Non abbiamo ancora girato l'angolo dell'anno che già ci incalza la retorica dei 150 dell'unità d'Italia. La Rai ha deciso di compiacere quella parte di governo che ancora ne serba il feticcio lanciando una serie di cinque spot fastidiosissimi in cui le parlate locali vengono rappresentate ai limiti del macchiettistico, incomprensibili e buffe, suscitando negli interlocutori un "Eeeeh?!?" sguaiato e incredulo. Come a dire: santo Iddio, ma che versi fai. Peccato che quelli, per quanto caricaturalmente rappresentati, non siano versi, ma lingue.

La voce fuori campo annuncia che "se gli italiani fossero quelli di centocinquant'anni fa, comunicherebbero ancora così", cioè con tante lingue differenti. Un vero orrore, no? Una malattia sociale che per fortuna abbiamo debellato a suon di bacchettate nelle scuole degli anni 50. "Da allora abbiamo fatto un cammino molto importante", aggiunge la voce maschile che ci guida nello spot, suggerendo quanto centrale sia stato per l'unità del Belpaese il cammino di perdita delle proprie lingue madri. Ma non siamo stati soli in questa selva oscura che ci ha condotto a essere tutti più ignoranti, partiti con più lingue e arrivati solo con una: infatti "La RAI è sempre stata con noi!" ad omologarci la comunicazione, confondendo l'unità con l'omologazione secondo la migliore tradizione fascista: una lingua, una nazione.

Senza sapere che sarebbe stata un'ottima vendetta contro questa operazione razzista ed etnocentrica, due settimane fa ho fatto una scelta che sembra una risposta anticipata a questo scenario nazionalfanfaronico. Il numero di febbraio 2011 del mensile Velvet conterrà uno speciale in cui quattordici scrittori di altrettante nazioni sono stati invitati a salvare una parola della propria lingua madre e a spiegarne il perché. Per l'Italia sono stata chiamata io, ma ho chiesto e ottenuto, visto che la mia lingua madre è il sardo e non l'italiano, di salvare una parola sarda. Qualcosa mi dice che il MinCulPop che governa la Rai non apprezzerebbe, ma ce ne si farà una ragione.

