Poiché in Sardegna siamo orfani di una storia a misura di popolo che dia un senso coerente ai tesori che continuano ad emergere dal suolo, molti disperati finiscono per consolarsi col bricolage. Geografia Mitologica, Epigrafia Complottista, Elementi di Ufologia Nuragica, Fantascienza Rupestre, Storia delle Catastrofi Immaginarie: queste ed altre le materie insegnate all'università della Confusione Storica, dove gli incauti finiscono come pesci in una paranza, privi di un contradditorio accessibile.

Capita così che nascano balzanità come quella appena arrivata dai Riformatori Sardi, che hanno deciso di presentare una proposta di legge per chiedere alla regione Sardegna di finanziare la nascita di una "fiaba mediatica" che associ la civiltà nuragica al mito di Atlantide, idea già lanciata dal giornalista Sergio Frau in un fortunato libro. L'assessore regionale al turismo Sebastiano Sannitu sostiene la proposta di questi suoi compagni di partito. 

Pare che costoro chiedano la creazione di un istituto che dovrebbe chiamarsi NurAt (Nuraghe+Atlantide), che diverrebbe strumento interno alla Regione per "canalizzare importanti risorse economiche indirizzate allo studio delle antiche civilta' sarde, a ricerche delle conferme sul mito di Atlantide, alla creazione di un network di prodotti sardi e al sostegno di tutte le attivita' di promozione, pubblicizzazione, marketing, legate alla diffusione della nuova immagine della nostra isola".

Davvero mitico. Anzichè soldi all'archeologia per sapere come è andata veramente, la regione dovrebbe spendere "importanti risorse" per cercare conferme del mito di Atlantide. I Giganti di Monti Prama ovviamente non reggono il confronto. Geniale è poi il ragionamento - lo riporto perché le parole sono importanti - che sta alla base della richiesta (i grassetti sono miei):

Se noi riuscissimo a costruire una fiaba mediatica sulla nostra storia, sull'isola di Atlantide e sul popolo dei nuragici e se riuscissimo a legare l'idea di Sardegna alla rappresentazione del sogno immateriale della sua storia antica, avremmo probabilmente fatto bingo. Tutti conoscono l'isola di Pasqua per le grandiose statue Mohai, Stonehnge per le sue pietre, Inverness per il mostro di Loch Ness (che non esiste). Se anche la Sardegna avesse il suo mito (supportato da molte conferme scientifiche che lo rendono assai piu' reale di tante altre rappresentazioni), tutto cio' che e' sardo acquisirebbe un valore e un fascino in grado di trasformarsi in un formidabile plusvalore.

Questa cosa è firmata da Pierpaolo Vargiu, Michele Cossa, Attilio Dedoni, Pietrino Fois, Franco Meloni e Franco Mula, lo dico come promemoria perché l'idea di base stava già nel loro programma elettorale, quindi qualcuno li avrà votati per realizzarla; ma dando per certo che la giunta regionale non cadrà prima che i consiglieri abbiano maturato le rendite permanenti di anzianità, questa idiozia rischia di fare in tempo ad essere persino discussa, perché è perfettamente in linea con la politica di comunicazione turistica che la regione sta tenendo da mesi. 

Non ci credete? Date una occhiata al pluripremiato e patinatissimo spot istituzionale varato per promuovere l'immagine dell'isola all'estero. Il video è di grande suggestione e narrativamente molto efficace. Non conosco nessun sardo, anche indipendentista, che abbia resistito alla sua retorica o manifestato perplessità nel vederlo, neppure tra quelli che adesso ridono della proposta dei Riformatori.

Ecco perché vale la pena analizzarlo un attimo sul piano narrativo.

L'inquadratura iniziale è una carta geografica antichizzata che si focalizza sulla Sardegna. Il richiamo tolkeniano alla Terra di Mezzo è enfatizzato dalla profondità caricaturale di una voce fuori campo che mormora: "On the other side of the strait called Eracle's Columns, there is an island..." La citazione è tratta dai Dialoghi di Platone e si riferisce ad Atlantide, stabilendo un parallelo immediato tra il continente scomparso e la Sardegna. Con buona pace dei Riformatori, la fiaba mediatica ce la stanno quindi già raccontando.

Le inquadrature sono volutamente realizzate con il registro enfatico della vista in volo dall'alto, espediente che regala allo spettatore la medesima prospettiva di Dio sul paradiso terrestre: boschi vergini, spiagge intonse, fenicotteri in volo, rovine di varie epoche riprese con tramonto o alba sullo sfondo, cavalli lanciati al galoppo e laghi immensi che riflettono cieli di lapislazzuolo... la Sardegna è un Eden fuori dal tempo. In accordo con la dimensione mitica manca infatti ogni riferimento temporale attraverso il quale lo spettatore possa capire se queste immagini sono girate ieri o cinquant'anni fa; una epurazione non facile, ma riuscita.

A proposito di epurazione, interessante dal punto di vista narrativo è che in questo video non ci siano persone. L'isola narrata è completamente disabitata, né viene inquadrato un pur minimo segno di antropizzazione: non ci sono città, ma neanche paesi o strade. Le uniche costruzioni sono nuragiche, puniche o rimasugli di archeologia industriale ottocentesca, comunque passato. I pochissimi esseri umani che compaiono sono significativamente vestiti in costume sardo, e l'ignaro spettatore estero ne deduce che siano i sardi. Rischia di restarci molto male nel venire qui e trovare adolescenti in tanga a vista sul cavallo basso al posto di ordinati ginecei di fanciulle velate, e normalissimi impiegati di banca invece di prodi cavalieri mascherati che infilzano stelle al volo. Ma vuoi mettere il mito?

La creatura femminea che si aggira per i boschi non è una donna, è uno spirito. E' Morgana di Avalon, è Galadriel di Lòrien, è una ninfa alseide che attraversa l'isola a piedi per raggiungere il mare e abbracciarlo mentre il claim finale dichiara l'intento iniziale senza più veli: Sardinia: a myth in the mediterranean sea

Macché storia. Siamo un mito.
Parola della regione autonoma di Atlantide.

p.s. aggiunto l'11 agosto

Ulteriori riflessioni sulla sottotraccia narrativa dello spot si trovano al commento 17.

Commenti  

 
#1 Rosie Atzori 2010-08-10 18:16
Michela, adoro leggerti. Chiara, limpida, precisa e tagliente :-)
Ad essere sincera, io dubbi e perplessità misti ad un senso di fastidio non bene identificato li ho provati già la prima volta che ho visto questo filmato ... magari non li ho manifestati. Lo faccio ora. E rabbrividisco. Seppure affascinante sotto un profilo di mero marketing, mi fa tristezza pensare alla mia terra venduta come falso mito ...
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#2 Zazo Riformatlantide 2010-08-10 18:33
Cara michela, sono un tuo fan, mi piace leggerti spesso, ma ultimamente lo faccio meno e sentendo anche altri ho scoperto che condividono il mio parere dal quale nasce un umile consiglio: NON CRITICARE IL MITO DI ATLANTIDE E I RIFORMATORI, non è per te, continua a fare le cose che hai fatto sempre che sono più nobili , e rimanendo neutrale tutte le belle parole sono apprezzate da tutti. mentre così facendo stai deturpando le tue opere con le tue stesse mani, tra i tuoi fans appassionati ce ne saranno tanti (come me) che militano nei riformatori e sono discendenti diretti dei nuragici atlantidei per cui perderai molti fans, che senso ha ? almenochè la tua intensione non sia di diventare la nuova DEA MADRE (o Dea matrona, direbbe il sesquipedale Pillonca), be allora auguri... scusa se ti ho dato del tu e se mi sono permesso, complimenti per tutto il resto. Piero D'Atlantide
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#3 Dorian 2010-08-10 18:43
Terrificante le conseguenze della splendida lettura che ne fai. Se posso andare anche per associazione personale (fatta prima di leggere il tuo commento) il video a me faceva tanto un mix tra eyes wide shut di kubrick (le maschere e, in particolare, il tipo che si mette la maschera) e balla coi lupi (la riserva di indiani vestiti in costume sardo). Di eyes wide shut mi è rimasto straimpresso il rito esoterico-orgiastico, legato alla presenza di tutte quelle maschere (e la questione sesso, sotto varie forme, ritorna spesso, almeno nel film di kubrick - non ricordo se nel libro di snitzler - con la battuta finale di N. Kidman: "there is something very important that we need to do as soon as possible" "what's that?" "fuck!").
Della serie: venite nella riserva indiana, posto di mistero (il mito etc), e preparatevi magari a trombare come ricci.
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#4 Oliver Perra 2010-08-10 19:09
Interessante notare che la Regione Autonoma Sardegna (il cui stemmino compare all'inizio dello spot) nel cercare di richiamare l'interesse del turista o del visitatore senta la necessità di collocare la Sardegna fuori dal tempo (un mito). Invece la nazione scozzese colloca il fascino della Scozia in un presente tangibile : hear it, touch it, smell it, see it, live it
www.youtube.com/watch?v=Ihu42mWUICw

