Questa è una mia libera traduzione di un bellissimo articolo uscito sul Guardian col titolo: "Top five regrets o f the dying". Riguarda una piccola raccolta dei maggiori rimpianti che i morenti manifestano sulle proprie esistenze trascorse. Li ha raccolti in un libro Bronnie Ware, infermiera di un reparto di cure palliative. A seguire ho aggiunto anche un commento di Lucia Capparucci, che a sua volta opera come volontaria in Italia in un hospice con i malati terminali, perché era così bello e intenso che meritava di non essere lasciato alle mille pieghe dei commenti e dei mi piace su Fb.


 

Nessuna menzione sul fare più sesso o sui mancati bungee jumping. Un'infermiera di un ospedale specializzato in cure palliative per i malati incurabili ha rivelato i più comuni motivi di rammarico che emergono alla fine della vita. Tra i più frequenti, specialmente per gli uomini, c'è il rimpianto di aver dedicato troppo tempo al lavoro.

Bronnie Ware è un'infermiera australiana che ha trascorso diversi anni in un reparto di cure palliative, occupandosi di pazienti con appena tre mesi di vita davanti. Ha registrato le confessioni in punto di morte in un blog chiamato Inspiration and Chai, che ha ricevuto così tanti contatti da spingerla a riportare le sue osservazioni in un libro intitolato: “I cinque principali rimpianti del morente”, dove racconta dell'impressionante chiarezza di visione che le persone manifestano alla fine della loro vita e di come sia possibile che anche noi impariamo dalle loro consapevolezze. “Quando vengono interpellati a proposito dei propri rimpianti o di quello che avrebbero voluto fare in modo diverso” - dice Ware - “ci sono temi comuni che ritornano”.
Eccoli.
1. Avrei voluto avere il coraggio di vivere la vita che volevo, non quella che gli altri si aspettavano che vivessi.
Questo è il più comune rimpianto per tutti. Quando le persone si rendono conto che la loro vita è quasi finita e guardano al passato con maggiore chiarezza, è facile che vedano quanti dei loro sogni non si sono realizzati. Molte persone non hanno onorato neanche la metà dei desideri che avevano e devono morire sapendo che questo è dipeso dalle scelte che hanno fatto o non fatto. La salute offre una libertà di cui pochissimi si rendono conto, finché non la perdono.
2. Avrei voluto lavorare meno duramente.
Questo rimpianto appartiene soprattutto ai pazienti maschi di cui mi sono presa cura. A causa dell'eccesso di lavoro hanno perso l'infanzia dei figli e goduto poco della compagnia dei partner. Qualche donna a volte parla di questo rammarico, ma come spesso capitava nelle generazioni precedenti, molte di loro non erano capifamiglia su cui si reggeva l'economia familiare. Tutti gli uomini di cui mi sono presa cura rimpiangevano profondamente di aver speso così tanto tempo delle loro vite lavorando come criceti nella ruota.
3. Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti.
Molte persone soffocano quello che sentono per amor di pace, per evitare conflitti. Il risultato è che vivono un'esistenza fatta di mediocrità e non diventano mai quello che avrebbero potuto essere davvero. Tanti di loro sviluppano relazioni malate a causa dell'amarezza e del risentimento che si portano appresso.
4. Vorrei essere rimasto in contatto con i miei amici.
Spesso queste persone non realizzavano veramente il vantaggio di avere un vecchio amico fino a quando non giungevano alle loro ultime settimane di vite e non era più possibile rintracciarne qualcuno. Molti si sono fatti prendere così tanto dalle loro vite da lasciar perdere amicizie preziose lungo gli anni. È un profondo rimpianto quello di non aver dedicato agli amici il tempo che si meritavano. Tutti hanno nostalgia di un amico vero quando stanno morendo.
5. Avrei voluto permettere a me stesso di essere felice.
Questo è un rimpianto sorprendentemente comune. Molte persone non si rendono conto fino alla fine che la felicità è una scelta. Si adagiano dentro a vecchi schemi e abitudini finché il cosiddetto comfort del quotidiano sommerge le loro emozioni e anche le loro vite fisiche. La paura del cambiamento fa sì che spesso finiscano per fingere con sé stessi e con gli altri che tutto questo basti, che sia sufficiente; ma nel profondo continuano a desiderare una risata vera e un'ultima sciocchezza da fare ancora nella vita.
Qual è il tuo più grande rimpianto sino a ora e cosa conti di fare per sistemare le cose prima di morire?


