Questo l'ho scritto per Saturno (il supplemento de Il Fatto Quotidiano) del 21 ottobre 2011.


Come gli altri diventino scrittori non lo so, però so dove ho imparato io.
Non è una cosa di cui parlo facilmente, perché di solito quando dico la verità i miei interlocutori già alla terza frase cominciano a pensare di aver davanti una persona strana, forse anche un po' pericolosa, e mi accorgo che smettono di prendermi sul serio. Non è bello non essere presi sul serio, così spesso preferisco inventarmi una risposta rassicurante, qualcosa tipo “scrittori si nasce”, anziché infrangere con la sincerità lo stereotipo dell'artista come membro di una razza eletta; ma la verità è molto diversa.

Non è solo perché a scrivere si impara che non si può dire che scrittori si nasce. La narrazione è un'attitudine relazionale che si sviluppa con grande fatica, buoni maestri e una docilità alla disciplina che raramente chi non scrive è pronto ad associare concettualmente all'atto creativo; la dialettica tra medio ed eccezionale, tra genio e normalità, impone che le professioni che hanno a che fare con l'arte siano molto più apparentate con la sregolatezza che con il rigore. Invece io ho imparato a raccontare storie per iscritto in una scuola severissima dove la disciplina era un parametro non negoziabile, pena l'esclusione dalla narrazione. Il mio master in scrittura l'ho fatto dal 2000 al 2007 dentro a una comunità virtuale di gioco on line. Era una cosa molto lontana dai giochi dalla grafica cinematografica che già allora tenevano incollati gli adolescenti alle tastiere; non c'erano avatar di impressionante realismo come in World of Warcraft né trame chiuse dove le possibilità narrative, per quanto numerose, erano comunque limitate a quelle che il programmatore aveva previsto per lo sviluppo di quella vicenda, come avveniva in Final Fantasy.

Il posto dove giocavo io era molto più simile alle partite di Dungeons & Dragons, ma senza i dadi. La prima volta che ci entrai mi trovai davanti a una chat bianca che mi fece lo stesso effetto che mi fa oggi la pagina vuota quando sono in procinto di cominciare un romanzo. Il diktat a cui dovevo obbedire non era molto diverso: la storia che volevo creare là dentro avrebbe avuto dignità di lettura solo nella misura in cui fossi stata capace di renderla appassionante con la sola parola dentro a un sistema di regole coerenti dall'inizio alla fine. Lot – così si chiamava la città virtuale – era frequentata da più di quarantamila giocatori che la abitavano con i loro personaggi 24 ore su 24; di regole ne aveva un'infinità e solo un centinaio di giocatori era così bravo da riuscire a fare narrazione rispettandole tutte e allo stesso tempo tenendo alta la passione del racconto: ogni loro giocata era seguita in silenzio da decine di giocatori/lettori che cercavano di carpirne la tecnica. Ci misi pochi giorni a capire che se volevo essere una di quei cento dovevo cominciare bene sin da subito.

In posti come quello il momento dell'iscrizione è già un atto narrativo, perché il personaggio va costruito indicando non solo sesso, allineamento morale e razza, ma anche il background. Lot non faceva eccezione: prima ancora di cominciare a giocare dovevi essere già stato capace di immaginare la storia pregressa del tuo personaggio in modo tale da farlo interagire coerentemente con il resto degli abitanti di Lot, che obbedivano a un'ambientazione medieval-fantasy molto vicina a quella tolkeniana. La fantasia trovava in quello il suo primo limite: poiché il gioco da neonati a Lot non era previsto, la maggior parte dei personaggi risultava arrivata lì in seguito all'uccisione dei propri genitori, alla distruzione totale del suo villaggio e alla perdita fatale della memoria e della strada. Far esistere un personaggio in un mondo di orfani dismemori e traumatizzati si presentò sin da subito come una sfida narrativa molto stimolante e giocare in tempo reale con decine di altre persone mi ha costretta a ricalibrare continuamente la mia visione narrativa con quelle degli altri.

Scelsi di giocarmi un'elfa, le diedi un nome che ora qui non ripeterò, le diedi una storia decisamente meno tragica della media e per qualche settimana mi limitai a guardare quelli bravi davvero, i giocatori di lunghissimo corso che si muovevano con disinvoltura dentro a una rete di relazioni narrative complessa e affascinante. Per giocare coerentemente da elfa entrai in un clan di altri elfi e nell'arco di tre anni imparai accettabilmente sia il Quenya che il Sindarin, le due varianti dell'elfico codificate da Tolkien stesso. Quando decisi che il mio personaggio doveva diventare mago studiai in gioco gli incantesimi per oltre un anno e mezzo, superando gli esami con i miei superiori e acquisendo dimestichezza con la psicologia del ruolo. Le costruii una vita sentimentale complicata e sofferente e le feci intrapprendere una carriera politica che nell'arco di quattro anni la portò a guidare uno dei clan elfici più grandi della comunità.

