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Essere ammalati giova al senso di sè, si rivedono le priorità. Per esempio a me il fermo forzato ha riportato alle grandi domande della vita, quelle che tolgono il sonno, che contano davvero, tipo chi siamo, dove stiamo andando e perché diamine Radio Padania trasmette in Sardegna, per di più con un segnale così forte che nelle locali cause legali per inquinamento elettromagnetico è prevedibile un sorpasso netto di responsabilità rispetto alla finora imbattuta Radio Maria. Non trovo risposte credibili a questi interrogativi, e si capisce che la mia sofferenza esistenziale aumenti in proporzione all'herpes che da giorni mi devasta le labbra, tanto che allo specchio sembro una che limona con i gechi.

 

C'è da dire che questa intima interlocuzione con i miei demoni sarebbe già sufficientemente macerante anche senza l'arrivo quotidiano di dozzine di romanzi autoprodotti, i cui autori, fottendosene alla grande del mio fermo biologico, mi assediano con la complicità pelosa di Poste Italiane, non certo così puntuali quando serve a me. Io, che da esordiente mai ho creduto nella mia scrittura fino al punto di mandar qualcosa a un editore, mi scopro circondata da persone che non bramano altro che lo scaffale della libreria, scambiando il piacere dello scrivere con il dovere morale di pubblicare, a qualunque costo. Certo, ci sono anche quelli che i libri se li autoproducono perché amano stringere in mano l'oggetto in sè, o regalarlo agli amici senza aspettarsi niente di più. Ma di questi galantuomini io ne ho incontrato solo uno nella vita, mentre gli altri li incrocio continuamente, tutti convinti che se l'hanno scritto va stampato, punto e basta. E questo del resto è lo slogan che ha segnato le fortune del più famoso sito di self publishing d'Italia, ilmiolibro.it, inspiegabilmente legato da un parternariato commerciale alla Scuola Holden, una palestra di narrazione dove di sicuro sanno benissimo che tra lo scrivere e lo stampare non c'è alcun rapporto di obbligatorietà. Eppure, tant'è.

Ilmiolibro.it funziona che uno si collega al sito, gli dice quante copie ne vuole e come le vuole, si fa fare il preventivo e poi si vende il risultato per conto proprio, dove gli capita, cioè molestando i parenti, gli amici e il libraio all'angolo. Anche me, se capita. Intendiamoci: ho rispetto per tutte le velleità del mondo, ma non leggo niente che sia stato ritenuto meritevole di pubblicazione esclusivamente dal suo autore: è una questione di principio. Se scrivi per il tuo piacere, è come fare pilates, o ikebana: è rilassante, e migliorando la stima che hai di te rendi migliore anche il mondo, che Dio ti benedica. Ma fare pilates non implica l'aprirsi una palestra, nè adorare l'ikebana comporta l'apertura di un negozio di composizioni floreali. Serve aggiungere che pubblicare non è consequenziale a scrivere? E' un altro mestiere, dove la prima regola è: non sei tu che decidi che quello che scrivi è buono. Non lo decide nemmeno tua madre, la tua fidanzata o il tuo collega, tutta gente che difficilmente ti dirà mai se quello che hai scritto fa schifo. Se vuoi che scrivere diventi un mestiere, è solo uno del mestiere - dell'editoria, non della scrittura - che può dirti se sei capace di farlo, e se quello che produce la tua fantasia possiede quella cosa bellissima che si diceva un tempo, e che oggi nessuno sembra avere il coraggio di dire più: la dignità di pubblicazione. Decidere di provare a fare mestiere con la scrittura significa prima di tutto affrontare il rischio che uno che ne capisce qualcosa ti dica: "guarda, non è la tua strada". Si può preventivare anche di sentirselo dire un paio di volte prima di crederci, ma al terzo rifiuto ha poco senso ostinarsi a fare il talento incompreso. Va detto che la maggior parte di quelli che aspirano a pubblicare non vuole sottrarsi a questo confronto, è solo che lo va a cercare nei posti sbagliati. Nel più innocuo dei casi si mette ad assillare inutilmente chi già pubblica, nel peggiore incapperà in un editore a pagamento, cioè un furbo di quattro cotte il cui business non è vendere le storie dell'autore, ma fargli comprare le sue stesse illusioni. La prima cosa che costui farà è dire al malcapitato che anche Moravia ha cominciato autopubblicandosi, omettendo però che le probabilità che quello che è successo a Moravia capiti anche a lui si contano da zero all'indietro. Su questi figuri hanno già scritto tutto quello che c'era da dire Sandrone Dazieri e Loredana Lipperini, io mi limito a riportare la lista - in continuo aggiornamento - degli editori che tali non sono.

I giornalisti che danno loro spazio sui giornali, gli insegnanti che inseriscono le loro pubblicazioni nei testi che gli studenti devono leggere o gli organizzatori di festival che li equiparano a chi pubblica a spese di un vero editore contribuiscono alla turlupinazione di chi ha pagato convinto che quello volesse dire "pubblicare". Qualcuno deve spiegare a queste persone che è vero quanto è vero che affittare un costume da carabiniere ti faccia entrare nell'Arma. E dirgli anche che con ogni probabilità un editore serio dopo quel gesto difficilmente prenderà in considerazione qualcosa scritto da loro.

