di cultura

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altre voci

Persone che dovresti con

Image - Persone che dovresti con

(Questo articolo l'ho scritto per il Messaggero di Sant'Antonio) “Questa non è una casa per matti

Giovedì, 17 Maggio 2012 Commenti

libri

Il presente è un luogo c

Image - Il presente è un luogo c

Questi due frammenti di diario sono contenuti in "Presente", il diario collettivo del 2011 che ho sc

Giovedì, 17 Maggio 2012 Commenti

melting pop

Quando la voce era un lu

Image - Quando la voce era un lu

(Questo l'ho scritto per Repubblica di oggi, che ha dedicato uno speciale al fenomeno del ritorno

Sabato, 7 Aprile 2012 Commenti

tv & spot

Presto, Svezia!

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La Svezia ha tappezzato lo spazio del ritiro bagagli con le facce degli svedesi di cui si può vanta

Lunedì, 7 Maggio 2012 Commenti

di cultura

 (Questa è la definizione della mia parola preferita, tratta dal Dizionario Affettivo della Lingua Italiana, a cura di Matteo B Bianchi e Giorgio Vasta, edizioni Fandango)

Tecnicamente
È un avverbio rassicurante che sottintende autorevolezza. Chi lo usa sta dicendo che quello che vuole comunicarti non è una oscura intuizione soggettiva, ma appartiene a un quadro di riferimenti noto e condiviso. Quindi tecnicamente ti puoi fidare. E se per caso poi non si rivelasse vero, tecnicamente sapresti anche con chi prendertela.
Davanti allo strapotere del "secondo me", innalzato da una schiera di improvvisatori con competenze generiche che assolvono da ogni responsabilità, sbagliare da tecnici deve avere tutto un altro meraviglioso gusto.
l'opera è di Valeria
(Questa riflessione di Marcello Fois, apparsa oggi su La Nuova Sardegna, è forse la cosa più interessante che ho letto in merito al caso Saviano, e al ruolo di chi lavora con il pensiero in uno stato libero. L'opera della foto è di Valeria)

In questo tristissimo Paese, che è diventata l’Italia, tutti diciamo di saper mettere in campo una Nazionale di Calcio migliore di quella in corso; di saper curare una sciatica meglio di qualunque medico; di sapere qualcosa che agli altri sfugge. Tutti affermiamo di sapere chi c’è dietro a quell’altro ecc… Siamo padroni di competenze diffuse e straordinarie, quasi mai certificate ben inteso. In compenso ignoriamo la nostra Storia recente vittime di una Memoria sempre più labile. La questione dello scrittore Roberto Saviano minacciato di morte dalla camorra per esempio: a qualcuno sembra che se la sia cercata e siccome siamo in recessione, non solo economica, questi qualcuno nemmeno si vergognano di dirlo. Gli intellettuali si sa sono corpi estranei, che ci fanno divertire, che spesso reggono il mantello al principe di turno, che ornano manifestazioni e salotti VIP, ma che mai e poi mai devono interagire col mondo che li circonda. Se questo avviene passano, con buona pace di tutti, dallo status di Intellettuale a quello di chi “se la cerca”. Sapete che vi dico? Non ha torto chi lo pensa, ma non ha ragione come crede lui.
La nuova Unità di Concita de Gregorio esce in edicola il 25 ottobre.
Faccio gli auguri, con la speranza che il formato della testata non sia stato ridotto solo per venire incontro alle capacità creative di Oliviero Toscani.
trentanni fa oggi
l'eurostar roma-milano che ho preso l'altro giorno
(Morte di un connesso viaggiatore)
Cerco di viaggiare con Trenitalia il meno possibile, convinta come sono che il partorire con dolore mi sarà più che sufficiente per saldare il conto con il peccato originale che grava addosso a tutti come un'eredità di debiti. So già che nel migliore dei casi troverò un bambino urlante incastonato nel mio posto in eurostar con la mamma che cinguetta melliflua: “Ah, lei ha il 76... le dispiace far cambio finestrino-corridoio? Vuol vedere il paesaggio …” Certo signora, che differenza vuole che faccia per me avere la vista sulle colline toscane o sulla porta basculante del bagno chimico che si apre in curva? Ma tant’è, vorrai mica negare il panorama alla creatura per quei tre secondi in cui avrà gli occhi aperti prima di cadere in un sonno catatonico per sei ore. Ma questa è la norma. Nel peggiore dei casi viaggiando in treno si possono fare 300 km in uno scompartimento pieno di tifosi incarogniti da una sconfitta di calcio, sport i cui effetti sull’uomo sono per me fonte continua di motivi per stimare il sudoku. Oppure può capitare di viaggiare con un distinto signore addormentato sulla spalla, la cui fetida bocca spalancata esala un alito con livelli di inquinamento da imporgli l’ecopass. Non si contano poi le volte in cui sono stata spettatrice involontaria di liti tra fidanzati, confidenze che manco al prete e improbabili suonerie di cartoni animati a volumi che riecheggiavano i fasti di Woodstock.

Scambiando la testimonianza di fede per il gossip spirituale, Vittorio Messori presenta al tg5 la sua ultima fatica letteraria, dall’esplicativo titolo “Perché credo”, scritta con lo scopo di rimediare “all’eccessivo pudore” che ai tempi di “Ipotesi su Gesù” ci aveva ingiustamente lasciati orfani di tutti i fondamentali particolari della sua conversione al cattolicesimo. Sbagliammo dunque noi a supporre che Messori e il pudore non si incontrassero più o meno da quando lo scrittore paragonava la pedofilia dei preti all’incontinenza verso gli spaghetti all’amatriciana. Il volume, che certo non potrà mancare in ogni libreria devota accanto a classici come “Grazie Gesù” di Magdi Cristiano Allam e “Come ho convertito Luana Borgia” di padre Fedele Bisceglie, è scritto con l’onestà intellettuale che sempre distingue le opere di Messori dai saggi complottisti sui templari e sugli UFO per cui è giustamente famosa la sua casa editrice.

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1 Jan 1970
1 Jan 1970
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"Gramsci è intellettualmente sexy" (Salone del libro 2011, Odio gli indifferenti)

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