In hospice, come le ho accennato di persona, condivido con le persone che "accompagno" tempo e parole, ma non mi ritrovo completamente in questi cinque punti. Probabilmente dipende dal paese e dalla cultura di riferimento. In generale posso dire che gli uomini muoiono in modo profondamente differente dalle donne. Si prendono il loro tempo, si concedono di chiudersi in loro stessi nei giorni immediatamente precedenti il decesso e ti trasmettono una sensazione di compiutezza, le donne invece si passano e ripassano davanti agli occhi i problemi di una vita come fossero i grani di un rosario.
Gli uomini anziani hanno rimpianti (quello dell'aver troppo lavorato è il più comune effettivamente), ma sono comunque soddisfatti anzi né vanno fieri, ti raccontano la loro vita in modo quasi epico, iniziano ad andarsene convinti di aver cambiato il mondo con il loro passaggio.
Le donne anziane invece sono generalmente tormentate o irrisolte, raramente si prendono il loro tempo per congedarsi, parlano delle cose che non hanno potuto fare, dei problemi che lasceranno, delle situazioni irrisolte che non hanno potuto concludere. Insomma sono troppo preoccupate per gli altri e per non aver fatto nulla di significativo per decidere di "riraccontarsi" la loro vita e assaporarla un'ultima volta.
L'unico cruccio di entrambi i sessi quando muoiono in età avanzata è di non aver fatto in tempo ad invecchiare o ad accorgersi che erano diventati anziani. (E sto parlando di over80).
Per i giovani invece le differenze si stanno attenuando. Il diciottenne è arrabbiato e indipendentemente dal sesso odia non aver avuto la possibilità di passare dall'altra parte, quella degli adulti, ti lascia con quel enorme "se solo avessi potuto vedere poi! ah sarebbe stato tutto un altro mondo".
Il venticinque-trentenne (ma anche oltre) se ne va consapevole che di lui non rimarrà nulla. Ascoltare una ragazza che ti parla della sua vita sempre con i genitori o un ragazzo che ti elenca e ripete finché gli rimane voce quella lista infinita di lavori precari e indefiniti è davvero difficile e non perché sono il tuo specchio anagrafico, ma perché si portano dentro un'angoscia che non riesci mai ad alleviare. Ti guardano e poi ti dicono: "Sarò ricordato solo dai miei genitori, non ho fatto in tempo a fare o cambiare nulla. Non lascio una famiglia, non lascio figli, non lascio nemmeno idee". (Quest'ultima frase era di Alessandro, 29 anni una laurea in agraria 3 anni da precario e 1 di scienze infermieristiche, ha passato gli ultimi giorni rileggendo un libro di storia del liceo).

Lucia Capparucci

Commenti  

 
#1 Giovanni 2012-02-04 21:51
Articolo intenso.

Credo per me varrà ilpunto 5.