Sarà forse un caso, ma forse no, che proprio la classe dirigente sarda non riesca a pensare un presente per la Sardegna che sia carico del suo passato e proiettato al futuro. Avrà a che fare che finchè ci si pensa appendice di un'altra storia, un'altra entità, ci si sta negando la possibilità di creare una propria narrazione di sè che sia inclusiva e propositiva?
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#5 Marco Antonio Pani 2010-08-10 19:12
Gent.ma Michela,

concordo con te nell'analisi dello spot turistico al quale ti riferisci, anche se ho dei dubbi riguardo al fatto che una mitizzazione pubblicitaria debba per forza avere una valenza in qualche modo contraria a quella che dovrebbe essere poi, ma in altre sedi, la valorizzazione e lo studio delle nostre "risorse" archeologiche e storiche. E`verissimo che lo spot non risponde a verità, ma è anche vero che si tratta di uno spot turistico, oltretutto con un tipo di comunicazione molto diffuso attualmente (ho visto cose molto simili che pubblicizzavano l'Estremadura o la Galizia, in Spagna, per fare un esempio). In tutti i casi è uno spot che, a mio modesto parere, ha per lo meno il vantaggio di essere attraente (insomma, di svolgere il compito per il quale è stato realizzato). Poi è dovere e impegno di tutti fare in modo che chi viene in sardegna trovi cose belle e non spazzatura. Credo peraltro che la maggior parte della gente, anche se non conosce la Sardegna, difficilmente crederà di arrivare davvero in un mondo fatato, disabitato e pieno di ritratti di donna velata.
D'altronde il pubblicitario (mischinetto di lui) non poteva mica riempire lo spot di fumaioli biancorossi, uranio impoverito, bambini nati deformi, cannoni, radar, pastori che bloccano gli aerei, operai rinchiusi all'asinara, minatori chiusi nei pozzi, piccole commercianti appese a un cappio, costruttori trogloditi di palazzi con vista sulla necropoli, spazzatura ad ogni cunetta, laghi di amianto e arsenico, montagne sventrate, ecc.ecc.ecc....
Insomma, siamo d'accordo sulla non corrispondenza al vero, ma mi riesce difficile pensare ad una qualsiasi amministrazione pubblica che pubblicizzi gli scempi. E da noi ce ne sarebbero davvero troppi, da publicizzare. Per lo meno lo spot non porta la voce magnetica e accattivante dell'attore Berlusconi...
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#6 Marco Antonio Pani 2010-08-10 19:19
Atlantide...non entro in approfondimenti. Dico solo, però che mentre nascono effettivamente una miriade di fesserie fantascientifiche sul nostro passato di osservatori di stelle, rabdomanti, amici degli ufo, il libro di Frau è, a mio parere, non un libro fortunato, ma casomai un libro che ci rende un pochino più fortunati. Non si tratta di un'opera fantasiosa, ma di un saggio stradocumentato ed intelligente, scritto forse con stile a volte troppo strafottente, ma con rigore e lungimiranza.
Credo non sia un caso, nè il fatto che la mostra sul libro di Frau e sulle teorie che vi sono contenute sia stata invitata a Parigi dall'Unesco, nè quello che il mondo scientifico che studia la storia del mediterraneo si sia praticamente spaccato in due davanti al libro, ammettendo spesso (lo ha fatto anche Lilliu), che il libro ci costringe a rivedere tutta la storia antica del mediterraneo occidentale. Atlantide è un mito. L'isola di Atlante, no. Il libro soprattutto tratta dello spostamento delle colonne d'ercole nel tempo, a mano a mano che il limite del mondo conosciuto si spostava. È Platone, e non Frau, a descrivere le colonne d'Ercole uguali uguali allo stretto di Sicilia e non allo stretto di Gibilterra e a dire che una volta passate quelle si trova l'isola del Re Atlante dalla quale si può raggiungere tutte le altre isole ed il continente che tutto circonda. Ed è un faraone piuttosto importante a dire che i popoli del mare, fra loro gli SHARDEN, hanno attaccato l'Egitto con animali, donne e bambini perchè fuggiti ad un terribile cataclisma che ha colpito e distrutto le loro città.
È precisamente un peccato che tanti libri spazzatura stiano vanificando il lavoro di Frau. cerchiamo di non aiutarli citando proprio solo il suo nome quando si parla delle proposte idiote che fanno i politici. Una fiaba...mamma mia, che cosa tocca sentire...!
Grazie Michela, per lo spunto di riflessione ed anche dell'informazione.
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#7 Daniele Addis 2010-08-10 19:22
Cioè? Tra il mito e gli scempi non esiste nessuna gradazione intermedia e veritiera che evidenzi le bellezze della Sardegna?
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#8 Sa Crabarissa 2010-08-10 19:26
Questo video esiste in realtà già da un annao e circola tra youtube e facebook da allora...a me francamente non ha fatto rabbrividire, anzi mi sono stupita per quanto fosse montato bene e molto suggestivo. Devo precisare che non sono affatto d'accordo con il finanziamento del NurAt che mi sembra una gran baggianata insieme alla teoria di Frau. Oltretutto esiste già da almeno 2 anni cara Michela un'agenzia (che ha collaborato nella realizzazione di questo filmato) che promuove la Sardegna con il mito di Atlantide e anche il loro sito ha avuto importanti premi per la grafica etc. Il sito è bello, ma credimi non efficace quanto booking...
Basta pensare a quanta pubblicità ha fatto il Codice da Vinci a certi luoghi anche se tutti sanno che è solo un romanzo, perciò se il richiamo pubblicitario avviene per la Sardegna allo stesso modo tanto meglio, l'importante è non finanziare progetti "mitologici"!
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#9 Andrea Nonne 2010-08-10 20:25
Brava.
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#10 paolo 2010-08-10 22:11
Quando eravamo re....insisto
(tanto nessuno mi ascolta)
ma la bellissima canzone
e il bellissimo film
sull'orgoglio dei neri americani
e su Moamhed Alì
sono la migliore risposta
tutto si basa sull'"immaginario"
anche la storia più storica
anche la Resistenza, se ci pensiamo solo un attimo, noi sardi ora e forse solo ora
abbiamo biscogno di questo, noi non siamo i "padani" o i catalani o i fiamminghi
noi siamo sardi , siamo negri
siamo stati considerati razza inferiore e maledetta per secoli
e da questo che bisogna ripartire...
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#11 Michela Murgia 2010-08-10 22:59
@ Oliver Perra: grazie di aver citato lo spot scozzese, perché io stavo per citare quello della regione Toscana, che per quanto discusso e discutibile per altri versi, ha quantomeno il pregio di una narrazione moderna, lontana dalle donne rinascimentali che ti saresti aspettato, e anche dai casali nel Chiantishire che tanto piace immaginare ai turisti stranieri.
www.youtube.com/watch?v=wX-2EX8J4hY

@ Marco Antonio Pani, faccio mia la domanda di Daniele, perché se è ovvio che un pubblicitario mette in scena quello che conquista e non quello che disgusta, è anche vero che è ben triste pensare che l'unica cosa che potrebbe conquistare il visitatore sia un paesaggio senza la sua cultura, cioè in definitiva una Sardegna senza i sardi ("il problema della Sardegna sono i sardi", dove l'ho già sentita...?).

Sergio Frau non ha colpa del vuoto storico lasciato dagli accademici. Quando si perde fiducia nella scienza si è pronti a credere a tutto, che siano le ricerche di Frau o le fantasie alla Roberto Giacobbo. L'unica cosa che ci resta non può che essere il mito, se la storia è nascosta in cantina e il presente non viene narrato.
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#12 alida 2010-08-11 07:40
coem dire,non avevano qualcosa di più importante da fare?in tuttii sensi,eh
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#13 Bomboi Adriano 2010-08-11 08:42
La critica di Michela non credo sia pertinente alla natura del video menzionato. Anche perché è stato studiato per il mercato giapponese, non con l'intento di eliminare la realtà storica, né di documentarla. Quanto solo con quello di fornirne i tratti più suggestivi. Segnalo un dialogo con il regista del video: sanatzione.eu/.../... Ci sono al mondo inoltre decine e decine di spot che puntano allo stesso obiettivo, ma non per questo si grida allo scandalo o ci si lamenta se mancano i tanga con i culi al vento, né si grida a chissà quale attacco ad un passato storico (che comunque deve essere approfondito). E' probabilmente il primo ed unico decente spot della Sardegna mai fatto (almeno sin'ora), se riusciamo ad accanirci anche contro i lavori ben fatti, allora non so dove vogliamo andare a parare.
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#14 Michela Murgia 2010-08-11 08:57
Bomboi, la richiesta alle istituzioni di finanziare la creazione di un mito non è pertinente con la narrazione istituzionale del medesimo mito? Come sempre brilli per lucidità.
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#15 Bomboi Adriano 2010-08-11 09:20
Mi stavo riferendo alla tua critica al video, non alla proposta dei Riformatori (che comunque non trovo scandalosa, purché la politica non si basi solo sul mito ma lavori per approfondire i fatti storici e divulgarli, soprattutto dalla scuola pubblica). Non capisco questa tua risposta sprezzante sulla lucidità, ma se proprio insisti ti ricordo che sostieni un movimento politico che promuove l'albero giudicale come simbolo della nazione Sarda. Sfortunatamente tale albero non ha solo origini Sarde e non rappresentava affatto una nazione Sarda nella sua interezza. Solo gli interessi di una casata iberico-Sarda, che per altri Sardi era avversaria. I miti insomma li troviamo ovunque, anche nei posti più insidiosi in cui infilarli, tipici del nazionalismo ottocentesco: la politica. O forse anche IRS non ha l'ambizione di istituzionalizzare la sua proposta politica? Ripeto, trovo sbagliata la proposta dei Riformatori SOLO se questa non troverà altri elementi di sostegno allo studio ed alla promozione della storia effettiva dell'isola. Quindi, in termini di romanzatura e forzatura della storia (per piegarla a scopi politici od economici), che c'è di diverso (su questo argomento) tra il movimento da te criticato ed il movimento che sostieni?
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#16 Giacomo 2010-08-11 09:25
Ciao Michela: devo dire che mi trovo daccordo con Sa Crabarissa

