Addis, a me piacerebbe proseguire, ma veramente rischierei di scrivere un “trattato”. Mi piacerebbe anche darle ulteriori riferimenti, anche bibliografici, nel senso rispettoso della necessità di chi studia di dover dare sempre bibliografia di ciò che afferma, a scanso di equivoci giudiziari sgradevoli per tutti, soprattutto di questi tempi. Se vuole sono a sua completa disposizione. Ma una cosa la posso fare, a proposito dell’agricoltura in profonda crisi a causa della politica distruttiva dell’unione europea. Ecco a seguire alcuni riferimenti da tenere in considerazione sia per i lettori che i gestori di questo sito:
“La Ue rimborsa chi vuole estirparli, e la regione non dichiara le aree 'off limits' L'Emilia sceglie di non tutelare i vigneti” di Alessandro Goldoni QN - Il Resto del Carlino | 07-08-2008 / “Povera Europa ferma ai cetrioli” di Massimiliano Lussana ilGiornale | 26 Giugno 2008 / “Aspettando l'ordine di spargere il sale” di Rosaria Impenna dal sito di ItalianiLiberi |18.08.2008.

Qui mi fermo, ma vi sarebbe molto altro da dire. Parlando con alcuni coltivatori della Sardegna, ma lo stesso vale per il resto d’Italia, ho dovuto raccogliere la loro disperazione. Nessuno ne parla, tranne che negli ambiti specialistici, che è un modo di escludere dall’informazione il grande pubblico. Nessuno dice che il sistema di finanziamento da parte dell’unione europea agli agricoltori è stato solo un modo per mettere in crisi l’agricoltura, assumendone il controllo in forma dittatoriale, manco a dirlo, a favore delle multinazionali.
Infine le differenze fra comunismo e democrazia. Entrambe si fondano sull’idea che tutti noi siamo ”uguali”. Non v’è niente di più falso; basta dare un occhiata al codice genetico di ognuno per saperlo. Prova ne è il fatto che l’intelligenza non è data a tutti, se non in modo “diverso”, ma che sono invece le “differenze” a permettere la sopravvivenza delle specie animali e …umana. Appiattire tutto nel nome dell’uguaglianza (concetto non a caso assolutizzato da parte dei potenti), la si chiami democrazia o comunismo, non fa differenza. Il risultato è sempre lo stesso: la morte delle “differenze”, il che vuol dire anche la morte della razza umana, Popoli compresi.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#20 Raffaello Volpe 2009-01-03 13:29
errata corrige: volevo scrivere 'specie umana, razze e popoli compresi.'

Grazie.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#21 Su Teraccu 2009-01-03 14:08
Perché mai correggere, Volpe, andava benissimo la prima, lapsus Freudiano?

Capisco la sua smania di scrivere zibaldoni, che oggi definiremo blogs, ma allora perché non se ne apre uno tutto suo così saremo tutti ben felici di poter intervenire.
Acquisisca con l'anno nuovo la consapevolezza che è sgarbato intervenire fuori contesto e sempre coi soliti argomenti anche quando questi c'entrano come cavoli a merenda.

Saludu e trigu & tapp'e ortigu!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#22 Raffaello Volpe 2009-01-03 16:23
Dallo Zingarelli riporto: “Razza” sta per “Tradizionale suddivisione della specie umana in base a caratteri morfologici quali il colore della pelle, la forma degli occhi o del cranio, la statura media, etc…”….mi scusi signor Teraccu , tranne un eventuale senso ironico nel suo appunto tecnico a un lapsus freudiano che nemmeno sopporto tanto (Freud, non lei, s’intende), mi spiega la differenza che intenderebbe fra “specie” e “razza”? Grazie. Forse avrei dovuto scrivere “razze umane”…per farmi capire meglio.
Per quanto riguarda il “fuori contesto”, il mio iniziale intervento non lo era. Se “cosa” chiama “cosa” io che ci posso fare? Mi appello al suo senso di libertà d’opinione. E poi sono convinto che non è mai “tempo perso”, diversamente non si sarebbe premurato di farmelo sapere. Non è così che si “perde tempo”…facendo cose che non hanno valore ai nostri occhi?

Asi biri cum saludi a lei.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#23 Daniele Addis 2009-01-03 18:59
Ve bene Volpe, Lei vuole ridiscutere il concetto di democrazia, ma ci dica qualcosa di più, un accenno di idea. Al momento non ho ancora capito qual'è la sua idea di cambiamento. Se devo dedurlo dalle sue opinioni il suo sembra un anarchismo patriottico: ognuno per sé, ma tutti uniti nella nazione italiana. Nessun rappresentante perché ognuno rappresenta sé stesso e valutazione delle differenze in base al codice genetico o al livello livello di istruzione?
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#24 Raffaello Volpe 2009-01-03 22:38
Signor Addis,

Lei mi invita a nozze. Cercherò di essere il più sintetico possibile ma ancor più breve di prima per non risultare eccessivamente invadente. Mi rendo conto di esserlo stato, in effetti, ma non voglio nemmeno scomodare il famoso detto: “Il fine giustifica i mezzi…”. Sono io che sono fatto così, e forse potrei migliorare. Michela Murgia pazienterà ancora un altro po’? Glielo chiedo, Michela.

