Nuvoloso

Cabras

11°C

Nuvoloso

Manuale di conversazione elementare con un autore che ha pubblicato un libro a pagamento.


Ciao. Mi piacerebbe tanto farti leggere il mio libro “Madre Madrona” che ho appena pubblicato per le Edizioni Furtive. Dove te lo mando?

Mi dispiace, ma dare pareri sui libri non è il mio lavoro. Ho poco tempo per leggere e preferisco scegliere io a quali titoli dedicarlo.

Perché non aiuti gli autori esordienti?


Chi pubblica a pagamento non è un autore esordiente, ma uno che ha pagato per realizzare una sua vanità personale. Un libro a pagamento è un'opera d'autore nella stessa misura in cui una escort è la fidanzata di chi la paga. 

Ci ho messo anni a scriverlo, perchè devo rimetterlo in un cassetto?

Perché è bricolage. E' come se uno macellasse una bestia sua e poi cercasse di portarla in vendita dal macellaio senza passare per l'ufficiale sanitario. "Ma è mia, è ottima!". Di sicuro, ma il mestiere di produttore di carni si fa passando dal veterinario e dall'ufficiale sanitario. La carne macellata in casa la regali ai tuoi amici.

Perché mi vuoi negare il diritto di pubblicare?

Tutti hanno diritto di scrivere, ma non esiste il diritto di pubblicare, perchè pubblicare è un mestiere con delle regole e dei passaggi di verifica della qualità del lavoro. Pubblicando a pagamento tu li hai saltati: il risultato finale non è una pubblicazione, ma una stampa. Anche se ha il codice ISBN.

Ma pubblicare non a pagamento è difficile!

Non esistono lavori facili. Per pubblicare sul serio devi avere una buona storia da scrivere, saperla scrivere bene e trovare il modo di convincere un editore vero che qualcuno che non sia un tuo parente avrà voglia di spendere dei soldi per leggerla. Che tu ci creda o meno, in questa sequenza di eventi di solito il più improbabile a verificarsi non è il terzo.

Invece io l'ho mandato a 150 editori e nessuno me lo ha voluto pubblicare.


Il motivo non è necessariamente che sei un genio incompreso. Forse è davvero scritto da cani. Probabilmente è una storia poco interessante. Molto meno probabilmente è bellissimo e scritto bene, ma inadatto al mercato editoriale a cui stai puntando. Valuta l'opportunità di fartene una ragione.

L'editoria normale non è una garanzia di qualità, pubblica cani e porci!

Se fosse vero sempre, non si spiegherebbe perché proprio tu hai dovuto pagare.

Che male c'è a pagare per pubblicare? I soldi sono i miei, non è mica illegale.

Non c'è niente di male, purchè tu non cerchi di far credere a qualcuno che quello che hai fatto è pubblicare davvero. Se hai pagato non puoi pretendere che il tuo libro sia recensito negli stessi giornali, venduto nelle stesse librerie o presentato negli stessi festival in cui si presentano i lavori editoriali veri.

Ma se il mio libro si trova nelle librerie di Cagliari!

Presentandoti in libreria con un libro a pagamento hai messo in imbarazzo il tuo amico libraio (che ti ha detto di sì solo perché non vuole offenderti come amico o perderti come cliente) e lo hai costretto a occupare con il tuo scritto uno spazio prezioso e scarso. In questo modo hai squalificato il complesso della sua offerta al pubblico, esattamente come succederebbe a un negozio di articoli da regalo se mettesse in vetrina accanto ai Baccarat anche il portacenere di conchiglie e brillantini amorevolmente incollato a mano dalla sua vicina di casa.

Lascia che sia il lettore a decidere se sono cose assurde quelle che scrivo!


Se nessun editore vero ha voluto investire i suoi soldi sul tuo libro, perché il libraio dovrebbe permettere che l'unico a farlo sia proprio il suo cliente? Il libraio serio è la garanzia del lettore, non lo smerciatore delle tue velleità editoriali.

Stronza, ci rincontreremo dove non ti aspetti!

Forse. Ma fino ad allora risparmia più alberi che puoi. Se ti manca la coscienza editoriale magari possiamo sperare in quella ecologica.
----------------------------------------

Aggiornamenti del primo mattino, tratti testualmente dai commenti su FB.

----------------------------------------

Mi viene difficile pensare a un Manzoni o un Rimbaud intenti a convincere un editore che qualcuno oltre alla madre avrebbe comprato il loro libro. Il vero schifo da combattere senza ipocrisia è la letteratura divenuta schiava del mercato, non le velleità artistiche di uno di noi poveri cristi.

Fermo restando che il 2012 non è l'800 di Manzoni, non è vero che fare letteratura sia un atto di mercato: chiunque può scrivere capolavori per hobby. Pubblicare letteratura invece è un lavoro e un lavoro si fa per un mercato. Chi paga per entrarci dovrebbe saperlo meglio di tutti.

Un sistema che ha rappresentanti di mercato, agenti e agenzie dev'essere per forza perverso. se si pensa a quante opere belle vanno nel cestino solo perchè chi le scrive si stanca di essere rifiutato o preso in giro...

La stanchezza dell'autore non è una giustificazione per pubblicare a pagamento, altrimenti avrebbe ragione anche il laureato in legge che si stanca di non passare l'esame di stato e si compra la laurea o si mette a esercitare l'avvocatura abusivamente. E' giunto il momento di chiamare le cose con il loro nome: pubblicare a pagamento è abusivismo editoriale.