premesso (come Sa Crabarissa ha premesso) che ovviamente non sono daccordo col finanziamento a NurAt
premesso che ovviamente non sono daccordo con il cancellare la vera archeologia sarda in favore di una finta archeologia atlantidea

fatte queste premesse... scusa, ma quando vuoi andare in vacanza cosa guardi?
accidenti, voglio cercare la migliore guida turistica su come trovare ragazzi vestiti alla cavolo, ah, ecco qui, un bel riferimento su come individuare i migliori impiegati di banca in giacca e cravatta, e qui un bell'inserto speciale sui rifiuti! guarda che bello! prenota subito un bel ryanair per quel posto :D

ti faccio un parallelismo con l'Irlanda: quando parli dell'Irlanda la gente cosa pensa? primo pensiero, dai: birra, folletti, musica tradizionale, the king of the dance.
L'Irlanda non è niente di tutto ciò, nè assomiglia alle canzoni dei Modena City Rumblers. L'Irlanda è una nazione fortemente capitalistica, con un sacco di impiegati di banca, giovani che ambiscono al Master, non alla laurea, realtà imprenditoriali ed una forte crisi bancaria. Hai voglia di venirci dopo queste parole? Non credo proprio!
ma se ti faccio vedere un bel documentario sul Connemara, sulle foreste del Donegal, sul golfo di West Cork, su Temple bar a Dublino, allora si che ci vieni

dunque mi trovi daccordo nella tua critica al togliere soldi all'archeologia vera per rinforzare il mito della sardegna atlantide, ma a mio parere il prodotto che si vende della Sardegna è la sua bellezza paesaggistica (quella che non hanno già portocervizzato), certamente non gli impiegati di banca, la crisi economica, la vita notturna (vedi operazione chioschi poetto) o simili, dunque dovendo fare una cartolina avrei seguito anch'io lo stile di quella che hai mostrato
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#17 Michela Murgia 2010-08-11 10:56
Stiamo mischiando i piani.
Non ho criticato l'efficacia pubblicitaria del video, o la sua potenza espressiva. Al contrario, ho detto che è fatto benissimo e che funziona per quel che deve funzionare.

Ho criticato piuttosto la sua narrazione, la specifica "favola mediatica" che c'è dietro, che non è un affare turistico, ma riguarda invece l'immaginario della gente che in quest'isola ci abita tutti i giorni.

Quella specifica narrazione continua a ripeterCI che per sedurre il turista l'unica cosa che possiamo fare è metterci il costume sardo e portarlo sull'ultima spiaggia deserta, perché questa terra non ha cultura da offrire, ma solo folklore e paesaggio. Se i giovani sardi continuano a desiderare di varcare il mare perché convinti che la Sardegna non abbia niente da offrire oltre alle spiagge, in qualche misura dipende anche dalla narrazione che costantemente ne facciamo all'esterno, che diventa anche - questa cosa finiamo sempre per dimenticarcela - AUTOnarrazione.

C'è poi il lato amaramente comico della medaglia. Questo spot a giudicare dalla data di realizzazione è pagato dall'amministrazione Cappellacci, cioè l'amministrazione che ha vinto le elezioni con la promessa di aumentare la volumetria edificabile sulla costa. Ma lo spot che viene proposto mostra spiagge vergini, nemmeno un albergo a turbarle, neanche un villaggio turistico in stile architettonico finto tradizionale. C'è qualcosa di comicamente autolesionista nel plaudire a un Cappellacci che per promuovere la Sardegna deve visualizzare il sogno paesaggistico di Soru. Verrebbe da dire che persino il sedicente babbeo capisce che la sua prospettiva non è attraente, che il valore esterno di quest'isola sta nella misura in cui la si mantiene "paradiso terrestre". L'incongruenza però resta: quella non è la Sardegna che abbiamo votato con Cappellacci, e la domanda non può certo farsela il turista giapponese, ce la dobbiamo fare noi.

C'è anche di più, però. Il ricorso al mito di Atlantide è l'eco dell'eterno complesso di inferiorità dei sardi. Qualunque cosa di straordinario ci sia sull'isola - colossi di pietra, costruzioni uniche nel loro genere in tutto il pianeta, il solo esempio di ziqqurat in Europa, impressionante biodiversità... - non potrà mai comunque reggere il confronto con qualcosa che viene da fuori, con il Mito dell'Altrove Superiore. La strada che passa per la valorizzazione di noi stessi sembra sempre perdente rispetto a quella di farci legittimare dall'esterno. Esagero? Rileggiti la spiegazione della proposta dei Riformatori: "...tutto ciò che e' sardo acquisirebbe un valore e un fascino in grado di trasformarsi in un formidabile plusvalore".
Come a dire che di per sé tutto ciò che è sardo non ha valore né fascino sufficiente.
Noi compresi.

Questo spot, fatto salvo il conquistato turista giapponese, racconta anche questo.
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#18 Farris in vacanza 2010-08-11 11:22
"C'è qualcosa di comicamente autolesionista nel plaudire a un Cappellacci che per promuovere la Sardegna deve visualizzare il sogno paesaggistico di Soru."

Cazzarola, ha ragione la Murgia. Mica ci avevo pensato.
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#19 Giacomo 2010-08-11 12:07
Scusa Michela ma, commenti politici a parte, tu cosa metteresti in un filmato pubblicitario?

Cioè...io sono il tipico turista (non quello colto / finto-colto, non quello che va a cercare la cosa particolare, non quello che già conosce, ma proprio quello medio, che non sa un cavolo del posto in cui va e vuole solo svagarsi con la famiglia, riconquistare qualche ora romantica con la moglie, giocare un po' coi figli) voglio sognare:
voglio sognare città piene di vita? beh, certo non sogno la sardegna! sogno Londra, Sydney, New York. e so bene che Cagliari e Alghero hanno qualcosa da offrire ma non entrano certo in competizione
voglio sognare agriturismo? sogno la toscana. e so che anche la sardegna sta cercando di entrare in competizione, ma non può paragonarsi al marketing preciso e mirato della toscana
voglio sognare montagna? sogno le Alpi. so bene che abbiamo impianti sciistici nel gennargentu, ma certo non reggono il confronto.

Della sardegna vende il patrimonio naturale, misto a un po' di archeologico.
Vende anche il folklore se misto a buon cibo.

premetto che continuo a parlarti del turista medio, perchè quello colto / finto-colto non bastano a pagare le bollette, e la croazia è mooooooooolto più affordable e non particolarmente meno interessante.

La cultura sarda? La vera cultura sarda? non credo che pagherebbe le bollette.

Ma non perchè è sarda, non perchè abbiamo un complesso di inferiorità, non perchè non ne sappiamo abbastanza.

La cultura sarda non vende in uno spot turistico pubblicitario perchè la cultura non vende in uno spot turistico pubblicitario. Punto


Se io sono il turista medio e vedo cultura penso "cheppalle", che sia cultura sarda, di lanzarote, di ibiza, di new york.

Se vedo belle spiagge, costumi dai colori sgargianti, un po' di monumenti, il tanto da organizzare 1 max 2 gite turistiche una sera che non sono al mare o in una foresta allora comincia ad interessarmi, e poi magari ci vado veramente a scoprire qualcosa di quella cultura, dopo che ci sono andato nel posto, dopo che l'ho prenotato il biglietto ryanair, dopo che la sistemazione in albergo è buona, dopo che il personale parla inglese, dopo che il livello di servizio è paragonabile a quello che riceverei in Portogallo, ecc. ecc.

dopo tutte queste cose, cioè dopo che la mia vacanza va bene e non mi devo preoccupare che l'unica comunicazione tra Alghero e Cagliari è un pullman che ci mette 4 ore e mezza(!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!), allora certo che mi interessa anche la cultura

lo spot cerca di vendere una vacanza dove questi problemi non ci sono, e ci riesce anche bene

dopo che i turisti lo prendono il ryanair per venire, allora bisogna cercare di fargliela conoscere la cultura, pacchettizzandola in un prodotto che sia vendibile, magari con una traduzione sardo-inglese.

