Questa mia riflessione è uscita su Repubblica oggi 20 ottobre 2011.

C'è un libraio indipendente a Cagliari in piazza Repubblica che si chiama Patrizio Zurru. Quando entro da lui mi guarda sornione e poi dice: “ho un libro per te”. Da sotto lo scaffale della cassa estrae un saggio, un testo di quelli che di solito nelle librerie di provincia nemmeno arrivano, perché opera di autori poco noti, editi da case editrici improbabili con temi di antropologia o di scienze della comunicazione talmente marginali che secondo me in tutta Italia saremo dieci persone in tutto a leggerli. Lui si ricorda che mi piacciono quelli e quando arriva il rappresentante dei libri ogni tanto fa un ordine apposta: una sola copia per me. Non è un trattamento speciale, anzi; è per attenzioni come questa che Patrizio è appena stato nominato Libraio dell'anno dalla giuria del premio Montescudaio del Pisa Book Festival. Nella sua libreria una volta all'anno i lettori possono rifare la vetrina con i libri che amano, inventandosi librai per un giorno e suggerendo ai clienti i testi che hanno cambiato il loro sguardo sul mondo. Non importa se non sono dell'autore in classifica o se costano poco o molto: quel giorno le priorità di vendita non le decidono le pressioni degli editori, ma i gusti liberissimi di chi i libri li legge e li ama.

Quanti sono i librai come Patrizio in Italia?
Tanti, molti più di quanti si pensi. C'è una libraia indipendente a Mantova che quando vai a cercare un libro che lei non ha non ti dice “adesso lo ordiniamo e torni tra tre settimane”, ma chiama tutti i librai di Mantova, tecnicamente suoi concorrenti, finché non trova il libro che ti serve. Allora dice al telefono: “tienilo, il mio cliente sta arrivando”, e tu vai a prenderlo. Lo paghi nell'altro negozio e quella libraia non incasserà un centesimo da quel libro, ma nella tua testa è lei che te lo ha venduto e lo sa. C'è un libraio indipendente a Sassari che è il riferimento di tutti i bibliotecari della provincia, perché possono contare su di lui per l'organizzazione delle attività culturali: suggerisce loro temi da trattare e autori da invitare, fa da mediatore con le case editrici e qualifica la loro proposta culturale mettendo a disposizione la sua consulenza gratuita e la sua ricca rete di contatti. I bibliotecari sanno benissimo che non può fare gli stessi sconti di un grande portale on line o di un punto vendita della grande distribuzione, ma sanno anche che il valore aggiunto che può offrire al suo territorio vale molto di più di quell'apparente risparmio. C'è una libraia indipendente a Milano che una volta al mese organizza un pomeriggio di “poesia dorsale”. I clienti che entrano possono provare a fare poesia usando i titoli stampati sul dorsino dei libri negli scaffali. Impilati in verticale nella giusta sequenza Ammaniti, Gadda, Battaglia, Todde e Scalfari tirano fuori un'anima insospettabile: Io e te, Accoppiamenti giudiziosi. Guasto è il mondo Sulla riva dei nostri pensieri. E quale amor non cambia Per l'alto mare aperto? È un bellissimo gioco di senso che soltanto a un libraio indipendente può venire in mente di proporti, perché il criterio con cui i suoi scaffali sono organizzati non è solo quello della resa a metro quadro.

Questo non significa che i librai siano creature naif che vivono di espedienti fuori da ogni logica commerciale, tutt'altro. Oggi le librerie indipendenti sono posti luminosi gestiti in equilibrio tra cuore e marketing e per diventare librai bisogna fare una scuola specializzata. È falsa la vulgata che li descrive come panda giganti, una categoria così commercialmente fragile da aver bisogno di leggi protezionistiche che impediscano ai supermercati e alle grandi catene di fare sconti superiori a quelli che possono offrire loro. La difficoltà delle librerie non dipende dai volumi di vendite, ma dal fatto che il sistema editoriale di massa tende attraverso gli sconti a cercare di raggiungere il pubblico tagliando il costo della loro professionalità; così molti si sono convinti che i librai indipendenti siano una sorta di bene superfluo che in tempi di crisi non ci possiamo più permettere, che sarebbe come dire che in tempo di carestia non ci possiamo permettere i semi. Difficile che un territorio possa convivere a lungo con un libraio senza rendersi conto del valore aggiunto che rappresenta, ma se anche accadesse, la voragine sarà lampante il giorno dopo la sua chiusura definitiva. Sono i lettori, i bibliotecari e gli autori a dover dimostrare al sistema editoriale che i librai sono un valore non sostituibile con lo sconto, cellule di resistenza sociale in contesti in cui la cultura troppo spesso è rimasta l'hobby di chi ha già pagato le rate. Se sparisse Patrizio e la sua attenzione ai miei percorsi letterari, o la libraia di Milano e la sua poesia dorsale, o quello di Sassari e la sua capacità di fare rete col territorio, nessuno sconto mi ripagherebbe della loro perdita.