Ebbene, non le dico niente di nuovo signor Addis, se affermo che l’idea di partito è oramai obsoleta? Per prima cosa andrebbero eliminati proprio loro, dopo una fase transitoria di studio e ipotesi di nuove forme di governo. Qualsiasi forma nuova dovessimo pensare, si dovrebbe comunque garantire la libertà fisica dei cittadini, ma dando al contempo a ognuno una maggiore responsabilità delle proprie azioni. In poche parole, meno Stato ma più iniziativa da parte dell’individuo. La burocrazia andrebbe semplificata all’essenziale. Per esempio, negli stati Uniti non esiste la carta d’identità, che è una forma di controllo sul “corpo” del cittadino, controllo che si appesantirà ulteriormente quando saremo tutti costretti a lasciare nelle mani del potere i nostri dati biometrici. La parola “politica” andrebbe sostituita con quella di “potere”, affinché tutti sappiano cosa significhi veramente la gestione della cosa pubblica. Con i partiti siamo tornati al nepotismo dei papi e alle monarchie tramandate per asse familiare. È questo che dobbiamo abbattere sin dalle sue fondamenta: la possibilità che il potere possa essere trasferito per appartenenza familiare o che possa diventare una “professione”. Quando chi governa sa di poterlo fare in maniera duratura è più facile che perda il senso della realtà, diventando quindi pericoloso per la vita del gruppo il cui futuro ha fra le sue mani. Bossi ha già in mente il figlio come suo successore: se questo non è delirio, ditemi che cosa non è. Il potere andrebbe gestito, a mio avviso, soprattutto partendo da questo assunto: limitandone la durata. Ma le domande fondamentali su cui concentrarsi sono le seguenti, naturalmente. A chi e come affidare il potere? Si potrebbero creare gruppi costituti dalle migliori menti, con specializzazioni e forme di conoscenza diverse (storia, diritto, letteratura, economia, sociologia, antropologia, matematica, statistica, architettura, etc…), affinché possano lavorare sinergicamente per rispondere con complessità “organicamente interconnessa” alla complessità della società nella quale ci troviamo. Se la cultura è un insieme organico complesso, l’unica maniera per garantirne il futuro è quello di assecondare la Forma Strutturale che ne permette l’esistenza. Dopo la creazione di “gruppi di ricerca”, individuare nel loro seno le migliori menti, per metterle insieme in un unico gruppo per la gestione della cosa pubblica, e governare per non più di una “legislatura”. Come avveniva per i Romani, si dovrebbe far rifiorire nel seno del gruppo l’abitudine a discutere e sperimentare le forme con le quali si deve gestire il potere, non dimenticando mai che la prosecuzione della vita del gruppo sarà nelle mani di poche persone.

Per quanto confuso e scritto di getto, le sembra utopico ciò che sto scrivendo, signor Addis?
Mi dica cosa ne pensa. E magari possiamo continuare a parlarne, magari pertendo da un articolo di Michela Murgia in proposito, se Michela lo riterrà opportuno. Non ho toccato volutamente la gestione dell’economia, altro aspetto delicato sul quale tutti noi dovremmo concentrarci per tentare strade “nuove”. Il vero potere non è più nelle mani arroganti e ignoranti dei politici, ma in quelle dei banchieri.

Come scriveva Ezra Pound?: “I politici sono i camerieri dei banchieri”, se non ricordo male…
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#25 Michela 2009-01-04 12:18
Scusate, per le feste sono usa andarmene in tutti i sensi, e il mio fantomatico admin ha fatto probabilmente lo stesso, Dio lo benedica.
Per il resto, ricordo a tutti che Raffaello Volpe è un professionista di specialità internettiane come il flame, lo spam e il non-sense, prese insieme o separatamente. Non si da da mangiare al troll, e io ho davvero troppo da fare per starci appresso. Così spero di tutti voi.
Constato invece che Bomboi non perde occasione per sfruttare la visibilità di questo spazio per esporre le sue ossessioni fuori tema, magari sperando che vengano lette da più dei due lettori al giorno che visitano il suo sito, uno dei quali è lui. Anche questa è la libertà della rete, un bene in cui credo veramente anche quando comporta cose come queste. Basta tenerlo presente.

A tutti gli altri, un augurio di cuore!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#26 Raffaello Volpe 2009-01-04 13:36
Michela Murgia,