Commenti  

 
#1 Laura 2010-12-13 12:46
Ho visto rapidamente gli spot su internet...e il sardo non l'ho sentito neanche per sbaglio!! trascuratezza, rispetto o fortuna insperata?
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#2 Michela Murgia 2010-12-13 12:50
No, Laura, invece c'è: è il calciatore. Solo che è talmente spinto e caricaturale che non lo riconosci.
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#3 raffa carta 2010-12-13 12:53
Complimenti Michela!!!! e grazie di cuore per i tuoi pensieri e le tue parole, in sardo o meno........
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#4 Laura 2010-12-13 12:54
Caspita hai ragione, oh mamma mia, ho parlato troppo in fretta...
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#5 valerio 2010-12-13 13:39
sinceramente sono molto contento di questo spot, che mi pare piu' che altro prendere sanamente in giro i leghisti (loro si, "etnocentrici") che da anni stanno spingendo per introdurre lo studio dei dialetti nel nord non per amore di lingua e cultura ma,ovviamente,per escludere i meridionali. Dialetti che per la maggior parte sono scomparsi o non sono mai esistiti.
PEccato che in ITalia ci siano ancora persone che non riescono proprio ad uscire dalla loro provincialissima mentalita' ,non riuscendo a confrontarsi con gli altri e a crescere. L'Italia non è affatto una nazione(nel senso di popolo maturo,non in senso geografico)e tutti quei morti sono morti invano, visto che ancora facciamo il tifo sotto i campanili : e allora viva i Savoia(che hanno sempre amato i sardi,no?) e viva i Borboni(che hanno sempre amato i meridionali).Un suggerimento ce l'avrei : perchè non ci facciamo bombardare dai bravi americani,cosi' ci facciamo sminuzzare in sette/otto staterelli in perenne guerra tra loro come la Jugoslavia?Cosi'siamo tutti contenti
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#6 giovanni 2010-12-13 13:58
Gentile Michela,
non mancano ragioni nel suo intervento, e non si può certo dire che quegli spot siano di buon gusto.
Tuttavia, come ha dimostrato Tullio De Mauro (cito a memoria: Storia linguistica dell'Italia unita), nel 1861, fuori da Roma e dalla Toscana, l'italiano era parlato dall'8 per mille della popolazione (il 3% comprendendo anche Roma e la Toscana). Il mezzo forse più importante per l'italianizzazione linguistica degli italiani, per renderla davvero capillare, è stata proprio la televisione. Sono cose note, mi scusi se le ripeto.
Don Milani e i suoi ragazzi avevano un modo tutto loro di intendere l'articolo 3 della Costituzione: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
La conoscenza generalizzata della lingua italiana ("senza distinzioni di lingua") è stato un modo per renderci tutti uguali, per permettere una reale ascesa sociale a chi proveniva dalle classi più umili.
Oggi queste cose possiamo anche permetterci di darle per scontate e recriminare per il passato politiche linguistiche più aperte e inclusive. D'accordo. Ma possiamo farlo perché quel processo di possesso democratico delle risorse linguistiche, tanto caro a Don Milani, si è compiuto.
Critichiamo dunque la RAI per la caduta di stile, ma riconosciamole anche i suoi meriti: quegli spot, sia pure in modo discutibile, evidenziano una verità storica.
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#7 ilMaLe 2010-12-13 13:58
Personalmente trovo la serie di spot offensiva verso tutti i dialetti. I protagonisti parlano come macchiette e ridicolizzano un patrimonio storico e culturale. Sono lombardo ma non leghista. Questa serie di spot però sono un vero e proprio regalo alla Lega Nord e alla sua propaganda. La lingua italiana è un patrimonio difeso dalla Costituzione. La Rai ha contribuito a diffonderla in tutta Italia. Però questi spot trasformano i dialetti in sguaiati linguaggi da comici di serie Z.
Valerio, i dialetti del nord sono esistiti e esistono! Dire che sono scomparsi o che non sono mai esistiti è sbagliato e falso. Basta venire nel profondo Nord (da Cuneo a Treviso passando per Varese e Brescia) per rendersene conto.
Leonardo
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#8 Leti 2010-12-13 14:35
Io parlo il siciliano (nello specifico l'alcamese) e l'italiano!
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#9 elisa carbono 2010-12-13 14:36
@ michela,
oggi mi sarei aspettata un altro post.
a seguito dei gravissimi eventi di ieri, di ciò che è accaduto dentro irs, di ciò che è stato scoperto, mi sarei aspettata di leggere chiaramente la tua posizione a riguardo. le parole hanno un peso, e le tue sull'indipendentismo nei giorni scorsi, sono state un macigno. ti sei fatta portavoce di alcuni,difendendoli senza alcun dubbio... e oggi? cosa pensa michela murgia a seguito delle verità che sono saltate fuori? spero tu lo voglia spiegare.
saluti
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#10 Michela Murgia 2010-12-13 15:00
@ Elisa, ti sbagli: non mi sono fatta portavoce di nessuno, ho solo esercitato con la critica pubblica di quello che vedevo il medesimo senso di responsabilità che ho espresso altre volte con il plauso e il sostegno. Non può andarvi bene che io vi sostenga e invece diventa un atto improprio che io vi critichi.

Sono una osservatrice partecipe, non l'analista di iRS, la mia opinione è già stata espressa e il lancio pubblico di escrementi non la cambia di una virgola.