Il modo più realistico per avere un parere qualificato sulla propria scrittura è rivolgersi a una agenzia letteraria, che si farà pagare solo il costo della valutazione necessaria a capire dai vostri scritti se conviene prendervi in carico; se siete abbastanza bravi (e vendibili) da far sì che un agente letterario scommetta su di voi, sarà molto più probabile trovare un editore disposto a leggere quello che scrivete. Brutalizzare la fessura della mia cassetta delle lettere - va detto per completezza di informazione - non renderà quel momento più probabile.

Commenti  

 
#1 Danele Addis 2010-03-20 03:46
Cara michela, sono un tuo fan, mi piace leggerti spesso, ma ultimamente lo faccio meno e sentendo anche altri giovani scrittori in erba (di ottima qualità) ho scoperto che condividono il mio parere dal quale nasce un umile consiglio: NON RIFIUTARTI DI LEGGERE I PRESTIGIOSI MANOSCRITTI DA ME INVIATI , non è per te, continua a fare le cose che hai fatto sempre che sono più nobili , e VALORIZZANDO IL MIO TALENTO tutte le belle parole sono apprezzate da tutti e potrai avere anche una percentuale dello 0,00025% sui ricavi milionari dei mei libri futuri. mentre così facendo stai deturpando le tue opere con le tue stesse mani, tra i tuoi fans appassionati ce ne saranno tanti (come me) che sono TALENTUOSI SCRITTORI INCOMPRESI per cui perderai molti fans, che senso ha ? almenochè la tua intensione non sia di scoraggiare la concorrenza per paura che scriva più meglio di te , be allora auguri... scusa se ti ho dato del tu e se mi sono permesso, complimenti per tutto il resto. Daniele
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#2 marta 2010-03-20 11:20
quello di daniele è un commento divertentissimo se falso e inquietante se vero...chissà!
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#3 Damiano 2010-03-20 11:48
Condivido al 100% l'articolo di Michela, anche io ho scritto e pubblicato un romanzo con una casa editrice cosi detta 'piccola'.
Ho cercato di promuoverlo in tutti i modi, ma mai mi son permesso di invadere la vita privata di scrittori pìù o meno famosi ne di stressare gli attributi a chi non ha tempo per se stesso figuraiamo se lo trova per leggere qualsiasi cosa gli arrivi a casa.
Come si legge nell'articolo se siamo scrittori validi lo deciderà il pubblico e/o le agenzie nate proprio per questo tipo di lavoro.
cordialmente
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#4 Omar Onnis 2010-03-20 12:43
Tutto sacrosanto quello che dice Michi.

Il fatto che ami pomiciare con i gechi non ne sminuisce la credibilità. Anzi!

Tra l'altro, avviso tutti gli interessati che esser scrittori non sempre significa avere capacità critiche sopraffine e nemmeno fiuto editoriale.

Senza considerare che magari non si ha proprio voglia di dedicarsi ai manoscritti altrui. Il che è perfettamente legittimo.

In ogni caso ci vuole pazienza. L'impressione è che ci sia più gente che scrive di quanta sia quella che legge. Il che rende il lavoro degli editori alquanto complicato, oltre che un po' paradossale.

In ogni caso, prima di essere scrittori, secondo me, è sempre bene cercare di essere buoni lettori (non solo in termini quantitativi).

E poi, anche qui, bisogna accettare di fare i conti con una componente di talento innato che se non ce l'hai, nessuno te lo può dare. Corsi alla Holden o no.

