C'è una leggenda nera sui sardi che sarebbero invidiosi e non si saprebbero unire che a volte impedisce ai sardi stessi di vedere il buono che c'è nelle loro relazioni. Capita che, a dispetto delle centinaia di realtà di collaborazione, di innovazione comune e di solidarietà che punteggiano l'isola, ci piaccia narrarci ancora pochi, matti e disuniti. A me non sono mai piaciute le storie nere: preferisco quelle vere e mi piace anche raccontarle. Perciò oggi ve ne racconto una: è la storia di Liberos, un progetto di rete nato per volontà di scrittori, editori, librai, associazioni culturali, bibliotecari e agenti letterari. Partirà tra poche settimane, ma intanto è già on line una pagina di pre-lancio con un video molto esplicativo e la possibilità di inserirsi già da ora tra quelli che potranno testare per primi le funzionalità della comunità che sta per nascere.

Cosa è Liberos?

Liberos è un'associazione che propone gratuitamente i suoi servizi agli autori, agli editori, ai librai, ai bibliotecari, ai festival e alle associazioni culturali. È un social network vero, di carne e di sangue, basato sulle relazioni già esistenti tra i soggetti della filiera territoriale del libro. Il nome dell'associazione è stato votato sulla base di diverse proposte, sulle quali ha avuto la meglio quella di Alberto Masala. Ci piaceva l'idea che nella variante logudorese del sardo la parola Liberos significhi sia libri che liberi.

Come è nato?

L'idea di Liberos nasce dalla constatazione delle difficoltà di sopravvivenza di tutti i soggetti della filiera sarda del libro. Gli editori sono in crisi, i librai indipendenti stanno chiudendo, i bibliotecari sono vittima di continui tagli ai finanziamenti e le associazioni culturali operano da sole in regime di disconoscimento del loro apporto al tessuto sociale dei territori in cui sono presenti. Le cause di questa crisi sono complesse e non risolvibili partendo dal basso. Ma dal basso ci sono cose che si possono fare e non sono state ancora fatte. Una di queste è guardare a queste molteplici presenze come un valore aggiunto che rappresenta di per sé un capitale sociale da proteggere. Valeva la pena provare a metterle in relazione con i lettori all'interno di un progetto che avesse come pietra fondante un codice etico condiviso.

Cosa dice il codice etico?

Il codice etico esprime una scelta culturale precisa. Ci sono molti modi di stare dentro al mondo dei libri oggi. Il nostro è quello di dare spazio a chi fa un'opzione preferenziale per il territorio, a chi opera in condizioni di lealtà commerciale e a chi rispetta le relazioni del circuito di rete. La biblioteca che usa il denaro pubblico per acquistare i libri on line su IBS mentre il libraio della sua città sta chiudendo, di scelta ne ha fatta indubbiamente un'altra.

Liberos esclude anche i librai di catena, quindi?

Non escludiamo a priori nessuno che sposi il nostro codice etico, ma certo è difficile che possano riconoscersi nel nostro percorso quei librai che fanno la scelta di stare sul mercato scegliendo come arma quella degli sconti selvaggi.

Cosa si propone?

Liberos si propone di offrire ai librai, ai bibliotecari, agli editori e agli altri attori del mondo editoriale uno strumento di relazione costante, di progettazione comune e di comunicazione diretta con i lettori. Ai lettori, che sono la chiave di volta di questo progetto, Liberos offre moltissimi servizi, il principale dei quali è un social network on line dove incontrarsi, costruire i propri angoli di lettura personalizzati, entrare in contatto diretto con gli autori, le associazioni, i librai, gli editori e i bibliotecari e ricevere informazioni sul mondo del libro in Sardegna. Poi c'è la carta VIR, riservata ai very important reader.

Cos'è la carta VIR?

È uno strumento di partecipazione attiva al network, attraverso il quale il lettore accumula dei crediti chiamati carisma, che attestano le sue azioni di sostegno passionale ai libri. I crediti di carisma si acquisiscono non solo acquistando libri nelle librerie associate a Liberos, ma anche prendendoli a prestito dalle biblioteche aderenti e partecipando agli eventi dei festival e delle associazioni culturali che fanno parte del circuito. Il carisma accumulato dà diritto a una serie di bonus molto speciali, offerti di volta in volta dagli attori del circuito: posti riservati ai festival letterari e alle presentazioni più ambite, diritto di precedenza nelle attività di Liberos, anticipazioni di lettura sui testi degli autori in uscita e la possibilità di vedere dall'interno il lavoro delle case editrici, delle agenzie, delle biblioteche e degli autori stessi. La carta VIR, numerata e decorata da un disegno originale dell'illustratore nuorese Manuelle Mureddu, è gratuita come tutti i servizi di Liberos e potrà essere richiesta da chiunque presso tutti i soggetti aderenti al circuito.

Quando sarà operativo il network Liberos?

Contiamo di presentarci ai lettori ai primi di marzo. E' già possibile però effettuare una pre-iscrizione sulla pagina di lancio (http://liberos.it) dove chi inserisce il proprio indirizzo di posta elettronica verrà invitato a testare le funzionalità della comunità in anteprima. C'è anche una pagina Facebook e un account twitter (@liberos2), per essere aggiornati in tempo reale.

