melting pop

bambini cattivi
(fortemente sconsigliato ai seguaci della retorica sui bambini buoni, che sono come angioletti, la dolce euchessina, l'ovetto kinder, sorridi a mammina etc etc)

Io lo so che non sono sola anche quando sono sola, e dimmi tu se questa non è una maledizione. Ad esempio ogni volta che viaggio singolarmente su un aereo so con certezza che un bambino rompicoglioni e la sua inetta genitrice si siederanno nei pressi immediati del mio sedile. Ne sono così sicura che quando la signorina petulante al check-in mi chiede “corridoio o finestrino?” io vorrei disperatamente aggrapparmi al bancone, afferrarla per la sciarpina che tiene intorno al collo da cigno e tirare finché anche la faccia non le diventa dei colori aziendali, sibilando: “dammi quello più lontano dal marmocchio, ciccia, o spiffero alla tua collega che ti zompi suo marito, e scommettiamo che mi crede!” Però se fossi capace di fare una cosa simile sarei priva di coscienza come i lombrichi, i posacenere e i giornalisti del TGcom, e questo sarebbe oggettivamente un danno peggiore che sopportare un qualunque odioso marmocchio per due ore. Chiedo dunque di avere il finestrino, che per la legge della probabilità ha accanto un sedile in meno su cui mi può capitare il danno. Precauzione inutile, tanto il bambino rompicoglioni arriva sempre, e trova il posto dove può causare la massima molestia con il minimo sforzo. Il mostro in miniatura di oggi ha 5 anni, si chiama Luca, è vestito come il piccolo lord e da grande vuole fare il pompiere. Lo ha dichiarato subito dopo la lotta per fargli agganciare la cintura di sicurezza, mentre mi scalciava sulle calze velate con le sue adorabili scarpine chicco. “Scusi, signora, he…”
Non sono mai stata derubata in vita mia, se vogliamo escludere quando nell’83 Andrea Marongiu si imboscò la sfinge testa di morto in formalina che mio fratello gli aveva prestato, dicendo che era volata via. Andrea, vorrei dimenticarlo questo brutto fatto, ma non credo sia possibile farlo andare in prescrizione, perché secondo le nuove norme il furto di farfalle notturne in formalina genera allarme sociale nel ceto medio. Quindi, poiché non mi risulta che tu ricopra una delle quattro più alte cariche dello Stato, un giorno pagherai la sofferenza che hai causato alla mia famiglia con quel gesto delinquenziale.
Per il resto, SIAE a parte, non ricordo altri furti a mio danno. Cioè, non voglio dire che non ci abbiano mai provato, anzi. Però fino ad ora gli è sempre andata male, anche per merito dei loschi figuri che pago per proteggere i miei interessi capitalistici.
Tutto questo almeno fino alla notte scorsa, quando un ladro mi ha forzato la serratura della macchina con un cacciavite.

Io lo sapevo che in qualche modo l'avrei dovuto pagare lo sfregio contro il mondo degli aspirapolveri. Sarebbe venuto prima o poi il momento in cui anche io avrei avuto bisogno di un oggetto aspirante, e allora sì che sarebbe stata fatta giustizia. Glielo sentivo sussurrare nei ripostigli delle case altrui dove andavo in visita. Cospiravano vendette, i maledetti.
Tutto è cominciato dieci giorni fa.
"Amore, ci serve un aspirapolv...".
"NO!"
"cucciola, è indispensabile, la casa è troppo piccola, ha angolini stretti, il divano, i tappeti..."
"Ho detto di NO!"
"Lo vorrei prendere di quelli automatici con i sensori che fanno tutto da soli, hai presente? Si attivano anche con un sms!"
"MIO DIO, NON VOGLIO PER CASA UN MOSTRO CHE SI ACCENDE DA SOLO E VA FUORI CONTROLLO! HO PAURA!"
La prova di forza sembrava finita lì. Invece l'homo domesticus non demordeva.
"Scoiattola, ho ordinato l'aspirapolvere su Ebay. E' bellissimo, ha il filtro Hepa sterile, senza sacco, beccuccio per qui, spazzola per lì, battiquesto, sventraquestaltro e cazzi e mazzi vari. Non è fantastico?"
"mio dio... lo hai preso veramente..."
Ho cercato di prenderla con raziocinio, ma dentro di me cresceva inesorabile la certezza che ESSI si fossero serviti di lui per penetrare in casa mia. Quando il mostro è arrivato, ogni mio tremore si è rivelato fondato. Sembrava ipnotizzato davanti ai pezzi da montare. Me lo aveva detto che da piccolo non gli compravano l'ovetto kinder.
"E' fantastico! Comprime la polvere in pastiglie solide, guarda!"
"Non voglio vederlo."
"E' una figata, ora lo provo"
Per le quattro ore successive ha sodomizzato ogni angolo della casa, agitando virilmente il tubo flessibile e insinuandolo sopra sotto dentro e fuori il divano, il letto, il piatto doccia e ogni superficie dura o morbida che non facevo in tempo a proteggere. Osservando il suo sguardo spiritato avevo voglia di saltargli addosso ostendendo la crocetta del battesimo e urlando: Esci da questo coooorpo! Alla fine si è placato, mormorando ansimante:
"E' fantastico. Lo userò tutti i giorni, mi verranno gli addominali come una tartaruga gigante."
"Sì, ok, ti chiamerò Galapagos. Ora però ritiralo. E butta la scatola, ingombra."
"No, la scatola la tengo"
"Perchè mai? Abbiamo 40 mq, se cominciamo a tenere le scatole..."
"La sua la teniamo. Lo ripongo bene, non voglio che si ammacchi o altro." Mi guarda "Il nostro bambino..."
Lo fisso in silenzio, e davanti a quello sguardo febbrile mi si spalancano abissi.
"Scegli: o la scatola, o io."