un nome, una garanzia. E' Lei a essere fuori tema, e sa perché? mentre gli intellettuali come lei e Fois si trastullano con Vot'Antonio o Vot'a Giacomo, l'attuale sistema di gestione del potere è desueto e sta crollando davanti ai nostri occhi e sotto i nostri piedi. Se n'è accorta? No, suppongo a causa delle frittelle natalizie che si porta davanti agli occhi...
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#27 Bomboi Adriano 2009-01-04 15:14
Non ti preoccupare Michela che i lettori del nostro sito non sono due, dovresti anzi ringraziarmi, senza U.R.N. oggi IRS starebbe ancora dietro i social forum a Firenze come al suo debutto. A limite potresti replicare sui contenuti di ciò che ho scritto invece di evadere dal discorso. E' facile parlare di Soru e compagnia bella, ma quando si parla dell'indipendentismo? Si tratta di scelte politiche in questa discussione e ho detto ciò che pensavo in merito ad IRS, datosi che non mi pare essere un movimento estraneo delle imminenti Regionali. Io invece farò anche a te i migliori auguri!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#28 Michela 2009-01-04 17:58
Giusto per darti la misura di quanto tu sia fuori tema, Adriano: questa non è una discussione sulle scelte politiche, ma sul modello di riferimento etico in politica. Proprio per evitare equivoci ai più confusi ho anche linkato la discussione da cui il discorso prendeva le mosse, intitolata 'un uomo ricco può governare'. Specificazione inutile nel tuo caso, perché quando uno ha un martello al posto della testa, tutto quello che vede gli sembrano chiodi. Mi scuserai tuo malgrado se poi non entro nel merito del discorso indipendentista con te: uno perché non ti riconosco come interlocutore in merito, visto che - nonostante continui ad usare il plurale - non rappresenti altri che te stesso. Due perché se per te l'indipendenza della Sardegna passa per scelte di alleanza con partiti che hanno nel loro nome 'italia' o 'nazionale' o bandiere tricolore, è altamente probabile che da dirci sull'indipendentismo io e te non si abbia comunque proprio niente.
Cordialmente.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#29 Raffaello Volpe 2009-01-04 21:31
Era come pensavo,

solo che le frittelle hanno la forma di una cartina geografica...quella della Sardegna. Saranno indigeste, mi creda Murgia, così indigeste da renderle tali anche agli stessi sardi...che non se lo meritano. Lei non ama ciò e chi dice di amare. Lei è solo un gigante piccolo, piccolo...
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#30 Bomboi Adriano 2009-01-05 02:55
www.urn-indipendentzia.com/.../
Oggi hai avuto poche visite, sai che guadagno per me in visibilità... Michela, in tutta onestà sono poco interessato acché tu mi veda come interlocutore o meno, se vuoi puoi continuare a credere alle balle di IRS sul mio conto e capisco benissimo che il mio tono non incontri la tua simpatia, nel frattempo ti informo che ci stiamo organizzando come ONLUS sulle pincipali province del nord-Sardegna ed abbiamo anche amici di SNI con diversi sardisti. Non so chi per te sia un interlocutore valido nell'indipendentismo, ma vedo la cosa come una guerra tra poveri per percentuali ridicole. Non dovremo darci battaglia ma dialogare. E non siamo certo fuori tema: E' eticamente possibile dividere l'indipendentismo (già disastrato) con l'etichetta del non-nazionalismo e del non-autonomismo? Replicare non è difficile, ma lo diventa se ad essere oggetto di critica costruttiva non è più Soru ma il proprio movimento. Confermo i miei auguri di buon anno!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#31 Daniele Puddu 2009-01-05 13:22
Cara Murgia, dovrebbe portare più rispetto verso persone che da qualche anno lavorano con difficoltà nella propaganda dell'unità indipendentista e contro ogni faziosità e ritardo ideologico che la impedisce. Un progetto sperimentale in cui Bomboi e tante persone come me credono. Il suo movimento di fiducia (che nel nostro piccolo stiamo invitando a votare assieme alle altre sigle) non è estraneo a certi comportamenti e se vuole criticare i sardisti non si capisce perché IRS debba rimanerne immune alla luce del settarismo di cui è capofila. Abbiamo partecipato come U.R.N. Sardinnya all'assemblea di Macomer con un nostro scritto trovando oltre 400 sinceri indipendentisti che credono alla scelta di Maninchedda. Non si capisce dall'alto di quali patenti o risultati politici lei possa decidere chi è un vero indipendentista, evidentemente il morbo di IRS la ha contagiata in pieno.
Cordiali Saluti!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#32 Michela 2009-01-05 13:51
Adriano, credimi: benché tu non perda mai occasione per spalare fango su iRS, nessuno di iRS mi ha parlato male di te: a farti valutare sono stati più che sufficienti i tuoi mesi di commenti (spesso fuori tema) qui - oltre che sotto al mio unico intervento sul sito di Sardegna&Libertà. Non è un interlocutore per me chi qui dentro si esprime a nome collettivo, visto che io parlo e rispondo solo a titolo personale. Usare il plurale per accreditare le proprie argomentazioni non è solo puerile: è buffo, ed è doppiamente buffo il portarsi appresso la claque (vedi intervento sopra) per argomentare tronfiamente che adesso siete in due a ballare l'ulli gulli.

Quello che sembra sfuggirti è che questo non è il sito di iRS, è il mio. Il fatto che io aderisca al movimento non fa di questo spazio il luogo degli sproloqui degli avvelenati con una sola idea in testa e l'ansia di trovare un posto senza censure dove gliela lascino esprimere. Io sono liberale, Adriano: l'idea l'hai espressa più e più volte. Sei stato ribattuto - e non solo da me - in maniera anche molto argomentata nei topic appositi, ma ancora non ti basta, forse perché in fondo non è l'interlocuzione che ti interessa.

