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Manuale di conversazione elementare con un autore che ha pubblicato un libro a pagamento.


Ciao. Mi piacerebbe tanto farti leggere il mio libro “Madre Madrona” che ho appena pubblicato per le Edizioni Furtive. Dove te lo mando?

Mi dispiace, ma dare pareri sui libri non è il mio lavoro. Ho poco tempo per leggere e preferisco scegliere io a quali titoli dedicarlo.

Perché non aiuti gli autori esordienti?


Chi pubblica a pagamento non è un autore esordiente, ma uno che ha pagato per realizzare una sua vanità personale. Un libro a pagamento è un'opera d'autore nella stessa misura in cui una escort è la fidanzata di chi la paga. 

Ci ho messo anni a scriverlo, perchè devo rimetterlo in un cassetto?

Perché è bricolage. E' come se uno macellasse una bestia sua e poi cercasse di portarla in vendita dal macellaio senza passare per l'ufficiale sanitario. "Ma è mia, è ottima!". Di sicuro, ma il mestiere di produttore di carni si fa passando dal veterinario e dall'ufficiale sanitario. La carne macellata in casa la regali ai tuoi amici.

Perché mi vuoi negare il diritto di pubblicare?

Tutti hanno diritto di scrivere, ma non esiste il diritto di pubblicare, perchè pubblicare è un mestiere con delle regole e dei passaggi di verifica della qualità del lavoro. Pubblicando a pagamento tu li hai saltati: il risultato finale non è una pubblicazione, ma una stampa. Anche se ha il codice ISBN.

Ma pubblicare non a pagamento è difficile!

Non esistono lavori facili. Per pubblicare sul serio devi avere una buona storia da scrivere, saperla scrivere bene e trovare il modo di convincere un editore vero che qualcuno che non sia un tuo parente avrà voglia di spendere dei soldi per leggerla. Che tu ci creda o meno, in questa sequenza di eventi di solito il più improbabile a verificarsi non è il terzo.

Invece io l'ho mandato a 150 editori e nessuno me lo ha voluto pubblicare.


Il motivo non è necessariamente che sei un genio incompreso. Forse è davvero scritto da cani. Probabilmente è una storia poco interessante. Molto meno probabilmente è bellissimo e scritto bene, ma inadatto al mercato editoriale a cui stai puntando. Valuta l'opportunità di fartene una ragione.

L'editoria normale non è una garanzia di qualità, pubblica cani e porci!

Se fosse vero sempre, non si spiegherebbe perché proprio tu hai dovuto pagare.

Che male c'è a pagare per pubblicare? I soldi sono i miei, non è mica illegale.

Non c'è niente di male, purchè tu non cerchi di far credere a qualcuno che quello che hai fatto è pubblicare davvero. Se hai pagato non puoi pretendere che il tuo libro sia recensito negli stessi giornali, venduto nelle stesse librerie o presentato negli stessi festival in cui si presentano i lavori editoriali veri.

Ma se il mio libro si trova nelle librerie di Cagliari!

Presentandoti in libreria con un libro a pagamento hai messo in imbarazzo il tuo amico libraio (che ti ha detto di sì solo perché non vuole offenderti come amico o perderti come cliente) e lo hai costretto a occupare con il tuo scritto uno spazio prezioso e scarso. In questo modo hai squalificato il complesso della sua offerta al pubblico, esattamente come succederebbe a un negozio di articoli da regalo se mettesse in vetrina accanto ai Baccarat anche il portacenere di conchiglie e brillantini amorevolmente incollato a mano dalla sua vicina di casa.

Lascia che sia il lettore a decidere se sono cose assurde quelle che scrivo!


Se nessun editore vero ha voluto investire i suoi soldi sul tuo libro, perché il libraio dovrebbe permettere che l'unico a farlo sia proprio il suo cliente? Il libraio serio è la garanzia del lettore, non lo smerciatore delle tue velleità editoriali.

Stronza, ci rincontreremo dove non ti aspetti!

Forse. Ma fino ad allora risparmia più alberi che puoi. Se ti manca la coscienza editoriale magari possiamo sperare in quella ecologica.
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Aggiornamenti del primo mattino, tratti testualmente dai commenti su FB.

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Mi viene difficile pensare a un Manzoni o un Rimbaud intenti a convincere un editore che qualcuno oltre alla madre avrebbe comprato il loro libro. Il vero schifo da combattere senza ipocrisia è la letteratura divenuta schiava del mercato, non le velleità artistiche di uno di noi poveri cristi.