Scoprii che la malattia dei giocatori lottiani era l'insonnia: se volevo giocare in ruoli complessi, la notte era l'unico tempo libero che avessi. Ammetto che credo sia stato proprio per questo che a un certo punto della mia vita ha cominciato a sembrarmi interessante il lavoro del portiere notturno. Là dentro ho conosciuto insospettabili narratori di mestiere, ma anche talenti che non hanno mai scritto una riga fuori da lì perché facevano il medico, la studentessa, il camionista, la pubblicitaria, il programmatore o la mamma; però, qualunque cosa fossimo di giorno, la notte eravamo tutti scrittori. Nella fase finale della mia avventura on game, quando ormai giocavo da sei anni, ho rinunciato al gioco attivo e mi sono dedicata a costruire le “quest”, le storie che dovevano giocare gli altri. Oggi raccontare è il mio mestiere, ma è a Lot che ho imparato che la narrazione è un gioco dove vinci solo se riesci a convincere l'altro a stare nella storia insieme a te fino alla fine, a costo di dimenticarsi che il sole sta per sorgere.

Commenti  

 
#1 Giorgio Pompei 2011-10-21 14:11
Ecco che mi sento improvvisamente orgoglioso ...
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#2 Sandra Petrignani 2011-10-21 18:10
Michi, riesci sempre a sorprendermi. Fantastica questa storia, sei davvero una figlia dei tempi…. Bacio
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#3 Giancarlo Baggio 2011-10-21 20:09
Grazie per quanto hai dato alla comunità lottiana.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#4 Mario Mosso 2011-10-23 11:36
Anche per me questo dannato GdR (anzi GdL - Gioco di Lot) è stato e seguita ad essere (in DreamALot), se pure con meno tempo a disposizione, ottima palestra per mantenere in forma il mio sistema di improvvisazione nella scrittura e testare nel contempo meccanismi concettuali da mettere in seguito nei miei copioni destinati alla ribalta teatrale.
Ovviamente non c'è solo questo e come giustamente affermi nella tua testimonianza, Lot è stato il tuo "strano modo" fra le moteplici occasioni per diventare scrittori, per renderti consapevole delle capacità che indubbiamente già picchiavano in te.
Il talento, financo il Genio, non si inventano, non si possono trasmettere ma affiorano qualora il soggetto sia convenientemente stimolato, da qualcosa o qualcuno.
Come indegnamente trasmetto ai partecipanti del Laboratorio Teatrale che inspiegabilmente coordino, credo che la scintilla dell'Arte, in qualunque forma possibile, sia posta in tutti gli esseri viventi e senzienti.
Occorre solo qualcun'altro che indichi la maniera di trarre da se questa scintilla, impastarla d'emozione e trasmetterla a chi assiste all'opera.
D'altronde l'Arte è un lancio d'Emozione.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#5 ALIAS 2011-10-23 19:40
Ho scritto un commento ma non lo vedo da nessuna parte. O sono tonto io o...bò! :-)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#6 ALIAS 2011-10-23 19:46
Io amo scrivere. Non è il mio lavoro. Per lavoro porto piatti in un ristorante per 1200 euro al mese. Non conto le ore settimanali...perché non sono mai le 40 segnate nel contratto, ma scivolano facilmente verso le 55. Scrivo quando posso. Di solito nei mesi di disoccupazione che vanno da novembre a marzo. Durante la stagione estiva non ho il tempo, la forza e la leggerezza mentale per dedicarmi a una passione che toglie ore al sonno. Il tuo post mi ha colpito moltissimo. Immagino le facce di certi "puristi" che da te si aspettano risposte classiche, tipo: "Ho imparato a scrivere leggendo Tolstoj". Non conosco il mondo di LOT. Ma il tuo esempio rende bene l'idea di cosa sia l'arte dello scrivere. Con un sorriso...tuo Alias.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#7 marco 2011-10-23 22:01
Quante spighe sullo stelo
s’indorano a quel celeste sole
quanti acini ciondolano dai tralci
quante drupe anneriscono oleose
incerate di rugiada novembrina
quanti pomi dai rubini chicchi
gonfi si spaccano succosi
quanta fragranza fruscia tra le foglie
dai campi di petali sepali corolle
io li vedo qui obbligato a calpestare
cementi rotaie tombini e asfalti
li vedo con le palpebre socchiuse
ma aprendole rimangono reali
non sono arcadie a cui io anelo
non sono resti di città sepolte
sono metropoli da ceneri risorte
Babilonie Ninivi Sodome e Gomorre
Rome Sparte e Gerusalemmi Londre
urbi di favele di pagode e grattacieli
riedificate da polveri rifuse
sono giardini oasi e palazzi
brulicanti d’animi gioiosi
teatri parigini colmi di platea
dove sul palco si replica l’epopea
della paura della fame della guerra
finalmente bandite dalla storia
di questa siderea crosta tonda.