5. Avrei voluto permettere a me stesso di essere felice.

L'unico punto propedeutico a tutti. Spero di non avere questo rimpianto.
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#2 francesca 2012-02-04 23:18
ho perso una giovane amica di recente. il suo rammarico più ricorrente era di non aver vissuto la "normalità", di essere uscita progressivamente dalla vita con uno stillicidio di rinunce e privazioni che non sono servite a guarire. ha lasciato un blog intensissimo, tenuto negli ultimi mesi/anni, in cui la scrittura si è sempre più rarefatta e asciugata fino all'essenziale e al totalmente intenso degli ultimissimi giorni. forse diventerà un libro. per me è ancora troppo presto per rileggerlo. grazie per questo post, si parla troppo poco di queste cose.
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#3 silvia 2012-02-04 23:23
Alessandro, ovunque si trovi, starà sorridendo. Qualcosa l'ha lasciata anche a noi, adesso.
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#4 Bilancia Guasta 2012-02-04 23:47
Ho già tanti rimpianti e ho "solo" quarant'anni.
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#5 paoros 2012-02-05 07:53
Mi e' mancato il coraggio di seguire le mie passiono. Sono cresciuta in una famiglia che su di me ha investito tanto e che mi ha chiesto tanto, ma non si e' mai preoccupata di domandarmi cosa io volessi. Forse non ha senso cio' che sto per dire, eppure sono convinta che tutti i dolori del corpo che mi rovinano da un anno e piu' ogni giornata siano il frutto di un'indoddisfazione stratificata a cui si e' aggiunta la fatica per raggiungere falsi obiettivi.
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#6 Ruggero 2012-02-05 09:26
Ho intuito tutto questo tempo fa. La mia vita, come quella della maggior parte delle persone, spesso ha scelto per me con i suoi compromessi, i suoi capricci e le mie paure. Ma ho imparato a godere di tutto quello che ho. Mi godo i miei genitori e i miei suoceri fintanto che ci saranno. Mi godo il tempo che passo con gli amici. Ogni tanto mi sbacciucchio la mia bambina senza un motivo apparente. Qualche volta mi concedo un pasto in un self service da 10 euro per stare con mia moglie in pausa pranzo. E sono felice. Vi abbraccio tutti, anche se non vi conosco.
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#7 lauthinks 2012-02-05 10:00
Per me il punto 3 e 5. che poi sono la stessa cosa se ci penso. l'espressione del sentire libera è già felicità. almeno per quella perte che dipende da noi stessi. per quanto attiene alla felicità in relazine al mondo.. beh è un mondo difficile ma istanti di felicità si possono vedere negli occhi di chi incontriamo e riconosciamo parte di noi.
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#8 enrico 2012-02-05 10:28
mi sento tanto vicino ai malati terminali.ho 53anni,mi sento fermo,resto in casa giorni sani..mi piace farlo ma poi mi sale rabbia ...so'ke ora il mio posto e' qui'.
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#9 lucia 2012-02-05 11:47
probabilmente vado controcorrente, io da sempre ho desiderato diventare madre. lo sono diventata di recente grazie all'adozione. se dovessi morire oggi potrei dire che ho avuto tutto quello che volevo, un marito che mi ama e mi stima ed un figlio meraviglioso e voluto.
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#10 Dingo_Jet 2012-02-05 12:14
Per me, oggi, è un giorno perfetto per morire! Ho avuto tutto: il lavoro che volevo fare, una famiglia meravigliosa, amici fantastici, grandi amori e ho ballato ed ascoltato tanta musica.
Il mio unico rimpianto è proprio vedere coloro che vivono le loro vite secondo le aspettative altrui o secondo i "diktat" del sistema.
Nel film "American Beauty" vi è il senso e la sintesi di una certa filosofia di vita che si libera dai condizionamenti ed invita allo stravolgimento dei valori imposti. E finisce con la morte del protagonista che in pochissimi giorni riesce a pareggiare i conti con i suoi rimpianti.
Buona Vita a tutti!
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#11 nedda norma 2012-02-05 12:18
Che aria chiara emana da queste twìeatimonianze e cionfidenza.
Della morte non parla nessuno, ma per me è il pensiero dominante perché sono arrivata oltre la soglia dei novanta e perché sono cresciuta nell'accettazione della morte come un'altra faccia della vita. Vivo con la badante rumena (giovane e brava), in una casa fuori paese. Se vivessi vicino a un ospedale, andrei a far visita ai morenti e terrei loro la mano, rassicurante ,amica e parlerei con loro anche se apparentemente non possono capire, La voce umana è uno straordinario strumento espressivo, non conosce età né lingue.
Poi bacerei la fronte dei morenti o una mano.
E per finire, rivolta ai cristiani cattolici ricorderei loro che VISITARE gli AMMALATI e confortare i MORENTI non sono un opzional ma un DOVERE. Qualche Rosario in meno e qualche ora in più al capezzale di chi soffre, sarà dolce per lui e benefico per voi.
nonna bosnonna nedda
Sono presente su face-book Gottardi nedda
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#12 Frantziscu 2012-02-05 12:26
grazie per questo contributo
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#13 Simona 2012-02-05 12:29
Una mia cara amica, da qualche mese, lotta giorno per giorno per vivere...questa cosa mi ha fatto riflettere e mi fa riflettere spesso sul senso e sulla fragilità dell'esistenza... Uno dei grandi problemi è che veniamo soffocati ogni giorno dalla nostra quotidianità senza pensare a quanto tempo prezioso sprechiamo dietro a cose inutili.... Per me il punto 5..ciao a tutti
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#14 steven 2012-02-05 13:07
Credo che l'unica cosa che rimpiangerò sarà quello che avrei potuto utilizzare sempre più tempo per evolvermi spiritualmente.
Come dicono i saggi l'investimento più serio è quello fatto per cose eterne (spirituali) e non per cose temporanee-effimere (materiali). Gli investimenti spirituali ce li ritroviamo sempre e non si perdono mai, vita dopo vita. Gl altri tipi di investimenti sono destinati a scadere ed essere mangiati dal tempo. L'anima è eterna..... il corpo proprio no!
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#15 Luca Carta 2012-02-05 15:55
''Non lascio nemmeno idee.''