Commenti  

 
#1 Tonino 2012-01-04 01:40
Grandioso, meraviglioso, straordinarioso e con licenza poetica abusiva, eccellentoso.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#2 gianluca garofalo 2012-01-04 01:52
Esattamente. Ovvero: con esattezza si descrive la natura della faccenda (oltre alla sua intrinseca contraddizione di tristezza e di comicità).
Sempre contento di leggere ciò che scrivi,
un saluto,
Gianluca Garofalo
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#3 giannina 2012-01-04 03:06
questa conversazione, è molto più illuminante di tanti discorsi
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#4 patrizio 2012-01-04 07:20
Apro la posta e anche oggi appare in cima l'ennesimo scrittore "alato" che mi invita a prendere diverse copie del suo "libro" per fare una vetrina(!) con il suo libro di SAGGISTICA IN VERSI.Non solo, mi chiede di fissare presto una data in modo da organizzare il tour con lo STAFF dell'editore alato. Inutile aver messo la scritta Libreria NOEAP, sono come la polvere, vogliono entrare dappertutto!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#5 Dorian 2012-01-04 08:18
Il tema è entrato di soppiatto anche nei discorsi vitinicoli capodannini. "Ma noi abbiamo l'uva buona, il nostro vino è buono lo stesso". "Sì, tutti sappiamo l'alfabeto, ma non per questo tutti sono capaci di scrivere libri". Silenzio e riflessione, timore e tremore. Cheers!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#6 Valberici 2012-01-04 08:21
"lo hai costretto a occupare con il tuo scritto uno spazio prezioso e scarso". Ecco, questo è decisamente l'effetto più "nocivo" della pubblicazione a pagamento, intasare ulteriormente un mercato già saturo rendendo ancor più difficile la scelta di un buon libro.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#7 Francesca Casula 2012-01-04 08:58
E che differenza c'è tra questo e l'autopubblicazione?
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#8 anonimo 2012-01-04 09:08
è vero, confesso, l'ho fatto, un po' per ingenuità, un po' perché volovo l'esperienza e poi...ho regalato a mio marito un libro di poesie d'amore scritte per lui. concordo su tutto ciò che dice Michela, però non rinnego niente di questa esperienza perchè ho imparato tantissime cose. prima di tutto, con il mio libercolo tra le mani, ho trovato tutti i suoi difetti, in particolare nessun apporto critico: tutto quello che ho proposto è stato pubblicato, anche qualche errore di grammatica: per me una e senza accento in un libro vale già una bocciatura. con la mia scatola di libri ben nascosta (potevano trovarla i bambini, dovevo proteggerli!) ho cercato un modo di smaltirli, un modo mi è sembrato spedirli ai concorsi letterari, ma poi mi sono vergognata troppo e ora li conservo in attesa che scada il contratto e ritorni unico padrone dei miei versi.
a rilerli dopo un po' di tempo mi sono anche piaciuti, ma ora farei cose diverse, l'esperienza è stata solo il primo passo di un lavoro molto proficuo, da cui è scaturita una nuova consapevolezza. Se amiamo ciò che scriviamo dobbiamo rispettare l'arte, valutare noi per primi ciò che proponiamo e poi cercare la condivisione di chi lavora seriamente nel settore, perché un libro stampato e lasciato solo a morire, ingolfando scaffali e allungando le liste dei titoli non serve a chi scrive seriamente, anzi crea solo polvere in cui si nasconde tanta mediocrità e se fossero perle serebbero comunque perse perché un libro chiuso è come il silezio. ma a volte è meglio il silenzio.
anonimo
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#9 anonimo 2012-01-04 09:12
scusate l'errore :rileggerli
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#10 Valberici 2012-01-04 09:55
Non c'è mai stato un "felice passato" in cui tutti venivano pubblicati senza sforzo, nemeno per i grandi della letteratura.
Cervantes si dedicò ad un genere "comico" per tirare su più soldi, Dumas aveva un "esercito di negri", Dostoevskij scriveva in fretta e furia pressato dai debiti e dall'editore. E anche in passato qualcuno, pensiamo ai potenti, si faceva pubblicare, a volte pagando a volte con l'"uso" del suo potere. Oggi però il fenomeno dell' editoria a pagamento rischia di raggiungere dimensioni tali da "oscurare" tutto il resto. In più si aggiunge il digitale e la vendita online. Qui il discorso si fa complesso, ma si nota già che qualcuno cerca di sfruttare la vanità delle persone e la vastità del serbatoio di scriventi a cui attingere. Se si abbassa la qualità dell' offerta diventa facile trovare lavoratori da sottopagare o addirittura farsi pagare da essi.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#11 Pantofola 2012-01-04 09:59
Mi sto rotolando dalle risate (dentro, perchè sono in ufficio!). Grandioso!!!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#12 LFK 2012-01-04 10:19
Io non mi vergogno di aver soddisfatto la mia vanità con il POD. Scrivo dai primi mesi del 2011 e a ottobre avevo già collezionato silenzi dalle case editrici e proposte di successo infinito da altre, queste ultime EAP. Notare che acquisti circa l'80% del prodotto è umiliante, sapere che il retante 20% nonverrà neanche stampato, deprimente. Quindi POD, una piccola esperienza, i commenti positivi dei pochi lettori, qualcuno enntusiasta. E ora, a distanaza di meno di dodici mesi, un editore vero, free, con un contratto vero. Ritiro immediatamente il POD dal self-publishing. Una cosa di cui andare fiero, ma senza nascondere un piccolo rossore di vergogna per la vanità del mio primo POD. Avesi aspettato un mese e mezzo, avrei evitato anche questo, ma la fretta a volte ti frega.
Bellissime queste risposte, ma devi ammettere (se posso darti del tu) che il merito non è tuo, bensì di chi ti ha fatto le domande... ;)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#13 LFK 2012-01-04 10:20
Ovviamente, "avessi"...
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#14 cattleja 2012-01-04 11:07
La maggior parte delle persone che pubblicano pagando non lo fanno tanto perchè rifiutati dagli editori seri, quanto perchè non vogliono aspettare i tempi, (ammettiamolo!), biblici delle risposte di questi ultimi. Se solo poco poco gli editori veri avessero dei tempi di lettura accettabili (diciamo sette-otto mesi al massimo), gli stampatori avrebbero vita breve e morirebbero lì. Forse è proprio la disorganizzazione delle case editrici serie che foraggia, in parte questi pseudo-editori. Le opere pubblicate a pagamento non sono tutte da buttare, ho letto cose dignitosissime, scritte da autori frettolosi (comprensibilmente). E' vero che tra queste pubblicazioni abbonda la robaccia, scritta male, mal editata ecc., ma è pur vero che mi è capitato di leggere cose illeggibili anche pubblicate da piccoli editori autentici. Per non parlare poi della difficoltà oggettiva di pubblicare, essendo lo spazio occupato spesso da scrittori non scrittori e provenienti da altri settori (v. calciatori, veline terroristi vari e assassini che scrivono per sfruttare la loro notorietà)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#15 Piero Apagamento 2012-01-04 12:09
Cara michela, sono un tuo fan, mi piace leggerti spesso, ma ultimamente lo faccio meno e sentendo anche altri ho scoperto che condividono il mio parere dal quale nasce un umile consiglio: NON SCANNARTI CONTRO L'EDITORIA A PAGAMENTO E GLI SCRITTORI INCOMPRESI , non è per te, continua a fare le cose che hai fatto sempre che sono più nobili , e rimanendo neutrale tutte le belle parole sono apprezzate da tutti. mentre così facendo stai deturpando le tue opere con le tue stesse mani, tra i tuoi fans appassionati ce ne saranno tanti (come me) che sono degli scrittori talentuosi ma incompresi dalle multinazionali capitaliste dell'editoria ufficiale che fà capo alle banche e alle case farmaceutiche il cui unico intento è di rincitrullire le persone prima di sterminarle per cui perderai molti fans, che senso ha ? almenochè la tua intensione non sia di fare l'editrice solo dei libbri che vuoi tu , be allora auguri... scusa se ti ho dato del tu e se mi sono permesso, complimenti per tutto il resto. piero apagamento
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#16 Gianna 2012-01-04 14:59
beh...dubitando del fatto che il libro madre-madrona davvero esista così come la sua scrittrice, devo riconoscere che ho captato, tra le righe e non, una certa arroganza da successo ottenuto. Se io fossi stato un editore, cara michela, quando mi hai spedito il tuo "il mondo deve sapere" lo avrei pubblicato solo a pagamento perchè diciamoci la verità di letteratura non si trattava ma di velleità come tu le hai chiamate. Certo poi ti sei rifatta e ammetto da onesta lettrice che la tua 'accabadora' è un successo al di là di quante presenze in tv possano aver contribuito alla conoscenza e diffusione della storia. Purtroppo, in giro, con isbn e tutto il resto in regola, ci sono certe mostruosità mal scritte e senza contenuto. Il mondo dell'editoria è una giungla dove il galateo non ha niente a che vedere, piuttosto ci vorrebbe un po' di lezioni di morale. Forse il successo da alla testa. Ti ricordo che Salvatore Satta, non riconosciuto come valido ne ebbe un dispiacere tale da convincersi a bruciare il manoscritto de 'La veranda' che fu pubblicato tempo dopo grazie a un suo sostenitore che amò lo scritto e lo conservò, lo stesso accadde a Italo Svevo e Giuseppe Tomasi di Lampedusa il cui libro venne pubblicato un anno dopo la sua morte. Joyce e Proust furono inizialmente rifiutati dagli editori...oggi noi scrittori siamo un po' più coraggiosi e spesso pur di essere letti facciamo l'errore di pagare per essere pubblicati. Ma allora cara Michela perchè non fai un discorsetto agli editori invece di far credere agli aspiranti scrittori che le selezioni per la facoltà di 'scrittore' sono a numero chiuso e oltre tutto terminate giusto un minuto dopo la pubblicazione del libro che ti ha aperto le porte del paradiso letterario?
Spero non ti offenda davanti alla franchezza che caratterizza noi sardi....
Gianna
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#17 Alessandra Buccheri 2012-01-04 15:13
Quoto al 100% Michela.
Se qualcuno avesse dei dubbi sui motivi, basta leggere il commento di Piero Apagamento per capire...
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#18 Daniele P. 2012-01-04 15:32
Citazione Gianna:
beh...dubitando del fatto che il libro madre-madrona davvero esista così come la sua scrittrice, devo riconoscere che ho captato, tra le righe e non, una certa arroganza da successo ottenuto. Se io fossi stato un editore, cara michela, quando mi hai spedito il tuo "il mondo deve sapere" lo avrei pubblicato solo a pagamento perchè diciamoci la verità di letteratura non si trattava ma di velleità come tu le hai chiamate. Certo poi ti sei rifatta e ammetto da onesta lettrice che la tua 'accabadora' è un successo al di là di quante presenze in tv possano aver contribuito alla conoscenza e diffusione della storia. Purtroppo, in giro, con isbn e tutto il resto in regola, ci sono certe mostruosità mal scritte e senza contenuto. Il mondo dell'editoria è una giungla dove il galateo non ha niente a che vedere, piuttosto ci vorrebbe un po' di lezioni di morale. Forse il successo da alla testa. Ti ricordo che Salvatore Satta, non riconosciuto come valido ne ebbe un dispiacere tale da convincersi a bruciare il manoscritto de 'La veranda' che fu pubblicato tempo dopo grazie a un suo sostenitore che amò lo scritto e lo conservò, lo stesso accadde a Italo Svevo e Giuseppe Tomasi di Lampedusa il cui libro venne pubblicato un anno dopo la sua morte. Joyce e Proust furono inizialmente rifiutati dagli editori...oggi noi scrittori siamo un po' più coraggiosi e spesso pur di essere letti facciamo l'errore di pagare per essere pubblicati. Ma allora cara Michela perchè non fai un discorsetto agli editori invece di far credere agli aspiranti scrittori che le selezioni per la facoltà di 'scrittore' sono a numero chiuso e oltre tutto terminate giusto un minuto dopo la pubblicazione del libro che ti ha aperto le porte del paradiso letterario?
Spero non ti offenda davanti alla franchezza che caratterizza noi sardi....
Gianna