L'unico motivo che spiega questa tua ossessione è che gli spazi di cui disponi non ti offrono sufficiente visibilità, e quindi quale occasione migliore di un sito - non importa se non è quello giusto - dove godere di 300 paia d'occhi al giorno persino sotto le vacanze? Ti capisco, anche io mi porrei il problema della visibilità se avessi uno spazio dove non entra un cane. Anche io cercherei nuovi luoghi dove sparare a zero, se mi avessero cacciato da tutti i posti dove la gente per parlare si da delle regole e le rispetta.

Ma questo è internet, Adriano, un posto dove la tua autorevolezza deriva non da ruoli, non da posizioni di potere, nemmeno da fama altrove acquisita; è un posto dove l'unica legittimazione proviene da una comunità che riconosce ai tuoi argomenti forza e valore anche quando non li condivide.

Fattene una ragione: se questa autorevolezza a te manca, un motivo ci sarà, ma quel motivo non giustifica che tu venga sistematicamente qui a sfogare la tua frustrazione.

Non ti bannerò, la censura non è nel mio costume (non si può dire lo stesso di altri siti, compreso Sardegna&Libertà). Ma confido che tu sappia trovare altrove un pungiball dove sfogare il tuo complesso di adeguatezza.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#33 Bomboi Adriano 2009-01-05 14:52
Michela, puoi continuare a raccontarti da sola la tua favola della moralità e della correttezza: Sono 3 anni che da IRS spalano fango contro i Sardisti dividendo quel poco che era rimasto di comune. Sento la solita filastrocca: 'non sono attivista ma simpatizzante, non parlo a nome del movimento'. Infatti gli attivisti sono i membri...qualche decina che delega i soliti 4, ma questi non si sentono mai perché dovrebbero giustificare le sciocchezze che ci dividono: Non-Nazionalismo e non-autonomismo, etichette. Me ne infischio di Soru e compagnia bella, lo sappiamo tutti cosa fanno e cosa non fanno: abbiamo ben altri problemi nell'indipendentismo e che si vada a parlare di eticità di questo o quell'altro lo trovo paradossale. E' inutile che continui a rigirare la pappardella della visibilità, conquistati qualche visitatore in più e forse dopo ne potrai riparlare. E poi come ti ha detto bene Daniele, risparmiati la superbia di dare patenti su chi è indipendentista e chi nò senza nessun merito politico, non si addice al tuo spessore intellettuale. Inizia a rispettare i Sardisti, sarà un buon inizio.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#34 Michela 2009-01-05 15:52
Adriano, quando parlo di ossessione è esattamente questo che intendo:
dove in questo sito io ho mai sparlato o anche solo non rispettato i sardisti?
Trovami una sola frase che confermi questa tua affermazione e ti darò ragione.

Ma se basta la mia dichiarazione di adesione a iRS per farti dire che io sono anti-sardista, è evidente che il problema ce l'hai tu, non io, e si chiama pregiudizio.

- Non sono autonomista, e ho spiegato ampiamente perché in questo articolo postato a suo tempo. I sardisti sono autonomisti? Lo sono, lo sono sempre stati, se stai pensando di negarlo rileggiti seriamente Lussu. Quindi io non posso essere sardista. Accettalo senza drammi.

- Non sono nazionalista e non c'è nemmeno bisogno di dire il motivo, perché è la storia dei nazionalismi che lo spiega; ma visto che siamo in clima di ovvietà, espliciterò che rifiuto l'idea di una identità collettiva omogenea - razziale o culturale - che si fondi sull'assunto di essere custodi di valori tipici ed esclusivi. E' una strada che porta al leghismo, se non vogliamo scomodare il nazismo, e infatti i movimenti indipendentisti sardi che si dichiarano nazionalisti non hanno alcun problema a considerare la Lega loro interlocutore. Vorrai scusarmi se io qualche problemino invece ce l'ho. Sardigna Natzione è nazionalista? Si, lo è, lo è sempre stata. Quindi io non posso essere nemmeno in Sardigna Natzione. Accettalo senza drammi.

iRS sola incarna il mio ideale di indipendentismo senza i peccati d'origine degli altri due. Per questo di iRS sono non solo simpatizzante, ma sponsor fiera e pubblicamente dichiarata, benché per scelta di libertà intellettuale io non paghi, ne abbia mai pagato, tessere a nessun partito. Questa mia adesione non mi da però il diritto di parlare a nome collettivo, tanto più che iRS è un movimento profondamente democratico, e persino i portavoce ufficiali parlano dopo che le decisioni sono state discusse assemblearmente. Evidentemente il manipolo di persone che dichiari di rappresentare ogni volta che usi il plurale non ha lo stesso coinvolgimento nelle tue prese di posizione, o come ogni corpo collettivo che si rispetti siete sempre tutti d'accordo e nessuno mai dissente dal capo, come delfini guidati da un sonar. Mi fa piacere per voi, ma nemmeno questo stile può rappresentarmi. Accettalo senza drammi.