Ora partiranno una serie di insulti, ma questa rimane la mia opinione
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#20 Michela Murgia 2010-08-11 12:41
Giacomo, proprio non riusciamo a capirci stavolta.
Tu continui a pensare a come vendere la Sardegna ai turisti.
Io ho la preoccupazione di come si raccontano la Sardegna i sardi.
Nessuna narrazione ha mai un solo destinatario, smettiamola di considerare il turismo un'industria leggera quando è evidente che per servirla finiamo per autocolonizzarci l'immaginario.
E' un discorso un po' più complesso di "cosa cerco quando vado in vacanza".
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#21 andrea 2010-08-11 12:47
Giacomo, ma secondo te l'Egitto fa gli spot sulle spiagge o sulle piramidi? Io dico che li fa su entrambi, o se proprio deve scegliere, le piramidi (visto che ce le hanno solo loro, le spiagge anche noi!)
Chi lo ha detto che la cultura non sposta turismo? Bisogna solo chiederci che tipo di turisti vogliamo spostare, e magari se troviamo la risposta potremo liberarci anche un po' dell'idea che per campare dobbiamo irretire la famigliola cafonal che vuole il chiosco in riva e la porta che si apre sull'acqua.
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#22 Bomboi Adriano 2010-08-11 13:01
Michela, stai facendo un minestrone ideologico della faccenda. E non hai risposto all'altro quesito che ti ho posto su politica, mito e tentativo di istituzionalizzazione. Non vedo cosa c'entri la tua lettura delle manovre edili attribuite a Cappellacci con la commissione dello spot (da parte dell'assessorato al Turismo) al regista, il quale ha semplicemente ricevuto un incarico e l'ha tradotto secondo la sua personale spiegazione che trovi nella nostra intervista con Marassi che ti ho segnalato nel mio primo intervento. Ma seguendo il tuo ragionamento...siccome alla Giunta Cappellacci vengono attibuiti tutti i mali del mondo (alcuni fondati), allora il video non s'aveva da fare? E' semplicemente un prodotto che risponde ad esigenze turistiche e di marketing dell'isola, in quanto generalmente il turista giapponese che arriva in Italia non supera mai il Mar Tirreno. Quindi per invogliare quel tipo di turista a salire su una barchetta o su un aereo..non bastavano solo le chiappe abbronzate di qualche bella signorina che già questo disgraziato nipponico si trovava nel resto della penisola italiana...serviva altro. E che c'è di male se un prodotto pubblicitario deborda dalla storia al mito? Non è un documentario, lo scopo è commerciale, non culturale. Allora censuriamo pure lo spot dello yougurt in cui la Marcuzzi fa credere di avere quel fisico grazie ai fermenti lattici "vivi" (che confesso, mi hanno sempre inquietato...!!!). Che poi il video di Marassi trasmetta determinate impressioni che hai riportato è solo una tua personale interpretazione. Al contrario, in molti Sardi che l'hanno visto ha suscitato curiosità ed interesse verso una storia che non hanno trovato nelle scuole durante l'infanzia. Ma ripeto, va valutato per quello che è: un prodotto commerciale, non altro. Per l'approccio culturale invece dobbiamo chiedere alla politica, che ripeto, non dovrebbe fermarsi al mito. Ma anche il mito stimola l'attenzione (pure nei politici). Lascia correre Michela...non ti preoccupes!
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#23 Giacomo 2010-08-11 13:21
Citazione Michela Murgia:
Giacomo, proprio non riusciamo a capirci stavolta.
Tu continui a pensare a come vendere la Sardegna ai turisti.
Io ho la preoccupazione di come si raccontano la Sardegna i sardi.
Nessuna narrazione ha mai un solo destinatario, smettiamola di considerare il turismo un'industria leggera quando è evidente che per servirla finiamo per autocolonizzarci l'immaginario.
E' un discorso un po' più complesso di "cosa cerco quando vado in vacanza".


Michela, come detto: sono daccordo che il parallelismo Sardegna-Atlantide è idiota, e se parliamo di levare soldi alla scienza per darli alla fantascienza stiamo parlando di azioni idiote, compiute probabilmente da persone che non conoscono su quali punti della loro storia fare leva per creare un prodotto commercialmente appetibile per la generazione dei Mc Donalds.
Questa parte del tuo discorso l'ho capita, e non solo l'ho capita: la condivido.

La parte su cui sono scettico è il modo in cui pacchettizzare la cultura per venderla alla generazione dei McDonalds, e a mio parere quel modo passa attraverso i film americani, che saranno meno ricercati di quelli eurocolti, ma sono nell'immaginario.
Dunque cavolo...certo che ci metterei un po' di Lord of The Rings se servisse a vendere il prodotto sardegna, e ci metterei anche un po' di Fool's Gold! altrochè! e anche un po' di The Beach! esattamente come per vendere Londra ci metterei un po' di Harry Potter ed un po' di Sherlock Holmes, perchè se dovessi affidarmi a Snatch e Rockn'rolla non ci metterei mai piede a Londra, perchè mostrano che è una pattumiera!

E questo risponde anche @Andrea: l'Egitto le vende le piramidi. Cavolo se le vende!
ma come le vende? certo non attraverso la cultura che sta dietro le piramidi! Ma nemmeno un po': vende "il mistero" delle piramidi, "i segreti" delle piramidi. Vende James Bond, l'Egitto, vende un po' di milleunanotte - misto agatha christie - misto romanzo d'avventura, avvolto in un villaggio turistico con spiagge da sogno e una barriera corallina stupenda, non certo la cultura egiziana.

Le ho viste le cartoline sull'egitto, e quelle sull'algeria (altra terra stupenda), e quelle sulla tunisia, e tutte ricalcano questo stesso modello di packagizzazione, che è quella che ti fa dire (mentre sei all'agenzia di viaggi del centro commerciale con tuo figlio che ti dice "paaaa, daaaai, voglio il gelatoooo") ok signorina, blocchiamo le date dal - al

questa la mia opinione, ovvio
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#24 Farris in vacanza 2010-08-11 13:35
Eccolo, eccolo, ECCOLOOOOOOOO Vai Adriano, facci sognare!
Accusi la Murgia di fare minestroni ideologici quando sei tu che come sempre ficchi il tuo feticcio preferito --- IRS-IRS-IRS SEMPRE IRS anche se si parla di fritto misto di gamberetti e totani --- dentro un discorso dove proprio non c'entra un cazzo. (O sa maista, si può dire cazzo qui dentro, che questo disclaimer a me mi fa paura?) Essendo che sono in vacanza e non ci ho un totano da fare magari riesco a spiegarti io il rapporto tra una pubblicità regionale che descrive la Sardegna vergine e selvaggia e un governo regionale che vara piani cemento con aumento di cubature fino al 30%: si chiama "pubblicità ingannevole", e quello che la Murgia sta cercando di dirti con la solita pazienza (deve essere in vacanza pure lei, fiat ora) è che il destinatario della pubblicità non è solo Toshiro Minkuama da Tokio, ma pure di traverso Efisio Porcu da Siliqua.
La Murgia, santa signorina, sta cercando (io credo) di farti capire che la Sardegna che cerchi di vendere rischia di essere la stessa che ti compri anche tu. Solo che è falsa, o è solo un pezzo, o è aggiustata con il fotosciòp.
Poi lei che è scrittora la chiama "narrazione", io che sono ignorante la chiamo presa per il culo.

Adesso vado a bermi un mirto, liquore tipico sardo dei miei coglioni, altra presa per il culo narrazione a cui abbiamo finito per credere.
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#25 Giacomo 2010-08-11 13:46
e, Andrea, lascia che ti dica anche un'altra cosa: "la famigliola cafona" non va guardata con disprezzo, perchè è quella che aiuta a pagare le bollette

personalmente sono in netto disaccordo col "decidiamo quale turista vogliamo": non funziona così, manco per un po'

nel frattempo che tu decidi la croazia, il portogallo, la spagna, tenerife e Lanzarote, il sud della francia...hanno tutti già deciso, e fanno tutti prezzi migliori dei tuoi

non vogliamo gli yacht
non vogliamo "la famigliola cafona"

chi vogliamo? vogliamo il turista ricco, interessato al patrimonio culturale, rispettoso di tutto, che non chiede un'organizzazione, che conosce la nostra storia, che non sporca, che parla la nostra lingua, che ... non esiste.
Almeno non più di quanto esista il principe azzurro (che poi l'azzurro è un colore che sta bene sul mare e sul cielo, ma se ci vedi uno vestito d'azzurro come minimo gli dai una passata di colpi :D )

ti cito ancora l'Irlanda: Irlanda = Leprecauni, per molti, per moltissimi = elfi, = fiabe, = tradizione.
Prova a fare ad un Irlandese una battuta sugli elfi: ti becchi un boccale di birra in testa. Sai perchè? Perchè da secoli li prendono per il culo sugli elfi come a noi ci prendono per il culo per il pastore sardo, dunque all'irlandese di oggi, che ha mediamente una laurea se non un master, che ha viaggiato, che parla un paio di lingue, che magari lavora per google o microsoft, se gli dici che la loro lingua è antica ed assomiglia alla lingua delle fiabe, non gli fai un complimento.

E allora quello non viene più venduto? manco per sogno: certo che viene venduto, eccome! Nell'immaginario collettivo l'irlanda è ancora moltissimo birra, pubs, folletti, tradizioni, e finchè questo prodotto vende non vedo gli irlandesi impegnati a dirti che la birra e i pub creano problemi di alcolismo tragici che lo stato combatte con pubblicità progresso, che i folletti sono una battuta che li offende come se a noi ci dici con accento nordico "sei unu pastorellu sardu eh?", e che le fiabe le raccontano solo ai turisti

ma finchè è quello il prodotto che vende... lo vendi

poi quando la gente ci arriva in irlanda, quando vede che, affianco alle pianure incontaminate del connemara c'è anche un'altra realtà di cultura viva ed attuale...allora si interessa ;)
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#26 Michela Murgia 2010-08-11 14:12
Giacomo, vogliamo tutti, ma in un quadro di regole che rispetti il territorio e chi lo abita, non in un selvaggio west che tra cemento sul mare e legittimazione degli stereotipi ci renda tutti schiavi inconsapevoli dell'immagine che in teoria dovevamo solo limitarci a sventolare sotto il naso dell'incauto turista.

Ti consiglio una lettura estiva, se hai voglia: l'autore è Giulio Angioni, la casa editrice è Sellerio, il libro è "Assandira", un bellissimo romanzo che tra le altre cose mostra quanto è insidioso - se c'è - il confine tra il verosimile e il vero, tra l'inganno e la conseguenza. Angioni è antropologo e scrittore, e questa delicatissima contraddizione nessuno l'ha ancora detta meglio di lui.
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#27 Stefano Soi 2010-08-11 14:29
Buongiorno a tutti,
io condivido assolutamente tutta l'analisi fatta da Michela. Vorrei aggiungere il mio contributo alla discussione e spero nelle parole successive di non tradire il suo pensiero.