Quelle mail sono dure, ma tutto ha un contesto, e decontestualizzare i termini è il modus proprio del fanatismo. Se uno aprisse forzatamente la mia posta e leggesse le cose che in confidenza mi scambio con gli amici quando sono sconfortata, arrabbiata o frustrata avrebbe materiale per provare a presentarmi come una pericolosa psicopatica senza morale, e credo che questo possa accadere per ognuno di noi. Non confondiamo il registro della comunicazione personale con quello politico, sono i fatti che devono parlare, e quelle mail fanno schifo, ma non sono fatti: sono il frutto di anni di tentativi di mediazione, di logorio, di pressioni alimentate da atti violenti privati senza mai un responsabile identificato, ma con una tempistica molto eloquente. Non li assolvo, ma li capisco. E resto del parere che comunque la questione centrale sia quella che ho esposto nel mio primo intervento.

Fermo restando che se quelle email sono vere, è una vergogna e un reato che siano state usate per aizzare decine di spettatori contro i nomi e i cognomi di persone di cui nessuno conosce il percorso, lo stato d'animo, la pressione che ha portato a quel livello di esasperazione.
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#11 Alessandro Mongili 2010-12-13 15:52
I cinque post sono non solamente offensivi, ma anche leggermente classisti. Ho provato a mettermi nei panni di una signora che parla in sardo, ascolta una qualche trasmissione per casalinghe nel pomeriggio, e ascolta questo spot. Come si sentirà? Si sentirà "sbagliata", come un muratore che un giorno mi ha riassunto tutta la questione: "noi sardi abbiamo un accento sbagliato". Un grande danno, anche se mette in luce quale sia il fondo della mentalità centralista che domina in ambienti come la Rai o intorno al battage per i 150 anni dell'unità italiana. Un fondo che puzza di fascismo.
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#12 elisa carbono 2010-12-13 15:53
@ michela,
è vero, non sei l'analista di Irs, ma quello che dice o scrive michela murgia ha un peso, provoca degli effetti, delle reazione. la tua parola è più forte di quella di trecento persone messe assieme. sei personaggio noto e questo non devi dimenticartelo mai. te lo scrivo, ieri, ero lì, alla riunione, per cercare di capire, e ho visto le mail, e più leggevo e più ero incredula. la realtà superava l'immmaginazione. e tra queste si faceva anche riferimento a te: se tutto va male a livello mediatico usiamo michela murgia contro sale.
io non credo che ci siano dei vincitori oggi, e non ho mai creduto in tutta la mia vita, che qualcuno potesse aver torto e qualcun altro completamente ragione. ma oggi c'è bisogno di chiarezza. molta chiarezza.
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#13 Dree 2010-12-13 16:08
Complimenti per il post. Tu hai la fortuna di essere sarda e quindi di non passare per leghista se sosrieni la diversità (e ricchezza) linguistica italiana. A noi in Friuli non va così bene, anche se le battaglie per il riconoscimento della lingua friulana sono nate ben prima dell'avvento della Lega.
Vedasi ad esempio l'intervento di Valerio. Ma perchè quando si parla di ligue locali si fa sempre l'esempio Jugoslavo e non, per dirne uno, quello della Svizzera dove convivono quattro lingue diverse (con il recente inserimento a lingua ufficiale del ladino)? E' proprio per rispetto a tutti quelli che hanno perso la vita per l'Italia, che per lo più erano di madrelingua diversa da quella italiana, che si dovrebbero rispettare e valorizzare le parlate locali.
A Giovanni ricordo che Tullio DeMauro è sostenitore dell'uso delle lingue minori in Italia (vedasi il suo intervento sull'Unità del 1 agosto 2009 dal titolo «Barricarsi dietro una sola lingua? Idea nazista»). Sicuramente la Rai ha avuto il merito che dici, ma sottolinearlo con questi spot di cattivo gusto è un pessimo uso del servizio pubblico, a conferma di una missione che la Rai sembra aver ormai smarrito. L'intervento di Elisa mi fa pensare che il benaltrismo non muore mai, persino di fronte a questo bell'intervento, significativo anche perchè viene da una voce importante come la tua, Michela, e per il quale ti rinnovo i miei complimenti.
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#14 Omar Onnis 2010-12-13 17:15
Visto che il nostro sito, la nostra voce ufficiale è oscurata (non posso rivelare i motivi, purtroppo), e nell'attesa di aprire un altro spazio di comunicazione web, approfitto dello spazio personale di Michela (scusandomene) per dire un paio di cose, del tutto OT (ma forse no).