Mi rendo conto che tutto questo frustra le tue aspirazioni di conversione di ogni mente al pensiero unico dell'indipendentismo-sì-ma-anche-poi-dopo-forse-però-intanto.stiamo.col.PDL, brevemente detto Manincheddismo. Non posso farci niente, come del resto non ci ho potuto fare niente tutte le altre volte che ti ho esposto le medesime argomentazioni in questo sito.
Il problema non sono le argomentazioni: è che tu non le accetti. Ma questo, se permetti, è un altro tuo problema.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#35 Bomboi Adriano 2009-01-05 16:48
Hai detto chiaramente che chi ha che fare con alleanze con i partiti italiani non è indipendentista. Il riferimento è ovvio e devi portare rispetto per quegli indipendentisti che non hanno la minima voglia di isolarsi dando aria ai denti con etichette prive di senso ma esserci laddove si decide l'amministrazione della nostra isola. Se parli di storia dei nazionalismi informati meglio sullo Scottish National Party che tanto cita IRS perché sono nazionalisti, ma non mi risulta fascisti. Vedo poi che si vuole parlare di Lussu per l'eternità ignorando che dal 1980 in poi grazie a Simon Mossa il PSD'AZ è divenuto indipendentista, senza tale statuto oggi non esisterebbe neppure IRS. Quindi non si capisce a chi dovreste dare lezioni di indipendentismo. Tutto quello che mi dici sono le solite filastrocche a memoria dette dai 'simpatizzanti di IRS a titolo personale che non hanno titolo per parlare a nome di IRS'. Aspetto evidentemente ridicolo. Prendiamo atto che non vi unite perché voi non siete nazionalisti (anarchici forse?) e gli altri sì. Si vede che con questo popò di contenuti stiamo continuamente delegando i partiti italiani (su cui si spendono fiumi di letture etiche) nell'esclusiva amministrazione della nostra terra.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#36 Omar 2009-01-05 17:00
Adriano, scusa se mi permetto, ma anche capire quando è il momento di smetterla è indice di intelligenza. Il fatto che tu non lo capisca, non depone molto bene a tuo favore.
Non è ripetendo sino alla nausea (altrui) le solite tre frasi fatte che otterrai ragione. Tanto più che ti smentisci e ti sbugiardi da solo. Chi non intende fare alleanze elettorali con i partiti italiani sarebbero quelli che delegano ai partiti italiani il governo della nostra terra, secondo te. E quelli che coi partiti italiani, per di più di destra e apertamente neo-colonialisti, ci si alleano invece cosa fanno? Costruiscono le condizioni dell'indipendenza sarda? Non fa un po' ridere anche te (se ci pensi bene) questa posizione?
Dài, basta con le divagazioni e gli sproloqui in casa altrui. Non sei d'accordo con Michela, non ti piace iRS: si era capito da un pezzo. Non hai convinto molti altri, a quanto pare. E se anche fosse, chi se ne importa. Se tu sei contento di doverti barcamenare tra contraddizioni insanabili e pratiche politiche di lega (ops!) alquanto scadente, padronissimo. Lascia in pace il prossimo che tali scelte non condivide, però.
Ognuno per la sua strada e amici (si fa per dire) come prima.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#37 Adriano Bomboi 2009-01-05 17:11
Appunto, l'intelligenza starebbe anche nel buongusto di non ripetere le solite frasette sul nazionalismo, su Lussu e sul no aver titolo a aprlare a nome di IRS (le conosco a memoria). Se ci fosse unità e riforme tra indipendentisti le cose sarebbero diverse, ma siamo troppo occupati in Sardegna a porci sul piedistallo con dottrine ed ideologismi inutili (ed estranei ai Sardi) con rispettivamente lo 0,7% circa di consensi a testa...Se questo è l'essere 'amici come prima'...tanti auguri per le prossime elezioni!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#38 Michela 2009-01-05 17:37
:
[...] se per te l'indipendenza della Sardegna passa per scelte di alleanza con partiti che hanno nel loro nome 'italia' o 'nazionale' o bandiere tricolore, è altamente probabile che da dirci sull'indipendentismo io e te non si abbia comunque proprio niente.


Questa è la mia frase contro i sardisti? Sei un esegeta: io qui parlo di te, ma forse tu quando usi il plurale majestatis intendi dire 'io, cioè i sardisti'. Solo nella tua testa dire che io e te non abbiamo niente da dirci sull'indipendentismo si può trasformare in un insulto ai sardisti.

La cosa curiosa è che nell'ansia di giustificare in prospettiva tattica le scelte per cui parteggi, non ti rendi nemmeno conto che non c'è nessun indipendentismo possibile - ma neanche razionalità etica - nello stringere patti con gente a cui stai chiedendo il favore di non costruirti una centrale nucleare sotto il culo. Il Psd'az ha detto di sì senza nemmeno questo in mano: quanta fretta di avere un padrino purché sia.