L'editoria produce anche prodotti di bassa qualità, ma proprio per questo occorre avversare chi, come gli EAP, aumenta il numero di porcate in giro senza per di più sobbarcarsi il rischio d'impresa , ma lucrando sugli esordienti e non con costi ddi stampa gonfiati e nessun lavoro redazionale sui testi.
Lei ha pubblicato a pagamento? Lo chiedo perché di solito simili risposte sono tipiche o degli EAP o delle loro vittime, per le quali un tempo avevo un minimo di compassione, ora invece penso che spesso non meritino nemmeno di essere avvisati quindi mezzo salvati, se non fosse che mi spiace per gli alberi.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#19 Margherita Fiaccaven 2012-01-04 15:44
Ti ringrazio per aver pubblicato questo dialogo! E' bellissimo, chiaro, tagliente,netto. Il galante disprezzo di una signora a servizio di una condanna!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#20 Valberici 2012-01-04 15:45
Gianna: "oggi noi scrittori siamo un po' più coraggiosi e spesso pur di essere letti facciamo l'errore di pagare per essere pubblicati"...ah, certo che se oggi per coraggio si intende il mettere mano al portafogli... :(
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#21 Giorgio Pozzi 2012-01-04 16:04
Citazione Francesca Casula:
E che differenza c'è tra questo e l'autopubblicazione?


Francesca, l'autopubblicazione secondo me è molto più onesta: l'autore si fa stampare il suo libro da una tipografia e diventa in un certo senso l'editore di se stesso. Senza fingere che dietro al libro ci sia una struttura che ha investito su di lui, come nell'editoria tradizionale
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#22 enrico gregori 2012-01-04 16:30
si può pubblicare a pagamento per numerose ragioni. me ne vengono in mente alcune.
1- evitare la trafila del responso su un manoscritto dopo averlo inviato a uno o più editori.
2- pubblicare a pagamento dopo che una cinquantina di editori (spesso a ragione) hanno risposto che ritengono scadente il manoscritto.

3- farlo giustificando se stessi dicendo “se ha pubblicato a pagamento joyce, posso farlo anche io”. il che, spesso, porterebbe quasi a credere che è il pubblicare a pagamento che potrebbe farti scrivere come joyce. un po’ come se per farti giocare a calcio come maradona fosse sufficiente pipparsi un’autostrada di coca.

io non demonizzo. del resto c’è anche il sesso a pagamento. è sbagliato o immorale consumarlo? secondo me no. l’errore, semmai, è pretendere dalla “professionista” amore, affetto e fedeltà. Insomma, come pretendere dall’editore a pagamento che, dopo avere incassato i soldi, si occupi anche di promozione, distribuzione e vendite. l’editore a pagamento è uno stampatore di libri che, nel “pacchetto”, aggiunge una presentazione o la partecipazione a un concorso o una cosa del genere. Poi ti appioppa una trentina di copie del tuo libro che devi vendere a urto o porta a porta. Sì, come fece Joyce. Attendiamo quindi con fiducia che prima o poi da un editore a pagamento esca un qualcosa tipo “Dubliners”.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#23 Dario 2012-01-04 16:31
Sig.ra Murgia, mi chiedo come abbia fatto Lei a pubblicare. Ma siamo proprio sicuri che Lei non ricevuto una bella segnalazione politica o di qualche alto papavero presso l'editore? Ma siamo proprio sicuri che tra decine di migliaia di manoscritti abbiano letto il suo e lo abbiano trovato splendido e pubblicabile? Sa quante decine di migliaia di lavori non vengono neppure aperti dalle case editrici e mandati regolarmente al macero? Gli editori leggono soltanto i manoscritti di gente appositamente segnalata o che ha fatto la trafila (a pagamento) dei corsi per scrittura c.d. "creativa". Ci risparmi il suo sermoncino e prenda atto che c'è gente più fortunata (perchè spesso raccomandata) e gente meno fortunata (perchè non ha santi in Paradiso).
D'altra parte, come spiega che Tomasi di Lampedusa si vide continuamente rifiutato da Vittorini?
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#24 Daniele P. 2012-01-04 16:49
Citazione Dario:
Sig.ra Murgia, mi chiedo come abbia fatto Lei a pubblicare. Ma siamo proprio sicuri che Lei non ricevuto una bella segnalazione politica o di qualche alto papavero presso l'editore? Ma siamo proprio sicuri che tra decine di migliaia di manoscritti abbiano letto il suo e lo abbiano trovato splendido e pubblicabile? Sa quante decine di migliaia di lavori non vengono neppure aperti dalle case editrici e mandati regolarmente al macero? Gli editori leggono soltanto i manoscritti di gente appositamente segnalata o che ha fatto la trafila (a pagamento) dei corsi per scrittura c.d. "creativa". Ci risparmi il suo sermoncino e prenda atto che c'è gente più fortunata (perchè spesso raccomandata) e gente meno fortunata (perchè non ha santi in Paradiso).
D'altra parte, come spiega che Tomasi di Lampedusa si vide continuamente rifiutato da Vittorini?