Commenti  

 
#1 Joyce. 2012-02-14 11:43
Beh.
Ca**o.
Complimenti.
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#2 sandra giulian 2012-02-14 11:59
E' inutile dirti vero che Donne di carta vuole far parte di questo circuito virtuoso e che non può che appoggiare ogni codice che si proponga come etico? Ti dirò di più perché non creare una sinergia virtuale e reale per promuovere insieme come atto in più anche la nostra (nel nostro ci sei tu Michela) Carta dei Diritti della lettura che amerebbe tantissimo approdare in Sardegna per raccolgiere le firme dei lettori e delle lettrici indipendenti? Tu fa' un fischio e noi arriviamo.
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#3 Michela Murgia 2012-02-14 12:15
Cara Sandra, non avevo dubbi che da parte tua sarebbe arrivata immediatamente una dimostrazione di sensibilità e sostegno per questa iniziativa che, per le sue caratteristiche, è pionieristica. E tu di pionieri ne sa qualcosa. Sei nostro interlocutore privilegiato, sallo!
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#4 Mariangela Nieddu 2012-02-14 12:32
l'iniziativa più romantica della giornata!!! segnalata da una cara amica ed importante traduttrice... avete letto per esempio la sua traduzione di Grossman Il bene sia con voi! ???
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#5 AA 2012-02-14 12:59
Iniziativa lodevole. Da addetto ai lavori (bibliotecario) devo però dire che è sempre più difficile far coincidere gli interessi di biblioteche e librerie (checchè ne dicano i manuali di bilioteconomia). La biblioteca permette di leggere gratis (e di questi tempi non è poco). Non solo, ma offre un altro servizio: ti riprende il libro che hai letto. Sembra una banalità ma con le case piccole che costruiscono oggi, non si possono tenere in casa che qualche centinaio di volumi. Gli altri, una volta letti, finiscono in cantina o si buttano (è ciò è comunque uno spreco). Per quanto riguarda l'affermazione: "La biblioteca che usa il denaro pubblico per acquistare i libri on line su IBS..." devo precisare che oggi la biblioteca è obbligata ad acquistare on line proprio perchè usa denaro pubblico e deve risparmiare in ossequio al principio di economicità.
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#6 Michela Murgia 2012-02-14 14:38
AA, grazie del tuo commento. E' vero che la biblioteca deve obbedire al principio di economicità, ma è vero anche che sempre più spesso le biblioteche organizzano presentazioni o attività per le quali la consulenza del libraio locale è sempre più richiesta. Nell'ultimo anno in Sardegna sono stata a 27 incontri in biblioteca organizzati in collaborazione con il libraio locale. La sua consulenza da sempre viene considerata inclusa nella possibilità di fargli vendere i libri all'incontro, ma questo significa che alla sua competenza e disponibilità non viene riconosciuto alcun valore aggiunto. Credo che queste siano invece cose che dovrebbero pesare anche economicamente nel momento in cui un bibliotecario fa l'ordine dei libri, perché da un lato ci sono solo i libri meno cari e dall'altro ci sono una competenza e una rete di relazioni che se il libraio chiudesse sparirebbero con lui. Credo che non sia peregrino porsi la questione di come tornano sul territorio i soldi pubblici per la cultura, perché altrimenti avrà sempre ragione chi sostiene che di cultura non si mangia.
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#7 AA 2012-02-14 16:44
Grazie a te Michela per aver pubblicato il mio intervento.
Hai messo sul tavolo una serie di questioni ulteriori rispetto al post iniziale. Questioni che mi stanno particolarmente a cuore, sia come professionista che come cittadino:

Per quanto riguarda la consulenza del libraio locale devo dire che in teoria il bibliotecario, come responsabile della biblioteca e quindi dei suoi acquisti, dovrebbe avere le competenze necessarie per fare il suo lavoro, senza “usare” il libraio locale. Nel senso che le conoscenze utili per svolgere il suo lavoro (conoscere il territorio in cui opera, i suoi utenti, la produzione editoriale locale ecc. ecc.) devono essere possedute dal bibliotecario. Ma forse la mia visione è un po’ falsata dal fatto di avere esperienza di biblioteca specialistica, infatti in una biblioteca generalista la questione è leggermente diversa. Sul fatto poi che molti librai siano più preparati di alcuni bibliotecari possiamo anche essere d’accordo. Ma partono comunque da presupposti diversi e hanno scopi diversi (rispettabilissimo entrambi): il bibliotecario diffondere la conoscenza, il librario vendere prodotti editoriali.

Il ruolo del bibliotecario è cambiato molto, sta cambiando e più ancora in futuro cambierà. Diventerà sempre più un “Broker della conoscenza” (il concetto non è mio). Andando incontro a quella rivoluzione copernicana in atto legata alla ridefinizione del copyright sulla produzione editoriale. Su questo punto dunque bibliotecario e libraio vanno in direzioni opposte.

Non spetta alla biblioteca occuparsi delle ricadute economiche dirette del suo operato nel territorio. Sarebbe sufficiente che la biblioteca facesse il suo compito istituzionale di diffusione democratica della cultura e si avrebbero conseguenze positive indirette sul territorio: cittadini più colti e informati comprano più libri.

Sul fatto che con la cultura non si mangia, non so. Certo non si ingrassa.

Tra l’altro per i librai sta arrivando la mazzata relativa alla scolastica: riforma dei libri di testo e Sardegna scuola digitale.
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#8 gianluca 2012-02-14 17:47
come viene vista da liberos una liberia di libri usati?
può far parte di questa comunità?
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#9 Omar Onnis 2012-02-14 18:06
Dove funzionano le librerie (e le librerie indipendenti soprattutto), funzionano anche le biblioteche.

Se è vero che biblioteche e librerie non possono sovrapporsi né come compito istituzionale, né come mission (oops...), è vero che il loro impatto sulla comunità in cui operano è complementare: le une alimentano le altre.

Perché i libri sono beni particolari. Non si tratta di mera "merce" e la loro esistenza ha risvolti pratici molteplici e anche mutevoli. Il rapporto del lettore con i libri non si riduce al fatto di leggerli, né al fatto di possederli.

I lettori formano una comunità e come comunità sono interessati sia ad avere un buon sistema bibliotecario sia delle buone librerie.

Vedere questo complesso sistema come una serie di elementi separati o addirittura confliggenti non solo non aiuta a comprenderlo, ma non aiuta nemmeno a farlo funzionare meglio.