Abbi almeno il coraggio delle tue-vostre-loro azioni: anche un cieco vedrebbe che questa alleanza per il Psd'az - anche e soprattutto se la destra vince le elezioni in Sardegna - è un suicidio politico, etico ed ideologico: prova ne sia che una fetta del partito ha preferito smarcarsi e chiedere asilo a sinistra o ad altre sigle indipendentiste pur di non vedere il proprio nome nelle liste della coalizione-feudo con sede alla Certosa. Un sano rigetto di cui ho sommo rispetto; o quelli non sono sardisti?

Non sento nessuna affinità con chi ha come obiettivo il governo costi quel che costi, convinto di arrivare in paradiso facendo patti con il diavolo. In un'ottica lungimirante governare non è prioritario quanto costruire una coscienza di popolo, se non si vuole che ogni consenso continui a sorgere sulla base di clientele e calcoli di piccolo cabotaggio. In questo senso il percorso di iRS è culturalmente il più coraggioso, anche se questo significa accettare di essere minoritari nel breve periodo pur di non snaturare il significato anche solo etimologico della parola indipendentismo. Capisco che chi ha un senso complottista della politica veda tutto questo come una logica perdente. Altrove lo si chiamerebbe ideale, hai presente, quella cosa che non trae la sua forza dall'ottenimento di un risultato visibile, ma dalla certezza che le cose che si fanno abbiano un senso a prescindere dall'esito finale.
Questa è la natura della mia adesione a iRS, e qualunque cosa tu possa dire resta la sola conciliabile con il mio senso di appartenenza a questa terra e a questa gente. Con tutte le sue contraddizioni, le tue comprese.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#39 Adriano Bomboi 2009-01-05 18:13
Michela, le posizioni sono chiare, che dirti?: Fate l'indipendenza respingendo tutti gli altri, dividendovi 'perché sono nazionalisti', dividendovi perché hanno una strategia diversa dalla vostra, non collaborando su nulla, discutendo sul colore della lana caprina, accusando di falsità gli altri e parlando di correttezza, fate l'indipendenza senza autonomismo: Con qualche volantino e Radioindipendentzia, senza fare riforme sul piano culturale ed economico che possano veramente avvicinarci ai Sardi, fate l'indipendenza senza costruire prima queste condizioni. Ne deduciamo che il collante di molti attivisti/simpatizzanti non è più l'indipendentismo della Nazione Sarda ma questa o quella dottrina fatta più per compiacere l'angolino di gloria di questo o quel dirigente a discapito di un buon lavoro politico. Buona Epifania.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#40 Michela 2009-01-05 19:24
Continuo questo dibattito non per un mio gusto masochista per l'inutile, ma perché in molti lo stanno leggendo, e le argomentazioni rimarranno comunque qui, a portata di sguardi successivi. Non sarò breve, e me ne scuso a priori.

Adriano, riconoscere di avere divergenze profonde di strategia non è discutere di lana caprina: è prendersi sul serio.
Per abbassare ogni esempio: se tu e il tuo amico desiderate fisicamente la stessa donna, ma per averla tu la corteggeresti e lui se la stuprerebbe in un vicolo senza troppe cerimonie, sarebbe intelligente suggerirvi di agire in comune solo perché lo scopo apparentemente è lo stesso?
Il metodo fa drammaticamente la differenza, in politica non meno che in tutte le altre cose.
Per esempio affermare di essere non nazionalisti significa non solo dire cosa si è, ma soprattutto dare garanzia su cosa non si diventerà. Significa gettare le basi non solo per l'indipendenza, ma soprattutto per un nuovo modo di essere indipendenti, che abbia come parametro dell'autodeterminazione non la tipicità o l'unicità, ma la dignità, un concetto uguale ovunque, minimo comune denominatore per la sopravvivenza di tutte le differenze. Ora, tu dimmi che la Lega Nord lotta per la dignità del popolo padano, soggetto amorfo di cui negherò l'esistenza finché avrò respiro. Dimmi che la Lega e i sardi liberi vogliono la stessa cosa nello stesso modo. Sardigna Natzione ne è abbastanza convinta da scriverlo sul suo sito, pur prendendo curiosamente le distanze dai 'metodi razzisti', eppure il razzismo è figlio primogenito del nazionalismo.
Se uno sceglie di arrivare all'indipendenza evitando quel percorso ideologico, è quantomeno superficiale bollarlo come un settario che divide le forze. Semplicemente noi 'la donna' non la vogliamo avere così.

Stesso discorso vale per il non autonomismo, ma se possibile in maniera ancora più radicale. La maggior parte dei sardi nemmeno distingue tra un concetto e l'altro, una minoranza invece pensa che uno sia una versione estremista dell'altro. Io sono convinta che i due concetti siano antagonisti, perché la lotta per l'autonomismo (dico lotta, che l'autonomismo in Sardegna quando mai è esistito fuori dalla carta)
causa due danni enormi, uno pratico e uno concettuale:
- dal lato pratico lo sforzo compromissorio distoglie forze e intelligenze dalla lotta per la libertà dei sardi e per il loro pieno diritto ad autodeterminarsi come popolo.
- dall'altro lato legittima l'Italia come padre-padrone con cui negoziare più ampi spazi di libertà; se pure apparentemente li si ottenesse, nulla cancellerebbe nella gente l'idea che essi ci siano stati concessi, e diventerebbe sempre più difficile far comprendere che sono invece un nostro diritto, negato da sempre.