Che stia passando la versione che Gavino Sale sia vittima di un complotto e che per sostenerla si compia reato (la violazione e la divulgazione della corrispondenza privata sono due reati gravi, che infrangono un diritto costituzionalmente garantito, anche agli indipendentisti) sembra che non stupisca nessuno.

O non si ha idea di chi sia il personaggio, o non si ha idea di chi siano le persone che sono state tirate in ballo. O entrambe le cose.

Stiamo assistendo a una favola all'incontrario, dove lupo e anello si scambiano la parte (senza il consenso dell'agnello), dove il carnefice si fa passare per vittima immacolata.

A tale ridicola messa in scena si somma purtroppo una complicità, a volte esplicita a livelli imbarazzanti, dei mass media. Un giornalismo degno dell'Italia di questi tempi. Una totale assenza di capacità professionale, o di senso etico, da parte di cronisti piegatisi al ruolo di raccoglitori e spalatori di fango.
Con qualche preziosa eccezione, per fortuna.

Sappiate che nessuno reagirà sullo stesso terreno. A principi come la nonviolenza si aderisce praticandoli, non riempiendosene la bocca.

Ogni violazione di diritti e interessi sia individuali sia collettivi sarà perseguita legalmente in tutte le sedi. Ogni porcheria politica sarà segnalata. Ogni intimidazione, minaccia o azione violenta sarà resa di pubblico dominio e affidata alle cure delle autorità preposte.

Chi sperava di fermare in qualche modo l'ascesa del fenomeno indipendentista sardo ha trovato in Gavino Sale e nei suoi seguaci (in nessun modo e in nessun senso rappresentativi di iRS, dei suoi principi ispiratori e del suo progetto politico) dei complici ideale. Che loro ne siano consapevoli o no. E non saprei quale ipotesi preferire.

Non c'è nelle email divulgate (alcune ritoccate e manipolate ad arte, oltre che decontestualizzate) niente che una persona perbene, nelle medesime condizioni, avrebbe potuto scrivere. In privato, ricordiamolo.

Ciò che di serio, di politicamente e umanamente grave, Gavino Sale si è sentito dire in questi anni se l'è sentito dire in faccia, e nelle sedi più consone. Mai in pubblico (quale ingenuità!).
Anche di questo esistono registrazioni. Strano che non siano state divulgate. Forse perché ne verrebbe fuori un quadro poco edificante di ostruzionismi, accuse, intimidazioni che mal si addicono alla sedicente vittima di un complotto?

Pregherei tutti i lettori di questo spazio interessati al tema (gli altri mi scuseranno) di ragionare con la propria testa e valutare le cose al lume del buon senso e della plausibilità concreta. Le risposte verranno da sé.

Grazie, Michela.


Omar Onnis - Esecutivo Nazionale di iRS
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#15 Frantziscu Ghiacciu 2010-12-13 17:36
Contesti e stati d'animo a parte, purtroppo in quelle email si ammette chiaramente di aver PILOTATO l'Assemblea Nazionale e di essere pronti a rifarlo. La frase ("Convocazione nuova assemblea elettiva, pilotata come l'altra") è talmente lapidaria da non lasciare spazio all'interpretazione. Idem per le frasi sul controllo delle tessere.
Quanto alle email, sono VERE eccome.
E minacciando denunce per violazione della corrispondenza privata gli autori (pur esercitando un loro diritto) stanno ammettendo che è tutto vero! Senza contare il rifiuto di rispondere in merito nell'assemblea di Abbasanta.
Che tristezza!
Non sapete quanto vorrei sbagliarmi, anche considerando che conosco alcuni di loro e ho più volte avuto modo di apprezzarli.
Che tristezza!!! :sad:
Scusate per l'OT.
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#16 Omar Onnis 2010-12-13 17:40
Correggo: non c'è nelle email divulgate niente che una persona perbene, nelle stesse condizioni, non avrebbe scritto.