Una saggia opera di pianificazione culturale, a livello politico, dovrebbe incoraggiare la formazione di reti virtuose tra librerie, biblioteche e lettori. Senza tener fuori la scuola, chiaramente, e la possibilità di connettersi a qualche evento culturale del territorio.

Mi pare che Liberos vada in questa direzione, sopperendo con la mobilitazione dal basso ad una carenza di politica altrimenti devastante. Perché questa è politica.

Se si inserisce questo discorso nella giusta cornice concettuale, diventa evidente come tutto ciò possa anche generare dinamiche economiche favorevoli. Certamente "non si ingrassa", ma qui non si fa un discorso capitalista. Lo scopo non è la massimizzazione del profitto individuale. Lo scopo è la condivisione del sapere e la relazione tra le intelligenze, con l'obiettivo della crescita generale della consapevolezza e del benessere diffuso. Dal che è sicuro che qualcuno ci ricaverà di che vivere del proprio lavoro. E questa è economia.
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#10 alex 2012-02-14 19:36
Mi sembra una iniziativa di casta. Il mercato è libero e in tempo di internet uno compra dove spende meno...
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#11 Michela Murgia 2012-02-14 20:02
AA, non ringraziarmi per la pubblicazione: non esiste un filtro per i commenti sul mio sito e devo dire che in quasi dieci anni mi sarà capito di cancellarne forse 3, a dispetto di chi pensa che internet sia pieno di stalker ;-)

Quando parlo di competenze del libraio non mi riferisco a quella specificamente libraria, che di sicuro il bibliotecario ha, ma alle relazioni utili e all'attitudine organizzativa per gli eventi culturali fuori dal repertorio "classico" della biblioteca.
Questo è più il suo specifico che quello del bibliotecario medio. Per stare in casa: il bibliotecario di Padria non saprebbe neanche da parte cominciare a chiamare Enzo Bianchi se gli interessasse farlo venire, sia perché non ha i canali di contatto, sia perché con ogni probabilità Bianchi a Padria non ci verrebbe mai senza una mediazione e qualche garanzia. I librai invece hanno contatti diretti con gli uffici stampa delle case editrici, sanno cosa va fatto e in che tempi, le loro relazioni sono mediazioni naturali per gli autori. Molti bibliotecari e quasi tutti gli amministratori dei piccoli comuni cercano di continuo la consulenza del libraio per cose come queste, salvo poi prendere i libri altrove al momento dell'ordine annuale. Credo che questa situazione qualche domanda la ponga, a me di certo la pone.

L'altra questione è delicata: il bibliotecario deve preoccuparsi della ricaduta territoriale della sua attività come bibliotecario? Secondo me sì ed è evidente che non mi riferisco solo all'uso dei soldi. Quando si organizza un festival, fatti i dovuti distinguo nella mission, il ragionamento non è molto diverso. Come agisci se devi dare da mangiare ai volontari, chiedi preventivi al risparmio per un catering o ti appoggi a una realtà locale? Se la risposta non è la seconda, è perfettamente normale che le realtà locali che hai escluso con il criterio del risparmio ti sentano come non necessario nel momento in cui risorse di cui disponi diminuiranno fino a mettere in discussione la tua esistenza. Accettare di stare dentro a una dinamica solidale - specialmente se vuoi fare cultura in un contesto che ha enormi difficoltà economiche - sviluppa solidarietà circolare anche intorno a te. Non credo la biblioteca sia fuori dalle dinamiche economiche di un territorio solo perché i libri li presta e non li vende.
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#12 Michela Murgia 2012-02-14 20:07
Gianluca, non c'è nessun problema se sei una libreria di libri usati. Naturalmente per entrare nel circuito devi essere in Sardegna ;-)
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#13 Daniele P 2012-02-14 20:12
Citazione alex:
Mi sembra una iniziativa di casta. Il mercato è libero e in tempo di internet uno compra dove spende meno...


In effetti è una mossa della potentissima casta dei librai. Comunque lei ha ragione. Chi decide cosa comprare, solo in base al prezzo continuerà a farlo, gli altri, sempre liberamente, sceglieranno in base ad altri criteri.
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#14 fabioivan 2012-02-14 22:57
Mi aggiungo a Sandra, e a tutti coloro che daranno il loro supporto all'iniziativa.
Con me, l'intera redazione e la rete di kultural, sempre a fianco di queste iniziative.
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#15 GIUSY 2012-02-15 02:33
L'iniziativa è lodevole. Ma che c'entrano le agenzie letterarie? Una di Milano mi ha succhiato il sangue. Centinaia di euro per "vedere" il mio romanzo. Centinaia di euro per l'editing. Altre centinaia di euro a me e alla mia casa editrice per la pubblicazione. Quando invece al mio secondo romanzo ha fatto tutto la mia casa editrice. Mi spiace ma le agenzie letterarie lasciatele fuori...
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#16 Daniele P 2012-02-15 08:44
Citazione GIUSY:
L'iniziativa è lodevole. Ma che c'entrano le agenzie letterarie? Una di Milano mi ha succhiato il sangue. Centinaia di euro per "vedere" il mio romanzo. Centinaia di euro per l'editing. Altre centinaia di euro a me e alla mia casa editrice per la pubblicazione. Quando invece al mio secondo romanzo ha fatto tutto la mia casa editrice. Mi spiace ma le agenzie letterarie lasciatele fuori...