Questo non significa andare avanti a testa bassa da soli sempre e comunque, ma può significare accettare il prezzo della coerenza, facendo patti soltanto con chi dia le garanzie minime di riconoscimento della legittimità della lotta per la sovranità. Significa non scambiare la propria prospettiva per un piatto di lenticchie da mangiare stasera, solo perché si ha fame qui e adesso (chi ha fame? e di cosa?). Significa non smentire il proprio orizzonte dietro il paravento di scelte necessarie: nessun compromesso è necessario ancora, li abbiamo già fatti tutti, li ha fatti il sardismo per noi nei decenni, fino a quando i sardisti non hanno finalmente maturato l'idea che Lussu forse aveva sbagliato, e l'autonomia non era la strada.

Sentire sardi e sardisti parlare ancora oggi della necessità politico-elettorale di piegare la testa davanti a chi non ti offre altro che lo status di dependance balneare, di poligono militare in affitto e di sede poco popolata di impianti molto poco popolari, suscita in me una amarezza che non si può spiegare.

Se veramente si è capito che la meta è l'indipendenza e non l'autonomismo, come si può non discutere anche il metodo? Come si può pensare che le logiche che in questi anni hanno eroso il consenso del Psd'az fino a renderlo poco più che decorativo possano continuare a perpetuarsi e portare nientemeno che alla libertà - concetto prima spirituale che politico - che richiede invece una completa inversione di marcia?

Questa prospettiva può venire solo da un approccio nuovo, da una visione mai compromessa, da una generazione di persone che non è cresciuta con il complesso del figlio handicappato solo perché aveva l'accento sardo. L'età media in iRS è sotto i 35 anni, l'età di quelli che hanno le competenze, spesso maturale all'estero, per progettare davvero il futuro, senza fretta di morire prima di arrivarci e senza l'ansia di conservare una poltrona presa chissà quando e chissà come. Questa freschezza è un valore aggiunto che nessun soggetto politico in Sardegna può offrire, con o senza l'indipendentismo come prospettiva.

Chiedere a iRS di mischiare questo valore aggiunto in nome di una qualche inspiegabile unità degli indipendentisti è non avere capito assolutamente niente della novità della sua proposta.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#41 Adriano Bomboi 2009-01-06 01:51
Michela, entro a leggere il tuo sito e mi ritrovo i soliti concetti completamente estranei alla realtà: Per nazionalismo non dovete studiare lo Zingarelli o la Lega Nord, neppure Wikipedia (redatta sul tema da un Padano), ancora meno osservare il fascismo del secondo conflitto mondiale. Siamo nel 2009, mai sentito parlare di etnonazionalismi? Esiste una vasta letteratura internazionale e ripeto, perché continuate a fare finta che non esista lo Scottish National Party? Spiegatelo a loro che sono fascisti, si faranno 4 risate. Anzi, spiegatelo pure a SNI...cercate di rendervi conto che la guerra fredda è finita da tempo e certi dogmatismi sono estinti nella polvere della storia. Almeno studiatele le cose prima di lanciarle. NON-autonomismo? Che diavolo significa? Se intendete veicolare una coscienza diffusa dovrete pur fare riforme, le riforme in questo campo si chiamano autonomismo, a meno che in Sardegna Franciscu Sedda e soci non vogliano riscrivere il lessico politologico. Avete creato una moda che non porta da nessuna parte e avete trainato a ruota pure Sardigna Natzione. Il vostro problema è che criticando gli errori passati del sardismo pre-Mossa, state solo tagliando le gambe all'unico percorso graduale possibile che certamente parte dal superamento dell'autonomia del 1948. Purtroppo quando si è annebbiati dalle etichette, si perde la razionalità di capire dove una dottrina ci sta portando, quali danni sta causando e soprattutto quale povertà di risultati sta generando. Se andiamo a guardare le cose reali che dividono i movimenti, sono veramente poche, e quelle poche sono irrilevanti per giustificare una chiusura aprioristica, specie nel caso di SNI. I Sardi hanno bisogno di risposte e non le troveranno certo in un indipendentismo diviso da fumose etichette e posizioni di principio basate su cose inesistenti. Punti di vista Michela, punti di vista.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#42 Daniele Addis 2009-01-06 01:51
La frustrazione li ha spinti ad attaccarti su un forum... almeno lì non rischiano di venir demoliti da te.