P.S. La mitica mail continua a mietere vittime! ;-D
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#5 Michela Murgia 2010-03-20 13:05
Daniele Addis, io ti pesto le manine! Basta dileggiare gli ignari!
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#6 Jena 2010-03-20 13:05
proprio di recente stavo facendo una riflessione specchio sulla fotografia, che è malata dello stesso morbo. (mi hai ricordato molto i capitoli di Eco sulla terribile Manuzio ne 'il pendolo di Focault')
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#7 Michela Murgia 2010-03-20 13:11
Jena, io all'inizio rispondevo sempre alle richieste di consigli copia incollando l'intero capitolo della mitica Manuzio in pdf, poi hanno cominciato a diventare troppi e io ho cominciato a chiedermi 'ma se non hai mai letto nemmeno il pendolo di foucault, che vuoi metterti a scrivere a fare?'. La verità è che ha ragione Omar: c'è molta più gente che scrive di quella che legge.
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#8 Anna Maria Spanedda 2010-03-20 15:49
Grande Michela!!! Ma quanto sei profonda??? E beniminde Porta a Porta...
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#9 Carlo Abeba 2010-03-20 17:21
Cara michela, avendo letto molto di te, anche e non solo per diletto, mi trovo imbarazzato a dirti che ciò che penso assomiglia molto a ciò che pensa Daniele Addis. Il quale ha si una forma di espressione poco chiara e forse anche un po' incomprensibile, ma che dice ciò che veramente pensano la maggior parte dei talenti incompresi: se è vero che taluni famosi scrittori pubblicarono la prima volta spendendo di tasca loro, perchè negare questa speranza ai posteri, e cioè a quelli che vennero dopo di loro? O forse è vero che Tu ritieni di impedire che non emergano, per timore di conocorrenza sleale? Tutto questo mi ferisce e spero non sia vero, poichè la tua casella letteraria sarà anche piena, ma pure le pagine del mio diario non scherzano. Tuo sempre affezzionato Carlo A.
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#10 carlo deffenu 2010-03-20 18:01
Cara Michela, stai tranquilla, non ti spedirò neanche una riga scritta di mio pugno anche se, un amico in comune, mi ha consigliato vivamente di farlo, certo che saresti stata felicissima di leggere il mio manoscritto! Conoscendo il tuo pensiero (e non avendo l'abitudine di rompere le scatole a nessuno) ho lasciato perdere il consiglio infelice. Nel tuo post scrivi:'Io, che da esordiente mai ho creduto nella mia scrittura fino al punto di mandar qualcosa a un editore...', subito dopo consigli di contattare un agenzia letteraria per una valutazione seria della qualità del lavoro. Tutto benissimo. Ma allora mi spieghi come ci sei arrivata tu tra le mani di un editore? Hai spedito il manoscritto o ci sei arrivata per vie misteriose? E visto che ci sei, sapresti indicarmi un'agenzia letteraria seria che nel proprio sito non scriva: spiacenti, ma non abbiamo tempo per leggere nuovi manoscritti? Io, nell'attesa, continuo a scrivere per mio diletto...e quando andrò a mangiare alla Pussetta, nella casa dal nostro amico in comune...farò finta di ascoltare i suoi ingenui consigli. Un abbraccio...carlo.
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#11 C. 2010-03-20 18:49
Michela è la prima volta che ti leggo qualcosa di tuo, e devo dire che scrivi veramente bene: chiara, precisa, scorrevole. Utilizzi termini apropriati e dal suono musicale, fai un uso preciso e opportuno della punteggiatura. In una parola: sei forte. Penso che comincerò a comprare qualcosa di tuo, considerami pertanto un tuo futuro lettore. C.
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#12 Davide Piras 2010-03-20 18:57
Ho letto il tuo post, e non lo trovo particolarmente corretto nei confronti di chi intenda affacciarsi per la prima volta nel mondo della scrittura. Io sono uno di quelli che, avrebbe gradito un tuo commento professionale sul mio ultimo manoscritto, non conosco le proporzioni della tua malattia e ti chiedo scusa per averti disturbato. Pratico un lavoro che, si e no, mi permette di scrivere due ore alla settimana - un'inezia per uno come me che, avendo la possibilità, non farebbe altro dalla mattina alla sera. Purtroppo, a casa ho una famiglia da sfamare e non posso lasciare un lavoro sicuro per inseguire i miei sogni. Non miro di certo ad arricchirmi, mi basterebbe poter scrivere, senza preoccuparmi di non arrivare a fine mese, insomma, vorrei che la mia passione si trasformasse in un lavoro. Secondo me, fai male quando parli rudemente dei manoscritti altrui che, ti vengono recapitati, perchè essi non sono solo dei romanzi, ma racchiudono dei sogni, gli stessi sogni che un tempo erano tuoi, ma che forse oggi, non ti appartengono più. Volevo chiederti perchè, quando ti è stato proposto per la prima volta di pubblicare un tuo libro, tu non ti sia rifiutata ed abbia proseguito a scrivere solo per te stessa? Continuerò a seguirti, ma eviterò di mandarti i miei fottutissimi manoscritti, io non me ne frego dei desideri della gente e seguirò il tuo consiglio alla lettera. Senza rancore, Davide di Terralba.
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#13 Michela Murgia 2010-03-20 20:51
Caro Carlo Abeba, ci sono due link nel mio pezzo che forse avresti dovuto leggere prima di rispondere. Uno di questi porta a un post di Sandrone Dazieri, editor Mondadori, scrittore di fama, che spiega chiaramente il motivo per cui nessuno dovrebbe pubblicare per un cosiddetto editore a pagamento: quelli a pagamento non sono editori, sono stamperie molto care e molto furbe. Sperare che tu non ci capiti in mezzo non è un malaugurio rognoso espresso da una posizione di forza, ma un consiglio prezioso a tutela tua, dato che quegli editori non distribuiscono i libri che stampano - ripeto, non li distribuiscono, nelle librerie non li vedrai mai - e un libro non distribuito è un libro che non esiste.

Caro Carlo Deffenu, il comune e carissimo amico più che di ingenuità pecca di semplice non conoscenza: leggere romanzi a scopo valutativo è un vero e proprio mestiere, anche piuttosto impegnativo, che richiede tempo, competenze ed esperienza. Quel servizio è parte del lavoro delle agenzie letterarie, non del mio. Ammesso che avessi le competenze - e non le ho - per leggere e rispondere tecnicamente a tutti quelli che mi mandano romanzi in valutazione, se lo facessi non scriverei più, non mangerei, nemmeno dormirei: non farei altro che leggere, e uno nella vita deve fare delle scelte, le mie sono altre.
Mi stupisce che, durante le meravigliose cene alla Pussetta, il comune e carissimo amico non ti abbia mai detto che fu un editore a cercare me dopo aver letto il blog, e che per convincermi a dare il testo alle stampe ci mise un mese. Non ho mai avuto e continuo a non avere libri nel cassetto: che potevo scrivere per mestiere è un dato di cui mi hanno dovuta convincere. Se però avessi cominciato con l'idea di arrivare a pubblicare, mi sarei rivolta all'unica e ottima agenzia letteraria della Sardegna, la Kalama di Cagliari che attualmente mi rappresenta, e che consiglio a tutti quelli che mi contattano.

