Mercoledì 15 Ottobre 2008 20:45
(
scritto per Epolis del 16 ottobre 2008)
Negli anni ottanta impazzivo per una serie tv che si chiamava
“Ai confini della realtà”, e raccontava di un mondo parallelo al nostro, analogo ma non proprio uguale, dove i protagonisti a volte finivano per sconfinare, scoprendo a proprie spese il volto alieno e misterioso del verosimile. Era ottima fantascienza, e mi rammaricai quando la serie ebbe termine. Poi per fortuna ha cominciato ad andare in onda il Tg4, un programma delle reti Mediaset ispirato allo stesso format. Dopo averlo inizialmente confuso per un telegiornale, molti orfani del telefilm americano hanno capito che si trattava in realtà di un seguito della vecchia serie televisiva, ambientato però in Italia. Nella nuova versione il protagonista, un giornalista dal significativo cognome di Fede, finge di trasmettere da una dimensione parallela alla nostra, da un mondo analogo, ma non proprio uguale, dove succedono cose del tutto verosimili, ma diverse. Per esempio, mentre da noi le borse mandano in fumo milioni di risparmi, il servizio di apertura del Tg4 parla invece per venti minuti dell’amicizia fraterna tra Berlusconi e Bush. Nel mondo parallelo da cui trasmette il protagonista della serie, Vittorio Feltri è l’unico opinionista disponibile, il razzismo non è altro che l’invenzione di una certa sinistra, e c’è sempre una cagnetta che fa qualcosa di commovente da raccontare in chiusura dell’edizione. Delle molte cose che succedono da noi, il Tg4 non racconta niente, oppure le presenta in modo che sembrino successe in modo diverso, tanto che a volte è difficile accorgersi del confine tra la fiction e la realtà. La bravura degli sceneggiatori della serie consiste proprio in questo: far capire a chi guarda che basta poco per vivere in una dimensione essendo convinti di stare vivendo nell’altra.