In questi giorni di crisi preme su tutti noi la necessità di identificare i nuovi trend professionali che offriranno prospettive ai lavoratori di domani. Io suggerisco di intraprendere la carriera di spiazzista.
Per fare lo spiazzista è necessario avere una rubrica d'opinone su un quotidiano, oppure uno spazio di commento in radio e tv, oppure ancora - nei casi più improvvisati - un blog proprio, possibilmente nominativo. Non significa ovviamente che tutti quelli che hanno un blog, una rubrica o uno spazio mediatico a loro disposizione siano degli spiazzisti, anzi; lo spiazzismo è una professionalità specifica che non va in nessun modo confusa con quella di un commentatore, un corsivista o un qualunque blogger avvelenato, per quanto brillante possa essere. Lo spiazzista è per definizione un professionista dello spiazzo, quel luogo metaforico in cui le correnti del pensiero cambiano flusso e si invertono, tornando al mittente torbide e roboanti come un torrente di montagna al disgelo di primavera.
Non esiste l'evidenza per lo spiazzista: dietro ogni chiarezza c'è un ben altro che nessuno ha ancora avuto il coraggio di chiamare per nome. Lo spiazzista ha capito di più, ha visto oltre e ha il nerbo morale per proclamarlo al mondo.
Schettino incaglia la nave e poi se la dà a gambe? La gente penserà, griderà e twitterà che è un codardo criminale e gli opinionisti comuni scriveranno in punta di penna che l'uomo sublima invero l'ignavia nazionale. Invece lo spiazzista si schiarirà la voce e dirà che Schettino è in realtà un tenero anti-eroe neorealista, che non si può giudicare un uomo senza trovarsi nei suoi panni e che scaricare su di lui ogni colpa distoglie lo sguardo da ben altre responsabilità. Che sia un vile che ha cercato di svignarsela no, questo uno spiazzista ha il divieto etico di dirlo. Se esistesse un albo degli spiazzisti, quella sarebbe la prima legge per starci dentro.
De Falco grida al microfono "Vado a bordo, cazzo"? La gente normale penserà che è il comandante che tutti vorremmo durante un naufragio e gli elzeviristi comuni diranno metaforicamente che, benché non abbia fatto che il suo dovere, incarna comunque la voglia di autorevolezza del paese. Lo spiazzista invece intingerà il pennino nel curaro e poi scriverà che De Falco non è che un arrogante a cui piace alzar la voce ben sapendo di star performando la parte dell'uomo forte in una registrazione che diverrà pubblica. Lo spiazzista più consapevole del suo ruolo può arrivare a dire persino che De Falco è l'eco ripulita del gerarca fascista che ancora rimbalza nei meandri della nostra cattiva coscienza. Che sia un brav'uomo che si è incazzato davanti all'insipienza altrui no, lo spiazzista questo non lo può dire mai, sennò che spiazzista sarebbe.
La Stampa, Repubblica, Il Fatto Quotidiano: ognuno ha il suo spiazzista specializzato. Affrettatevi a seguirne uno: se non hai uno spiazzista di riferimento oggi non sei nessuno.
Cara michela, sono un tuo fan, mi piace leggerti spesso, ma ultimamente lo faccio meno e sentendo anche altri ho scoperto che condividono il mio parere dal quale nasce un umile consiglio: NON SPIAZZARE GLI SPIAZZISTI PIAZZANDO USCITE SPIAZZANTI , non è per te, continua a fare le cose che hai fatto sempre che sono più nobili , e rimanendo neutrale tutte le belle parole sono apprezzate da tutti. mentre così facendo stai deturpando le tue opere con le tue stesse mani, tra i tuoi fans appassionati ce ne saranno tanti (come me) che amano spaziare spiazzando sui più pizzosi argomenti per cui perderai molti fans, che senso ha ? almenochè la tua intensione non sia di tornare a bordo, cazzo , be allora auguri... scusa se ti ho dato del tu e se mi sono permesso, complimenti per tutto il resto. piero camerata de falco
18.05.2012 18:30 -
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