Sono servizi che lei ha chiesto o glieli hanno "estorti"? Sono un agente letterario e credo che sia il caso di rispettare il lavoro di chi, come noi, cerca di svolgerlo con correttezza. Facciamo parte della filiera del libro come tutti gli altri operatori e stare in un progetto del genere significa anche trasparenza. La saluto.
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#17 gianluca 2012-02-15 11:00
Citazione Michela Murgia:
Gianluca, non c'è nessun problema se sei una libreria di libri usati. Naturalmente per entrare nel circuito devi essere in Sardegna ;-)


sì, grazie, sono a Sassari, mi farebbe molto piacere
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#18 Zeno Tajoli 2012-02-15 14:55
Cara Michela, e' ormai da un pezzo che le biblioteche coprano pochissimo dai piccoli librari. Di norma si acquista dalle commissionarie che sugli appalti bibliotecari facevano gia piu' del 20% di sconto da anni. Loro si che sono stati contenti di una legge che ha importo uno sconto massimo e perdi più retroattiva sui contratti in essere. Adesso si e' passati a farsi dare il 20% di sconto + servizi vari ma intanto se fatto un bel buco nel bilancio 2011.
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#19 bruno lai 2012-02-15 16:21
Mi sento come a gongolandia :lol: .... TA BELLU! ... ognuno ha poi una sua visione delle cose, ma come molti altri, sento proprio l'esigenza di questa iniziativa. Trovo che sia correttissimo circoscrivere il network all'isola: sperando che ce lo copino in ogni dove. Non possimao salvare il mondo, perchè siamo troppo lontani dal mondo. Però il nostro piccolo fazzoletto identitario lo conosciamo bene e se ci mettiamo in testa una cosa... siamo DURI... io appoggio l'iniziativa, ma MEDA! ... voglio capire meglio il tutto... anche perchè ognuno di noi ha specifiche esperienze in campi diversi, e un suggerimento o punto di vista su certi aspetti del progetto, non si devono negare ad alcuno. Molto d'accordo con Omar, molto in disaccordo sulla visione che di cultura non si ingrassa. La visione, a mio avviso è errata: stiamo vedendo con gli occhi degli altri. Ci hanno messo un filto e quello stiamo usando. Perchè non parlare del lato nefasto della cosa invece, e cioè, che senza cultura si muore, poco alla volta, inesorabilmente. Cambiamo angolazione, e non vediamo più la cultura come una cosa su cui far colare grasso... ma un'entità identitaria che se viene a mancare, ci rende omologhi e surrogati del nulla commerciale che in troppi vogliono. Non vedo alcun approccio di casta nell'iniziativa, ma di CASTIA... castia a biri tui... che ce la facciamo, perchè oggi si può riuscire in un solo modo: giocando con regole nuove, fatte da chi non accetta lo stereotipo della cultura vissuto in maniera dispendiosa. Da li a dire che poi la cultura è inutile, non ci passerà molto tempo. Eppure questo progetto mi fa simpatia. Lo voglio appoggiare! Qualcuno ha lamentato dei costi delle agenzie: in realtà, era di una sola agenzia... impariamo a selezionarle allora, ma non a dire che sono tutte uguali. Costruiamo in terreno del diversamente abile... siamo tutti diversamente abili in un modo o nell'altro: la perfezione è brutta! L'identità è bella! Noi siamo forgia e fucina del nostro stesso destino. Parliamo e agiamo di collaborazione allora, perchè per me è la benvenuta :). Volevo entrare subito in contatto con le agenzie che fanno parte del progetto, il mio lavoro è ormai terminato... do a loro la precedenza! Vi mando una mail :).
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#20 Aldo Addis 2012-02-15 20:39
Di fronte alla crisi devastante che stiamo affrontando e alla rivoluzione digitale che modificherà il mondo editoriale, le abitudini di lettura e i mestieri del libro, c'è ancora qualcuno che pensa che sia sufficiente fare bene il proprio mestiere, senza preoccuparsi degli effetti che le proprie azioni possono avere sul resto della filiera e sulla società in generale. Naturalmente rispetto il parere di tutti, ma a questo punto è necessario dire che per fortuna in tanti stanno iniziando a ragionare in modo diverso, a pensare che unire le forze aiuta nell'impresa di creare nuovi lettori, che fare rete con i lettori sia l'unica strada per progettare in modo efficace strategie di promozione della lettura. Il mondo che qualcuno vorrebbe che accettassimo, quello della disintermediazione, della mancanza totale di professionalità(quel che importa è lo sconto), quello dei lettori ridotti a consumatori finali di libri, lo lasciamo volentieri a chi fa ragionamenti miopi e vecchi.
Noi librai sardi saremo sempre dalla parte di chi, come sta facendo adesso Michela, non guarda a piccoli interessi particolari immediati, ma pensa a come fare per migliorare il mondo che ci circonda, a dare risalto alle tante cose positive che il mondo dei libri porta con sè. Liberos è la casa di tutti i lettori di buona volontà, quelli con cui costruiremo in Sardegna un progetto di rete per la promozione del libro e della lettura unico in Italia. Peggio per chi decide di restare nel proprio orticello.
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#21 Marilena Puggioni 2012-02-16 12:03
Ho già avuto modo di dire la mia nel forum di Liberos.
Qua segnalo il blog di Stefano Parise, presidente dell'AIB (Associazione Italiana Biblioteche), che nel suo primo post inquadra il problema della lettura in Italia nel suo insieme.
socialbiblio.net/2012/01/20/leclissi-della-politica/
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#22 Francesca Casula 2012-02-16 21:53
Dove funzionano le librerie, funzionano le biblioteche... e viceversa!
Non è un problema del bibliotecario se la libreria del territorio chiude? Be', è sicuramente un problema dell'amministrazione di quel territorio, e chi fa le gare d'appalto per l'acquisto dei libri non è il bibliotecario, ma l'amministrazione.
D'accordo con Aldo Addis su tutto.
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#23 AA 2012-02-17 13:52
Gentile Francesca, il problema è che anche l'amministratore se fa delle gare d'appalto per l'acquisto dei libri difficilmente acquista dalla libreria locale perchè spesso essa non è competitiva a livello di risparmio economico.
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#24 bruno lai 2012-02-18 00:06
Citazione AA:
Gentile Francesca, il problema è che anche l'amministratore se fa delle gare d'appalto per l'acquisto dei libri difficilmente acquista dalla libreria locale perchè spesso essa non è competitiva a livello di risparmio economico.