Caro Davide, se anche dare pareri letterari non è il mio lavoro, devo dire che non ho avuto l'impressione che tu mi avessi contattato per questo. Chi, come hai fatto tu, si presenta come 'scrittore' e chiede come fare a 'pubblicare' non sta chiedendo un parere, anzi si è già valutato da solo, e come la maggior parte di quelli che contattano gli scrittori è convinto che gli manchi solo l'editore, e che tu possa aiutarlo ad arrivarci. Finché non ho capito questa dinamica, ingenuamente io certe cose le ho anche lette, investendoci tempo e pazienza; ma quando mi sono permessa di consigliare migliorie nei testi, ho rimediato le reazioni stizzite di chi era convinto di non avere niente da imparare.
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#14 Dorian 2010-03-20 20:57
Ciao Michi, bentornata nel web (non è una premessa ad una inondazione di email, tranquilla, mi pesto le manine da solo) :-)
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#15 Carlo Abeba 2010-03-20 23:04
Cara Michela, scusami tanto ma la mia era solo una mail scherzosa e non credevo che avresti risposto davvero. Immagino che tu abbia ragione su tutto. Perdonami se ti ho causato malumore. Scrivi molto bene ed è un piacere leggerti, e non lo dico per scherzo. Non mi permetterò mai più di prenderti in giro. Carlo Abeba alias C.C.
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#16 pinella lugas 2010-03-20 23:43
Cara Michela sono una ammiratrice di lettura. Ho prestato il tuo ultimo libro a tante amiche e persino a mia madre che ha la bellezza di 78 anni.Complimenti!!!!! Mi dispiace per la tua malattia, speravo di vederti ad Iglesias il 17 marzo ma ho scoperto nel tuo sito che annullavi l'incontro per un riposo forzato dal tuo medico. Un abbraccio, un bacio e.... tantissimi auguri di buona guarigione. Pinella lugas di Iglesias
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#17 Daniele Addis 2010-03-21 00:29
Genio di un Carlo Abeba, giuro che avevi fregato anche me! Mi stavo seriamente preoccupando che potessi essere d'accordo con quello che ho scritto :D

Maestra Michela è cattiva e violenta, vuole sempre fare totò a me che sono bravo bravo!
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#18 Dorian 2010-03-21 08:08
Idem, anche a me il post di Carlo sembrava serio. E pure a Michela. Ergo: abbiamo bisogno di una vacanza non forzata!
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#19 Davide Piras 2010-03-21 11:03
Ciao Michela,direttamente dal vocabolario Zanichelli,ti cito la definizione di scrittore:'si definisce scrittore l'autore di uno scritto.' Essendo evidente che l'autore del mio manoscritto sia io stesso, come mi sarei dovuto definire secondo te, se non scrittore? La mia non era affatto presunzione, ma solo l'uso corretto di un termine. Capisco che tu non possa dar credito a tutte le opere che ogni giorno ti piovono a casa, e non credo che la mia si distingua eccelsamente dalle altre, ma io ti ho solamente contestato, il modo con cui tu hai smontato chi nutre la speranza di coltivare il proprio, presunto talento. Mi è sembrato che tu abbia uttilizzato un mucchio di giri e rigiri di parole, quando avresti potuto essere più diretta e concisa dicendo in modo papale: 'non rompete più i maroni, spedendomi i vostri manoscritti.' Forse mi sbaglio, ma è un'impressione che, a giudicare dai commenti al post, non ho avuto solo io.
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#20 Irene 2010-03-21 11:24
Secondo il ragionamento di Davide, sono scrittore anche io che produco questo commento, solo per il fatto che è scritto, e dunque cantare sotto la doccia vuol dire essere un cantante, e guidare un'auto vuol dire avere il diritto di definirsi pilota. Fico, ma
scommettiamo che sullo Zanichelli c'è anche la differenza tra scrivente e scrittore?
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#21 Davide Piras 2010-03-21 11:45
Rispondo ad Irene. In effetti, nello Zanichelli esiste anche la definizione di scrivente:' si definisce scrivente chi scrive un'opera letteraria, una domanda, un esposto. Conscio del fatto che il mio manoscritto non si possa reputare un'opera letteraria a tutti gli effetti, reputo la definizione di scrittore più vicina ai miei canoni, rispetto a quella di scrivente. Ignorante non è un'offesa, è colui che ignora, sempre dal Zanichelli, bella mia.
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#22 Irene 2010-03-21 12:00
Cioè, se sei scrittore o scrivente lo decidi tu.
Interessante, davvero.