Può indicarci chi è il segnalatore che ha fatto pubblicare i libri di Michela, visto che sono il suo agente vorrei sapere a chi mandare, pur in ritardo, il cestino natalizio.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#25 emanuele boccianti 2012-01-04 16:59
Tutto giusto, o quasi. I commenti rancorosi di chi parla di un inesistente diritto alla pubblicazione lasciano il tempo che trovano. Io non ho mai ponderato seriamente la possibilità di comprarmi la stampa, perchè in buona parte concordo con te. Solo una chiosa.
Io ho lavorato nell'industria del libro, e be', il problema è proprio quello: è un'industria.
Esiste una categoria subprofessionale che viene pagata per leggere e schedare manoscritti che i poveri illusi senza nome spediscono agli editori. Sono dei filtri umani: vengono pagati in ragione di un supplì per ogni scheda compilata, spesso per un tomo di centinaia di pagine, spesso con dei tempi assurdi (440 pagine, scheda pronta in 5 giorni, prego). Tu chiedi al tuo editor di riferimento: ma scusa, come faccio a fare un buon lavoro? e lui ti risponde candido: mica lo devi leggere tutto. quando hai capito l'andazzo, scrivi che è brutto. Perfetto.
Una volta mi sono trovato di fronte un americano già pubblicato in patria, un saggio tra i più interessanti MAI letti. Quindi non era neppure un esordiente. Mi sono divorato il testo inglese, ho fatto ricerche, mi sono sperticato in lodi nella scheda finale. Non è stato pubblicato.
Che vuol dire tutto questo? che il problema sono i filtri, tarati su un ritorno dell'investimento a sua volta calibrato su dinamiche commerciali che con la qualità (la letteratura, diciamo) non c'entrano NULLA. Io lo so perchè ho lavorato per uno dei più grandi gruppi editoriali italiani. Ero uno di quei bastioni umani pagati a supplì. Ho guardato dietro le quinte, ho scoperto come si assemblano i libri in catena di montaggio.
Si prende un nome di grido, uno che magari ha appena fatto il giro dei talkshow o dei telesalotti, gli si chiede la firma, tanto poi il libro viene scritto da un negro, pagato una pizza e un supplì; un editor capace controlla e revisiona il tutto e vualà: bastano 5000 copie vendute per rientrare delle spese, visto che il grosso del lavoro è stato pagato una pizza e un supplì. Così gira la grande editoria. Non solo, ma troppo spesso.
Il problema collaterale è che poi un ghost si macchia del peccato deontologico di aver contribuito a far credere alla gente che quello a Domenica In sia un AUTORE, quando spesso gli appunti che mandava via mail al povero negro che campa di pizza avevano perfino gli orrori di ortografia. Questa è industria (scusate la parolaccia). Una mostruosità deontologica, altro che il poverocristo che ruba un po' di spazio alle librerie col suo libello autoprodotto.
Esistono modi per bypassare questi filtri anti-qualità, sono i canali alternativi offerti dalla rete. Così come la musica li ha scoperti, e stanno succedendo cose interessanti in quel settore (gruppi che ora campano di successo e soddisfazione sono partiti da Myspace, ad esempio). Non sono una panacea, ma con un po' di mutazioni antropologiche e buona volontà, potrebbero funzionare sempre meglio. Ritengo che per il benessere di chi scrive e di chi legge (e non quello di chi guadagna coi libri: già ci pensano bene da soli) sarebbe più bello e giusto spendere parole per indirizzare l'attenzione su modalità e circuiti che col tempo possano fare a meno della megaindustria maistream.
E non spenderle per far sentire delle merde quelli che credono di saltare i filtri dando soldi ai tipografi, poveracci che ci rimettono pure i soldi. Proporre, suggerire. essere costruttivi.
Ma dopotutto non è che uno che riesce a farsi pubblicare, e ad avere anche un nome, sia perciò stesso una brava persona. Senza offesa. Ma con un goccio di rabbia, quella buona.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#26 lettore 2012-01-04 17:11
"esattamente come succederebbe a un negozio di articoli da regalo se mettesse in vetrina accanto ai Baccarat anche il portacenere di conchiglie e brillantini amorevolmente incollato a mano dalla sua vicina di casa"
devo dedurre che il Baccarat sono i suoi romanzi e il posacenere di cocci il libro di questo poveraccio che ruba spazio in libreria ai Baccarat... che presunzione! Il lato peggiore di noi sardi che esce fuori, sempre pronti a giudicare, spesso senza conoscere. Prima di giudicare un portacenere di conchiglie lo si guarda e poi lo si giudica... il fatto che un editore non abbia voluto pubblicarlo non significa che non possa essere un buon prodotto.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#27 lettore 2012-01-04 17:12
Citazione lettore:
"esattamente come succederebbe a un negozio di articoli da regalo se mettesse in vetrina accanto ai Baccarat anche il portacenere di conchiglie e brillantini amorevolmente incollato a mano dalla sua vicina di casa"
devo dedurre che il Baccarat sono i suoi romanzi e il posacenere di cocci il libro di questo poveraccio che ruba spazio in libreria ai Baccarat... che presunzione! Il lato peggiore di noi sardi che esce fuori, sempre pronti a giudicare, spesso senza conoscere. Prima di giudicare un portacenere di conchiglie lo si guarda e poi lo si giudica... il fatto che un editore non abbia voluto pubblicarlo non significa che non possa essere un buon prodotto.


post scriptum: prima di accanirvi mi preme farvi saperes63 non sono uno scrittore a pagamento e neppure gratis
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#28 Gianna 2012-01-04 17:29
Citazione Daniele P.:
Citazione Gianna:
beh...dubitando del fatto che il libro madre-madrona davvero esista così come la sua scrittrice, devo riconoscere che ho captato, tra le righe e non, una certa arroganza da successo ottenuto. Se io fossi stato un editore, cara michela, quando mi hai spedito il tuo "il mondo deve sapere" lo avrei pubblicato solo a pagamento perchè diciamoci la verità di letteratura non si trattava ma di velleità come tu le hai chiamate. Certo poi ti sei rifatta e ammetto da onesta lettrice che la tua 'accabadora' è un successo al di là di quante presenze in tv possano aver contribuito alla conoscenza e diffusione della storia. Purtroppo, in giro, con isbn e tutto il resto in regola, ci sono certe mostruosità mal scritte e senza contenuto. Il mondo dell'editoria è una giungla dove il galateo non ha niente a che vedere, piuttosto ci vorrebbe un po' di lezioni di morale. Forse il successo da alla testa. Ti ricordo che Salvatore Satta, non riconosciuto come valido ne ebbe un dispiacere tale da convincersi a bruciare il manoscritto de 'La veranda' che fu pubblicato tempo dopo grazie a un suo sostenitore che amò lo scritto e lo conservò, lo stesso accadde a Italo Svevo e Giuseppe Tomasi di Lampedusa il cui libro venne pubblicato un anno dopo la sua morte. Joyce e Proust furono inizialmente rifiutati dagli editori...oggi noi scrittori siamo un po' più coraggiosi e spesso pur di essere letti facciamo l'errore di pagare per essere pubblicati. Ma allora cara Michela perchè non fai un discorsetto agli editori invece di far credere agli aspiranti scrittori che le selezioni per la facoltà di 'scrittore' sono a numero chiuso e oltre tutto terminate giusto un minuto dopo la pubblicazione del libro che ti ha aperto le porte del paradiso letterario?
Spero non ti offenda davanti alla franchezza che caratterizza noi sardi....
Gianna


L'editoria produce anche prodotti di bassa qualità, ma proprio per questo occorre avversare chi, come gli EAP, aumenta il numero di porcate in giro senza per di più sobbarcarsi il rischio d'impresa , ma lucrando sugli esordienti e non con costi ddi stampa gonfiati e nessun lavoro redazionale sui testi.
Lei ha pubblicato a pagamento? Lo chiedo perché di solito simili risposte sono tipiche o degli EAP o delle loro vittime, per le quali un tempo avevo un minimo di compassione, ora invece penso che spesso non meritino nemmeno di essere avvisati quindi mezzo salvati, se non fosse che mi spiace per gli alberi.

io, caro signore, non ho pubblicato a pagamento, non l'avrei mai fatto. non mi fa paura restare una emerita sconosciuta, si vive bene da anonimi. la mia casa editrice non ha neppure letto la bozza, ha pubblicato senza neppure badare agli errori grammaticali (pochi per merito dei miei seri studi, confidando sull'entusiasmo dell'autore e punto. se il libro è buono buon per tutti. non lo trovo più immorale che schiavizzare lettori che in 5 giorni devono sorbirsi 400 pagine e dare un parere pagato meno che il servizio di una prostituta frettolosa.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#29 Gianna 2012-01-04 17:51
Citazione Daniele P.:
Citazione Gianna:
beh...dubitando del fatto che il libro madre-madrona davvero esista così come la sua scrittrice, devo riconoscere che ho captato, tra le righe e non, una certa arroganza da successo ottenuto. Se io fossi stato un editore, cara michela, quando mi hai spedito il tuo "il mondo deve sapere" lo avrei pubblicato solo a pagamento perchè diciamoci la verità di letteratura non si trattava ma di velleità come tu le hai chiamate. Certo poi ti sei rifatta e ammetto da onesta lettrice che la tua 'accabadora' è un successo al di là di quante presenze in tv possano aver contribuito alla conoscenza e diffusione della storia. Purtroppo, in giro, con isbn e tutto il resto in regola, ci sono certe mostruosità mal scritte e senza contenuto. Il mondo dell'editoria è una giungla dove il galateo non ha niente a che vedere, piuttosto ci vorrebbe un po' di lezioni di morale. Forse il successo da alla testa. Ti ricordo che Salvatore Satta, non riconosciuto come valido ne ebbe un dispiacere tale da convincersi a bruciare il manoscritto de 'La veranda' che fu pubblicato tempo dopo grazie a un suo sostenitore che amò lo scritto e lo conservò, lo stesso accadde a Italo Svevo e Giuseppe Tomasi di Lampedusa il cui libro venne pubblicato un anno dopo la sua morte. Joyce e Proust furono inizialmente rifiutati dagli editori...oggi noi scrittori siamo un po' più coraggiosi e spesso pur di essere letti facciamo l'errore di pagare per essere pubblicati. Ma allora cara Michela perchè non fai un discorsetto agli editori invece di far credere agli aspiranti scrittori che le selezioni per la facoltà di 'scrittore' sono a numero chiuso e oltre tutto terminate giusto un minuto dopo la pubblicazione del libro che ti ha aperto le porte del paradiso letterario?
Spero non ti offenda davanti alla franchezza che caratterizza noi sardi....
Gianna