E' interessante questa cosa... l'idea del network dovrebbe a mio avviso intervenire per livellare il tutto... non si acquista più dalla libreria, ma dal network di cui quella libreria fa parte. Se ci pensiamo bene, sarebbe sufficiente sviluppare una nuova logica sociale laddove il piccolo è pari al grande: se si è dentro il network, si è tutti alla pari. Non mancano di certo gli autori per metter su un bel po di opere. Io sono anche STUFO e arcistanco della logica del grande centro commerciale che fagocita risorse locali per ridistribuire una miseria di posti di lavoro, spacciandoli per ORO! Ci hanno preso per fame DISORGANIZZATA... è gia in itinere una iniziativa sul cinema, ora arriva quella sulla scrittura e canale distributivo propositivo. Ai piccoli commercianti dico: organizzatevi anche voi, iniziate un mini network IDENTITARIO, basta con le mozzarelle di finto latte, basta coi finti agnelli sardi, abbiamo e avete tutte le carte per riprendervi ciò per cui avete sacrificato decine e decine di anni. Il momento di fermento è propizio per opporre intelligenze che possono competere alla pari. Non aspettate l'uomo del MIRACOLO, perchè tutti quelli che sono arrivati in questi venti anni, hanno fatto miracoli sono per se. Siate il miracolo di voi stessi... è questo il succo di questa iniziativa e di tutte quelle a venire.
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#25 GIUSY 2012-02-18 03:44
Continuo a non capire a che serva questo progetto . I lettori continueranno a comprare dove cazzo gli pare per risparmiare (Librerie con sconti forti o Internet). Le biblioteche per risparmiare comprano direttamente dagli editori. Continuo a non capire che c'entri Kalama ( Daniele Pinna giusto?)in questo progetto...Il mercato del libro è libero. Come deve essere libero tutto il mercato del resto...Io continuerò a comprare dove risparmio. E i lettori faranno lo stesso. I piccoli librai? Invece di fare l'inchino ossequiale ai grandi scrittori, vedano di aiutare i piccoli scrittori a trovare un posto nello scaffale e vedranno che aumenteranno i loro introiti..Saludos da Tattari
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#26 Daniele P 2012-02-18 09:22
Citazione GIUSY:
Continuo a non capire a che serva questo progetto . I lettori continueranno a comprare dove cazzo gli pare per risparmiare (Librerie con sconti forti o Internet). Le biblioteche per risparmiare comprano direttamente dagli editori. Continuo a non capire che c'entri Kalama ( Daniele Pinna giusto?)in questo progetto...Il mercato del libro è libero. Come deve essere libero tutto il mercato del resto...Io continuerò a comprare dove risparmio. E i lettori faranno lo stesso. I piccoli librai? Invece di fare l'inchino ossequiale ai grandi scrittori, vedano di aiutare i piccoli scrittori a trovare un posto nello scaffale e vedranno che aumenteranno i loro introiti..Saludos da Tattari


I piccoli librai sono gli unici presso cui trovano spazio le piccole produzioni editoriali. Mi auguro che una volta avviato il progetto si renda conto del suo fascino e della sua utilità.

Io spero di dare il mio piccolo contributo, per quantro sia un agente sporco e cattivo.
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#27 patrizio zurru 2012-02-18 10:15
Citazione GIUSY:
Continuo a non capire a che serva questo progetto . I lettori continueranno a comprare dove cazzo gli pare per risparmiare (Librerie con sconti forti o Internet). Le biblioteche per risparmiare comprano direttamente dagli editori. Continuo a non capire che c'entri Kalama ( Daniele Pinna giusto?)in questo progetto...Il mercato del libro è libero. Come deve essere libero tutto il mercato del resto...Io continuerò a comprare dove risparmio. E i lettori faranno lo stesso. I piccoli librai? Invece di fare l'inchino ossequiale ai grandi scrittori, vedano di aiutare i piccoli scrittori a trovare un posto nello scaffale e vedranno che aumenteranno i loro introiti..Saludos da Tattari