I politici unionisti/dipendentisti sardi dormono, poiché tendono a "esserci" in un sonno mentale che non permette loro di comprendere la loro vera origine (la loro nazionalità). Apprezzano di più il letame che le cose preziose, non riescono ad indagare nel profondo del loro animo, hanno timore di abbandonare l’ingannevole e persuasivo mondo delle televisioni e delle false credenze di cui si nutre la massa. Anzi lo alimentano, lo nutrono e lo irrobustiscono. La storia quasi viene congelata, l'innocenza del divenire e la consapevolezza del proprio impegno e della necessità del proprio esserci in maniera autentica scompare e si cerca il cattivo mito, un mito senza vita, statico, di morte.

Dove sono i concetti di libertà, di giustizia, di salute, di dignità che pure dovrebbero essere la carne ed il sangue del nostro popolo?? Questo spot è figlio di un processo di reificazione in cui alla fine ciò che in effetti si arriva ad amare è l'immobilismo delle cose, l'oggetto, ed infatti il soggetto etico sardo (il popolo) quasi non esiste.

E' uno spot, secondo me, dove il passato viene abbandonato a se stesso, dove l’uomo diventa fatalista, dove alla fine il sardo vede difetti propri atavici, la storia diventa destino e si vivrà nell’attesa di un salvatore (questa volta il turista sulla nave da crociera) che venga da lontano e possa riempire le proprie mancanze. E' un messaggio subdolo con cui ancora una volta ci auto/colonizziamo.

Invece di vedere l'isola come inserita nelle dinamiche del mondo, aperta, inclusiva, paradossalmente la si allontana dal luogo storico e geografico in cui esiste o ha sempre desiderato farlo. La si slega dal resto dell'umanità, dal resto delle civiltà, la si impoverisce di ciò che distingue gli esseri umani dalle bestie: il linguaggio e la moralità.

E' uno spot, in altre parole, per esaltati. Per persone che vivono tra la depressione dell'essere una regione, periferia della periferia dell'Europa (o forse del mondo), e la megalomania di sentirsi "quasi un continente" (come l'Asia o l'Africa pensate un pò), come recitava la "stupenda" intuizione pubblicitaria trovata pochi anni fa..

Con autentica stima.. Stefano Soi
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#28 Farris in vacanza 2010-08-11 14:35
Nooooooooo Stefano Soi, hai detto cose bellissime e verissime, ma hai pronunciato la parola TABU'!

---I POLITICI AUTONOMISTI - DIPENDENTISTI ---

e adesso Bomboi cosa dirà, cosa farà, in cosa si scatenerà???

HAI SVEGLIATO LA BESTIA!
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#29 Giacomo 2010-08-11 15:51
Si, ok, Stefano Soi, va bene tutto, ma se il Sardo cade nella trappola dei suoi stessi spot pubblicitari la colpa è dello spot o del sardo?

Sempre e solo dello spot? Veramente? Dunque poveri italiani lavacervellati dalle pubblicità ingannevoli delle tv di Berlusconi? Nessuna accountability? Proprio nessuna nessuna?

mah...

Quello è uno spot per vendere ad un turismo di massa, perchè è il turismo di massa che paga le bollette della crescente microeconomia dei B&B, quella che tiene i soldi in sardegna e non li spedisce alle grandi catene alberghiere oltremare. Il turista di massa (quello che in tanti interventi si guarda con disprezzo e commiserazione) cerca un momento di svago e di sogno, non gliene frega niente di soggetti / oggetti etici, o di inserire il luogo in cui va in vacanza in una realtà geografica - storica - sociale - politica: sta andando in vacanza! E se l'oggetto etico / storico / geografico che è il popolo sardo imparasse un po' di Inglese riuscirebbe magari ad interagire anche un po' meglio con quel turista di massa, e a rendere interessante la propria cultura per lui, che non ha nessuna colpa nell'essere turista di massa, proprio nessuna.

Il sardo che cade nel tranello di quello spot, d'altro canto, lui si che qualche colpa ce l'ha! E qui mi richiamo anche all'interessantissimo articolo che hai scritto sui giganti, Michela: certo che è fastidioso quando il ministero arriva e ti prende due statue per portarle in Cina prima ancora che il tuo stesso popolo le abbia viste, ma chi cavolo ce le ha lasciate lì per 30 anni?

ora non vorrei cappellaccizzarmi e dire che i sardi sono il problema della sardegna, ma non credo al sardo che si autocolonizza culturalmente, anzi sono proprio in netto disaccordo con questa visione della TV che colonizza le menti, e toglie qualsiasi responsabilità allo spettatore che, povero innocente, preda di uno spot, non ha gli strumenti per fare una riflessione.

Siamo nel 2010, era di internet, degli UMV e di bei blog come questo: se un sardo non conosce la sua storia e crede di venire da atlantide la colpa, a mio parere, è solo sua
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#30 frank 2010-08-11 16:14
Citazione paolo:
Quando eravamo re....insisto
(tanto nessuno mi ascolta)
ma la bellissima canzone
e il bellissimo film
sull'orgoglio dei neri americani
e su Moamhed Alì
sono la migliore risposta
tutto si basa sull'"immaginario"
anche la storia più storica
anche la Resistenza, se ci pensiamo solo un attimo, noi sardi ora e forse solo ora
abbiamo biscogno di questo, noi non siamo i "padani" o i catalani o i fiamminghi
noi siamo sardi , siamo negri
siamo stati considerati razza inferiore e maledetta per secoli
e da questo che bisogna ripartire
...
è qui che bisogna fermarsi.
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#31 Bomboi Adriano 2010-08-11 16:56
Mentre Michela cita il testo dell'Angioni per avvalorare la sua tesi, non ci spiega però come mai lo stesso concetto del rischio di istituzionalizzare il mito non valga (ad esempio) per la bandiera giudicale proposta da IRS che non rappresentava tutta la Nazione Sarda...ma il mito lanciato da Franciscu Sedda nessuno osa metterlo in discussione...(altrimenti come giustificare l'equazione Aragona-Bellieni-4 Mori-Autonomismo-PSD'AZ?). Però si criticano solo i Riformatori. Per la serie: "Son tutti critici, ma col cu*o degli altri". A me parrebbe più rischiosa l'istituzionalizzazione di un mito per ragioni politiche piuttosto che per ragioni commerciali. La storia ce lo insegna. In tutto il mondo esistono gli spot riferiti ad un preciso target di utenza. E' comprensibile che poi al prodotto vi accedano anche terzi, ma ciò non significa che tutti gli altri gli attribuiscano la medesima interpretazione. Si è contestato un prodotto commerciale (come il video di Marassi) che rientra in tale categoria, quasi fosse un documentario di divulgazione storica. Cosa che non è. Se non capite la differenza tra queste due cose la discussione ha poco senso logico per continuare. Assieme a tutti gli strali contro la teoria Sardegna-Atlantide (che come ha confermato lo stesso regista: è solo teoria, non certezza), senza nulla togliere alla storia. Chi lo dice poi che i Sardi si identificano solo in una certa maniera se vedono uno specifico spot? Sono congetture.
Per quanto riguarda la proposta dei Riformatori: è giusto che i soldi pubblici non vengano spesi per confermare il mito, ma per indagare, verificare ed eventualmente confermare il nostro passato. Il punto è che in corso d'opera le cose potrebbero pure coincidere. Ma non c'è niente di male se a livello commerciale si utilizza ANCHE il mito.
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#32 Daniele Addis 2010-08-11 16:59
Ma scusate, cos'è che non era chiaro in questa frase di Michela: "Non ho criticato l'efficacia pubblicitaria del video, o la sua potenza espressiva. Al contrario, ho detto che è fatto benissimo e che funziona per quel che deve funzionare."?

Detto questo, certo che il problema è dei sardi che credono a quello che dice lo spot, infatti è di questo che parla il post, mi pare, visto che è stata avanzata la proposta di fininziare la ricerca in quella direzione (con buona pace dei ricercatori seri che si troveranno costretti, per finanziarsi, a presentare progetti atlantidei). E non si tratta nemmeno di sardi qualunque, ma di esponenti della maggioranza governativa.
Ci fossimo trovati in una situazione diversa in cui il governo sardo, nella piena disponibilità del proprio patrimonio archeologico (cioè senza la necessità di chiedere al ministero per spostare un sassolino) lo gestisse in una funzione storica non fine a sè stessa, ma incastonata anche in un contesto economico in cui la valorizzazione della propria specificità favorisce l'avvicinamento tra culture, chissenefrega della storiella propinata ai giapponesi (in un contesto del genere ci si sarebbe fatti una risata magari pensando al pacco che si stava propinando al povero nipponico).
In assenza di ciò però ci troviamo con il continuo peregrinaggio di politicanti locali da quel geniaccio di Bondi che impartisce benedizioni e rassicurazioni... tante grazie.

Per quanto riguarda l'inglese, insieme al francese, allo spagnolo e probabilmente anche il tedesco sarebbe pane di tutti i giorni in un contesto indipendente dove per forza di cose bisogna aprirsi a 360° al mediterraneo e all'Europa... ma fino a quando ci si continua a considerare regione periferica dell'italia quello rimane l'orizzonte, pure linguistico... e non è che il resto degli italiani stiano messi così bene in quanto a lingue, l'idiota monolinguismo che esalta la "bellissima" lingua italiana ha fatto anche di questi danni.
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#33 Daniele Addis 2010-08-11 17:02
Bomboi... la differenza tra l'esaltazione mitica di un qualcosa la cui esistenza è quanto meno dubbia e il togliere dalle polveri della storia un simbolo e delle vicende effettivamente accadute non la vedi, vero?
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#34 Bomboi Adriano 2010-08-11 17:10
Nò, non la vedo Addis, perché è un mito il fatto che la bandiera giudicale rappresentasse la Nazione Sarda. Un mito può partire sia da elementi reali che di fantasia. Il discorso quì trattato parla del rischio di istituzionalizzare un mito. E nell'argomentare il problema è stato trattato in maniera inappropriata un prodotto commerciale come se fosse un documentario. Tutto quà.
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#35 Giacomo 2010-08-11 17:57
Citazione Daniele Addis:
Ma scusate, cos'è che non era chiaro in questa frase di Michela: "Non ho criticato l'efficacia pubblicitaria del video, o la sua potenza espressiva. Al contrario, ho detto che è fatto benissimo e che funziona per quel che deve funzionare."?

