Sto partendo per la Catalunya e ci starò diversi giorni. Mentre metto le cose in valigie ho deciso di lasciarne fuori tre per chi mi legge, come ricordi di un passaggio. Sono inviti all'incontro con due maestri speciali - esperti nel dare vita all'arte con grazia e fantasia - e con un giovane uomo pieno di coraggio attorno al quale il silenzio mi pesa.
I
l primo incontro lo consiglio a Formia in provincia di Latina, dove una libreria indipendente - la Libreria di Margherita - ospita in mezzo agli scaffali dei libri la mostra ("Relitti") di un'artista sensibilissima che si chiama Maria Cristina Ballestracci. I suoi non sono quadri, non sono poesie e non sono installazioni, ma piccoli relitti del mare che la sua fantasia riesce miracolosamente a far diventare tutte e tre le cose. Maria Cristina recupera pezzi di legno, di ferro, di materiali poveri e naufragati e trasforma le loro ferite in segni parlanti, costruendoci intorno dei versi in forma di haiku e montando il tutto in piccole perfette composizioni di senso. Ho incontrato il suo talento a Santarcangelo di Romagna e non l'ho più dimenticato.
Ora possono vederlo tutti.
Il secondo incontro si può fare in qualunque libreria, avendo cura di cercare una di quelle che ospitano una sezione ragazzi ben fornita. Infatti, per un oscuro mistero italiano, quasi tutto quello che è grafico finisce in quella sezione anche se non c'entra nulla, precludendo agli adulti la scoperta di autentici capolavori. Quello che suggerisco è uscito proprio in questi giorni per i tipi di Carthusia e sarebbe un ottimo acquisto per un insolito regalo di Natale.
Lo ha illustrato il genio di Gek Tessaro, si chiama Il Cuore di Chisciotte ed è un lavoro in equilibrio perfetto tra filastrocca e pennello, tra poesia e ferita. Cavalieri senza paura, scudieri senza coraggio e dame di passaggio: lasciatevi commuovere dal cuore di Chisciotte! (...e me ne vado non perché son rimasto abbastanza, ma perché rimanere, per me, non ha più importanza.)
Il terzo incontro è più duro. E' un libro di cui pochi vogliono parlare, perché racconta troppo bene di 'ndrangheta al Nord in un paese in cui le organizzazioni criminali sono considerate letterariamente pittoresche solo finché restano negli esili dell'immaginario, cioè al Sud depresso e culturalmente predisposto. Giuseppe Catozzella ha commesso l'errore di scrivere di 'ndrangheta a Milano e di farlo dopo Saviano, cioè quando nessuno è più disposto a correre il rischio di far uscire il tema dalla sua eccezione. Un romanzo come Alveare (Rizzoli) promette di mostrare con chiarezza cosa significa nella vita di tutti giorni il fatto che la Lombardia sia la quarta regione italiana per affari della criminalità organizzata. Qualcuno potrebbe cominciare a crederci sul serio, specialmente se a dirlo è un giovane milanese della periferia urbana, uno che quando scrive di territori del Nord controllati dalla 'ndrangheta sa di cosa parla: c'è cresciuto.
Buon viaggio.
18.05.2012 18:30 -
20:30
Napoli - Un'altra galassia
20.05.2012
Data ferma
22.05.2012 - 24.05.2012
Lisbona
26.05.2012 18:30 -
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Serata a sostegno di Emergency
27.05.2012
Data ferma - privata