Cara GIUSY, sono sia libraio che agente letterario, cercherò di chiarire questi tuoi dubbi, fatto salvo il discorso che ognuno può spendere i soldi dove meglio crede.
Può spendere i suoi soldi in libreria con forti sconti dove molto probabilmente non troverà i libri dei piccoli e medi editori e dei piccoli scrittori, può comprarli in internet col grande vantaggio di non poterli sfogliare e basarsi solo sul prezzo o sul consiglio del sito che difficilmente scriverà che il libro da lei scelto possa essere una porcheria, può basarsi solo sulle recensioni dei siti vendita, così come lo possono fare le biblioteche, ordinare libri direttamente dagli editori acquistandoli quasi un tanto al kilo, salvo poi non riuscire ad accontentare le richieste degli utenti nella ricerca di libri particolari (i famosi desiderata), utenti che sono i pagatori di tasse che tengono aperte le biblioteche e che quindi hanno tutto il diritto di ottenere il prestito gratuito delle loro letture preferite.
Diverso sarebbe invece trovare una libreria di servizio, appunto la piccola libreria, o libreria indipendente, che cerca di non riproporre solo i libri che si trovano esposti in egual quantità e forma (i cubi di libri) nelle librerie di catena o nei supermarket. E che sicuramente non avrà personale disponibile soli 4 minuti per consigliare il libro al cliente/lettore, ma cercherà di parlare con lui per capirne i gusti, aiutarlo nella scelta, raccontargli le proprie e le altrui (di altri lettori)reazioni di fronte a quel dato libro. Potrà invitarlo a incontri con l'autore, gli permetterà di incontrarsi con i "piccoli autori" che spesso bazzicano questo tipo di spazio, sapendo di trovare qualcuno con cui confrontarsi.
Il giorno che lei riceverà un libro con dedica personalizzata da un autore attraverso l'acquisto internet, documentandomi tutti i passaggi, le rimborserò per intero la spesa effettuata.
E veniamo alle Agenzie Letterarie, Kalama, di cui lei lamentava l'intrusione in questo Liberos.
Kalama, di Daniele Pinna e Patrizio Zurru ha contribuito in questi anni alla scoperta di diversi autori interessanti, magari piccoli e sconosciuti, li ha aiutati a non cadere nel tranello delle case editrici a pagamento (EAP) che garantiscono (?) vendibilità e presenza in libreria. Ha affiancato agli scrittori persone che li hanno saputi aiutare a migliorare la qualità di scrittura, ha scoraggiato scriventi che non erano scrittori, e ha anche fatto si che alcuni di questi scrittori, anche isolani, raggiungessero editori nazionali importanti, grandi medi e piccoli, scommettendo sulle capacità di autori sconosciuti che hanno avuto poi distribuzione nazionale.
In questo modo Kalama, formata da lettori, può a giusto titolo entrare in questo progetto.
Mi auguro che rilegga tutti post per capire meglio il meccanismo di Liberos. Non si obbliga nessuno, si invita. Gli inviti si possono accettare o rifiutare.
saluti
Patrizio
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#28 bruno lai 2012-02-18 14:15
Giusy, non mi metto a giudicare, ti porto solo un esempio. Circa una settimana fa, Michela Murgia ha proposto un libro, quello di Alberto Masala, persona a me totalmente ignota. Ero a Cagliari e son passato volentieri da Piazza Repubblica Libri, era la prima volta: mi accoglie una persona con modi gentili... hai presente un essere educato e non invadente, di quelli che ti fà - se dovessi aver necessità di qualcosa, chiamami pure - ?... Bene, ci abbiamo messo 2 minuti a capirci... ora, l'effetto è stato quello di chi sa benissimo come supportare le persone. E' stato come acquistare un libro personalizzato, se pur probabilmente stampato in migliaia di copie. La personalizzazione non è mica finità la. Ho massacrato a dovere con le mie domande e dubbi, il giovane :) Masala, che mi ha pure risposto. Poi è stato pubblicizzato il nascente network, ma dico pubblicizzato, perchè di fatto già esisteva: Michela che legge, analizza e suggerisce, Partrizio che ti supporta nell'acquisto, tu che "ADDIRITTURA" riesci a scambiare non uno, ma cataste di commenti e puntualizzazioni con chi ha realizzato l'opera, e il PREZZO non cambia. Ora, se uno vuole comprare un'opera, lo può fare cercando il prezzo più basso possibile e nessuno gliene può fare una ragione, soprattutto se il budget è quello che è... peccato che io non ho acquistato un libro, ma un'esperienza, unica e irripetibile nel suo genere. Sto facendo marketing? Si, certo, lo sto facendo, e anche promozione di questo modo di fare. Però anche chi acquista un libro al prezzo più basso possibile, fa marketing, peccato che nell'ultimo caso, il valore disgiunto sia dato dal prezzo e nulla più. Se poi a uno sta bene è altra cosa. Io adoro sia l'idea dei libri che degli e-book readers, però la vera cosa che mi sta a cuore è la possibilità di far vivere i punti di vista. Il mercato, che se ne dica o meno, non è solo in mano agli editori... c'è la distribuzione che conta parecchio, ma anche chi scrive a tener su il tutto.... chi legge è altrettanto fondamentale. Perchè quindi non fidelizzare al meglio i propri lettori, non solo offrendogli una fortissima esperienza di acquisto, ma anche coinvolgendoli in un gioco alla pari con eventi, manifestazioni e simili... quello è tutto valore aggiunto che non si trova dietro agli scaffali e nimmancusu dietro a un sito web... questo almeno fino a ieri. Il prezzo deve restare solo uno dei parametri per l'acquisto di un libro... e a mio avviso è molto più civettuolo del concetto di network
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#29 GIUSY 2012-02-18 16:19
Adesso ho capito. Prima era un tutto un po' confuso. Grazie e buona avventura.
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#30 Aldo Addis 2012-02-18 16:57
Uno dei concetti che andrebbe ribaltato è quello della competitività economica: l'ente pubblico ha l'obbligo di scegliere le soluzioni più convenienti, non economicamente più vantaggiose. E il concetto di convenienza è per fortuna più ampio e meno gretto di quello del"maggiore sconto". E' su queste basi che si è voluto regolamentare lo sconto sulle forniture pubbliche; quello che qualcuno ha inteso come un danno alle già poverissime casse delle biblioteche andrebbe inteso come il tentativo di mettere tutti, piccoli e grandi, nelle stesse condizioni, con l'intento di fermare l'emorragia pericolosissima di librerie indipendenti, sostituite ormai dappertutto da librerie di proprietà dei grandi gruppi editoriali. Questo perchè il legislatore ben sa quali siano le conseguenze di una concentrazione nel mondo editoriale: sono in pochi a decidere cosa pubblicare, grazie al fatto che l'editore che pubblica fa parte nel 70% dei casi dello stesso gruppo che distribuisce i libri alle librerie e che vende direttamente al pubblico attraverso la propria catena di librerie. Con la chiusura delle librerie indipendenti ci dovremmo scordare il ripetersi di fenomeni straordinari, come il successo di Marcello Fois e di tanti altri scrittori che si sono affermati dopo di lui grazie al passaparola dei lettori sardi che ha avuto origine proprio nelle librerie indipendenti dell'isola. Quello che viene definito "inchino ossequiale" nei confronti dei grandi scrittori è amicizia, nata quando gli scrittori erano piccoli e nessuno parlava di "nouvelle vague" sarda. L'affermazione di una generazione di scrittori sardi così felice è frutto di un lavoro comune di librai, editori, scrittori, bibliotecari, insegnanti, agenti letterari. Liberos è già una realtà da tanti anni, sono certo che in tanti vorranno esserne protagonisti
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#31 GIUSY 2012-02-19 03:53
Aldo, Milena Agus non se la cagava nessuno sino a quando non ha venduto trecentomila copie in Francia. Il primo romanzo era " nascosto" nelle librerie. Di che parliamo?
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#32 Michela Murgia 2012-02-19 11:23
Giusy, questo blog è casa mia e nonostante la mia scelta di non filtrare i commenti, trovo stonato il tuo registro aggressivo rispetto all'educazione e alla gentilezza dei professionisti con nome e cognome che si stanno prendendo la pazienza di risponderti. Dai tuoi argomenti ho invece la netta impressione che tu sia qui per fare polemica fine a sé stessa.

