Questo l'ho scritto per Saturno.

Poche cose sono più fastidiose di quella di avere qualcuno alle spalle che sbircia mentre ti gusti la lettura di un libro o di un quotidiano. Non è importante chi lo fa, estraneo o familiare: ci sono cose che sono intime e per questo vengono misteriosamente escluse dalla condivisione simultanea; leggere è una di queste. Una coppia può fare insieme un sacco di esperienze oltre all'amore: può giocare a tennis, andare a teatro, mangiare lo stesso piatto, guardare un film sullo stesso divano, ascoltare il medesimo disco nel silenzio di una casa a luci basse, ma non può leggere insieme lo stesso libro. La lettura è un'azione intima, muove emozioni del tutto personali, è un viaggio in un territorio dove le difese si abbassano e il numero dei complici possibili diminuisce fino a svanire. Non è quel tipo di cosa che puoi fare davanti a chiunque, ma tanto meno potrai farla davanti a chi ti conosce bene. Se proprio devi scegliere, il buon senso suggerisce che è meglio farlo in treno davanti a un estraneo che in casa davanti a un figlio, perchè il sospiro sfuggito di bocca, la risata incontrollata o il rossore improvviso sulle guance sono cedimenti perdonabili solo sapendo che non si dovrà più sopportare il peso degli occhi che li hanno colti e compresi. Non so se potrei leggere Lolita di Nabocov davanti a mia madre. Di certo non potrei leggere Tropico del Cancro di Miller nella stessa stanza con mio cognato, nè vorrei mai che mio marito mi sorprendesse con l'espressione che immagino mi salga al volto mentre leggo alcune delle cose di Roth. Con gli audiolibri la certezza di potersi difendere dallo sguardo altrui si è incrinata. Se infatti fino a poco tempo fa l'individualità della lettura era stata garantita dal limite tecnologico offerto dal libro cartaceo, che non è realizzato per essere tenuto in mano da più di una persona alla volta, ora la scusa non sta più in piedi. Oggi a chiunque è possibile fare un viaggio con gli amici e ascoltare in auto la voce di Francesco Piccolo che racconta i suoi Momenti di trascurabile felicità, buttando tutti i presenti dentro a un'esperienza di esilarante assoluzione collettiva. L'audiolibro è il trionfo della reciprocità. Naturalmente ce lo si può gustare in tutta pace anche da soli nelle cuffie dell'ipod, ma se capita di ascoltarlo insieme sul divano non si corre più il rischio di essere spiati mentre ci sfuggono di mano le emozioni, perché l'altro che ascolta al nostro fianco è diventato fragile quanto noi davanti alle parole che escono dalle casse. Ascoltare insieme I Miserabili di Victor Hugo è come guardare il tramonto completamente nudi: l'orizzonte emotivo non è più la forma dell'altro, per quanto nudo sia, ma l'ultimo raggio di sole sulla pelle di entrambi nello stesso istante.

Commenti  

 
#1 lalla 2011-11-18 18:05
Il rischio è scoprire che la persona che si ama reagisce in modo diverso alle parole che stiamo ascoltando.
Temo che potrebbero infrangersi amori, per questo.
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#2 chicco gallus 2011-11-19 09:42
Ma come, neanche un riferimento alle Fiabe Sonore?
Inoltro formale protesta!
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#3 euken 2011-11-22 02:23
Nabokov, non Nabocov ;-)
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#4 stroszek85 2011-11-23 13:01
Non sono d'accordo col tono di tutto l'articolo... Ha la caratteristica di enfatizzare e di esaltare la lettura; di dire che è utile ecc ecc, di dire che è chissà quale esperienza mistica.
E' un modo di banalizzare la cosa...
Io credo sia semplicemente lettura, dipende da cosa si legge (non sono per nulla d'accordo quando si dice che è "azione intima"): è soltanto un'azione... Sarà intima se leggi certa poesia, lo sarà meno se leggi certe altre cose...
Addirittura mi sentirei di dire il contrario; personalmente i momenti in cui leggo meglio e di più sono in mezzo alla gente, in pullman o alla fermata del pullman ad esempio. Può essere una sorta di esperimento o di pratica propedeutica; più sono le interferenze esterne, più verrà messa a dura prova la capacità di concentrarsi e di "immergersi" nello scritto che si ha fra le mani...
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#5 Michela 2011-11-24 18:24
L'Odissea si può leggere in 2...mio marito legge e io ascolto (quando non mi addormento, ma questo potrebbe avvalorare la tua tesi)...
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#6 stroszek85 2011-11-25 00:37
beh... se è intima solo per il fatto che, diciamo, in termini tecnici è impossibile leggere in due siamo d'accordo, perchè leggere è diverso da ascoltare, anche se potrei dire che pure mangiando dallo stesso piatto il gusto del boccone lo sento solo io (escludendo quindi le questioni di una specie di pudore alla quale comunque si allude in special modo nella prima parte dell'articolo). E in tal caso, già così, sarebbe una banalità... cioè, che scoperta è??? Se poi parliamo di questioni di pudore credo esistano cose molto più intime del leggere; già il mangiare visto che siamo in tema, ma questa è una cosa molto soggettiva...
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#7 gloria 2011-11-30 16:42
ognuno ha i propri tempi di lettura .io a volte rileggo qualche frase,torno indietro di qualche pagina.mi soffermo a pensare a immaginare un luogo di cui o appena letto la descrizione.
in un mondo così sfacciatamente pubblico,lasciamoci uno spazio privato...
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