Detto questo, certo che il problema è dei sardi che credono a quello che dice lo spot, infatti è di questo che parla il post, mi pare, visto che è stata avanzata la proposta di fininziare la ricerca in quella direzione (con buona pace dei ricercatori seri che si troveranno costretti, per finanziarsi, a presentare progetti atlantidei). E non si tratta nemmeno di sardi qualunque, ma di esponenti della maggioranza governativa.
Ci fossimo trovati in una situazione diversa in cui il governo sardo, nella piena disponibilità del proprio patrimonio archeologico (cioè senza la necessità di chiedere al ministero per spostare un sassolino) lo gestisse in una funzione storica non fine a sè stessa, ma incastonata anche in un contesto economico in cui la valorizzazione della propria specificità favorisce l'avvicinamento tra culture, chissenefrega della storiella propinata ai giapponesi (in un contesto del genere ci si sarebbe fatti una risata magari pensando al pacco che si stava propinando al povero nipponico).
In assenza di ciò però ci troviamo con il continuo peregrinaggio di politicanti locali da quel geniaccio di Bondi che impartisce benedizioni e rassicurazioni... tante grazie.

Per quanto riguarda l'inglese, insieme al francese, allo spagnolo e probabilmente anche il tedesco sarebbe pane di tutti i giorni in un contesto indipendente dove per forza di cose bisogna aprirsi a 360° al mediterraneo e all'Europa... ma fino a quando ci si continua a considerare regione periferica dell'italia quello rimane l'orizzonte, pure linguistico... e non è che il resto degli italiani stiano messi così bene in quanto a lingue, l'idiota monolinguismo che esalta la "bellissima" lingua italiana ha fatto anche di questi danni.


Daniele: una volta identificato che il problema è dei sardi...beh, non c'è bisogno di guardare tanto lontano per sapere chi ha messo lì quegli esponenti di quella maggioranza, ad elaborare progetti che, in altri contesti politici, sarebbero stati presi a pernacchie

il senso dell'articolo di michela è di creare una consapevolezza: questo senso lo capisco e lo condivido

ciò che probabilmente avevo male interpretato era uno snobismo verso il "turismo di massa", che non traspare dall'intervento di Michela ma da altri interventi a corollario del suo, e su questo ho espresso un'opinione (che è soltanto questo, un'opinione)

e sempre sul tuo intervento e sulla questione lingue: è nato prima l'uovo o la gallina?
cioè: dovremmo prima attrezzarci di lingue per poter superare l'orizzonte dell'Italia o dovremmo entrare nell'ottica di superare l'orizzonte dell'italia per cominciare ad imparare le lingue? Io non lo so, ma so che alcune piccole realtà imprenditoriali stanno cominciando a fare questo tipo di discorsi e, quando packagizzano il loro prodotto, poi il turista viene
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#36 Farris in vacanza 2010-08-11 18:36
Maledizione, BOMBOI! ASPETTAMI prima di scrivere, non voglio perdere nemmeno una riga delle tue cazzate, ma non è che posso restare tutto il giorno al pc come fai tu!

Zicu Sedda da Carloforte è uno studioso, un semiologo riconosciuto e un professore universitario, mica capperi e susine. La sua elaborazione sulla bandiera giudicale è un contributo teorico, come si dice tra gli studiati, di alto livello accademico. Se chi ha titolo per farlo ha voglia e modo di smontarlo - non tu Bombò, che hai fatto la quinta ragioneria alle serali e voti i 4 evangelisti bendati - può farlo sullo stesso piano. Fino a quel momento, come in tutti gli ambiti accademici che si rispettino, la teoria più strutturata e non ancora demolita scientificamente resta l'ipotesi più credibile, tipo record del mondo di velocità, hai presente? Un giorno arriva uno che fa il culo a Usein Bolt e pazienza. Ma fino a quel momento Bolt è figlio del vento, come le bandiere. (Oe seo poeta, Bombò, m'ispiras tue). Vuoi smontare il mito simbolico dell'alberello verde? Làureati e dottòrati in semiologia, studiaci su una diecina d'anni, elabora e pubblica, possibilmente non a fumetti. Noi ti seguiremo, o nostro sbandieratore.

La cosa di Atlantide invece è una idea di Frau, suggestiva e ben documentata bisogna dirlo per forza, sennò i suoi fans si offendono, ma - spero te ne renderai conto con il tuo titolo preso al CEPU - non è una teoria accademica, perché Frau è un giornalista di Repubblica, non un archeologo. Non esiste ancora la qualifica di mitologo, e io spero che lui nemmeno la voglia, visto che somiglia tanto a quella di mitomane... Mentre invece la darei tranquillamente a gente che ipotizza di piegare la sua *ipotesi informale* a servizio degli uffici del turismo di Atlantide. Qualcuno a questi glielo ha detto che intanto le scuole elementari e medie di Atlantide vengono chiuse e accorpate per tagli all'istruzione dell'altro potente Continente? Diglielo tu, Bombò, che ci esci insieme la sera al pub irlandese!

Quindi, riepilogando, siamo allo scontro epocale, direi apocalittico: Accademico semiologo Zicu Sedda che per ora si limita a teorizzare su una bandiera locale ****contro**** Scuadra Mitomani Riformati che vorrebbero rifare tutta la storia e la geografia del mondo antico a suon di milioni della regione Sardegna.
Come finirà?
Si accettano scommesse.
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#37 Farris in vacanza 2010-08-11 18:45
scusami gli accenti su làureati e dottòrati, Bombò, ma ho visto che tu metti gli accenti QUI' e anche QUA'. allora mi piaceva darti ragione, una volta tanto, invece che dirti che gli accenti si usano in un altro modo.
Maledette lauree del CEPU!
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#38 Daniele Addis 2010-08-11 20:50
Citazione Bomboi Adriano:
Nò, non la vedo Addis, perché è un mito il fatto che la bandiera giudicale rappresentasse la Nazione Sarda. Un mito può partire sia da elementi reali che di fantasia. Il discorso quì trattato parla del rischio di istituzionalizzare un mito. E nell'argomentare il problema è stato trattato in maniera inappropriata un prodotto commerciale come se fosse un documentario. Tutto quà.

Perché, hai sotto mano qualche proposta ufficiale di istituzionalizzazione dell'albero giudicale o parli ancora di fuffa? Sotto quell'insegna hanno combattuto gli ultimi sardi liberi dal dominio di una nazione straniera... è un mito o è storia? Poi se ne può parlare quanto si vuole, che male c'è? Ci ha combattuto il giudicato di Torres, di Calari o di Gallura contro i catalano-aragonesi? O ci ha combattuto quello di Arborea, che per un certo periodo è stato esteso all'intera Sardegna (eccetto Cagliari e Alghero)? La lettera del re spagnolo che si compiaceva del fatto che fosse stata presa la bandiera dei sardi è un mito o è un fatto storico?
Poi se per te è un delitto di lesa maestà il preferire un altro simbolo rispetto ai 4 mori il problema è tutto tuo (e di quelli che ti vengono dietro... ma continuano a non unirsi, mannaggia... ci creto, non fai altro che occuparti ossessivamente di iRS!).

Infine, il prodotto commerciale non può essere sottoposto a critica? Anche quello è delitto di lesa maestà perché, esaltando voi di URN, allora è intoccabile?

(e anche qua siamo avviati a spron battuto verso i 100, ma vieni!)
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#39 Daniele Addis 2010-08-11 20:59
Citazione Giacomo:
Daniele: una volta identificato che il problema è dei sardi...beh, non c'è bisogno di guardare tanto lontano per sapere chi ha messo lì quegli esponenti di quella maggioranza, ad elaborare progetti che, in altri contesti politici, sarebbero stati presi a pernacchie

il senso dell'articolo di michela è di creare una consapevolezza: questo senso lo capisco e lo condivido

ciò che probabilmente avevo male interpretato era uno snobismo verso il "turismo di massa", che non traspare dall'intervento di Michela ma da altri interventi a corollario del suo, e su questo ho espresso un'opinione (che è soltanto questo, un'opinione)

e sempre sul tuo intervento e sulla questione lingue: è nato prima l'uovo o la gallina?
cioè: dovremmo prima attrezzarci di lingue per poter superare l'orizzonte dell'Italia o dovremmo entrare nell'ottica di superare l'orizzonte dell'italia per cominciare ad imparare le lingue? Io non lo so, ma so che alcune piccole realtà imprenditoriali stanno cominciando a fare questo tipo di discorsi e, quando packagizzano il loro prodotto, poi il turista viene

Il problema, per le lingue, è che gli strumenti per impararle sono quelli, insufficienti, forniti dall'Italia. Iniziare a metterli da parte per fornirsi di strumenti più moderni non sarebbe male, ma ci sarebbe bisogno di persone che non parlano di "governi amici".

Per quanto riguarda il resto, capisco il tuo punto di vista e molte cose le trovo anche condivisibili (non ho alcuno snobismo o avversione verso il turismo di massa).
Buona serata
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#40 Bomboi Adriano 2010-08-11 22:46
Citazione Daniele Addis:
è un delitto di lesa maestà il preferire un altro simbolo rispetto ai 4 mori il problema è tutto tuo (e di quelli che ti vengono dietro... ma continuano a non unirsi, mannaggia... ci creto, non fai altro che occuparti ossessivamente di iRS!).