L'editoria produce anche prodotti di bassa qualità, ma proprio per questo occorre avversare chi, come gli EAP, aumenta il numero di porcate in giro senza per di più sobbarcarsi il rischio d'impresa , ma lucrando sugli esordienti e non con costi ddi stampa gonfiati e nessun lavoro redazionale sui testi.
Lei ha pubblicato a pagamento? Lo chiedo perché di solito simili risposte sono tipiche o degli EAP o delle loro vittime, per le quali un tempo avevo un minimo di compassione, ora invece penso che spesso non meritino nemmeno di essere avvisati quindi mezzo salvati, se non fosse che mi spiace per gli alberi.

io, caro Daniele, non ho pubblicato a pagamento, e dunque il suo tentativo di salvamento lo destini a quel migliaio di scribacchini che alimentano le case chiuse dell'editoria a pagamento e gettano discredito su coloro che pur essendo validi, nessuno leggerà perchè non sono appoggiati da nessuna grande casa editrice.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#30 Matteo 2012-01-04 18:01
A ma fa riflettere chi, come Gianna, dice: "Oggi NOI SCRITTORI...". Cosa ti fa credere di essere una scrittrice? Pubblichi e vivi grazie ai proventi dei tuoi libri? E' come se un giorno io decidessi che mi piace operare le appendiciti e cominciassi a farlo senza laurea. Finché non si arriva alla pubblicazione vera non puoi chiamarti scrittore, perché non lo sei per nessuno, se nessun editore ti ha mai pubblicato VERAMENTE. Se qualche editore decide di investire su di te, allora il discorso cambia. Facciamocene una ragione.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#31 Dario 2012-01-04 18:09
Sono d'accordo con Emanuele Boccianti, il quale ha scritto sacrosante verità. A me i retroscena li ha spiegati uno scrittore di successo: uno che viene pubblicato da anni, dopo aver fatto il giornalista di nome in quotidiani a grande tiratura. Mi ha spiegato che le case editrici (quelle che non pubblicano a pagamento) non hanno tempo per leggere i manoscritti degli sconosciuti: sono troppi. Semplicemente cestinano anche lavori che "in nuce" potrebbero essere dei best-seller. La pubblicazione è riservata ai segnalati e a coloro (anch'essi segnalati) che provengono dai circuiti dei corsi di scrittura creativa, nonchè a quanti hanno trovato il c.d. "agente letterario". Si tratta di una figura che, in teoria, dovrebbe fare il talent scout, ma che spesso e volentieri, con grandi entrature presso determinate case editrici, manda avanti l'esordiente che ha ben pagato per la sua consulenza. L'agente della sig.ra Murgia queste cose le sa bene: dovrebbe consigliare alla sua scrittrice di evitare post offensivi come quello che si sta commentando. Se non altro per il rispetto che si deve a chiunque abbia dato vita ad una creazione dell'intelletto (bella o brutta, spesso in base a giudizi di comodo), e che domani, magari potrebbe dimostrare di avere la sua stessa stoffa... e chissà anche qualcosa in più.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#32 Daniele P. 2012-01-04 18:13
Citazione Gianna:
Citazione Daniele P.:
Citazione Gianna:
beh...dubitando del fatto che il libro madre-madrona davvero esista così come la sua scrittrice, devo riconoscere che ho captato, tra le righe e non, una certa arroganza da successo ottenuto. Se io fossi stato un editore, cara michela, quando mi hai spedito il tuo "il mondo deve sapere" lo avrei pubblicato solo a pagamento perchè diciamoci la verità di letteratura non si trattava ma di velleità come tu le hai chiamate. Certo poi ti sei rifatta e ammetto da onesta lettrice che la tua 'accabadora' è un successo al di là di quante presenze in tv possano aver contribuito alla conoscenza e diffusione della storia. Purtroppo, in giro, con isbn e tutto il resto in regola, ci sono certe mostruosità mal scritte e senza contenuto. Il mondo dell'editoria è una giungla dove il galateo non ha niente a che vedere, piuttosto ci vorrebbe un po' di lezioni di morale. Forse il successo da alla testa. Ti ricordo che Salvatore Satta, non riconosciuto come valido ne ebbe un dispiacere tale da convincersi a bruciare il manoscritto de 'La veranda' che fu pubblicato tempo dopo grazie a un suo sostenitore che amò lo scritto e lo conservò, lo stesso accadde a Italo Svevo e Giuseppe Tomasi di Lampedusa il cui libro venne pubblicato un anno dopo la sua morte. Joyce e Proust furono inizialmente rifiutati dagli editori...oggi noi scrittori siamo un po' più coraggiosi e spesso pur di essere letti facciamo l'errore di pagare per essere pubblicati. Ma allora cara Michela perchè non fai un discorsetto agli editori invece di far credere agli aspiranti scrittori che le selezioni per la facoltà di 'scrittore' sono a numero chiuso e oltre tutto terminate giusto un minuto dopo la pubblicazione del libro che ti ha aperto le porte del paradiso letterario?
Spero non ti offenda davanti alla franchezza che caratterizza noi sardi....
Gianna


L'editoria produce anche prodotti di bassa qualità, ma proprio per questo occorre avversare chi, come gli EAP, aumenta il numero di porcate in giro senza per di più sobbarcarsi il rischio d'impresa , ma lucrando sugli esordienti e non con costi ddi stampa gonfiati e nessun lavoro redazionale sui testi.
Lei ha pubblicato a pagamento? Lo chiedo perché di solito simili risposte sono tipiche o degli EAP o delle loro vittime, per le quali un tempo avevo un minimo di compassione, ora invece penso che spesso non meritino nemmeno di essere avvisati quindi mezzo salvati, se non fosse che mi spiace per gli alberi.

io, caro signore, non ho pubblicato a pagamento, non l'avrei mai fatto. non mi fa paura restare una emerita sconosciuta, si vive bene da anonimi. la mia casa editrice non ha neppure letto la bozza, ha pubblicato senza neppure badare agli errori grammaticali (pochi per merito dei miei seri studi, confidando sull'entusiasmo dell'autore e punto. se il libro è buono buon per tutti. non lo trovo più immorale che schiavizzare lettori che in 5 giorni devono sorbirsi 400 pagine e dare un parere pagato meno che il servizio di una prostituta frettolosa.


E si vanta pure che le hanno pubblicato un libro senza nemmeno guardare le bozze? Contenta lei.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#33 Daniele P. 2012-01-04 18:16
Citazione Dario:
Sono d'accordo con Emanuele Boccianti, il quale ha scritto sacrosante verità. A me i retroscena li ha spiegati uno scrittore di successo: uno che viene pubblicato da anni, dopo aver fatto il giornalista di nome in quotidiani a grande tiratura. Mi ha spiegato che le case editrici (quelle che non pubblicano a pagamento) non hanno tempo per leggere i manoscritti degli sconosciuti: sono troppi. Semplicemente cestinano anche lavori che "in nuce" potrebbero essere dei best-seller. La pubblicazione è riservata ai segnalati e a coloro (anch'essi segnalati) che provengono dai circuiti dei corsi di scrittura creativa, nonchè a quanti hanno trovato il c.d. "agente letterario". Si tratta di una figura che, in teoria, dovrebbe fare il talent scout, ma che spesso e volentieri, con grandi entrature presso determinate case editrici, manda avanti l'esordiente che ha ben pagato per la sua consulenza. L'agente della sig.ra Murgia queste cose le sa bene: dovrebbe consigliare alla sua scrittrice di evitare post offensivi come quello che si sta commentando. Se non altro per il rispetto che si deve a chiunque abbia dato vita ad una creazione dell'intelletto (bella o brutta, spesso in base a giudizi di comodo), e che domani, magari potrebbe dimostrare di avere la sua stessa stoffa... e chissà anche qualcosa in più.