Fermo restando che il 2012 non è l'800 di Manzoni, non è vero che fare letteratura sia un atto di mercato: chiunque può scrivere capolavori per hobby. Pubblicare letteratura invece è un lavoro e un lavoro si fa per un mercato. Chi paga per entrarci dovrebbe saperlo meglio di tutti.

Un sistema che ha rappresentanti di mercato, agenti e agenzie dev'essere per forza perverso. se si pensa a quante opere belle vanno nel cestino solo perchè chi le scrive si stanca di essere rifiutato o preso in giro...

La stanchezza dell'autore non è una giustificazione per pubblicare a pagamento, altrimenti avrebbe ragione anche il laureato in legge che si stanca di non passare l'esame di stato e si compra la laurea o si mette a esercitare l'avvocatura abusivamente. E' giunto il momento di chiamare le cose con il loro nome: pubblicare a pagamento è abusivismo editoriale.


Questo l'ho scritto per Saturno

Nonostante la crisi non disponga favorevolmente agli acquisti natalizi, è facile immaginare che si terrà in ogni caso il sempre maledetto shopping dell'ultimo momento, quel convulso correre/pagare/incartare per non restare senza “pensierino” che ogni anno mette alla prova i limiti dell'umana resistenza di clienti isterici e commessi stremati. Non tutti lo sanno, ma su questo rito ciclico e molesto aleggia l'ombra lunga del mystery shopper, il cosiddetto cliente oscuro, una figura professionale che sembra uscita dalle pagine di Pennac e invece è reale e sempre più diffusa. Il mystery shopper è una persona pagata dalle aziende per fingersi un acquirente comune e girare le filiali, i negozi o i luoghi dove avviene lo scambio di servizi con l'obiettivo di mettere alla prova la professionalità dei dipendenti. È un verificatore dello standard di procedura di quello che nelle aziende qualcuno con brutalità chiama ancora “materiale umano”, il più deficitario per definizione. Può essere il passeggero della compagnia low cost che cerca di intenerire la hostess di terra per passare con un bagaglio fuori misura. Può essere il cliente del negozio di scarpe che chiede di provare dieci modelli diversi e poi non ne compra neanche uno. Può essere l'utente che chiama l'help desk del suo operatore telefonico e cerca di mettere in crisi il centralinista con richieste perentorie di disdetta. Nessuno sa chi sia il mystery shopper; l'unica cosa certa è che i suoi report a volte fanno perdere il posto alle persone “non adeguate” agli standard dell'azienda committente.

Era solo questione di tempo perché qualcuno cedesse all'irresistibile tentazione di fare di questa figura il personaggio di un romanzo. Lo ha fatto un mystery writer, uno scrittore che ha già fatto parte del collettivo di scrittura Elias Mandreu e che anche in questo libro solitario preferisce nascondersi dietro a uno pseudonimo: Antonio Bachis. Il libro è appena uscito per i tipi del Maestrale, si chiama proprio Mystery Shopper e il protagonista si fa odiare dalla prima riga per determinazione e spietatezza. Per lui ogni variazione creativa o emotiva alle procedure di vendita è un danno al fatturato e non c'è spazio per alcuna umanità che non sia funzionale alla vendita dei prodotti. Ma cosa succederebbe se un'azienda mettesse a punto la felicità come prodotto commerciabile e chiedesse a un uomo così arido di testarne gli effetti personalmente? La risposta è tra le pagine di questo romanzo insolito, scritto con un linguaggio brillante e ricco di intelligenti trovate umoristiche, ma senza esiti consolatori. Chi a Natale vuole regalare un lieto fine non lo metta sotto l'albero: nemmeno le luci colorate e intermittenti riusciranno a rendere accattivante il racconto di un sistema in cui il più umano dei cedimenti è affrontato come un difetto di produzione.

Seguendo l'esempio di Loredana Lipperini, pubblico in modo permanente la lista degli editori a pagamento che a suo tempo era raggiungibile sul sito Writer's Dream, perché pare che le querele e i tentativi di intimidazione abbiano spinto la giovane responsabile di quello spazio a ritirarla dal web. Considerato che chiedere denaro alle persone per pubblicare le loro cose non è un reato, non comprendo perché gli editori che seguono questa pratica dovrebbero sentirsi lesi dal fatto che venga resa nota. Le informazioni contenute nella lista sono vere, cioè gli editori citati pubblicano davvero (in toto o parzialmente) con contributo economico dell'autore a vario titolo; pertanto ritengo che non vi sia materia alcuna di querela. Tuttavia, nel caso qualcuno la ravvisasse, sarò molto contenta di andare in tribunale a dimostrargli il contrario. Non sarebbe nemmeno la prima volta.
Quello che penso dell'EAP è sintetizzato in questo articolo. Quello che penso di chi pubblica EAP è sintetizzato invece in quest'altro articolo, perché sta diventando difficile vedere ancora differenze tra chi è vittima di un sistema e chi invece ne è complice.