Infine, il prodotto commerciale non può essere sottoposto a critica? Anche quello è delitto di lesa maestà perché, esaltando voi di URN, allora è intoccabile?

(e anche qua siamo avviati a spron battuto verso i 100, ma vieni!)


100 o non 100, non stiamo perdendo tempo, anche in questa discussione ci sono dei galant'uomini educati al Verbo della scurrilità che non sapendo come arginare gli argomenti scomodi, scadono immancabilmente sul piano personale. Ringrazio Farris per tutte le sue attenzioni, ma non sono omosessuale.
Sono più importanti i nostri lettori, che tralasciando certo pattume, poi tireranno le somme di ciò che si è detto.
Addis, nel '400 non esistevano le bandiere nazionali. Erano stemmi di casata. E quello stemma non rappresentava tutta la Nazione Sarda (che come concetto quasi non esiste oggi, figurarsi allora). Ho letto anche il testo di Sedda quando uscì, ha degli spunti interessanti ma ci sono diverse forzature che fanno da sponda ad un marcato background politico. E questo purtroppo incrina tutta la credibilità del libro e la passione con cui è stato scritto. Poi per carità, sul piano simbolico possiamo contestualizzare oggi quell'albero e proporlo come nuova bandiera che riguardi tutti. Non contestavo questo, ma il mito secondo il quale gli sono stati attribuiti più significati di quelli effettivamente avuti e che dopo questi "significati" fungano da piattaforma di lancio contro il sardismo. Si tratta della maldestra evoluzione teorica di un'avversione al sardismo nata nel secolo scorso e che continua a proliferare negli ambienti indipendentisti ma senza mai produrre nulla sul lato pratico. Roba vecchia come il cucco insomma. E vi ricordo che per adesso "quelli che mi seguono" nel riconoscersi nei 4 Mori sono 1 milione e mezzo di persone. Quindi non sono io quello che deve tenere i piedi per terra. Negli ambienti di IRS date infatti un significato politico preciso (prima che storico) ai 4 Mori, la maggiorparte dei Sardi nò. Rifletteteci.

Certo che un prodotto commerciale può essere sottoposto a critica, purché la critica sia pertinente. Ma quì si è valutato un prodotto commerciale destinato al mercato giapponese (che offre storia e mito allo stesso tempo per ragioni di marketing) come se fosse un documentario storico di divulgazione di massa rivolto ai Sardi e non. Il tema proposto da Michela sulla proposta dei Riformatori poteva essere interessante ma è stato viziato nella sua argomentazione da una serie di elementi ideologici (vedere il passaggio su Cappellacci) ed inappropriati. Rileggetevi le cose scritte di sopra. Anche Stefano Soi offre la sua interpretazione di quello spot, ma è appunto solo una visione soggettiva e personale (magari suggeritagli dalla sua preferenza politica). Buonanotte!
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#41 Daniele Addis 2010-08-11 23:42
Ma Bomboi, smettila di tormentarti con il maltrattamento del sardista. Io sardista non lo sono mai stato nè quando non ero indipendentista e continuo a non esserlo ora. Mica voglio che i sardisti smettano di essere tali, continuino pure.
Se poi per te è offensivo dire di non essere sardista, allora è offensivo anche il tuo dire di non essere omosessuale... perché te la prendi con gli omosessuali? Sei omofobo? Spiegaci questo accanimento.

Per quanto riguarda la storia della bandiera che tanto ti tormenta, ti può rassicurare il fatto che oggi quell'albero indica solo un certo numero di indipendentisti che vi si riconoscono?

"E vi ricordo che per adesso "quelli che mi seguono" nel riconoscersi nei 4 Mori sono 1 milione e mezzo di persone." Ti sei dimenticato di aggiungere "gne gne gne" alla fine. E quindi? Io mica ho detto che il problema è d chi si riconosce nei 4 mori, ma di chi ritiene che il preferire un altro simbolo sia "lesa maestà". Molti di quelli che si riconoscono nei 4 mori poi si riconoscono anche, se non di più, nel tricolore italiano... di fronte a questo mettiamo l'indipendentismo in cantina e ci inchiniamo alla logica della maggioranza, oppure continuiamo a cercare il dialogo provando ad esporre le nostre idee e a farle capire?
Grazie per l'invito alla riflessione poi, tu invece continua con le tue certezze assolute e incrollabili. Ora che ci ho riflettuto sono ancora più convinto della bontà della scelta: passare da un simbolo tollerato e apprezzato dallo stato italiano, tanto che tricolore e mori viaggiano spesso felicemente appaiati, ad uno che quello stato nemmeno conosce significa porsi in una prospettiva molto diversa, secondo me più chiara.

Per quanto riguarda la pubblicità che tanto ti piace e commuove, si è detto e ripetuto che è fatta bene, infatti quest'estate la Sardegna brulica di nipponici! A parte gli scherzi, mi sembra che si sia usato quell'esempio per spiegare l'atteggiamento mentale di parte della classe politica, in questo caso i riformatori, che pare trattino la Sardegna come un prodotto da vendere a chi viene da fuori. Se per un pubblicitario tale impostazione è del tutto normale, per la classe dirigente di una nazione a rigor di logica non lo dovrebbe essere.
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#42 Stefano Soi 2010-08-12 03:49
Buonanotte a tutti :),
rileggo ora con calma i post.. Dopo una notte semi/brava mi permetto cmq, anche se le energie sono al lumicino, di rispondere a Giacomo.

Per comprenderci meglio ti racconterò quello che un amico intimo belga (lui vallone e la fidanzata fiamminga), rappresentante di vini per conto di una grossa azienda viticola italiana mi ripete frequentemente.

Non solo entrambi mi chiedono continuamente di come facciano i sardi a non emanciparsi dall'Italia, ma, sarà che è laureato in storia e che ama sentire parlare degli Shardana, dei pozzi sacri, del periodo giudicale, delle commemorazioni che facciamo, come ti dicevo si sofferma su un aspetto del mercato dei vini che ci può aiutare a capire meglio.

I vini nelle fiere internazionali (lui parla setto/otto lingue) non vengono comprati perchè sono buoni. Vengono comprati perchè i commercianti dicono: "vino toscano, patria del rinascimento e di Dante Alighieri, vino buono". E comprano. "Vino siciliano, magna grecia (tra l'altro non è mai stata Magna Grecia, sempre un periferia di due mondi, il mediterraneo occidentale e quello orientale, terra ricchissima di templi e cultura.." e comprano. "vini sardi.. ops, dov'è??"

Non vorrei entrare nel dettaglio di quali siano gli introiti effettivi del turismo (che, a parte Tirrenia con sede fiscale a Napoli, capisci bene se ti dai uno sguardo attorno) ma vorrei provare a riflettere su ciò che può muovere il turista.

Sarebbe il caso di capire le dinamiche psicologiche di chi per esempio va in Francia. Credi ci sia differenza tra andare a Disneyland (tra l’altro, la proposta di farlo in Sardegna venne bocciata negli anni ’80 dai sardisti se non erro) o farsi un bel giro lungo i castelli della Loira?? Perché??

Io penso che la storia di ogni popolo sia una storia di amore e libertà. Così per esempio chi va in America, andrà sicuramente a vedere i grattacieli, la Silicon Valley, ma credi che realmente siano quelle a muovere il turista??

Oppure possiamo chiederci, immagina che la Sardegna fosse una Repubblica, cosa muoverebbe i turisti?? Il racconto di un mito, di una favola?? Non solo non impressiona i giapponesi o gli svedesi, che ne hanno molti più di noi, ma penso sia pure un’arma a doppio taglio perché la derisione è dietro l’angolo. Io sono invece convinto che ogni Stato mantenga cmq nel suo esseci una storia, una identità nel suo farsi storico che, se riflettiamo un attimo, incuriosisce molto di più le persone. Che vanno sicuramente in cerca del bel mare, dei tramonti radiosi e di Atlante, ma vanno molto di più in cerca di una storia con cui confrontarsi, da condividere per potersi arricchire reciprocamente.

Potrei chiederti come mai non sei mai andato in Giappone, nonostante alcuni l’abbiano se non sbaglio, indicata come Atlantide?? E se ci sei invece andato quale il vero motivo che ti ha mosso?? Forse la sua storia e la sua vita, il sangue ed il dolore di quel popolo, la sua capacità di dare vita e reagire al rischio della dissoluzione, come uomini e come popolo??

Non so se, caro Giacomo, sia stato più o meno chiaro. Quello che ti voglio semplicemente dire è che, salvo i fattori “di risparmio”, ciò che secondo me muove i flussi di turisti è sempre qualcosa che ha a che fare con la libertà, la testimonianza, la giustizia, la vita, o se vuoi con la schiavitù, l’abisso, l’ingiustizia più estrema e la morte. Credi che un mito (con tutto il rispetto per Sergio che conosco e che mi ha veramente arricchito) risponda a queste esigenze profonde dell’animo umano?? Ti consiglio di leggere, forse le trovi sul mio blog, alcune pag. del suo libro sulle colonne d’Ercole. Intorno a pag. 400, o giù di lì, descrive le sensazioni che dovrebbe avere chi arriva in Sardegna. Parla di tutto, parla di un popolo ed una terra viva e presente a se stessa e nella storia. Ma non nomina Atlantide. Buonanotte a tutti..
Con autentica stima Stefano Soi
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#43 Giacomo 2010-08-12 10:11
Ciao Stefano,

ti ringrazio per la risposta: capisco meglio il tuo intervento. Rileggendo i miei mi sono accordo che forse quello che volevo esprimere non era molto chiaro.