Infatti citi Milena Agus, che è l'unica eccezione del panorama sardo a essere arrivata come scrittura d'importazione, dopo essere stata triangolata dalla Francia. Il mio caso, quello di Fois, quello di Abate, di Mannuzzu, di Soriga, di Angioni e di chiunque di noi è esattamente opposto: anche quando siamo stati pubblicati da editori non sardi, è nei lettori sardi e nei librai sardi che abbiamo trovato la prima sponda di attenzione, sostegno e stima. Gli editori non sardi pubblicano i sardi volentieri (quando meritano di essere pubblicati, si intende) anche perché nelle vendite sono quasi sempre profeti in patria: i lettori sardi non leggono solo libri sardi, ma i libri sardi li leggono tutti. Questo in fase iniziale avviene senza tema di smentita per merito esclusivo dei librai, primo filtro per le scritture di qualità e garanzia fiduciaria per il cliente abituato a farsi consigliare.

Se, come mi pare di capire, sei una che scrive, forse non ti rendi conto che la scomparsa del libraio indipendente rappresenta la fine tombale della tua possibilità di essere letta in Sardegna. A meno che, ovviamente, non ti capiti un'improbabile triangolazione dalla Francia.
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#33 GIUSY 2012-02-20 00:21
Cara Michela, quali sono i criteri per far parte di Liberos? Essere iscritti a Kalama? Oppure io e la mia piccola casa editrice siamo liberi di iscriverci?
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#34 Daniele P 2012-02-20 09:38
Citazione GIUSY:
Cara Michela, quali sono i criteri per far parte di Liberos? Essere iscritti a Kalama? Oppure io e la mia piccola casa editrice siamo liberi di iscriverci?


Kalama è un'Agenzia letteraria quindi non ci si iscrive. Noi rappresentiamo scrittori e come può vedere lei stessa dalle adesioni, stanno aderendo autori che non sono rappresentati da noi (Abate, Fois, Agus ad esempio).
Lei è un'autrice o un editore?
Le sto rispondendo con gentilezza, ma forse non dovrei visto che prima di aver chiesto di aderire senza nemmeno presentarsi, ha chiesto di escludere la mia Agenzia.
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#35 GIUSY 2012-02-21 03:27
Piacere, Giuseppina Cossiga, sassarese, e scrittrice. Posso iscrivermi? E' liberos o non è liberos?
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#36 Daniele P 2012-02-21 08:24
Citazione GIUSY:
Piacere, Giuseppina Cossiga, sassarese, e scrittrice. Posso iscrivermi? E' liberos o non è liberos?

Citazione GIUSY:
Piacere, Giuseppina Cossiga, sassarese, e scrittrice. Posso iscrivermi? E' liberos o non è liberos?


Se non pubblica con un EAP sì. Il codice etico è semplice. Chi è il suo editore?
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#37 M.L.CARTA 2012-02-21 09:49
Non sono sicuro di essere un VIR.Sicuramente leggo tutto quello che riesco a trovare scritto da autori sardi e per questo sono molto contento di questa iniziativa.Cara Giuseppina,ma chi diavolo te lo fa fare?Credo che nessuno ti abbia chiesto di iscriverti.E allora lascia perdere,che diamine!
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#38 GIUSY 2012-02-21 14:56
Mi auto-pubblico. E porto i miei romanzi alle librerie. Non sono degna? E come mai se Kalama non c'entra niente lei signor Pinna mi chiede lumi?
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#39 Daniele P 2012-02-21 15:20
Citazione GIUSY:
Mi auto-pubblico. E porto i miei romanzi alle librerie. Non sono degna? E come mai se Kalama non c'entra niente lei signor Pinna mi chiede lumi?


Dopo la sua ennesima risposta piccata e dopo aver dimostrato ancora una volta di non avere il minimo rispetto per il mio lavoro la saluto.
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#40 Daniele P 2012-02-21 15:21
Dimenticavo: nessuno ha detto che Kalama non c'entra nulla, è lei che vorrebbe escluderla. Prima di dirsi scrittrice le suggerisco di imparare a leggere.
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#41 GIUSY 2012-02-21 16:02
Ho capito siete la solita setta di fighetti. Addio
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#42 bruno lai 2012-02-21 19:41
Citazione GIUSY:
Ho capito siete la solita setta di fighetti. Addio

