
(La stesura del romanzo in tempo reale può essere seguita anche sul sito Spirito di corpo)
- Io la gente che non sa stare al suo posto non la sopporto. Che cazzo vuole questa qui? Ha vinto il premio di coso, lì, scrive romanzi, adesso anche la giornalista vuole mettersi a fare?
A.G. misura l’ufficio di Sergio L. a passi pesanti e discontinui, seguendo il ritmo agitato delle parole che pronuncia ansimando. Il collega lo osserva pensoso, seduto alla scrivania in atteggiamento che vorrebbe sembrare composto, con il mento appoggiato ai pollici e gli indici uniti a serrare le labbra in un’involontaria posa pretesca. Benché conosca il Parroco da quando venticinque anni prima è stato assunto a La Voce Sarda, non l’ha mai visto prima così agitato.
- Corre voce che ci sia Gianni Podda dietro questa storia. Se è vero, questi vogliono fare un giornale, altro che corso di giornalismo delle mie palle!
A.G. si ferma di botto davanti alla scrivania del superiore e appoggia entrambe le mani sul piano ingombro di carte.
- Come responsabile della baracca devi intervenire, questa cosa non può passare senza reazione.
- Ma come vuoi che intervenga? Formalmente non ci sono violazioni, dice che non rilascia titoli, che è tutto gratuito…
- Peggio mi sento! Questi stronzi faranno i giornalisti per due mesi a gratis, coprendo la campagna elettorale di Cagliari e mettendo tutto on line. Con la scusa del corso questa qui ci fa controinformazione! Ma ti rendi conto di cosa significa?
A.G. si lascia andare di botto sulla sedia alle sue spalle, facendola pericolosamente scricchiolare. La rabbia lo ha reso fisicamente imbelle, ma gli occhi glauchi si muovono nel viso porcino come insetti in una scatola, rapidi e furtivi. Sergio L. lo fissa in volto per qualche istante, poi abbandona la posa ecclesiastica e si toglie gli occhiali spessi, pulendoli con un fazzolettino di carta collocato tra le carte appositamente. Non c’è nulla su quella scrivania che non sia dove deve essere, ed è una buona metafora del modo in cui ragiona chi l’ha organizzata così.
- Senza una segnalazione ho le mani legate. Il massimo che posso fare è dire che ho ricevuto delle proteste verbali, così inserisco la questione nel prossimo ordine del giorno e se ne discute in consiglio. Vediamo di chiarire esattamente i termini di questa cosa e intanto facciamo, come si dice, moral suasion sui colleghi che ci stanno collaborando per farli riflettere sull’opportunità della cosa…
A.G. ascolta immobile le parole del collega, poi annuisce senza troppo entusiasmo. Quello che gli brucia realmente non si spegne con così tanta facilità, ma sa che più di così per ora non gli è possibile ottenere. Si alza dalla sedia con un sospiro sfinito, come avesse combattuto una battaglia con molte perdite, poi fa per congedarsi.
- Grazie. Vediamo come reagiscono. Podda è uno che crede di sapere tutto e che tutto gli sia dovuto. Chissà da quanto tempo stava aspettando di tirare questo pallone in porta…
Si avvia all’uscita mentre Sergio L. si alza per riassettare con minimi movimenti le poche modifiche apportate alla millimetrica logistica del suo ufficio. Lo guarda aprire la porta in silenzio e infilarci dentro la sagoma con sorprendente agilità. Quando già crede che l’uscio stia per chiudersi alle spalle di A.G., il collega si volta e gli mormora astioso:
- “Come docenti alcuni tra i migliori giornalisti sardi“. Anche patenti si mette a dare, questa stronza.
La porta si chiude con uno scatto lieve in perfetto contrasto con l’eco delle parole rabbiose del riportista.
Sergio L. non è un pusillanime, ma è convinto che nessuno con un minimo di buon senso vada in guerra se può ottenere le stesse cose mediando. E’ stato democristiano a sufficienza per aver imparato alla perfezione i vantaggi dell’equilibrio costruttivo delle convergenze parallele. Se da un lato non può ignorare la rimostranza di A.G., portarla in seno al Consiglio delegherà ad altri il compito di accantonarla come sciocchezza senza fondamento; così nessuno potrà dire che non ha preso sul serio la segnalazione di un consigliere. Mentre torna a sedersi soddisfatto alla scrivania con l’intenzione di finire il suo pezzo e andarsene a casa, il telefonino squilla improvviso. Quando vede il nome del politico sul display ha un moto di sincero stupore. Risponde subito.
- Antonio, che sorpresa. Dimmi tutto…
Dall’altro lato la voce è secca come lana d’acciaio. Sergio l’ascolta interdetto.
- Guarda, l’ho appena saputo, stiamo cercando di capire…
Il suo interlocutore lo interrompe. Parla per diverse decine di secondi, durante i quali il giornalista assume via via una postura più rigida ed eretta, tesa. Appena dall’altro capo dell’etere c’è silenzio mormora con tono conciliante:
- Vediamo cosa si può fare.
Quando la telefonata ha termine, Sergio L. si siede alla sua scrivania senza fretta. Il pezzo da chiudere è diventato di colpo molto meno urgente della chiamata che sta per fare.
18.05.2012 18:30 -
20:30
Napoli - Un'altra galassia
20.05.2012
Data ferma
22.05.2012 - 24.05.2012
Lisbona
26.05.2012 18:30 -
20:30
Serata a sostegno di Emergency
27.05.2012
Data ferma - privata