1) No, non credo che i sardi dovrebbero abbandonare la loro storia in favore del mito di atlantide
2) si, credo che i sardi dovrebbero imparare a raccontare la loro storia in maniera che sia affascinante ed interessante, come fa quel filmato (non nella parte in cui vaneggia di atlantide, ma negli espedienti narrativi che usa). Sono convinto che alcuni lo fanno già, e nella mia ignoranza non sono in grado di elencarli tutti (Michela, che è del mestiere, sono sicuro sia in grado di dare un elenco più preciso): mi piacerebbe vedere filmati sullo stile di quello dello spot, che raccontano la storia vera in maniera altrettanto affascinante per la superficiale generazione dei McDonalds nella quale, di riffa o di raffa, mi inserisco.
3) si e no al confronto con le sofferenze di un popolo: dipende dal turista. Alcuni turisti, quando vanno a vedere un castello, vogliono una narrazione superficiale e romanzata della vita del castello, altri sono autenticamente interessati a conoscere anche le storie di sofferenza e schiavitù che ci stavano dietro. Non conosco i numeri (e non lo dico in maniera retorica: proprio non li conosco!) ma se dovessi fare una cartolina forse punterei sul primo approccio, mettendo poi, a disposizione del turista più ricercato, anche il secondo dato, ma quando arriva lì. Il motivo è semplicemente di gusto: il verismo (col grande amore che posso - barra - non posso avere per Verga) non è granchè affascinante nell'agenzia di viaggi :D

In buona sostanza quello che volevo dire è: non c'è bisogno di scomodare atlantide / ufo / legami celtici e simili per raccontare in maniera affascinante la storia della sardegna: basterebbe ricordarsi che all'utente medio il verga non piace mentre Avatar si, questo era il senso del mio intervento

ti ringrazio per la risposta ed i consigli di lettura
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#44 Marco Antonio Pani 2010-08-12 10:26
Ecco Stefano Soi, ti ringrazio, perché finora avevo avuto l'impressione che nessuno dei blogghisti che hanno citato Frau finora abia realmente letto il libro di Frau. L'impressione è che ne abbiano letto recensioni derisorie e in malafede, oppure che semplicemente si siano fidati dei pareri di altri che, o non l'hanno letto ed hanno inventato la parola Atlantide affiancata al libro di Frau, oppure l'hanno letto senza strumenti per farlo, oppure peggio l'hanno letto e li ha infastiditi, per pregiudizio, o peggio ancora perchè parte in causa.
Quello di Frau è un libro serio, e la parola Atlantide si è guardato bene dall'usarla, perchè non parla della mitica Atlantide Frau, nel suo libro. Se iniziassimo a pensare la Sardegna come la pensa lui, anzi che fare raccolte di firme accademiche sarde per squalificare il suo libro (è successo davvero, siamo a livelli di santa inquisizione) e costringere l'UNESCO (non ho detto mica, il Cagliari Calcio o i Mercati di Nonna Isa...ho detto l'UNESCO) a non ospitare la mostra su "Le colonne d'Ercole, un'inchiesta" a Parigi, forse inizieremmo a capire che è proprio la paura di avere un passato importante a non renderci capaci di crearci un presente che lo sia altrettanto.

Saluti a tutti!
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#45 nome.cognome 2010-08-12 10:33
Ritengo inutile la discussione sul che cosa muoverebbe i turisti in Sardegna. Infatti, non ho l'impressione che ci sia una mancanza di turisti in Sardegna. Invece di bandiere e battaglie (perdute mezzo millenio fà) sarebbe più utile di chiarire la questione quali turisti siano desiderabili.
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#46 nome.cognome 2010-08-12 10:42
@Marco Antonio Pani: Il "mattone" di Frau non è un libro serio e non ha bisogno di raccolte di firme accademiche sarde per squalificarlo. Ma tutto questo è O.T. come le battaglie perdute.
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#47 Bomboi Adriano 2010-08-12 10:50
Citazione:
Io mica ho detto che il problema è d chi si riconosce nei 4 mori, ma di chi ritiene che il preferire un altro simbolo sia "lesa maestà". Molti di quelli che si riconoscono nei 4 mori poi si riconoscono anche, se non di più, nel tricolore italiano... di fronte a questo mettiamo l'indipendentismo in cantina e ci inchiniamo alla logica della maggioranza, oppure continuiamo a cercare il dialogo provando ad esporre le nostre idee e a farle capire?


E' ridicolo Addis che tu parli solo di "mie" certezze: i 4 Mori sono riconosciuti da tutti i Sardi, quindi è una realtà oggettiva, non soggettiva (come la vostra intepretazione di uno spot). E dopo esibisci la tracotante certezza secondo cui da un lato ci sono gli indipendentisti (con l'alberello) e dall'altra tutti gli altri, coi 4 Mori.
Ne deduciamo implicitamente dal tuo discorso iperpoliticizzato che un indipendentista dovrebbe riconoscersi solo nell'alberello e non in una cosa che "si mette pure di fianco al tricolore". Questo è il classico discorso sterile. Perché io non ho mai detto che l'indipendentismo vada messo in cantina e non ho mai accusato di lesà maestà la proposta dell'alberello ma il suo mito (e l'uso politico di tale mito contro il resto dell'indipendentismo e del sardismo). L'ho già spiegato in 3 interventi. Io sono indipendentista ed il mio dovere (almeno in teoria) è quello di tutelare le cose in cui oggi tutti i Sardi, da nord a sud, si riconoscono: I 4 Mori sono forse l'unica cosa che lo permette. Stanto cielo come vi hanno ridotto...Siamo proprio messi male in Sardegna. Lasciamelo dire. Siete arrivati a giudicare politicamente anche le persone in base ai simboli che si portano dietro (ai quali magari danno significati molto più semplici e diversi da quelli che il buon semiologo gli attribuisce). Io l'ho sempre detto che certe cose in politica fanno solo danni...Dire che la semiotica è stata applicato molto male in questo caso.

Sullo spot: Michela non l'ha usato nel discorso come esempio da cui le istituzioni dovrebbero guardarsi rispetto al mito. Lei ha fatto affermazioni precise ed ha giudicato quel prodotto commerciale come se fosse un documentario per poi identificarlo come un qualcosa di univoco verso cui la Regione starebbe puntando come immagine da offrire dell'isola. E' inutile girare attorno alle cose. Ma non solo quì, ad esempio il 7 agosto dal forum di IRS (nel quale vige la censura) Michela alle 13:08 afferma: "Non escludo la possibilità che questa proposta assurda trovi anche eco, considerato che l'idea della Sardegna che la regione sta continuando a promuovere a fior di milioni è sempre quella di A Myth in the Mediterranean Sea." Quindi Addis non solo sei in torto marcio ma persino la Murgia si sbaglia, ad esempio sul campo promozionale sono state fatte diverse iniziative, anche singolari, come questa: www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=139397&v=2&c=3692&t=1 Perché non c'è solo ambiente e cultura, ma anche qualità, e le cose sono collegate. Proprio in Giappone tempo fa hanno utilizzato una metodica simile (eppure anche lì non mancano spot vari sui miti ed anche sulla storia). E poi Stefano Soi pensa pure che i nostri spot rischiano la derisione. Evidentemente non conosce le centinaia di miti della cultura giapponese (sia soprannaturali, connessi alla spiritualità ed ai 5 elementi, di fantasia, e sia costruiti su elementi reali, come quelli sui samurai). Ma nel vostro movimento le iniziative promozionali della Regione le conoscete già. Oltre a questo ci sono state varie iniziative per presentare la Sardegna (in collaborazione con la rete diplomatica italiana), ad esempio con i manifesti sulla Sardegna nei tram di Vienna. Insomma, non è vero che sta passando solo l'idea del mito a livello istituzionale. E' solo un'idea come altre (ed anche in tutto il mondo è cosa normale diversificare l'offerta promozionale di un territorio). Per il resto dicevo, questa discussione purtroppo ha perso di qualità. Dove c'è politicizzazione e ideologia non è possibile fare un discorso serio e sereno.
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#48 Marco Antonio Pani 2010-08-12 11:17
@nome.cognome: fa parte della sua libertà di tutelare la sua privacy, ma è bruttino rispondere a chi scrive col proprio vero nome e cognome utilizzando lo pseudonimo "nome.cognome".
A parte questo, è possibile sapere in base a cosa afferma che il "mattone" di Frau non è un libro serio? Do per scontato che lei l'abbia letto.
La mia opinione vale poco, ma quella di archeologi, storiografi, epigrafisti e tanti altri studiosi di rilievo internazionale che hanno plaudito allo studio di Frau, con umiltà e ragionamento , (e non con la spocchia che spesso esibiscono certi professori che poi foderano di legno e bulloni gli anfiteatri romani o autorizzano la costruzione di twin towers nelle necropoli puniche) non le fa venire nemmeno il minimo dubbio sul fatto che, forse, esiste un pregiudizio?
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#49 nome.cognome 2010-08-12 11:41
@Marco Antonio Pani: Addiritura, fa parte della libertà di ogniuno di tutelare la sua privacy. Non c'è assolutamente niente di male.

Sí, ho letto il mattone di Frau.
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#50 Farris in vacanza 2010-08-12 11:41
Pigliate in saccoccia, amici.
Qui dentro l'unico che può fare discorsi seri e sereni è Bomboi.
Se Michela Murgia dice che la regione usa il mito anziché finanziare l'archeologia vera è ideologica; se Bomboi dice che i 4 mori - benché catalani - ce li dobbiamo tenere come simbolo eterno di tutti i sardi, non è ideologico: è serio e sereno, perbacco.

Bombò, sei veramente insuperabile come comico.
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