Un saluto, Marco Sclarandis
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#8 Valerio Camera 2011-10-24 00:25
Orgoglioso di aver frequentato la stessa accademia :) Già dopo qualche riga mi è sorto il dubbio "Avremo mai giocato assieme?" ANche perchè siamo conterranei (anche se non concittadini). Anche io ho imparato molto da lot, non solo per quanto riguarda alcune modalità di espressione nella scrittura, che il linguaggio particolare di lot costringe ad utilizzare, ma anche per quanto concerne lo svolgimento di trame ed eventi, cogliendo come potrebbe essere un susseguirsi "naturale" delle cose, quando i personaggi della trama sono effettivamente reali.
E' stata davvero una grande spinta, considerando che ero agli albori della mia passione per la scrittura. (Iniziai a giocare a lot alla giovanissima età di 15 anni, nel 2002)
Lieto di apprendere tutto ciò dunque.
Un saluto.

Valerio - HeavyDevil (Non si sa mai... Magari abbiamo davvero giocato :p)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#9 Dorian 2011-10-24 15:45
:) (nient'altro da aggiungere)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#10 stroszek85 2011-10-24 19:57
un bel post... anche se credo che certe cose non si imparano e tanto meno si comprano al mercato ma sono innate...

PS: sto leggendo un tuo libro, l'ho quasi finito e non mi sta piacendo... :P
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#11 Manuela 2011-10-25 16:30
Ogni volta, cara Michela, mi stupisci! Devi essere proprio una bella persona. Mi interessa molto, poi, questo tuo stretto rapporto con i new media. Un punto che ci accomuna. Mi piacerebbe moltissimo poter scambiare due chiacchiere con te, essendo io un'autrice in erba. Anche io, come te, blogger... se hai tempo di fare un salto nel mio blog, poi, fammi sapere che ne pensi... Grazie!
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#12 Manuela 2011-10-25 16:33
Citazione Manuela:
Ogni volta, cara Michela, mi stupisci! Devi essere proprio una bella persona. Mi interessa molto, poi, questo tuo stretto rapporto con i new media. Un punto che ci accomuna. Mi piacerebbe moltissimo poter scambiare due chiacchiere con te, essendo io un'autrice in erba. Anche io, come te, blogger... se hai tempo di fare un salto nel mio blog, poi, fammi sapere che ne pensi... Grazie!