Comincio a capire meglio il post di Michela.
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#23 Carlo Abeba alias C.C. 2010-03-21 12:42
Amici, se posso dire la mia, più come C.C. che come Carlo Abeba, credo che la faccenda dovrebbe essere inquadrata dal suo lato più pratico: non mandate lavori letterari a Michela perchè non ha il tempo di leggerli e valutarli, e nemmeno è il suo mestiere. Poi lei si sfoga perchè, probabilmente, sbirciando quà e là fra i manoscritti, in passato le sarà capitato di leggere delle cose talmente brutte che non valevano nemmeno i bolli con cui erano state spedite. Sarebbe come se un diplomato al conservatorio dovesse sopportare tutti giorni sotto casa uno stuolo di diettanti che gli strimpella nelle orecchie stentate melodie. Forse molti di noi non si limiterebbero al semplice consiglio di rivolgersi a una scuola di musica. Magari poi qualcuno ha davvero del talento, e vuole consigli e incoraggiamenti. Molto bene, non si arrenda, ma non è lei la persona a cui si deve rivolgere. Carlo Abeba & C.C. a quattro mani.
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#24 CocoComet 2010-03-21 13:22
'(...) non ti spedirò neanche una riga scritta di mio pugno anche se, un amico in comune, mi ha consigliato vivamente di farlo' [carlo deffenu]

'Io sono uno di quelli che, avrebbe gradito un tuo commento professionale sul mio ultimo manoscritto' [Davide Piras]

'ma io ti ho solamente contestato, il modo con cui tu hai smontato chi nutre (...)' [Davide Piras]

Ragazzi, per essere scrittori avete seri problemi con la punteggiatura.
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#25 Joyce Lussu 2010-03-21 13:28
E' fantastico vedere le code di paglia prendere fuoco. Michè, non sai proprio tenere la bocca chiusa, he.
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#26 cuorefelino@blogspot.com 2010-03-21 15:53
Cara Michela, sono d'accordo a metà. Pienamente con te quando dici che fra scrivere e pubblicare non c'è nesso. Salinger ha passato tutta la vita a scrivere cose che poi ha distrutto e ricordo anche una bellissima poesia di Evtuschenko che aveva a che fare con un paio di sci e una poesia che veniva regalata e poi distrutta. La vera libertà nella ricerca di se stessi, che sia per via artistica o comtemplativa o religiosa o sentimentale, si assapora attraverso la gratuità. E d'altra parte è difficile scrivere cercando di convincersi che mai si sarà letti: quante indulgenze verso svolazzi stilistici anche mentre si scrive un diario? La voglia di stamparsi penso sia una sottomissione inconscia al tabù che è il libro, al suo simbolismo culturale, all'elitarietà di un mezzo. Perché: se fosse solo per acquisire visibilità, non basterebbe forse un blog agli aspiranti scrittori? Questo per quanto riguarda la metà che condivido. Per l'altra: che l'industria editoriale sia fatta di esperti va bene, ma di esperti di industria editoriale appunto si tratta, non di letteratura. Altrimenti non si spiegherebbe perché la ragazzina che si spazzolava la vagina qualche anno fa sia stata instant published mentre a Guido Morselli c'è voluta più di una vita.
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#27 Manuelle Z. Mureddu 2010-03-21 16:48
;-) Ciao Miche che dire... Non ho mai scritto nei tuoi spazi, lo faccio oggi per dire una cosa chiara: hai totalmente ragione.
E lo dico, nel mio piccolissimo, dal punto di vista di uno che lavora per l'editoria. Evito di stare un'ora a elencare i punti salienti del tuo pezzo da giovane autore di fumetti che nonostante tutto riesce a campare di questo in un momento molto particolare dell'editoria dico a tutti: Michela ha ragione, non ci sono santi.
Ascoltiamo le critiche mossa da chi è competente (che non sono necassariamente gli autori, ma i tecnici). Lavoro duro, molto duro e poca presunzione. Mi permetto umilmente di dire la mia: non pagate MAI nessuno. Spesso mi chiedono 'Ti autoproduci? Hai pagato per il tuo libro?' e vi posso assicurare che rispondere 'No, a me mi pagano per lavorare' non ha prezzo... Non pagate per un fattore primario: l'autostima non è merce acquistabile.
Meglio aspettare uno, due, dieci anni e andare a testa alta. Antonio Moresco in questo Docet.

Miche, un caro, grande saluto!
Manuelle Mureddu
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#28 Irene 2010-03-21 17:32
La dignità di pubblicazione in cambio della dignità dell'autore. Uno scambio equo, no?
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#29 Michela Murgia 2010-03-21 18:25
@ Cuore Felino, hai ragione, infatti io non ne ho fatto un discorso di qualità degli scritti, anche se mantengo le mie riserve innanzi alla granitica assenza di dubbi di alcuni a proposito della propria pubblicabilità.