Chiedo ancora scusa.
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#17 Omar Onnis 2010-12-13 17:57
L'unico senso in cui può definirsi "pilotata" l'assemblea elettiva del gennaio 2010 è che abbiamo evitato che Gavino Sale non fosse eletto presidente.

Potevamo eleggere un altra persona, più degna di fiducia e più responsabile dal punto di vista etico e politico: si è evitato di dargli l'estro per ordire campagne diffamatorie e di gridare al complotto ritirando ogni altra candidatura. Nonostante questo (e senza che alcuno dentro iRS abbia fatto "campagna" contro), Gavino ha preso allora la percentuale più bassa (di gran lunga più bassa) tra tutti gli eletti a ruoli politici nazionali. Per lui, un pericoloso campanello d'allarme.

Da lì, casualmente è ovvio, parte la pesantissima e violenta campagna di delegittimazione ai danni dell'Esecutivo Nazionale e di alcune persone in particolare, di cui anche da queste parti abbiamo avuto un saggio, dopo le elezioni provinciali. Avrei voluto vedere un po' dei ben pensanti che in questi giorni si scandalizzano con tanta facilità al posto di Ornella Demuru e, in misura minore ma non certo più piacevole di altri tra noi, nell'arco degli ultimi undici mesi.

Vediamo di non cadere nella trappola della decontestualizzazione. Di email ce ne siamo scambiati non 6800, ma almeno dieci volte tanto. E non tra dieci persone (perché 10 poi?), ma tra decine e decine di persone.

Come mai c'è stata questa selezione? E perché non si rendono pubbliche nella loro interezza e sequenza cronologica?
E perché non si spiega in quale contesto di frustrazione, pressione psicologica e in alcuni casi timore per la propria incolumità quelle email sono state scritte?

E ancora: chi, a casa sua, nel proprio spazio privato, non ritiene assolutamente opportuno e del tutto lecito sfogare in modo innocuo (perché confinato a uno spazio verbale non pubblico) le proprie ansie, le proprie esasperazioni?

Insomma, facciamo di non capovolgere il senso delle cose.

Il complotto, se c'è stato, è stato ordito, con strumenti sofisticati, con un progetto ben preciso di distruzione e sputtanamento pubblico generale, da chi, di fronte alla prospettiva di essere "fatto fuori" (parole di Gavino Sale) in conseguenza delle libere e democratiche scelte di un intero movimento politico, riteneva di non avere più nulla da perdere.