O Giusy, ma perchè ti vuoi auto-infliggere una pena che non ti meriti? Secondo me hai ancora tanti dubbi sull'iniziativa, e a breve, parlo di marzo, avrai un bel po di risposte. Solo che approcciando in tal modo, crei solo un ulteriore barriera. E se i tuoi scritti potessero invece beneficiare di tutto questo... e se le tue storie fossero così dirompenti da meritare? In questo modo, è mia opinione, ma posso anche sbagliare, che ti stai chiudendo una porta su un nuovo mondo. Hai presente il monolite di 2001 Odissea nello spazio? In un creato dove tutto era sferico, loro vedevano la novità già solo nella forma... io penso che a breve arriverà una nuova forma di qualcosa, e se da scrittrice hai qualcosa da dire, dovresti valutare il solo fatto che le opportunità regalate, si devono saper apprezzare, magari aspettando con maggior pazienza l'arrivo di questa novità. Comunque, il rituale sarà a breve, o almeno così ho capito... non portare streghe che finiscono male :) .... ripensaci... per come la vedo io stai usando un approccio che non trova riscontro nel concetto di empatia... ma anche questo è un punto di vista.
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#43 Teresa P 2012-02-22 16:21
fiera di essere un' autrice pugliese "sarda"che ha pubblicato con un editore sardo. Ottimo il concetto di "network di carne e sangue" rende proprio tutto il lavoro che si cela dietro la scrittura e la sua pubblicazione. Grazie
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#44 pino v. 2012-02-23 23:36
Ciao Michela,ho appreso con piacere la nascita di questa iniziativa e sono sicuro che gioverà a tutte quelle categorie che hai elencato alla chiusura dell'articolo apparso ieri sul giornale (Nuova Sardegna).
Sono un appassionato lettore ;in particolar modo di storia,fatti storici e soppratutto romanzi che abbiano come protagonista la Sardegna,
cercando,quando posso,di aiutarne la
diffusione,anche grazie alla
collaborazione di quei piccoli librai,da te in precedenza citati,sono stato per i primi due anni, un'ideatore e organizzatore del festival nato nel mio paese,che ben conosci,per la tua costante presenza.
Ricordo ancora con piacere la cena ad Oristano assieme a G.Meletti,al termine di una di quelle serate.
Pur terminando la mia collaborazione con quell'evento credo che continuerò(magari con un semplice aiuto alla biblioteca del paese)a promuovere e cercate di valorizzare testi e autori della nostra isola,come credo,che questo vostro progetto, sia un fondamentale riferimento e sostenimento a tutte quele iniziative legate alla nostra cultura.
Un arrivederci a presto e un caro saluto da Bauladu.
Ciao da Pino.
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#45 stroszek85 2012-02-24 14:26
mi sono iscritto...
attendo con curiosità l'apertura. A prima vista non sembra male, poi si sa, per capire bene di cosa si tratta bisogna vedere il tutto in funzione.
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#46 pino v. 2012-02-25 18:31
Questa Giusy credo che farà molta strada,ponti,palazzi,dipende dal suo titolo di studio,ma spero tanto che abbandoni il suo autotitolo "scrittrice",se le sue parole,dette in queste pagine, sono lo specchio dei suoi scritti,questo gesto dovrebbe farlo nel rispetto di chi crede nella lettura,o per
lo meno,che "autopubblichi"in carta *
chi assumancu srebada pò alluminzai su fogu *nella disgrazia che uno si imbatta in un suo (sig!)autolibro.
ciao a tutti P.
P.s.Ho conseguito la licenza media per mezzo *de ua cotta de pistoccusu*in età altamente non scolastica,con scarsa applicazione allo studio,,quidi potrei chiedere alla stessa Giusy se "autopubblicazione", sinifica che nessun editore ha il coraggio di pubblicarli?
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#47 Alberto Sanna 2012-02-26 05:04
C'era una volta una scrittrice "simpatica" sarda che vendeva migliaia di copie. Vuoi la crisi, e anche l'uscita del romanzo a breve distanza dal recente successo, il nuovo libro annaspa. Il fedele agente letterario diventato bianco come una cera, decide di escogitare un sistema. "Inventiamoci una associazione per raccattare qualche lettore. Lo chiameremo " w la libertà"..." Riusciranno i nostri eroi a vendere qualche copia in più?
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#48 Francesca Casula 2012-02-26 10:16
Citazione Alberto Sanna:
C'era una volta una scrittrice "simpatica" sarda che vendeva migliaia di copie. Vuoi la crisi, e anche l'uscita del romanzo a breve distanza dal recente successo, il nuovo libro annaspa. Il fedele agente letterario diventato bianco come una cera, decide di escogitare un sistema. "Inventiamoci una associazione per raccattare qualche lettore. Lo chiameremo " w la libertà"..." Riusciranno i nostri eroi a vendere qualche copia in più?


Se avessi in catalogo due o tre autori in crisi di vendite come Michela Murgia non avrei bisogno di pensioni integrative.

Non è più semplice dire "No, grazie"?

Solo una risposta per Giusy: Milena Agus è stata ospite a Cagliari di associazioni culturali che si sono accorte di lei ben prima dei francesi; quel Patrizio Zurru che ti ha risposto prima presentò Michela Murgia nella sua libreria ben prima che lei uscisse con Einaudi e diventasse la michela nazionale.
Questo era, semplicemente, già Liberos senza saperlo. Ora lo sa.
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#49 pino v. 2012-02-26 11:21
vorrei sapere perchè un'articolo pubblicato su queste pagine mi è arrivato anche al mio indirizzo di posta eletronica,per di più con un contenuto che mi è sembrato polemico e con il nome di michela.
ciao P.
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#50 Daniele P 2012-02-26 11:36
Citazione Alberto Sanna:
C'era una volta una scrittrice "simpatica" sarda che vendeva migliaia di copie. Vuoi la crisi, e anche l'uscita del romanzo a breve distanza dal recente successo, il nuovo libro annaspa. Il fedele agente letterario diventato bianco come una cera, decide di escogitare un sistema. "Inventiamoci una associazione per raccattare qualche lettore. Lo chiameremo " w la libertà"..." Riusciranno i nostri eroi a vendere qualche copia in più?


Bella storiellina, chieda ad un EAP di pubblicargliela.
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