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Liste editori a pagamento e doppio binario

Lista editori a pagamento stilata da writer’s dream

A

A&b - bonanno editore

albatros 1715


Alberti Editore

Albus edizoni

Aletti editore

altravista edizioni

Altromondo editore

APED (ANGELO PARISI EDITORE)

Armando

B

Bastogi Editore (Foggia)

Beit

Blu di Prussia editrice

C

Caosfera

Casa Editrice Emil

casa editrice Excogita

Casa Editrice Il Pineto



Cult Editore

D

De Rocco

Di salvo editore

DUENDEFANTASIA - nuova casa editrice

E

editrice ismeca

Editrice Italia Letteraria

EDIZIONI CLANDESTINE

Edizioni Croce

Edizioni Eldorado

edizioni mayhem

Edizioni Sabinae

Edizioni SensoInverso

Edizioni Tracce

Edizioni WLM

Enrico Folci

Erga Edizioni

F

Fabio D’Ambrosio Editore

Fara Editore

Fermenti Editrice

Fermento

Firenze libri - albus edizioni

G

GB editoriA oppure Ginevra Bentivoglio Editoria

Giovane Holden

GME Operaprima

Goliardica Edizioni

Graus

Gribaudo Edizioni

Gruppo Albatros Il Filo


Gruppo Edicom

H

HBI edizioni

I

I quaderni del battello ebbro

Ibiskos Editrice Risolo

il melograno edizioni

Il Molo

Il Rovescio Editore

Italia Press Edizioni

K

Kimerik

L

La Caravella Editrice

La Logica

La Nuova Rosa Editrice

La Riflessione

La Versiliana

La Zisa

Lalli Editore.

Libroitaliano

LietoColle

Liguori Editore

Lupo Editore

M

Macchione Editore


Maritato Editore

Mda Edizioni

Midgard

MJM Editore

Mond&editori

Montegrappa edizioni

Morgan Miller Edizioni

N

Nemapress

Neuma Edizioni

Nuovi Autori

Nuovi Poeti

O

Onirica Edizioni

P

Palomar Edizioni

PensieriParole

Pilgrim

POLISTAMPA

Progetto cultura

R

Robin


Rupe Mutevole Edizioni

S

Sassoscritto

SBC Edizioni

Seneca

SERARCANGELI EDITORE

Sovera

Statale 11

StranAmore Editore

T

Tespi

Lista editori doppio binario (che pubblicano sia a pagamento che free)

A

Alchimia Edizioni

Alcyone Casa Editrice

Amande Edizioni

Ananke

Anordest Edizioni

Antarem Edizioni

Aracne Editrice

Armando Curcio Editore

aurea editore

Azimut

B

Booksprint Edizioni

C

Campanotto Editore

casa editrice il castello

Chinaski Edizioni

Cicorivolta edizioni

Cinquemarzo

Controvento

corbo editore

Creativa edizioni

CSA Editrice

D

Damocle Edizioni

Deinotera

Dellisanti

Delos Books

E

Edicolors

EdiGio’

Editore La Giuntina

Editrice Manuzio 2.0

Editrice Zona

Edizioni dell’Orso

Edizioni 9Muse.net

Edizioni Akroamantikos

Edizioni Associate

Edizioni Casagrande

Edizioni Del Poggio

Edizioni della Meridiana

Edizioni Diversa Sintonia - EDS

Edizioni Il Ciliegio

Edizioni Il Pavone

Edizioni Joker

Edizioni La Colomba

Edizioni Miele

Edizioni progetto cultura

Edizioni REI

Edizioni Smasher

Elena Morea Editore

Eracle Edizioni

Este edition

F

Falco editore

Faligi Editore

G

Gingko edizioni Bologna

Giraldi Editore

Graphot editrice

H

Historica Web

I

Iacobelli

Il cerchio

il foglio letterario

il Violino edizioni

In Edition

K

Kritios Edizioni

L

La carmelina edizioni

La Poiana Edizioni

Lapis editrice

Ledizioni

Libertà edizioni

Lineadaria

M

Macro edizioni

Maglio Editore

Manidistrega Editore
Manni

Mobydick

Montag

Montecovello editore

Montedit

N

Neftasia/Interacta

Noubs Edizioni

P

Panda edizioni

Parole Sparse

Pendragon, Bologna

Petites Ondes

Polìmata

Prospettiva editrice

Pungitopo Editrice

Puntoacapo editrice

R

romano editore
Rubbettino

Runde Taarn

S

Samuele Editore

SBEDITORE

Sideral edizioni

Silele Edizioni

Starrylink editrice

Stilo editrice

Studio LT2 edizioni

T

Tabula Fati

TEKE Editori

Tindari

Todariana Editrice

Questo l'ho scritto per Saturno.