Sarebbe bene conoscere meglio le cose e le persone, prima di lanciarsi in giudizi offensivi, oltre che affrettati e mal fondati.
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#18 Frantziscu Ghiacciu 2010-12-13 20:06
Beh Onnis, la sua risposta è quantomeno prevedibile (in tempi di Wikileaks, abbiamo già sperimentato come questa sia la giustificazione standard in questi casi).
Io, seguendo il suo consiglio, cerco di ragionare con la mia testa e in base al buon senso (per quello che posso, ma non credo di dover chiedere patenti a lei).
Bene, per quanto ci pensi, resto di quest'idea: se, come lei ha confermato, quelle email sono vere, per me la cosa è grave IN OGNI CASO. Per alcune in particolare è impossibile invocare circostanze attenuanti.
Si tenga presente che io sto valutando solo i FATTI, l'unica cosa che una persona nella mia posizione può valutare (dato che chiedendo informazioni spesso si ricevono solo mezze verità). Soltanto i fatti dunque. Le motivazioni interne e soggettive non le conosco, non le posso valutare e forse non mi interessano nemmeno.
Il punto è che la politica è un'attività pubblica e quindi, piaccia o meno, tutti dovranno formarsi un giudizio su ciò che sta avvenendo, anche chi non fa parte della ristrette cerchie interne (di ambo le parti) che tutto sanno e tutti conoscono. Sta a voi confrontarvi e fornire elementi oggettivi e valutabili in modo da favorire l'adozione di un giudizio corretto. Le risposte, come dice, verranno da sé.
Ripeto che la cosa più semplice sarebbe stata andare all'assemblea di Abbasanta e far valere le proprie ragioni nel confronto con l'altra parte.
Vi auguro di riuscire a risolvere la situazione, senza paura di fare un passo indietro per il bene della nazione.
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#19 Andria 2010-12-13 20:18
picciocus,
prendiamoci 5 minuti di tempo e contestualizziamo le assemblee pilotate. :D
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#20 sissi 2010-12-13 21:15
Per un periodo, per fortuna breve, mi sono avvicinata a IRS ho anche collaborato con loro per alcune cose, leggevo spesso il forum e partecipavo alle discussioni. Però più passava il tempo e più non mi piacevano nè le cose che venivano scritte nè gli atteggiamenti delle persone che vi scrivevano. Se non eri d'accordo con loro non eri indipendentista, non esisteva il dissenso ma una posizione unica nelle varie discussioni, nessuna apertura a posizioni differenti. Insomma più andavo avanti e più mi sembrava una oligarchia per pochi che un partito politico. Tutto ciò mi ha portato infatti a non votare irs alle scorse elezioni e quello che è successo con la questione di Gavino Sale non solo non mi ha stupito, ma ha confermato che tutte le sensazioni negative che avevo avuto erano assolutamente veritiere. Quindi sono assolutamente dalla parte di Gavino Sale, comunque anche quest'ennesimo movimento indipendentista finirà a schifo
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#21 Roberto Bolognesi 2010-12-13 21:42
Quando ero piccola, dormivo sempre al lume di una lampada....
e i panni sporchi si lavavano in casa.
Non sempre essere giovani è un vantaggio!
Cessu, cessu, it'arrori!
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#22 ID4 2010-12-14 01:46
Accabadda cara Michelina Murgia.
Il tuo schieramento a favore di irs è stato lecito e sincero come quello di molti altri.

Ma oggi la tua difesa a oltranza, forte della notorietà, di queste tue amicizie da serata letteraria al ristorante di mammà rasenta il ridicolo.

Dovresti sentirti PRESA PER IL CULO da queste persone.
Come e più di molti altri in questa brutta e ridicola storia.

La casata ben poco nobile dei Sedda-Demuru d'arborea a cui ti sei accompagnata non si è limitata a cercare di conquistare il trono in battaglia.

Ha tentato di avvelenare tutti i pozzi.
E da almeno 3 anni tramavano abigeato. Altro che nonviolenza, amore e indipendenza. Volevano un partito fatto di loro servi vassalli.
E dato che c'erano hanno pure preso uno scranno iglesiente di passaggio per il vecchio papà in pensione del nostro franciccio sedda.

E tu, in tutto questo interessarsi privato in atti pubblici, tra un sorriso, una festa e un passaggio in tv, sei stata fregata e messa in mezzo, con la scusa dell'intellighenzia sarda o del sacro fuoco dell'arte.

Prendi esempio da Placido Cherchi.

Ammetti che ti sei sbagliata sul conto di persone presunte amiche che forse conoscevi da troppo poco tempo. La cosa ti renderebbe più onore.