Siccome sono un agente so bene che quelle che lei ha scritto sono baggianate. Lavoro da anni con esordienti che ho selezionato solo leggendo le loro opere, punto. Ci sono decine di editori che leggono continuamente opere di esordienti anche senza il ben che minimo aiuto di noi agenti. Il complottismo è risibile: come in tutti gli ambienti ci sono persone oneste e meno oneste, ma il sistema in genrale è ben lontano da quello da lei descritto.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#34 Mammamsterdam 2012-01-04 18:38
Vorrei segnalare che esistono anche le piccole case editrici (spesso un hobby costoso degli editori che vivono di altro, ma credono nei libri che pubblicano a proprie spese per la soddisfazione di fare un lavoro ben fatto), che esistono le fiere della piccola editoria e basta farci un giro per identificare gli editori che pubblicano libri affini a quello che stiamo scrivendo o vorremmo scrivere noi. Queste persone non hanno bisogno di entrature particolari per essere contattate, quindi non vedo la difficolta' di procurarsi raccomandazioni e prebende. E spesso chi ha la passione della scrittura si cerca spesso dei lavori nell'indotto editoriale o di artigianato, legge molto, frequenta le fiere e i festival dedicati a libri e letteratura e quindi ha meno il complesso del genio fallito e una visione realistica di quello che puo' fare per farsi pubblicare.
Comunque e'un lavoro anche quello, e nella propria prefessione si investe, poi se uno vuole saltare la fase di lavoro e bassa manovalanza, posso solo dire a Michela murgia: grazie per questo spassosissimo e realistico quadro, e grazie ai commenti di coloro che gli hanno dato forza. Gente, non c'e' vita senza leggere buoni libri, e'una mia privatissima opinione, ma ci se ne puo'rifare un'altra senza per forza scriverne, ci sono tante cause degne di energie fresche, scriviamo in massa lettere ai prigionieri politici nel mondo, che quella si che e'un'opera buona.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#35 Michela Murgia 2012-01-04 18:42
Emanuele, se la misura del discorso sono le esperienze personali, allora la mia ottima vale quanto la tua pessima: non ho mai mandato niente a una casa editrice, avevo solo un blog e un piccolo, serio e onesto editore mi ha fatto una proposta editoriale. Senza nessuna campagna di promozione il libro ha camminato, ha venduto col passaparola e ha avuto la fortuna di attirare l'attenzione di un regista importante che ne ha voluto fare un film. Ho firmato altri contratti e scritto altri libri: li ho scritti io e non un negro, non ho subito alcun editing violento e snaturante, non mi è stato imposto un tema che andava di moda e non mi è stato censurato niente di quello che avevo scritto. Sono stata sempre pagata da grandi e da piccoli editori e ho incontrato al 99% persone oneste, preparate e capaci. Ho scelto di sposare la causa contro gli EAP perché so che esiste una editoria sana: ne ho la prova. Se poi vogliamo usare il qualunquismo come parametro, allora un editore che lavora come quello che hai visto tu rende tutta l'editoria marcia, un politico corrotto rende inutile votare, un insegnante scansafatiche rende inutile la scuola... Chi frequenta abitualmente il mio blog sa perfettamente che sono anni che scrivo consigli costruttivi su come non farsi fregare dagli EAP. Ma sa anche che spesso chi scrive non vuole un giudizio vero su quello che scrive: vuole sentirsi dire che sarà pubblicato e per ottenere questo è disposto a tutto, anche a pagare. Quello è il momento in cui le vittime diventano complici e non è da cattive persone dare alle cose il loro nome. Senza offesa.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#36 Dorian 2012-01-04 18:49
Citazione enrico gregori:
un po’ come se per farti giocare a calcio come maradona fosse sufficiente pipparsi un’autostrada di coca.


Bellissima, la userò al prossimo incontro vitivinicolo prima del brindisi :)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#37 Dario 2012-01-04 18:56
Sig. Agente: tutte baggianate quelle da me scritte? Mmmmhhhh... Non mi dica che lei ha svolto il suo lavoro gratis... Qualcuno deve averla pagata. Se non è stata la sig.ra Murgia è stato l'editore. E, in ogni caso, sig.ra Murgia, mi permetta di dirle che la sua arroganza nei confronti di chi pubblica libri a pagamento è degna di miglior causa. Io non scrivo libri, ma sono un attento lettore. E ormai preferisco rileggere (o leggere per la prima volta) i grandi classici: gente che ha qualcosa per davvero da insegnarmi e da farmi riflettere. Oggi, c'è troppo ciarpame in giro: non leggo i parvenu dell'editoria commerciale, sia pure auto-blasonata.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#38 Giorgia 2012-01-04 19:25
Ah, godo! meraviglioso post e tutto assolutamente vero. Faccio girare, santa donna!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#39 Daniele P. 2012-01-04 19:29
Citazione Dario:
Sig. Agente: tutte baggianate quelle da me scritte? Mmmmhhhh... Non mi dica che lei ha svolto il suo lavoro gratis... Qualcuno deve averla pagata. Se non è stata la sig.ra Murgia è stato l'editore. E, in ogni caso, sig.ra Murgia, mi permetta di dirle che la sua arroganza nei confronti di chi pubblica libri a pagamento è degna di miglior causa. Io non scrivo libri, ma sono un attento lettore. E ormai preferisco rileggere (o leggere per la prima volta) i grandi classici: gente che ha qualcosa per davvero da insegnarmi e da farmi riflettere. Oggi, c'è troppo ciarpame in giro: non leggo i parvenu dell'editoria commerciale, sia pure auto-blasonata.


Perché mai dovrei lavorare gratis? Quando ha tempo tra un classico ed un altro, mi faccia sapere che nesso c'è.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#40 marco 2012-01-04 19:33
Chi l'avrebbe detto ........., un mondo che non immaginavo .............

Piuttosto non preoccupatevi per gli alberi sacrificati, quelli, salvo traumi peggiori, si rigenerano dalla base recisa. Non nutrono rancore.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#41 Dario 2012-01-04 19:51
Infatti, sig. agente, forse non ha colto... Non ha ancora detto chi l'ha pagata. Se la sig.ra Murgia o l'editore che l'ha pubblicata. Io propenderei per la prima che ho detto... Sono sicuro che se anch'io dovessi mai scrivere qualcosa di più o meno decente e La pagassi profumatamente, Lei troverebbe il modo di farmi pubblicare "agratis". Tanto avrei già pagato Lei...
Quindi, non venite a fare la morale: si sa che il mondo dell'editoria, e di quello che gli gira intorno, è un coacervo di interessi che, gira e rigira, ha sempre a che fare con la vil moneta. Magari gli EAP, tanto vituperati dalla sig.ra Murgia, fanno un discorso senza tanti fronzoli e che va subito al sodo. Voi ci girate intorno, ma alla fine sempre sterco del diavolo è. Anche perchè in questi ultimi anni non mi pare che nel campo dell'editoria "professionale" siano emersi dei novelli Faulkner, Pavese, Hemingway. Giusto per fare qualche nome, così a caso. La mediocrità impera e riempie intere librerie, nonostante agenti letterari, corsi di scrittura creativa ed editori "normali"...
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#42 Daniele P. 2012-01-04 20:27
Citazione Dario:
Infatti, sig. agente, forse non ha colto... Non ha ancora detto chi l'ha pagata. Se la sig.ra Murgia o l'editore che l'ha pubblicata. Io propenderei per la prima che ho detto... Sono sicuro che se anch'io dovessi mai scrivere qualcosa di più o meno decente e La pagassi profumatamente, Lei troverebbe il modo di farmi pubblicare "agratis". Tanto avrei già pagato Lei...
Quindi, non venite a fare la morale: si sa che il mondo dell'editoria, e di quello che gli gira intorno, è un coacervo di interessi che, gira e rigira, ha sempre a che fare con la vil moneta. Magari gli EAP, tanto vituperati dalla sig.ra Murgia, fanno un discorso senza tanti fronzoli e che va subito al sodo. Voi ci girate intorno, ma alla fine sempre sterco del diavolo è. Anche perchè in questi ultimi anni non mi pare che nel campo dell'editoria "professionale" siano emersi dei novelli Faulkner, Pavese, Hemingway. Giusto per fare qualche nome, così a caso. La mediocrità impera e riempie intere librerie, nonostante agenti letterari, corsi di scrittura creativa ed editori "normali"...