Scrivere è un hobby a cui uno si dedica da solo, pubblicare è un lavoro che prevede il rapporto professionale con un editore. Poiché nessun editore si può permettere di pubblicare un invendibile capolavoro, la maggior parte cerca di mandare in libreria un compromesso accettabile tra quel che si deve leggere e quel che si può vendere, e questo comporta dire molti no. In questa logica, l'autore che cerca di aggirare la resistenza del sistema pagandosi la pubblicazione in proprio risulta patetico come chi paga una prostituta per farsi dire 'ti amo'.
Se vali qualcosa come autore e il tuo valore ha una collocazione di mercato, un addetto ai lavori che ti riconosce prima o poi lo incontri (l'ho incontrato persino io che non lo stavo cercando); se non lo incontri mai ci sono solo due possibilità: o lo stai cercando dalla parte sbagliata, o è il caso di prendere in considerazione il fatto di non essere pubblicabile, qualunque sia il motivo, e accontentarsi di scrivere per hobby.
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#30 Francesca 2010-03-21 18:31
Cara Michela, a giudicare dall'italiano di cui fanno sfoggio qui sul tuo blog coloro che ti inviano manoscritti, comincio a pensare che la tua infermità sia dovuta a questo!
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#31 Lino 2010-03-21 20:05
Francesca, permettimi di dire. Sono stato zitto fino adesso, e ho letto tutto senza fiatare. Però questo non lo accetto, che tu giudichi l'italiano di coloro che scrivono su blog. Se noi aspiriamo a diventare scrittori, e ci impeniamo a farlo con tutto noi stessi, lo facciamo perchè qualcosa dentro sapppiamo di valere. Continuerò a mandare i miei romanzi a chiunque li volia leggere, anche se tu non sei d'accordo. Questo è quanto. Lino da Pescara
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#32 Davide 2010-03-21 21:32
Mi piacerebbe ricevere qualche lezione di punteggiatura da coco comet. Sai, ho letto il tuo commento e mi sono venuti seri dubbi, poi ho ricontrollato la mia punteggiatura e non ho trovato errori, nonostante li cercassi strenuamente. Forse provieni da una scuola innovativa che ha forgiato questo particolare tipo di punteggiatura, magari solo per te. Poi chi sei? Non mi sembra di aver mai letto un tuo libro. Forse ho cercato nel posto sbagliato, dovevo osservare meglio tra i bestseller, accanto alla sezione dedicata a Dan Brawn e Stephen King. Dai retta a me, riempi una bella vasca d'umiltà e fatti un lungo bagno, magari quando avrai terminato, tornerai con i piedi per terra e capirai veramente chi sei, cioè nessuno.
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#33 Emanuele Porcu 2010-03-21 22:05
Gentila Michela, scusa se abuso di questo spazio, ma si tratta di una cosiddetta giusta causa. Faccio parte di un gruppo di sardi sparsi per la Sardegna e per il Globo che sta portando avanti la battaglia per la bonifica dell'ex miniera d'oro di Furtei. Come probabilmente saprai, 'l'eldorado' sardo ci ha regalato un cristallino lago al cianuro e ha lasciato i 60 minatori della Sardinia Gold Mining senza lavoro. Vengo al dunque, stiamo raccogliendo firme per una petizione online indirizzata alla regione sardegna che chiede la bonifica dell'area dell'ex miniera e l'impiego degli ex minatori nell'opera di bonifica. Ora la domanda forse suonerà un po' sfacciata: sarebbe possibile mettere il link della petizione nella tua pagina facebook? sarebbe ottima anche una fugace apparizione di 5 minuti nel tuo 'stato', almeno per dare un po' di visibilità alla faccenda. Ovviamente se ti va. In caso tu sia d'accordo ecco il link: subarralliccu.officinevida.eu/ e in caso voglia più informazioni sul nostro conto e sulla campagna puoi dare un'occhiata al blog subarralliccu.wordpress.com/
Qualunque cosa tu decida, grazie