Perchè essere ingenui può starci, anche se da tipa sveglia quanto sembri essere risulta difficile immaginarti in questo ruolo, ma se fai ancora finta di cadere dal pero fino a questo punto, significa che sei colpevole quanto loro.
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#23 raffa carta 2010-12-14 14:39
ID4 ha la verita' in tasca
ma non ha nemmemo nome


mischino
che fastidio tutti questi presuntuosi che credono di aver capito tutto del modo e lo urlano in faccia insultando l'intelligenza altrui. Ascu' spostari.

sorry Michi che sopporti questi profumatissimi interventi. Ciao
Raffa
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#24 Administrator 2010-12-14 14:39
In assenza di Michela non permetterò ulteriori commenti off-topic, che verranno cancellati.

Chi vuole discutere di iRS vada sul loro sito e forum all'indirizzo:

www.irsardinia.net/
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#25 Giacomo 2010-12-14 16:53
Non so se è ancora di qualche rilevanza o interesse per chicchesia, ma volevo dire la mia sull'articolo di Michela:
sono daccordo con la tesi che lei sostiene.

ho riletto l'articolo un paio di volte per assicurarmi che da nessuna parte dicesse che non è necessario avere l'italiano.
non lo dice.

Se l'avesse detto mi sarei dissociato da lei, in quanto è ovvio a chiunque che avere un'unica lingua ha reso accessibili a sempre più persone informazioni, cultura, servizi e contatti che prima non lo erano.

ma lei non dice questo: dice che nel fare questo è stata fatta una seconda operazione non necessaria, cioè cancellare i dialetti d'origine.

ovviamente mi dissocio dalla battuta sui "leghisti" (che però, occhio, non ha fatto michela!): il lombardo, il veneto, il friulano sono diversi dall'italiano quanto il sardo, e meriterebero di venir riscoperti, quanto il sardo.
Cancellarli e relegarli al ruolo di "personaggi" da caricatura è un insulto alla cultura che rappresentano, quanto lo è per il sardo.

Pertanto io penso che gli spot propongano un messaggio giusto (è una ricchezza poter comunicare senza barriere linguistiche!) in maniera sbagliatissima (se conosci un dialetto sei un imbecille ignorante che non conosce l'italiano ma solo il dialetto)
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#26 melchisedec 2010-12-19 08:06
Ho visto lo spot soltanto una volta, quindi non ho avuto il tempo di soffermarmi sull'analisi. Per una volta sono rimasto sulla posizione del fruitore di pubblicità, non di "filologo", anzi non ho avuto neanche la minima idea di farlo.
Sul piano della fruizione la prima parte dello spot, caratterizzata da una quasi incomprensibile macedonia di "parlate" locali-lingue madri-dialetti(ciascuno può sbizzarrirsi sulla scelta che gli sembra più opportuna), è fastidiosa, ma i messaggi della voce fuori campo non sono poi così lontani dalla realtà storica. La Rai ha contribuito a unificarci(che brutta parola!) sul piano linguistico. Certamente non è stata l'unica "agenzia" a farlo. A mio parere la nota dolens dello spot è nell'avere ignorato il ruolo della scuola e delle altre istituzioni che vi hanno contribuito. Poiché però si tratta sempre di uno spot, si può anche concedere che "si iperbolizzi" un dato a proprio uso e consumo. Una specie di narcisismo "pro domo sua". Fascismo è parola grossa e terribile.
***
Mi fa molto piacere che Velvet l'abbia scelta.
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#27 Fùlviu Michèli 2010-12-29 01:48
Ottima riflessione Michela ed ottima iniziativa la tua... 8)

Tralascio alcuni commenti letteralmente fuori luogo, per ricollegarmi alla frase finale del Sig.Giovanni relativa alla "verità storica".

Io direi che la verità storica messa in evidenza da quelli spot fuorvianti e lesivi la dignità umana sia proprio il fatto che ancora oggi si debbano subire come normali o peggio come motivo d'orgoglio, dei fenomeni che se analizzati con un attimo di logica e buonsenso,produrrebero uno spot, tipo: "come ci siamo ridotti" anzichè: "come saremo stati"


Bos saludo e bos àuguro tòtu su bene de s'universu...
FM
(limba madre e natzionalidade:Sarda)
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