ti lascio il mio url:
BHO...BLOG
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#13 Poponchio 2011-10-27 08:38
Sicuramente è stata un'ottima palestra. Fa piacere sapere che Internet e i giochi di ruolo possano dare queste opportunità, liberi anche la fantasia e la creatività di talenti come il tuo. Grazie per il post.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#14 Piccola Dorrit 2011-10-30 22:32
Ho letto con interesse il percorso formativo che descrivi ma ti chiedo quanto invece è stato importante per te il dialetto. Combattuto nell'Italia del dopoguerra da alfabetizzare si rivela oggi scrigno prezioso per la scrittura?
piccoladorrit.blogspot.com
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#15 Piccola Dorrit 2011-10-30 22:41
Ho letto con interesse il percorso formativo che descrivi ma ti chiedo quanto invece è stato importante per te il dialetto. Combattuto nell'Italia del dopoguerra da alfabetizzare si rivela oggi scrigno prezioso per la scrittura?
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#16 Riccardo -Cimmero- 2011-11-16 11:24
Gioco a Lot dal 2002 e mi sono sempre stupito quando la gente "estranea" commenta siti di questo tipo con affermazioni tipo: "Sono perdite di tempo, non servono a nulla."
Prima di tutto perché divertirsi socializzando con altre persone sarebbe già da solo un motivo valido.
Secondariamente perché in questa era che sta registrando una lenta regressione culturale e analfabetica degli italiani, non è da svilire un luogo comune dove per relazionarsi con la comunità occorre leggere e scrivere.
Terzo perché al di là di tutto, Lot ha insegnato a migliaia di ragazzi ad amare la lettura e a scrivere meglio. E vi sembra poco?
Fossero anche poche centinaia, sono tutte persone strappate dall'apatia della televisione o della pleistesciòn e scaraventate in un mondo dove per farsi capire non basta un mugugno, un'espressione del volto o un gesto, nè un sms pieno di tvtb e kappa, ma è necessario ingegnarsi per costruire una dialettica comprensibile; impegnarsi per ampliare e arricchire il proprio vocabolario di termini nuovi e diversi da utilizzare; allenarsi a costruire frasi che descrivano in maniera efficace le emozioni, le qualità e le miserie dei nostri personaggi.
In un mondo virtuale dove tutto è parola scritta, saper leggere per capire chi abbiamo di fronte e saper scrivere per comunicare con gli altri diventa questione di sopravvivenza (non solo del nostro pg) e l'addestramento - seppur durissimo - è dolce e piacevole.
Io ci ho messo sei anni - leggendo anch'io in silenzio quei cento giocatori davvero bravi - per arrivare a saper descrivere il mio personaggio in due righe: tre frasi e tre punti. Educatori e professori possono riderci su o rabbrividire, ma nessuno mi aveva mai indotto - e insegnato - ad applicare uno sforzo di sintesi di questo tipo, prima di Lot.
Io per vivere faccio altro nella vita, ma dentro Lot scrivo per vivere ergo sono uno Scrittore e non mi sembra affatto tempo perso.
Ciao =)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#17 Monica Zegliani 2011-12-01 17:51
Cara Michela, non ce l'ho con te, non voglio attaccarti, ma permettimi una critica. Dovresti smetterla di darti tante arie, non sei una scrittrice e non lo sarai mai.
Dovresti imparare a scrivere da Salvatore Niffoi e da Grazia Deledda.

Ho letto il "libro" l'accabadora, e` posso dirti senza alcuna invidia, che e` totalmente privo di descrizione dei personaggi e dell'ambiente.
L'accabadora ha uno stile povero anzi assente con dialoghi banali e poco realistici.
E` noioso e vuoto.
Scritto malissimo con frasi e termini molto forzati e calcati, ma che alla fine non dicono proprio nulla.

La decrizione dei personaggi, della storia e dell'ambiente in alcune parti e` vuota, in altre e` povera e molto superficiale.
Manca di armonia, di poeticita`, di magia.
Non hai un modo di scrivere sciolto, fluido, scorrevole.

Ma anzi, hai un modo di scrivere pesante, noioso, superficiale e alla fine lasci soltanto una storia vuota e priva di spessore.

Chi trova bello il tuo libro non hai mai letto certi scrittori che sanno fare davvero una profonda e fluida descrizione dei personaggi, dell'ambiente e della storia. Come, ad esempio Niffoi, Deledda, Guy de Maupassant, Cecov, ma anche tanti altri che non hanno mai vinto un premio, non si vantano e scrivono benissimo.

Forse basta frequentare la chiesa cattolica per molti anni per vincere un premio e sentirsi scrittrice. Ma non convince certo i lettori.
E te lo dice una persona che ha avuto come insegnante il critico, profesore Berardinelli.
e DI LIBRI VERI, BELLI, PROFONDI ne ho letti tanti, e non sono certo i tuoi.

Non sei una scrittrice. Smettila di darti arie.

p.s L'accabadora l'ho letto in biblioteca, non spenderei mai un soldo per comprarlo.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#18 Omar Onnis 2011-12-01 18:26
Aggiorniamo la piereide? 8)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
#19 IoMe 2011-12-01 20:37
WoW!!!
più pieresca di Piero, è possibile?
Vedo un fulgido futuro
Citazione | Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

I tuoi messaggi non saranno censurati in pubblicazione ma devo specificare alcune regole obbligatorie a cui devi attenerti.

Non sono consentiti:

1. messaggi pubblicitari
2. messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Eventualmente mi riservo di cancellare messaggi dal contenuto chiaramente offensivo verso terzi. Negli ultimi 6 anni questa circostanza si è verificata solamente 3 volte.

Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003 Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.
Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell’art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:

* I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l’attività informativa del sito
* Il conferimento dei dati è facoltativo e l’eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
* I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione.


Codice di sicurezza
Aggiorna