Emanuele
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#34 Matteo 2010-03-21 22:17
Divertentissimo il pezzo Michela! Io mi sentirei umilmente di consigliarti un lavoretto in nero per questi giorni di degenza: chiedere una decina di euro ogni cento battute consultate per manoscritto. Se i sedicenti scrittori si rifiutassero di corrisponderti la parcella, consiglierei loro di reinvestire la somma (certamente cospicua) in lezioni di punteggiatura, come già osservava CocoComet. Li indirizzerei nella scuola innovativa dell'Analisi Grammaticale e Logica, quella dove si insegna a non separare il soggetto dal predicato, il predicato dal complemento oggetto...tecniche all'avanguardia, insomma. Se l'Analisi Logica non dovesse bastare, possono sempre andare in Analisi, anzichè mandarci veri scriventi. Un abbraccio alla Nostra e un augurio di pronta guarigione. M.
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#35 Daniele Addis 2010-03-21 22:48
Lino da Pescara, volio farti i miei complimenti. Secondo me sei un genio e mi impenierò affinché tutti lo saprebbero.
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#36 Lino da Pescara 2010-03-21 23:49
Daniele Addis, ho il sospetto che mi prende in giro. Perchè pensa che io sia un genio? Se non ha ancora letto niente di mio, come fa a dirlo? Oppure forse lei gioca a prendermi in giro e allora sa cosa le dico: che se è così lei è un maleducato. Se invece mi sbaglio, e, invece, lei dice questo per come ha considerato il mio commento (la punteggiatura eccetera), allora mi scuso e, se vuole, le posso inviare alcune delle mie opere. Una in particolare ci terrei fosse letta: 'Il destino del Principe'. Un'ottimo racconto che narra la storia di un uomo che che nasce povero e diventa importante. Un po' come spero accada a me se sfondo con la letteratura. Mi faccia avere il suo indirizzo, se crede. Lino
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#37 Daniele Addis 2010-03-22 00:06
Caro Lino, mi è piaciuto il pilio con cui hai risposto a Francesca e magari ho esagerato a usare il termine 'genio' per esprimere il mio apprezzamento, ma a volte mi confondo con le terminologie, quindi chiedo scusa se hai pensato che ti prenderei in giro.
Per quanto riguarda il tuo scritto io vivo lontano dall'italia e viene male, a spedirlo, e poi non ho la competitivitá necessaria per poter offrire un parere technico, anche se sono sicurissimo dell'ottimità del tuo racconto anche perché il soggetto mi sembra molto accattivante, forse un po' scomodo per i tempi che corrono in italia dove non sei visto di buon occhio se nasci povero e cerchi di farti strada, sopratutto per l'invidia che susciterebbi.
Ti auguro comunque tanto sucesso, ciao.
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#38 Lino da Pescara 2010-03-22 00:34
Se è così allora va bene, accetto le tue scuse. Voglio solo corregerti su una cosa, e scusami se mi permetto, ma 'genio' si scrive con la 'gne': gegnio, in sostanza. Ciò non perchè mi arrogo il diritto di insegnarti le cose, ma solo in quanto noi scrittori abbiamo più occhio per queste cose. Il resto va benissimo, e credo che anche tu, volendo, potresti scrivere racconti e romanzi. Io vorrei pubblicare per Harmony, perchè ho fantasia per le storie d'amore, ma quella del principe lo pensata dopo San Remo. Anch'io ti faccio gli auguri, soprattuto di pronto ritorno dall'estero. Se mi vuoi dare l'indirizzo estero, ti spedisco egualmente la storia che forse ti può aiutare a passare il tempo mentre che aspetti di poter tornare. Con stima. Lino
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#39 Daniele Addis 2010-03-22 00:45
Caro Lino, hai raggione, ma io non sono uno scivente come te, quindi cualche errore ogni tanto lo commetto, pur avendo studiato molto e amando la scrittura. Me lo ero pensato subito che 'genio' non era scritto corretamente, ma poi, mi hai risposto scrivendo 'genio' pure tu e quindi mi ero pensato che era giusto. Però tu nel ultimo commento hai scritto 'voglio' invece di 'volio' e non è grave, ma se mi fai questi errori la harmony mica te li publica i tuoi romanzi. Per l'indirizzo mi puoi dare il tuo così ti spedisco il mio in forma privata che su internet girano dei loschi figuri.
Con Stima. Daniele
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#40 Lino da Pescara 2010-03-22 01:05
Ho le lacrime agli occhi....Va bene mi arrendo per primo perchè devo andare a letto, ma continuerei per ore. Daniele, sei troppo forte, mi hai fatto ridere davvero di gusto. Sinceri complimenti per la tua vena comica, spero di 'scontrarmi' ancora con te altre volte.
Ciao
Cesare (vero nome)
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#41 Dorian 2010-03-22 01:16
@Michela vari commenti fa, sullo scrivere per sé. Hai ragione ma la vedo dura, se uno scrive lo farà anche per sé ma penso che necessariamente immagini anche un destinatario (che può sì essere se stesso o se stessa, ma presumo pure qualcos'altro): la ferita all'autostima nel sentirsi dire 'non sei scrittrice / non sei scrittore' penso sarebbe molto dura da digerire.
Concordo sulla tua proposta: rompete le scatole a quelli che per mestiere valutano, non fatevi fregare. D'altronde, anche se non te ne fregava niente di pubblicare il tuo blog (mi riferisco a quello de 'Il mondo deve sapere') immagino - corregimi nel caso, non mi permetterei mai di dire neanche implicitamente che conosco le tue motivazioni - che ci fosse un destinatario oltre te stessa, se non altro quando era 'il mondo' che avrebbe dovuto sapere.
Quindi: hai ragione ma, per motivazioni forse non così razionali, la vedo dura riuscire a fermare tutto - a meno che non crei un indirizzo nuovo che non lasci sul sito e dai solo a chi di competenza (editori, giornalisti, agenzia letteraria, ...).
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#42 Daniele Addis 2010-03-22 09:48
Caro Cesare alias Lino, l'ho detto subito che sei un 'gegnio' e confermo. Ammetto che dopo la tua risposta mi è balenato per un attimo il pensiero che potessi essere sul serio, quindi i complimenti vanno a te.
Ciao e buona giornata,

