
Cartagena è una città che forse non varrebbe la pena visitare due volte: devastata da un'edilizia selvaggia che ha soffocato il suo liberty, conserva solo poche vestigia romane circondate a loro volta da così tanto cemento che non ne ho visto così nemmeno in Italia, e ho detto tutto. Clima caldo/umido e mare lontano e mediocre: ni fu, ni fa, come dicono qui.
Eppure...
Gli abitanti di Cartagena che ho conosciuto sono meravigliosi. Calorosi, attenti, colti, partecipi, gentili e cordiali, specializzati in accoglienza, esuberanti e amanti del buon vivere. Con una compagnia così ogni destinazione è secondaria. Si mangia benissimo: buon pesce, gazpacho, insalatillas, tapas e ettolitri di birra (ma anche superlativi vini rossi) mi hanno fatta tornare a casa piena di ricette che non vedo l'ora di offrire agli amici. Grazie al mio editore Salamandra per aver curato così bene il contatto con il festival. Grazie all'organizzazione del Festival La Mar de Musicas e de Lettras, specialmente a Lola Fernàndez e Isabel Hernàndez, che mi hanno accolta come fossi una familiare accontentandomi in tutto, compreso accompagnarmi in giro per mercatini a comprare cianfrusaglie e costumi da bagno: per inciso, in questa zona della Spagna costa tutto almeno il 30% in meno dell'Italia, con l'eccezione della Benetton, che lì è considerato un marchio di gran prestigio (!). Grazie di cuore ai lettori che sono intervenuti al mio incontro, preparati e pieni di domande acute. Ma grazie soprattutto ai sardi di Cartagena (e a quelli che sono venuti a Cartagena apposta, persino da Alicante!): sapete rendere "casa" per gli altri sardi ogni angolo di mondo, anche il più sperduto! Infine, vivere questa esperienza con un autore come Davide Longo - rude piemontese montagnino, fragilmente maschilista e intelligentissimo - è stato un privilegio assoluto.
Gossip: Cartagena d'estate è una città morta e i suoi alberghi sono vuoti. Ho goduto della SPA dell'hotel in totale solitudine, fino al momento in cui è entrata una signora sulla cinquantina dall'aria familiare. Si è infilata nell'idromassaggio con me e più la guardavo più ero sicura di averla già vista. A un certo punto ho realizzato che stavo dentro una Jacuzzi con Cindy Lauper. Non ci siamo scambiate neanche una parola, ma quando sono uscita ho detto alla signorina ventincinquenne che stava alla cassa: "Ha visto? Dentro la SPA c'è Cyndi Lauper!" e lei mi ha risposto annoiata "Chi?".
E' la prima volta che uscendo da una beauty farmi mi sono sentita più vecchia.
* Il copyright del titolo di questo post è di Daniele Addis.
18.05.2012 18:30 -
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