Venerdì 17 Aprile 2009 00:39
Alberto Masala è un poeta apprezzato a livello internazionale (performer al fianco di Hirshman e Corso) ma con pochi libri all’attivo, e nessuno passato per le strettoie della distribuzione commerciale. Autore dell’oralità, fino a poco tempo fa scansava le vie editoriali: il suo cammino era, e resta, quello della “street poetry”. Ma è un cammino che fa i conti con la migliore modernità poetica, in bilico fra scritto e orale, e scandisce quindi un Alfabeto di strade. Questo titolo può così raccogliere una scelta della produzione di Masala, rendendola finalmente nota al lettore. Le altre vite sono quelle di autori scomparsi con cui Masala ha dialogato e continua a dialogare, solidale. Nella sezione Il condominio il poeta immagina che questi autori siano gli occupanti di un palazzo altissimo: una comunità che supera tempi e geografie: Lucrezio, Majakovskij, Ginsberg, Césaire, Baudelaire, Kavafis, Paz, Hikmet, la Vicinelli, Pasolini, Atzeni. Presenze e vite in forza di una parola che si fa poesia.
5 minuti di Alberto Masala sul palco di Bologna.
Calendario delle presentazioni/performance. In ogni data indicata sarà presente sempre anche l'autore.
- 21 aprile - Sassari (Festa del Libro) Piazza Tola ore 18
- 22 aprile - Alghero (Festa del Libro) Libreria Labirinto ore 18
- 23 aprile - Ozieri Centro Culturale San Francesco ore 18:30 (mentre Alberto è ad Ozieri, Michela alle 17:30 terrà per la facoltà di Scienze della Comunicazione di Sassari un incontro sul legame tra il suo primo libro, Il mondo deve sapere, e la sceneggiatura del film Tutta la vita davanti)
- 24 aprile - Sassari - Libreria Odradek ore 18
- 26 aprile - Ghilarza - Casa Gramsci ore 10 (questa non è una presentazione, ma un convegno tematico sulla figura dell'intellettuale odierno, in parallelo a quella tracciata da Antonio Pigliaru in alcuni suoi scritti. Al convegno, oltre a Michela Murgia e Alberto Masala, saranno presenti anche Salvatore Mannuzzu e la signora Pigliaru)
- 26 aprile - Meana Sardo - Sa domo 'e Mulinu ore 18
- 27 aprile - Bosa - Libreria T con Zero ore 18
- 28 aprile - Cagliari - Piazza Repubblica Libri ore 18. Presenta Dario Cosseddu.
- 29 aprile - Oristano Libreria la Pergamena ore 18
- 29 aprile - San Giovanni di Sinis - Ristorante Le Dune - cena letteraria, poesie tra le portate e conversazione con l'autore nel dopo cena.
- 30 aprile - Cagliari - Caffè Savoia ore 18, con Andrea Congia alla chitarra
- 1 maggio - Ingurtosu - Museo Minerario ore 18:30
- 2 maggio - Cagliari - Teatro Civico ore 18, co-performance in occasione di Monumenti Aperti. Alberto Masala leggerà sul palco alcuni brani del racconto di Michela Murgia "A cielo aperto", scritto appositamente per il Teatro Civico.