Poche cose sono più fastidiose di quella di avere qualcuno alle spalle che sbircia mentre ti gusti la lettura di un libro o di un quotidiano. Non è importante chi lo fa, estraneo o familiare: ci sono cose che sono intime e per questo vengono misteriosamente escluse dalla condivisione simultanea; leggere è una di queste. Una coppia può fare insieme un sacco di esperienze oltre all'amore: può giocare a tennis, andare a teatro, mangiare lo stesso piatto, guardare un film sullo stesso divano, ascoltare il medesimo disco nel silenzio di una casa a luci basse, ma non può leggere insieme lo stesso libro. La lettura è un'azione intima, muove emozioni del tutto personali, è un viaggio in un territorio dove le difese si abbassano e il numero dei complici possibili diminuisce fino a svanire. Non è quel tipo di cosa che puoi fare davanti a chiunque, ma tanto meno potrai farla davanti a chi ti conosce bene. Se proprio devi scegliere, il buon senso suggerisce che è meglio farlo in treno davanti a un estraneo che in casa davanti a un figlio, perchè il sospiro sfuggito di bocca, la risata incontrollata o il rossore improvviso sulle guance sono cedimenti perdonabili solo sapendo che non si dovrà più sopportare il peso degli occhi che li hanno colti e compresi. Non so se potrei leggere Lolita di Nabocov davanti a mia madre. Di certo non potrei leggere Tropico del Cancro di Miller nella stessa stanza con mio cognato, nè vorrei mai che mio marito mi sorprendesse con l'espressione che immagino mi salga al volto mentre leggo alcune delle cose di Roth. Con gli audiolibri la certezza di potersi difendere dallo sguardo altrui si è incrinata. Se infatti fino a poco tempo fa l'individualità della lettura era stata garantita dal limite tecnologico offerto dal libro cartaceo, che non è realizzato per essere tenuto in mano da più di una persona alla volta, ora la scusa non sta più in piedi. Oggi a chiunque è possibile fare un viaggio con gli amici e ascoltare in auto la voce di Francesco Piccolo che racconta i suoi Momenti di trascurabile felicità, buttando tutti i presenti dentro a un'esperienza di esilarante assoluzione collettiva. L'audiolibro è il trionfo della reciprocità. Naturalmente ce lo si può gustare in tutta pace anche da soli nelle cuffie dell'ipod, ma se capita di ascoltarlo insieme sul divano non si corre più il rischio di essere spiati mentre ci sfuggono di mano le emozioni, perché l'altro che ascolta al nostro fianco è diventato fragile quanto noi davanti alle parole che escono dalle casse. Ascoltare insieme I Miserabili di Victor Hugo è come guardare il tramonto completamente nudi: l'orizzonte emotivo non è più la forma dell'altro, per quanto nudo sia, ma l'ultimo raggio di sole sulla pelle di entrambi nello stesso istante.

Questo l'ho scritto per Saturno, l'inserto culturale del Fatto Quotidiano, del 3 novembre 2011.


 