Questa è la più straziante.
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#16 cristina 2012-02-05 16:56
Ho conosciuto la morte e il distacco già da bimba...dei rimpianti di mio padre non posso parlare, perchè ero troppo piccola per averli intuiti, ma quelli di mia madre li ho raccolti che avevo quattordici anni ed erano rivolti a non essersi aperta di più, non aver coltivato amicizie. Credo che comunque spesso la vita decide per noi, ma cambia a seconda delle nostre reazioni alle vicende stesse. Incompiuta è una vita che non ha amato non quella troppo breve. A volte amare vuol dire anche rinunciare a vivere appieno ciò che vorremmo.
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#17 bruno lai 2012-02-05 19:56
:lol: Ma non fa a chiedermi cosa voglio fare dopo? :lol: ... io non morirò MAI! Cambierò unicamente stile di vita. Sarò mai di ritorno in carne? Resterò in spirito? Oggi non lo so dire, ma se dovesse esser necessario, so che sarò il primo a chiedere di tornare. Tornerò se vedrò che gli uomini continueranno a non capire che l'IO-DIO va soppresso, per lasciar spazio all'IO-NOI. Tornerò se continuerò a vedere di bimbi che muoiono ogni dieci secondi per la fame... quando noi quella stessa fame, oggi la vogliamo mettere nei motori delle auto.... ogni litro un bambino! Cavolo se tornerò in quel caso... e sarò incazzatissimo! NOI POSSIAMO essere CIO' che vogliamo essere! Solo che ancora non lo sappiamo... e non sono in troppi a ricordarcelo, perche' sennò loro di che beatitudini vivrebbero. E se poi mi sto sbagliando: per chi non ha più il piacere di avere figli, nipoti, amici o parenti... scrivete di voi stessi, se ancora vi regge la mano: interagite, dite di voi, perchè nessuno è inutile a questo mondo. Ricco e povero non fa differenza, giusto o sbagliato è solo il senso di un'altra verità. Non fatevi mangiare dal tempo che manca ... io non lo farò! A proposito, chi mi accozza nell'aldilà, visto che qui non c'è molta trippa per gatti? ^^ .... come potete vedere, mi accontento di ciò che ho... io la morte, la accetto, la rispetto, è un atto dovuto... averne paura è lecito, ma non voglio che faccia al mio caso. Nulla vorrei di più che sentire una piccola squillante voce che dice: papà ... quello si che mi manca... non è però proprio come dire che vuoi la ferrari... a me quella non serve... preferisco 4 semplici lettere e un accento!
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#18 Non posso scriverlo 2012-02-05 20:00
sono spoasato, anche felicemente, ma non potrò mai dire a f. che la amo...
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#19 Chiara 2012-02-06 08:18
Si hai ragione Silvia! Ora Alessandro ci ha lasciato qualcosa, ci ha lasciato un'idea e molto di più!
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#20 Stefano 2012-02-06 11:18
una volta, a 25 anni, lavoravo ad una decina di metri di altezza o forse più. Per essere spericolato non mi ero imbragato, ed il supporto su cui lavoravo(un'alberata di nave a vela) ha iniziato ad oscillare. Mi sono aggrappato istintivamente con tutta la forza, pensando ad una donna che avrei voluto conquistare. In quel momento quello era il mio senso più profondo (oggi non più, chissà dov'è)
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#21 stefano 2012-02-06 11:55