Di seguito la bellissima recensione di Marcello Fois ad Alfabeto di Strade, uscita per La Nuova Sardegna venerdì 17 aprile:
Il libro, la raccolta di poesie di Alberto Masala, si intitola Alfabeto di Strade (e altre vite). Credo che per parlarne adeguatamente, per quanto si possa tentare di parlare adeguatamente di un poeta, occorra partire proprio da quel sottotitolo. Altre vite sono infatti quanto viene rappresentato in questa antologica davvero eccezionale che il Maestrale ha deciso di dare alle stampe (per la cura di Giancarlo Porcu). Una scelta anacronistica considerato che la poesia si pubblica poco e per lo più a pagamento. Ma anche una scelta dovuta, considerato che, come nella migliore tradizione delle nostre patrie lettere, e per patrie intendo sarde, Alberto Masala è un poeta acclarato ovunque nel mondo, ma, se si escludono gli ambienti più informati, assolutamente sconosciuto a casa sua. Compagno di viaggio di poeti e poesia altissima oltreoceano: Ferlinghetti, Hirschman, Corso, considerato dai francesi e dai tedeschi l’esponente più accreditato della poesia italiana contemporanea, questo giovanotto di sessant’anni, defilato, ma non umbratile, maldestro e disarmonico come lo sono gli adolescenti, è definitivamente sardo e non solo dal punto di vista anagrafico. Erano anni che chi gli stava vicino insisteva perché pubblicasse in una raccolta che desse conto di un percorso poetico trentennale o più, ma lui, promotore assolutamente inadeguato di se stesso come spesso sono le persone di genio, ha sempre temuto che nel pubblicare fosse contenuto una sorta di peccato di vanità che, a suo dire, i poeti non dovrebbero avere, o che, meglio, hanno fin troppo anche quando non sarebbe proprio il caso. Ecco per quanto riguarda Alberto Masala, da Ozieri, è assolutamente il caso. Alfabeto di strade è uno scrigno di sorprese e un territorio di raffinatezze senza sussiego. Se dovessi pensare alle radici su cui si innerva questa raccolta direi: semplicità e sobrietà. Quelle qualità, cioè, che in scrittura significano affrontare il problema de visu. Viviamo in un paese che millanta di essere nutrito e corroborato dalla poesia e troppo spesso confonde la canzonetta col far versi. Ora, senza disconoscere il peso sociale della canzonetta, sarebbe il caso di riportare le parole all’interno del loro significato primo. Il risultato della grande poesia è sempre stato quello di produrre sintesi e di rendere semplice l’immensamente complicato. Grazie al lavoro dei poeti, persino i narratori posso definirsi tali in quanto riescono a sfruttare i risultati di quel training che le parole, grazie a quei raffinati operai, hanno potuto fare. Alfabeto di Strade è un libro feticcio. Spiega come si possa avere una visione contemporaneamente fuori e dentro le cose, e spiega quanto potente possa essere un’identità compresa e assimilata contro un’identità malamente rimasticata. Masala è uno che in questo senso si schermisce, si dimostra interessato al mondo, ma non riesce ad ignorare che dentro questo mondo esiste un territorio, un nucleo febbrile, originario, dal quale si proviene senza rimedio. Leggete i versi in italiano e poi, senza soluzione di continuità, quelli in sardo: capirete cosa intendo. Ecco, attraverso la poesia si sostanzia con semplicità qualcosa che non si è riusciti a chiarire abbastanza nei vari dibattiti sulla reale o presunta nouvelle vague della scrittura in Sardegna. Uno legge Masala dalle prime esperienze autorizzate, ai poemetti compiuti, alle rime per il tenore, agli esiti recenti del Condominio, e capisce che tutto era scritto. Capisce per esempio che la potenza, ma anche la debolezza, di questa generazione lanciatissima, e contesissima dal mercato editoriale attuale, di scrittori sardi sta sempre nell’armonia con cui la lingua riesce a fare i conti con la sua matrice.
Per i poeti veri come Alberto Masala e quindi per i vessilliferi di questa battaglia non dichiarata, ma intestina, tra la forma e il linguaggio il punto non è mai di far assomigliare la propria scrittura a modelli più o meno assimilati, ma di assomigliare in tutto alla propria scrittura considerata nella propria genetica. Il resto è provincialismo e, in qualche modo, un’ammissione di sconfitta. In questo impegno quotidiano per la vittoria del poeta come voce, che si porta addosso le parole, che le genera dall’interno per necessità genetica, contro l’immagine del poeta come privilegiato indossatore di concetti banalizzati, e ruffianeschi, moralisti, ma griffati, consiste l’attenzione, e forse la titubanza, di Alberto Masala riguardo all’ipotesi, prospettatagli dal Maestrale, di pubblicare, finalmente, un’antologica della sua opera. C’è chi si dichiara poeta e chi, suo malgrado, è poeta. Albé fattene una ragione.
Marcello Fois.
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