L'altro giorno sono entrata nella libreria di Cagliari dove di solito mi servo e ho fatto quello che faccio sempre prima di decidere cosa acquistare: per mezz'ora ho guardato i libri. Il mio libraio è un vero libraio, un tipo in gamba, non di quelli che ti arrivano addosso mentre sbirci gli scaffali declamando come un mantra “in cosa possa esserle utile?” O invadente commesso di libreria, fattene una ragione: non puoi essermi utile, a meno che i tuoi occhi non possano vedere i libri al posto mio. Il mio libraio, che è un vero libraio, questa cosa non la fa: invece aspetta. Quando ho finito di guardare i libri, di solito ne ho trovati due o tre che mi seducono e li porto alla cassa. Allora comincia il lavoro del libraio. L'ultima volta ha guardato i miei titoli e ha detto: non ci siamo. Questo secondo me lo tiri al muro dopo tre pagine. Come sarebbe, ho detto io. Dalla quarta sembra bellissimo e poi ho letto una recensione entusiasta su Vanity Fair. Dammi retta, dice lui convinto, per te sono soldi buttati. Ti è piaciuto Anatomia di una scomparsa di Hisham Matar? Moltissimo, faccio io. Ecco, allora questo non ti piace, credimi. Non è il tuo romanzo. Guardo il libro e già mi sembra meno accattivante. La copertina ora mi pare abbia un che di ostile. L'idea di acquistarlo mi appare improvvisamente bislacca e lo rimetto a posto. Quando torno da lui, sul banco della cassa c'è un libro che prima non c'era. Si chiama Il libraio, l'autore ha un nome da hidalgo - Regis De Sà Moreira – e la casa editrice si chiama Aìsara. È un francese, mi dice il mio libraio, e secondo me questo ti piace. Lo prendo in mano e lo guardo bene. Ha una copertina illustrata in modo molto felice, con bei colori e un soggetto evocativo: un uomo stilizzato con una bacchetta magica in mano apre un libro e le lettere ne escono come farfalle. Lo poso sul banco e guardo il mio libraio. Perché pensi che possa piacermi, gli chiedo. Perché è una storia eterna, mi risponde serafico, manco nella libreria ci fosse uno scaffale con l'etichetta STORIE ETERNE. Non mi convince, affermo un po' stizzita. Capisco, fa lui prendendo il libro in mano. Per questo ti faccio una proposta... Mentre ancora parliamo fa qualcosa di brusco e totalmente inatteso: apre il libro e senza il minimo preavviso ne strappa una pagina dal centro. Tieni, dice porgendomela, ti leggi questa pagina. Poi se ti piace torni a prendere il resto. È un tipo un po' strano, il mio libraio. È quasi come Il libraio del romanzo di Regis De Sà Moreira, che strappa le pagine dei libri per farli assaggiare ai lettori giusti. Il romanzo è bellissimo, la storia è davvero eterna e io sono tornata indietro a comprarne sei copie per regalarle agli amici. Per me ho preteso proprio la copia a cui il mio libraio aveva strappato la pagina. È una parte della storia e vale la pena andare a scoprire in che modo.

circa 1 ora fa ahi si ti pigu, ahi ahi si ti pigu... #sardiniaconnection
circa 13 ore fa http://t.co/Na8GB979 (Sui rimpianti in punto di morte, in Inghilterra e anche in Italia. Traduzione approssimativa.)
circa 19 ore fa @FrancescoAbate @insopportabile Fill'e anima. Voleva dire fill'e anima.
circa 20 ore fa @alepallo @MelogNicoletti Mellon amin, sei un provocatore nato.
circa 20 ore fa A chi non vorrebbe mai che suo figlio vedesse bambini handicappati. http://t.co/gcOzsQsr @MelogNicoletti
circa 1 giorno fa @paolaturci "Il sud di Marcello Murru attraversa il cuore e lascia tracce calde. Lo vorrei a Gavoi." :*
circa 1 giorno fa Biancaneve e altre brutte storie di donne (al cinema e non). @LaLipperini http://t.co/QYitJT9y
circa 1 giorno fa http://t.co/lI3UyEqq Farsi del bene con Marcello Murru è un ottimo antidoto al freddo. Meraviglioso il suo sud.
circa 1 giorno fa @AntonioBachis Ti chiameranno 5 bravi ragazzi, li mando io. Avranno un'offerta che non potrai rifiutare. Non aggiungo altro.
circa 2 giorni fa Se Obama balla in tv è disinvolto e pop, se lo facesse Monti penseremo che è impazzito. L'American way certe volte va preso con le molle.
circa 2 giorni fa @R_De_Santis Io uno come Pili preferirei parlasse e basta. E' quando comincia a fare che mi preoccupo. L'elenco delle leggi che ha votato!
circa 2 giorni fa @arcanavera Il mio problema è che non mi possopiù nemmeno permettere una battutaccia su FB senza che uno di questi esca di testa. :D
circa 2 giorni fa @arcanavera Io sono senza parole. Non dico più niente, che qui è sparare sulla croce rossa.
circa 2 giorni fa @giuseppepala88 Confesso: stamattina non sto combinando niente, non riesco a smettere di ridere. Adesso esco e mi compro l'Unione sarda.
circa 3 giorni fa Svegliarsi e scoprire di essere protagonista di un combattimento interstellare. http://t.co/XUqhy3ku Grazie, onorevole Mauro Pili!
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"Gramsci è intellettualmente sexy" (Salone del libro 2011, Odio gli indifferenti)

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