Mi perdoni, ma se lei capisse davvero di editoria non mi farebbe la domanda che mi ha fatto. Mi piacerebbe dirle che Michela Murgia ha pubblicato grazie al mio immenso potere nel mondo editoriale, ma non è così e non posso soddisfare il suo ragionamento imbecille.
Mi scriva pure quello che le pare, io sono Daniele Pinna, ho un nome ed un cognome e sono una persona onesta e non eserci poteri, lei è solo un nick che non mette la faccia e scrive baggianate. Non mi venga a dare lezioni di etica, prenderebbe una brutta sbruncata.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#43 Daniela 2012-01-04 20:40
Bell'articolo, brava Michela!

@ tutti coloro che difendono l'indifendibile: ma fatevelo un giro per le piccole fiere d'editoria seria. Incontrate gente che nelle suddette piccole case editrici ci lavora bene e serimanete o, se le vostre dita sono abili quanto la vostra bocca a pronunciar parole vuote, documentatevi attraverso internet. Chissà, potreste trovare la cosa interessante invece di star qui ad attaccare una persona che dice ciò che pensa e che ha la certezza di ciò che dice. Non è che vi rode un po' il fatto di constatare che gente normale, con un qualche talento, senza scappatoie è riuscita laddove voi non avete nemmeno pensato di inoltrarvi? Eh già, brutta bestia l'invidia! Ah, prima che possiate ricominciare con la solita cantilena - no, non ho mai pubblicato e sì, conosco il problema delle stamperie vestite da casa editrice, manco fosse carnevale - e vi posso dire questo: cominciate a informarvi presso questo sito: www.writersdream.org, chissà... magari tra un classico e un altro i vostri orizzonti si allargheranno. Magari...

Adiou

Daniela - una giovane (alias sconosciuta, alias vattelapesca che capisce qualcosa di editoria) studentessa con la curiosità verso i bei libri.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#44 Dario 2012-01-04 20:51
Sig. Pinna, quanta arroganza! Non ho dubbi che Lei sia una persona onesta, però è tanto maleducata visto che mi dà dell'imbecille senza nemmeno conoscermi. Comunque non mi venga a dire che essendo Lei un agente letterario non ha le entrature presso le case editrici più importanti. Nessuno può crederle al riguardo, altrimenti ora sarebbe disoccupato alla pari di tante "belle speranze".
Quanto alla "sbruncata" non conosco il termine (immagino sardo...), ma non è difficile immaginarne il significato: ancora una scarsa lezione di stile, pari al post della sig.ra Murgia.
Per essere bravi scrittori (e non dubito che la Murgia possa esserlo, anche se non ho letto ancora niente di suo e, a questo punto, credo di non averne più tanta voglia...) e bravi agenti letterari non c'è bisogno di "sbruncare" nessuno. Nè tanto meno di dare addosso a qualche povero cristo che ha pubblicato con EAP, perchè magari ha ricevuto mille porte in faccia da gente che, presso le case editrici "normali", non ha nemmeno letto un rigo del suo manoscritto.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#45 Daniele P. 2012-01-04 21:00
Citazione Dario:
Sig. Pinna, quanta arroganza! Non ho dubbi che Lei sia una persona onesta, però è tanto maleducata visto che mi dà dell'imbecille senza nemmeno conoscermi. Comunque non mi venga a dire che essendo Lei un agente letterario non ha le entrature presso le case editrici più importanti. Nessuno può crederle al riguardo, altrimenti ora sarebbe disoccupato alla pari di tante "belle speranze".
Quanto alla "sbruncata" non conosco il termine (immagino sardo...), ma non è difficile immaginarne il significato: ancora una scarsa lezione di stile, pari al post della sig.ra Murgia.
Per essere bravi scrittori (e non dubito che la Murgia possa esserlo, anche se non ho letto ancora niente di suo e, a questo punto, credo di non averne più tanta voglia...) e bravi agenti letterari non c'è bisogno di "sbruncare" nessuno. Nè tanto meno di dare addosso a qualche povero cristo che ha pubblicato con EAP, perchè magari ha ricevuto mille porte in faccia da gente che, presso le case editrici "normali", non ha nemmeno letto un rigo del suo manoscritto.


Ho scritto che il suo ragionamento è imbecille in quanto zoppica, non ho dato a lei dell'imbecille. Torni a leggere, le serve.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#46 Dario 2012-01-04 21:13
Dire ad una persona che fa un discorso imbecille... per la proprietà transitiva...
... Non ho l'anello al naso, capisco benissimo quando si vuole offendere sfiorando ma non impattando nel codice penale.
Anche perchè di mestiere faccio l'avvocato. Penalista per giunta. E le assicuro che so leggere non solo i libri, ma soprattutto le "carte". E di cose che non vanno nel mondo dell'editoria ce ne sarebbero da rendere pubbliche!
Ripeto che ho trovato di pessimo gusto lo strumentale dialogo della scrittrice "arrivata" con il poveretto che pubblica a pagamento. Non ci si fa "grandi" con le disavventure altrui, ma si viene apprezzati per quello che si riesce a trasmettere agli altri. Oggi abbiamo più che mai bisogno di solidarietà, di empatia, di tolleranza. Non di "sbruncate" a destra e a manca.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#47 Dorian 2012-01-04 22:01
C'è una cosa che non mi è chiara nel ragionamento di Dario.
Che Daniele Pinna, in quanto agente letterario, possa avere dei contatti con le case editrici mi sembra plausibile e lo spero per lui. E' il suo lavoro e ciascun professionista in genere ha dei contatti con altri professionisti, con i possibili "datori di lavoro" eccetera.
Magari per il suo lavoro è stato pagato tanto, tantissimo. Ipotizziamo per assurdo (Daniele, ti chiedo scusa preventivamente, confermo che sto ragionando per assurdo solo perché il "da chi sei stato pagato" non mi sembra rilevante nel discorso) anche che non sia stato pagato da Michela ma da una ricchissima casa editrice, o magari anche da Piero che come sappiamo da anni è un fans di Michela, sta sempre a scrivere qui nel sito, quindi è certo che non lavori e che abbia tantissimi soldi.
Altre persone non hanno i soldi di questa ricchissima casa editrice o di Piero.
Sì, ma che c'entra? Mica io e, credo anche gli altri lettori, compro o non compro un libro perché me lo pubblica una casa editrice famosa o perché lo trovo in tutti gli scaffali o solo perché l'ha scritto Michela Murgia.
Lo prendo perché l'argomento di cui si occupa mi può interessare, perché ci ho dato una sbirciatina in libreria e mi sembra interessante e bello, perché un'amica o un amico di cui mi fido me ne ha parlato bene, magari perché lo ha fatto il libraio, la libraia, il bibliotecario o la bibliotecaria di fiducia. Poi se Michela scrive un libro che mi piace la prima volta allora la prossima volta guardo prima ciò che scrive lei di ciò che scrivono altre o altri. Allora il libro ha davvero successo e ciò si ripercuote in un circolo che ritorna alla casa editrice, la quale in genere investe su libri che pensa possa vendere e possano avere successo.
Però il successo reale è dato chi legge il libro, lo consiglia, lo fa circolare, eccetera. Non credo che la maggior parte dei lettori siano così allocchi da prendere un testo a scatola chiusa solo perché lo propina quello o quell'altro editore.
Poi ci possono essere testi che sono ottimi ma che adesso non vengono accettati perché adesso non sarebbero vendibili? E' un problema ma, appunto, pubblicare è un mestiere, un mestiere presume un mercato e se non c'è mercato un autore o autrice non pubblica. Penso sia un "danno" (abbastanza raro, è la mia impressione, se anche un libro non è un best seller una nicchia sufficiente di acquirenti la si trova sempre anche per testi un po' particolari) necessario e accettabile.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#48 Daniele P. 2012-01-04 22:16
Citazione Dario:
Dire ad una persona che fa un discorso imbecille... per la proprietà transitiva...
... Non ho l'anello al naso, capisco benissimo quando si vuole offendere sfiorando ma non impattando nel codice penale.
Anche perchè di mestiere faccio l'avvocato. Penalista per giunta. E le assicuro che so leggere non solo i libri, ma soprattutto le "carte". E di cose che non vanno nel mondo dell'editoria ce ne sarebbero da rendere pubbliche!
Ripeto che ho trovato di pessimo gusto lo strumentale dialogo della scrittrice "arrivata" con il poveretto che pubblica a pagamento. Non ci si fa "grandi" con le disavventure altrui, ma si viene apprezzati per quello che si riesce a trasmettere agli altri. Oggi abbiamo più che mai bisogno di solidarietà, di empatia, di tolleranza. Non di "sbruncate" a destra e a manca.


