Quella di Atrapalo è per me la migliore campagna pubblicitaria di sempre.
Tutta giocata sull'equivoco fantascientifico, l'azienda propone un fantomatico impianto di ricordi meravigliosi che rimanda furbamente alla trama di Total Recall.
Inquietante, se non fosse un'agenzia di viaggi.
E' davvero geniale, ma poiché non c'è neanche un culo di donna né una "originale provocazione" di Toscani temo che molti in Italia non capiranno che si tratta di una campagna pubblicitaria.
Esatto Michela, ad avercene! Considero questa una non sottovalutabile battaglia culturale che agisce in un settore dove domina la becera volgarità: la comunicazione basilare, la pubblicità.
Chi, come me, non ne è attratto, anzi... subisce e ne è fortemente infastidito, si sente spesso una vittima senza speranza. Ti attaccano fin dentro casa. Sono arrivato al paradosso di RIFIUTARE tutti quei prodotti che mi vengono proposti con la pubblicità. Anche se potrebbero forse convenirmi.
Se invece la pubblicità, come in questo caso, stimolasse la mia intellettività, ne sarei certamente attratto e penserei che quei signori è proprio me che stanno cercando...
Come quella sera da Odradek (bellissima, commovente, uno dei miei migliori ricordi con te). Chi rimase non si pentì di averlo fatto.
Ergo: chi lancia un messaggio sa in partenza di operare in modo selettivo.
Ma la lotta è durissima:
È ciò che cercavo di spiegare a mia figlia quando, quindicenne carina e nel fiore del suo big-bang ormonale, usciva di casa (per andare a prendere un treno, dunque in stazione! non so se mi spiego...) s-vestita in maniera molto provocante. Era senz'altro la sua sfida al mondo, la sua gratificante ricerca di rassicurazioni nel sentirsi improvvisamente al centro dell'attenzione, e così via... Le spiegavo il rapporto fra messaggio e risposta, fra fiore ed ape, vespa ed orchidea, ecc... Nemmeno col terzo principio della dinamica (ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria) ottenni grandi risultati. La mia traduzione era: se ti vesti in modo volgare, attiri l'aggressività di persone volgari (cosa che, conoscendola, lei non gradiva). Ma rischiavo di essere preso per moralista. E di dover combattere contro un mondo che invece chiede alle adolescenti di essere lolite senza cervello. Stava misurando le proprie forze. Infatti mi diceva: “So difendermi”.
L'unico argomento con cui ottenni un risultato fu quando pronunciai la magica frase:"Perché vuoi sembrare una velina?". Un colpo basso al suo orgoglio ed alla sua intelligenza. Una vera operazione di contro-informazione.
Ma che fatica! Uff...
[quote name="Alberto Masala"]
ottimo questo post... piace anche a me decontestualizzare...
bella anche l'esperienza personale di Alberto Masala...
se le dico io, certe cose, mi dicono che sono un prete bacchettone, che la Chiesa è retrograda etc...
Valle a capire le persone...
Sarà il caso di decontestualizzare strategicamente anche la morale per riportarla nell'alveo del pensiero e non esclusivamente dell'azione?
errata corrige
il computer salta e fa scherzi nel digitare
la frase era:
Né si dica che mos ed ethos significano la stessa cosa...
Fra questi due termini corre la stessa distanza che si frappone tra il concetto astratto di libertà ed il gesto concreto di liberazione.
18.05.2012 18:30 -
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