Gualtiero (nome falso)
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#43 Lino da Pescara 2010-03-22 11:57
Caro, caro, Gualtiero alias nomefalso, anche detto Daniele Addis, tu sei molto più gegnio di me. Come nel mio famoso romanzo “Il destino del Principe”, io abside in tuo favore lo shrek del comando e mi inchino alla tua sapiente segacia di scrittore apogrifo. Al massimo posso farti da vice, semprechè tu me lo consenti e anche, all’uopo, senza stipendio. Spero sempre di avere speranze come scritturale, ma anche se il destino avversario me lo impedisce, inopiratamente, tale traguardo, potrò sempre contare su persone simpatiche come te. Tuo sempre affezzionatissimo Cesare detto Lino da Pescara e Carlo Abeba e anche C.C. all’occorrenza.
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#44 Daniele Pinna 2010-03-22 12:01
Parlo in pieno conflitto di interessi. Come agente letterario, per di più di Michela, ovviamente dico una cosa di parte ma forse non troppo. Passare da una agenzia è utile, non indispensabile ed ha dei costi. Chi vuole che un professionista lavori per lui lo paga, sembra ovvio ma per molti non lo é. Ci sono agenzie che non fanno pagare la lettura per poi, sempre giustamente, chiedere il pagamento dell'editing. Chi scrive non è uno scrittore, così come chi un giorno tira su un muro non è un muratore o chi si aggiusta da solo un sifone non è idraulico. Scrivere per professione è un lavoro, ed è un lavoro che richiede cultura, capacità di confronto, umiltà, voglia di studiare, voglia di promuoversi viaggiando, letture e così via. Dire che si è degli scrittori solo perché ci si sente dentro il sacro fuoco è sbagliato. Ovviamente ognuno dice di sé ciò che vuole ma se qualcuno fa notare il ridicolo sarebbe buona cosa riflettere con umiltà. I pareri delle zie, degli amici, non contano, così come non serve avere un codice isbn pagato per potersi dire scrittori. Che poi ci siano pessimi scrittori che pubblicano regolarmente è vero ma è un altro discorso.
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#45 Leo Vacca 2010-03-22 15:54
Ciao Michela,
meno male che non ti ho mandato mai niente :P
Io sono tra quelli che non gli va di rompere.

Prima o poi mi muoverò per conto mio, magari molto poi, magari mai...

Devo dire che però è difficile fidarsi degli editor (ho ricevuto commenti quasi sempre buoni da loro, comuqnue, anche se del genere 'però c'è ancora da lavorare', che almeno non è 'uè, hai visto quanta poca gente fa l'infermiere? potrestipensarci eh? EH? EHHH?'), difficile perché molti difetti che criticano, poi li ritrovi paro paro in autori pubblicati.

Boh!
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#46 Giacomo 2010-03-23 15:52
Mah...ho avuto sensazioni contrastanti a leggere l'articolo e, a seguito, i commenti.

Artista è chi fa arte.
Musicista è chi fa musica.
Scrittore è chi scrive racconti.
Pittore è chi dipinge.

La musica, i racconti, i dipinti e, in generale, l'arte, possono essere fatti solo grazie a quello che è stato ironicamente definito il 'Sacro Fuoco', cioè l'esigenza dell'artista di comunicare qualcosa che sente.

Ovviamente il passaggio cruciale arriva coi soldi: chiunque ha il diritto di comunicare qualcosa che sente a qualcun altro, nel mezzo che trova più congeniale, ma aspettarsi che qualcuno paghi per ricevere quella comunicazione è tutto un altro paio di maniche, aspettarsi che un collega artista dia un assenso incondizionato alla tua arte è ancora un'altro paio di maniche, aspettarsi che chiunque dia un giudizio positivo sulla tua comunicazione e chi dà un giudizio negativo è perchè non capisce è un ulteriore paio di maniche.

Capisco benissimo la reazione di Michela, e sono daccordo che per le prestazioni professionali uno dovrebbe essere disposto a pagare.

Ma non son daccordo che artista sia solo quello che sbarca il lunario con la sua arte. Mi sembra un insulto al professore di musica del conservatorio, costretto ad arrotndare i suoi concerti con le lezioni a scuola perchè i suoi dischi non vendono quanto quelli di Britney Spears, o un insulto al Fotografo freelance che fa foto in Africa, perchè le sue foto non vendono quanto i calendari di GQ, o un insulto al maestro di recitazione, costretto ad arrotondare con le lezioni in quanto la tragedia greca non vende quanto avatar.
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#47 Massimo Miro 2011-02-13 21:00
Concordo con Michela quando dice che non serve a niente farsi pubblicare pagando. Aggiungo che www.ilmiolibro.it non è niente di più di una buona copisteria, con l'aggiunta della distribuzione. Altra cosa è colpire un editore, affidargli il lavoro in mano finchè non ne viene fuori un progetto condiviso. Spesso, le agenzie latterarie ti chiedono dei soldi per darti il commento che potrebbe darmi anche mia madre. Cioè cose tipo leggi tanti classici, divorati i contemporanei, scrivi solo se hai l'urgenza della scrittura.... in più aggiungono un riferimento di IBAN tanti cari saluti e un grosso un bocca al lupo. Per le agenzie letterarie serie spesso ci vuole la raccomandazione...e manco basta pagare...
Comunque alla fine di tutto.... per quanto si sprechino i luoghi comuni...se un esordiente ha qualcosa da dire prima o poi qualcuno lo nota, perchè in Italia ci sono ancora tanti modi e spazi.. per tutti.
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