Questa guerra è appena cominciata, lo sento.

Io quando mi aggiungono da qualche parte

C'è questo problema che io con i social networks non riesco proprio a prenderci confidenza. Non sono iscritta a Twitter, non mi trovo su Facebook, MySpace mi getta nel panico ogni volta che lo apro... a paragone mio Silvio Sircana era un mago della comunicazione moderna. E' che non riesco a capire a cosa serva esattamente un social network. Mi inquietano email tipo: "Scubidù85 vuole diventare tuo amico su Hi5!". La prima cosa che mi viene da chiedere è: "perchè?". Conosco gente che se avesse una costola in meno si evirerebbe a morsi pur di non conoscermi, e invece pensa, Scubidù85 non vede l'ora. Perchè il problema di queste comunità sta proprio lì: servono a conoscere gente nuova.
Ma io non voglio conoscere gente nuova, anzi. Mi interesserebbe piuttosto una comunità dove potermi liberare di qualcuno che conosco, con messaggi predefiniti come: "Ciao, sono Michela e ho circa 27 ipodotati mentali iscritti ad un circolo di Forza Italia tra i miei conoscenti, e ne farei volentieri a meno. Eccoli!" Seguono foto accattivanti dal mio portafoglio di eccedenze relazionali.
Sì, vorrei fondare un dissocial network e chiamarlo FaceSucks, o Shitter. Uno vuole scaricare qualcuno e gli manda una mail di add al dissocial network: "Scubidù85 vuole disfarsi di te su Shitter!" Tanto se non devi spiegare perchè vuoi diventare amico di qualcuno, vale lo stesso se vuoi disfartene, no?

Marco Travaglio vede Padre Pio
(la bella foto è di Marco Togni)

Sono in giro da un numero imprecisato di giorni per festival letterari in Umbria, Lazio e Piemonte, e come attività principale sfrutto l’equivoco che mi vuole intellettuale di qualche specie per apprezzare a spese altrui le meraviglie culinarie del posto: tartufi in bianco e nero, norcineria, vino come se piovesse, qualunque cosa intendano costoro per cultura, non si può dire che io non l’abbia condivisa. Dio li benedica, me ne farò ambasciatrice.
Ma c’è uno svantaggio nell’andare in giro in continuazione, a parte le ovvie conseguenze sulla mia linea del fatto di mangiare come una giunta di socialisti: mi capita spesso di svegliarmi senza potermi ricordare immediatamente di dove mi trovo. Apro gli occhi, guardo il soffitto della camera dell’albergo e cerco di fare mente locale: dove mi trovo? Gli hotel alla lunga non aiutano: essendo fatti apposta per “farti sentire a casa ovunque”, ottengono l’inquietante risultato che se ci trascorri abbastanza tempo, alla fine rischi che casa tua ti sembra la casa di qualcun altro, perché non ci ritrovi gli ormai familiari 40 gradi di temperatura media delle stanze e lo shampoo monodose in bagno. In questo contesto privo di certezze logistiche mi resta un solo punto fermo, sempre lo stesso, che si ripete costante a ogni nuovo festival che mi accoglie: è Marco Travaglio.
A qualunque ora io arrivi sul posto, Marco Travaglio è già lì.

circa 3 ore fa @valeriafioranti @concitadeg Sono foto bellissime! Complimenti! (ci sono pochi scatti di Gifuni, però... che era un gran bel vedere!)
circa 8 ore fa @xelenaledda Auguri, sa sposa!
circa 11 ore fa E domani me ne vado a Napoli dalla Parrella e dalla sua Galassia! 18,30, Chiostro maiolicato dei Girolomini, con Rossella Milone.
circa 12 ore fa @ElenaTwitta Capretta rossa trionferà.
circa 12 ore fa @ElenaTwitta Il mio editor quello con i capelli scuri e la barbetta rossa? O quello con i capelli rossi e senza barba, in quanto femmina?
circa 12 ore fa Breve stralcio da Presente (Einaudi): Alemanno giustiziere mascherato e le trame scomposte di Renato Soru. http://t.co/NlXm6ccu
circa 13 ore fa Gisella, la donna che ha dato ai matti una casa vera. http://t.co/e34wOG93
circa 22 ore fa @SfigataMente @CarmenI2 ehm... declino ogni responsabilità per amicizie infrante o cose analoghe.
circa 22 ore fa @GiuseppeTaras Nel cinema lo chiamano "cammeo", volendo variare. ;) In ogni caso, truffa secondo me è molto più adatto.
circa 22 ore fa @GiuseppeTaras Quando succede in letteratura lo chiamano "omaggio". Se proprio proprio, "citazione".
circa 22 ore fa Come ti uso Cala Goloritzè dentro a un manifesto croceristico, anche se non c'entra niente. http://t.co/o8OTOYb6
circa 23 ore fa http://t.co/A0lf0CCj E' stato bello parlare di "Presente" - il nostro diario a 8 mani - con Giorgio Vasta su BooksWeb. @Casellabooksweb
circa 23 ore fa Tornare dalla Svezia e scoprire che il cellulare che avevi dimenticato su un taxi a Stoccolma ti ha preceduto per posta #nonhaprezzo .
circa 23 ore fa Libri da liberare? Bukenemeri (libri senza padrone) è un'iniziativa fantastica. Grandi ragazzi! https://t.co/wBBuZikA
circa 23 ore fa @Nicolasjaillard Merci, je la regarderais!
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"Gramsci è intellettualmente sexy" (Salone del libro 2011, Odio gli indifferenti)

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