È con questo spirito che tutti gli scrittori sardi – dalla Agus a Mannuzzu, da Fois a Soriga - con la partecipazione straordinaria di Starnone e De Silva, venerdì 28 ottobre saliranno su un palco a Sassari per spiegare ai lettori cosa ci perdiamo se spariscono i librai.

Commenti  

 
#1 Anna Albano 2011-10-20 10:32
Cara Michela Murgia,

chi è la libraia dorsale di Milano?
(Sono l'autrice della Guida alle librerie indipendenti di Milano, ma non ho avuto notizie di questa iniziativa e vorrei sapere se devo o no biasimare me stessa per la mia superficialità).

Grazie,

aa
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#2 Michele 2011-10-20 10:43
Ho sempre pensato che le librerie, come le biblioteche, fossero dei mondi a parte dove ciascuno di noi aveva la possibilità di spaziare con la fantasia e di scegliere (ogni volta) quale mondo percorrere. Quando ero piccolo sognavo di lavorare in una biblioteca o in una libreria proprio perché, come te, ho sempre pensato che il librario fosse un valore aggiunto e che la sua, più che una professione, fosse una vocazione: quella di accompagnare il lettore. Grazie per questo articolo che, per me, è proprio una ventata di aria fresca.
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#3 giusi arena 2011-10-20 10:46
sono assolutamente daccordo! sembrano discorsi e riflessioni fuori dal tempo e forse lo sono se dobbiamo convincerci che il libro sia merce qualsiasi.. non è così ed è un valore aggiunto insostituibile l'anima di chi riesce a sentire i pensieri curiosi a volte solo in cerca dei lettori appassionati, genere affatto estinto.. un caro saluto
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#4 Michela Murgia 2011-10-20 10:53
Cara Anna, la libreria dove ho imparato a fare poesia dorsale è la libreria Archivi del 900: www.archivi900.com/
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#5 patrizio 2011-10-20 10:54
sarebbe bello che l'iniziativa del 28 venisse seguita anche da librai non isolani, per riproporre questo modello di unione fra scrittori lettori e librai in ogni regione. Un grazie grandissimo a nome di tutti i colleghi. pat
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#6 Anna Albano 2011-10-20 10:59
Ho capito. Prima che chiudesse in via Montevideo, oppure all'attuale associazione in via San Calocero, vero?
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#7 bea 2011-10-20 11:42
Ci sarà la possibilità di vedere l'evento in streaming?
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#8 elizabeth cappa 2011-10-20 11:49
Gentile Michela,
la riflessione che pubblica oggi sul suo sito mi risulta pubblicata sulla Repubblica di oggi, a pag 50, mentre in apertura è scritto che l'articolo è già comparso su Repubblica del 20 ottobre del 2010.
Grazie, e complimenti per il bellissimo scritto, Elizabeth
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#9 andrea 2011-10-20 12:37
a sassari dove si svolgerà la maratona di letture?
grazie
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#10 Piero Pignolo 2011-10-20 14:53
E belo da parte tua farcelo sapere dopo un anno esatto dalla sua publigazzione. E complimenti per tuto il resto
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#11 Massimiliano 2011-10-20 15:04
Mah, non lo so. Su questo argomento non c'è un po' troppo romanticismo? Sarà che ho avuto un'esperienza sfortunata ma i librai ai quali mi accosto abitualmente non è che siano questo gran che. Anzi spesso mi fanno cadere le braccia per l'effetto Capalbio sempre pronto a entrare in funzione. Naturalmente sia in provincia che nella piccola libreria della grande città con le dovute (ma rarissime) eccezioni. Chi ha i soldi: i libri oggi si pagano a peso d'oro, checche ne dica l'AIE. Ma sono anche di utilità indispensabile, tutt'altro che beni superflui.
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#12 Ilaria Serra 2011-10-20 16:30
Faccio la bibliotecaria, da molti anni oramai, ma io, senza i librai così e le librerie così, dove mi sento a casa, dove posso scambiare opinioni e avere suggerimenti.. io non ci potrei proprio stare. Io non compro dalle grandi catene, non m'importa del prezzo, sacrifico altro, comprare libri per me è sempre stato un investimento, così mi hanno insegnato i miei genitori e gli investimenti o si fanno o non si fanno.
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#13 lalla 2011-10-20 16:39
Il libraio che mi ha vista crescere, per esempio, che mi lasciava stare per terra per ore tra i libri per bambini, estraniata dal resto del mondo, e poi mi vedeva caracollare carica di volumi colorati e chiedere, dal basso dei miei occhialuti sei anni, di mettere tutto sul conto dei miei.