politicaonline.net/.../showthread.php?p=9211448#post9211448
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#43 Bomboi Adriano 2009-01-06 02:05
Che paura Addis, la Murgia ci sta sommergendo con i contenuti: sta tentando di spiegare una cosa che non esiste nella letteratura politologica internazionale per accreditare l'altrui pensiero come fascismo...roba che si commenta da sola. Non dovete prendervela con me, ho già detto, spiegatelo agli Scozzesi e pure a SNI che sono fascisti, non a me. Io non ci credo, ma scommetto che non ci credete neppure voi. Purtroppo a furia di ripetere le solite filastrocche avete perso il senso della misura e del buongusto. Penso che dovremmo rititarci tutti nel silenzio e riflettere sul perché stiano nascendo e ci siano sempre le divisioni. Chiedetevi che cosa avete prodotto voi stessi prima di giudicare il prossimo ed etichettarlo.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#44 MicheleM 2009-01-06 03:34
BLA...BLA...BLA... basta!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#45 Daniele Puddu 2009-01-06 04:44
O perbacco cara Michela, ha riassunto in tre parole tutto quello che ha detto finora! Spero almeno se ne renda conto, la lascio con una frase 'All' uomo irrazionale interessa solamente avere ragione.
All' uomo razionale interessa imparare' ci rifletta. cordiali saluti
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#46 Michela 2009-01-06 10:59
Adriano, mi hai fatto delle domande e io, nonostante la tua arroganza e la tua evidente malafede, ho risposto. Ti ho risposto benché a causa tua si sia da due pagine palesemente fuori tema rispetto al topic, come sempre succede quando intervieni con il tuo chiodo fisso. Essere paziente era il mio proposito per il nuovo anno.

La risposta però non ti piace, e l'etichetta di 'filastrocche senza senso' arriva pronta, come è tuo costume fare un po' ovunque, nei siti dove passi le giornate ad insegnare agli altri cosa devono pensare per non sentirsi dire che pensano cazzate.

Nel tuo caso non è solo il cosa che fa la differenza, ma anche il come. Grazie di esserti rivelato ancora una volta come portatore di un nuovo efficace stile di comunicazione unitaria.

Per quanto riguarda il mio proposito, ho dato.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#47 Daniele Puddu 2009-01-06 17:17
Cara Michela, siamo seri, lei non ha più da argomentare, ha persino negato l'evidenza, a questo punto, pur di non fare altre brutte figure, e preferibile scrivere 'bla bla bla' cordiali saluti e buona epifania
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#48 Andrea F. 2009-01-06 17:50
Accidenti quanto scrivete! Ho seguito il discorso sino a qui, e devo dire che sono colpito soprattutto dalla pazienza e dall'educazione di Michela Murgia, che davanti alle palesi provocazioni insiste a elevare il discorso su un piano dove evidentemente i suoi interlocutori non sono in grado di raggiungerla per chiari limiti umani, e quindi tirano sassi.
Non sono sardo, quindi me ne frego dell'indipendentismo. Ma se fossi sardo e sensibile all'argomento, molto difficilmente mi sentirei attratto dalla prospettiva di finire in un partito con il signor Bomboi e il suo amico Daniele, non essendo quest'ultimo nemmeno in grado di capire che sta attribuendo a Michela Murgia il commento (BLA BLA BLA) di un certo MicheleM, che è evidentemente un'altra persona.

Bene farebbe Michela Murgia, dalla signora che è, a non replicare oltre, ma mi pare che lo stia già facendo.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#49 Nanni Sanna 2009-01-06 17:56
Io invece in tutto questo non ho capito se Bomboi è nel psd'az, in SN, in questo URN che non capisco cosa sia, o in un altro pianeta parallelo dove ci sta tutto e il contrario di tutto, basti che l'ideologo sia lui.
Se quelli di iRS non vogliono far parte della galassia di cui Bomboi è il miglior rappresentante, chi può biasimarli?
Saluti da Siurgus Donigala. Io comunque voto Soru!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#50 Carla 2009-01-06 18:15
Ho beccato il link a questa discussione nel sito di POL dove è stata segnalata, e a parte le parole di Michela Murgia (di cui andrò a comprarmi il libro prima possibile) sono rimasta colpita soprattutto da una cosa:

se Adriano Bomboi ha questo progetto di unità indipendentista così bello, stimolante e impegnativo, quale sarebbe lo scopo di andare in giro sui forum a buttare merda sugli indipendentisti che non la pensano come lui? In che modo questa declamata unità degli indipendentisti verrebbe meglio costruita etichettando gli altri come immaturi, sognatori, disinformati, e in definitiva, cretini?
E soprattutto, perché?
Cosa spera di ottenere?
Che iRS si ravveda ascoltando le sue accattivanti parole e lo scelga come mediatore, viste le sue brillanti doti diplomatiche?
Cosa gli da fastidio? Che esistano sigle che scelgono modi differenti per raggiungere lo stesso scopo? In che modo questo dovrebbe costituire una povertà, quando in molti paesi dove esiste una volontà di autodeterminazione, questa è di norma sempre rappresentata da più partiti e movimenti?

Che problema fa il pluralismo ad Adriano Bomboi?
Citazione | Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

I tuoi messaggi non saranno censurati in pubblicazione ma devo specificare alcune regole obbligatorie a cui devi attenerti.

Non sono consentiti:

1. messaggi pubblicitari
2. messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Eventualmente mi riservo di cancellare messaggi dal contenuto chiaramente offensivo verso terzi. Negli ultimi 6 anni questa circostanza si è verificata solamente 3 volte.

Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003 Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.
Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell’art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:

* I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l’attività informativa del sito
* Il conferimento dei dati è facoltativo e l’eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
* I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione.


Codice di sicurezza
Aggiorna