Ieri sera ho partecipato all'ultima puntata della stagione dell'Infedele, la trasmissione di Gad Lerner che l'anno prossimo compirà dieci anni. Se non l'avete vista e non avete voglia di rivedervi lo streaming per intero sul sito di La7, ecco chi e cosa vi siete persi.

Alfredo Mantica, missino e fiero sottosegretario del governo più pregiudicato di sempre, che ha nelle sue fila diversi condannati per amicizie mafiose, senatori collusi, parlamentari corrotti, avvocati compratori di giudici, politici ladri, evasori fiscali, manipolatori di appalti, troie a stipendio fisso o anche free lance, dichiarati cocainomani e finanche un presidente del consiglio che cerca di continuo di farsi le leggi per sfuggire ai suoi numerosi processi, afferma serafico senza il minimo segno di imbarazzo: "Questo paese ha un problema di legalità". Di questa monumentale faccia di palta potete ammirare la carriera di voto in parlamento cliccando qui: c'è da imparare.
Davide Boni, leghista e presidente del consiglio della regione Lombardia, afferma che l'uomo maschilista non è il suo modello, perché lui "capisce bene" sia la fatica di sua moglie "a lavorare e tirar su i figli" sia le sue segretarie laureate che si fanno un mazzo tanto per tenere insieme i loro impegni di famiglia e i suoi impegni di politico. Comprensibile che debba essere la moglie a lavorare e crescergli i figli e che gli servano donne laureate per far le fotocopie in vece sua alla regione: Boni non potrebbe altrimenti dedicarsi a fondamentali battaglie di popolo come difendere il fallocentrismo del linguaggio leghista con argomenti schiaccianti tipo "beh, perchè no?". Se non dovesse bastare la sobria maglietta qui fotografata per avere la comprova di come Boni non sia per niente maschilista, consiglio di visitare il suo gradevole sito internet cliccando qui.
Khaled Khalifa, un grandissimo: mi ha commossa alle lacrime (sì, ho pianto mentre parlava, non mi vergogno) quando Gad Lerner gli ha chiesto se intende tornare a Damasco nonostante il regime lo conosca ormai come dissidente antagonista e lui ha risposto: "Tornerò a Damasco, la mia presenza in Siria è importante per chi è lì e sta combattendo; se rischio la vita non importa, per fare questo cambiamento la mia gente ha già pagato col sangue". Tutti siamo sembrati più piccoli. Il leghista Boni, che lo era già di suo, è proprio scomparso.
Per il resto: belli, bellissimi i ragazzi siriani con la bandiera, le ragazze siriane con il velo che mi hanno parlato in privato dopo la trasmissione, Ouejdane Mejri con la parlata agile come il pensiero, Imma Vitielli con la sua lucidissima analisi geopolitica e soprattutto il giovanissimo scrittore Shady Hamadi: la Siria che verrà avrà i suoi occhi lucenti. Grazie a Gad per avermeli fatti incontrare: l'altra sponda del mediterraneo ha da insegnarmi molto più di tutte le altre presunte patrie che vorrebbero rifilarmi tra una fanfara e l'altra. In nessuno studio televisivo gli ospiti imparano l'uno dall'altro come me questa sera da questi ragazzi e ragazze.
18.05.2012 18:30 -
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