La libraia della cittadina sicula che, sapendo del mio stravagante (per lei) interesse per l'altra Isola mi ha proposto con entusiasmo l'ultimo libro di "Michela Mursia" (e vabbè).
E mentre me lo diceva si è tutta illuminata.

L'eroica libreria di Catania dove si incontravano tutti i miei amici, che ha dovuto chiudere pochi giorni giorni fa.

La libreria/caffetteria di Roma dove ho preso l'ultima cioccolata calda con un amore, il primo aperitivo con un altro, e parecchi bicchieri di vino con un sacco di gente interessante...

Che bello, sarebbe, essere a Sassari il 28 ottobre.
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#14 Mario 2011-10-20 18:54
Sono librai che meritano l'Oscar per l'azione sociale e culturale che svolgono.Ma sono anche commercianti che devono saper stare sul mercato. E se per garantire la loro sopravvivenza (significa garantire un utile) milioni di lettori, abbienti e non abbienti, devono pagare un libro con lo sconto massimo del 15% anzichè del 40% allora la sopravvivenza di questi librai a spesa dei lettori, a mio avviso, è ingiustificata. Senza nulla togliere al loro amore per la professione che svolgono, questo non è uno stato sociale.
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#15 nome.cognome 2011-10-21 08:18
Grazie per la segnalazione di questo libraio e la sua libreria che non conoscevo ancora.
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#16 Anna Malafarina 2011-10-21 08:49
Cara Anna Albano,
c'è un'altra libreria indipendente a Milano. E' la libreria Malafarina-Libreria di cultura gastronomica.
Grazie
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#17 Anna Albano 2011-10-22 06:27
Cara Anna Malafarina,

la guida alle librerie è uscita l'anno scorso; se l'editore dovesse decidere di aggiornarla sarò ovviamente felice di aggiungere la Malafarina. Nel frattempo mi dice qualcosa in più? Se crede, mi scriva a

Per Michela: perdoni l'indebito uso del suo spazio, ma la notizia di una nuova libreria è sempre irresistibile per una collezionista.
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#18 Nicola Larosa 2011-10-22 07:40
La poesia dorsale nella foto, non l'avevo notata. :-)
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#19 Massimiliano 2011-10-23 09:00
Ecco, per esempio (qualora fosse sfuggito)sull'espresso intervista a Sellerio,http://espresso.repubblica.it/dettaglio/sellerio-prezzi-bassi-e-niente-sconti%3Cbr-%3E/2161578.
Dove si legge anche: Citazione:
"."E' il contrario. Lo sconto innesca una spirale perversa. Visti i margini ridotti nell'industria del libro l'editore può fare uno sconto elevato solo se aumenta considerevolmente il prezzo. Il lettore crede di avere il libro scontato, ma quello è invece il prezzo effettivo del libro"."

Dunque cosa si paga quando in libreria si compra un libro senza alcuno sconto?
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#20 antonio 2011-10-24 17:39
grazie Michela, da un libraio di avellino, perchè sentirsi un ape di Einstein, a volte è triste
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#21 brù 2011-11-01 18:14
Sigh, mi è quasi venuta la lacrimina... bella descrizione, non di un monoblocco in cemento e acciaio, non di un registro contabile, della cassa colorata o di mille altre cose, ma di una professione che in questo caso, forse supera la linea del reale per prendere dentro, nell'immaginario che sta in ognuno di noi. A me, MI piace Però! ^^
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#22 piandeloa 2011-11-09 19:31
Sono un libraio di vecchia data, anche se non mi riconosco nella specie di cui si parla nel post, in quanto dedito soprattutto alla scolastica. Il discorso sulle librerie indipendenti sarebbe lunghissimo, ma vorrei far riflettere soprattutto su un punto: ciò che si dice sopra, riportato da Repubblica, è assolutamente vero: i prezzi dei libri sono gonfiati per sottostare ai ricatti della grande distribuzione, che, per lavorare con un editore, pretende sconti ben oltre il 30\max35% che hanno i librai indipendenti. Gli editori, per riconoscere alla GD sconti del 40\50%, sono costretti a gonfiare i prezzi di copertina. Il risultato già si conosce: estinzione delle librerie indipendenti con cià che ne consegue, e rispsrmio solo apparente per i lettori. A parte questo, faccio il libraio a Mantova da 20 anni, ma non so nulla della libreria di cui si parla nel post. A Mantova è rimasta una sola libreria indipendente, per cui non vedo come possa mettere in atto ciò che si descrive nel post.
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