...e i cinque "non rimpianti" ma "risate" ovvero ricordi/motivi più belli vissuti?
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#22 mimi 2012-02-06 18:12
Vero Stefano... ma oerchè concentrarsi sui rimpianti ? Meglio spendere il poco tempo assaporando dolci ricordi, una risata, un abbraccio della mamma, un sorriso, un orgasmo , un caffè, una parola, la prima volta che l'amore ci ha travolti, un libro, il primo giorno di scuola.. Tanto alla fine che essere umano può morire completo e appagato se nn quello che la felicità se la crea? L'uomo è già per natura triste e insoddisfatto , forse l'unico che muore sereno è quello che ha saputo mettere da parte i rimorsi..
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#23 bruno lai 2012-02-07 00:01
Citazione mimi:
.. L'uomo è già per natura triste e insoddisfatto ,..
Ma lo sai che io sono molto dubbioso in materia? La mia nuova visione è che l'uomo sia neutro per natura: l'insoddisfazione, o la soddisfazione, arrivano poi dopo, in ragione delle umane interazioni. ^^
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#24 Marco 2012-02-09 02:49
Grazie, Michela, di avermi fatto conoscere queste storie! Hai fatto benissimo ad aggiungere in fondo il commento di Lucia. C'è sempre un pensiero dietro quello che fai, non sono mai parole buttate lì a caso.
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#25 Alessandra 2012-02-11 17:55
eh quanti spunti di riflessone...io personalmente credo che, non essendoci alcuna cosa più certa della morte, dovremmo imparare a vivere al meglio l'oggi che ci viene donato. Sottolineo questa concezione della vita vista come dono immenso, mentre a volte viene concepita solo come un diritto! Si, per me la vita è un regalo e spero di non rimpiangere nulla quando avrò finito di contare i miei giorni... spero di non dover rammaricarmi per il male che avrò fatto e soprattutto per il bene che avrei potuto fare e non ho fatto!! :-*
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#26 Patrizia 2012-02-22 14:03
Io credio che un giorno avrò tanti rimpianti. Ho 40 anni e non sono felice non ho sposato l'uomo che amavo e ho lasciato che lo sposasse un'altra. L'unica cosa di cui non rimpiangerò mai è l'aver avuto due figli meravigliosi motivo di vita
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#27 barbara 2012-02-27 15:51
Io di certo non avrò il rimpianto di aver lavorato troppo :lol:
Sebbene fonte perenne di stress, gli ho sempre impedito di invadere la mia privacy e il mio tempo libero.
Sulle altre cose... devo lavorarci, ho solo 43 anni e ancora per fortuna tanto tempo!
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#28 Manuela 2012-03-26 23:28
Sul mio letto di morte, come oggi nel giorno del suo compleanno, rimpiangerò di non aver URLATO il mio Amore per Enrico. Simile all'uomo innamorato di una stella, timorato e pavido nel balzo, continuerò a schiantarmi sulle rocce...E' davvero così oltraggioso Amare il proprio terapeuta?
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#29 carla 2012-05-01 09:23
Ho accompagnato tante persone negli anni , al di la dei sogni , ma non ricordo qualcosa in particolare, forse loro hanno avuto la mia mano nella loro e il mio sorriso davanti ....credo e spero che mi aspetteranno la.. con le loro mani e con il loro sorriso..Carla
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