Lei non ha capito che questo discorso serve a difendere gli esordienti, non a fargli del male o ad offenderli.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#49 Francesco 2012-01-04 22:19
Gentili signori, non si può più girare per Internet senza trovare queste guerre di religione su EAP e NON EAP.
Adesso mi chiedo chi ve lo fa fare?
La cosa che mi dà da pensare in questi dibattiti è il fatto che coloro che si stracciano le vesti contro l'editoria a pagamento sono quasi tutti scrittori o giornalisti scrittori che hanno pubblicato con editori medio-grandi e adesso si sentono in diritto/dovere di fare i crociati.
Lo ammetto, ho pubblicato un libro a pagamento per un motivo semplice: non avevo tempo e non avevo voglia di pubblicare postumo. Non mi hanno imbrogliato, non mi hanno promesso distribuzione capillare né pubblicità. Lo sapevo e ho pagato per quello mi è stato fornito. Impaginazione, correzione delle bozze, e stampa. Personalmente al prezzo che mi hanno fatto loro io non avrei fatto lo stesso lavoro. E mi occupo di grafica e stampa per lavoro.
Adesso leggo su un blog che se uno ha pubblicato una volta nella vita pagando la stampa ha la fedina penale "macchiata" e nessuno lo prenderà mai in considerazione.
Ma che razza di modo di ragionare è questo? Oggi che anche gli assassini godono della possibilità di avere una seconda possibilità, mi pare assurdo questo livore, questo atteggiamento di condanna senza attenuanti né speranza.
Non vi viene in mente che se tanta gente, secondo me sbagliando quando crede che pubblicando a pagamento si diventerà famosi, si rassegna a pagare è anche perché ormai tanto sono "bruciati". E che se c'è una tale ansia di pubblicare non è detto che il pagamento debba essere sempre in denaro.
Ho vissuto personalmente la vicenda di un premio "letterario" nel quale si vinceva un aggeggio elettronico oggi di moda. Beh, i vincitori erano TUTTI allievi di una scuola di scrittura creativa tenuta dall'organizzatore del premio.
Ma per favore! Si paga, si paga, state tranquilli. In favori fra critici/scrittori e giornalisti/scrittori mediante critiche favorevoli a obbrobri che gridano vendetta e che venderanno si e no 200 copie; fra politici che distribuiscono finanziamenti ed editori ufficialmente non a pagamento ma in realtà ben disposti a fare e ricevere favori. E potrei continuare per un bel po'.
Vorrei vedere se avessi da buttare diciamo 50.000 euro, se non troverei qualcuno (editore o editor, piccolo o grande) per il quale il mio romanzo sarebbe il capolavoro del secolo.
Concordo con il fatto che ogni tanto qualche libro buono viene preso, editato, rimaneggiato e pubblicato, anche senza raccomandazioni, ma non credo che accada molto spesso visto quello che si trova in libreria.
E i lettori, anzi la loro continua diminuzione, conferma quello che sto dicendo. La gente non è stupida, e se un libro che vince un premio "importante" sparisce dopo pochi giorni dalle librerie, non è perché tutte le copie sono andate a ruba, ma perché non valeva la pena ristamparle visto che non si vendevano.
Poi ognuno può farsi le sue crociate personali, prendersela con chi è stato meno fortunato e forse, diciamolo, a volte anche meno bravo, così la Signora Murgia è contenta. Ma allora non sarebbe meglio impiegare il proprio tempo a scrivere romanzi piuttosto che stare ad accanirsi su chi non si conosce, giudicando a priori e per partito preso quello che non si è letto né si leggerà mai perché si rischierebbe di rovinarsi la reputazione?
Un'ultima nota per il Sig. Pinna.
Sono contento di aver letto i suoi commenti, mi conferma che allora gli agenti letterari esistono davvero.
Io ne ho cercato uno vero, ma finora senza risultato. Uno di quelli importanti mi ha risposto che aveva molto da fare e non avrebbe potuto seguirmi come avrei meritato. Senza leggere niente di quello che ho scritto. Un altro mi ha chiesto 900 euro per leggere il mio romanzo e farmi una scheda di valutazione. Cioè, IO AVREI DOVUTO PAGARE 900 EURO ANTICIPATE PER FARMI DIRE SE IL MIO LIBRO ERA BELLO O UNA SCHIFEZZA!!!
Ma che differenza c'è fra questo e un editore a pagamento?
E fanno quasi tutti così.
Io nella mia ingenuità avevo proposto di leggere un mio romanzo, se poi fosse stato ritenuto adatto, di proporlo a un editore e stilare un contratto con provvigioni, e tutto quello che serve. Non PRIMA. Se non devo pagare un editore per pubblicare, e posso anche essere d'accordo, non vedo perché sia più etico pagare un tizio che rischia ancora di meno e non mi fornisce altro che un foglio di carta con una valutazione che lascia il tempo che trova. Almeno l'editore a pagamento mi dà delle copie stampate.
Comunque, gentile Signor Pinna, se il suo lavoro è fare l'agente sul serio, le faccio i miei complimenti, senza ironia mi creda, e se le dovesse interessare un nuovo cliente mi faccia un fischio. Ma sappia che io pago solo a lavoro finito. Come fanno con me i miei clienti e come mi sembra giusto.

Concludo qui ricordando solo un dettaglio personale. Per mia fortuna dopo la pubblicazione del mio romanzo a pagamento, un giovane editore NON a pagamento ebbe occasione di leggerlo e decise di pubblicare un mio libro di racconti, che tra l'altro ha esaurito le copie. E ora ha in lettura un altro mio romanzo. Non mi definisco un scrittore perché ho anche altro da fare, ma se pubblicare non a pagamento significa, secondo quello che ho letto qui, che si è dei "veri scrittori", allora posso metterlo sul biglietto da visita? :-)

Cordiali saluti a tutti.
Francesco
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#50 nadia 2012-01-04 22:47
15 aprile 2010: Amanda pubblica a 0.99 dollari su Amazon due dei suoi romanzi più volte rifiutati. Dicembre 2010: Amanda vende più di 100.000 copie al mese. Quello che all'inizio sembrava un tentativo disperato, ha reso Amanda una delle regine dei bestseller. Oggi sono già 9 i suoi titoli disponibili come e-book, alcuni al prezzo di 2.99 dollari. Con più di un milione di copie vendute all'attivo si stima che il suo guadagno annuale sia di circa 2 milioni di dollari. E’ un bel salto in avanti se comparato al salario da 18mila dollari che guadagnava facendo l'assistente sociale. E dopo un lungo tergiversare, nel marzo 2011 l'autrice ha anche firmato un contratto con la St. Martin's Press che porterà I suoi libri, questa volta di carta, in tutte le librerie: 2 milioni di dollari per una nuova trilogia. E' stata dura trovare una casa editrice che potesse offrire un accordo più economicamente favorevole di quello che Amazon le offre al momento. I suoi libri costano poco, ma l'autrice guadagna il 70% sulle vendite al contrario del tetto massimo del 10-20% riservato agli scrittori dalle case editrici tradizionali.

Tra gli imbecilli che si credono Alessandro Manzoni e Stephen King ci sono molte storie in mezzo.
E gli scrittori di fama contemporanea che si titillano saccentemente delle loro pubblicazioni sono a volte altrettanto fastidiosi.
Citazione | Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

I tuoi messaggi non saranno censurati in pubblicazione ma devo specificare alcune regole obbligatorie a cui devi attenerti.

Non sono consentiti:

1. messaggi pubblicitari
2. messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Eventualmente mi riservo di cancellare messaggi dal contenuto chiaramente offensivo verso terzi. Negli ultimi 6 anni questa circostanza si è verificata solamente 3 volte.

Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003 Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.
Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell’art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:

* I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l’attività informativa del sito
* Il conferimento dei dati è facoltativo e l’eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
* I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione.


Codice di sicurezza
Aggiorna

Twitter non risponde in questo momento
Twit twit... ops! Qualcosa è andato storto, prova più tardi!
1 Jan 1970
1 Jan 1970
Crea Blog Gratis

"Gramsci è intellettualmente sexy" (Salone del libro 2011, Odio gli indifferenti)

Per ricevere via email le news scrivi il tuo indirizzo: